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	<title>juventus supporters, il blog dei tifosi bianconeri.</title>
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	<description>juventus supporters, blog della juve e dei tifosi</description>
	<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 16:46:30 +0000</pubDate>
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		<title>Prepartita Juventus- Sampdoria. Formazioni e curiosità.</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 16:46:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo l’assaggio della prima giornata, e la conseguente pausa per le nazionali, è nuovamente tempo di Serie A. E’ arrivato anche il momento per la Juventus di passare dalle parole (tante), ai  fatti. Se solo due settimane fa si faceva appello alla pazienza e alla fiducia nel lavoro a lungo termine di Delneri; domenica scorsa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo l’assaggio della prima giornata, e la conseguente pausa per le nazionali, è nuovamente tempo di <strong>Serie A</strong>. E’ arrivato anche il momento per la <strong>Juventus</strong> di passare dalle parole (tante), ai  fatti. Se solo due settimane fa si faceva appello alla pazienza e alla fiducia nel lavoro a lungo termine di <strong>Delneri</strong>; domenica scorsa invece, gran parte dei tifosi juventini ha già perso la sua tranquillità. Dopo due giornate potremmo già trovarci a rincorrere e a cercare di colmare un gap di quattro punti con le squadre sopra di noi. Bisogna trovare, se non col bel gioco, qualche modo per fare risultato. Già, perchè la <strong>Sampdoria</strong> è un avversario piuttosto arcigno: quarta nello scorso campionato grazie al duo <strong>Cassano  - Pazzini</strong>, che già in avvio di campionato e in nazionale ha ribadito ancor più il suo valore. <strong>Samp</strong> anch&#8217;essa avanti nella preparazione (per aver affrontato i preliminari di Champions League), e quindi potenzialmente capace di concludere la partita senza imbarazzanti cali fisici. Squadra collaudata, ma allo stesso tempo poco prevedibile, per via del bravo e giovane neo allenatore<strong> Di Carlo</strong>, che deve applicare il suo nuovo credo tattico senza alterare fortemente i meccanismi e gli automatismi della squadra che era di <strong>Delneri</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il potenziale dei blucerchiati passa, neanche a dirlo, in un attacco da sogno che adesso (quasi) tutti vorrebbero: genio, talento e forza fisica. <strong>Cassano &amp; Pazzini</strong> saranno coadiuvati da <strong>Guberti</strong>, ala pura reinventata da <strong>Di Carlo</strong> come centrocampista offensivo. Poi la linea mediana guidata da capitan <strong>Palombo</strong>, uno dei migliori nel suo ruolo, affiancato da Semioli e Dessena, che rimpiazzano gli infortunati Poli, <strong>Tissone</strong> e <strong>Sammarco</strong>. In difesa il tanto desiderato (dalla <strong>Juve</strong>) <strong>Ziegler</strong> a sinistra, e la coppia che ora è entrata anche nel giro della nazionale, <strong>Lucchini e Gastaldello</strong>, con l’esperto <strong>Zauri</strong> a destra. Le condizioni di <strong>Pazzini e Guberti</strong> comunque preoccupano, e potrebbero essere sostituiti da <strong>Mannini e Pozzi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qualche problema ovviamente anche in casa Juve: dal &#8220;degente&#8221; di lungo corso <strong>Buffon, ad Amauri e Martinez, </strong>con i convalescenti <strong>Aquilani, Iaquinta e Traorè</strong> pronti per entrare ma non in perfetta forma. Dubbi quindi per centrocampo e attacco, con <strong>Lanzafame - Pepe</strong> in ballottaggio a sinistra, e <strong>Aquilani - Marchisio</strong> in mezzo al campo. Per il resto, <strong>Motta, Bonucci e Chiellini</strong> che rappresentano il nuovo che avanza, con <strong>Krasic, Aquilani, Sissoko, Pepe</strong>, e la conferma di <strong>Quagliarella</strong> in attacco insieme a <strong>Del Piero.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da un punto di vista tattico, i bianconeri dovranno cercare, come ha detto lo stesso <strong>Delneri</strong>, di allargare maggiormente il gioco sulle fasce, che fino all&#8217;anno scorso è stato il marchio di fabbrica di <strong>Delneri</strong> e la cosa che più è mancata alla <strong>Juve</strong> in queste stagioni. Fondamentali saranno la spinta di <strong>Motta</strong> a destra e le geometrie di <strong>Aquilani</strong> a centrocampo, mentre<strong> Felipe Melo</strong> avrà il duro compito di fermare il tuttofare <strong>Palombo</strong>. Sul talento di <strong>Cassano e Pazzini</strong>, è inutile espimermi. Non si può non accennare, infine, ai tanti ex e le tanti relazioni di mercato che intercorrono tra queste squadre: da <strong>Marotta, Delneri e Paratici</strong> (cuore e mente della <strong>Samp</strong> fino alla passata stagione), a <strong>Storari</strong> (ex <strong>Samp</strong>, ora alla <strong>Juve</strong>), passando dal poker d’assi <strong>Cassano-Pazzini - Palombo - Ziegler</strong>, oggetti di desiderio della <strong>Juventus</strong>.</p>
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		<title>Il legame Juve - Nazionale.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 07:34:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da sempre Italia significa Juve e Juve significa Italia. Non che nella squadra bianconera non ci siano stati (e non ci siano tutt’ora) stranieri che sono stati campioni militanti nelle loro nazionali, ma il legame azzurri - bianconeri è sempre stato molto forte e coincidente con i più grandi successi azzurri. Persino la seconda maglia della Juventus di quest’anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.juventussupporters.it/wp-content/uploads/2010/09/nazionale-juventus.jpg"  rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-2304" title="WORLD CUP GERMANY 2006" src="http://www.juventussupporters.it/wp-content/uploads/2010/09/nazionale-juventus.jpg" alt="" width="340" height="470" /></a>Da sempre <strong>Italia significa Juve e Juve significa Italia</strong>. Non che nella squadra bianconera non ci siano stati (e non ci siano tutt’ora) stranieri che sono stati campioni militanti nelle loro nazionali, ma il legame azzurri - bianconeri è sempre stato molto forte e coincidente con i più grandi successi azzurri. Persino la seconda maglia della <strong>Juventus</strong> di quest’anno porta il tricolore al centro del petto! La <strong>Juve</strong> è stata &#8220;fornitrice&#8221; della nazionale nei momenti felici, nelle Italie Mondiali del dopoguerra, dell’82 e del 2006, e nei momenti tristi, come nelle sfortunate esperienze di <strong>Donadoni</strong> e di <strong>Lippi bis</strong>. Spesso una forte <strong>Juve</strong> significava una forte nazionale, una modesta <strong>Juve</strong> un’umile nazionale. E per ricominciare dopo la pessima annata, <strong>Marotta</strong> ha deciso di creare una squadra che ha come probabili titolari otto o nove italiani su undici. Del resto, anche la sua <strong>Samp</strong> era composta da dieci italiani. Anche nelle ultime due apparizioni per le qualificazioni europee del nuovo corso di <strong>Prandelli</strong>, ne sono stati convocati solo quattro, anche se bisogna ricordare che ci sono stati degli infortunati (dal capitano <strong>Buffon a Marchisio ed Amauri</strong>), e che il blocco <strong>Juve</strong> resta comunque un gruppo di  ben oltre dieci giocatori. Quattro juventini possono sembrare pochi rispetto al passato, soprattutto pensando che solamente due (la coppia centrale <strong>Bonucci-Chiellini</strong>) partono titolari fissi, e che l&#8217;esterno di centrocampo Pepe (che ha raccolto la pesante eredità di <strong>Causio, Bruno Conti, Domenghini, Donadoni e Camoranesi</strong>), non si è mai dimostrata all’altezza, tant&#8217;è nella prima partita contro <strong>l’Estonia</strong> è stato bocciato da <strong>Prandelli</strong>. La consolazione arriva appunto dal duo <strong>Bonucci-Chiellini</strong> che salvo sorprese dovrebbero essere la nuova coppia centrale del futuro. Di <strong>Chiellini</strong> si è già detto molto: giocatore giovane ma già esperto nel suo ruolo. L’ex giocatore del <strong>Bari</strong> invece si sta confermando, oltre che calciatore dai piedi buoni e dalla grande personalità, anche goleador, con due reti in cinque apparizioni azzurre e un gol con la maglia bianconera. Numeri da attaccante.</p>
<p style="text-align: justify;">E infine, un altro timbro della presenza juventina è arrivato da <strong>Fabio Quagliarella</strong>. Il neo bianconero (che non parte però mai titolare), è riuscito con un tocco sottoporta a realizzare il gol del 4-0. Sicuramente <strong>Fabio</strong> sarà un pezzo importantissimo per <strong>Prandelli</strong>, in quanto il giocatore è molto poliedrico e può risultare utile in molte situazioni tattiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, dopo la figuraccia del mondiale, con i giocatori di <strong>Zaccheroni</strong> alla pubblica gogna, i bianconeri sono ora come sempre il nuovo punto di partenza per ridare vigore alla nazionale e al calcio italiano.</p>
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		<title>Alcune considerazioni sull&#8217;intervista a Delneri.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 10:02:56 +0000</pubDate>
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E’ un Delneri prudente, ma allo stesso tempo positivo e ottimista. In qualunque circostanza il mister non lesina a buttare acqua sul fuoco delle critiche verso la campagna acquisti e verso le carenze qualitative della squadra. Una formazione rivoluzionata nel modulo e negli uomini, per alcuni incompleta, soprattutto in attacco, dove manca quel giocatore in grado di fare davvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.juventussupporters.it/wp-content/uploads/2010/09/gigi-delneri.jpg"  rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-2301" title="gigi-delneri" src="http://www.juventussupporters.it/wp-content/uploads/2010/09/gigi-delneri.jpg" alt="" width="500" height="307" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;">E’ un <strong>Delneri</strong> prudente, ma allo stesso tempo positivo e ottimista. In qualunque circostanza il mister non lesina a buttare acqua sul fuoco delle <strong>critiche verso la campagna acquisti</strong> e verso le carenze qualitative della squadra. Una formazione rivoluzionata nel modulo e negli uomini, per alcuni incompleta, soprattutto in attacco, dove manca quel giocatore in grado di fare davvero la differenza. Le scelte di mercato sono prese in sintonia con le decisioni di <strong>Marotta</strong>, <strong>ma ciò non deve ingannare</strong>. Per &#8220;sintonia&#8221; intendiamo che il tecnico accetta di buon grado ciò che gli viene dato o tolto, tant&#8217;è che nel caso di <strong>Diego</strong> si legge tra le righe che la cessione non è stata fatta per un aspetto tecnico - tattico (quindi derivato da sue valutazioni), ma che l&#8217;operazione è un aspetto economico - societario (quindi leggasi <strong>Marotta - Agnelli</strong>). <strong>Fabio Capello</strong> non lo avrebbe mai permesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Delneri</strong> ha avuto un approccio molto propositivo alla nuova avventura. Innanzi tutto perchè la <strong>Juventus</strong> rappresenta <strong>l&#8217;occasione della vita</strong> per tutti, e poi perchè l&#8217;allenatore è uno che crede <strong>nel lavoro e nella possibilità di plasmare la squadra</strong> e i giocatori secondo il proprio credo calcistico. E qui alla <strong>Juve</strong> il lavoro da fare non manca. Lo scetticismo che lo circonda infatti, sembra non scalfirlo neppure quando sono gli stessi tifosi a storcere il naso; ma lui pensa &#8220;solo a lavorare a testa bassa&#8221;, perchè alla lunga il lavoro paga (quasi) sempre. Così come rimbalza lo scetticismo che aleggia intorno alla squadra, dicendo che &#8220;<strong>i suoi giocatori non li cambierebbe con nessun altro&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Piace molto il valore che <strong>Delneri</strong> vuole ridare alla maglia bianconera, all&#8217;importanza e al rispetto che tutti devono avere indossando o affrontando la casacca della <strong>Juve</strong>. Fa scalpore infatti come diversi giocatori abbiano rinunciato troppo facilmente al corteggiamento di <strong>Marotta</strong> (<strong>Borriello, Di Natale</strong>&#8230;), anche se il tecnico pone giustamente l&#8217;accento su fattori legati a questioni non riconducibili ad un &#8220;no&#8221; riferito solo alla destinazione del giocatore. Così come piace anche la volontà di recuperare la mentalità vincente che è stata nel DNA di questa squadra fino alle note vicende di <strong>Calciopoli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune perplessità le riscontriamo invece sulla questione difesa, dove a proposito di <strong>Traoré e Rinaudo</strong>, risponde che servivano i giocatori giusti per completare il reparto senza alterare le gerarchie esistenti; ma se il discorso sembra scorrere bene per <strong>Rinaudo</strong> (comunque quarta scelta), non si può certo dire la stessa cosa per <strong>Traorè</strong>, per il quale si tratta di una scommessa in un ruolo che però esigeva una certezza, visto che sono 5 anni che i tifosi della <strong>Juventus</strong> stanno &#8220;sopportando&#8221; i vari <strong>Balzaretti, Molinaro, Grosso e De Ceglie</strong>. E in effetti lo stesso <strong>Delneri</strong> cade in contraddizione quando dice “che si sarebbe aspettato in quel ruolo <strong>Kolarov</strong>”, che sicuramente non avrebbe fatto panchina a favore di <strong>De Ceglie. <br />
</strong><br />
Poi il discorso vira anche su <strong>Martinez</strong> esterno in un 4-4-2: si tratta del giocatore giusto nel ruolo giusto e nel momento giusto? In altre circostanze forse sì, ma puntare su un giocatore discontinuo, impiegandolo in un ruolo troppo difensivo per le sue caratteristiche, non sembra una decisione così illuminata, sopratutto in virtù del prezzo per cui è stato acquistato. Ci trova più concordi invece la soluzione tattica con <strong>Aquilani e Marchisio</strong> (che possono coesistere benissimo almeno nelle partite casalinghe), e il tentativo di strenue di recuperare <strong>Felipe Melo</strong> (almeno per venderlo ad un prezzo decente).</p>
<p style="text-align: justify;">Capitolo <strong>Del Piero</strong>: non sarà il <strong>Diego</strong> della <strong>Juventus</strong>, ma sul fatto che può dare (se al top e se sfruttato a dovere) ancora tanto alla <strong>Juventus</strong> non c’è nessun dubbio. Il giocatore è uno dei pochi che si è salvato dai grossi infortuni in questi anni. Il fatto di avere un preparatore personale è stato sicuramente un vantaggio, per questo speriamo che l&#8217;avvento di uno staff che, a detta di <strong>Delneri</strong> &#8220;non ha mai avuto giocatori con infortuni muscolari&#8221;, possa debellare questa piaga in attesa di trovare la vera causa di questi incidenti.</p>
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		<title>Intervista a tutto campo a Gigi Delneri. Mercato, rivali e &#8230;..</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 10:29:08 +0000</pubDate>
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Un&#8217;interessante intervista al nostro mister, Luigi Delneri, chiarisce alcuni aspetti oscuri della campagna acquisti bianconera, anche se a dire il vero, qulche dubbio rimane ancora. In alcuni momenti appare quasi imbarazzante la difesa d&#8217;ufficio che l&#8217;allenatore debba fare nei confronti della società, pur avendo ben chiara la situazione economica in cui deve lavorare Marotta. Ad ogni modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.juventussupporters.it/wp-content/uploads/2010/09/delneri-juve.jpg"  rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-2298" title="delneri-juve" src="http://www.juventussupporters.it/wp-content/uploads/2010/09/delneri-juve.jpg" alt="" width="500" height="307" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;">Un&#8217;interessante intervista al nostro mister, <strong>Luigi Delneri</strong>, chiarisce alcuni aspetti oscuri della campagna acquisti bianconera, anche se a dire il vero, qulche dubbio rimane ancora. In alcuni momenti appare quasi imbarazzante la difesa d&#8217;ufficio che l&#8217;allenatore debba fare nei confronti della società, pur avendo ben chiara la situazione economica in cui deve lavorare <strong>Marotta</strong>. Ad ogni modo vi riportiamo il testo integrale che successivamente commenteremo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Delneri</strong>, dica la verità: aspettava qualche rinforzo migliore nell&#8217;ultimo giorno di mercato? &#8220;La società ha fatto quello che poteva fare, tenendo conto degli aspetti tecnici ed economici. E a me va bene così perché ho una squadra giovane con ricambi in ogni reparto&#8221;. Nessuna invidia per le operazioni del <strong>Milan</strong>? &#8220;Il <strong>Milan</strong> <strong>ha preso campioni che nessuno immaginava</strong>, ma soltanto il tempo dirà chi ha fatto bene e chi no. Io ricordo che <strong>un anno fa tutti elogiavano la campagna acquisti della Juventus</strong>. Dopo le prime partite sembrava in grado di competere con <strong>l&#8217;Inter</strong>, poi sappiamo come è finita&#8221;. <strong>Chiellini</strong>, però, ha detto che le milanesi partono davanti a voi&#8230; &#8220;Sono d&#8217;accordo, perché avevano già una buona struttura. Noi partiamo dietro, ma ce la giocheremo ogni partita&#8221;. A mercato chiuso, qual è il reale obiettivo della <strong>Juventus</strong>? &#8220;Dobbiamo raggiungere un posto per la Champions in qualsiasi maniera, perché <strong>lo esige la storia della Juventus</strong>&#8220;. Però non è un bel segno <strong>ricevere tanti rifiuti: Di Natale, Borriello, Kaladze</strong>&#8230; &#8220;Calma. <strong>Nessuno ha rifiutato la Juve</strong>. <strong>Di Natale</strong> aveva già rifiutato il <strong>Napoli</strong> per una scelta di vita perché voleva rimanere a Udine, <strong>Borriello</strong> ha preferito un&#8217;altra squadra per motivi contrattuali, mentre per <strong>Kaladze</strong> il discorso è diverso. Ma tutti gli altri sono venuti di corsa, come <strong>Quagliarella</strong>, dimostrando di amare questa maglia&#8221;. <strong>Rinaudo e Traoré sono rinforzi da Juve?</strong> &#8220;Sono le alternative che cercavamo in difesa per completare l&#8217;organico senza creare problemi ai titolari, perché oggi il titolare a sinistra è <strong>De Ceglie</strong>, mentre al centro avevamo già <strong>Bonucci e Chiellini</strong>, due nazionali&#8221;. Nessun rimpianto, quindi, per chi non è arrivato? &#8220;Pensavo che arrivasse <strong>Kolarov</strong>, ma non è stato possibile e quindi ripeto che sono contentissimo dei giocatori che ho. Per me sono i migliori e <strong>non li cambierei con nessuno</strong>&#8220;. Non era meglio prendere due campioni in più e qualche gregario in meno? &#8220;Ma chi ci assicura che un campione avrebbe risolto tutti i problemi? E poi la qualità l&#8217;abbiamo già visto che siamo pieni di nazionali. Senza dimenticare <strong>Aquilani</strong>, che in Nazionale ci può tornare&#8221;. Non teme, invece, di rimpiangere chi è partito, come <strong>Diego</strong>? &#8220;<strong>Il discorso su Diego è più ampio, riguarda anche l&#8217;aspetto economico</strong> e coinvolge la società. Ma siamo tutti allineati&#8221;. <strong>Diego ha attaccato Marotta</strong>, aggiungendo che lei vuole una <strong>Juve</strong> con uomini ordinati, impegnati a giocare semplice&#8230; &#8220;Tocca alla società rispondere. Io dico soltanto che <strong>Diego</strong> è un ottimo giocatore e gli auguro di avere successo in Germania, ma con <strong>Quagliarella</strong> abbiamo più presenza in area di rigore. E poi <strong>il nostro Diego si chiama Del Piero</strong>&#8220;. Ma<strong> Del Piero</strong> non ha più l&#8217;età di <strong>Diego</strong>&#8230; &#8220;Che cosa c&#8217;entra? <strong>Doni</strong> a 35 anni con me ha giocato 30 partite <strong>nell&#8217;Atalanta</strong> e ha segnato 12 gol&#8221;. <strong>Vuol dire che Del Piero parte titolare?</strong> &#8220;Io non assicuro il posto a nessuno. <strong>Del Piero</strong> è un giocatore della <strong>Juve</strong> e l&#8217;importante è che stia bene, poi si vedrà&#8221;. I tifosi, però, lo invocano sempre: può essere un problema lasciarlo fuori? &#8220;Io non tolgo i sogni ai tifosi. E&#8217; giusto che invochino <strong>Del Piero</strong>, come hanno invocato <strong>Trezeguet</strong>, ma nessuno mi può condizionare. Io non mi sposto dalle mie idee, perché non ho paura di niente&#8221;. <strong>Ma se lei avesse Platini, lo ingabbierebbe nel 4-4-2?</strong> &#8220;Io non ho <strong>Platini</strong> e quindi il discorso è inutile. Purtroppo nel calcio esistono le etichette e i luoghi comuni. E infatti dopo tanti anni c&#8217;è ancora chi pensa che <strong>Rocco</strong> sia stato un catenacciaro, mentre il suo <strong>Milan</strong> giocava con 5 attaccanti&#8221;. <strong>Lei non prevede deviazioni dal 4-4-2?</strong> &#8220;Il 4-4-2 è la base, ma in corsa può diventare 4-2-4 o 4-1-3-2. <strong>L&#8217;importante non è il modulo ma la mentalità della Juventus</strong>, e quella non deve cambiare mai, a prescindere dai giocatori in campo&#8221;. Le dà fastidio lo scetticismo che la circonda? &#8220;Anche <strong>Mandela</strong> era diffidente quando fu liberato, perché temeva ancora di essere ammazzato. Per la verità, io ho avvertito molto calore attorno a me. Ma a chi è scettico, dico che ha ragione perché ci dobbiamo conoscere, anche se i numeri della mia carriera sono dalla mia parte: in particolar modo l&#8217;anno scorso quando non sono arrivato ultimo, ma <strong>12 punti davanti alla Juventus</strong>&#8220;. Quindi non ha paura di pagare per tutti, com&#8217;è successo nelle ultime due stagioni a <strong>Ranieri</strong> e <strong>Ferrara</strong>? &#8220;Io non penso mai a queste cose, sennò farei un altro mestiere&#8221;. A mente fredda, come spiega la falsa partenza a <strong>Bari</strong>? &#8220;Con una parola: affaticamento. Avevamo giocato troppe partite in pochi giorni con molti viaggi e qualcuno ha pagato, dopo i primi 25&#8242; buoni. All&#8217;inizio ci sta, ma i conti si fanno alla fine. Nel calcio può capitare quello che pensano in tanti, ma può capitare anche quello che pensano in pochi. E ritorno al campionato scorso quando la <strong>Roma</strong>, dopo una rimonta incredibile, quasi sicuramente avrebbe soffiato lo scudetto <strong>all&#8217;Inter</strong>, se non avesse perso in casa contro la mia <strong>Sampdoria</strong>&#8220;. La preoccupa la serie di infortuni? &#8220;No, perché con <strong>il mio staff in tre anni non abbiamo mai avuto infortuni muscolari.</strong> Per la ripresa dovrebbero essere tutti pronti, spero anche <strong>Amauri</strong>. L&#8217;unico fuori è <strong>Martinez</strong>, ma perché ha preso una botta a <strong>Bari</strong>&#8220;.<strong> Perché ha voluto Martinez per farlo giocare esterno nel 4-4-2?</strong> &#8220;Perché è un giocatore con grandi qualità che diventerà importante. E poi nella sua nazionale giocava già esterno a quattro&#8221;. <strong>Aquilani e Marchisio</strong> <strong>potrebbero giocare insieme?</strong> &#8220;Prima o poi sì, perché sono due ottimi giocatori che possono integrarsi benissimo in mezzo al campo. Ma io punto molto anche su <strong>Felipe Melo</strong> che vorrei recuperare perché non mi sembra un disperato coi piedi&#8221;. <strong>L&#8217;Europa League</strong> è un peso o un obiettivo? &#8220;Se fosse un peso, saremmo già usciti. Basta guardare le squadre che partecipano, dal <strong>Liverpool al Manchester City</strong>, per capire che non è una coppetta&#8221;.</p>
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		<title>Traoré e Rinaudo chiudono il mercato Juve.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 08:49:17 +0000</pubDate>
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Il calciomercato estivo si è chiuso. La squadra che in partenza aveva meno soldi e meno risorse, si è aggiudicata due pezzi da novanta incredibili. No, non stiamo parlando della Juventus e di Quagliarella e Aquilani, ma della squadra di Allegri. Il Milan ha chiuso due colpi pazzeschi (Ibrahimovic e Robinho) se contiamo appunto le premesse iniziali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.juventussupporters.it/wp-content/uploads/2010/09/traore-juventus-traore-traore-arsenal1.jpg"  rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-2293" title="traore-juventus-traore-traore-arsenal1" src="http://www.juventussupporters.it/wp-content/uploads/2010/09/traore-juventus-traore-traore-arsenal1.jpg" alt="" width="500" height="307" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;">Il calciomercato estivo si è chiuso. La squadra che in partenza aveva meno soldi e meno risorse, si è aggiudicata due pezzi da novanta incredibili. No, non stiamo parlando della <strong>Juventus</strong> e di <strong>Quagliarella e Aquilani</strong>, ma della squadra di <strong>Allegri</strong>. Il <strong>Milan</strong> ha chiuso due colpi pazzeschi (<strong>Ibrahimovic e Robinho</strong>) se contiamo appunto le premesse iniziali. Quattro mila  abbonamenti in più negli ultimi due giorni. Non sono pochi. Se i due campioni erano così alla portata, vi immaginate questi due fuoriclasse alla corte di <strong>Del Neri</strong>? Meglio non pensarci.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta <strong>Obama</strong> criticò l&#8217;atteggiamento delle grandi case automobilistiche americane che si presentavano da lui a piangere miseria, muovendo aerei personali da migliaia di dollari. Non si può pretendere di avere carità e compassione se ti presenti in smocking e con un magnum di champagne sotto il braccio. <strong>Galliani</strong> invece ha fatto il suo dovere: si è presentato a <strong>Barcellona</strong> con le pezze al &#8230;.. (scusate l&#8217;espressione) e ha portato a casa un affare che non si riteneva possibile sotto tutti i punti di vista.  </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marotta</strong> da par suo ha concluso in extremis il prestito (sempre con diritto di riscatto) del terzino <strong>Traoré</strong> <strong>dell&#8217;Arsenal</strong>; un buon rinforzo in un settore che vedeva il solo <strong>De Ceglie</strong> protagonista. Il nostro d.g. ha glissato le domande su <strong>Borriello</strong> dicendo che in attaco la <strong>Juve</strong> sta bene così. Nessuno se n&#8217;era accorto a dire il vero, sopratutto dopo domenica. Ma forse, alcune cose andavano valutate prima, come per esempio il non aver nemmeno tentato di acquistare giocatori di elevata classe, pensando magari che questi fossero tutti contenti nei loro club. In questo <strong>Galliani</strong> ci ha insegnato qualcosa. </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro &#8220;botto&#8221; di chiusura è stato l&#8217;arrivo di <strong>Rinaudo</strong>, voluto sicuramente da <strong>Delneri</strong> che lo ha conosciuto in passato. Un altro difensore che arricchisce numericamente il reparto difensivo, lasciando però molte perplessità qualitative e in termini di esperienza. L&#8217;umiltà con cui si è presentato il giocatore è comunque esemplare: &#8220;mi alleno e sto zitto&#8221;. Questo è la base per un nuovo arrivato nella <strong>Juventus</strong>, e sopratutto in un contesto che, si prevede, avrà pochi risultati e molte pressioni.</p>
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		<title>Le pagelle di Bari - Juventus.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 20:11:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Storari 6: non può nulla sulla rete di Donati, ma salva un altro paio di palle gol che avrebbero potuto rendere il passivo più pesante.
Motta 5: prova qualche tiro dalla distanza, ma la sua spinta è discontinua e senza idee; inoltre in difesa si fa saltare con troppa facilità, lasciando i compagni troppo spesso scoperti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Storari 6</strong>: non può nulla sulla rete di Donati, ma salva un altro paio di palle gol che avrebbero potuto rendere il passivo più pesante.<br />
<strong>Motta 5</strong>: prova qualche tiro dalla distanza, ma la sua spinta è discontinua e senza idee; inoltre in difesa si fa saltare con troppa facilità, lasciando i compagni troppo spesso scoperti ed in inferiorità numerica.<br />
<strong>De Ceglie 5</strong>: anche lui non ha le idee molto chiare sul da farsi, infatti sembra sempre in grado di far scaturire la giocata vincente, ma si ferma sempre sul più bello. Commette alcuni errori in difesa che costano caro.<br />
<strong>Bonucci 5</strong>: l’intesa con Chiellini non funziona ancora. Troppi errori di posizione costringono il compagno a fare gli straordinari. La sua difficile partita condiziona il rendimento della squadra intera.<br />
<strong>Chiellini 6,5</strong>: è ovunque e si fa in quattro per fronteggiare gli attaccanti del Bari che sbucano da ogni parte. Riesce quasi nell’impresa, ma Donati vanifica tutti i suoi sforzi. Potrebbe anche segnare, ma all’ultimo secondo manda fuori di testa da distanza ravvicinata. È lui il leader della squadra e da lui si deve ripartire.<br />
<strong>Pepe 5</strong>: Del Neri lo cambia di fascia nel corso della prima frazione, ma il centrocampista non riesce ad entrare nel match, risultando evanescente da entrambe i lati del campo. Il risultato è una sostituzione a inizio ripresa.<br />
<strong>Martinez n.g</strong>.: sembra dare più brio alla fascia, ma s’infortuna molto presto e non può uscire a causa dell’esaurimento delle sostituzioni.<br />
<strong>Felipe Melo 5</strong>: non fa filtro e lascia passare gli avversari con facilità. Ancora una volta è spaesato e non a suo agio all’interno della squadra, quindi la sua prestazione risulta opaca e inconcludente.<br />
<strong>Marchisio 5</strong>: stranamente sembra un oggetto misterioso alla partita, infatti non costruisce gioco e non riesce a fermare le trame degli avversari. Il gioco della squadra dovrebbe passare dalle sue parti, per questo risulta lento e prevedibile.<br />
<strong>Sissoko n.g</strong>.: inserisce grinta e determinazione al match, ma è ormai tardi per cambiare le sorti dell’incontro.<br />
<strong>Krasic 6</strong>: alcuni spunti interessanti e tanta voglia di mettersi in mostra, ma risultati zero.<br />
<strong>Lanzafame 6</strong>: dà vivacità all’attacco con alcune scorribande sulla fascia e alcuni tentativi che avrebbero meritato migliore sorte.<br />
<strong>Quagliarella 6</strong>: corre e si danna l’anima. Si vede che ha voglia di vestire la casacca bianconera. La squadra non lo supporta a sufficiente, perciò resta a bocca asciutta. L&#8217;unica nota positiva insieme a Chiellini.<br />
<strong>Del Piero 5</strong>: non può sempre salvare lui le sorti della squadra, ma stavolta è apparso molto stanco e senza un preciso compito in campo, infatti è passato dalla ricerca della finalizzazione al tentativo di creare gioco, senza però ottenere risultati. Sono troppe due partite complete in una settimana per lui.</p>
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		<title>Bari - Juventus 1-0. Ricominciamo&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 19:15:52 +0000</pubDate>
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La Juve perde a Bari la prima partita di campionato, senza girarci troppo intorno. Sembra una continuazione della stagione precedente, costellata di tanta delusione e ovviamente di tanti risultati negativi. Ogni inizio di campionato è sempre foriero di grandi aspettative da parte dei tifosi per il proprio club, e questo è comprensibile; maggiormente lo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.juventussupporters.it/wp-content/uploads/2010/08/bari-juventus.jpg"  rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-2280" title="bari-juventus" src="http://www.juventussupporters.it/wp-content/uploads/2010/08/bari-juventus.jpg" alt="" width="500" height="307" /></a></strong></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>La Juve perde a Bari</strong> la prima partita di campionato, senza girarci troppo intorno. Sembra una continuazione della stagione precedente, costellata di tanta delusione e ovviamente di tanti risultati negativi. Ogni inizio di campionato è sempre foriero di grandi aspettative da parte dei tifosi per il proprio club, e questo è comprensibile; maggiormente lo è per i sostenitori bianconeri, per mille moivi che ben conosciamo. Tante cose sono cambiate in questa <strong>Juve</strong>: molti giocatori nuovi, molti dirigenti nuovi, un allenatore con sistemi diversi ed innovatori&#8230; erano tutti fattori sufficienti per giustificare un &#8220;ritardo&#8221; della squadra nella sua organizzazione generale e nella sua mentalità vincente? Il tifoso bianconero non poteva e non voleva pensare che la prima partita potesse continuare il filone negativo del campionato passato. La reazione al fischio finale infatti non poteva essere altro che rabbia e &#8220;voglia di spaccare tutto&#8221;, ma poi bisogna un attimo <strong>cercare di recuperare la lucidità</strong>. In questi giorni infatti mi ricordavo continuamente il commento scritto prima dell&#8217;inizio della scorsa stagione, carico di aspettativa e di entusiasmo, convinto che gli acquisti di <strong>Diego e Felipe Melo</strong> ci avrebbero &#8220;fatto divertire&#8221;; invece si sono divertiti praticamente tutti tranne noi. <strong>Quest&#8217;anno è d&#8217;obbligo non volare alto</strong>. Non perchè l&#8217;esperienza passata ci ha tagliato le gambe, o perchè si era peccato di presunzione, questo assolutamente no. Occorre però che i tifosi bianconeri entrino in una <strong>mentalità diversa</strong>. Proprio i tanti cambiamenti, fatti a 360 gradi in ambito societario e sportivo, non possono onestamente dare nessuna garanzia. Abbiamo infatti aggiunto un nuovo sondaggio chiedendo a voi quale porebbe essere il risultato di quest&#8217;anno per la squadra di <strong>Delneri</strong>. Nessuno sa con certezza quanto vale questa squadra e quanto possono dare questo gruppo di giocatori insieme: la coesione di questi ragazzi è tutta da provare, il modulo del nostro mister è da cucire sui giocatori, gli infortuni sono sempre dietro l&#8217;angolo, <strong>l&#8217;attaccamento ad una gloriosa maglia che deve essere recuperato</strong> (come ricordava giustamente <strong>Delneri</strong>). Troppi fattori che devono &#8221;assestarsi&#8221; prima di produrre un risultato positivo. In parole povere, ci vuole molta pazienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non sarà scudetto quest&#8217;anno</strong>, e magari nemmeno l&#8217;anno prossimo. Non ci dovremo stupire di una sconfitta fuori casa, e magari di un&#8217;ottima prestazione la domenica dopo. Il progetto è a lungo termine, e bisogna riconoscere che con quel poco che c&#8217;era da investire sono stati fatti buoni affari, se togliamo <strong>Martinez e Pepe</strong> che ancora non hanno convinto sulle fasce. Ma <strong>Aquilani e Quagliarella</strong> possono essere buoni punti fermi anche in previsione futura, così come <strong>Motta e Bonucci</strong> per la difesa. Sicuramente la <strong>Juve</strong> vista oggi può solo crescere, anche perchè la nostra settimana non è stata proprio così rilassante. <strong>Krasic e Quagliarella</strong>, due novità dell&#8217;ultimo minuto, vengono buttati nella mischia subito, per necessità contingente. Due giocatori che hanno indossato la maglia bianconera per la prima volta stasera, e che non hanno avuto il tempo di farlo nemmeno in allenamento. <strong>Storari</strong> tra i pali, difesa composta da <strong>Bonucci, Motta, Chiellini e De Ceglie</strong>, mentre <strong>Pepe, Krasic, Marchisio e Felipe Melo</strong> presidiano il centrocampo, con <strong>Del Piero</strong> a completare la coppia d&#8217;attacco con <strong>Quagliarella</strong>. Una formazione da cui ci i può aspettare qualcosa di buono, anche perchè sono molti i giocatori che dovrebbero cercare di mettersi in mostra.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure è il <strong>Bari</strong> che in sei minuti si presenta due volte davanti alla porta, fallendo clamorosamente le occasioni. <strong>Barreto</strong> sembra già imprendibile, con la sua velocità ed imprevedibilità. <strong>Storari</strong> si infortuna persino alla testa nel tentativo di ribattere la seconda conclusione barese, ma fortunatamente riesce a rimanere in campo. La <strong>Juventus</strong> subisce senza reagire. Bisogna aspettare il 33&#8242; per vedere un&#8217;iniziativa di <strong>Felipe Melo</strong> che scambia al limite dell&#8217;area e sfiora il palo alla destra del portiere. Il brasiliano cerca persino di incitare i tifosi bianconeri ma si prende la sua solita razione di fischi.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Juve</strong> è lenta e <strong>Krasic</strong> ne è l&#8217;emblema, dimostrandosi debole nell&#8217;uno contro uno e sbagliando qualsiasi giocata che non includa un passaggio elementare al compagno più vicino. Avevamo già rimarcato nei commenti precedenti di come questa squadra soffra il ritmo lento, finendo lei stessa per addormentarsi nel suo torpore, infatti il <strong>Bari</strong> si diverte nelle sue folate improvvise, dalle quali nasce infatti un&#8217;incursione centrale che permette a <strong>Donati</strong> di calciare nel sette dopo essersi liberato in modo elementare di <strong>Marchisio</strong>. Uno a zero per il Bari.</p>
<p style="text-align: justify;">I bianconeri cercano di avere un moto d&#8217;orgoglio ma il primo tempo è praticamente terminato. Dopo l&#8217;intervallo la manovra dei bianconeri appare ancora confusa, poco efficace e molto discontinua, per cui <strong>Delneri</strong> inserisce <strong>Martinez, Lanzafame e Sissoko</strong> a distanza di pochi minuti, nel tentativo di dare una scossa &#8220;elettrizzante&#8221; ai sui giocatori. I cambi non danno gli effetti sperati e anzi è <strong>Barreto</strong> ad essere sempre imprendibile per la nostra difesa (a volte imbarazzante) creando anche per i compagni: i nostri si salvano addirittura sulla linea di porta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Juve</strong> non ordinata, frenetica, confusionaria ed esposta al contropiede. Un miracolo se la partita finisce con solo un gol di scarto, anche se al 92&#8242; <strong>Chiellini</strong> (tutto solo in area), colpisce di testa alto sulla traversa. Peccato.</p>
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		<title>Sorteggi Europa League: la Juve trova Balotelli.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 07:45:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;urna di Montecarlo ha sorriso alla Juventus e al Manchester City di Mancini e Balotelli, che molto presumibilmente passeranno il girone piuttosto agevolmente. Le altre due squadre pescate infatti sono i polacchi del Lech Poznan e gli austriaci del Salisburgo. Il &#8221;sorriso&#8221; deriva dal fatto che la presenza del Manchester City, e cioè una delle pretendenti alla conquista della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.juventussupporters.it/wp-content/uploads/2010/08/sorteggio-europa-league-juventus.jpg"  rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-2276" title="sorteggio-europa-league-juventus" src="http://www.juventussupporters.it/wp-content/uploads/2010/08/sorteggio-europa-league-juventus.jpg" alt="" width="330" height="250" /></a>L&#8217;urna di Montecarlo ha sorriso alla <strong>Juventus</strong> e al <strong>Manchester City di Mancini e Balotelli,</strong> che molto presumibilmente passeranno il girone piuttosto agevolmente. Le altre due squadre pescate infatti sono i polacchi del <strong>Lech Poznan</strong> e gli austriaci del <strong>Salisburgo</strong>. Il &#8221;sorriso&#8221; deriva dal fatto che la presenza del <strong>Manchester City</strong>, e cioè una delle pretendenti alla conquista della coppa, venga affrontata all&#8217;inizio, dove la fase a gironi permette di passare con tranquillità anche al secondo posto, e sopratutto permette di non riaffrontare la medesima formazione prima della fase finale. Qualcuno infatti non ha ben presente questo meccanismo e finisce per rammaricarsi di aver pescato il <strong>Manchester</strong>. Ben venga invece, poichè se anche la <strong>Juve</strong> dovesse chiudere il girone al secondo posto e accoppiata ad una prima di un altro girone, avrebbe comunque in sè una migliore conoscenza di se stessa e migliori automatismi di squadra, cosa che nella prima fase potrebbero essere ancora difficoltosi. </p>
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		<title>Marotta, l&#8217;attacco non&#8230; &#8220;Quaglia&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 08:56:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Amauri, Iaquinta e Del Piero. Quali tra questi tre attaccanti può arrivare in doppia cifra? Con le cessioni di Diego e Trezeguet, la Juve ridimensiona il suo parco attaccanti, definendo in extremis anche il prestito di Quagliarella dal Napoli. Un&#8217;operazione simile a quella di Aquilani, tutt&#8217;altro che da disdegnare: giocatore &#8220;in prova&#8221; per un anno e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2272" title="Partita Amichevole Svizzera - Italia" src="http://www.juventussupporters.it/wp-content/uploads/2010/08/quagliarella-juventus.jpg" alt="" width="496" height="240" /></strong><strong>Amauri, Iaquinta e Del Piero</strong>. Quali tra questi tre attaccanti può arrivare in doppia cifra? Con le cessioni di <strong>Diego e Trezeguet</strong>, la <strong>Juve</strong> ridimensiona il suo parco attaccanti, definendo in extremis anche <strong>il prestito di Quagliarella dal Napoli</strong>. Un&#8217;operazione simile a quella di <strong>Aquilani</strong>, tutt&#8217;altro che da disdegnare: giocatore &#8220;in prova&#8221; per un anno e poi se ne valuterà l&#8217;acquisto a tempo debito. Complimenti a <strong>Marotta</strong>! Ma il problema dell&#8217;attacco juventino non è mai stato nè &#8220;numerico&#8221;, nè economico. Una squadra che punta ad un piazzamento &#8220;onorevole&#8221; deve avere almeno due giocatori che riescano a passare i 10 gol cadauno. Se consideriamo gli infortuni, e se pensiamo che un giocatore come <strong>Iaquinta</strong> (che pare il più prolifico dei tre), non potrà giocare tutte le partite vista anche la carta d&#8217;identità, appare evidente come i limiti di questa squadra fossero anche nel reparto avanzato, vero e proprio fiore all&#8217;occhiello fino all&#8217;inizio della stagione scorsa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il neo &#8220;acquisto&#8221; <strong>Quagliarella</strong>, è un ottimo giocatore, però non garantisce tutti i gol che servirebbero alla <strong>Signora</strong>. Il suo record personale è di 14 reti, risalente all&#8217;ultima stagione di Udine, e a <strong>Napoli</strong> non si è ripetuto. Ovviamente il grafico del rendimento di un campione non può essere sempre ascendente, ma anche per caratteristiche tecnico tattiche possiamo affermare che il napoletano <strong>non ha proprio le fattezze di chi si può definire un &#8220;bomber di razza&#8221;,</strong> pur annoverando tra i suoi gol autentiche perle da fuoriclasse.  Sicuramente la presenza ingombrante di un giocatore come <strong>Amauri</strong> pesa, sia sul campo che nelle strategie di mercato. Un &#8220;armadio&#8221; come lui ti vincola a preferire giocatori veloci, di profondità, oppure di manovra. Una formazione con <strong>Iaquinta - Amauri</strong> per esempo sarebbe da preferire alla coppia <strong>Amauri - Quagliarella?</strong> Ne dubito. Però mettere <strong>Iaquinta e Quagliarella</strong> non sarebbe male se gli stessi riuscissero a non cercare la profondità nello stesso momento, allungando troppo la squadra e creando il buco tra i reparti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una constatazione però mi pare doverosa</strong>. Nonostante le ottime prestazioni di questo inizio stagione da parte di <strong>Del Piero</strong>, la sua destinazione inevitabile sarà la panchina. Per la prima volta dopo decenni (ricordiamo <strong>Platini, Baggio, Del Piero, e in ultimo Diego</strong>), non avremo in campo un giocatore che sfrutti i calci piazzati come arma micidiale, che possa dare la svolta ad una gara che non si sblocca o che ti raddrizzi una partita storta. Di questo , ne sono sicuro, la squadra ne soffrirà tantissimo.</p>
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		<title>Le pagelle di Juventus - Sturm Graz.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 07:37:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Europa League]]></category>

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		<description><![CDATA[Storari n.g.: gli austriaci tirano solo una volta in porta e centrano il palo, quindi il nostro portiere.
Motta 5: insicuro e poco preciso nella conduzione del gioco, commette qualche errore di troppo lasciando spazio eccessivo agli attaccanti avversari. In attacco non fa vedere molto. Deve crescere ma ne ha le potenzialità.
Bonucci 5,5: anche lui non pare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Storari n.g</strong>.: gli austriaci tirano solo una volta in porta e centrano il palo, quindi il nostro portiere.<br />
<strong>Motta 5</strong>: insicuro e poco preciso nella conduzione del gioco, commette qualche errore di troppo lasciando spazio eccessivo agli attaccanti avversari. In attacco non fa vedere molto. Deve crescere ma ne ha le potenzialità.<br />
<strong>Bonucci 5,5</strong>: anche lui non pare sempre all’altezza della situazione, infatti lascia qualche volta Chiellini troppo solo e non indovina alcune posizioni, che sarebbero potute costare molto più caro con un altro avversario. Non è fortunato dall’altra parte del campo quando sfiora la rete.<br />
<strong>Chiellini 6</strong>: ordinaria amministrazione per lui che, come al solito gestisce la difesa senza affanni e con sicurezza. Un miracolo del portiere austriaco gli nega la gioia del gol.<br />
<strong>De Ceglie 6</strong>: si dà molto da fare sulla fascia, anche se non risulta sempre preciso, tuttavia è da premiare per i buoni spunti e la voglia di fare.<br />
<strong>Sissoko 5,5</strong>: trotterella in giro per il campo, senza pressare e senza mettere paura agli avversari. Del vecchio leone ammirato due anni fa è rimasto ben poco, oggi sembra un mansueto gattone, che non ha alcuna voglia di combattere. Paradossalmente meglio nel finale.<br />
<strong>Felipe Melo 5,5</strong>: non fa mai nulla degno di nota, infatti si limita a svolgere il suo compito senza acuti, perciò ne deriva l’ennesima prova incolore.<br />
<strong>Giandonato n.g.:</strong> entra solo pochi minuti.<br />
<strong>Pepe 5</strong>: corre e si propone con costanza, ma sbaglia due gol colossali che un giocatore da nazionale non dovrebbe mai fallire. La sua valutazione viene pesantemente condizionata da questi due episodi, ma da lui ci si aspetta che faccia la differenza.<br />
<strong>Martinez 5,5</strong>: anche lui s’impegna e lotta, ma appare leggermente in arretrato con la condizione fisica, per questo è spesso in affanno e si ritrova poco lucido al momento della giocata decisiva.<br />
<strong>Del Piero 8</strong>: il quasi trentaseienne capitano non smette di stupire, infatti aggiunge un’altra perla alla sua collana con l’ennesimo gol “alla Del Piero”; la marcatura dell’attaccante è un saggio di tecnica, precisione balistica e freddezza. Aggiunge anche un palo e un quasi gol. È sempre lui il migliore di questa squadra, ma per quanto ancora?<br />
<strong>Amauri 6</strong>: buona prova dell’attaccante che nel primo tempo lotta e cerca di creare occasioni. Esce anzitempo per infortunio.<br />
<strong>Lanzafame 5</strong>: non è a suo agio nella posizione di attaccante, ma non riesce neanche a fare di necessità virtù, infatti si nasconde spesso dietro ai difensori e quando ha la porta davanti a sé sparacchia clamorosamente fuori. Forse la maglia bianconera inizia a pesare un po’ troppo&#8230; meglio restare coi piedi per terra.</p>
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