Categoria: Champions League

La Champions nerazzurra: diciamo la verità…

mag242010

L’Inter è campione d’Europa. Il verdetto, incubo per tutti i tifosi bianconeri, è arrivato nella stagione peggiore della Juventus. La vittoria in finale col Bayern Monaco, sancita da una splendida (bisogna dirlo) doppietta di Milito, e da una superiorità tecnica e tattica nei confronti della squadra bavarese, ha fatto cadere l’ultimo appiglio rimasto su cui i tifosi juventini reggevano ancora i loro sfottò. Infatti, proprio la squadra che in Europa non vinceva mai, capace di uscire agli ottavi e di fare figuracce contro Anorthosis e Dinamo Kiev, è riuscita addirittura a vincere questa competizione, grazie anche ad un allenatore, che ha tatticamente messo in riga squadre come Chelsea, Barcellona e Bayern. E’ dura ammetterlo, ma bisogna fare i complimenti al gruppo, al mister e a tutti i giocatori, anche se (come sempre quando si parla di Inter) sono presenti alcuni inequivocabili “ma”.

La Champions la vince la squadra più forte e più fortunata, ma quando si racconta lo straordinario cammino della squadra nerazzurra, evidenziando le imprese contro Chelsea e Barcellona, è inevitabile parlare anche dell’arbitraggio decisamente a favore: fallo di mano di T. Motta in area e entrata da dietro di Samuel su Kalou nell’andata col Chelsea; rigore su Drogba al ritorno e gol di Milito in fuorigioco; rigore non dato per fallo su Dani Alves all’andata col Barca e gol ingiustamente annullato a Bojan al ritorno. Questo tanto per dare l’idea… Se gli arbitri non avessero falsato con i loro errori le partite, l’Inter né sarebbe approdata ai quarti, né tantomeno in finale. Tuttavia questa è la loro festa, e lo staff nerazzurro (come spesso accade) di questo non vuol sentir parlare. Certo, in fin dei conti queste rimangono “chiacchere da bar”, perchè non cambiano e non cambieranno mai ciò che rimarrà invece indelebile negli annali. Ma quando poi a Materazzi viene concesso di sollevare uno striscione con su scritto “Godetevi anche questo”, oppure di indossare una maglietta con scritto “Rivolete anche questa?”, allora ci sentiamo di puntualizzare come stanno le cose, anche se toccherebbe agli ”onesti” fare ammenda. 

Chiusa questa parentesi, la speranza che l’Inter possa finire quanto prima il suo ciclo vincente possono essere rappresentate da qualche fattore: giocatori a fine carriera o in calo di rendimento (J. Cesar, Chivu, Lucio, Samuel, Zanetti), altri demotivati dopo il raggiungimento del traguardo massimo (Stankovic, Eto’o), altri che non si ripeteranno a questi livelli (Pandev), altri ancora che potrebbero salutare (Balotelli, Maicon, Milito). Senza dimenticare l’addio di Mourinho, il vero uomo in più (tatticamente e moralmente) di questa Inter, di sicuro futuro allenatore del Real. Sarà certamente una grande perdita per l’Inter, e la scelta di uno inesperto come Mihajlovic si rivelerebbe una vera e propria scommessa per Moratti.

Nonostante queste speranze però, la nostra sensazione è che, seppure il vento dovesse girare a nostro favore, il tormento di questo trofeo vinto lo sentiremo ancora per molti anni. E per ora non possiamo far altro che accettare e aspettare.

Le pagelle di Juventus – Bayern Monaco

dic92009

Buffon 6: salva in più occasioni la sua porta con dei miracoli, ma la sua difesa è poco attenta e permette agli avversari di ribadire in rete, vanificando così il lavoro del proprio portiere. A volte non basta avere in porta il numero uno del mondo.
Caceres 6: risulta uno dei più positivi, in quanto lotta con determinazione contro gli attaccanti avversari, riuscendo spesso a fermarli, tranne nell’occasione in cui provoca il rigore. La testimonianza della sua buona prova difensiva sta nel fatto che i gol avversari siano giunti dalla parte opposta rispetto alla sua fascia di competenza. Si dimostra anche uno dei migliori in attacco, in quanto si propone spesso in profondità; le occasioni migliori per la Juventus giungono da sue iniziative e non dai chi è preposto alla costruzione del gioco.
Cannavaro 5: compie degli ottimi interventi, tanto da sembrare il gladiatorio capitano degli azzurri campioni del mondo in Germania nel 2006, ma dopo un ottimo inizio, viene travolto dall’orda bavarese e deve arrendersi agli attacchi avversari, commettendo qualche leggerezza che permette a Gomez e compagni di colpire ripetutamente.
Legrottaglie 4: l’assenza di Chiellini si sente e lui non fa niente per non farlo rimpiangere. Suo l’errore sulla ripartenza che costringe Caceres al fallo da rigore, ed è proprio questo errore a condizionare la prova del difensore barese che appare impaurito e insicuro, finendo così per commettere errori grossolani che permettono al Bayern di affondare da ogni parte della difesa bianconera.
Grosso 4: il ruolo di oggetto misterioso è diventata per lui un abitudine, infatti da lui ci si aspetta intraprendenza in attacco, ma in quest’occasione s’è fatto notare solo con una punizione terminata in tribuna. In difesa viene costantemente saltato e la maggior parte dei gol subiti provengono dalla sua parte e sono spesso provocati da suoi errori.
Felipe Melo 4: schierato come rombo basso del centrocampo, non fa filtro permettendo a Schweinsteiger di tirare indisturbato da 20 metri per ben tre volte, per fortuna Buffon è super. Agli errori tattici, aggiunge anche quelli tecnici, rendendosi protagonista di errori banali e grossolani degni di un dilettante. I tifosi stanno iniziando a spazientirsi e il centrocampista brasiliano deve capire che giocare nella Juventus non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza per ottenere grandi traguardi.
Giovinco n.g.: i soliti inspiegabili 10 minuti finali per lui, a risultato ormai compromesso.
Camoranesi 5: cerca di produrre gioco, ma viene ben ingabbiato dagli avversari che ne vanificano l’azione. I compagni non lo aiutano perciò la sua spinta si spegne piano piano, insieme all’orgoglio bianconero.
Marchisio 5,5: un solo perfetto lancio per il gol di Trezeguet e poco altro per il centrocampista torinese, che si impegna moltissimo, ma raccoglie pochi frutti in quanto viene pesantemente condizionato dal gioco abulico della squadra.
Diego 4: per l’ennesima volta non riesce a incidere, in quest’occasione non riesce neanche a rendersi utile per i compagni risultando così inconcludente e assolutamente al di fuori della manovra. Confidando molto in lui, la squadra risente del suo rendimento negativo. Se oltre a non combinare nulla il fantasista brasiliano commette anche degli errori che mandano in gol gli avversari, la situazione diventa veramente tragica.
Amauri n.g.: buttato nella bagarre finale per tentare il tutto per tutto non riesce a mettersi in mostra.
Del Piero 5: il suo “spaesamento” riflette quello della squadra, infatti gioca un primo tempo assolutamente anonimo, in cui non riesce a combinare nulla degno di nota, perciò viene sostituito al termine della prima frazione.
Poulsen 5: inserito per equilibrare il centrocampo ha un inizio positivo, ma si perde nel corso del gioco iniziando a commettere i consueti errori di distrazione che portano a gravi danni.
Trezeguet 6: due palloni toccati: un gol e un quasi gol. È questa la legge del francese, che trasforma in oro tutto ciò che tocca, ma stasera il suo fiuto del gol non è bastato.

Juventus – Bayern Monaco 1-4. Dopo lo scudetto, anche la Champions.

dic82009

Modulo che vince non si cambia, così Ferrara ripropone Del Piero a fianco della prima punta, nella partita più importante fino a questo punto della stagione. In palio il passaggio del turno, e ancora di più l’onore e il premio di qualificazione, indispensabile per la campagna di rafforzamento del prossimo anno.

La partita non fatica a decollare, infatti la partenza sparata della Juventus fa entrare la partita subito nel vivo. Si capisce immediatamente quale sarà il tema di questo primo tempo; la Juve ha fretta, troppa fretta di segnare, cedendo il fianco ai pericolosi contropiedi dei tedeschi. Dopo cinque minuti sono già tre le azioni di rimessa del Bayern, contro nessuna occasione per i nostri. E al decimo minuto è il palo a fermare ancora la squadra in maglia rossa. Troppo poco il filtro di centrocampo, che risente enormemente della mancanza di Sissoko (in tribuna insieme allo spettatore Nedved), anche se Camoranesi fa bene il suo compito, che però non può essere uguale a quello di Momo.

Per fortuna Marchisio è bravo a vedere e pescare Trezeguet, che dal limite dell’area colpisce al volo battendo a rete in modo imparabile: Uno a zero per la Juve! Ma il Bayern non ci sta e risponde dopo nemmeno un minuto con un gran tiro di Schweinsteiger, e dopo poco con un colpo di testa di Olic finito alto. Troppi pericoli per i bianconeri che in venti minuti rischiano più di quanto hanno rischiato con l’Inter per tutto l’incontro.

A furia di spingere e di entrare in area, ecco che l’arbitro fischia a Caceres il rigore non gli era stato fischiato con l’Inter. Un intervento tanto stupido quanto scomposto che non lascia adito a recriminazioni, se non nei confronti del nostro difensore. Sul dischetto si presenta il portiere Butt che non sbaglia il penalty: uno pari.

I bianconeri accusano il colpo e il Bayern ha ancora altre due grosse occasioni di testa e di piede, con Olic e Schweisteiger, ma la mira fortunatamente non è precisa. L’assedio è totale e la Juve non vede palla, incapace di scrollarsi di dosso i tedeschi che fanno letteralmente il tiro al bersaglio. Fortunatamente, ma con atroci sofferenze, il primo tempo termina con un confortante 1 a 1; confortante solo perchè con un pari la Juve sarebbe qualificata, non certamente per la crescita che la squadra avrebbe dovuto mantenere dopo la partita con l’Inter.

E’ sufficiente sottolineare i cori dei tifosi juventini che inneggiano a Marcello Lippi alla fine del primo tempo (quantomeno ingeneroso per Ferrara che al momento è qualificato). Per cercare di arginare la furia bavarese, Ciro sacrifica Del Piero per Poulsen, rinunciando di fatto ad una partita d’attacco e puntando dritto al pareggio.

Cinque minuti e i tedeschi passano in vantaggio con Olic, che mettendo in gol una corta (ma miracolosa) respinta di Buffon su colpo di testa ravvicinato: due a uno per gli ospiti. Bianconeri in ginocchio sia psicologicamente che fisicamente, sovrastati dal gioco e dalla velocità del Bayern. E i fischi iniziano a farsi sentire con più insistenza, perchè la Signora è timida e rinunciataria, soprattutto nei suoi uomini chiave, quelli che dovrebbero prendere per mano la squadra in questi momenti: Diego (un fantasma), Felipe Melo (venticinque milioni di euro buttati), Del Piero (sostituito), Camoranesi (disperso).

Ferrara decide di sostituire finalemente Diego per Amauri, restituendo (per necessità) l’assetto offensivo che deve per forza tenere da qui in poi. Caceres (buone le sue incursioni offensive), conquista una buona palla sulla trequarti e mette una bellissimo assist in area per Trezeguet che tutto solo spreca un’occasione gigantesca che potrebbe valere molto. Momento di forcing bianconero da attribuire più al rifiatare delle ”furie rosse” piuttosto che a meriti nostri.

Fuori anche Felipe Melo tra i fischi dell’Olimpico e dentro Giovinco a dieci minuti dalla fine…. non sarà troppo presto? Corner dei tedeschi e palla che carambola tra palo e Buffon, ribadita in rete da Gomez: Tre a uno per gli ospiti e arrivederci alla Champions. La Juve deve solo prendersela con sè stessa, perchè non è uscita per qualche motivazione esterna, per qualche decisione arbitrale o per sfortunate vicende. La squadra esce dalla Champions perchè in tutte le partite non è mai riuscita a giocare da Juve.

E mentre scrivo questo commento arriva anche il quarto gol che chiude definitivamente la disfatta. Che i fischi siano con voi.

Le pagelle di Bordeaux – Juventus.

nov262009

Buffon 5: una grande parata a fine primo tempo, che avrebbe potuto far concludere alla Juventus il primo tempo già in svantaggio, poi però macchia la sua prestazione con due uscite errate che hanno segnato il destino della partita. Naturalmente non è completamente sua la colpa della sconfitta, ma in questa situazione non è stato all’altezza. 
Caceres 6: ha offerto una prova combattiva sulla sua fascia, intervenendo anche energicamente quando ce n’è stato bisogno e spingendosi in avanti per cercare di offrire qualche pallone agli attaccanti, tuttavia oggi la serata è stata veramente storta per tutta la squadra, quindi l’uruguaiano non può avere un voto importante.
Chiellini 6: s’è comportato bene come sempre, presidiando la sua zona con attenzione, senza lasciar passare gli attaccanti girondini; lo testimonia il fatto che i gol siano giunti da calcio piazzato.
Legrottaglie 6: l’intesa con Chiellini funziona bene, infatti la retroguardia subisce poco in fase d’azione, ma si addormenta sulle punizioni avversarie, che fanno molto male.
Grosso 5: fornisce una prova decisamente incolore, rivestendo il ruolo di oggetto misterioso senza riuscire a incidere sulla fascia sinistra, infatti i palloni che arrivano in avanti si contano sulle dita di una mano. In difesa non compie niente più del necessario. Si conferma “troppo normale” per essere veramente da Juventus.
Sissoko 6: probabilmente non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, tuttavia gioca con la solita determinazione e la medesima dedizione alla maglia, fa quello che può ma non gliene va bene una, perciò naufraga insieme alla squadra.
Marchisio n.g.: solo pochi minuti finali, nell’augurio che il suo rientro dia una scossa alla squadra.
Felipe Melo 6: insieme a Sissoko compie un’ottima azione di filtro fermando i francesi nei loro tentativi offensivi, tenta qualche ripartenza, ma gli sbocchi offensivi sono chiusi.
Camoranesi 5: come domenica contro l’Udinese, non riesce a impostare gioco e fa molta fatica ad aprire brecce nella difesa del Bordeaux e se lui non gira, la squadra ne risente, infatti il risultato parla chiaro.
Diego 5: è lui l’uomo designato per far fare il salto di qualità alla squadra, ma fallisce l’ennesima occasione di trascinare i compagni verso una brillante vittoria. Sbaglia passaggi e conclude con troppa fretta senza ragionare, oltre a mantenere un eccessivo possesso di palla senza creare alcun pericolo. Capita sui suoi piedi l’occasione per impattare l’incontro, ma manca il contatto col pallone in maniera clamorosa.
Del Piero 5: il ruolo di salvatore della patria non gli si addice, infatti non combina nulla degno di nota, non riuscendo né a sfornare assist né a concludere. Nell’unica occasione in cui sembra veramente lui sforna un assist d’esterno che Diego non trasforma in rete. 
Immobile n.g.: inserito al posto di Del Piero, si fa conquistare dall’emozione e non incide, tuttavia è un buon investimento per il futuro.
Amauri 5: continua l’apatia del brasiliano che non riesce a rendersi pericoloso in alcun modo, se non nell’occasione in cui non riesce a deviare il famigerato cross di Del Piero e il mancato intervento di Diego, che è stato l’unico momento positivo in una serata da dimenticare.
Giovinco n.g.: inserito nel finale per cercare il pareggio, non riesce a rendersi pericoloso.

Bordeaux – Juventus 2-0. La Juve scherza col fuoco.

nov262009

Juve a Bordeaux per vincere? Le parole non costano nulla, però mi chiedo se la volontà di vincere passi attraverso la rinuncia del gioco d’attacco, o il subire la pressione avversaria per tutta la partita, senza nemmeno riuscire a trovare la “garra” (la grinta, detta alla Montero) che bisogna sfoderare quando in ballo c’è un discorso di qualificazione che può essere definitivo. La Juve visto fino ad oggi non ha mai avuto la personalità giusta, e questo lo possiamo perdonare perchè le grandi squadre non si costruiscono solo con la campagna acquisti (peraltro discutibile); però quello che non si perdona ai giocatori (e anche a Ferrara), è la mancanza di cattiveria agonistica con cui si devono affrontare gare di un certo livello. Il mister non può essere estromesso da questa critica, perchè se è vero che sono i giocatori che vanno in campo, è altrettanto vero che è l’allenatore che infonde la mentalità vincente, la voglia di lottare, di spingere, di aggredire, di affrontare gli avversari con gli “occhi della tigre”.

Gambe molli e poco orgoglio anche quando si va in svantaggio; sarebbe giusto proseguire il cammino di Champions? Eppure al Bordeaux mancava anche Gourcuff, e tutti pensavano che insieme ai rientranti Del Piero e Sissoko, sarebbero state le chiavi di una vittoria juventina in terra francese. I bianconeri infatti potevano considerarsi quasi in formazione tipo, con Sissoko e Melo davanti alla difesa, Camoranesi, Del Piero e Diego dietro ad Amauri. Insomma, non si dice che fossimo la miglior Juve che si potesse presentare, ma poco ci mancava.

Il Bordeaux non parte nemmeno molto forte, ma ci vuole poco per mettere sotto la Signora. Buffon deve sfoderare già una parata nei primissimi minuti, per un insidioso tiro-cross su punizione, che fortunatamente non trova la deviazione di nessuno. La risposta juventina è ”immediata”, visto che passano ”soli” diciotto minuti prima di vedere un colpo di testa di Chiellini che finisce alto sulla traversa. Decisamente più pericolosa la conclusione improvvisa di Diego, che spara dal limite verso la porta ma centralmente. Alla mezz’ora Camoranesi inaugura i cartellini dell’arbitro, meritandosi il primo giallo della partita, mentre Felipe Melo lo segue alla fine della prima frazione di gioco. Spettacolo molto modesto e poche occasioni da entrambe le parti, ma sicuramente più Bordeaux che Juve nel primo tempo.

La ripresa comincia e dopo nemmeno dieci minuti i francesi passano in vantaggio con un colpo di testa in mischia di Fernando Menegazzo, che “spizza” la palla quel tanto da mettere fuori causa Buffon. Vantaggio meritato per i transalpini che più dei nostri hanno messo in campo dinamismo e voglia di giocare.

La Juve sa controbattere solo con i cartellini, e anche Caceres, nonostante la discreta prova sulla destra, si becca il giallo dall’arbitro, anche se piuttosto dubbio. La grossa occasione i bianconeri ce l’hanno intorno al 64′ con l’accoppiata Del Piero – Diego, dove il primo suggerisce e il secondo spreca un gol già fatto da dentro l’area. Alex esce una manciata di minuti dopo in favore di Immobile, che accumula qualche minuto d’esperienza in Champions. Ferrara prova anche la carta Giovinco, che rileva Amauri e dà quel briciolo di velocità in più alla manovra, senza peraltro cambiare la storia di una gara già scritta da una squadra svogliata.

Anche Marchisio fa il suo rientro ufficiale sostituendo Sissoko nel finale, giusto in tempo per assistere da vicino ad un contropiede del Bordeaux al 90′ che lo porta a sfiorare il raddoppio, ma di raggiungerlo a tempo ormai scaduto con un colpo di testa di Chamakh su calcio d’angolo. Due a zero e partita finita.

Mio padre dice che la Juve è la squadra che gioca peggio tra tutte le partecipanti alla Champions. Io le altre squadre non sono riuscito a seguirle in modo tanto accurato, ma sicuramente è tra quelle che esprime il peggior calcio. Almeno in questo momento.

Giorni cruciali di Champions League.

nov242009

A due giornate dalla fine della fase a gironi, sono sei le squadre gia` qualificate agli ottavi: Chelsea, Manchester United, Lione, Bordeaux, Siviglia e Porto. All`appello mancano dieci squadre e a 180 minuti dal termine non sono escluse sorprese. Intanto i pronostici delle agenzie di scommesse si fanno sempre piu’ interessanti. Ma qual e’ la situazione delle italiane?

Nel girone F, quello dell`Inter impegnata stasera a Barcellona, puo` succedere davvero tutto. I nerazzurri sono al comando, ma tutte le squadre sono racchiuse in due punti. Secondo la matematica quindi tutte e quattro possono qualificarsi. Secondo logica, Inter e Barcellona dovrebbero a questo punto gia` essere con un piede agli ottavi. E` senza dubbio questo il girone piu` incerto e avvincente, soprattutto se si considera che il big-match del prossimo turno vede gli uni di fronte agli altri: blaugrana contro nerazzurri al Camp Nou!

Nel girone A, alla Juventus basta non perdere l`ultima partita del girone con il Bayern Monaco per essere qualificata agli ottavi, ma e` caccia al Bordeaux primo  a 10 punti (e quindi a + 2). Nello scontro diretto contro i francesi in programma mercoledi, la Juve deve vincere se vuole raggiungere la vetta. Impresa ardua per gli uomini di Ciro Ferrara. Il Bordeaux di quest`anno in campionato tra le mura amiche e` una macchina quasi perfetta con numeri impressionanti: 6 partite su 6 vinte; 14 goal fatti, 1 al passivo in Ligue 1. Non e` che in Champions la musica cambi piu` di tanto, tre partite e altrettante vittorie. I bianconeri dal canto loro hanno sicuramente qualcosa in piu` rispetto ai francesi e hanno tutte le carte in regola per infliggergli il primo dispiacere stagionale casalingo.
 
Il Milan nel girone C e` primo a pari punti con il Real Madrid e se batte il Marsiglia e` qualificato con un turno di anticipo. Al Meazza pero` arrivera` un Marsiglia molto caricato dopo il 6-1 inflitto allo Zurigo e dopo il rocambolesco 5-5 in campionato contro il Lione. Si preannuncia una gara ricca di emozioni. I presupposti per una vittoria rossonera ci sono tutti. Da quando Leonardo ha trovato assetto ed equilibri giusti i rossoneri hanno cominciato a macinare gioco e risultati. La fiducia incondizionata a Ronaldinho, l’allargamento di Pato sulla destra ed un ritrovato Nesta sono le chiavi della svolta.

La Fiorentina e` al secondo posto del girone E ad un punto dal Lione primo, e a +5 sul Liverpool. Battendo i francesi martedi a Firenze i viola conquisterebbero primato e qualificazione in un colpo solo. Il “sogno” ottavi, come ama definirlo Prandelli, e` sempre piu` realtà. La squadra, la citta` e i tifosi ci credono. E’ già qualcosa.

Maccabi Haifa – Juventus 0-1. Troppo facile così.

nov32009

Ferrara fa bene a confermare i 4-2-3-1, perchè alla vigilia di una partita da vincere assolutamente (e contro un avversario decisamente abbordabile), bisogna impostare una partita non certamente rinunciataria. E poi, non di meno, i tempi per puntare tutto su un modulo di gioco ci sono tutti, anche perchè Ciro rischia di essere esonerato senza aver fatto in tempo nemmeno a decidere con quale metodo giocare. Sceglie Caceres che garantisce forse più spinta di Grygera sulla fascia, con Legrottaglie al posto di Cannavaro,Poulsen a fianco di Felipe Melo. Dietro ad Amauri unica punta, Camoranesi – Diego – Tiago (che sostituisce Giovinco per un affaticamento muscolare), a dare alternative in avanti.

Una partita d’attacco che viene ben interpretata in fase iniziale, dove la Juventus cerca di passare subito in vantaggio mettendo in fila tre palle gol nel giro di una manciata di minuti: prima Diego che impegna il portiere con un forte tiro, poi Amauri che si fa chiudere lo specchio della porta a tu per tu col portiere, e infine una bella punizione di Diego che viene deviata in angolo sempre dall’estremo difensore del Maccabi.

Eppure ci vuole il replay per capire che cosa salva Buffon! Un intervento che ributta il pallone in gioco quando questo lo aveva già scavalcato e stava carambolando in rete. La migliore occasione della partita, nonostante la pressione bianconera dei primi minuti. La Juventus è evidentemente più forte in ogni parte del campo e in ogni singolo giocatore, ma i reparti sono scollegati, e la mancanza di omogeneità crea i problemi più grossi alla squadra, che si trova spesso senza filtro di centrocampo, o che non riesce ad accompagnare l’azione d’attacco nel modo dovuto.

Quando questo riesce, la Juve passa in vantaggio. L’azione che porta al gol vede Diego pescare l’accorrente Caceres in posizione di ala, che dal fondo mette in area per Camoranesi che spara in rete piegando le mani del portiere. Uno a zero per noi allo scadere del primo tempo.

Ferrara riconferma l’undici iniziale, preferendo aspettare eventuali mosse dell’avversario prima di inserire De Ceglie dopo meno di un quarto d’ora del secondo tempo. La Juve si limita a controllare, ed è una delle cose peggiori che possa fare, visti i precedenti. Va bene che il Maccabi non ne prende più una, e i bianconeri mantengono un possesso palla imbarazzante (per loro), costruendo azioni lunghe un minuto, un minuto e mezzo, senza che i verdi tocchino palla.

Ma basta un cross, un lancio lungo, un pallone buttato lì a caso a far correre un brivido lungo la schiena dei tifosi juventini a Tel Aviv: fortunatamente il pallone finisce a lato senza che due avversari riescano ad intervenire. Fa bene Ferrara a sostituire Amauri per Trezeguet, per mantenere vivo il fronte d’attacco, e anche gli spettatori davanti alla tv che rischiano di addormentarsi davanti ad una sonnacchiosa partita.

Avversario troppo debole e rinunciatario per giocare in Champions, almeno questa è l’impressione di stasera. Juve che passa di misura, nonostante la pochezza dell’avversario.

L’importante è vincere, sempre e comunque.

Le pagelle di Juventus – Maccabi Haifa.

ott222009

Buffon 7,5: la vittoria odierna porta anche la sua firma in quanto si rende protagonista di tre interventi da vero numero uno che salvano risultato e corsa verso la qualificazione. Le parate decisive arrivano in momenti topici dell’incontro, la prima all’inizio su colpo di testa ravvicinato e le altre due nel finale quando la squadra è apparsa un po’ appannata e ha permesso agli avversari di creare occasioni pericolose. Senza di lui probabilmente saremmo qui a parlare dell’ennesimo risultato negativo, ma d’altra parte anche il portiere fa parte della squadra e quando una formazione ha in porta il numero uno del mondo i risultati si vedono. 
Zebina n.g.: mezz’ora in campo senza lode e senza infamia, poi un infortunio lo costringe alla resa senza permettergli di incidere sulla partita.
Caceres 5,5: ci mette tantissima buona volontà, ma ancora una volta appare fuori dai meccanismi della squadra, assumendo sempre più le sembianze di oggetto misterioso. Si propone con costanza sulla fascia, ma quando i compagni lo servono non ne escono azioni pericolose. Anche in difesa balla un po’ lasciando troppe occasioni d’incursione agli avanti avversari, infatti i maggiori pericoli per la porta bianconera arrivano dalla sua parte.
Cannavaro 6: il capitano azzurro festeggia con una buona prestazione la sua centesima presenza in bianconero. Poco lavoro per lui, svolto però sempre con estrema diligenza infatti risulta pulito in ogni intervento e perfetto nelle chiusure che non permettono agli attaccanti israeliani di pungere.
Chiellini 7: altra prova maiuscola del difensore toscano che si prende anche la soddisfazione di vestire i panni del match winner, regalando alla Juventus la prima vittoria in questa edizione di Champions League. La fase difensiva viene affrontata sempre con grinta e determinazione insieme a Cannavaro, col quale l’intesa è ormai consolidata. Quando si spinge in avanti, fa veramente male grazie ai suoi stacchi perentori in mezzo all’area, da uno dei quali nasce il gol partita a seguito di una punizione ben calciata da Diego. In un paio di occasioni sfiora anche la doppietta, comunque per lui la serata è davvero da incorniciare.
Grosso 6: come di consueto, non c’è specularità tra la fase offensiva e quella difensiva. In attacco si propone con costanza e precisione fornendo una spinta decisiva che mette in grossa crisi la difesa israeliana soprattutto nel primo tempo. Una sua maggiore freddezza sottoporta avrebbe potuto fruttare alla Juventus il vantaggio già nella prima frazione di gioco, tuttavia Fabio distribuisce palloni importanti e sfiora il vantaggio con una punizione che il portiere avversario devia a stento. In fase difensiva invece ogni tanto latita, poiché si fa saltare con troppa facilità dagli avversari che creano occasioni potenzialmente pericolose sulla sua fascia. Questa prestazione è l’ennesima dimostrazione di come Grosso, se migliorasse la fase difensiva, potrebbe essere uno dei terzini più devastanti del mondo. 
Felipe Melo 6: discreta prestazione del brasiliano, che ferma con costanza e concentrazione le iniziative avversarie. Non si fa notare molto, ma il suo lavoro di filtro risulta prezioso, inoltre l’intesa con Sissoko sembra migliorare a vista d’occhio formando così una diga impenetrabile per gli avversari infatti nelle zone centrali non si passa, i problemi semmai vengono dalle fasce.
Poulsen n.g.: entra al posto dell’acciaccato Melo e svolge il suo compitino senza impressionare.
Sissoko 6,5: solita prova concreta del centrocampista maliano che funge da saracinesca davanti alla difesa. Recupera un’infinità di palloni, smistandoli immediatamente ai compagni dell’attacco, i quali dovrebbero far fruttare un po’ meglio il lavoro di Momo. Il post-infortunio si sente ancora, ma non ci vorrà molto per vedere un Sissoko ancora migliore.
Camoranesi 6: impiegato come trequartista di destra, fa molto movimento tra le linee andandosi a procurare palloni giocabili per mettere in condizione Trezeguet di segnare, tuttavia viene aiutato poco dai terzini che si propongono raramente, limitando così la sua azione e la sua geniale inventiva, tuttavia quando si mette in proprio fa male, colpendo un palo che avrebbe potuto chiudere il discorso anzitempo. In fin dei conti gioca comunque una partita diligente, non sprecando nulla e dando anche una buona mano ai compagni della difesa.
Giovinco 6,5: per larghi tratti della gara è risultato il migliore in campo, sgusciando come un serpente tra le maglie degli avversari che sono stati costretti ad atterrarlo ripetutamente, collezionando cartellini gialli in continuazione. L’intraprendenza in fase d’impostazione non è stata però supportata da altrettanta lucidità in fase di conclusione, infatti la formica atomica pecca come sempre di eccessivo altruismo, rinunciando a facili tiri ad alta percentuale realizzativa. L’intesa con Diego è risultata buona, anche se s’è un po’ spento nel corso della partita. Anche la fortuna non è stata dalla sua parte, infatti il portiere israeliano s’è superato mettendo in angolo una sua perfetta punizione, che meritava sorte migliore.
Diego 6,5: in netto miglioramento rispetto alle ultime prestazioni, ha regalato momenti di calcio champagne, penetrando costantemente la difesa avversaria e creando numerose occasioni per i compagni. Bellissimo un geniale pallonetto che sfiora la rete. Il fantasista brasiliano deve migliorare la continuità infatti se giocasse per novanta minuti come gioca in certi tratti della gara, sarebbe veramente inarrestabile e distoglierebbe i tifosi dal nostalgico pensiero del ritorno di capitan Del Piero
Trezeguet 6: avrebbe voluto festeggiare con un gol la sua trecentesima partita in maglia bianconera, ma il portiere avversario gli ha negato questa gioia respingendo d’istinto coi piedi una sua conclusione a botta sicura. A dir la verità questo è uno dei pochi palloni giocabili che gli sono arrivati, infatti s’è trovato spesso isolato in mezzo ai difensori avversari che ne hanno limitato bene la pericolosità e le conclusioni concessegli sono state pochissime. I compagni non lo hanno certo aiutato, ma David s’è ugualmente comportato in maniera egregia facendo costanti movimenti per tenere impegnati i difensori avversari e favorire gli inserimenti dei trequartisti.
Amauri n.g.: solo pochi minuti in campo per lui.

Juventus – Maccabi Haifa 1-0. Le lacrime di Melo, la gioia di Ciro.

ott212009

 

 

 

 

 

 

 

Non si sa se per convinzioni proprie o per “furore di popolo”, ma qualcosa Ferrara doveva per forza cambiare nella Juve, anche se la partita, da vincere a tutti i costi, non si prestava a molti stravolgimenti tecnico – tattici. Ma era troppa l’esigenza di cercare nuove soluzione, perchè così proprio non si poteva (e non si può) continuare. Talmente necessari certi cambiamenti da ”obbligare” Ciro a tornare sui suoi passi nel modulo di gioco, passando al 4-2-3-1, e sopratutto su Giovinco (si, avete capito bene!) che viene tolto dalla naftalina e schierato, “udite udite”, esterno di sinistra “alla Ranieri“, seppure sulla linea dei tre ”rifinitori” anzichè nel centrocampo a quattro.

Conformazione inedita quindi, anche per quanto riguarda gli interpreti di questo 4-2-3-1. Dopo le inguardabili prestazioni di GrygeraCiro spera di trovare in Zebina quel minimo di vitalità che Grosso fornisce sulla sinistra (ma stiamo sempre parlando del “minimo sindacale”), affidandosi invece al solito binomio centrale Cannavaro – Chiellini. I due “marcantoni” davanti alla difesa non possono che essere Felipe Melo e Sissoko, pronti a spezzare le azioni avversarie per dar palla ai tre fantasisti chiamati Camoranesi, Diego e Giovinco. In avanti, come terminale unico, David Trezeguet

Nessuno avrebbe mai immaginato nè in settimana e nemmeno ad inizio stagione, che un giorno Ferrara potesse schierare tutti e tre i fantasisti contemporaneamente. Ranieri non ne mise mai uno, rimanendo sempre legato o schiavo del suo modulo; Ciro ne è l’antitesi, cambiando di partita in partita e andando verso l’esaltazione dell’estro. Sicuramente è un modulo che piace ai tifosi, al di là del risultato di stasera. Tutti si sarebbero espressi favorevolmente se avessero dovuto valutare un ipotetico utilizzo dei tre “grandi” garantendo anche un certo equilibrio di squadra. Ma si sa che il modulo deve essere accompagnato anche dai risultati, altrimenti potremmo dilungarci tutta notte in considerazioni tattiche, o se far giocare Diego dieci metri più avanti o più indietro potrebbe risolvere i problemi dei bianconeri. Tutto si è sempre mosso intorno ai risultati, e tant’è.

Il risultato lo avrebbe potuto sbloccare subito il Maccabi dopo solo 1 minuto di gioco, grazie ad un colpo di testa ravvicinato neutralizzato con un miracolo da Buffon. Trezeguet cerca di divincolarsi dalle maglie della difesa avversaria scappando verso la porta, ma viene fermato al limite dell’area di rigore, facendo rischiare il penalty ai difensori in maglia verde. Il tiro di Grosso è pericoloso ma non sortisce effetti.

Giovinco aggiunge soluzioni di velocità ed inventiva, servendo talvolta ottimi palloni che Trezeguet non riesce ad agguantare in mezzo all’area. Buon momento della Juve intorno al 20′ che chiude il Maccabi nella sua area, costringendolo a salvarsi come può, ma il portiere alla fine non deve mai intervenire. Intanto esce Zebina che (stranamente) si infortuna, lasciando il posto al giovane CaceresDiego invece si vede su una forte punizione dal limite che finisce a lato, ma sembra ancora estraneo ai compiti di trascinatori che i tifosi si aspettano da lui.

Brivido al 44′ per una palla sporca che fortunatamente finisce tra le mani di Buffon. Partita piuttosto deludente con la Juve negli spogliatoi ancora una volta con un grande “zero” nella casella dei tiri in porta. Ma non c’è molto da cambiare visto anche gli uomini che siedono in panchina, e difatti il mister conferma la formazione iniziale.

Juve avanti subito a testa bassa, e Diego confeziona una bellissima palla veloce per Chiellini, che di testa svetta su tutti in area insaccando in rete! Vantaggio juventino importantissimo, anche perchè il terreno si fa sempre più pesante per effetto della pioggia sempre più battente. Gol che permette di sbloccare anche i freni psicologici che tenevano la squadra contratta; ora i bianconeri giocano sulle ali dell’entusiasmo, approfittando anche del “colpo” subito dal Maccabi. Si iniziano a vedere belle trame e velocità d’esecuzione. Diego inizia a giocare a modo suo, e si vede: pallonetto da fuori area che fa sognare e sperare al gol dell’anno, ma la conclusione è di poco alta.

Grosso mette una bellissima palla a Trezeguet però che sbaglia clamorosamente il raddoppio davanti alla porta. Maccabi nelle mani della Juve in questo frangente, dove i nostri si alternano nelle conclusioni, diversamente dall’opaco primo tempo. Anche Giovinco, che notoriamente tira pochissimo, si libera al limite dell’area ma spara piuttosto debolmente verso la porta.

Ferrara cambia Felipe Melo mettendo Poulsen e il brasiliano si accomoda in panchina lasciandosi andare in un pianto di delusione. Massimo rispetto per un giocatore che riesce ancora a mettere dei sentimenti in questo calcio.

Anche l’allenatore del Maccabi vorrebbe piangere per l’espulsione di un suo giocatore, visto anche l’andamento della partita; ma è la Juve a questo punto che inizia a soffrire, a giocare male, ad essere imprecisa e poco concentrata. Buffon inizia ad avere grossi problemi all’81′ compiendo il secondo miracolo… e saranno dieci minuti d’inferno per lui, frammezzati dal palo di Camoranesi e dalla punizione di Giovinco (non eccezionale), che tengono i tifosi juventini con la gioia strozzata per il gol della vittoria e la disperazione del pareggio. Proprio al 90′ infatti il nostro portierone salva ancora la porta, il risultato, e forse la panchina di Ferrara.

Esagerato? Forse….

Le pagelle di Bayern Monaco- Juventus.

ott12009

Buffon 6: non viene impegnato in miracolose parate, perché pensano gli attaccanti del Bayern a divorarsi i gol, tuttavia è presente e puntuale quando viene chiamato in causa; lo zero nella colonna dei gol subiti ne è la lampante testimonianza.
Grygera 5,5: soffre molto le incursioni di Ribery nel primo tempo facendosi saltare un po’ troppe volte come un birillo, ad esempio nell’occasione in cui il centrocampista francese spreca con un pallonetto sopra la traversa. Spinge molto poco sulla sua fascia di competenza privando l’attacco bianconero di potenziali pericoli provenienti dalla destra.
Chiellini 6,5: molto lavoro per lui stasera, egregiamente svolto come di consueto. È sempre puntuale e preciso nelle chiusure e sbroglia situazioni molto complicate bagnando le polveri di Klose prima e Gomez poi.
Legrottaglie 6,5: buona prestazione anche per lui, che assieme a Chiellini, chiude a chiave il fortino bianconero. Ferma sul nascere molte azioni pericolose degli avversari e si rende protagonista di un paio d’interventi decisivi nel finale che avrebbero potuto dare vita a situazioni molto pericolose.
Grosso 6: nel primo tempo patisce la velocità e l’inventiva di Robben, dovendo pensare solo alla fase difensiva, svolta non sempre al meglio. Con l’uscita per infortunio del fantasista olandese può spingersi più spesso in attacco dando un costante appoggio ai compagni coi suoi cross, tuttavia non incide e non crea situazioni pericolose.
Felipe Melo 6: gran partita di sacrificio per lui, che cerca di filtrare le costanti proiezioni offensive del Bayern, creando una diga davanti alla difesa che regge a stento. Da lodare l’impegno e l’abnegazione che mantiene per tutto il match; l’alto baricentro della squadra tedesca lo costringe a una prestazione principalmente difensiva.
Camoranesi 6,5: prestazione lucida e concreta del centrocampista, che con le sue geometrie dà respiro alla manovra bianconera, spesso costretta sulla difensiva dalla squadra avversaria. Tiene in costante apprensione la difesa bavarese; dai suoi piedi passano i palloni più pericolosi.
Tiago n.g.: solo gli ultimi tre minuti in campo per lui.
Marchisio 6: leggermente sotto le righe rispetto allo standard cui ci ha abituato in questi ultimi tempi. Come tutta la squadra soffre la vivacità dei tedeschi, essendo perciò costretto a badare di più alla fase difensiva che a quella offensiva. Fa il suo compitino, meglio nel secondo tempo che nel primo.
Diego 5,5: fisicamente non al meglio, viene imbrigliato bene dalla difesa del Bayern che lo costringe ad andare a guadagnarsi i palloni molto indietro rispetto alle zone pericolose del campo. Prova lo stesso a innescare i compagni con alcuni lanci e a creare situazioni pericolose, ma stasera non riesce ad estrarre il coniglio dal cilindro perciò non risulta decisivo.
Poulsen 6: entrato al posto di Diego, per dare maggiore copertura al centrocampo, svolge con diligenza il compito permettendo ai bianconeri di vivere con maggiore tranquillità l’ultima mezzora in cui il Bayern punge poco. Ha la fortuna di trovare i tedeschi al suo ritmo.
Iaquinta 6,5: altra buona prestazione dell’attaccante bianconero, che svolge un lavoro encomiabile, in quanto si dimostra instancabile, tenendo sempre sull’attenti la difesa avversaria. Cerca di guadagnarsi palloni giocabili e spazi all’interno di una difesa solida e compatta. Sui suoi piedi capitano le migliori occasioni per pungere, ma in un primo caso tira alto sopra la traversa, mentre all’ottantesimo sfiora il palo con una bellissima girata che avrebbe meritato miglior sorte.
Trezeguet 6,5: mezzo punto in più al francese per come riesce a sfruttare i pochissimi palloni giocabili. Non è la sua partita, ma merita la sufficienza per l’impegno e lo spirito di sacrificio mostrato.
Amauri n.g.: per lui solo un quarto d’ora di gioco, in cui cerca di sfondare la difesa con la sua fisicità, ma la sua azione non sortisce alcun effetto.