Archivio per agosto 2008

La Juve testa di serie vola a Madrid. I commenti.

ago292008

Real Madrid, Zenit S.P. e Bate Borisov, queste le squadre uscite dall’urna monegasca per il girone H. Sorteggio non molto favorevole se contiamo che il primo posto è già ipotecato (dal Real Madrid) e per il secondo ci dovremo battere con i neo vincitori della coppa Uefa (Zenit).

Lo stesso Secco ammette: “Siamo stati inseriti in un girone impegnativo, ma non bisogna fare drammi“. Dello stesso tenere Jean-Claude Blanc: “Non sarà facile, ma è un grande piacere essere tornati in Europa. C’è una classica come la sfida con il Real Madrid, mentre lo Zenit, che rappresenta la novità, è l’immagine del calcio moderno“. Ranieri invece fa un’analisi decisamente più completa: “Affrontare il Real al Bernabeu regala sempre grandi emozioni, non solo a chi ci entra per la prima volta, ma anche a chi ha già avuto la possibilità di giocarci. Lo Zenit al momento si trova a metà classifica e la cosa stupisce se pensiamo che l’anno scorso ha fatto cose bellissime vincendo campionato e Coppa Uefa. Ha giocatori importanti, alcuni dei quali protagonisti al recente Europeo e ultimamente ha speso 30 milioni per comprare un giovane portoghese, eletto miglior giocatore del torneo russo. Nella Supercoppa di domani avremo modo di vederla all’opera, ma si tratta di una squadra da prendere con le molle. Così come il Bate Borisov che, dopo aver vinto il campionato di Bielorussia lo scorso anno, sta per ripetersi ed è in testa dopo 18 partite“.

Com’è dura l’avventura.

ago282008

Parafrasando un vecchio film di Banfi e Villaggio, “Com’è dura l’avventura”, si potrebbe dire che l’urna monegasca ha riservato alla Juve un’avventura piuttosto impegnativa. C’è già chi si dispera per questo sorteggio, ma io non sarei così negativo. Posto che tutti noi conosciamo il Real Madrid, andiamo a spendere 2 parole sugli avversari.

Lo Zenit ha vinto l’anno scorso la Coppa Uefa, si è potenziata, ma non riesce a mantenere quest’anno la vetta in un campionato piuttosto abbordabile come quello russo, navigando a metà classifica. La difficoltà starà più nel dover giocare al freddo, su campo ghiacciato o magari sotto la neve. “Noi siamo la Juve”, recita una canzone tanto cara a noi tifosi, e non credo che la Juve debba aver “paura” di affrontare un avversario del genere; se così fosse sarebbe bene uscire subito dalla Champions. Per gli appassionati di calcio internazionale, domani potremo vederla all’opera nella gara di Supercoppa d’Europa.
Il Bate Borisov, squadra invece molto più continua nel rendimento (sta per vincere il suo secondo scudetto consecutivo), non può comunque avere nessuna velleità di qualificazione. Il campionato bielorusso lo conosciamo tutti, anzi no, ed è proprio per la sua mediocrità che è sconosciuto al mondo. Pertanto, sarà difficile per questa squadra mettere insieme 3-4 punti nella classifica finale.
Personalmente sono soddisfatto e contento per il sorteggio di oggi. Penso che fino a ieri la Juve non doveva nemmeno essere testa di serie, e quindi ritrovarsi davvero tra l’incudine e il martello, considerando anche che in terza fascia c’erano squadre tipo Fenerbahce e Atletico Madrid.
Ma se quando senti la musica della Champions ti vengono i brividi, allora non puoi che essere contento di affrontare anche il Real, prima o dopo che sia.
Si inizierà con Juventus – Zenit.
Che vinca il migliore. Cioè noi.

European black & white.

ago262008

Quando John Elkann ha pronunciato la frase “Juve bella e solida”, mi aspettavo che per lo meno la squadra lo dimostrasse nella partite che disputa con formazioni equivalenti a quelle della nostra serie B. E per di più con una qualificazione Champions in palio.

Non è la voglia di criticare sempre e comunque la squadra, che poteva avere cento scusanti: dai diversi infortuni a giocatori che si inserivano per la prima volta, dalla mente alla partita con la Fiorentina, fino alla qualificazione ormai in cassaforte. Diciamo che per lo più è la “paura” di vedere questa squadra giocare in questo modo all’Old Trafford, o al Santiago Bernabeu, con Grygera e Molinaro in balìa di… loro stessi.
Troppe imprecisioni, troppa poca voglia di far bene, anche se qualche nota positiva c’è. Marchisio ha tenuto piuttosto bene la posizione, alternandosi con Poulsen ora nella spinta ora nella copertura. Camoranesi è sembrato piuttosto in palla, così pure Amauri, veramente instancabile nel lavoro di quantità sia in proposizione che in copertura. Forse in eccesso per questo ultimo aspetto, se vogliamo; infatti, diverse volte i centrocampisti recuperavano il pallone sulla mediana ma non avevano riferimenti in attacco perchè Amauri si trovava sulla loro stessa linea orizzontale. Iaquinata? Stasera lasciamo perdere….
Ma non roviniamoci la festa, come ha fatto Nedved (calciando la panchina dopo la sostituzione), stasera siamo ancora “nel giro buono” e presto vedremo il nostro valore.

E la Juve rimane a guardare…..

ago262008

Ormai siamo all’autolesionismo. La società aveva impostato una campagna acquisti orientata principalmente sui due reparti in cui la Juve aveva meno bisogno (centrocampo e attacco), tralasciando inspiegabilmente il reparto difensivo, laddove, al di là del vecchio motto trapattoniano del “primo non prenderle”, si costruiscono la maggior parte delle vittorie. Vi ricordate la maginot eretta da Capello nella sua ultima Juve, riportando Thuram di fianco a Cannavaro e mettendo davanti a loro la diga Emerson – Vieira? Ah, che tempi….

Già l’anno scorso, dopo il mancato acquisto di Milito, l’infortunio di Andrade, il flop di Criscito, il fantasma Boumsong ed i perenni infortuni di Zebina, siamo stati miracolati dalla strepitosa annata di Chiellini e del reddivivo Legrottaglie. Onore a loro, ma come sarebbe finita se solo Nicola avesse fatto una stagione in linea con quelle precedenti? Si sarebbe preteso da Chiellini di coprire tutti i ruoli della difesa e di spingersi in avanti sui corner per tentare anche il gol di testa?
Per questo ci aspettavamo che la dirigenza investisse in primis in un paio di difensori. Si, Mellberg è arrivato, ma vale più o meno di Legrottaglie? E De Ceglie è l’alter ego di Molinaro o viceversa? Insomma, i pochi rinforzi non sono nè grossi campioni, nè cambiano il volto della squadra. In questo momento si potrebbe schierare indifferentemente un Mellberg al posto di Legrottaglie, senza sapere se effettivamente l’uno garantisca una resa superiore dell’altro almeno sulla carta.
Per questo appare imbarazzante la scelta della “nuova triade” di chiudere il mercato così in fretta, senza lasciare spazio ad altre possibilità di rafforzamento. Sopratutto, e da qui è nato il motivo di scrivere questo sfogo, quando leggi che il Milan ha acquisito in prestito il difensore dell’Arsenal Senderos.
Persino per chi non vuole spendere una lira sarebbe stato un ottimo affare….

Tutti a Firenze!

ago252008
Per cominciare nel migliore dei modi la stagione (e gustarsi il succolento dolce nel caso di vittoria al Franchi), quale occasione più ghiotta della trasferta in occasione della partita con la Fiorentina…. Ancora non sono stati ufficializzati divieti di alcuna sorta, pertanto, prendete atto dei prezzi dei biglietti e tenetevi pronti!
Tribuna d’onore 160 euro; Poltrone 120; Poltroncine 80; Tribuna Laterale 50 e ridotto 42; Parterre di Tribuna 35 e ridotto 27; Maratona Centrale 60 e ridotto 52; Maratona 50 e ridotto 42; Maratona Laterale 35 e ridotto 27; Parterre di Maratona 30 e ridotto 23; Curva Fiesole esaurita; Curva Ferrovia 22 e ridotto 18

Parte Almiron, arriva Manninger.

ago52008
La Juve è riuscita a liberarsi di uno dei due fardelli che gravavano sulle sue spalle. Uno di questi è Tiago, per cui ancora non sono arrivate proposte concrete di acquisto, mentre l’altro, Almiron, è stato ceduto oggi in prestito alla Fiorentina per un anno.
La formula del prestito è quella a titolo oneroso, tanto che i viola dovranno versare 500.000 euro ai bianconeri, usufruendo del diritto di riscatto per l’anno successivo.
Intanto la dirigenza juventina ha messo a segno un buon colpo, acquistando il portiere austriaco Alexander Manninger, che ha già raggiunto i nuovi compagni a Londra.
Felicissimo di essere qui“, queste le sue prime parole, e come potrebbe non esserlo, aggiungiamo noi.
Manninger, classe 1977, ex di molte squadre, anche italiane (Udinese, Siena, Torino, Bologna, Fiorentina) conosce ormai benissimo il calcio e ha maturato importanti esperienze anche all’estero. Proprio per aver assaggiato le alte sfere del calcio rimanendo in forza all’Arsenal per 4 anni, si dice voglioso di tornare ai grandi livelli. E ha scelto la squadra giusta per farlo.
Pochi mesi fa era già un nostro eroe.

Emirates Cup: tre schiaffi dall’Amburgo, ma il tridente c’è!

ago42008

Brutta sconfitta della Juve nella seconda partita del torneo londinese.

Inaspettato un risultato tanto pesante, sopratutto dopo la vittoria con l’Arsenal che aveva evidenziato una squadra sempre in crescita.
C’è da dire che gli undici scesi in campo erano totalmente diversi dalla precedente partita, tant’è che per questo motivo non si può fare un discorso di progressione e miglioramento.
La formazione iniziale è stata la seguente: Chimenti; Zebina (dal 1′ s.t. Grygera), Legrottaglie, Knezevic (dal 10′ s.t. Chiellini), Salihamidzic; Camoranesi, Ekdal (dal 7′ s.t. Marchionni), Poulsen (dal 27′ s.t. Iaquinta), Rossi (dal 1′ s.t. Molinaro, dal 43′ s.t. Tiago); Amari, Del Piero.
Juve troppo macchinosa e priva di idee nel primo tempo. Il centrocampo soffre e non riesce a rilanciare la manovra. Poulsen recupera qualche pallone ma non ha la fantasia per impostare il gioco. Camoranesi è in ritardo di condizione e gioca con le gambe pesanti. Ekdal e Rossi si muovono ancora timidamente. Se a tanta pochezza si aggiungono le solite amnesie difensive, ecco che la Juve prende gol, stavolta grazie a Legrottaglie che si lascia sorprendere da un lancio che smarca Guerrero davanti a Buffon: 1 a 0 per l’Amburgo.
Squadra solida quella tedesca, ma non solo. In questi anni è cresciuta molto e alcune stelle alzano il tasso tecnico della squadra, come il solito Van der Vart (assente però nella gara con la Juve) e l’egiziano Zidan.
Nel secondo tempo brutta distorsione al ginocchio per Knezevic, che viene sostituito da Molinaro, che uscirà a sua volta per una contusione all’anca, lasciando spazio a Tiago. L’Amburgo accusa la stanchezza e la Juve cresce. Un paio di occasioni meglio sfruttate da Sahliamidzic e Amauri ci avrebbero regalato il pareggio, anche se a Camoranesi lo hanno annullato ingiustamente.
Ranieri sostituisce Poulsen con Iaquinta e riprova il tridente, mettendo Del Piero alle spalle dei due attaccanti. Subito due occasioni da gol per Vincenzo, che però non riesce a sfruttarle al meglio. La Juve adesso c’è, e mette d’assedio i tedeschi. Ma su un contropiede l’ennesima leggerezza difensiva porta l’Amburgo al raddoppio con Olic, che firma poi anche la terza rete.
Una brutta giornata se si considerano anche gli infortuni di Knezevic e Molinaro, da aggiungersi allo sfortunatissimo Andrade. Salgono quindi a tre i difensori in infermeria, per un reparto che di certo non abbonda in soluzioni di qualità.
Morale basso ma bisogna guardare avanti, ripartendo senz’altro dal tridente, la nostra arma letale, come già scritto nei precedenti post.

Emirates Cup: Arsenal sconfitto da David

ago22008

Bella vittoria della nostra Juve che inizia nei migliori dei modi il quadrangolare inglese di scena all’Emirates Stadium di Londra, dove l’Arsenal è stato battuto per 1 a 0, grazie alla rete di David Trezeguet. Dopo una settimana dove il francese è stato protagonista delle cronache (non di certo per i gol), il Cobra è tornato prepotentemente per sottolineare le gerarchie in attacco.

Gara dai ritmi iniziali piuttosto blandi con l’Arsenal sceso in campo con una formazione piuttosto rimaneggiata e piena di giovani. La Juve ha schierato il 4-4-2 caro a Ranieri, con Buffon; Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro; Marchionni, Sissoko, Tiago, Nedved; Trezeguet, Iaquinta.

Dopo circa mezz’ora la Juve inizia a prendere in mano le redini del gioco, con una buona spinta di Molinaro sulla sinistra, che offre costante assistenza in attacco. La difesa è sempre l’ago della bilancia delle prestazioni bianconere; laddove la difesa riesce ad arginare gli attacchi avversari con una certa sicurezza, la squadra riesce ad esprimersi al meglio e quasi sempre a vincere. Il risultato di 1 a 0 maturato con L’Arsenal, ha evidenziato una buona prova complessiva della squadra (con i soliti i soliti Nedved e Iaquinta tra i più in forma) che sarebbe potuta esprimersi meglio se le continue disattenzioni dei laterali difensivi (e talvolta di Sissoko), non l’avrebbero tenuta sempre in costante apprensione. I due centrali difensivi Mellberg e Chiellini, hanno invece dato enorme sicurezza nella zona centrale, sopratutto per merito di quest’ultimo, un giocatore veramente “all’inglese”, che ha tutte le qualità per diventare il miglior difensore italiano.

Al 37′ il gol di Trezeguet che devìa una punizione calciata da Iaquinta.

Nella ripresa entra il tanto rincorso chiaccherato Adebayor, rincorso dal Milan per tutta l’estate, anche se è la Juve a farsi pericolosa con Marchionni (tiro centrale).

Nella parte finale della partita largo alle molte sostituzioni, dove Ranieri ha provato anche il modulo con Amauri unica punta e Camoranesi rifinitore. Soluzione indubbiamente interessante, ma da riproporre più avanti per un minutaggio decisamente superiore.