Categoria: Europa League

Le pagelle di Juventus – Manchester City.

dic172010

Manninger 6: vive una serata di estrema tranquillità e non ha colpe sulla rete avversaria. 
Chiellini 6: è sempre importante al centro della difesa, con interventi in chiusura e indicazioni per i compagni che salvano la retroguardia bianconera in molte occasioni. Para letteralmente una conclusione ravvicinata; era rigore ma l’esperienza di Chiello lo ha mascherato bene.
Legrottaglie 5,5: non tocca il terreno di gioco da tanto tempo, tuttavia si destreggia bene grazie al suo senso di posizione. Commette un piccolo errore in occasione del pareggio avversario.
Traoré 6: ha dei buoni spunti e alcune buone accelerazioni, comportandosi bene anche in fase difensiva; tuttavia non è ancora fisicamente al meglio, tant’è che viene sostituito prima della fine.
Boniperti n.g.: pochi, ma significativi minuti in campo per il nipote di uno degli juventini più amati di sempre
Grygera 6: rientra dopo molto tempo e svolge il suo compito con diligenza e puntualità, fisicamente non è al meglio, ma è comunque un positivo recupero per il proseguo della stagione.
Felipe Melo 6: fa il suo dovere senza eccedere, anche per non rischiare un infortunio, in un importante momento della stagione. Cartellino giallo evitabile.
Sissoko 5,5: tanta grinta, ma scarsa lucidità e molta fatica ad eseguire le consegne di Del Neri. Sulla qualità non si discute, tuttavia quest’anno fa fatica a inserirsi nei meccanismi della squadra.
Pepe 6: buone accelerazioni sulla fascia e un utile possesso palla, anche se appare sempre discontinuo.
Krasic 6,5: è come sempre uno dei più pericolosi in quanto salta sempre l’uomo e propone palloni interessanti per i compagni. In quest’occasione non è devastante, ma ce n’era poco bisogno.
Del Piero 6: tanto possesso palla e sguardo sempre rivolto ai compagni; con uno splendido gioco di gambe sulla fascia offre a Giannetti l’assist del vantaggio, mettendo per l’ennesima volta la sua firma sulla partita.
Camilleri n.g.: solo uno spezzone di partita per lui, condito però da un’incertezza, che è costata il pareggio del City.
Giannetti 6,5: timbra la sua prima rete in bianconero con un tocco di fino da attaccante navigato, che però non serve per la vittoria finale.
Buchel n.g.: solo pochi minuti per il suo esordio.

Juventus – Manchester City 1-1. Pareggite acuta.

dic162010

 

 

 

 

 

 

 

E ti pareva. Un altro pareggio insipido dal retrogusto amaro, quello che congeda la Juventus dall’Europa League nell’ultima partita allo stadio Olimpico, ex Comunale, quello glorioso e testimone di tante memorabili vittorie bianconere. Da luglio 2011 infatti la Vecchia Signora si trasferirà al nuovo impianto, che ci auguriamo dia il via ad una nuova era di vittorie. Ma questo non è il momento di parlare del futuro, bensì del presente, di questa partita appena giocata, che come abbiamo detto nel pre-gara, non dava sicuramente gli stimoli per effettuare una grande prestazione. Delneri commenterà dicendo che dopotutto il bilancio non è negativo, poichè la squadra esce assolutamente imbattuta, estendendo il bilancio anche alle vittorie dei preliminari. Ma questa analisi è assolutmante impropria, perchè la Juve era abituata ad arrivare almeno ai quarti di finale, senza contare le finali perse con Real Madrid, Amburgo, Borussia Dortmund e Milan. Diciamo che il bilancio non è del tutto negativo se contiamo le ultime due partite, anch’esse finite con un pari, ma senza dubbio con molte attenuanti. Ma ormai la frittata era fatta.

Fossi stato in Delneri non avrei nemmeno convocato alcuni tra quelli schierati stasera. Un esempio? Del Piero, a cui non farebbe altro che bene tirare il fiato; Krasic, perchè se si rompe lui finiscono i jolly in attacco; Chiellini perchè anche se non sta rendendo al massimo è sempre fondamentale per la retroguardia. Ma al nostro mister va dato credito di aver provato a vincere mettendo in campo la miglior formazione, compatibilmente con un ampio turnover. Grygera ha riannusato il profumo dell’erba, Traoré ha dimostrato che ha potenzialità (finchè gli hanno retto le gambe), Giannetti ha segnato un gol di pregevole fattura, Camilleri ha iniziato a farsi le ossa con qualcuno che sa cosa vuol dire puntare la porta, Pepe deve solo continuare a giocare per trovare una sua dimensione, Sissoko doveva dimostrare di essere ancora da Juve. Quasi tutti avevano un buon motivo per affrontare bene questa partita, pur non sentendo la fredda canna del fucile puntato alla nuca. Ma la mente al campionato è più che un legittimo sospetto. Senza parlare dello spirito di conservazione che avrà condizionato i giocatori nei loro interventi, per paura di infortunarsi in una delle partite più inutili della stagione.

Cosa c’è quindi da raccontare di questa partita? Ben poco, se non qualche buon tiro di Krasic, Del Piero, e Flipe Melo, ed in mezzo a questi il gol del giovane Giannetti, che si ricorderà per tutta la vita la sua prima rete in maglia bianconera, non fosse altro perchè l’assist è arrivato dal suo idolo Alex Del Piero. Per lui questo match sarà indimenticabile, ma non per i tifosi che non hanno avuto modo di scaldarsi troppo sugli spalti, dato il ritmo decisamente lento delle due squadre. Anche per il Manchester era infatti una partita decisamente insignificante, pur avendo messo in campo la determinazione necessaria per segnare una bella rete con l’attaccante Jo (che si infila tra Legrottaglie e Camilleri), e guadagnato un rigore e mezzo non fischiati dall’arbitro. Davvero poco altro da segnalare se non i due cartellini gialli di Felipe Melo e Sissoko, e l’esordio di Buchel a centrocampo.

Qualcuno penserà che ci siamo dimenticati del giovane Boniperti, anch’egli debuttante in questa fredda serata. Invece no, volevamo solo chiudere questo commento con l’immagine della coppia di attacco Del Piero – Boniperti, che ha salutato il vecchio stadio Comunale, con i nomi delle due bandiere più amate nella storia juventina. Arrivederci in Europa, Juve.

Prepartita Juventus – Manchester City. Formazioni e curiosità.

dic162010

E’ passato quasi in secondo piano quello che all’inizio era il “big match” del nostro girone, quell’ultima partita che avrebbe potuto significare lo spareggio per il primo posto. E per chi se lo fosse pure dimenticato, ricordiamo che questa sera, alle 21.05, la Juve scenderà in campo contro il Mancherster City. Sembra un paradosso dimenticarsi di una partita tanto prestigiosa, ma la realtà è che questa sfida è tanto affascinante quanto inutile. La Juve (5 punti) è già eliminata, il City, invece, è già classificato al primo posto del girone. In mezzo, al secondo posto, l’intruso, il Lech Poznan riuscito nell’impresa di far fuori la Juve. In realtà l’impresa l’hanno fatta il freddo e la sfortuna. Qesta partita, per quanto inutile, può dar modo a Delneri di fare un ampio turn over, facendo giocare quelli che hanno bisogno di recuperare condizione, e nel contempo provare qualche soluzione tattica interessante; non per ultimo però, dimostrare che in realtà la Juve in questa competizione meritava qualcosa di più. L’occasione per confrontarsi con una delle squadri più forti del momento, può essere un valido test per mettere alla prova giocatori come Traoré e Pepe, di cui ancora non s’è capito il giusto valore. Sarà anche un bel confronto tra Delneri e Mancini, due tecnici made in Italy tra i migliori al mondo, ma tatticamente molto diversi tra loro, pur adottando entrambi un gioco molto offensivo.  

E come se non bastasse, cì sarebbe un altro motivo valido per vedere la partita questa sera: in caso di un altro pareggio, la Juve entrerà nella storia assieme all’Aek Atene come squadra ad aver pareggiato più partite di file in una competizione europea. Un primato che certamente la Juve non dovrebbe eguagliare.

Abbiamo accennato al turn over. La sfida di stasera per Delneri può essere considerata come un’amichevole importante, perchè chi gioca lo fa con la consapevolezza che il risultato non conta, ma che comunque avrà addosso gli occhi di tutta Europa. Certo in porta l’impiego di Manninger, in difesa a destra ci potrebbe essere il ritorno di Grygera, che bene aveva iniziato la stagione; al centro un altro reduce da infortunio, Legrottaglie, che affiancherà Camilleri, giovane che aveva impressionato nella bufera di Poznan; a sinistra occasione importante per Traorè, chiamato anch’egli a confermare quanto di buono aveva fatto vedere contro il Lech.

A centrocampo, poteva essere la grande occasione per Lanzafame, ma ieri ha preso una botta alla caviglia. Sembrava cosa da poco, e invece Delneri non lo ha convocato. Il giocatore, mediante le parole del fratello -procuratore, ha esperesso rabbia, delusione, e voglia di andarsene a gennaio. La sua storia in bianconero si concluderà quindi definitivamente, in maniera negativa. Giocheranno quindi Pepe e Sissoko certamente, e  uno tra Melo, Marchisio; probabile partenza dalla panchina per Krasic. In attacco, accanto a Del Piero, c’è la tentazione Giannetti dal primo minuto, ma sarà più probabile l’ingresso di Iaquinta.

Anche il Manchester farà un ampio turn over. Dopo un ottimo avvio e una seconda parte un po’ in sordina, ora la squadra inglese sta tornando su alti livelli, tanto da essere primo in classifica. Mancini come Delneri deve risolvere le grane di chi se ne vuole andare: Tevez, Adebayor, e Balotelli (dal rendimento molto discontinuo). E’ probabile che saranno proprio gli ultimi due a comporre la coppia d’attacco, per cercare comunque di ottenere il primo successo con i bianconeri (all’andata finì 1-1).

Ci auguriamo di vedere la prima vittoria bianconera in Europa League, magari ottenuta proprio con una formazione giovane, che abbia voglia di dimostrare il proprio valore.

Le pagelle di Lech Poznan – Juventus.

dic22010

Manninger 6: non ha grandi colpe sul gol e riesce a salvarsi in un altro paio di occasioni.
Chiellini 5: compie qualche buon intervento, ma commette errori gravi come in occasione del gol avversario.
Bonucci 6: divide le colpe a metà con Chiellini, tuttavia merita una valutazione sufficiente per la costante pericolosità offensiva.
Camilleri 6: sufficienza d’incoraggiamento per il giovane bianconero, che esordisce in un inferno metereologico, in cui il primo problema è di stare in piedi e non di dimostrare la propria bravura.
Traoré 5,5: non è proprio il suo clima preferito, in quanto fa fatica a spingere ed esprimere le sue qualità.
Libertazzi n.g.: entra per l’assalto finale, ma non riesce a pungere, anche se gli si presenta un’occasione buona.
Sissoko 5,5: soffre molto il freddo, infatti appare contratto nei movimenti e poco concludente. Nonostante le attenuanti del tempo sarebbe servito un maggiore apporto da parte sua, come spesso in questo anno.
Felipe Melo n.g.: entra solo nel finale.
Marchisio 6: appare il più in palla nei primi minuti, in quanto dà fluidità al gioco della squadra e si propone in maniera pericolosa. Cala, o forse sarebbe più corretto dire si iberna, nel corso del match.
Pepe 5,5: prova a fare male in alcune occasioni, ma è decisamente inconcludente e fa mancare il suo apporto alla squadra.
Lanzafame n.g.: non riesce ad essere pericoloso nello spezzone di match che Del Neri gli concede.
Krasic 7: è lui il più pericoloso, forse perché abituato a climi così freddi. Ispira la manovra della squadra e offre ottimi palloni ai compagni. E’ davvero imprendibile al diretto avversario e spesso sfugge persino al raddoppio di marcatura.
Del Piero 6: si dà da fare, ma non è molto preciso sotto porta, perciò è costretto ad alzare bandiera bianca, come tutta la squadra.
Iaquinta 6,5: lotta tantissimo e si toglie la soddisfazione di segnare su un campo completamente ghiacciato, tuttavia il suo gol non serve ai fini della qualificazione.

Lech Poznan – Juventus 1-1. Morti e sepolti… dalla neve.

dic22010

 

 

 

 

 

 

 

Chissà cosa avrebbe pensato il compianto Scirea (ricordato in conferenza stampa da Delneri), se un giorno gli avessero detto che la sua Juve avrebbe sofferto e mancato la qualificazione dela fase preliminare di Europa League, per opera di una squadra polacca piuttosto mediocre. Non bisogna essere teneri per questo risultato (non mi riferisco alla partita ma alla qualificazione), bisogna iniziare a responsabilizzare una squadra che porta il nome Juventus in giro per il mondo. Uscire in una partita come questa non è un disonore, visto il clima e le condizioni del terreno di gioco; uscire senza vincere una partita è molto diverso. Tante belle parole di Delneri alla fine della gara, dicendo che non siamo usciti in questa serata, e che rigiocando le partite con la squadra di oggi, tutto sarebbe diverso: la squadra è consapevole, si esprime meglio, è molto più solida…. e che bisogna pensare che abbiamo le carte in regola per fare comunque un’ottima stagione. Ricordo al Signor Delneri che questa Juve “consapevole” è la stessa che ha pareggiato col Brescia e con il Bologna, che evidentemente sono ben più deboli del Lech Poznan. Ma siccome non abbiamo alternative, cerchiamo di credere che da qui in poi sarà una Juve migliore, più arrabbiata, più in forma, meglio allenata…. fino al prossimo “Brescia” o al prossimo “Bologna“.

Si accende subito la speranza al 5° minuto con Chiellini, che sfrutta l’errore in uscita del portiere ma riesce solamente a mandare sul fondo. Soffrono un po’ in avvio Camilleri e Traoré, che poi invece faranno una buona partita entrambi. Ma l’aria gelida della Polonia diventa ancora più tagliente all’11°, quando Rudnevs annichilisce Chiellini sullo stacco di testa e mette in rete a due passi da Manninger. Errore madornale del nostro centrale che ci abbandona proprio in una partita fondamentale. Tutto si mette molto difficile per i bianconeri, perchè costringe la Juve a fare gioco con una squadra che si chiude nella propria metà campo, con tutti i limiti che abbiamo già sottolineato nel cammino di campionato.

Ma stasera i nostri si mettono sotto e iniziano a martellare l’avversario. Al 21° Krasic serve Sissoko dentro l’area che viene rimpallato senza trovare lo spunto me ribadire in rete. Punizione di Del Piero che non viene trattenuta ancora dal portiere, e Bonucci che spara sul corpo dell’estremo difensore! Grande pressione dei nostri che però tirano poco in porta, non sfruttando la presa deficitaria del numero uno del Poznan e le insidie del terreno ghiacciato. Proprio il campo inizia ad essere un avversario sempre più grande, tanto che si inizia a sentire il bisogno del pallone arancione perchè molto spesso si perdono le tracce della sfera di gioco.

Il Lech riponde in contropiede sfruttando anche la poca precisione di piazzamento di Traoré e Camilleri, mettendo i brividi alla squadra juventina. Ma i padroni di casa sotto pressione palesano tutti i limiti tecnici
e si dimostrano in grande difficoltà sia in fase difensiva che in fase di costruzione di gioco, non riuscendo ad uscire quasi mai dalla morsa degli ospiti. Un’altra grande accelerazione di Krasic mette Iaquinta in condizioni di tentare la conclusione, ma un po’ il terreno e un po’ l’avversario non permettono a Vincenzo di poter battere a rete in modo preciso. Non tante occasioni da rete, ma come cresce la Juve!

Finisce il primo tempo con una Juve che non è assolutamente da buttare, che regge il confronto fisico ed è molto più in condizione rispetto ad altre partite di campionato. La squadra si muove bene e Delneri non deve cambiare nessun uomo tra il primo ed il secondo tempo. Dodici minuti per il vantaggio del Lech Poznan, e dodici secondi per la prima grande occasione di Rudnevs nella ripresa, grazie ad una palla persa da Chiellini sulla trequarti campo. L’attaccante spara verso la porta ma fortunatamente troppo angolato. Passano i minuti e si nota subito la difficoltà di equilibrio dei giocatori, che rischiano l’infortunio ogni qualvolta tentino uno scatto o un movimento rapido. Ma è proprio la velocità di Krasic a confermarsi l’arma in più dei bianconeri; l’ala destra salta sempre il diretto avversario, ma i compagni non sfruttano a dovere la sua serata di grazia, preferendo spesso il lancio diretto verso le punte anzichè giocare largo come dovrebbe essere. Poca maturità tattica degli uomini di Delneri sotto questo aspetto.

Al 60′ il secondo grande errore di Chiellini mette Kikut davanti a Manninger, ma la mira è completamente sbagliata. Ci vuole più incisività in avanti, e il mister decide di inserire Lanzafame per Pepe, sempre più spento col passare dei minuti. Ma è sempre Krasic a sfondare puntualmente sulla sua fascia, e al 69′ mette un cross millimetrico per Del Piero che di testa si mangia letteralmente il gol del pareggio a tre metri dalla porta. Incredibile occasione! Risponde il Lech che scalda le mani a Manninger con un tiro dalla lunga distanza che fa respirare la difesa dei padroni di casa.

Fuori Sissoko per Felipe Melo, forse per cercare di sfruttare le percussioni centrali del brasiliano. Ormai la bufera imperversa sul terreno di gioco e al 75′ non si vedono più le linee del campo. Negli ultimi dieci minuti dentro anche il primavera Libertazzi per Traoré, che non ha demeritato ma che “paga” il suo ruolo, che deve essere sacrificato a vantaggio di una punta. La forza della disperazione porta al pareggio di Iaquinta che fulmina il portiere avversario con un rasoterra che dà ancora qualche speranza alla Juventus. Ed è infatti il nuovo entrato Libertazzi che ha di testa il match ball a tempo scaduto, ma non riesce ad imprimere la giusta forza alla sfera.

Finisce con la qualificazione congelata, e con la sconfitta del calcio moderno, che è capace di far giocare sessanta partite stagionali ad una squadra, ma non è capace di rinviare una partita quando non ci sono le condizioni necessarie per un degno spettacolo di Europa League.

Prepartita Lech Poznan – Juventus. Formazioni e curiosità.

dic12010

La Juve si avvicina alla prima partita da dentro-fuori (o quasi). Contro il Lech, in territorio polacco, bisogna vincere a tutti i costi se non si vuole essere eliminati dall’Europa League, dove in questo momento i bianconeri sono terzi nel girone, non avendo mai vinto una partita. Pertanto, definire gita una trasferta come questa, sarebbe una vera e propria eresia. Se non altro per -33 C° che fanno di questo incontro una incognita a tutti gli effetti.

Il vero pericolo per la Juve nella trasferta di stasera è proprio il clima. I polacchi sono maggiormente abituati a giocare in queste circostanze, ma la squadra di Poznan non è da sottovalutare anche per altri aspetti. Il Lech, infatti, è riuscito a pareggiare nel match di andata 3-3 a Torino. Ricordate Rudnews, vero? Era comunque un’altra partita, ed era comunque un’altra Juve, del tutto diversa rispetto a quella attuale. Ma la dimostrazione che nel calcio tutto può succedere è proprio questa, e che la figuraccia è sempre dietro l’angolo; anche perché, forse per la prima volta dall’inizio del campionato, la Juve sente la pressione di dover vincere per forza, se punta davvero all’Europa League. “Andare avanti serve per fare esperienza in vista della Champions del prossimo anno”, dice Chiellini a ragione, ma cercare di vincere sempre è un dovere che si deve mettere in campo sopratutto dopo sei anni interi senza successi.

Per ottenere un buon risultato in Polonia, Delneri fa affidamento (per motivi tattici e fisici), a giocatori diversi rispetto alla formazione tipo in campionato: in porta giocherà Storari solo perché Manninger, il titolare in Europa, è infortunato. A destra con Motta out per una lombalgia, e Sorensen non inserito nella lista, ci sarà spazio per il giovane Camilleri. Emergenza anche a sinistra, dove non può giocare Grosso, anch’egli non facente parte della lista. Sarà, dunque, l’esordio da titolare (finalmente) per Traoré. A centrocampo, con Aquilani indisponibile per l’Europa League, giocherà Sissoko, anche se probabile sarà l’utilizzo di un Pepe in grande spolvero, che potrebbe consentire un turno di riposo a Marchisio o a Felipe Melo. Certo, invece, sarà l’impiego di Krasic. La velocità del serbo, vista anche l’assenza di Aquilani, serve troppo al centrocampo bianconero, e la partita di sabato scorso, con l’esterno non al top, ne è stata una conferma. In avanti invece, l’indisponibilità di Quagliarella (per gli stessi motivi che escludono Aquilani), vede la coppia-obbligata Del Piero-Iaquinta; i due spesso sono stati in ballottaggio in campionato nelle partite recenti, mentre stasera partiranno fianco a fianco.

La partita, probabilmente, sarà giocata dai polacchi con grinta e intensità, mettendola sul piano fisico e sul contropiede. Fondamentale sarà l’approccio, che la Juve, non deve sbagliare, come è successo più volte nel passato. La qualificazione fa rima con concentrazione.

Le pagelle di Juventus – Salisburgo.

nov52010

Storari 6: non deve compiere grossi interventi, ma si fa sempre trovare pronto quando è chiamato in causa.
Bonucci 6: gli avversari si presentano con poca frequenza dalle sue parti, perciò vive una serata piuttosto tranquilla.
Legrottaglie 6: amministra senza problemi le sortite offensive austriache, anche se non esce dal campo indenne, vittima di un infortunio.
Motta 5: non spinge mai e pare talvolta un corpo estraneo all’interno dello schieramento bianconero, proprio quando la squadra necessiterebbe della sua spinta; il gioco contro il Salisburgo s’è rivelato lento, compassato e senza verve sulle fasce, anche per demerito suo.
Pepe 5,5: da apprezzare il suo sacrificio in un ruolo non adatto a lui e una prova diligente come terzino, tuttavia avrebbe più spazio per attaccare ma non penetra mai all’interno della difesa austriaca togliendo vivacità alla manovra della squadra.
Giannetti n.g.: solo qualche minuto per il suo esordio in prima squadra.
Sissoko 5: completamente diverso dal leone ammirato in campionato, il maliano sembra avere la testa da un’altra parte, in quanto non trova un’esatta collocazione in campo, non ferma gli avversari e corre con affanno e poca lucidità.
Giandonato 6: sufficienza di stima per il giovane giocatore della primavera, che disputa un match diligente all’insegna della pulizia e del non sprecare palloni. Non può essere lui a cambiare il volto della squadra.
Liniero n.g.: pochi minuti per l’esordio ufficiale con la maglia della prima squadra.
Marchisio 5,5: s’impegna come sempre, ma il continuo tour de force, cui è sottoposto lo debilita fisicamente, perciò in alcuni frangenti manca della necessaria precisione, risultando così poco incisivo e propositivo.
Krasic 5,5: non è una delle sue migliori serate, infatti la Juventus non vince. Il serbo è comunque uno dei più in palla e quello che cerca di mettere maggiormente in apprensione la difesa avversaria, anche se ha pochi spunti degni di nota.
Buchel n.g.: entra per poco tempo e non incide sulla gara.
Del Piero 6: è sempre molto vivace e ha la giocata costantemente pronta. In attacco sembra fare tutto lui, anche per l’inconsistenza di Amauri.
Amauri 5: sembra un ballerino di samba che soffre il freddo di Torino e la nostalgia del clima brasiliano. Corre molto, ma è poco concreto e quando ha la palla tra i piedi sembra accarezzarla, invece di cercare di rendersi pericoloso. Molto evanescente.

Juventus – Red Bull Salisburgo 0-0. Juve rischiatutto.

nov42010

 

 

 

 

 

 

 

 

Non si capisce cosa passi nella testa di una squadra che pareggia a San Siro combattendo come un leone, e che poi si affloscia senza combattere per la qualificazione di Europa League. Tre punti contro il passaggio del turno europeo, possiamo almeno considerare i due obiettivi di ugual valore? A parte la rivalità con i rossoneri mi sembra che tre punti siano sempre recuperabili, mentre una eliminazione chiuderebbe anzitempo una competizione su cui la Juventus punta addirittura a vincere. Squadra giovane e quindi si può dire poco esperta, ma non ci si può sicuramente aspettare di associarla ad aggettivi quali rinunciataria, poco ambiziosa, statica, ecc…. Persino giocatori come Sissoko si trasformano dal campionato alla “Coppa”, giocatori che devono sfruttare ogni minuto a disposizione per cercare di mettere in difficoltà il mister al momento delle scelte, che fino ad ora sono fin troppo facili.

Proprio Momo inizia male facendosi ammonire dopo soli 12 minuti di gioco, giocandosi già il bonus che poteva sfruttare più avanti. Ma la prima emozione vera dell’incontro arriva al 17′ quando Del Piero calcia l’ennesima punizione “alla maledetta”, impegnando il portiere a respingere il pallone. Risponde il Salisburgo con un tiro dalla lunghissima distanza che non impensierisce Storari. Partita noiosa che non riesce a decollare, tanto lo stadio si entusiasma per un anticipo di Pepe sul diretto avversario. 

Krasic non dà velocità, Amauri è impalpabile, Del Piero gioca a sprazzi, Sissoko è molle, Pepe spinge poco, preoccupato più a tenere la posizione che a proporsi. La Juve si adegua alla mediocrità dell’avversario, ed è solo grazie alla sua pochezza che i bianconeri non subiscono nessuna rete con questo atteggiamento in campo. Nessuna azione vera da gol, se non sul finire del tempo quando una bella percussione di Krasic mette Alex in condizioni di tirare in porta, ma il cattivo impatto col pallone fa schizzare la sfera alle stelle. Finisce il primo tempo e la gente già si chiede se non fosse stato meglio andare al cinema.

Nella ripresa Delneri aspetta qualche minuto prima di effettuare il primo cambio, giusto per vedere che dopo tre minuti il Salisburgo si presenta con tre uomini soli a colpire di testa in area di rigore, ma fortunatamente il risultato non desta preoccupazioni. Il mister inizia a preoccuparsi e procede con i primi correttivi (per quel che può offrire la panchina): esce Giandonato ed entra Liviero che va al posto di Pepe, “liberando” Simone a spingere sulla sinistra. Cartellino giallo a Marchisio che come Sissoko poteva evitare l’ammonizione in una partita assolutamente tranquilla. Buona fase dei bianconeri che partono tre contro tre in contropiede, Amauri fa la sponda per Sissoko che però conclude troppo centrale, per la facile parata del portiere. Esce Krasic per un risentimento muscolare, e la Juve perde molta vivacità in avanti, anche se non era il miglio Krasic della stagione. Al suo posto entra Buchel.

Al 75′ Storari controlla un diagonale insidioso che esce di poco a lato. Con la sostituzione di Pepe per Giannetti, la Juventus si sbilancia ancora di più in avanti, disponendosi in un 4-3-1-2 con Del Piero dietro ad Amauri e Giannetti. Dieci minuti buoni in cui si deve dare tutto. Invece rischiamo la beffa quando un minuto più tardi il Salisburgo spreca una grande occasione di testa davanti a Storari. Finisce con un pessimo pareggio, aggravato dagli infortuni di Krasic e Legrottaglie (che accompagnano il periodo poco fortunato sotto l’aspetto fisico), e dalla sconfitta del Manchester City che infoltisce le candidate del passaggio del turno del nostro girone.

Prepartita Juventus – Salisburgo. Formazioni e curiosità.

nov42010

Sappiamo tutti che Delneri è un bravissimo allenatore, ma nel caso della Juve di questi giorni può non essere sufficiente. Per poter schierare col Salisburgo una formazione di undici giocatori, si dovrebbe ricorrere alla magia. Già, perché i giocatori della Juventus (esclusi i primavera) disponibili per la partita di Europa League sono 9: Storari (unico portiere, anche Manninger dovrà stare fermo un mese), Bonucci, Legrottaglie (Chiellini non ha recuperato), Motta, Pepe (costretto a giocare terzino sinistro), Marchisio, Krasic (non squalificato in Europa), Del Piero ed Amauri. E come se non bastasse, anche Melo e Sissoko (gli unici due centrali disponibili, perché anche Aquilani, come Quagliarella, non è disponibile per l’Europa League) hanno accusato problemi fisici e non sono stati neanche convocati. Ecco perché si pensa al reintegro di Brazzo e Grosso (a partire comunque dal campionato, perché non fanno parte della lista Uefa), ma soprattutto al mercato: si parla di Beck, biondo e giovane terzino dell’Hoffeneim, ma anche di Bonera, Zaccardo, Bovo e Glehn Jonshon. Qualche volto nuovo a gennaio sicuramente ci sarà.

Certo sarà invece l’utilizzo di almeno due della primavera dal primo minuto, ed entrambi a centrocampo, visto che Pepe farà il ruolo di terzino sinistro. Sicuro sarà l’impiego di Giandonato (qualche minuto per lui anche l’anno scorso con Zac) al centro, e di uno tra Camilleri e il giovane Filippo Boniperti, di cui si parla benissimo, che vorrebbe seguire la carriera del nonno. Nel caso dell’ingresso di quest’ultimo, Marchisio sarà spostato come centrocampista centrale (com’è molto probabile) e Boniperti giocherà invece a sinistra.

Nonostante tutto, però, la Juve deve vincere, perché dopo tre pareggi in Europa, se non si vuole rischiare la qualificazione, servono assolutamente i tre punti. Il Manchester City infatti è scappato a 7 punti, e il Lech Poznan (che comunque giocherà domani proprio con gli inglesi) ne ha uno in più di noi. Ecco perché non si può sbagliare come due settimane fa in Austria, si deve vincere con l’ultima in classifica e riagguantare almeno il secondo posto, per poi giocarci tutto negli ultimi due scontri diretti. Perché, come ha detto Delneri “questa squadra ha dimostrato di dare il massimo quando è in difficoltà”.

L’avversario, infatti, non è dei più ostici; poteva capitare di peggio, ma si diceva la stessa cosa nel match di andata, poi finito con uno striminzito 1-1. Il Salisburgo gioca palla a terra, e presenta una minaccia nell’esterno sinistro Svento, già a segno all’andata. E non si può poi non ricordare una vecchia conoscenza del nostro calcio, quel difensore centrale Afolabi, poco più di una meteora nel Napoli nel 2000.

Ma, nonostante tutto, gli austriaci sono in grande difficoltà nel loro campionato e in coppa, dove l’unico punto, però, l’hanno ottenuto proprio contro di noi. Bisogna, per vincere, anzitutto non sbagliare l’approccio alla gara, poi essere aggressivi e compatti, e imporre il nostro gioco sugli avversari, cercando di colpire col recupero di Krasic, la classe di Del Piero e la voglia di Amauri, non ancora in condizione, ma desideroso di tornare al gol.

Una motivazione in più potrebbe derivare dalla notizia che tifosi granata saranno allo stadio a tifare Red Bull, naturalmente per gufare contro i bianconeri ed esortare i proprietari del Salisburgo a comprare anche la loro squadra. Una cosa positiva per loro ci sarebbe: i tifosi del Torino finalmente potrebbero guardare dal vivo una squadra vera…

Le pagelle di Salisburgo – Juventus.

ott222010

Manninger 7: compie alcuni interventi di ottimo livello e prontezza di riflessi che evitano la sconfitta.
De Ceglie 6,5: buona prova per lui sulla fascia, in quanto riesce finalmente ad attaccare gli spazi, spingendosi verso il fondo e proponendo ottimi cross per i compagni. Dal suo pallone in mezzo nasce il pareggio Juve.
Grygera 5: è molto statico sulla sua fascia, in quanto non riesce ad essere propositivo e si fa spesso saltare dagli avversari come in occasione del vantaggio dei padroni di casa.
Motta n.g.: solo pochi minuti in campo.
Chiellini 6: fatica a guidare la difesa, in quanto viene spesso lasciato solo dai compagni della fascia, tuttavia se la cava come sempre in maniera egregia.
Bonucci 5,5: anche lui fa molta fatica nel suo compito. E’ sempre un gradino sotto a Chiellini nelle prestazioni.
Martinez 5: non un buon rientro per lui, in quanto appare poco in forma e inconcludente. Sempre estraneo al gioco della squadra, si muove come un pesce fuori d’acqua in un riolo non suo. In questo momento la pachina è la sua posizione ideale.
Felipe Melo n.g.: entra al posto di Martinez, ma non incide. 
Pepe 5,5: anche lui non si fa notare, in quanto non riesce a saltare mai il diretto avversario.
Krasic 7: salva la squadra ancora una volta. Con lui in campo, la Juventus sembra un’altra squadra. Il serbo non si limita a saltare l’uomo che ha di fronte, ma spesso mette in grossa difficoltà tutta la difesa avversaria. Segna un gol bellissimo e sfiora quello della vittoria.
Sissoko 5,5: distratto e poco attivo, risulta molto molle sulle gambe. Non fa filtro e recupera pochi palloni.
Marchisio 6: se la cava bene in cabina di regia, in quanto dà sicurezza ai propri compagni e guida il ritmo del gioco. 
Amauri 5: risulta molle e fuori condizione, nonostante la sua consueta voglia di mettersi in mostra che non è però supportata da lucidità e freddezza.
Del Piero 6: sempre attivo e pericoloso, il capitano tiene in apprensione la difesa avversaria, anche se stavolta non riesce a colpire.