Categoria: Uncategorized

Pre partita Parma – Juventus. Formazioni e curiosità.

feb152012

Tuonò Donadoni: “Per la Juve non sarà facile”. Rispose Antonio Conte: “sentiamo il bisogno di vincere”. I due allenatori incrociano le spade della dialettica aprendo di fatto le ostilità di Parma – Juventus. I padroni di casa punteranno a battere la Juve con le sue stesse armi, mettendola sulla determinazione e sulla voglia di vincere. Occhi puntati in particolare su Sebastian Giovinco, sia per le aspirazioni di vittoria parmensi, sia per il probabile ritorno della “formica atomica” in maglia bianconera, in dubbio solo per la compatibilità all’interno degli schemi di Antonio Conte.

Quest’ultimo ha ribadito che lo schema tattico con cui scenderanno in campo i bianconeri sarà solo un “dettaglio secondario”, rispetto alla mentalità con cui i suoi uomini dovranno affrontare la gara. Lo scoglio duro a questo punto è infatti la rincorsa sul Milan che, nella strana quanto fortunata vittoria di Udine, si è messo nella posizione di testa, costringendo la Juve a vincere obbligatoriamente per poter mantenere il vertice della classifica. Conte dice che questi sono stimoli positivi, ma sono anche termometro di maturità di una squadra.

Lecce – Juventus 0-1. Niente è cambiato.

gen82012

Avevamo detto che sarebbe stata un’altra cosa rispetto allo scorso anno, ma non è stato comunque facile esprimersi al meglio, su un campo difficile, reso ancor più difficoltoso dal campo pesante, e dalla aggressività degli uomini di Cosmi, che hanno saputo sradicare il pallone dai piedi bianconeri limitandone lo strapotere nel possesso palla, vero punto di forza della capolista. Non è stata tra le migliori Juventus in termini di spettacolarità ed occasioni, ma è stata solida, sicura, forse fin troppo per come ha deciso di gestire il risultato. Circolazione di palla non fluida, ma copertura attenta di tutti gli spazi, come una provinciale. Poche infatti le occasioni concesse, ma di rimando, anche poche quelle costruite. Quasi inoperoso Buffon, dietro ai giganti Barzagli, e Lichtsteiner, con Chiellini costretto talvolta a mettere le pezza a qualche disattenzione di Bonucci.

Gli uomini di Conte scendono in campo con autorità, e al 3′ portano già al tiro Pepe che impegna il portiere. Ma la prima grande occasione capita a Giacomazzi, che si impappina davanti a Buffon, dopo un buono schema su punizione. Le note positive arrivano da Quagliarella, che rappresenta la scheggia impazzita di un impianto di gioco un po’ statico. Accorcia, riparte, dà velocità e nessun punto di riferimento. Peccato che proprio in fase di ripiegamento riceva una gomitata che gli procura la frattura dello zigomo. Fabio lascia il posto a Matri al 21′, in un momento dove la Juve soffre un po’ l’aggressività dei padroni di casa, che interpretano bene la gara. Il nuovo entrato sbaglia subito un gol davanti al portiere, ma si riscatta subito dopo, insaccando il tiro di Vucinic ribattuto dal portiere. Vantaggio bianconero, ma Conte nervoso per la troppa leziosità dei suoi uomini.

Se nel primo tempo è stato Quagliarella ad essere la spina nel fianco dei leccesi, nella ripresa è Vucinic a prendere per mano la squadra e a mettere scompiglio con il suo grande dinamismo. L’arbitro gli nega perfino un calcio di rigore, legittimo, che avrebbe chiuso la partita e regalato a Mirko il giusto tributo. I bianconeri addormentano la partita, limitandosi a contropiedi piuttosto lenti, e troppo manovrati. Sull’unica verticalizzazione rapida, Matri s’invola verso la porta, ma sbaglia l’assist finale per Vucinic. Non è l’unica occasione per il montenegrino, che trova un varco al limite dell’area e angola bene un tiro deviato con difficoltà in angolo.

Conte blinda il centrocampo con Marrone al posto di Pirlo, ed erigendo un muro insormontabile davanti a Buffon. L’ultima grande azione della partita vede Matri che all’88′ si presenta ancora a tu per tu col portiere, ma invece che servire a rimorchio Vidal, preferisce la conclusione personale, ancora sui guantoni dell’avversario.

Il commento alla 10a giornata di campionato.

ott312011

La Juve dà un grande segnale al campionato, dimostrando di non essere più un fuoco di paglia. Le belle vittorie contro Milan, Inter e Fiorentina sono la migliore risposta di chi aspettava i bianconeri “al varco”. Ma ora c’è anche il Napoli. Ha ragione Conte nel dire che tutte le partite valgono tre punti, non per sminuire il valore di una vittoria contro i nerazzurri, ma per dare maggiore importanza alle partite dove si perdono dei punti in modo stupido. Sembra che proprio alla vigilia di questo ciclo importante, il mister abbia trovato la chiave tattica per il miglior assetto della squadra. Dentro Vidal e fuori Krasic, apparentemente rinunciando ad uno spiccato gioco sulle fasce, ma in realtà allargando maggiormente l’azione sulla corsia di Vucinic, che riesce ad essere molto più pericoloso di Pepe. Il problema verrà nella gestione degli “uomini d’oro” in panchina, con Quagliarella e Del Piero su tutti. Se Vucinic continuerà ad avere questo rendimento, per il napoletano si parlerà di cessione a gennaio.

Il mercato di riparazione dovrà senza dubbio interessare l’Inter, che ha la necessità di rifondare una squadra ormai spenta e logora. Hanno provato i “senatori” a fornire l’ennesima prova d’orgoglio contro la Juve, ma il dinamismo dei bianconeri ha avuto la meglio. Non si può dire se Ranieri sarà confermato o meno, ma di sicuro servono quattro o cinque innesti importanti, anche in considerazione dell’età di Zanetti, Milito, Stankovic, ecc.. Il solito Pazzini (peraltro ancora protagonista) non può sempre sostenere il peso della squadra. Ma al di là del fattore anagrafico, quello che sembra frenare la squadra di Moratti, è una fragilità psicologica misteriosamente comparsa a dei campioni plurititolati. La paura gioca brutti scherzi, e ai nerazzurri tremano facilmente le gambe.

Gambe tremanti anche per Cassano, colto da un leggero malore dopo la partita di sabato. Sono in corso degli accertamenti che cercheranno di fare chiarezza su alcuni aspetti neurologici. In bocca la lupo Fantantonio! In campo era stato uno dei migliori come spesso succede; il suo Milan ha battuto una Roma “dura a morire”, mantenendo il passo della Juve capolista, inanellando la quinta vittoria consecutiva. Stanno uscendo le potenzialità della squadra di Allegri, e vedremo se con la ripresa della Champions questo processo si rallenterà nuovamente.

Onore anche a Udinese e Lazio, sempre lì ad insidiare la posizione di vertice, mentre pollice verso per il Napoli, fermato da un Catania che sta mettendo in difficoltà molte squadre di vertice. Sarà dura frenare la rabbia degli uomini di Mazzarri, ma questo non deve frenare le nostre ambizioni.

Le pagelle di Chievo – Juventus.

ott172011

Buffon 5: viene chiamato in causa solo due volte in tutto il match, in un’occasione si fa sfuggire il pallone su una punizione di Pellissier e nell’altra si fa superare dallo stesso venendo salvato dall’intervento di Del Piero sulla linea. Queste due sviste sarebbero potute costare molto caro.
Chiellini 6: partita diligente del nazionale italiano, che forse paga un po’ il doppio impegno con la maglia azzurra. Più preciso in fase difensiva che in proposizione.
Barzagli 6: solita roccia in mezzo alla difesa. Dalle sue parti non si passa.
Lichsteiner 7: è uno dei più attivi della squadra, spingendo dal primo all’ultimo minuto. Incredibile la freschezza atletica di questo ragazzo. 
Bonucci 6: si comporta bene non facendo grossi errori. Gioca una partita attenta, spazza ciò che trova alla maniera dei vecchi liberi.
Vidal 6,5: attivo e intraprendente, fraseggia bene coi compagni e dà l’impressione di poter colpire, ma resta a bocca asciutta. Costringe quelli del Chievo a più di un intervento scomposto per fermarlo.
Pirlo 6,5: detta i tempi del gioco e appare a tratti irresistibile, tuttavia i compagni non trasformano in pratica le sue idee.
Marchisio 6: molto pericoloso coi suoi continui inserimenti, riesce a creare qualche difficoltà alla difesa clivense, ma alla lunga patisce le fatiche “nazionali”  e viene sostituito.
Pepe 6: motorino instancabile svaria su tutto il campo senza fermarsi mai. Il suo voto è una media tra il la prima parte della gara (impalpabile) e il secondo tempo da protagonista.
Krasic 4,5: è sempre fuori dalla manovra e non riesce mai a rendersi pericoloso. Giusta la sostituzione.
Giaccherini n.g.: sembra vivace al suo ingresso in campo, ma è costretto ad abbandonare dopo poco per infortunio.
Estigarribia n.g.: solo pochi minuti per lui all’esordio.
Vucinic 6: mostra ancora una volta la sua grande tecnica e le sue ottime capacità di fraseggio, tuttavia non è mai pericoloso.
Del Piero 6,5: dà una nuova linfa alla squadra con il suo ingresso colpendo un palo e tenendo in apprensione la difesa avversaria. Salva la porta con un intervento sulla linea da vero difensore. Tardivo il suo ingresso.

Il commento alla 6a giornata di campionato.

ott162011

Passione, morte e resurrezione. Anche se non siamo in tema pasquale, possiamo definire comunque in questo modo la situazione delle tre protagoniste del campionato, Juventus a parte. “Passione” per il Napoli, morte per l’Inter e resurrezione per il Milan. I partenopei non riescono a trovare la continuità per consacrarli definitivamente come pretendente al titolo. Eppure gli uomini di Mazzarri attraversano delle fasi di forma esaltanti, che nulla fanno presagire ad una immediata quanto matematica flessione. Una rosa ristretta può essere la causa di questo sali-scendi, ma in molte gare il Napoli può fare decisamente di più. Sta di fatto che non appena si pronunci la parola “scudetto”, ecco che immediatamente arriva la delusione. Interessante comunque l’osservazione di Mazzarri sugli arbitri, che secondo lui dovrebbero tutelare maggiormente le squadre che “fanno la partita”, cioè quelle propositive rispetto a quelle che puntano solo alla melina e a portare la gara al fino al 90′ a suon di perdite di tempo. Come non condividere questo pensiero, aggiungendo che con il tempo effettivo, molte partite subirebbero un andazzo diverso, oltre tutto evitando anche inutili nervosismi dovuti proprio ad atteggiamenti di palese ostruzionismo di raccattapalle, avversari, ecc…

“Morte” per l’Inter, che soccombe al Cibali dopo una prestazione nuovamente incolore. L’ennesima prova di come non era l’allenatore il colpevole del tracollo. Mourinho se ne andò “annusando” la situazione di una rosa da ricostruire completamente. Poi fu la volta di Benitez che sostenne apertamente questa tesi, e fu cacciato. Arrivò Leonardo che non potè fare più di tanto, pur con l’appoggio di tutta la squadra. Infine fu la volta di Gasperini, che anche lui parlò apertamente di una squadra con molti problemi e che necessitava di giocare in modo molto coperto, per cercare di limitare i danni. Moratti ha ignorato tutti questi messaggi, e peccando di presunzione non ha investito i soldi ricavati da Eto’o per iniziare la ricostruzione della squadra. E adesso, è zona retrocessione. Ben gli sta.

“Risurrezione” color rossonero, visto lo spettacolo inscenato dal Milan nella partita col Palermo. Un secco 3-0 senza storia, anzi, con una storia a senso unico, fatta di giocate spettacolari, velocità, occasioni…. tutto quello che gli uomini di Allegri non hanno mostrato contro la Juventus. Ibra, Cassano e Robinho sono stati i grandi mattatori della serata, dove il povero Palermo non è mai riuscito ad entrare in partita. Una prestazione che rilancia i rossoneri, evidenziando però la loro dipendenza da Ibrahimovic, vero catalizzatore di tutte le azioni di attacco, e boa di riferimento per tutti i rilanci difensivi. Vedremo con il ritorno della Champions come gestirà Allegri il turnover di Zlatan lo zingaro.

Ma veniamo alla Juve. Ormai tutti la danno candidata per il titolo, insieme al Napoli e al Milan. Il percorso è ancora lungo, ma la metamorfosi è evidente a tutti. La squadra dà del filo da torcere a tutti, ma lascia anche dei punti per strada. Lasciate perdere le altre compagini e la situazione generale di classifica; contro Bologna e Chievo si poteva sicuramente vincere, e quindi rimangono dei punti persi, considerando anche le partite che hanno fatto i nostri avversari. Se quindi abbiamo parlato di “passione, morte e resurrezione”, non possiamo dire che per la Juve bisogna solo avere “fede”.

Chievo – Juventus 0-0. Imbattuti ma non contenti.

ott162011

Lo si diceva alla vigilia che non sarebbe stato facile su questo campo, non perchè la Juve non potesse esprimere le sue potenzialità, ma proprio per il fatto di non essere riuscita a vincere nemmeno facendo una grande partita sotto l’aspetto del gioco, della determinazione, della disposizione in campo. La Juve sottolinea i progressi della gestione Conte, dimostrando di essere una squadra completamente diversa da quelle del recente passato; d’altro canto, arrivati a questo punto, possiamo dire che la fase offensiva è diventato quasi un problema, pur avendo a disposizione diverse soluzioni. Pochi gol, ma sopratutto poche conclusioni. E forse è prorpio questo che manca per diventare una grande squadra, perchè in fatto di personalità e di carattere, siamo già su una buona strada. Il mister sceglie più equilibrio con Vidal e Vucinic unica punta in avanti, e Bonucci insieme a Barzagli in difesa, con Chiellini confermatissimo a sinistra.

Bianconeri ”spettacolari” nelle prime battute, mettono alle strette l’avversario, rubando palla e punta subito la porta. Gli attacchi nella prima parte della gara arrivano tutti da destra con Krasic, mentre Pepe risulta stranamente fuori partita. Vedremo poi col passare dei minuti che il rendimento dei due giocatori si ribalteranno inesorabilmente. Il Chievo si rende pericoloso solo per un errore di Pirlo che da ultimo uomo si lascia soffiare il pallone da Thereau, il cui intervento è giudicato fortunatamente irregolare. Ma i padroni di casa iniziano a crescere, riuscendo a riequilibrare il baricentro grazie anche alla pessima vena di Krasic e Pepe, che lasciano isolato Vucinic, regalando di fatto tre uomini agli scaligeri. La sensazione è che i bianconeri viaggino ad una marcia ridotta, e nonostante questo dia l’impressione di poter passare in qualsiasi momento.

Gli uomini di Di Carlo invece giocano al massimo delle loro possibilità, e bisogna vedere quanto riescano a prolungare questa concetrazione e questa gara così attenta, senza nessuna grande sbavatura. Nei primi minuti del secondo tempo infatti gli uomini di Conte riprendono la supremazia territoriale e di gioco, mettendo alle corde il Chievo. Il tiro di Marchisio al 5′ della ripresa sibila sul palo lungo di Sorrentino, dando a molti l’illusione del gol. Esce Krasic (fischiato giustamente), al suo posto entra Giaccherini. Il nuovo entrato si rende subito protagonista di un bellissimo spunto che si conclude con un tiro di poco alto. Bello l’impatto dell’esterno bianconero che rende la manovra molto più veloce ed imprevedibile.

Solito grande possesso palla della Juve, che però deve migliorare decisamente le soluzioni offensive, in quanto la mole di gioco espressa non rispecchia assolutamente le scarse conclusioni verso la porta, così come la presenza impalpabile di Vucinic, che non ha demeriti finchè non gli viene servito nessun pallone giocabile.La situazione porta inevitabilmente all’ingresso di Alex Del Piero al posto di Marchisio, sostituito a sorpresa al posto di Vidal.

Inizia l’assedio bianconero: palo di Del Piero di testa, conclusione di Pepe nel sette (parata da Sorrentino), tiro alto ancora di Del Piero. Non c’è nulla da fare, il pallone non vuole entrare, nemmeno con l’ingresso di Estigarribia che infiamma la folla ogni volta che tocca il pallone. Finisce con un insipido pareggio che rammarica non poco la Juventus.

Pre partita Chievo – Juventus. Formazioni e curiosità.

ott162011

La sosta ha interrotto un cammino fino ad ora quasi perfetto, accompagnato da una condizione fisica, a dir poco esuberante. La Juve riprende la sua cavalcata sul campo ostico di Verona, con la speranza che i ragazzi di mister Conte non subiscano la stanchezza degli impegni internazionali, dimostrando la grinta e la voglia avute fino ad ora.

QUI CHIEVO. Ricordate il Chievo del primo anno in serie A? Fortissimo. Quello degli ultimi anni, una buona squadra. Questo Chievo invece è potenzialmente quello più forte, che può arrivare più in alto di tutti quelli passati. Una squadra allenata da un grande stratega, Mimmo di Carlo, che sta facendo molto bene, e che usa il suo marchio di fabbrica 4-3-1-2, con Bogliacino alle spalle di due punte. Basta pensare che uno tra Moscardelli, Pellissier e Theureau sarà addirittura in panchina, tanto per far capire la rosa di questa squadra.

QUI JUVE. Elia non convocato, Vidal è tornato malconcio dalla trasferta oltreoceano, ma ci sarà per la panchina, così come Estigarribia, ancora in attesa dell’esordio. Molto probabilmente si ritornerà al 4-2-4, con Chiellini ancora a sinistra e Bonucci al centro al fianco dello strepitoso Barzagli. Marchisio affiancherà Pirlo in mezzo, Krasic e Giaccherini (recuperato) si contenderanno il posto a destra. La grande novità dovrebbe essere presentata dal ritorno del capitano, affianco a Vucinic, ma occhio a Matri, mentre Quagliarella ancora escluso da Conte, che aspetta il pieno recupero.

Le pagelle di Juventus – Milan.

ott32011

Buffon 7: una sola parata su Boateng, ma determinante ai fini del risultato, simbolo dell’ottima prestazione della difesa.
Chiellini 7: è una furia in attacco con le sue volate devastanti sulla fascia e in difesa non lascia un centimetro di spazio agli avversari. Prestazione maiuscola.
Barzagli 6,5: regge il confronto fisico con Ibrahimovic e non lascia ragionare lo svedese, annullando con lui anche le potenzialità offensiva del Milan. Merita la convocazione in nazionale.
Bonucci 6,5: attento e concentrato per tutto il match non sbaglia nulla. Rischia di segnare a inizio ripresa, ma Abbiati gli nega la gioia del gol.
Lichsteiner 7: super prova dello svizzero che affonda in continuazione sulla fascia destra e crea grossi grattacapi alla difesa del Milan. Acquisto azzeccatissimo.
Pirlo 8: prova da incorniciare per il centrocampista bresciano che dirige la squadra e la partita come un direttore d’orchestra, suonando lo spartito che preferisce e facendo risuonare una dolce melodia per i tifosi bianconeri, quella della vittoria.
Marchisio 8: sua la doppietta stendi-Milan, giunge al termine di una prova superlativa, in cui ha cercato continuamente d’inserirsi negli spazi apertigli dai compagni. I suoi sforzi sono stati premiati nel finale di gara.
Krasic 5,5: qualche buono spunto, ma il serbo risulta fuori dagli schemi, per questo lascia la contesa anzitempo.
Giaccherini 6,5: fa molto meglio di Krasic, dando vivacità all’azione sulla fascia sinistra e guadagnando spesso il fondo per cross pericolosi (vedi secondo goal di Marchisio).
Vidal 7: la sua grande velocità mette in crisi la difesa del Milan. Ottimo il dialogo con i compagni, tuttavia dovrebbe migliorare leggermente in fase conclusiva, in quanto commette troppi errori.
Pepe 6,5: altra ottima prova del centrocampista bianconero, che spende molte energie sulla fascia, cercando di rendersi pericoloso il più possibile e creando numerose situazioni pericolose.  Motorino inesauribile come pochi altri in Italia.
Vucinic 7,5: super partita del montenegrino che con i suoi movimenti attira su di sé l’attenzione della difesa milanista e permette gli inserimenti dei compagni. Crea spazi e occasioni per sé e per gli altri. La sfortuna gli nega il gol, ma nonostante ciò, resta uno dei migliori in campo.
Matri n.g.: solo qualche minuto nel finale.

Il commento alla 5a giornata di campionato.

ott22011

Lo ricorderemo come uno dei turni più caldi del campionato. Inter – Napoli, Juventus – Milan, e Roma – Atalanta (capolista virtuale), passando per Fiorentina – Lazio. E come di consuetudine, non potevano mancare le grandi polemiche, oppure i grandi errori arbitrali, se vogliamo dirla in altro modo. Addirittura feroci quelle di San Siro, dove nell’anticipo di sabato, persino Massimo Moratti si è lasciato andare a dichiarazioni pesanti verso l’arbitro, reo di aver completamente falsato la partita. Partita falsata, ma vittoria meritata per il Napoli, che è stato capace di imporsi nonostante le partite di Coppa, dimostrando una grande condizione fisica e mentale, dominando l’Inter e facendo sognare i propri tifosi, che già sperano nel tricolore. Già lontani i tempi della contestazione a Mazzarri, il Vesuvio è ai suoi piedi. E Ranieri? Poteva conquistare la seconda vittoria di prestigio, scacciando definitivamente la crisi, invece la squadra palesa ancora parecchi problemi, specie nella retroguardia. Ancora tanto lavoro per lui.

Ma la vera rivelazione della giornata è stata la Juve di Conte, che ha giocato una partita di grande spessore, se non altro per la personalità e la mentalità espressa dalla squadra. Non a caso uso il termine “squadra”, perchè il collettivo è l’arma in più di questa Juventus, che gioca un calcio aggressivo, dinamico, intensivo, che mette in campo tutta la determinazione e la voglia di riscatto dopo anni di delusioni. Milan sconfitto su tutta la linea: tatticamente, fisicamente e sul piano delle occasioni. Si che i rossoneri venivano dalle fatiche di Champions, ma tutta la squadra non ha girato come si conviene ai campioni d’Italia. Il Milan non può essere questo, e la Juve non potrà giocare sempre così. Il prosieguo del campionato dirà il vero valore di queste due compagini.

Anche l’Atalanta non poteva proseguire con il passo delle prime giornate, tant’è vero che contro la Roma ha subito la prima sonosra sconfitta: tre reti a uno, con una boccata d’osssigeno per Luis Enrique che rischiava veramente di sentir vacillare la sua panchina. Chi non molla è l’Udinese, sempre vittorioso, nonostante gli avversari, i cambiamenti, le varie difficoltà di chi non si chiama Juventus, Milan o Inter, e che deve costruire tutto sulla programmazione senza poter contare sulle risorse economiche. Vittoria anche oggi sul modesto Bologna, due gol sufficienti per confermarsi capolista insieme alla Vecchia Signora.

Bella prova anche della Lazio, che vince in quel di Firenze, rimontando il provvisorio vantaggio di Cerci, sempre più protagonista con la maglia viola.

Le pagelle di Catania – Juventus.

set262011

Buffon 7: sempre attento e provvidenziale in numerose occasioni, quando salva letteralmente il risultato. La sua prontezza evita la sconfitta.
Chiellini 5: disattento e spaesato, chiude sempre male sugli attaccanti avversari, esponendo Buffon a pericoli continui. Ha bisogno di ritrovare fiducia e riprendersi.
Barzagli 6: anche lui non trova la giusta posizione e soffre la velocità degli avversari. Molto meglio nella ripresa quaqndo gioca anche infortunato.
Grosso 5,5: fa fatica in difesa e spinge poco in attacco, risultando un fattore nullo.
Lichsteiner 5: anche lui non si fa vedere molto e arranca avanti e indietro sulla fascia. Si propone molto, ma conclude poco.
Pirlo 6: gestisce bene il gioco della squadra. Illumina i compagni, che però non accolgono i suggerimenti del regista bianconero.
Marchisio 6,5: si rende pericoloso in alcune occasioni, ma non ha fortuna. La condizione lo porta a giocare meglio in rifinitura che in copertura.
Elia 5: brutto esordio per il centrocampista che tradisce troppa emozione e non riesce a farsi notare nel gioco della squadra. Esce anzitempo, meritatamente.
Vidal 6: buona prestazione del centrocampista, che è sempre una spina nel fianco della difesa del Catania. Commette però troppi errori sotto porta, per questo la votazione è limitata.
Pepe 7: entra al posto di Elia e dà vivacità al gioco della squadra, creando numerose occasioni, che però i compagni non sfruttano.
Krasic 6,5: rinfrancato da Conte, è ritornato l’uragano che miete la fascia destra. Oggi trova anche il gol, ma come sempre calcola poco i compagni, sprecando palloni che avrebbero potuto essere utili per altri.
Matri 6: fa molto movimento, ma riesce a concludere poco, tuttavia facilita l’inserimento dei compagni e crea spazi per metterli davanti al portiere avversario.
Del Piero n.g.: solo pochi minuti e un colpo di testa alto per il capitano.
Quagliarella n.g.: qualche minuto per il rientro dell’attaccante napoletano.