Il commento alla 28a giornata di campionato.

Mar152010

Clamoroso al Cibali!”, hanno urlato tutti i media sabato sera dopo la sconfitta dell’Inter in quel di Catania. Sconfitta inaspettata nonostante nell’ultimo periodo fosse riemersa “la pareggite” in casa nerazzurra, e nonostante la sempre più insofferente presenza di Mourinho nel campionato italiano. Dopo aver dilapidato un patrimonio di punti non indifferente, i nerazzurri sono veramente al bivio della loro stagione: martedì col Chelsea si giocheranno la qualificazione Champions e da quella partita dipenderanno molte altre cose. Per esempio l’equilibrio psicologico della squadra, che se non dovesse farcela dovrà affrontare l’onta dell’ennesimo fallimento europeo, accompagnata da una situazione di campionato tutt’altro che tranquilla, e un allenatore che quasi sicuramente inizierà già a preparare le valige. La proverbiale pazienza di Moratti ha già toccato il fondo, e la possibile sconfitta col Chelsea potrebbe far rompere definitivamente il rapporto con il tecnico portoghese.

Clamoroso al Picchi!“, dove la Roma ha giocato “alla morte” per riuscire a strappare un pareggio all’indemoniato Livorno. E pensare che la squadra di Ranieri stava addirittura perdendo. Un’occasione sprecata, come ha ammesso il tecnico romano, ma potrebbe essere un’occasione addirittura irripetibile visto che questo è il periodo buio dell’Inter, ma passato questo….

Non poteva mancare un bel “clamoroso all’Olimpico!“, dove la Juventus si è suicidata davanti al Siena dopo essere andata in vantaggio di tre gol nei primi dieci minuti. Un pareggio tra i più scandalosi della storia juventina. Una vergogna che molti di noi si ricorderanno negli anni a venire. Cosa sia successo nella mente dei giocatori è difficile dirlo. In campo c’erano uomini molto esperti: Cannavaro, Del Piero, Trezeguet, Sissoko, Melo, Camoranesi, ecc.. ecc… e nemmeno gli impegni di Europa League possono aver impensierito la formazione bianconera, visto che il black out è avvenuto già dal 15′ del primo tempo. C’è da chiedersi come sarebbe finita la partita senza i dieci minuti iniziali. Forse la Juve avrebbe tenuto la concentrazione per tutto l’incontro? Noi ne dubitiamo, oggi si sarebbe perso comunque. Complimenti sinceri invece al nostro capitano Alessandro Del Piero che con una doppietta festaggia il gol numero 300 e 301 della sua mirabile carriera bianconera.

Niente di clamoroso invece ciò che succede a San Siro, dove il Milan ha battuto il Chievo portandosi a -1 dall’Inter e riscattando la pessima figura dell’Old Trafford. Il gol di Seedorf al 91′ è l’emblema della partita sofferta dei rossoneri, e il simbolo di come in questo turno tutte le grandi abbiano perso o pareggiato contro le loro avversarie. Campionato ampiamente riaperto, anche se la squadra di Leonardo appare decisamente più debole della capolista, inferiorità che si accentua con l’infortunio a David Beckam che si ipotizza molto serio. Si parla della rottura del tendine d’achille, che in questo caso lo terrebbe fuori anche dai mondiali sudafricani. In bocca al lupo, Becks!

Intanto, anche Genoa e Sampdoria si avvicinano sempre più alla Vecchia Signora, rendendo la corsa per il quarto posto molto interessante, grazie anche alla sconfitta del Palermo a Udine che ci permette di accorciare di un punticino in classifica. Di questi tempi è oro colato…

Le pagelle di Juventus - Siena.

Mar142010

Chimenti 6: non dà sicurezza alla difesa e appare un po’ in affanno anche se non ha grandi responsabilità sui gol. Un paio di interventi li svolge bene.
Cannavaro 6: nonostante l’età, è quello che se la cava meglio in difesa con anticipi e chiusure che evitano la sconfitta. Si vede la sua enorme esperienza in quanto cresce col passare dei minuti dopo un inizio stentato. Diciamo che è il meno peggio.
De Ceglie 5: spinge bene sulla fascia sinistra, ma è in grosso affanno in difesa non trovando mai la posizione corretta e andando a marcare giocatori destinati alla guardia degli altri compagni. I suoi errori costano caro alla squadra.
Legrottaglie 5: il dolore alla caviglia si fa sentire, per questo Nicola sbaglia alcune chiusure e fatica a contenere gli avanti del Siena. È costretto ad abbandonare la contesa anzitempo.
Grygera 3,5: compie due errori da principiante che si vanno ad aggiungere a quello clamoroso contro il Palermo. Il suo panico e l’insicurezza delle sue chiusure costano caro alla squadra di Zaccheroni che si fa così raggiungere. Clamoroso “l’assist” per il gol di Maccarone e il rigore provocato con una madornale ingenuità.
Salihamidzic 5: il suo ingresso non giova alla difesa, infatti incappa anche lui in una giornata storta, non sapendo dove posizionarsi e cosa fare.
Sissoko 5: la solita grinta non è supportata dalla lucidità, infatti il maliano risulta tatticamente indisciplinato, poiché va sempre dove c’è la palla senza curarsi di mantenere un atteggiamento tattico adeguato. La sua opaca prestazione incide sull’andamento della squadra.
Felipe Melo 4: sembra tornato quello del periodo prenatalizio, scomposto, svogliato e poco concentrato. Compie una pessima azione di filtro e non imposta nulla degno di nota, anzi sbaglia una serie di passaggi che mettono la squadra in situazioni d’allerta. Si arrabbia quando i tifosi lo fischiano, ma dovrebbe arrabbiarsi con sè stesso.
Marchisio 6: gioca un buon primo tempo, muovendosi bene e combattendo con determinazione. Con lui in campo la squadra gira e produce gioco. Inspiegabile la sua sostituzione.
Camoranesi 5: gioca con troppa leziosità e non appare inserito nei meccanismi di gioco della squadra, infatti si produce solo in un paio di cross che andrebbero sfruttati meglio, ma non ritorna mai in difesa lasciando i compagni in apprensione.
Candreva 7: oltre ad un gol da antologia, gioca una grande partita svariando a piacimento sul fronte difensivo avversario e costruendo situazioni molto importanti. La sua prova sarebbe perfetta se non fosse per un netto calo nella ripresa, che ha bagnato le polveri all’attacco bianconero.
Del Piero 7: meriterebbe un 10 per i suoi 301 gol da professionista e per le due perle che regala oggi al pubblico bianconero, tuttavia oltre alle due prodezze combina poco altro e scema col passare dei minuti. I compagni non lo aiutano e rovinano la festa e una giornata memorabile al loro capitano.
Diego n.g.: non riesce ad incidere nella bagarre finale.
Trezeguet 6: combatte come un leone e crea spazi per i compagni, rendendosi anche pericoloso in un paio di occasioni, ma oggi non è proprio giornata e la palla non entra.

Juventus - Siena 3-3. L’incredibile è avvenuto.

Mar142010

 

 

 

 

 

 

Senza Buffon e Chiellini, erano molti a pensare che questa domenica avrebbe potuto essere rovinata dall’arrivo del Siena, anche se l’ultima in classifica non è che occupi quella posizione a caso. Invece, nemmeno il tempo di sedersi con la propria bibita preferita (giornata calda e assolata a Torino), che ecco tre bombe: uno, due, tre gol della Juve nei primi 9 minuti! Se non è un record, poco ci manca. Gli statistici verificheranno presto. Due gol di Alex Del Piero nei primi 5 minuti, il primo di opportunismo a ribadire una corta respinta del portiere su tiro di Sissoko, il secondo al volo da dentro l’area, recuperando un pallone alto deviato dalla retroguardia senese. Gol numero 300 e 301 del nostro capitano, sempre più irraggiungibile in questi importantissimi traguardi. Sugli spalti Alex è festeggiato dalla moglie Sonia e dagli amici che sfoggiano una simpatica maglietta bianca con il numero 300 stampato sulla parte daventi, e 301 sul retro. Mai previsione fu più azzeccata.

Sul 2 a 0 la Juve gioca in scioltezza e tranquillità (forse una delle cose che più è mancata nel periodo buio di Ferrara), e non fatica a trovare subito il terzo gol: palla alta di Del Piero verso Trezeguet sulla trequarti campo, sponda aerea per l’accorrente Candreva che controlla la sfera e sgancia la bomba che finisce nel sette: 3 a 0 della Juve e grande gioia per il bravissimo centrocampista, arrivato nel momento più difficile e che ha saputo conquistarsi il posto da titolare a suon di buone prestazioni. Questo ragazzo ha molte qualità e ottimi margini di miglioramento; sicuramente uno dei punti della Juve del futuro.

Il risultato rotondo cambia gli atteggiamenti in campo, dato che la partita ormai appare chiusa e quindi i bianconeri mollano un po’ il ritmo e l’attenzione, iniziando a compiere qualche disattenzione di troppo. Chimenti si salva di piede su una involontaria deviazione di Legrottaglie, mentre Felipe Melo salva di testa sulla linea di porta. Ma sono i re delle disattenzioni (Felipe Melo e Grygera) ad innescare le principali azioni della squadra di Malesani. Proprio dai piedi di Grygera arriva un’invitante palla per Maccarone, che è bravo ad evitare i nostri centrali e a freddare Chimenti sul palo alla sua destra. Tre a uno.

I bianconeri passano altri cinque minuti tra le nuvole, rischiando più del dovuto in un paio di circostanze, ma poi i nostri riportano i piedi a terra e “guidano” la partita verso la fine del primo tempo. Sfortunato il Siena che, oltre alla tripletta “a freddo”, deve effettuare anche due sostituzioni nei primi 45 minuti.

Entra Camoranesi per Marchisio (non ancora al meglio della condizione), un’ottima carta di Zaccheroni per creare scompiglio nella difesa avversaria. Ma la vera sorpresa è il gol al primo minuto del Siena, con Maccarone che tira da destra colpendo il palo e Ghezzal a ribadire in rete a porta vuota. Tre a due per la Juve, ma il Siena si avvicina! Bravo Malesani a far giocare Maccarone su Grygera che oggi è assolutamente scandaloso!

Trezeguet sembra suonare la sveglia quando per ben due volte è pericolosissimo con due tiri finiti molto vicini ai pali del Siena, così come Del Piero quando ha sulla testa la colossale occasione per portare a quattro le nostre reti, ma la sua incornata è troppo centrale. Ancora David che controlla palla in area e si avvita per concludere i porta, ma la potenza non è sufficiente.

Sissoko e Salihamidzich prendono il giallo nel tentativo di arginare le sfuriate verde-nero, che mettono in imbarazzo totale la nostra difesa, sempre più confusionaria e disorganizzata, tanto che è il palo a salvarci sul tiro del greco Tziolis! Ma ecco che il fragile muro bianconero si sgretola ancora per opera di Maccarone che approfitta della lentezza di Grygera per costringerlo ad un atterramento in area che non ammette appelli: calcio di rigore trasformato da Ghezzal, alla sua storica doppietta all’Olimpico di Torino. Tre pari!

La mossa di Zac è l’inserimento di Diego (tenuto a riposo per il Fulham), per Del Piero, ma tutta la squadra al massimo sforzo non riesce a produrre nessuna occasione da rete fino al 90°. L’unica cosa da notare, è il battibecco di Felipe Melo con i tifosi juventini che  giustamento lo fischiavano per la prestazione davvero squallida. Melo invita il pubblico a tacere, ma è proprio lui che si dimostra sempre un giocatore più bravo a parole che sul campo.

Finisce tre a tre una partita iniziata già con tre gol di vantaggio, senza che la Juventus sia stata capace di difenderla e di gestirla contro l’ultima in classifica! Ognuno tragga le proprie conclusioni, ma il mio punto di vista è che alcuni giocatori dovrebbero avere la dignità di lasciare lo stipendio in sede a fine mese.

Le pagelle di Juventus - Fulham.

Mar122010

Manninger 6,5: una parata decisiva e tanti buoni interventi che salvano il risultato e permettono alla squadra di conquistare una vittoria agevole e ben augurante.
Zebina 7: un motore costante sulla fascia destra e un’ottima fase difensiva. Nobilita la sua prestazione con un gol d’antologia che concede il raddoppio alla Juventus e una grandissima soddisfazione al francese al suo secondo gol in carriera.
Legrottaglie 7: oltre ad una rocciosa prestazione difensiva e ad uno sfortunato autogol, sigla una bellissima rete di testa che sblocca il risultato, rompendo il ghiaccio in una situazione che avrebbe potuto complicarsi col passare dei minuti. Prestazione fondamentale per il risultato finale.
Cannavaro 6: se la cava con la sua grande esperienza, ma non sempre appare all’altezza della situazione risultando talvolta in affanno contro il centravanti avversario Zamora, che però non fa male alla difesa bianconera.
Grosso 6: parte forte e col morale alto dopo la rete di Firenze, fornendo interessanti cross per Trezeguet e creando buone occasioni sulla sua fascia. Meriterebbe maggiore fortuna con una voleè mancina ottimamente parata dal portiere avversario. Cala alla distanza negando la spinta offensiva nella ripresa, in cui si concentra sulla fase di copertura.
Poulsen 6: buon rientro dal primo minuto per il danese che gioca in maniera ordinata e precisa, riuscendo a compiere una buona azione di filtro e a svolgere bene il suo compito.
Sissoko n.g.: solo una sgambata finale per il colosso maliano.
Sahliamidzic 5,5: s’inserisce bene tra le maglie della difesa avversaria, ma non sembra tanto in palla fisicamente perciò fatica a stare al passo coi compagni e risulta quindi l’anello debole del centrocampo juventino, infatti viene sostituito a fine primo tempo.
Camoranesi 6: sufficienza di stima per il centrocampista juventino che ha bisogno di tempo per riadattarsi ai ritmi di gioco, tuttavia la classe rimane quella di sempre e la squadra di Zaccheroni non potrà che trarre giovamento dal suo ritorno.
Marchisio 6,5: partita molto dispendiosa per il prodotto del vivaio bianconero, che macina chilometri come un motorino e fornisce precisione all’azione offensiva con le sue ottime geometrie. Meriterebbe maggiore fortuna in un paio di occasioni in cui si spinge in avanti, ma non è la sua serata fortunata.
Candreva 6,5: è molto attivo sulla trequarti, facendo salire bene la squadra e intendendosi bene con Diego. Sviluppa un’importante mole di gioco, anche se cala un po’ alla distanza e con lui tutto il gioco della Juventus.
Diego 6,5: appare in palla e in continuo miglioramento di condizione e quando gira lui “casualmente” gira anche tutta la squadra, infatti dai suoi piedi nascono le azioni migliori e un primo tempo veramente da incorniciare. La ritrovata fiducia viene espressa nella maggiore cattiveria nei contrasti e nei tiri che lo vedono spesso protagonista. L’ottima intesa con Candreva cala un po’ nella ripresa e infatti il gioco rallenta.
Trezeguet 6,5: si muove molto bene su tutto il fronte offensivo creando spazi per i compagni e facendosi trovare spesso smarcato. Il francese è un bomber di razza e quando i palloni arrivano diventa mortifero per le difese avversarie, infatti ad inizio partita provoca il calcio d’angolo del momentaneo vantaggio e a fine primo tempo sigla il 3-1 con un balzo felino che riprende la sua stessa conclusione finita sul palo. Questo gol conferma il fiuto del gol straordinario del centravanti transalpino. Fisicamente non al meglio lascia il suo posto ad inizio ripresa.
Iaquinta 6: buoni movimenti e tanta voglia di far bene per il rientrante bomber che merita la sufficienza per l’impegno e la stima in vista di un futuro recupero nello scacchiere tattico di Zaccheroni.

Juventus - Fulham 3-1. Vince e convince.

Mar122010

 

 

 

 

 

 

 

Con le assenze di Caceres, Chiellini, De Ceglie, la panchina di Camoranesi, Sissoko e Del Piero, ma sopratutto vedendo ieri sera come si comportano le squadre inglesi in Europa, c’erano tutti i motivi per “temere” che questo turno potesse riservarci qualche sorpresa. Bravo Zaccheroni ad organizzare bene la squadra, e tolti una decina di minuti nel primo tempo, bravissimo a riuscire a far tenere alta la concentrazione dei suoi uomini per tutto l’incontro, considerando anche che l’unico gol subito è il frutto di un’autorete più che di meriti dei giocatori di Hodgson.  

Inizio col botto dei bianconeri, che passano subito in vantaggio grazie ad un eccellente incornata di Legrottaglie su calcio d’angolo. Uno a zero per la Juve, e la partita all’8′ minuto si mette già in discesa!

Il Fulham probabilmente pensa che sia ancora troppo presto per perdere la testa, e non imposta una partita aggressiva, tanto che si può pensare siano venuti a Torino non per vincere, ma per strappare un pareggio o perdere segnando almeno un gol. Il pallino del gioco è sempre in mano ai giocatori di Zac, che pressano alti e cercano di far girare la palla al meglio delle loro possibilità. Non si capisce se la scarsa iniziativa del Fulham sia frutto di una tattica attendista, oppure sia effettivamente il risultato di una serata storta unita alla buona vena juventina.

Ciò che colpisce degli inglesi, è l’inferiorità fisica evidenziata in campo, contrariamente alla solita corsa e dinamicità che caratterizza le squadre d’oltremanica. Proprio infatti dall’alchimia del nostro pressing con la poca convinzione dei difensori inglesi, porta Marchisio a rubare palla al limite dell’area avversaria e a lasciare il pallone per l’accorrente Trezeguet che non ci pensa due volta a calciare a rete; conclusione bella ma alta di pochissimo. Il raddoppio è solo rimandato di qualche minuto, quando il “cavallo pazzo” Zebina ne combina una delle sue, ma stavolta in positivo: dribbling secco su due avversari all’altezza della trequarti campo, e missile terra-aria indirizzato all’angolino lontano, dove il portiere non può arrivare: due a zero e tutto troppo facile.

Non siamo nemmeno a metà partita ma i meccanismi sembrano funzionare e la nostra difesa non corre nessun rischio, infatti deve arrivare una punizione dai 30 metri per impensierire la nostra retroguardia, che non avrebbe avuto nessun esito se nella mischia seguente il pallone indirizzato da Etuhu (ben lontano dalla porta) non fosse carambolato sulla gamba di Legrottaglie, deviando il pallone in rete. Due a uno che sa molto di beffa per quanto visto in campo.

La Juve non riesce a riprendersi subito dallo schiaffo subito, e ci mette dieci minuti buoni ad uscire dal suo torpore. Manninger deve salvarsi ancora su un pericoloso colpo di testa prima e su un tiro piuttosto centrale subito dopo. Il problema è che il Fulham adesso attacca convinto perchè ci crede, mentre la Juve rischia di buttare la qualificazione perchè non riesce a riprendersi dal contraccolpo del gol subìto. Ma come prima gli inglese ci hanno colpito nel nostro momento migliore, ci pensa ora Trezeguet a restituire al mittente la doccia fredda: gran tiro in mischia a colpire il palo e ribattuta al volo in gol, con un mix di potenza, precisione, opportunismo e abilità. Grande David per il 3 a 1 bianconero e per il 170° gol in maglia juventina!

Nell’intervallo Zaccheroni sostituisce Salihamidzich per Camoranesi, rinunciando ad un po’ di dinamismo ma mettendo sicuramente maggiore qualità sulla linea mediana. L’oriundo si muove bene in mezzo al campo, sopratutto accentrandosi quasi costantemente, dove trova migliori possibilità di sfruttare la sua fantasia; il piede però non è ancora quello dei tempi migliori e l’imprecisione nel passaggio e nel possesso palla difetta spesso limitandone le possibilità di gioco. Certo è che vedere Camoranesi sul centro destra e Candreva sul centro sinistra può essere una bella prospettiva per i mesi a venire.

Il secondo tempo si mantiene su un buon ritmo, ma entrambe le squadre non riescono a procurarsi occasioni importanti o degne di nota. Senza dubbio l’ingresso di Iaquinta al posto di Trezeguet fornisce buone aspettative di un finale interessante, vista la necessità del Fulham di scoprirsi al contropiede col passare dei minuti, e con le accelerazioni del nostro attaccante pronte a colpire gli inglesi. La squadra di Hodgson però non si scopre in modo così esasperato, e i nostri non hanno la possibilità di sfruttare grandi contropiedi anche per i numerosi errori in fase di palleggio da parte dei bianconeri. Un vero peccato per questa carenza nel fraseggio, che avrebbe portato sicuramente a chiudere il discorso qualificazione già qui a Torino.

Portieri praticamente inattivi per tutta la seconda frazione di gioco, fino a quando Diego arriva a stoccare da fuori area (finalmente un buon tiro del brasiliano dalla distanza), respinto con difficoltà in calcio d’angolo. Ci prova anche Iaquinta di testa sul seguente corner, ma la conclusione finisce sul fondo.

Bella vittoria della Juventus, ma il Fulham non può essere solo questo. Le squadre inglesi sono temibili sopratutto in casa loro, e due gol non sono comunque sufficienti per garantire sonni tranquilli, come ha giustamente sottolineato Zac nel dopo partita. A proposito del nostro mister: se il suo progetto era ritrovare la compattezza e l’identità di squadra, finalmente stasera abbiamo visto una formazione che si è sempre mossa in modo armonico, che è rimasta concentrata per 90 minuti e che non ha rischiato praticamente nulla in difesa. Non è mai troppo tardi.

Tonino Carino, (non più) da Ascoli.

Mar102010

 

 

 

 

 

 

 

 

Si è spento lunedì sera, dopo lunga malattia, il giornalista sportivo Tonino Carino, diventato famoso negli anni 70-80 per i suoi collegamenti da Ascoli durante la trasmissione 90° minuto. E così, dopo Paolo Valenti (il conduttore di quella straordinaria trasmissione), se ne va un altro pezzo di storia calcistica. Non stiamo esagerando come solitamente si fa nei confronti di chi passa a miglior vita, ma chissà perchè le trasmissioni di allora sono nel cuore di tutti gli appassionati di calcio, nonostante i collegamenti saltassero spesso e volentieri, nonostante le immagino fossero di pessima qualità, nonostante le moviole si limitavano ad una solo inquadratura, nonostante i cronisti non parlassero di “sciabolate” o non scandissero a memoria tutti i soprannomi dei calciatori.

E proprio parlando di moviola e di cambiamenti non si può non dare cenno al “NO” secco imposto dagli alti vertici del calcio, circa l’utilizzo della tecnologia applicata sui campi di gioco. L’assurdità di tale rinuncia mette in luce un gravissimo problema che vede il calcio moderno scontrarsi proprio con la vetustà delle regole d’un tempo. Che senso ha, mi chiedo, rivedere all’infinito le immagini di un’azione senza far in modo di poterle utilizzare a vantaggio della trasparenza e della correttezza? Tanto vale allora tornare al calcio di Tonino Carino, che io amo definire “di pane e acqua“; non quello dei poveri, ma di quello semplice e genuino, fatto di passione, di scudetti vinti sul campo, di presidenti che non quotavano le squadre in borsa per poi farle fallire, di immagini viste e discusse una volta sola, e poi tutti a parlare solo e soltanto del risultato.

Tonino Carino era così, un uomo semplice in un calcio semplice che tutti noi rimpiangiamo e rimpiangeremo, da Ascoli e da tutta Italia.

Il commento alla 27a giornata di campionato.

Mar82010

Alla vigilia di questo turno di campionato, Roma e Milan si dichiaravano anche favorevoli ad un pareggio nel loro scontro diretto, sicuramente per paura che una sconfitta potesse tagliarle fuori dalla rincorsa all’Inter. Ma forse non avevano calcolato che le rincorse si completano a suon di vittorie e non di pareggi. Peccato per loro, visto che la squadra di Mourinho è stata ben imbrigliata dal Genoa in uno 0 a 0 che poteva riaprire alla grande il campionato in caso di vittoria di una delle inseguitrici. Gli impegni di Champions hanno senza dubbio influito sulle formazioni impegnate questa settimana. Peccato non poter frazionare i due tornei.

La Juve invece, con la bella vittoria di Firenze riesce a tenere il passo del… Palermo. Non è un grande motivo di orgoglio, ma in questo momento la squadra può solo far la corsa sui rosanero, che tra l’altro sono in uno splendido stato di forma. Ci aspetta un marzo davvero infernale, e il rientro degli infortunati può essere la chiave della stagione. Iaquinta e Marchisio sono gli uomini che forse ci sono mancati di più (insieme a Sissoko precedentemente), con loro in forma si può osare qualsiasi vittoria, anche se bisogna vedere come risponderà Diego alle sempre più insistenti voci sulla sua cessione in cambio di Ribery.

Intanto un fatto curioso nelle retrovie: la classifica è praticamente divisa in due, dove fino ai 38 punti del Genoa si lotta per l’Europa, mentre dai 35 punti di Chievo e Fiorentina si inizia già il discorso retrocessione. La squadra di Prandelli attraversa un brutto periodo, ma non rientrerà nella lotta per la salvezza, anche se matematicamente viene inserita nel computo di queste squadre. Il Bologna sta facendo un mezzo miracolo, ma la strada è ancora lunga. Sono diverse le squadre che non meritano la posizione che hanno, vuoi per i giocatori che annoverano tra le proprie fila, vuoi per le prestazioni che riescono ad esprimere sul campo: Lazio, Udinese, Parma e Bari sono esempi spesso elogiati ma che a livello di classifica non riescono a racimolare punti sufficienti ad una situazione di tranquillità. Non è prematuro già adesso parlare di salvezza come non lo è parlare di Champions. I traguardi si conquistano… “ogni maledetta domenica“.

Le pagelle di Fiorentina - Juventus.

Mar72010

Manninger 6: clamorosa papera sulla rete di Gilardino, ma grande intervento sempre sullo stesso attaccante lanciato a rete, oltre ad un paio di chiusure fondamentali per fargli guadagnare la sufficenza, nonostante il netto errore.
Zebina 6: si comporta bene sulla fascia destra, sacrificando la fase offensiva con un’ottima fase difensiva in marcatura su Jovetic, che non permette alla Fiorentina di sfondare dalla sua parte. Questa prestazione tatticamente diligente lo propone come titolare fisso nella sua zona di competenza.
Legrottaglie 6: fatica contro gli avanti viola, ma riesce ad arrangiarsi grazie alla sua esperienza. Decisivo su azione di calcio d’angolo, quando salva un pallone destinato in rete.
Chiellini 5,5: fatica molto anche lui e non sembra molto pimpante fisicamente, forse anche a causa dell’impegno in nazionale. Riesce a cavarsela con l’esperienza e col mestiere, anche se il suo muro sembra sul punto di crollare da un momento all’altro. Riposati, Chiello!
De Ceglie 5: è apparso molto in affanno sulla fascia sinistra non spingendo per nulla e facendo molta fatica a frenare gli attaccanti che spesso hanno sfondato dalla sua parte. Fuori posizione in occasioni del pareggio di Giardino. Esce al termine del primo tempo.
Grosso 6,5: dà una spinta decisiva sulla fascia sinistra e realizza l’importantissimo gol-partita, poi si spegne nel corso del secondo tempo, ma risulta comunque decisivo.
Marchisio 6: prova di grande sacrificio senza però riuscire ad incidere; corre moltissimo, ma fatica ad innescare i compagni e a produrre trame di gioco valido, limitandosi ad un gran lavoro difensivo. Nel finale sfiora il gran gol.
Sisssoko 6: non al meglio della forma, s’impegna comunque moltissimo e funge da perno di centrocampo della squadra bianconera. Confeziona un bellissimo assist per il gol di Grosso.
Poulsen n.g.: positivo rientro in vista del finale di stagione.
Felipe Melo 6: Altalenante, forse a causa del clima ostile di Firenze, fa buone giocate e poi si perde subito dopo. Ogni tanto sembra una sicurezza, altre volte una vergogna. Un mistero.
Diego 6,5: parte col botto andando subito in rete, poi amministra sapientemente la palla e cerca di ispirare i compagni. Sembra in palla ed estremamente pimpante, in quanto regala anche preziose giocate che risultano decisive ai fini del risultato.
Candreva 6,5: svaria su tutto il fronte offensivo, proponendosi come faro del reparto offensivo. Partono dai suoi piedi le migliori occasioni della squadra di Zaccheroni, che grazie a questo acquisto ha trovato una valida alternativa di gioco e un’arma in più nel settore offensivo.
Trezeguet n.g.: decisamente fuori dai giochi, si muove su tutto il settore offensivo, ma non viene praticamente mai servito, dovendosi procacciare solo un paio di spizzate di testa assolutamente innocue. S’impegna molto, ma non merita un voto per la sua sterilità, non del tutto ascrivibile a lui.
Iaquinta n.g.: la grinta e la determinazione sono quelle di una volta e sono qualità indispensabile per affrontare un degno finale di stagione.

Fiorentina - Juventus 1-2. Un colpo.. Grosso!

Mar62010

Partita da vincere a tutti i costi, partita da “dentro o fuori” per entrambe, ma anche “disturbata” dalle sirene europee che impegneranno le due squadre in settimana. Sicuramente una partita che, guardando la classifica, deve interessare più i bianconeri che i viola, in quanto le possibilità che la Fiorentina possa rientrare nel giro Champions / Europa League, sono piuttosto difficili al momento. Ma la squadra di Prandelli è un avversario ostico e lo si è visto nella partita col Milan, quando ha letteralmente messo sotto i rossoneri disputando una partita magistrale, nonostante la sconfitta. 

Proprio la voglia di vincere e la frenesia dei viola permette alla Juve di approfittare dello sbilanciamento avversario per colpire già al secondo minuto, quando Diego fa “il Totti” presentandosi davanti a Frey e spostando il pallone con la suola mette fuori causa l’estremo difensore che non può opporsi alla realizzazione del brasiliano: uno a zero! Gol che verrà molto discusso non tanto per il gesto tecnico di Diego, quanto per la posizione dubbia di partenza che può essere o non essere considerata regolare.

La Fiorentina si riversa in avanti, ferita dal colpo a freddo e vogliosa di fare la partita. La pressione viola si concretizza subito con l’occasionissima di Gilardino che a tu per tu con Manninger tira a botta sicura, ma il nostro secondo portiere si supera, sfoderando un intervento da grande campione. La determinazione e la supremazia territoriale della squadra di Prandelli costringono i bianconeri ad arretrare il baricentro e a subire il gioco avversario. Per contro, le occasioni di contropiede riescono a tenere vive le speranze di un raddoppio, anche se l’imprecisione della nostra manovra non permette nemmeno di arrivare in porta.

L’occasione più ghiotta arriva sui piedi di Trezeguet, che viene pescato tutto solo al limite dell’area, ma il francese è troppo lento a concludere e viene contrastato efficacemente da un difensore. Ma proprio quando meno te lo aspetti arriva il pareggio di Marchionni, lasciato libero da De Ceglie (probabilmente impegnato in una marcatura non scalata), e quindi in grado di anticipare anche Manninger in uscita e di freddarlo con il classico gol dell’ex. Pareggio viola.

La gara pian piano prende una piega più sull’attenzione a non scoprirsi, di conseguenza il ritmo cala e le squadre arrivano alla fine del primo tempo senza nulla ferire. Nell’intervallo Zaccheroni cambia De Ceglie per Grosso, a seguito dell’infortunio del giovane titolare sul finire della prima frazione.

Il secondo tempo è assolutamente di scarsa qualità, non solo per il ritmo ulteriormente scaduta, ma anche per la qualità delle giocate e per gli stimoli messi in campo dalle due squadre. Portieri praticamente mai impegnati se non per qualche retropassaggio o per qualche rimessa dal fondo. Ci concediamo quindi alcune divagazione sui singoli, elogiando Felipe Melo che sta disputando una partita decisamente alla sua altezza, Candreva che mette qualità e corsa nel centrocampo bianconero, ricoprende quest’oggi anche un ruolo più libero sulla linea mediana messa in campo da Zac, e Diego che quando gioca di prima può veramente essere il faro della squadra.

Proprio la giocata di prima di Sissoko, quasi ad occhi chiusi, mette le ali a Grosso che s’infila in area dalla sinistra e batte Frey con una rasoiata che si insacca all’incrocio dei pali opposto: due a uno per noi! Ma la partita è ancora lunga perchè siamo al 68′; Zaccheroni lo sa e fa un cambio molto logico, togliendo Trezeguet (un giocatore che deve avere il supporto della squadra per rendere al massimo), e inserendo il rientrante e tanto sospirato Iaquinta (prevedendo la necessità di un uomo in grado di sostenere l’attacco da solo, anche con la difesa della palla). Il cambio ha poi anche un altro duplice aspetto: innanzitutto la velocità di Vincenzo garantisce la giusta profondità al contropiede, e poi costringe Prandelli a spingere meno con i difensori che devono essere più accorti sulla prontezza del bianconero.

Entra anche Poulsen per Sissoko, un altro rientro “importnte” almeno per quanto riguarda i ricambi. Ma la Fiorentina non è più quella del primo tempo, e anzi appare rinunciataria e svogliata oltre che stanca fisicamente. Manninger si deve preoccupare solamente quando vede Chiellini scivolare in area prendendo involontariamente la palla con la mano, e quando deve uscire in anticipo su un pallone vagante, sbrogliando la situazione con un calcio alla Bruce Lee.

La testa dell’undici di Prandelli è già in Champions League, quando Marchisio al 90′ sfodera l’ultima conclusione della partita che avrebbe potuto portare a tre le reti bianconere (parata da Frey), ma questo sarebbe stato un risultato esagerato e troppo bugiardo. “Grande” vittoria della Juve a Firenze, importantissimo risultato che permette ai nostri di rimanere in corsa per l’Europa che conta e taglia fuori la città di Firenze da qualsiasi aspirazione.

La Juventus cambia l’erba.

Mar42010

Dunque è deciso: la Juventus metterà mano all’annoso problema dei campi di allenamento di Vinovo, forse (e sottolineamo forse) la causa dell’incredibile numero di infortuni capitati ai bianconeri da qualche anno a questa parte. Storicamente fu il preparatore Pintus (agli ordini di Deschamps), ad avanzare i primi dubbi sulla bontà del terreno di Vinovo. Poi il discorso andò un po’ nel dimenticatoio, finchè sotto la gestione Ranieri non si verificò quella catena incredibile di defezioni, a cui bisognava per forza dare una spiegazione. Proprio questa “necessità forzata” di motivare gli infortuni, unita anche alle pressioni esterne, aveva incoraggiato lo staff bianconero a porre l’accento su questa caratteristica dei campi: fondo troppo duro per alcuni, mentre per altri troppo melmoso. Idee un po’ confuse, ma che hanno come comun denominatore il fatto di essere poco adatti alla preparazione quotidiana dei calciatori.

Il ripetersi continuativo di questa drammatica catena anche in questa annata, ha finalmente convinto i dirigenti ad approfondire la problematica, programmando il rifacimento del campo A e del campo B, solitamente destinati agli allenamenti della prima squadra. La domanda sorge spontanea: ma negli anni 2000 non si sa ancora quali tipi di terreno sono adatti ai calciatori?