Milan - Juventus 4-5. Perfetti… ai rigori.
Chissà perchè dopo aver guardato le partite della Juve mi rimane sempre un retrogusto amaro in bocca. Il Trofeo Luigi Berlusconi è da anni un appuntamento tra i più attesi del calcio d’agosto, tanto da far registrare incassi ed ascolti televisivi davvero importanti. La sfida tra bianconeri e rosseneri infatti, ha rappresentato molto spesso la lente d’ingrandimento con cui i tifosi guardavano le proprie squadre per capire se lo scudetto lo avrebbe vinto l’una o l’altra squadra. Già , lo scudetto… quel tricolore che adesso nè Juve nè Milan possono pretendere di conquistare. Ma pur se le due compagini risultano ridimensionate negli obiettivi, lo stimolo del Trofeo Berlusconi è ancora vivo, più che mai: molti degli attuali giocatori sono gli stessi che si sono contesi mille trofei (Trezeguet, Del Piero, Chiellini, Seedorf, Pirlo, Inzaghi), oppure sono quelli capaci di accendere gli applausi della folla (Ronaldinho e Diego).
Eppure, nonostante la presenza di stimoli “importanti” e dei numerosi riflettori puntati, la squadra di Delneri si è dimostrata ancora troppo spesso rinunciataria, sopratutto nel primo tempo quando la girandola delle sostituzioni non stravolge la partita ogni cinque minuti. Squadra senza iniziativa è sinonimo di mancanza di stimoli, di poca voglia di vincere, o peggio ancora di paura dell’avversario. Via, non è il caso di drammatizzare oltre misura, ma è preoccupante come dopo ogni partita che passi si possa scoprire o evidenziare qualche nuova debolezza juventina anzichè rimarcare qualche progresso della squadra. La formazione iniziale di Delneri non prevedeva di certo l’undici titolare, infarcita com’era della “vecchia guardia” composta da Grygera, Legrottaglie, Trezeguet, Del Piero, ecc…, tant’è che nella seconda frazione i nuovi entrati hanno migliorato sensibilmente il movimento e la velocità di manovra, complice anche il calo del Milan che in alcuni uomini chiave aveva speso davvero molto, come nel caso di Ronaldinho.
Proprio il brasiliano ha fatto da mattatore per quasi tutta la partita, facendoci capire come dovrebbe giocare un vero ispiratore di gioco: cross, assist, dribbling, tiro, …. il Milan girava intorno a lui e la Juve rincorreva la palla. Gli attacchi infatti arrivavano per lo più da destra, nella zona di Grygera che spesso si è lasciato sorprendere fuori posizione. Solo il caso e l’imprecisione del giovane Oduamadi riescono ad evitare un paio di reti di svantaggio nel primo tempo. Bianconeri pericolosi in avanti solamente con qualche iniziativa di Del Piero su calcio piazzato.
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Nel secondo tempo la Juve pare svegliarsi, complice anche il calo di ritmo dovuto al gran caldo della serata. Diego Amauri e Sissoko rilevano Trezeguet, Del Piero e Marchisio; il brasiliano non è sui livelli di Ronaldinho, ma tiene in costatnte allarme la retroguardia milanista. Sue le iniziative più importanti, compresa la punizione rimbalzata da Chiellini davanti alla porta. Amauri poco attivo, così come Lanzafame e il suo predecessore Martinez. Sull’altra fascia Pepe deve migliorare la spinta e sopratutto il cross, visto che non si spiega come un’ala di ruolo possa riuscire a non mettere quasi mai palloni importanti da fondo campo.
Partita decisa quindi ai calci di rigore, dove la Juventus si aggiuca la ventesima edizione del Trofeo Luigi Berlusconi. Questa la sequenza dei calci dal dischetto:Â
Ronaldinho gol; Pepe gol; Thiago Silva fuori; Bonucci gol; Bonera gol; Lanzafame gol; Inzaghi gol; Diego gol; Huntelaar gol; Motta gol.














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