Categoria: Società

Inaugurazione stadio, inizia una nuova era.

set92011

 

 

 

 

 

 

 Il rivoluzionario stadio della Juventus è stato inaugurato ieri sera, in una magica notte che ha commosso milioni di tifosi bianconeri. Una splendida cornice architettonica (quella dello stadio), unita ad fantastica coreografia (degna di una cerimonia olimpica), hanno strabiliato i fortunati presenti e tutti coloro che hanno seguito la lunga diretta (ahimè solo su SKY e sul canale Cielo), dell’importantissimo evento. Difficile immaginarsi una cerimonia inaugurale così elegante, ma anche commovente, organizzata da Marco Balich (già ideatore di Torino 2006), all’insegna della storia, per lanciare il futuro, passando inevitabilmente dal ricordo delle vittime dell’Haysel. Le luci, il fuoco, i colori, hanno emozionato gli spettatori sopratutto nella fase notturna quando la panchina dove fu fondata la Juventus da un gruppo di studenti, è scesa magicamente sul campo, accompagnata dalle note di un pianoforte, e trovando sul terreno di gioco Giampiero Boniperti e Alessandro Del Piero ad aspettarla. Toccante l’incontro tra questi due mostri sacri della storia juventina, così come la parata delle 50 stelle presentate da Linus di Radio DeeJay, che hanno ripercorso la leggenda dei nostri colori: da Scirea a Senimenti IV (91 anni!), a Bettega, da Causio, a Ferrara, passando per Michel Platini (purtroppo solo un videomessaggio per lui). Importante e commosso anche il ricordo di Gianni e Umberto Agnelli, che ha suscitato una spontanea standing ovation di tutto lo stadio.

Già ma come è apparso al pubblico questo impianto? Entusiastici tutti i commenti per questa struttura funzionale, avveniristica, e tagliato su misura per il calcio; bella anche l’idea di incorporare le panchine all’interno delle tribune, per essere a maggior contatto con il pubblico dello stadio. La nuova struttura “lancia” la Juventus verso una nuova era, basata su investimenti importanti, sull’autofinanziamento, sulla fidelizzazione del tifoso, e la rilancia invece dal punto di vista sportivo. Ma sono ancora due le “sorprese” da svelare prossimamente. La prima è legata al nome dello stadio, che non potrà essere nè un’azienda concorrente della Fiat, nè una concorrente alla Nike, attuale sponsor tecnico della squadra. La seconda invece è legata alla futura inaugurazione del museo Juventus, ancora in fase embrionale, ma che promette di essere uno dei musei calcistici più importanti al mondo.

Il bluff di Marotta.

giu92011

L’ennesima farsa di mercato si sta profilando all’orizzonte. Non ci riferiamo ad un acquisto inseguito per mesi e poi sfumato, come successe ad esempio per Dzeko. Pensiamo piuttosto ad una campagna acquisti che era stata annunciata in pompa magna, con tanto di tesoretto da 100 milioni, tutti da spendere. E così, dopo aver trattato Inler, Sanchez, Tevez, e chissà quanti altri sottobanco, la Juventus rischia di farseli scappare tutti. Inler è ormai del Napoli, manca solo l’ufficialità. Persino i partenopei ci battono a livello economico, alla faccia dei grandi investimenti annunciati da Elkann e Agnelli. Sanchez dovrebbe accasarsi a Barcellona, visto che quella degli spagnoli è di gran lunga l’offerta migliore. Per Tevez… beh, se non sono riusciti a pagare Inler, mi suona difficile vederlo in bianconero.

Ma allora dove stanno i progetti di una grande squadra? “Puntare sulla qualità”, si era detto. Ma i campioni hanno un costo, e non puoi pensare di prenderli a parametro zero, oppure che vogliano venire alla Juve solamente per vestire la casacca a righe, rinunciando ai soldi, alle coppe, a lottare per qualcosa di importante. Eppure Marotta si era sbilanciato dicendo che tutti i giocatori contattati avevano risposto “presente” alla Vecchia Signora. Forse si riferiva solamente a Pirlo e Pazienza? Suvvia Marotta, abbi pazienza e non farci passare per pirlo.

Grazie.

Tempo di Aguero.

mag302011

Da corso Galileo Ferraris corre voce che entro la prima settimana di giugno la Juventus avrà il suo bomber. Trapela la data, ma non il nome del prescelto. I tempi della Juve, però, coincidono in modo curioso con quelli dell’entourage di Aguero. Proprio il padre del bomber ha affermato che entro 10-15 giorni tutto dovrebbe risolversi. Inoltre la dirigenza dell’Atletico Madrid, afferma che l’unica squadra ad aver fatto un’offerta concreta per Aguero sia la Juve, ora bisogna solo sperare che l’Atletico accetti l’ offerta che sicuramente sarà inferiore alla richiesta del club spagnolo: 45 milioni. Intanto dall’Inghilterra giunge voce che Tevez abbia rifiutato un’offerta della Juventus; la voce però è stata smentita dai dirigenti bianconeri che pochi giorni fa hanno affermato che tutti i campioni da noi contattanti hanno dato il loro consenso: anche se le vittorie non arrivano più, il fascino bianconero si è conservato.

Mancini ha confermato che Tevez resterà al City, così come Dzeko. Invece, l’attaccante del Real Madrid, Karim Benzema, è sicuro della sua permanenza a Madrid, pur non essendo molto gradito da Mou.
Quindi l’ attaccante più vicino alla corte della Vecchia Signora sembra essere (fortunatamente) Sergio Aguero e l’ ipotesi è rafforzata dal recente incontro tra gli agenti di Aguero e Beppe Marotta.

Il punto sul mercato della Juve.

mag182011

Esattamente due anni fa, nel magio 2009, scrivemmo su queste pagine “Antonio Conte vicinissimo alla Juve“. Non era l’ennesima bufala di mercato, ma l’ex capitano era stato veramente ad un passo dalla panchina bianconera, salvo poi essere scartato all’ultimo istante da Blanc. Ma dopo i vari Benitez, Capello, van Gall, Spalletti e Mazzarri, è ancora lui il nome più caldo per giudare la Juventus la prossima stagione. La storia di Antonio Conte e della Juventus è destinata prima o poi ad incrociarsi, per un sacco di motivi. Il giovane tecnico mi sembra l’uomo giusto per guidare la squadra, visto anche l’appoggio incondizionato di tutta la tifoseria, al contrario di tutti i precedenti mister. Bisognerà però attendere la fine del campionato per avere delle certezze, dal momento che la società pare abbottonata nel suo silenzio, per rispettare il lavoro di Gigi Delneri.

Ad ogni modo, possiamo sperare dopo tanti anni, di riavere un campione vero in campo l’anno prossimo. Marotta aveva detto che quest’anno avremmo fatto un mercato come si deve: meno giocatori, più qualità. E così sarà: Pirlo, Ziegler e Pazienza (tre svincolati) non fanno parte dei campioni promessi da Marotta, ma sono ottimi rinforzi. I colpi di mercato saranno altri. Bastos, ormai bianconero, aspetta solo il passaporto francese per poi firmare con la Juve. Beck e Lichtsteiner per la difesa, con Montolivo o Aquilani per il centrocampo (se il riscatto di quest’ultimo si ridurrà sensibilmente). Il vero sforzo economico sarà fatto in attacco: si seguono Benzema e Aguero, senza dimenticarsi di Tevez; ieri i dirigenti bianconeri al completo, hanno incontrato in sede il procuratore di Aguero e Sissoko. Non serviva certamente un summit per trattare la cessione del maliano, al contrario invece dell’acquisto dell’argentino, per il quale bisogna trovare un’alternativa alla clausola di rescissione fissata intorno ai 45 milioni di euro.

Qualche giorno fa Marotta ha incontrato anche il presidente del Real Madrid, e tra i due è nata un’alleanza che non può altro che farci piacere: al Real interessano Sissoko, Melo, Amauri e Chiellini. Niente da fare per Chiello, che resterà alla Juventus, per gli altri invece glieli possiamo portare anche a piedi. Le richieste juventine invece sono dirottate verso Karim Benzema, Diarra e Gago. Perez vorrebbe trattenere Benzema, ma Mourinho non ha intenzione di puntare su di lui a causa di limiti caratteriali; per questo motivo potrebbe essere ceduto. Diarra e Gago sarebbero molto utili, visto che con l’arrivo di Pirlo avremmo bisogno di un grande incontrista in mezzo al campo. Nel frattempo Marchisio ha rinnovato fino al 2016, sperando di vederlo giocare qualche partita nel suo ruolo ideale anzichè sempre più relegato sulla fascia. 

La carne al fuoco c’è, speriamo che qualche bistecca venga cotta.

Agnelli: forse la Juve fuori dalla Lega.

mag122011

Ha fatto discutere l’uscita del presidente bianconero Andrea Agnelli, che nella bagarre della spartizione dei diritti televisivi ha prospettato una ipotetica uscita della squadra di Torino dalla Lega Calcio. Il punto, a mio modo di vedere, non è legato troppo agli ultimi accadimenti dei diritti tv, ma questa rappresenta solo l’ultima goccia di tutto ciò che ha subìto la Juve in questo ultimo quinquennio. Per valutare se la scelta potrebbe essere giusta e giustificata, non possiamo che ignorare i prodromi. Nel 2006 avvenne qualcosa di inspiegabile: la Juventus campione d’Italia, dopo aver dominato il campionato italiano, perde d’ufficio lo scudetto, che viene assegnato alla squadra di Moratti. Il motivo è tutt’oggi incerto. Si “mormora” che Luciano Moggi avesse un ottimo rapporto con gli arbitri e che con ingenti somme di denaro sia riuscito ad ottenere favori, partita dopo partita (vorrei che si cogliesse la sottile ironia con cui si accostano decisioni di un certo peso, con il fatto che ancora le prove schiaccianti non esistano). Strano che la squadra più forte del mondo (e dico “più forte del mondo”), avesse bisogno di “rubare” le partite per vincere, e soprattutto, strano che Moggi e la Juventus siano stati condannati per accuse ritrattate in diverse occasioni davanti agli stessi giudici e p.m., quando nel contempo, i veri ladroni si divertivano a chiedere agli arbitri di sfavorire la Juventus in ogni gara.

Strano soprattutto che lo scudetto sia andato all’Inter, terza in classifica a 15 punti dalla Juventus. Già, perchè all’ improvviso neanche il Milan era più pulito. Ecco le parole di Moratti dopo aver ottenuto lo scudetto sudato sul campo dai nostri giocatori: “Provo piena soddisfazione per l’assegnazione del titolo alla societá e alla squadra che si è comportata correttamente”. A fargli eco fu il presidente Giacinto Facchetti: “Questo è lo scudetto della correttezza e del rispetto delle regole. Uno scudetto ottenuto da una squadra che ha dimostrato di avere forza tecnica e spirito importanti. È uno scudetto che arriva nel momento in cui il calcio italiano ha deciso di mettere al centro di tutto la questione etica. Per questo motivo è uno scudetto che ha un doppio significato”.

Vede, caro Moratti, parlare di giustizia e lealtà non fa per lei, e neanche per la Figc. Naturalmente non c’è da stupirsi sentendo le affermazioni di Agnelli che non boccia un uscita della Juventus dalla Serie A per sbarcare in Inghilterra o in Francia. Per QUESTI motivi la Juventus farebbe bene ad allontanarsi dal calcio italiano. Per giustizia, non per diritti televisivi.

Forse inizia la svolta: Blanc si è dimesso.

mag112011

La Juve è arrivata al momento più delicato del dopo calciopoli. No, non è la rincorsa all’ennesimo sogno Champions, bensì la programmazione della prossima annata, quella che dovrebbe portare finalmente ad una campagna di rafforzamento concreta. Via Delneri (solo questione di giorni per l’ufficialità), via molti brocchi comprati a suon di soldoni, ed inizio della ristrutturazione societaria. Jean Claud Blanc, già direttore generale e amministratore delegato in una delle gestioni più fallimentari della storia della Juventus, porge le dimissioni dall’attuale carica societaria, per dedicarsi a tempo pieno al progetto del nuovo stadio. Quale notizia migliore di rinnovamento! L’ultimo residuato della nuova triade Cobolli Gigli – Secco – Blanc, si è arreso alla propria coscienza, togliendosi dal quadro operaivo della Juventus, relegandosi ad un ruolo marginale, più vicino all’aspetto amministrativo che sportivo.

Il dubbio se la scelta sia stata fatta proprio da Blanc, oppure se siano state dimissioni “indotte”, non ci è dato sapere, e forse non si saprà mai. Quello che conta è che in questo momento servono più Nedved e meno Blanc, più competenza e meno “aria fritta”, più voglia di vincere che pubbliche relazioni.

Highlander.

mag62011

 

 

 

 

 

 

 

L’assurda telenovela è finita. Del Piero e la Juventus FC continueranno il loro matrimonio fino al 30 giugno 2012. Basterebbero queste poche righe per annunciare il rinnovo di contratto con cui Alex ha inteso proseguire la sua immensa carriera a Torino. Invece, c’è da dire qualcosa in più. Innanzi tutto, il retroscena, svelato da Andrea Agnelli, il quale già da gennaio aveva lasciato al capitano carta bianca per dare a fine stagione le sue “sensazioni” sul proseguimento della carriera. Diamo atto quindi al Presidente di aver rispettato Del Piero e ciò che rappresenta per il nome Juventus. Inoltre, diamo anche credito di aver trovato la giusta sede per mettere in calce le firme sul contratto: il nuovo stadio della Juve. Già, perchè così facendo, Andrea Agnelli ha fatto un gesto estremamente simbolico: nei lavori di costruzione di una struttura epocale, sia per la maglia bianconera che per il calcio italiano, “posare” una pietra fondamentale rappresentata dalla firma di Del Piero, vero anello di congiunzione tra la gloriosa storia juventina che fu, e quella altrettando gloriosa che dovrà essere. Un po’ come dire: “tu sei Pietro, e su questa pietra formerò la mia Chiesa…“. Non a caso, Alex ha dichiarato di voler vedere la terza stella sul petto prima di lasciare il calcio. Sia fatta la sua volontà.

Alex e il rinnovo.

apr292011

La dirigenza continua a posticipare il rinnovo del contratto di Alessandro Del Piero, e il capitano, per il momento, non ha la certezza che il matrimonio con la sua Signora possa durare. Davvero imbarazzante che a 36 anni, 18 dei quali passati onorando la squadra della famiglia Agnelli, non abbia ancora firmato per il rinnovo, nonostante abbia ribadito più volte la volontà di restare alla Juventus. Un capitano con 673 presenze e 283 goal con la stessa maglia, apprezzato per le sue qualità umane, per la sua educazione e per il senso di responsabilità che lo ha sempre contraddistinto, non può “elemosinare” il rinnovo del contratto. L’ultimo incontro con Marotta è servito solo a scambiare alcuni documenti, ma la situazione sembra pian piano trovare una via di uscita; Alex ha voglia di continuare a giocare con l’unica maglia da lui sempre amata e, per farlo, sarebbe disposto anche a firmare in bianco. Infinito Alex!

L’accordo sembra trovato: un milione a stagione (da raddoppiare in caso di scudetto), e l’infinita storia d’amore con la Vecchia Signora potrà continuare per almeno un altro anno. La dirigenza però non ha gradito il videomessaggio del capitano, a differenza dei tifosi, che invece si sono sentiti ancora più fieri del loro capitano. Inspiegabile questa telenovela che invece dovrebbe essere un vanto vero e proprio per una squadra che annovera un giocatore unico nel panorama nazionale e addirittura mondiale. Ecco infatti i record detenuti dal capitano bianconero, destinati ad aggiornarsi domenica dopo domenica:

Record di presenze in partite ufficiali in assoluto: 673
Record di presenze in campionati italiani: 486
Record di presenze in Serie A: 451
Record di presenze nelle competizioni UEFA per club: 129
Record di presenze nelle competizioni internazionali per club: 130
Record di marcature in partite ufficiali in assoluto: 284
Record di marcature in campionati italiani: 204
Record di marcature in Serie A: 184
Record di marcature in Serie B: 20
Record di marcature nelle competizioni UEFA per club: 53
Record di marcature nelle competizioni internazionali per club: 54
Record di marcature in una singola edizione della UEFA Champions League: 10
Record di marcature in nazionale come giocatore della Juventus Football Club: 27
Record di stagioni da capitano della Juventus Football Club: 10

Se questo è poco….

Consigli per gli acquisti.

apr282011

Secondo alcune indiscrezioni, la Juventus avrebbe incontrato Carlitos Terez a metà aprile. Il giocatore, avvistato a Milano con la fidanzata, avrebbe incontrato i dirigenti della Juventus, ma non ne è nata una trattativa; sembra che Tevez non arriverà a Torino senza Champions, e la concorrenza dell’Inter resta comunque alta. Ciò significa che la Juventus ha nomi importanti sull’agenda, e non si fa problemi a cercare giocatori blasonati, pur consapevole del ruolo “marginale” sul piano internazionale. Che Elkann abbia deciso di riportare la Juve dove le spetta? Noi abbiamo due campioni da proporgli, gente che può scrivere capitoli di storia:

Neymar, 35 milioni, classe 1992, considerato da Pelè il suo erede. Molto rapido e con un ottimo dribbling, può giocare sia da seconda punta che da ala.
Hazard -23 milioni,classe 1991, nominato da ben due anni miglior giovane della Ligue 1. Consigliato anche da Zidane che lo considera il suo successore.

Caro John, vista la competenza con cui sono state fatte le ultime campagne acquisti, ti abbiamo trovato Pelè e Zidane per 58 milioni: noi mettiamo i nomi, tu metti “soltanto” i soldi.

La voce del tifoso.

apr252011

Tifosi infuriati e delusi. Mercato disastroso, stagione fallimentare, volti spenti. Questa è la nuova Juventus, la Juventus targata John Elkann. Altro che operazione simpatia. Eppure qualcosa di diverso rispetto all’anno scorso c’era. La speranza che la rotta potesse cambiare con un Agnelli a bordo, era concreta. E invece tutto svanito, i tifosi juventini non sperano più, non sognano, perchè a sognare si rimane ancora più delusi.

Ormai quando si leggono titoli di giornale come ” Tevez vicino alla Juve” o “Juve su Rossi“, viene da ridere al tifoso gobbo, e giustamente. Poi escono fuori nomi di giocatori sconosciuti, presunti attaccanti da 3 goal a stagione, e lì capisce che è più probabile l’arrivo di un Martinez piuttosto che di un Dzeko. Così non rimane altro che protestare, contestare, far sentire la propria voce. Due anni fallimentari bastano per capire che si sta sbagliando tutto. Per un mercato all’altezza della Juventus, servono i BIG, che, se vogliamo mettere i puntini sulle “i”, non bisogna cercare solo con passaporto italiano. Non a caso, i talenti della Serie A sono: Ibrahimovic, Pato, Eto’o, Pastore, Sanchez, Cavani.. Qui la Juventus ha bisogno di costruirsi una squadra, poi magari si penserà all’ital-Juve. Lo stadio nuovo rischia di rimanere vuoto ed Elkann rischia di ferirsi dove gli fa più male: nelle tasche. Per intenderci, se arrivasse anche Gilardino, non vendete Buffon, altrimenti la Nazionale 2006 non sarà al completo.

Ma ricordate che chi è rimasto con la Juventus in B, al settimo posto, in Europa League, dopo i 3 goal subiti dal Napoli, dopo la doppietta di Giovinco, dopo l’autogol di Bonucci, dopo i discorsi insensati della dirigenza, l’ha fatto per amore della Signora, non per vederla morire.