Categoria: Commento al campionato

Il commento alla 33a giornata di campionato.

apr252012

E’ durata una manciata di minuti l’illusione della Juve di portarsi a +5 sul Milan, finchè Boateng non ha sparato in porta l’ennesima bomba. Tanta fatica per i bianconeri, altrettanta per i rossoneri. Entrambe le formazioni, che fino ad oggi avevano avute alterne difficoltà ed alterni momenti di forma, si sono trovate oggi con i medesimi problemi. A Cesena la Juve ha rischiato di sbattere contro l’ennesimo muro di gomma di una piccola squadra, palesando i problemi in fase offensiva, presenti da inizio stagione. Stavolta Borriello ha messo una pezza importante, consentendo di mantenere invariate le distanze dai rossoneri. A San Siro il Milan ha rischiato ancora di più, raggiungendo il Genoa nel finale, dopo che era passato virtualmente a -5 in classifica. Similitudini anche per alcuni episodi che hanno avvantaggiato le due squadre. Il rigore è stato protagonista su entrambi i campi, dato che quello assegnato alla Juve non c’era, mentre il rigore non fischiato a Nesta era sacrosanto.

Intanto, alle spalle delle due contendenti si consuma la lotta per la Champions, anche qui con molte alterne vicende. La Lazio cade davanti ad un modesto Novara, che ha fatto una partita normale, riuscendo a battere i biancoazzurri di Reja. Cade anche l’Udinese, sconfitto pesantemente in casa dall’Inter, per di più in rimonta. Nerazzurri galvanizzati e in piena corsa Champions, a questo punto. Bel risultato anche del Napoli a Lecce, che fa densità alla lotta per il terzo e quarto posto. Ma l’attenzione viene monopolizzata dalla situazione della Roma, nuovamente sconfitta, in casa con la Fiorentina, e sempre più contestata apertamente dai tifosi. La società non si è mai espressa in modo dubbioso nei confronti di Luis Enrique, ma lo stesso tecnico ha profondamente messo in discussione la sua permanenza sulla panchina giallorossa la prossima stagione. Se fosse così, sarebbe l’ennesimo naufragio di un valido progetto, che inevitabilmente richiede i suoi tempi.

Il commento alla 34a giornata di campionato.

apr222012

Il pareggio suicida del Milan (che ha persino rischiato di perdere), sarebbe l’argomento del giorno, visto che è stato ottenuto in casa contro il Bologna. Ma in quel di Genoa si è consumata l’ennesima tragedia del mondo del calcio. Già, perchè non si definisce solamente tragedia quando muore un calciatore, un tifoso, o genericamente una persona. La tragedia può esserci anche quando muoiono le istituzioni, i principi, quando muoiono i valori stessi dello sport. Allo stadio Marassi, i padroni di casa sono stati costretti dai propri tifosi ad interrompere la partita, intimando ai giocatori di togliersi la maglia ed uscire dal campo. Quarantacinque minuti di panico assoluto, in schiavitù di pochi pretenziosi che, come già è successo altre volte, hanno il potere di decidere quando e come una partita vada interrotta, a seconda del risultato o del grado di soddisfazione della loro squadra sul campo. Una cosa impensabile da un punto di vista umano, sociale e della cultura sportiva. Ha ragione Preziosi a chiedere dove fosse la Polizia. Abbiamo visto quattro celerini sotto la curva,a guardare impotenti ciò che stava accadendo. Sicuramente questi “tifosi” stasera saranno comodamente seduti sul divano a guardare Juventus – Roma. Il calcio è diventato l’immagine di uno schifoso Paese allo sbando. Possibile che nessuna delle società abbia il coraggio di proporre al governo delle misure per far crescere questo sport?

La giornata di oggi ha visto dei risultati interessanti per l’economia del campionato. Se la Juve farà risultato contro la Roma, farebbe un altro grande passo verso il tricolore. Non pare vero, dopo cinque anni di inferno, eppure, la possibilità è concreta. Avevamo già scritto che il Milan sta avendo le nostre stesse difficoltà di quando la pareggite affossava i bianconeri, e oggi abbiamo avuto l’ennesimo riscontro. Curiosa la preparazione atletica dei rossoneri, che arrivano nel momento topico della stagione, incapace di avere quello spunto che gli avrebbe permesso di giocarsi la Champions (se non fosse stato eliminato) e il Campionato. La squadra sembra poco lucida, sopratutto in difesa. Due gol fotocopia sono costati la sconfitta con la Fiorentina ed il pareggio col Bologna. Cinque punti persi con due errori banali, incapaci di recuperare nell’arco della restante gara. L’ingresso di Cassano non ha ancora cambiato la squadra, ma sicuramente può essere l’asso nella manica che Allegri si giocherà da qui alla fine. Il calendario delle due contendenti è piuttosto semplice, ma alla penultima giornata, svetta un bel derby.

Non sappiamo come arriveranno i nerazzurri a quella giornata di campionato; visto il pareggio di oggi a Firenze, potrebbe essere che la sua esclusione dalla Champions sarà già maturata, ma per i rossoneri non sarà assolutamente facile, visto che ai nerazzurri sarà chiesta la vittoria per salvare una stagione disastrosa. Stramaccioni sta facendo il possibile cercando di limitare i danni, e vista la giovane età (e poca esperienza), sta anche facendo molto bene. Ma l’effetto sorpresa di cui ha usufruito anche Ranieri, finirà presto? Se l’Inter si qualificherà per la Champions e Moratti avrà voglia di reale ricostruzione, può essere che il tecnico venga confermato, a condizione che il presidente si armi di pazienza, contrariamente a quanto ha sempre fatto. Anche in questo caso la domanda potrebbe essere “finirà presto”?

Il commento alla 30a giornata di campionato.

apr12012

L’esordio di Stramaccioni e il goal fantasma di Robinho tengono banco insieme al risultato del big match tra Juventus e Napoli. La vittoria dei nerazzurri non maschera i problemi della squadra, evidenti ad un’analisi approfondita della gara, al di là del risultato. Stramaccioni, seppur giovanissimo (superato in età addirittura da alcuni dei suoi giocatori), appare molto maturo e ben preparato, ma a lui si chiede decisamente di più di quello che altri tecnici più navigati non hanno saputo dare. Il rischio di bruciare l’allenatore è molto concreto, ma Moratti è fatto così: scelte pazze e talvolta sconsiderate. Chissà se Oriali avrebbe consigliato la stessa cosa. Lascia perplessi come Stramaccioni abbia commentato la prestazione della propria squadra, elogiando in primis la difesa, che fino a prova contraria ha incassato ben quattro goal in casa, contro il Genoa. Contento lui….

Sulla sponda rossonera invece, c’è malumore per i due punti persi a Catania. Robinho ha fatto da mattatore (con una rete e mezza), mentre Ibrahimovic da spettatore. In buona forma il brasiliano, che ha trascinato la squadra, in flessione lo svedese che ha fallito diverse occasioni, apparendo poco lucido, come già nella sfida col Barcellona. Normale, dopo un’annata a tutta birra come quella effettuata dal fuoriclasse rossonero. Siamo convinti che Allegri, fino a ieri critico nei confronti delle esternazioni di Conte, farà la stessa cosa in settimana, concentrandosi molto sugli argomenti arbitrali.

Alterne enmozioni anche nella capitale. La Lazio soccombe a Parma, perdendo importantissimi punti in chiave Champions, mentre la Roma vince facile contro il Novara, riportandosi a ridosso delle posizioni che contano. Brutto stop anche dell’Udinese, che sta iniziando a pagare il dazio di una stagione sopra le righe. Sconfitta di misura contro il Siena, scivola ancora più in basso in classifica.

Il commento alla giornata del campionato.

mar52012

Nella settimana dell’ipotetica (ed ennesima) pace tra Juve e Milan (fino ovviamente al prossimo episodio), speravamo in un turno favorevole ai bianconeri, impegnati in casa contro il Chievo, con i rossoneri ad affrontare l’insidiosa trasferta di Palermo. E’ stato tutto l’opposto. La Juve ha fatto la partita fino a quando hanno retto le gambe, poi il Chievo ha preso in mano le redini del gioco, fino a pareggiare con la complicità del solito Bonucci. Un altro pareggio dopo quello ottenuto in terra scaligera, fanno della squadra di De Carlo un’antagonista davvero ostica per Antonio Conte. Il nostro tecnico dovrà schiarirsi le idee in settimana, perchè a questo punto sono tanti i dubbi che riguardano le formazioni messe in campo. Mercoledì c’è già il Bologna, partita fondamentale per il discorso che illustravamo poc’anzi, ma sopratutto per rimanere agganciati alla vetta.

Già, perchè i rossoneri hanno preso il treno che vola verso lo scudetto, e in questo momento sono senza dubbio la squadra più in forma del campionato. Con o senza Ibrahimovic, la squadra di Allegri detta la sua legge su tutti i campi. La differenza tra bianconeri e rossoneri sta principalmente nel potenziale offensivo. La capacità dei milanisti di risolvere le partite non è paragonabile alle nostre punte, così sprecone ma allo stesso tempo, così mal servite. Vedremo se anche loro avranno una flessione come la stiamo accusando noi, oppure se riusciranno a prendere un congruo distacco e a gestirlo fino alla fine. In questo momento la Juve fatica a tenere il passo del Milan, e questo è indubbio, sopratutto per quanto riguarda le partite casalinghe, anche se sembra un paradosso, visto il nuovo stadio.

Anche l’Inter ha perso parecchi punti in casa quest’anno, come testimonia il 2-2 col Catania di ieri sera. La pazza Inter va sotto di due reti, sfiorando l’esonero immediato di Ranieri. La sensazione è che Moratti non abbia ancora scelto il successore di Ranieri, ma nel momento in cui lo troverà, il tecnico romano avrà vita breve. I risultati non giocano sicicuramente a favore dell’ex juventino, ma c’è da dire che pure il presidente nerazzurro non è uno che capace di creare un progetto vero, pur avendo le disponibilità economiche per acquistare qualsiasi giocatore.

Ma a proposito di progetti, continua l’alto e basso rendimento della squadra di Luis Enrique, che perde malamente il derby di Roma, a favore dei cugini biancoazzurri. Contenti per Reja che ha riconquistato una parte della tifoseria, che a Roma gli ha sempre remato contro, pur svolgendo un grandissimo lavoro. Meno contenti per Luis Enrique, che a seguito della sua espulsione si è lasciato andare a frasi veramente di cattivo gusto. Peccato.

Il commento alla 22a giornata di campionato.

feb62012

Grande occasione persa per la Juventus. Oltre ad aver buttato due punti casalinghi, c’è il rammarico di averne persi altrettanti su Milan e Napoli (anche loro inchiodate sullo 0-0), e ben tre invece su Inter e Udinese. Anche perchè gli impegni delle squadre appena menzionate, erano di gran lunga più difficili rispetto a quello della Juventus. C’è da recriminare per un fallo di mano da rigore che avrebbe consentito ai bianconeri di portarsi in vantaggio, ma sarebbe riduttivo appigliarsi a questa motivazione come una causa di sconfitta. Conte deve e può iniziare a pensare al turnover, visto che la poca verve dei centrocampisti mette in difficoltà di conseguenza, anche gli attaccanti. Vidal, Pepe e Vucinic devono essere lasciati un po’ a riposo, in favore di Giaccherini, Estigarribia e Quagliarella, sempre più scalpitanti.

Chi osserverà almeno due turni di riposo, è Zlatan Ibrahimovic, espulso per uno schiaffo ad Aronica che pregiudica la gara con il Napoli e forse anche il big match contro la Juve. Bisognerà vedere nel referto arbitrale se la valutazione sarà per comportamento violento o semplicemente per gioco non regolamentare. In base a questo si sapranno il numero di giornate di squalifica. E sarà anche l’occasione buona per vedere quanto vale effettivamente il Milan senza lo svedese.

Non sappiamo invece il vero valore di Inter e Roma, sempre più variabili impazzite di questo campionato, capaci di inanellare molte vittorie consecutive (come nel caso dei nerazzurri), o di battere qualsiasi avversario (come per i giallorossi), ma capaci anche di crollare subito dopo con pessime prestazioni. Ranieri e Luis Enrique, tecnici capaci ma sempre in bilico, dovranno cercare di trovare stabilità ed equilibro nelle loro squadre. Equilibrio invece trovato da Guidolin, che nonostante la sconfitta di Firenze riesce comunque a fare una buona prestazione segnando due reti.

Il commento alla 17a giornata di Campionato

gen82012

Vincono tutte, e quanti goal! Non poteva essere così scoppiettante il ritorno al pallone dopo le vacanze natalizie. Goal, rigori, belle partite, e le solite, immancabili polemiche. Partiamo dagli anticipi, che hanno visto una scintillante Inter e una sciagurata Lazio. I nerazzurri sembrano una squadra ritrovata sotto la cura di Ranieri (e pensare che Moratti stava già pensando al suo successore), che continua a macinare vittorie, migliorando partita dopo partita. La classifica si fa sempre più interessante per i milanesi, che ormai non possono non puntare al vertice della classifica, o per lo meno alla zona Champions.

La Lazio si imbarca nell’ennesima sbandata che le costa un sonoro 0-4 sul terreno di Siena. Reja si è assunto la responsabilità di tutto, ma è ovvio che è solo un espediente per non far cadere le convinzioni della squadra nei propri mezzi. Visto la concorrenza di quest’anno, è difficile che i biancoazzurri arriveranno tra le prime quattro. Potrà invece aspirare l’Udinese, che non smette veramente di stupire il mondo del calcio. Quattro goal anche oggi, e tanto bel gioco. Tutti si aspettavano che i friulani fossero solo un fuoco di paglia che si sarebbe consumato in fretta, invece, già domenica prossima potrebbe risalire in vetta, se la Juve dovesse perdere l’imbattibilità e visto anche il derby di Milano.

Inter e Milan sarà infatti il big match che metterà di fronte due tra le più in forma del momento. I rossoneri infatti hanno vinto anche a Bergamo, pur con un rigore molto generoso. Allegri molto nervoso nel fine partita, che ha commentato così ai microfoni di Mediaset Premium, a chi gli faceva notare l’errata concessione del penalty: “Paparesta ne dava anche di peggio”. Una brutta caduta di stile che è sintomo di una pressione che probabilmente già inizia ad avvertirsi.

Chiudiamo con la Juve, che vince anche a Lecce una partita non facile, sempre con i denti e con lo spirito di squadra. Molte volte si sono azzardati paragoni con la Juve lippiana, ma forse mai come in questo caso sono azzeccati. Un grande in bocca al lupo per Fabio Quagliarella, nuovamente infortunato ma con possibilità di recupero in breve tempo.

Il commento alla 12a giornata di campionato.

nov202011

La Juve dà un segnale forte al campionato. Ormai è inutile nascondersi, i bianconeri devono provare a vincere lo scudetto. La vittoria col Palermo è tanto limpida quanto spettacolare, pensando poi che i margini di miglioramento sono ancora alti, e che nel mercato di gennaio potrebbero esserci ulteriori rinforzi (magari proprio nel reparto difensivo). La regolarità di risultati è uno di quei pregi che manca per esempio alle altre pretendenti. Negli anticipi di sabato abbiamo assistito ai pareggi di Milan, Napoli e Lazio. I rossoneri sbattono contro il muro di gomma di Delio Rossi, esordiente sulla panchina viola, e che strappa il pareggio con la complicità della terna arbitrale. Un goal annullato per fuorigioco inesistente e un palo colto da Pato, non permettono alla squadra di Allegri di continuare una serie molto positiva di risultati. La partita di mercoledì con il Barcellona può essere un alibi che giustifica parzialmente i rossoneri, che giustamente devono spendere molto nella massima competizione europea.

Molto più rammarico invece per il Napoli che domina letteralmente la Lazio, salvata in molte occasioni dal suo portiere Marchetti, ma incapace di affondare il colpo decisivo. Gli azzurri infatti, pur essendo riconosciuti come una delle squadre più forti e capace di esprimersi meglio in fatto di intensità e agonismo, continua a perdere punti preziosi sprecando, ora contro squadre minori, ora con prestazioni a cui manca solo il goal, situazioni che potrebbero esserle molto favorevoli. C’è da dire, a onor del vero, che anche in questo match, un goal di Maggio è stato ingiustamente annullato.

Chi invece tra le grandi squadre ha usufruito favorevolmente degli sbagli arbitrali, è l’Inter. Una rete in fuorigioco e tanta paura nel finale per il vantaggio accorciato. Continua la faticosa stagione dei nerazzurri che non riescono ad uscire da una crisi di gioco profondamente negativa. In settimana si è parlato più delle questioni 2006 che dei problemi di Ranieri. Meglio così, è giusto concentrarsi sulle cose importanti.

Brutto stop per l’Udinese, che perde malamente in casa del Parma.

Il commento alla 11a giornata di Campionato.

nov62011

Il rinvio del posticipo Napoli – Juventus, causa bel tempo, ha monopolizzato le discussioni su questo turno di Campionato. Si, avete letto bene, siccome nel pomeriggio splendeva il sole, il vertice composto da Prefetto, Sindaco e Napoli Calcio (senza la Juventus!), hanno deciso che i partenopei sarebbero stati troppo stanchi per affrontare una partita sotto un (eventuale) acquazzone. Mi torna in mente il diluvio universale di Perugia, quando Collina lanciava un pallone che si fermava nelle pozzanghere del campo. Allora si potea giocare, vero? massimo rispetto per le vittime dell’alluvione di Genova, ma al San Paolo era tutta un’altra cosa. Chiediamoci infatti come mai non sono state prese in considerazione le ipotesi di rimandare a domani l’incontro, oppure di giocare a porte chiuse. Invece no, rinvio lungo, a data da destinarsi, perchè domani era troppo vicino.

 Ma passiamo al calcio giocato. Il Milan continua il suo cammino a suon di goal, asfaltando il Catania a San Siro e confermandosi una squadra capace di creare e trasformare tantissime occasioni. rossoneri a trazione anteriore, con o senza Cassano. Robinho e Ibra hanno fatto ciò che volevano, anche se le diverse prestazioni tra Campionato e Champions evidenziano che affrontando squadre che esprimono potenzialità offensive maggiori del Catania, la squadra di Allegri evidenzi tutti i suoi punti deboli difensivi.

Punti deboli che, all’alba dell’undicesima giornata, tutti si aspettavano di vedere nell’Udinese. Invece, la squadra friulana non molla il colpo. Anche oggi una vittoria col Siena, e primo posto in classifica mantenuto. Chiaro che, contrariamente a quanto fatto dal Napoli e dalle altre squadre impegnate in Europa, l’Udinese ha preferito lasciare ogni ambizione internazionale, dando ampio spazio al turnover, mantenendo le forze fresche e preservando gli uomini migliori per il Campionato. I friulani lo possono fare, senza rischiare polemiche o contestazioni. Questo è un altro punto a favore di Guidolin, che ormai può puntare ad arrivare tra le prime quattro in classifica.

Otttimo momento anche per le romane, che iniziano ad avere qualche fiducia in più da parte dei loro supporters. Reja può concedersi il lusso di passeggiare per Roma senza essere insultato e minacciato per la strada dai suoi stessi tifosi, a causa del primo posto in classifica. Luis Enrique può continuare con un po’ più di ossigeno il progetto di crescita di una squadra su cui c’è ancora molto da lavorare. Bojan, Lamela e Osvaldo sono talenti da coltivare e da far giocare con continuità finchè certi meccanismi e certe qualità non maturino al punto da far fare il salto di qualità ai giallorossi.

Il commento alla 9a giornata di Campionato.

ott262011

Una giornata tutto sommato positiva, se consideriamo di aver ripreso la vetta della classifica. Molte partite si sono “raddrizzate” a nostro vantaggio nei minuti finali (vedi Lazio, Roma, Inter), confermando un campionato all’insegna dell’incertezza e dell’imprevedibilità. La vittoria della Juve è stata netta, pur con qualche sofferenza di troppo nel finale, ma per detta dello stesso Mihajlovic, il primo tempo sarebbe dovuto finire 3-0. Juve bella, quindi, ma non ancora perfetta. Manca precisione sotto porta, alcuni inserimenti che tardano ad arrivare (vedi Quagliarella ed Estigarribia). Giocare con l’Inter una partita di intensità come il primo tempo con la Fiorentina, sarebbe creare dei grandissimi problemi ai nerazzurri, che quest’anno soffrono molto l’aggressività e l’agonismo di chi li attacca. Oltretutto una squadra fragile psicologicamente fa sempre il doppio della fatica, ecco perchè occorre essere ottimistiin vista della sfida di San Siro. Gli uomini di Ranieri hanno rischiato la sconfitta in quel di Bergamo, salvati solo dal rigore parato da Castellazzi al 90′. Sono sicuro che se fosse stata sconfitta, si sarebbe già parlato di Ranieri in bilico. La realtà è che i problemi ci sono, ma che non si risolvono con un semplice avvicendamento alla guida tecnica. Occorre tanto lavoro, e sopratutto tempo.

A corrente alternata anche il Milan, che nonostante le due vittorie con 7 reti segnate in due partite, evidenzia notevoli difficoltà. A Lecce subì 3 goal prima di iniziare a giocare, regalando un tempo agli avversari, mentre con stasera è arrivata una vittoria molto generosa sotto il profilo del risultato, che non rispecchia il gioco espresso dalla squadra di Allegri. E’ la forma di Cassano e Ibrahimovic che sta tenendo a galla i rossoneri, segno evidente che in mezzo al campo qualcuno manca davvero (leggi Andrea Pirlo). Così come manca davvero qualcosa alle romane; la Lazio, a mio avviso sopravvalutata, animata dalla sola buona vena di Klose, non va più il là del pareggio casalingo col Catania, non riuscendo a mantenere la vetta pur avendo a disposizione una partita casalinga. La Roma, salvata domenica da un gol di Lamela, soccombe in quel di Genova dimostrando di essere ben lontana dal progetto di Luis Enrique.

Chiudiamo con Napoli – Udinese, match che si preannunciava spettacolare e spumeggiante. Lo è stato, grazie a due compagini che hanno messo in campo cuore e voglia di vincere. Onore all’Udinese che è andata al San Paolo per fare risultato, ma la differenza qualitativa tra le due squadre si è vista piuttosto bene.  un goal come quello di Lavezzi racchiude classe e potenza, un mix che è la prerogativa di questa squadra. Inspiegabile però il silenzio stampa dei partenopei, qualcuno dovrebbe far presente che quando si scannano per i diritti tv, devono anche considerare quello che loro devono concedere alla cronaca.

Il commento alla 8a giornata di campionato.

ott232011

Onore alla capolista Udinese, che vincendo anche questa domenica è stata promossa da “sorpresa” a “certezza”. D’accordo che lo sparring partner Novara non era un avversario così ostico, eppure c’è chi riesce a perdere puntulamente punti preziosi contro le cosiddette “piccole”. Se il riferimento vi è famigliare, avete capito bene: stiamo alludendo alla Juventus. La Vecchia Signora sta tornando sui ritmi di Delneri, quando vinceva contro le grandi, ma faticava terribilmente contro le piccole, fino a perdere poi la propria identità. Pareggiare in casa con queste squadre equivale ad una sconfitta, per quel che mi riguarda, contando anche che passare due volte in vantaggio e non riuscire a prendere i tre punti vuol dire impegnarsi parecchio. Il problema della Juve sta nella difesa e sulle fasce. Inutile negarlo, sapevamo tutti che il reparto arretrato non sarebbe stato all’altezza, e anzi, Barzagli è già andato più avanti delle rosee aspettative che un tifoso possa avere. Sulle fasce invece, abbiamo un’abbondanza di giocatori intercambiabili, che però nessuno di essi ha dato fino ad ora un rendimento accettabile, se togliamo un paio di partite di Pepe. L’effetto Conte sta finendo? E’ presto per dirlo, ma da ora in poi inizieremo ad avere una percezione migliore delle potenzialità dei bianconeri, poichè questa settimana affronteremo la bellezza di Fiorentina e Inter, due impegni che vanno al di là delle partite “normali”. Staremo a vedere anche a livello tattico con quale assetto Conte disporrà la squadra in campo.

Chi invece sembra aver trovato l’assetto giusto, è Ranieri. Con l’innesto di Snejider e con un Maicon in grandissimo spolvero, la compagine nerazzurra sta uscendo dalla crisi con la forza del bel gioco. A tratti si è rivista l’Inter degli ultimi anni, fatta di velocità e di campioni sempre pericolosi. Due risultati non fanno primavera, ma le vittorie fanno morale, e sopratutto classifica, di cui tanto i nerazzurri necessitano di risalire. Un po’ meglio posizionati sono invece i cugini del Milan, che anche loro riescono a ritrovarsi con una vittoria esaltante. Rimonta in trasferta, da 3-0 a 3-4, roba da non credere. Un Boateng stratosferico porta in orbita gli uomini di Allegri, che quando hanno deciso di giocare la partita hanno messo alle corde il Lecce, facendone polpette. Preoccupante però l’atteggiamento con cui il Milan scenda in campo facendosi schiaffeggiare per ben tre volte prima di riprendersi. ai rossoneri è andata bene avere davanti a sè il Lecce di oggi, tutto qui. Grande reazione, ma sul 3-0 se fai girare la palla non perderai mai.

Chi invece lascia sempre l’amaro in bocca, è il Napoli. Un pareggio insipido che non smuove la classifica. Sono sicuro che tutte le squadre in questo momento siano ancora un cantiere aperto (tutte le grandi intendo), ma il Napoli non è tra quelle che deve trovare un suo assetto, il suo scheletro è già ben formato e collaudato, per questo le amnesie sono ancora più inspiegabili di quelle delle altre squadre. E in questo è Mazzarri che deve dimostrare di essere un ottimo allenatore.