Categoria: Calciopoli

Agnelli: forse la Juve fuori dalla Lega.

mag122011

Ha fatto discutere l’uscita del presidente bianconero Andrea Agnelli, che nella bagarre della spartizione dei diritti televisivi ha prospettato una ipotetica uscita della squadra di Torino dalla Lega Calcio. Il punto, a mio modo di vedere, non è legato troppo agli ultimi accadimenti dei diritti tv, ma questa rappresenta solo l’ultima goccia di tutto ciò che ha subìto la Juve in questo ultimo quinquennio. Per valutare se la scelta potrebbe essere giusta e giustificata, non possiamo che ignorare i prodromi. Nel 2006 avvenne qualcosa di inspiegabile: la Juventus campione d’Italia, dopo aver dominato il campionato italiano, perde d’ufficio lo scudetto, che viene assegnato alla squadra di Moratti. Il motivo è tutt’oggi incerto. Si “mormora” che Luciano Moggi avesse un ottimo rapporto con gli arbitri e che con ingenti somme di denaro sia riuscito ad ottenere favori, partita dopo partita (vorrei che si cogliesse la sottile ironia con cui si accostano decisioni di un certo peso, con il fatto che ancora le prove schiaccianti non esistano). Strano che la squadra più forte del mondo (e dico “più forte del mondo”), avesse bisogno di “rubare” le partite per vincere, e soprattutto, strano che Moggi e la Juventus siano stati condannati per accuse ritrattate in diverse occasioni davanti agli stessi giudici e p.m., quando nel contempo, i veri ladroni si divertivano a chiedere agli arbitri di sfavorire la Juventus in ogni gara.

Strano soprattutto che lo scudetto sia andato all’Inter, terza in classifica a 15 punti dalla Juventus. Già, perchè all’ improvviso neanche il Milan era più pulito. Ecco le parole di Moratti dopo aver ottenuto lo scudetto sudato sul campo dai nostri giocatori: “Provo piena soddisfazione per l’assegnazione del titolo alla societá e alla squadra che si è comportata correttamente”. A fargli eco fu il presidente Giacinto Facchetti: “Questo è lo scudetto della correttezza e del rispetto delle regole. Uno scudetto ottenuto da una squadra che ha dimostrato di avere forza tecnica e spirito importanti. È uno scudetto che arriva nel momento in cui il calcio italiano ha deciso di mettere al centro di tutto la questione etica. Per questo motivo è uno scudetto che ha un doppio significato”.

Vede, caro Moratti, parlare di giustizia e lealtà non fa per lei, e neanche per la Figc. Naturalmente non c’è da stupirsi sentendo le affermazioni di Agnelli che non boccia un uscita della Juventus dalla Serie A per sbarcare in Inghilterra o in Francia. Per QUESTI motivi la Juventus farebbe bene ad allontanarsi dal calcio italiano. Per giustizia, non per diritti televisivi.

Processo di Napoli: Moggi vince a mani basse il primo round!

apr132010

 

 

 

 

 

 

 

E’ stato fin troppo facile per i legali di Lucky Luciano irridere il tenente colonnello Auricchio e l’impianto accusatorio che vedeva il nostro ex d.g. imputato di associazione a delinquere. Non ci si è dovuti spingere troppo nella dialettica, è bastato far parlare le intercettazioni sbobinate dalla difesa, che si è fatta carico di una mole di lavoro abnorme, che sarebbe dovuta essere svolta dagli inquirenti stessi (e questo è un altro aspetto scandaloso di tutta la vicenda).

Succulenti alcuni passaggi che riportiamo di seguito.

Innanzi tutto il giudice Teresa Casoria smentisce subito la non rilevanza del materiale presentato (come ha sostenuto fino ad oggi la parte nerazzurra), rivolgendosi al PM Narducci dicendo che al contrario, “sembrano rilevanti“.

Poi si passa a sentire Auricchio, che confessa candidamente che non solo Facchetti telefonava ai designatori, ma che si sono sicuramente incontrati a Collesalvetti, “non di certo per prendere un the”! L’interrogatorio prosegue sottoponendo al tenente colonnello una intercettazione dove Facchetti e Bergamo parlano di griglie e l’ex presidente nerazzurro chiede espressamente di inserire Collina. A questo punto i legali di Moggi chiedono per quale motivo non fosse stata presa in considerazione questa telefonata, e l’ufficiale si difende dicendo che era stata trascritta ma giudicata “non così rilevante”, scatenando l’ilarità di molti presenti! Addirittura l’avvocato Trofino si lascia andare ad una battuta constatando che invece erano state ritenute rilevanti le conversazioni della moglie di Bergamo che disquisiva sui menu delle cene con le signore ospiti. Un grande.

Altra tesi dell’accusa smontata: Moggi non sapeva prima di altri le terne ed i sorteggi di arbitri e assistenti, anzi, è stato provato che in alcuni casi ne veniva a conoscenza addirittura un giorno dopo Inter e Milan (tabulati telefonici alla mano).

Per finire, la presunta combine arbitrale a favore dei bianconeri nella partita scudetto Milan - Juve. A parte che non ci furono episodi pro Juventus in quell’incontro, e poi lo stesso Auricchio non ha potuto far altro che confermare che tutti i membri della terna arbitrale non possono essere considerati amici della Juve in quanto mai si è manifestata una certa tendenza di parte bianconera. Così come De Santis, uno dei grandi accusati di affiliazione alla cupola (…), a cui non sono imputabili nè telefonate, nè decisioni arbitrali favorevoli. Sulla dimostrazione contraria di questo ultimo punto, il militare risponde con un eloquentissimo “Ehm……..”.

Le intercettazioni che possono cambiare la storia.

apr52010

Moratti le definisce solo “una bufala”, ma col passare delle ore appare sempre più clamoroso il coinvolgimento di Inter, Fiorentina e Milan nell’affaire Calciopoli. Clamoroso ma non per il popolo juventino, che ha sempre creduto in un comportamento paritario di Bergamo con tutte le squadre di A, specialmente quelle di un certo peso. Qualche altro tifoso invece, ha voluto coprire gli occhi e le orecchie per sentire solo la parte che a loro interessava, e cioè quella primissima parte dello scandalo, con le intercettazioni di Moggi e le presunte combine su arbitri e risultati. Tutto ovviamente rimesso in discussione attraverso l’egregia strategia difensiva dei legali di Moggi che stanno smontando uno ad uno il teorema accusatorio dei P.M, andando a spulciare tutte le telefonate scartete in modo frettoloso o colposo dagli inquirenti.

Le ultime indiscrezioni parlano di ben 171 mila telefonate intercettate tra Bergamo e Moratti, Della Valle, Galliani e Cellino. Un numero spaventoso se consideriamo che di queste conversazioni non c’è traccia nei verbali del comandante Auricchio. Ce ne sono alcune addirittura imbarazzanti per l’Inter, dove Facchetti chiama di sua iniziativa l’ex designatore e inizia a parlare dell’arbitro Bertini e di quanto gli interisti debbano essere ben disposti verso di lui (?); ma un passaggio di Bergamo appare sconcertante: “E’ una sfida che vedrai la vinciamo insieme. Vedrai che le cose andranno per il verso giusto…“. Ma a quale partita si riferiscono? E che alleanza c’è tra l’Inter e il capo dei designatori? E sopratutto: l’Inter non era la società che non si permetteva di chiamare nessuno?

La grossa differenza tra Luciano Moggi e Massimo Moratti è che il primo non ha mai nascosto le telefonate, continuando a ribadire, così come fece anche Paolo Bergamo, che tutti chiamavano tutti, senza distinzioni, per lamentarsi o per assicurarsi di avere un arbitro capace; l’altro invece ha negato sempre ogni addebito, nascondendosi dietro la figura di Giacinto Facchetti e gridando allo scandalo se qualcuno avesse attaccatto il ricordo di una persona ormai scomparsa. Ma la verità sta venendo a galla, e ogni giorno il mosaico si completa sempre di più.