Era già da tre partite che commentavamo quanto la Juve rischiasse in questi continui 1 a 0, nel portare quello striminzito gol fino alla fine, nel terminare le partite col cuore in gola, ecc…
Ieri sera abbiamo visto avverarsi ciò che tutti pensavamo e che solo gli stolti si rifiutavano di vedere. Per l’ennesima volta siamo passati (meritatamente) in vantaggio, e per l’ennesima volta ci ha pensato Amauri, elevatosi in mezzo a due avversari ed insaccando con un grandissimo colpo di testa dopo circa una mezz’oretta in sospensione.
Pur soffrendo la qualità del Catania, che, come per le altre “provinciali” affrontate ha dimostrato buona organizzazione ed applicazione tattica, la Juve pareva comunque in grado di affondare il colpo semplicemente spingendo maggiormente sull’acceleratore. Questo perchè Del Piero e Amauri combinavano bene in avanti, con Giovinco “in posizione Nedved” che illuminava letteralmente la scena, dimostrando di essere ormai pronto per entrare in pianta stabile nella rosa dei titolari.
La Juve quest’anno soffre sempre (così come ieri sera) il pressing degli avversari; maggiormente ieri sera dove a centrocampo non c’era Sissoko, preticamente il vero regista occulto della squadra. Infatti Poulsen e Marchisio (coppia centrale) non hanno per ora nè la personalità nè le caratteristiche per essere giocatori “a tutto campo”, propositivi ed interdittori, che si prendano la responsabilità di chiedere palla e di fare gioco. Da qui le difficoltà della squadra nell’uscire dal pressing alto del Catania, trovando nel lancio lungo l’unica monotona soluzione. Marchisio pare Zanetti in alcune movenze, ma il suo percorso di crescita pare ancora piuttosto lungo. Poulsen invece sembra “fermo” nel suo inserimento in squandra, nel senso che il suo apporto è piuttosto ridotto e stenta molto a fare il salto di qualità .
A destra, un inguardabile Marchionni ha vanificato molte occasioni, anche se nel secondo tempo ha avuto il merito di creare un paio di occasioni pericolose. Ranieri lo ha sostituito nel finale, colpevolmente in ritardo. Il Mister purtroppo è solito ad incappare in questi cambi ritardati. L’esterno destro andava sostituito già nel primo tempo, tant’è vero che con Salihamidzich in campo si sono viste ben altre cose. Inspiegabili queste attese, sopratutto per un giocatore che nelle ultime partite ha dimostrato tutt’altro che essere in buona forma. Se Ranieri come ha detto ad inizio stagione, punta molto sulla vivacità degli esterni (avend 2 centrali piuttosto statici), a maggior ragione deve inserire i giocatori più in forma e quelli che possono alimentare maggiormente l’azione offensiva; al contrario, se come ieri sera tre quarti del centrocampo non riescono ad alimentare le punte, quel “golletto” che facciamo ad ogni partita resterà sempre in bilico. Anche perchè, un errore o una distrazione difensiva possono sempre capitare.
Ieri sera è capitato a Giorgio Chiellini, che si è fatto scavalcare banalmente dal pallone su un innocuo cross proveniente dalla fascia destra. A scagionare il difensore però, è stato proprio Ranieri, il quale ha fatto notare che l’errore è stato causato da un rimbalzo del pallone nettamente irregolare per via del pessimo terreno di gioco. Errore evidenziato poi anche dalle immagini che però rivelano anche il non corretto piazzamento della nostra difesa.
Inutile poi il massiccio attacco finale, con la Juve a creare quattro/cinque palle gol clamorose, non concretizzate anche per una buona dose di sfortuna. E questo evidenzia ancora di più come i bianconeri potessero realmente mettere alle corde il Catania se solo la “fame di vincere” non fosse uscita solo dopo il loro gol.
Mi preme quindi fare tre considerazioni riassuntive di questi primi incontri. La prima di queste è che abbiamo perso quattro punti in due partite dove sarebbe bastato davvero pochissimo per vincere, e due di questi in casa con un’avversaria certamente abbordabile. E questo non è da grande squadra. La seconda è che Amauri ha dimostrato di valere forse di più di quello che ci si aspettava; un attaccante vero concreto e completo, ma anche il primo giocatore a mettersi al servizio della squadra. Veramente encomiabile.  La terza è che i giocatori devono mettersi in testa che se il fatto di non spingere per trovare il secondo gol deriva dal timore di spendere troppo energie, dovrebbero calcolare quanto spendono poi nel finale di gara per recuperare lo svantaggio.
Serve più maturità .