Sharmrock Rovers - Juventus 0-2. Super Amauri!

Lug302010

 

 

 

 

 

 

 

 La stagione bianconera 2010/2011 è iniziata ufficialmente stasera, con il preliminare di Europa League che ha visto la compagine juventina affrontare la squadra irlandese del Sharmrock Rovers. Una partita degnissima di un preliminare di Europa League, dove poco si può pretendere dal punto di vista tecnico-tattico, e dove i giocatori fanno ciò che è nelle loro capacità (visto anche i carichi della preparazione atletica ancora in svolgimento). Se non fosse per il pubblico di casa, che ha davvero preso sotto braccio la squadra irlandese, la partita sarebbe stata veramente piatta. Molto di più avrebbe potuto fare la Juventus, che spesso ha sciorinato errori banali in azioni elementari, rovinando così alcune iniziative pregevoli e degne di nota.

Ovviamente concediamo alla squadra di Delneri (e allo stesso allenatore), tutte le attenuanti generiche dovute alla ricostruzione di un qualcosa che somiglia ad una squadra, ad un gruppo vincente; il lavoro non è facile, e chi ha visto la partita stasera se ne può rendere conto, indipendentemente dal punteggio a favore che questo non deve fuorviare chi guarda sempre al di là del risultato. Dicevamo la difficoltà di costruire una squadra intorno ad un modulo, che si è palesata in ogni reparto della formazione. La difesa è lontana dai perfetti meccanismi delneriani; a parte Storari che non ha avuto sbavature, De Ceglie, Motta e Bonucci si sono alternati in movimenti imprecisi o diagonali difensive completamente fuori tempo. Cosa sarebbe successo con un avversario di livello? Ovviamente le conseguenze sarebbero state pesanti sul bilancio della partita. Il centrocampo non ha evidenziato nè grande filtro nè grande proposizione, ridimensionando le convinzioni di molti tifosi che credono che il famoso gioco sulle fasce sia tanto immediato quanto miracoloso. Sinceramente non ho visto nessuna azione prorompente sulle ali, nessuna percussione irresistibile, ma nemmeno una semplice “insistenza” nel cercare il fondo del campo per porgere quei palloni che tanto mettono in crisi le difese avversarie.

In attacco le note sembrano meno “negative”, visto i due gol della nostra punta principale (Amauri), che pure ha colto il palo sfiorando così la goleada. Il brasiliano bilancia in qualche modo l’opaca prestazione del connazionale Diego, inspiegabilmente impreciso sopratutto nelle palle ferme, dove la pressione di tirare un calcio d’angolo non può equivalere ad un calcio di rigore nella finale di Champions League.

A qualcuno forse sembrerà un giudizio troppo severo, quello espresso sulla gara di oggi. Ma l’assenza di grinta dei nostri giocatori, ed i meccanismi ancora lontani dalla perfezione rimbombano come un dejà vu che abbiamo vissuto per troppo tempo. Alcuni dei nostri non si sono ancora ripresi psicologicamente dalla scorsa annata, ed una Juve senza un vero condottiero rischia di non trasmettere l’importanza di questa maglia ai nuovi arrivati.

JUVENTUS (4-4-2): 32 Storari, 2 Motta, 19 Bonucci, 3 Chiellini, 29 De Ceglie, 23 Pepe, 5 Sissoko, 8 Marchisio, 20 Lanzafame, 28 Diego, 11 Amauri.

Primi test: pareggio con l’Amburgo.

Lug182010

 

 

 

 

 

 

 

Il 29 luglio, giorno di esordio in Europa League, è dietro l’angolo; la squadra di Delneri inizia a stringere i tempi della preparazione affrontando le rime squadre che possono mettere alla prova i bianconeri con una certa serietà. La Juventus si è così presentata a Lubecca, dove ha pareggiato 0-0 con l’Amburgo in una partita più utile al nostro mister per valutare i suoi giocatori, piuttosto che per lo spettacolo offerto agli spettatori in questa gara.

Tema di interesse della gara era la fase di attacco, dove più i tifosi bianconeri si aspettano novità positive suggerite anche dai proclami estivi di Delneri. Infatti la coppia Diego - Trezeguet, con Lanzafame e Martinez sulle fasce, è davvero un modulo che fa “drizzare le orecchie” anche al più tiepido dei nostri supporters. Due punte e due mezze punte sono uno schieramento degno del più disperato Mourinho in svantaggio negli ultimi minuti di gioco, modulo capace addirittura di far dimenticare il tridente lippiano. Tante belle parole che però poi devono trovare il riscontro del campo, e sopratutto la forma degli interpreti. Diciamo che Trezeguet si è fatto sempre trovare pronto alla conclusione (anche se i tentativi non hanno sortito gli effetti sperati), mentre Diego e Martinez possono e devono dare senza dubbio di più. Rimandato Lanzafame, ancora lontano da un inserimento completo nei meccanismi di gioco di Delneri.

Secondo tempo con Del Piero e Amauri che rilevano Diego - Trezeguet. La nuova coppia, senza dubbio più statica della prima per differenti caratteristiche, subisce il calo di ritmo della gara, dovuto alle fatiche della preparazione unite al caldo della giornata. Nessuna buona occasione par i nostri attaccanti, salvo una punizione di Del Piero che sappiamo non è più l’infallibile cecchino di solo poco tempo fa. Addirittura è l’Amburgo a cogliere il palo al minuto 34, ma la partita scivola verso lo 0 a 0 senza ulteriori emozioni.

Questa la formazion juventina: Storari, Motta (25′ st Grygera), Legrottaglie, Ferrero, De Ceglie (1′ st Grosso), Martinez (1′ st De Ceglie), Sissoko (36′ st Buchel), Ekdal (1′ st Marrone), Lanzafame (20′ st Pasquato), Trezeguet (1′ st Amauri), Diego (1′ st Del Piero).

Assegnati i numeri di maglia.

Lug102010

Eccovi i numeri di tutti i nostri giocatori, partendo come di consueto dal numero uno, che non può essere che lui….

1 Buffon
2 Motta
3 Chiellini
4 Felipe Melo
5 Sissoko
6 Grosso
7 Salihamidzic
8 Marchisio
9 Iaquinta
10 Del Piero
11 Amauri
13 Manninger
14 Giovinco
15 Zebina
16 Camoranesi
17 Trezeguet
18 Poulsen
19 Bonucci
20 Lanzafame
21 Grygera
23 Pepe
24 Pasquato
25 Martinez
27 Ekdal
28 Diego
29 De Ceglie
30 Tiago
31 Costantino
32 Storari
33 Legrottaglie
34 Alcibiade
39 Marrone

Le amichevoli estive della Juventus.

Lug102010

 

 

 

 

 

 

 

 

La nuova stagione è iniziata col ritiro anticipato, che come tutti ormai sapete si è reso necessario a causa dell’imminente impegno per i preliminari di Europa League. Dal 3 luglio la Juve è a Pinzolo (seppur a ranghi ridotti) per iniziare la nuova cura Del Neri. Presentate le nuove maglie, che quasi ogni anno deludono le aspettative (almeno per quel che mi riguarda), eccoci già a pensare alle prime amichevoli estive, in attesa del grande botto (Dzeko) che darebbe una sferzata positiva al lavoro finora svolta da Marotta, e un ventata di abbonamenti che non fanno mai male alle casse della Signora.

Ma per vedere davvero all’opera la prima versione della Juventus 2010-11 bisogna aspettare davvero poco: domenica, infatti, alle 16.30 ci sarà l’esordio contro l’Università di Cracovia, a Pinzolo. E’ un’occasione importante per testimoniare la condizione dei giocatori chiave (esclusi i nazionali), apparsi appesantiti nei primi allenamenti, nonchè cercare di intravedere il nuovo modulo ed i primi esperimenti del mister Del Neri, che, ricordiamoci, deve testare numerose pedine nuove nello scacchiere bianconero: Bonucci, Motta, Martinez, Pepe, Lanzafame, e Storari. Il risultato però, non conterà nulla. E non conterà neppure nella partita del 15 luglio, a Rovereto (ore 17), contro l’Al Nassr, in un match scaturito dall’incontro tra soldi, pallone e petrolio, che ha portato Fabio Cannavaro a giocare nella squadra di Dubai.

Il primo vero test sarà però tre giorni dopo a Lubecca contro l’Amburgo, a cui farà seguito la sfida con il Lione del 24 luglio a Cosenza. Partite che apriranno il succulento programma di agosto con i consueti appuntamenti del Trofeo Tim a Bari (13 agosto) e del Trofeo Berlusconi il 22/08.

Buon calcio d’estate.

M&M: ovvero, Mondiali e Mercato.

Giu212010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per tutti gli amanti del calcio, l’estate non significa soltanto calciomercato, ma ogni quattro anni significa anche (e sopratutto) Campionati del Mondo. E quelli di quest’anno, in corso di svolgimento in Sudafrica, sono tra i più interessanti e originali degli ultimi tempi. In tutti i sensi: dalle vuvuzelas al “Waka Waka eh eh”, da Nelson Mandela, a Maradona. La grande novità di questi Mondiali non sta tanto nel calcio spettacolare e nel bel gioco, quanto nell’equilibrio che caratterizza le squadre partecipanti, che porta all’assenza delle cosiddette “squadre materasso”, e anche al ridimensionamento delle “big”. Ne sanno qualcosa tutte le top nazionali, ad eccezione (fino ad ora) di Olanda e Argentina. Livellamento verso l’alto o verso il basso?

Ma naturalmente i Campionati del Mondo si collegano molto facilmente al calciomercato, e quindi alla nostra Juve. Tanti sono i giocatori seguiti dalla Juventus che si stanno mettendo in mostra in questa competizione, il cui prezzo può lievitare in base alle prestazioni correnti. Molti potrebbero essere anche gli spunti ispiratori di Marotta e Paratici: per fare un esempio, nella prima partita Sudafrica-Messico, si è rimesso in mostra (dopo la Confederations cup) un certo Tshabalala, esterno sinistro (quello che serve alla Juve), che potrebbe essere acquistato per pochissimi spiccioli.

Parlavamo della crisi delle grandi squadre: la Francia (di Gallas), ritenutasi fortunata al sorteggio, ha totalizzato un punto in due partite, ed è già con un piede fuori dal Mondiale. La Spagna è stata vittima del clamoroso tonfo iniziale ad opera della Svizzera, dove giocano i terzini Lichsteiner e Ziegler. L’Inghilterra di Sir Fabio ha fatto solo due pareggi, e rischia anche lei. Germania, Portogallo e Costa d’Avorio sono incostanti e giovani. Il tutto rivaluta il pareggio dell’Italia col Paraguay, che non sarebbe quindi da considerarsi un fallimento, ma non quello con la Nuova Zelanda, quello sì che non ha attenuanti. L’Italia ha dimostrato fino ad ora un’ottima condizione atletica, prendendo gol negli unici tiri in porta avversari. Il grosso limite della squadra, ad oggi, sembrerebbe la pochezza in attacco e la mancanza di idee. Ma ci sono anche dei giocatori che, oltre a Pirlo non stanno dando il contributo sperato, per diversi motivi: Buffon si è fatto male alla schiena e si dovrà operare dopo il Mondiale, Cannavaro ha dimostrato di essere quello di questa stagione, Iaquinta non è ancora al top e Marchisio è spaesato in un ruolo non suo. In compenso hanno invece impressionato le prestazioni di Criscito e Montolivo (giocatori seguiti dalla Juve), e quella di Pepe, che invece è già ufficialmente bianconero. Bene ha fatto anche Chiellini.

A gioire, per ora, sono dunque solo Argentina (che abbiamo ho sempre considerato la favorita, perché la storiella di uno squadrone senza allenatore è una favola, Maradona è forse non bravo come tattico, ma è un grande motivatore e uomo di grinta e carisma), l’Olanda (perché non prendere Van Der Wiel sulla destra?), l’Uruguay di Oscar Washinton Tabarez (Forlan è un grande attaccante) e il Brasile di Dunga. Qui vorrei fare una precisazione su Felipe Melo. Forse non avrà giocato neanche l’altro giorno una grande partita (in confronto alle sue potenzialità), ma l’applicazione e la concentrazione che dimostra nel Brasile alla Juve non esistono, e io mi chiedo ancora il perché: gioca semplice, recupera palloni, s’inserisce e si propone. Questo Felipe Melo potrebbe essere molto utile per la Juve.

L’altro grande nome dal “calciomercato mondiale”, è infine Milos Krasic. L’esterno serbo del CSKA Mosca, voluto dalla Juventus, ha deluso nella prima partita, impressionato nella seconda. E’ un giocatore che a me piace, ma purtroppo la trattativa per portarlo alla Juve è sfumata per questione economiche: questo per dimostrare che non sempre i Mondiali servono per avvicinare un giocatore ad una squadra di club, anzi. Infatti, nonostante la pessima prima partita il prezzo non è sceso, e nonostante l’ottima seconda la Juve non ha più voluto sferrare l’assalto decisivo, preferendo al serbo Martinez.

Buona continuazione di Mondiale a tutti.

Le prospettive del mercato Juve.

Giu122010

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ tempo di estate, di vacanze, di Mondiali, ma soprattutto è tempo di affari. Il calciomercato inizia ufficialmente il 1° luglio, ma è già in questo periodo che si preparano gli acquisti più importanti. Lo ha capito anche la Juve, tant’è che Marotta e Paratici sono alla ricerca di grandi colpi a basso prezzo per completare (anzi, formare del tutto) il 4-4-2 “delneriano”. Prima di tutto però, si deve vendere quella merce “scaduta” oppure poco redditizia; ecco perché hanno salutato Cannavaro (destinazione Al Ahly) e Molinaro (riscattato dallo Stoccarda), mentre stanno per fare le valige Zebina e Grygera (voluti da squadre turche), Grosso (tentato dalla Roma), De Ceglie (che sarà pedina di scambio), Camoranesi e Trezeguet (desiderosi di tornare in patria), Giovinco (destinato a non rientrare nel modulo di Del Neri) e molto probabilmente  anche uno tra Poulsen, Melo e Sissoko (sperando per il primo); capitolo a parte per Diego, e Amauri che hanno molto mercato ma che potrebbero fare ancora comodo alla causa bianconera.

Tutte queste cessioni potrebbero portare ad un tesoretto di circa 70 milioni, che sommato agli 80 investiti dagli Agnelli/Elkan, potrebbero davvero far sognare la Juve. Tuttavia, i primi colpi sono all’insegna del low cost. Innanzitutto Marotta sta cercando di mettere le ali (in tutti i sensi) alla squadra, non comprando la Red Bull ma aggiungendo Pepe al parco esterni. Il nazionale è stato preso in prestito con soli 2,6 milioni e diritto di riscatto fissato a 7. Un affare come lo sembrava anche per Krasic (il nuovo Nedved?), prima che il CSKA alzasse le pretese dai 15 ai 18 milioni, chiedendo alla Juve di pareggiare almeno l’offerta del Manchester City. Da Torino è partito un ultimatum che fissa a lunedì la scadenza, contando molto sulla volontà del giocatore che ha già firmato l’accordo con i bianconeri.

In pieno stallo invece le trattative per Vargas (su cui c’è soprattutto il Real), e per il nome nuovo Joe Cole, esterno a scadenza di contratto col Chelsea. La sensazione è che Del Neri voglia esterni di grande corsa e quantità, non per forza dei fenomeni, ma di sicuro rendimento. Qualora partisse poi uno tra Poulsen, Melo e Sissoko è pronto l’acquisto di un regista: irraggiungibile Palombo, gli obiettivi sarebbero Aquilani del Liverpool ed Hernanes, che gioca ancora in Brasile.

Capitolo difesa: sulla destra non è stato riscattato Caceres, anche se non è detto che non verrà  rinnovato il prestito. Si cercano comunque rinforzi: certo l’interesse per Cassani, molti giornali parlano anche di Marco Motta della Roma. Le fasce saranno comunque made in Italy, perché a sinistra potrebbe tornare anche Criscito. Ma chi sarà la sua riserva? Si fanno molti nomi, da Fabio Aurelio a Clichy o Aogo. Al centro si vuole completare il reparto già formato da Chiellini e Legrottaglie con un parametro zero di grande esperienza (Gallas) e un giovane italiano, Bonucci, con cui però ultimamente sono sorte alcune difficoltà per le tante comproprietà col Genoa.

Ma il grande colpo, infine, sarà in attacco. Potrebbe arrivare uno tra Aguero e Dzeko: per il primo, Marotta ha offerto Diego, Tiago e 20 mln, mentre per il secondo c’è da affrontare la concorrenza sempre del City. A seconda di chi arriverà, il secondo acquisto sarà di conseguenza meno costoso e blasonato, giusto per completare il reparto. Le opzioni sono dal duttile Martinez (che può fare anche l’esterno), e i soliti nomi di Giuseppe Rossi e Pazzini.

La carne al fuoco non manca.

Una Juve tutto Pepe.

Giu42010

 

 

 

 

 

 

 

Il primo colpo della gestione Marotta si chiama Simone Pepe, centrocampista dell’Udinese e già nel giro della nazionale di Lippi. Centrocampista che ama arrivare fino alla conclusione, Pepe è uno degli esterni ricercatissimi da Del Neri, che con questo piccolo colpo inizia con il piede giusta la campagna di rafforzamento di cui si sta occupando anche Andrea Agnelli in prima persona (bravo Andrea!). Non più giovanissimo (27 anni), il giocatore ha comunque davanti a sè almeno altri quattro anni buoni per dare tutto quello che ha alla casacca bianconera, così come fece l’inesauribile predecessore Pavel Nedved, ma per favore non facciamo paragoni.

Il contratto non è ancora stato firmato, ma si tratta davvero di una mera formalità. Si parla di un quadriennale da 1,4 milioni a stagione, mentre il costo del cartellino si aggira intorno ai 12 milioni di euro (e non sono pochi….), più il prestito di Immobile ed Ekdal. Nell’affare rietrerebbe anche il riscatto di Candreva, che come sapete è per metà dell’Udinese. La cifra di riscatto era fissata per 7 milioni di euro, una somma ritenuta troppo alta dalla Juve, che però potrebbe spendere qualora l’Udinese lo mettesse come condizione sin equa non per concludere l’accordo di Pepe

Quello che i giornali non dicono.

Giu32010

Ancora una volta la Juve è stata vittima delle invenzioni dei media. Purtroppo, a causa della disinformazione provocata dai maggiori quotidiani sportivi, molti sono convinti che la manifestazione organizzata il 29 maggio dal popolo bianconero contro la società, coincida con la protesta non civile degli ultras davanti alla sede, sfociata nel lancio di fumogeni, nello scoppio di petardi e nello scandire di cori razzisti, proprio nel giorno del ricordo dell’Heysel. Non stiamo dicendo che ciò che è successo di negativo non corrisponda a verità, ma occorre sottolineare anche altri aspetti.

La manifestazione è durata ben otto ore, e solamente nell’ultima ora è accaduto ciò di cui parlano tutti i giornali. Ora, è chiaro che il comportamento degli ultras è fortemente condannabile, ma non si possono trascurare sette ore di corteo e protesta pacifica. E non c’è tuttavia nessun legame con l’Heysel. Il solito gruppo di ultras si è ribellato villanamente davanti alla sede, rovinando la cerimonia religiosa precedente, lanciando numerose bombe carta e attirando la digos, il tutto come conseguenza alla decisione della società di non accogliere la manifestazione. Il vero intento della manifestazione era far sentire la delusione dei tifosi, stanchi dell’incompetenza presenza della società, ma la solita costola estremista ha distrutto come sempre la voce seria ed educata di migliaia di supporter juventini.  La giornata, in realtà, si è sviluppata partendo dalla chiesa che già alle ore undici iniziava a radunare numerosi partecipanti, composti da giovani e anziani, famiglie e bambini. Dopo la celebrazione, i 39 ritocchi di campana che hanno ricordato i morti di quella strage, mentre la folla che stazionava nel piazzale antistante la chiesa cercava di prendere parte come poteva, visto che si contavano ben cinquemila persone! Una manifestazione che era riuscita anche a far riconciliare le due curve (da sempre lontane) dopo tanti anni. Ma questi ovviamente non sono argomenti altisonante per i giornali. Poi il via al corteo, durato due ore, e che ha colorato un’intera città di bianconero. Una coda di dieci minuti, alla faccia delle duemila persone! Sicuramente la conclusione negativa è stata “incoraggiata” anche dal comportamento della società, di totale chiusura verso i propri sostenitori. Sarebbe bastato un solo Gianluca Pessotto a parlare con i tifosi per rendere tutto più semplice.

Chi ha vissuto questa manifestazione può realmente essere orgoglioso di quanto organizzato. Purtroppo molti di quelli che non hanno potuto partecipare non lo saranno, per via di quell’informazione che in Italia comanda solo quando c’è da seminare zizzania e cacciare allenatori.

Una Juve USA e getta.

Mag292010

La stagione è appena finita, e subito i bianconeri sono pariti per la tournee americana per scopi esclusivamente economici. Ogni partita infatti ha fruttato ben un milione di euro. Soldi che sicuramente fanno comodo alle casse della società, che continua a perdere introiti a causa degli “scarsi” risultati ottenuti. Tuttavia, chi può dire quanto servano ai giocatori queste partite? Non sono un ulteriore rischio di allungamento della catena di infortuni? Sopratutto quando gli stessi giocatori dichiarano di voler “onorerare al massimo l’impegno” (come indicavano Del Piero e Diego) e quindi senza “togliere la gamba” dai contrasti. Ma non temete, naturalmente non è andata così. O meglio, sono stati onorati nella stessa misura in cui è accaduto in tutta la stagione.

Prima l’umiliante sconfitta per 3-1 contro i Red Bulls di New York (di certo con una tradizione calcistica e con un talento non superiore al nostro), poi la sconfitta di misura contro la Fiorentina. I bianconeri sono subito partiti forte, con un Padoin molto vivace, e con un Diego vero ispiratore: è suo il pallone da spingere in porta, ma che Amauri non ha voluto sfruttare. Da quel momento in poi si riprende la Fiorentina, che si porta in vantaggio grazie a Jovetic, resistendo fino alla fine agli attacchi juventini di Candreva (traversa da calcio d’angolo), Paolucci e Salihamidzic. E così si conclude definitivamente (e finalmente) questa disgraziata stagione. Due sconfitte tanto per chiudere in bellezza, che possono essere “salutari” solamente per convincere ancora di più Del Neri e Marotta della situazione attuale (sempre che ce ne fosse bisogno).

Chi si aspettava anche un minimo di orgoglio e di reazione da parte della squadra, anche se solo in amichevole, è rimasto, ancora una volta, deluso. Ma il vero valore della Juve 2009-2010 è proprio questo? Felipe Melo, Amauri, Diego, … sono davvero scarsi oppure hanno vissuto semplicemente una stagione no? Quello che ha colpito maggiormente è che la squadra è addirittura peggiorata, come dimostra la sconfitta con la Fiorentina, contro la quale perlomeno ci si poteva vantare durante la stagione di non aver mai perso, nè all’andata nè al ritorno.

E allora ci convinciamo sempre di più che gli stimoli abbiano giocato un ruolo fondamentale, “campioni” che non hanno avuto voglia di vincere e che non sono stati motivati nel giusto modo. La condizione fisica scadente, l’assenza di schemi tattici e alcuni limiti tecnici, hanno fatto il resto, condizionando anche alcuni giocatori che, pur motivati avrebbero potuto dare di più con qualche punto i riferimento maggiore sul campo.

Cannavaro a Playboy.

Mag252010

Uno dei difensori italiano più forti degli ultimi venti anni (assieme a Maldini, Baresi  e Ferrara) volge al tramonto. Il campione del mondo (pallone d’oro 2006), tra breve tempo passerà da capitano della nazionale e titolare nella Juve, a disoccupato iscritto alle liste di collocamento di Coverciano. E’ questo il destino di Fabio Cannavaro. Che la Juve non avesse intenzione di puntare su di lui come titolare per la prossima stagione era naturale e ovvio; questione di età e di cambio generazionale, ma sopratutto di rendimento, vivisto che un altro vecchietto come J. Zanetti corre anche il doppio del nostro difensore. E’ stato comunque lo stesso giocatore a sottolineare ai microfoni si Sky che “l’opzione per il rinnovo del contratto è scaduta e non è stata esercitata dalla società bianconera”. Niente male per il capitano di una nazionale che sta per affrontare il torneo più importante del mondo. Ad un osservatore non esperto verrebbe da pensare: o sono scemi alla Juve, oppure è scemo Lippi. Preferiamo lasciare a voi la risposta.

In realtà questo problema si era già concretizzato l’anno scorso, allorquando arrivò la Juventus a strapparlo da quegli ingrati di Madrid che non ne vedevano più un giocatore all’altezza (tzè! che incompetenti..). Ora tutto si ripropone in maniera più evidente, visto l’imminente inizio del campionato in Sudafrica. Tuttavia il Cannavaro rifiutato anche dal “suo” Napoli, nel frattempo giocherà il suo quarto Mondiale consecutivo; cosa riuscita solo a pochi. Qui c’è però una netta differenza tra il Cannavaro azzurro (che chiuderà la carriera dopo questo Mondiale, in grande stile) e quello del club, fischiato e criticato fin dal primo giorno del suo ritorno. D’altra parte, farsi superare da un Matri qualunque non è di certo una scena che giustifica il prezzo del biglietto (salvo che tu non sia un tifoso avversario).
E ora che nessuno vuole più adottare il nostro difensore, rimangono due sole strade: o cercare di accasarsi nuovamente a Parma (sua terza famiglia dopo Napoli e Torino), ripercorrendo così le tappe della sua carriera al contrario (tornerà anche a giocare nei pulcini?), oppure, visto che per tutto l’anno lo abbiamo visto più pimpante da nudo, mentre si rade, piuttosto che in campo, direi che il suo futuro può proseguire in pianta stabile sulle carte patinate o ancora testimonial di qualche prodotto. Dal momento che la propensione a spogliarsi è netta, consigliamo le pagine di Playboy, che in fondo possono far dimenticare in fretta anche i campi di calcio. Adriano docet…