Le pagelle di Juventus – Roma.

gen252012

Storari 6: viene impegnato poco in questa serata, in quanto la Roma si presenta raramente dalle sue parti. Buone le uscite.
Bonucci 6: prova precisa del centrale bianconero che non lascia spazio agli attaccanti avversari, salvo un liscio ad inizio ripresa.
Chiellini 6,5: ritorna sulla fascia sinistra con una buona prestazione in quanto alterna molto bene le fasi offensiva e difensiva. Causa l’espulsione di Lamela.
Barzagli 6,5: gioca un’altra ottima partita dimostrando che si può giocare con classe anche in difesa.
Lichsteiner 6: si sgancia benissimo sulla fascia proponendosi molte volte per le giocate dei compagni, che spesso concretizza in occasioni pericolose.
Pirlo 6: orchestra benissimo la squadra con passaggi filtranti e millimetrici.
Giaccherini 7: ha preso gusto col gol, gioca molto più sciolto e riesce a dare velocità al gioco bianconero. Una bella scoperta. 
Marrone 6,5: altra prova di maturità per il centrocampista che gestisce bene ogni situazione in cui viene implicato.
Estigarribia 7: lavora molto bene sulla fascia saltando molto spesso gli avversari e creando sempre occasioni pericolose. Pecca di precisione sotto porta.
Borriello 6: si muove bene e appare già bene inserito all’interno degli schemi di gioco della squadra, tuttavia non riesce a far male alla difesa della Roma.
Del Piero 7: non aveva ancora segnato, ma s’è sbloccato con un super gol degno della sua lunga e onorata carriera. Un’altra perla sulla sua collana di diamanti.
Matri 6: ha fame di gol e si vede, in quanto lotta su ogni pallone, nonostante giochi solo nei minuti finali. Viene anticipato da un avversario che gli nega la gioia del 3-0 anche se la palla finisce in rete comunque.
Quagliarella 6: gioca solo nel finale, ma ha il tempo di colpire la traversa e rendersi molto utile per i contropiedi degli ultimi minuti.
Krasic n.g.: entra solo qualche minuto, ma fa in tempo ad essere ammonito.

Juventus – Roma 3-0. Che Juve!

gen252012

Qualcuno potrebbe dire: “che ingorda questa Juve“, ma per noi che abbiamo vissuto tanti successi, è solo tornata la solita Juve. E’ vero non abbiamo alzato nessun trofeo, come dice Conte, ma se è vero che la filosofia del mister era quella di andare per gradi, beh, allora i bianconeri ha già vinto sotto molti punti di vista. Per la mentalità, per il gioco, per l’organizzazione, per lo spirito di squadra, per esempio.

Grande, grandissimo impatto sulla gara per i bianconeri, che dopo soli 5′ affondano nella difesa giallorossa come un coltello nel burro, ed è veloce la falcata di Giaccherini che piazza un rasoterra imparabile per il vantaggio della Signora. Aggressività, geometrie, pressing asfisiante, la Juve è una macchina da “guerra” che non si ferma a dormire sugli allori del primo goal. La Roma non riesce a divincolarsi dalla morsa con cui i padroni di casa stritolano il gioco e le iniziative avversarie, e la partita diventa nervosa fin da subito, proprio a causa dell’aggressività dell’una e della difficoltà dell’altra. Le squadre giocano molto a viso aperto, producendo un gioco molto vivace e divertente, permettendo ad entrambe di sviluppare i temi tattici preparati alla vigilia. La Juventus sviluppa ottime iniziative sulle fasce, grazie alla velocità di Estigarribia e ad un Lichtsteiner sempre più ala che difensore. Marrone, Estigarribia e Giaccherini danno freschezza e mobilità maggiori rispetto agli ultimi Marchisio e Vidal (forse bisognosi di un po’ di riposo), tanto che non sembrano assolutamente dei sostituti che non trovano spazio, ma anzi, dei protagonisti assoluti.

I bianconeri sembrano sempre sul punto di raddoppiare, e la fantastica rete di Del Piero mette il sigillo ad una azione caparbia che coniuga forza e classe allo stesso tempo. Un tiro alla Del Piero, sul secondo palo, dove nessuno può arrivare a toglierlo: due a zero! Ma la parola “fine” non è ancora scritta, perchè gli uomini di Conte stanno imparando quale sia lo spirito di questa maglia: attaccare, e vincere. Estigarribia 39′ sbaglia un clamoroso goal davanti alla porta, confermando la sua cronica imprecisione in zona goal. Ma che passaggio Marrone!

A dispetto della bellissima partita, le occasioni da rete sono piuttosto scarse, così le squadre vanno al riposo con il risultato di due a zero, ma con molta polvere ancora nei cannoni. In particolare la Roma freme per poter esprimere le proprie qualità, e mette maggior impegno nella prima parte della ripresa, tanto che il solito Bonucci sfiora l’autorete clamorosa già nei primissimi minuti.

Conte decide che è ora della staffetta Borriello – Matri, visto anche la “legnosità” dell’ex romanista, che sulla corsa e sui movimenti deve ancora migliorare tanto. Ci prova anche Pirlo su punizione, che tenta di sorprendere il portiere da posizione defilata. Ma l’episodio chiave, arriva al 68′ quando Lamela scalcia da terra Chiellini, rimedianto un’espulsione che chiude di fatto le velleità romaniste. E’ questo il momento per dare maggiore profondità alla manovra, così Alex lascia il posto a Quagliarella, che subito colpisce una clamorosa traversa su assist di Matri, in versione recupera palloni.

Azione da manuale del contropiede: lancio di Pirlo per Quagliarella che aspetta l’arrivo del velocissimo Estigarribia, il cui diagonale finisce fuori di un soffio. E’ una Juve straripante! Ma il terzo, meritatissimo goal, arriva su autorete, dopo un’ennesima azione da manuale con ancora Quagliarella e Matri protagonisti. Serata perfetta.

Le pagelle di Atalanta – Juventus.

gen222012

Buffon 6: non viene quasi mai impegnato, grazie all’ottima prestazione della difesa. Sufficienza politica.
Lichsteiner 6,5: un gol decisivo e tanta sostanza per il terzino svizzero, che sta diventando sempre più un punto fermo della squadra.
De Ceglie 6,5: spinge con costanza e determinazione sulla fascia, fornendo moltissimi cross ai compagni. Di questo passo Conte lo dovrà schierare sempre.
Barzagli 6,5: altra grande prova per il centrale bianconero, che sfiora anche la rete nel primo tempo.
Chiellini 7: la lunga permanenza sulla fascia sinistra, non sembra aver intaccato le doti da centrale di Giorgione, che si destreggia alla grandissima anche in questo ruolo.
Pirlo 7: molto più in forma di settimana scorsa, il centrocampista bianconero ritorna a far girare il motore della squadra dispensando passaggi e palloni preziosi per i compagni. Partono dai suoi piedi le azioni più pericolose della squadra.
Vidal 6: molto attivo e intraprendente, il cileno fornisce un’ottima prova nel ruolo d’intenditore, facendo così da collante tra il reparto offensivo e quello difensivo. Tenta una super giocata, ma la traversa gli nega la gioia del gol.
Marchisio 6: lascia anzitempo la contesa per un infortunio, per questo non gioca una delle sue migliori partite.
Pepe 6: fa il suo, ma non riesce a spaccare in due la difesa avversaria e la partita come nelle sue giornate migliori, tuttavia il suo apporto è buono. Esce per infortunio.
Matri 5,5: si muove benissimo tra i difensori atalantini, mettendo in costante pressione la difesa avversaria. Però… sbaglia tre goal davanti alla porta. Troppi per un centravanti da Juve.
Vucinic 6,5: compie ottime giocate di classe, attirando l’attenzione dei difensori avversari per poi mettere i compagni in posizione per far male. Il suo lavoro è preziosissimo nell’economia della squadra.
Giaccherini 6,5: entra a partita in corso e chiude la contesa con un gol bellissimo che spiana la strada verso il titolo d’inverno.
Marrone 7: sostituisce Pepe con grande personalità e autorità dialogando molto bene con i compagni e fornendo un bellissimo assist per la rete di Giaccherini.
Bonucci n.g.: entra solo nel finale a risultato ormai raggiunto.

Atalanta – Juventus 0-2. Campioni d’inverno.

gen222012

Essere campioni d’inverno è una cosa incredibile, dopo tutto quello che è stato nelle stagioni passate. Essere imbattuti in tutto il girone di andata è ancora più incredibile, se consideriamo che la difesa era ed è il reparto più debole della squadra. Il campo premia la determinazione della squadra che ha giocato col diavolo in corpo, assegnandole il titolo di metà stagione; così come premia la scelta di Conte, che non sbaglia la formazione iniziale e i cambi successivi. De Ceglie gioca con grande volontà e dinamismo, permettendo a Chiellini di fare una partita sontuosa tornando nella posizione centrale. Questo a mio avviso è la chiave della stabilità che permette alla squadra di esprimersi al meglio. Maggiore sicurezza e impermeabilità in retroguardia sono fondamentali per una formazione che deve (e vuole) giocare all’attacco. Le scorie della preparazione iniziano ad essere smaltite, perchè la flessione prima e la freschezza dopo, alternatesi simultaneamente in tutti gli uomini, sono sinonimo di un lavoro che ha dato i suoi frutti.

Primo tempo stratosferico della Juventus, che parte con un ritmo indiavolato e non molla mai il colpo. Gioca alla morte su ogni pallone, e appena lo conquista, parte dritta verso la porta di Consigli. Matri ha la prima palla gol al 3′, quando riceve da Pepe e gira alto da pochissimi passi, ma solo una manciata di minuti più tardi, è Barzagli a cogliere il palo, tirando in mischia verso la porta atalantina. Due minuti più tardi è Vucinic a sfiorare la rete da posizione angolata, ribadendo la superiorità bianconera che aspetta il goal da un secondo all’altro. Ma la rete non arriva neppure al 12′, quando De Ceglie effettua una spettacolare rovesciata che però non centra lo specchio della porta. Si ripete il valdostano subito dopo, quando  colpisce alto di testa, da distanza ravvicinata.

Sembra stregata la porta di Consigli, che non capitola nemmeno al 34′ quando Vidal tenta il goal della domenica tirando dalla trequarti campo, e cogliendo una clamorosa traversa! Il primo tempo sta per finire, e mentre tutti contano le numerose occasioni sprecate dai bianconeri, arriva la prima grande occasione anche per i padroni di casa, con Denis che al volo tenta una girata da brividi verso la rete di Buffon. Ma nonostante qualche rischio finale, è immeritato il pareggio con cui si concludono le ostilità nella prima frazione di gioco. Conte opera un cambio dovuto, visto i problemi al ginocchio di Marchisio, mettendo al suo posto Giaccherini e ridisegnando leggermente l’assetto del centrocampo, spostando Vidal a fianco di Pirlo e tenendo il tandem Pepe – Giaccherini sulle fasce.

La Juve rientra tutt’altro che stanca dopo un primo tempo a mille all’ora, e la freschezza di Cigarini apporta subito dinamicità importante. La rete di testa di Lichtsteiner, pescato chirurgicamente da Pirlo, mette in discesa la partita, aprendo varchi importanti nelle maglie atalantine. Infatti, Matri al 61′ intercetta un pallone mal gestito dalla difesa avversaria e s’invola verso la porta, sbagliando però il cucchiaio che finisce di poco a lato. Infortunio anche per Pepe che poco dopo deve uscire per infortunio alla caviglia, sostituito da Marrone. Il giovane bianconero si rende subito protagonista di un’ottima combinazione con Matri, sfortunato solo nella conclusione ben parata dal portiere.

E’ il preludio al gol spettacolare di Giaccherini, su assist sempre di Marrone, che colpisce la palla al volo indirizzandola alle spalle del portiere. Il goal chiude la partite e mette il sigillo ad una prestazione che vale e onora il titolo di campione d’inverno.

Prepartita Atalanta – Juventus. Formazioni e curiosità.

gen212012

Juve ancora imbattuta e Juve in netta flessione. Bicchiere mezzo pieno, ma anche mezzo vuoto. Non si può dar torto nè all’una nè all’altra campana, se consideriamo l’intero girone di andata o le ultime partite giocate. E’ sempre lecito considerare i pareggi come una sconfitta, e su questo siamo d’accordo con Conte. Perciò oggi è fondamentale vincere per ritrovare l’entusiasmo delle gare precedenti, e per mantenere la vetta della classifica che ci consacrerebbe campioni d’inverno. Un titolo inutile, ma che il più delle volte ha significato anche vittoria finale. Ma nonostante l’aria che tira sia ben più rosea di qualsiasi aspettativa iniziale, Antonio Conte si trova comunque con qualche problemino interno da risolvere. Si è parlato tanto di spirito di squadra della Juve, di gruppo compatto, eppure le scelte sistematiche di puntare quasi sempre sulla stessa formazione, hanno creato diversi malumori negli esclusi. Parliamo di Del Piero, di Krasic, all’inizio di Matri (ora riabilitato), e per finire di Pazienza, che a dispetto del nome e della grande annata di Pirlo e Marchisio, non ha saputo tenere a freno la sua voglia di giocare, chiedendo di essere ceduto.

Inevitabile quindi la ripercussione sul turnover che voleva adottare oggi il tecnico, in vista del big match di sabato prossimo con l’Udinese. Pazienza pertanto non risulta nemmeno tra i convocati, costringendo gli altri due centrali a continuare nel loro compito sul campo. Spazio invece a De Ceglie sulla sinistra, poichè rientrando Chiellini, è possibile dare un turno di riposo ad un centrale difensivo, questa volta Bonucci. Che sia allo stesso tempo un avvertimento di Conte al difensore che combina sempre scelleratezze? Lo speriamo! Anche perchè se De Ceglie dovesse fare un piccolo salto di qualità, Bonucci finirebbe assolutamente in (meritata) panchina. Per il resto, la formazione è quella “tipo”, con Vidal, Matri, Vucinic e Pepe a completare l’undici iniziale. 

Le pagelle di Juventus – Cagliari.

gen162012

Buffon 5,5: non corre grossi pericoli, infatti sull’unico tiro in porta degli avversari non può molto. Non merita la sufficienza per i suoi continui rinvii corti che mettono in crisi i compagni della difesa.
Lichsteiner 6: corre come un motorino su tutta la fascia dimostrandosi instancabile. Propone sempre idee ai compagni, però non è sempre preciso nella sua azione, sbagliando tre stop elementari.
Bonucci 6: inizia alla grande, chiudendo ogni varco agli attaccanti avversari. Nel corso della gara perde un po’ di fiducia e commette qualche leggerezza che costa caro alla difesa bianconera.
Barzagli 6: sempre puntuale e preciso, sbaglia veramente pochissimi palloni, giocando ancora una volta in maniera eccellente.
De Ceglie 6: buon rientro dal primo minuto per il valdostano che si rende protagonista di un’ottima prestazione da entrambe le parti del campo. Si dimostra valida alternativa a Chiellini.
Marchisio 6,5: novanta minuti di grande ardore e determinazione per il torinese che lotta fino all’ultimo non dandosi mai per vinto. Putroppo non riesce ad essere decisivo in quest’occasione.
Vidal 5,5: si dà molto da fare, ma cerca sempre un passaggio di troppo, bloccando così la manovra bianconera. Partita con più ombre che luci per lui.
Pirlo 5: tiene troppo il pallone, non riuscendo a dettare i tempi giusti alla manovra della squadra. Ha un gran tiro che però non sfrutta mai per la conclusione dalla distanza.
Pepe 5,5: parte alla grande con tanta velocità e ardore, però dopo il tacco illuminante che fa scaturire il gol del vantaggio si spegne col passare dei minuti e merita la sostituzione.
Krasic n.g.: pochi minuti di corsa e giocate confusionarie per il serbo, che ancora una volta si dimostra totalmente estraneo al gioco della squadra.
Del Piero n.g.: un grossissima occasione per il capitano, che avrebbe potuto risolvere la partita, ma questa volta la fortuna gli ha voltato le spalle. Per il resto tanto impegno, ma pochi frutti.
Matri 6: anche lui s’impegna moltissimo, dando profondità alla squadra e cercando di guadagnare più palloni possibili, tuttavia viene servito veramente pochissimo dai compagni. Immeritata la sostituzione.
Borriello n.g.: solo pochi minuti in campo per il neoacquisto bianconero.
Vucinic 6: merita la sufficienza per il gol che ha sbloccato la partita, ma nel complesso gioca in maniera troppo leziosa e prevedibile, cercando sempre un passaggio di troppo che molto spesso non riesce e rende vani gli attacchi della squadra.

Juventus – Cagliari 1-1. Brutta Juve.

gen152012

Se l’imbattibilità deve continuare a costo di collezionare pareggi di questo tipo, allora è meglio perdere una partita e vincere quella successiva. D’accordo che il Cagliari ha fatto un solo tiro verso la porta di Buffon, ma la Juve di oggi ha fatto quasi tutto per non vincere la partita. Eppure il turno era più che favorevole, visto anche il derby fratricida di Milano. La flessione di molti giocatori è ormai palese e determinante: Pirlo, benchè se ne dica, non è più quello di inizio stagione; Pepe è stato un fantasma in campo; Vidal si limita al compitino; Bonucci è sempre un disastro. I carichi della preparazione invernale sono un alibi leggero. Quando rinunci ad attaccare, non puoi mai pensare di vincere una partita.

Una manciata di minuti e il pressing della Juve permette di recuperare palla e di tessere una fenomenale azione tutta di prima, che coinvolge Pepe, Marchisio, Lichtsteiner che lucidissimo serve Vucinic a porta vuota per il vantaggio bianconero. Ora la Juve può usufruire di maggiori spazi, ma la manovra è lenta e macchinosa. Una iniziativa di Matri fa quasi esplodere lo stadio, ma il suo tiro è fuori di un soffio. I primi scricchiolii nel muro bianconero arrivano intorno alla mezz’ora perchè gli isolani iniziano ad incunearsi pericolosamente fino alla nostra porta.

Troppa “amministrazione” e poca voglia di vincere nella squadra di oggi, che colpevolmente risparmia la grinta come già nelle scorse domeniche, prendendo con sufficienza l’impegno col Cagliari. Ecco perchè, al di là della bella incursione di Lichtsteiner al 37′ (da cui nasce l’assist di Vucinic a Pepe per un debole colpo di testa), il Cagliari inizia a guadagnare campo e convinzione, finchè al 2′ della ripresa, Cossu indovina un tiro da fuori area che s’infila alle spalle di Buffon, con la solita complicità di Bonucci che sbagliando il disimpegno difensivo, serve di fatto il pallone sui piedi del fantasista isolano.

Confusa e prevedibile la reazione della Juve, che proprio non arriva nemmeno a tirare nella porta avversaria. Conte fa in fretta a capire che coì proprio non va, decidendo di cambiare Pepe per Del Piero e Krasic per Matri. Lo schieramento d’attacco si posiziona con Alex prima punta, Krasic esterno destro, mentre Vucinic rimane a sinistra. Il capitano non è un centravanti, e lo si vede al 79′ quando ha un facilissimo colpo di testa a disposizione, ma non riesce a fare meglio di una debole conclusione centrale. Sarà forse questo che convince Conte ad inserire anche Borriello per Vucinic.

L’ipotetico gioco sulle fasce che avrebbe dovuto svilupparsi con Krasic e Vucinic / Del Piero, si infrange contro gli scogli della difesa a cinque del Cagliari, che costringe la Juve a giocare sempre spalle alla porta, non concedendo nessuna occasione per riportarsi in vantaggio, finchè al 93′ Krasic si trova sui piedi il ball match che spreca in modo ignobile.

Pre partita Juventus – Cagliari. Formazioni e curiosità.

gen142012

Nell’attesa che Milan e Inter si scannino nel derby, la Juve deve fare la sua parte vincendo la partita casalinga con il Cagliari. La possibilità di rimanere soli in classifica, e quindi campioni d’inverno dopo ben cinque anni, è una realtà a portata di mano. I bianconeri in casa vanno a mille, e l’ultimo periodo non ha fatto altro che confermare un’ottima difesa e una solidità generale invidiabile. Ecco perchè al Cagliari vengono date, sulla carta, poche speranze.

La mancanza di Chiellini mette un tassello di imprevedibilità in più (Bonucci – De Ceglie), rispetto al solito. Ma se saremo bravi ad impostare una gara d’attacco, costringendo il Cagliari a difendersi, non servirà avere quattro difensori di ruolo, permettendo a De Ceglie di tenere una posizione più avanzata, partendo dalla linea mediana, dando man forte al centrocampo così da far respirare Marchisio e concedere a Pirlo qualche libertà in più.

Ancora presto per vedere Borriello, destinato ad un lungo apprendistato prima di essere inserito in un meccanismo che non si deve inceppare a causa di un ingranaggio apparentemente inutile, così come si inceppò Krasic, nella scorsa stagione autore di una tripletta contro il Cagliari! Borriello siederà comunque in panchina, e se la partita dovesse mettersi molto bene, potrebbe profilarsi una staffetta nella ripresa.

Il commento alla 17a giornata di Campionato

gen82012

Vincono tutte, e quanti goal! Non poteva essere così scoppiettante il ritorno al pallone dopo le vacanze natalizie. Goal, rigori, belle partite, e le solite, immancabili polemiche. Partiamo dagli anticipi, che hanno visto una scintillante Inter e una sciagurata Lazio. I nerazzurri sembrano una squadra ritrovata sotto la cura di Ranieri (e pensare che Moratti stava già pensando al suo successore), che continua a macinare vittorie, migliorando partita dopo partita. La classifica si fa sempre più interessante per i milanesi, che ormai non possono non puntare al vertice della classifica, o per lo meno alla zona Champions.

La Lazio si imbarca nell’ennesima sbandata che le costa un sonoro 0-4 sul terreno di Siena. Reja si è assunto la responsabilità di tutto, ma è ovvio che è solo un espediente per non far cadere le convinzioni della squadra nei propri mezzi. Visto la concorrenza di quest’anno, è difficile che i biancoazzurri arriveranno tra le prime quattro. Potrà invece aspirare l’Udinese, che non smette veramente di stupire il mondo del calcio. Quattro goal anche oggi, e tanto bel gioco. Tutti si aspettavano che i friulani fossero solo un fuoco di paglia che si sarebbe consumato in fretta, invece, già domenica prossima potrebbe risalire in vetta, se la Juve dovesse perdere l’imbattibilità e visto anche il derby di Milano.

Inter e Milan sarà infatti il big match che metterà di fronte due tra le più in forma del momento. I rossoneri infatti hanno vinto anche a Bergamo, pur con un rigore molto generoso. Allegri molto nervoso nel fine partita, che ha commentato così ai microfoni di Mediaset Premium, a chi gli faceva notare l’errata concessione del penalty: “Paparesta ne dava anche di peggio”. Una brutta caduta di stile che è sintomo di una pressione che probabilmente già inizia ad avvertirsi.

Chiudiamo con la Juve, che vince anche a Lecce una partita non facile, sempre con i denti e con lo spirito di squadra. Molte volte si sono azzardati paragoni con la Juve lippiana, ma forse mai come in questo caso sono azzeccati. Un grande in bocca al lupo per Fabio Quagliarella, nuovamente infortunato ma con possibilità di recupero in breve tempo.

Le pagelle di Lecce – Juventus.

gen82012

Buffon 6: un paio di buone parate e poco altro per il portiere bianconero che vive una domenica di relativa tranquillità.
Chiellini 6,5: riesce ad arrivare dove gli altri non arrivano, infatti risolve un paio di situazioni in cui i suoi compagni di reparto non si sono dimostrati all’altezza della situazione. Sacrifica il suo giallo per salvare la faccia a Bonucci. Salterà la prossima gara.
Bonucci 6: qualche errore isolato, ma una buona prestazione generale in copertura.
Barzagli 7,5: puntuale e preciso, lascia ancora una volta la difesa bianconera imbattuta. Grande giocatore con una continuità impressionante.
Lichsteiner 6: fisicamente un po’ provato, non spinge con la consueta determinazione, limitando i suoi rifornimenti agli attaccanti. È mancato un po’ alla manovra bianconera.
Marchisio 6,5: corre avanti e indietro per tutto il campo, dando manforte sia agli attaccanti che ai difensori e rivelandosi ancora una volta decisivo.
Vidal 6,5: molto propositivo, salta l’avversario con regolarità e cerca con insistenza di arrivare a concludere, tuttavia non riesce quasi mai a battere a rete.
Pirlo 5: appare leggermente imballato e stanco, in quanto sbaglia un po’ troppi passaggi e non imprime alla manovra della quadra, il consueto ritmo elevato. Giusta la sostituzione.
Pepe 6: gioca molto bene con ottimi suggerimenti e tanta corsa, risultando sempre molto pericoloso, tuttavia cala alla distanza e chiude la partita in affanno.
Vucinic 6,5: ottimi dribbling e giocate di classe per il montenegrino, che è sempre pericoloso e offre ghiotte occasioni per i compagni. Uno dei più positivi in campo.
Quagliarella n.g.: solo un quarto di partita per lo sfortunato attaccante, che come un anno fa è costretto ad abbandonare anzitempo la partita post-natalizia.
Matri 6,5: l’acquisto di Borriello pone un grande peso sulle sue spalle. Entrato al posto di Quagliarella, sfrutta subito l’occasione che gli si para davanti siglando il gol-partita e dando alla squadra di Conte un’importantissima vittoria.
Marrone n.g.: gioca solo i minuti finali.
De Ceglie n.g.: entra solo nel finale di partita.