Archivio per settembre 2008

Ancora panchina per Giovinco.

set302008

Notte di Campions questa sera contro il Bate Borisov. I tre punti sono d’obbligo in vista del “big-match” contro il Real Madrid, che in questo turno dovrà fare i conti con l’ostico Zenit.

Vediamo quindi la probabile formazione della Juve:  Manninger, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Camoranesi, Sissoko, Marchisio, Nedved; Del Piero, Iaquinta. 

Giovinco si accomoda nuovamente in panca (riusciremo a vederlo in campo per 90 minuti?), e dato che siamo quasi certi che Ranieri non lo metterà con il Real Madrid, questa escluione deve pesare parecchio sul morale della “formica atomica”. Se Nedved ha giocato sabato a Marassi, la logica del turnover prevedeva un po’ di riposo per il ceco, che invece pare “tirar la carretta” più degli altri.

In avanti spazio a Iaquinta dal primo minuto (affiancato da Del Piero) con Camoranesi a sostegno (recuperata la botta contro la Sampdoria) e Marchisio - De Ceglie preferiti a Poulsen e Molinaro.  

Formazione quindi “collaudata” per Ranieri, senza particolari sorprese tattiche che potrebbero destabilizzare l’assetto della squadra in campo. Questa scelta dal mio punto di vista denota una certa preoccupazione di Ranieri nel cambiare modulo ed impostazione ad una Juve che deve ancora trovare la sua identità e la sua solidità. Certamente l’avversario sarebbe stato alla nostra portata anche con un assetto inedito.

Sampdoria – Juventus 0-0. Che noia.

set282008

La Juventus risponde subito alle critiche rivoltele a causa di quegli striminziti risultati delle partite precedenti, andando a pareggiare 0-0 a Genova e quindi non segnando di fatto nemmeno quel “golletto”. E’ chiaro ormai che nella squadra c’è qualcosa che non va, e Ranieri che si ostina ad andare contro corrente, prima o poi dovrà ben accorgersene se non vuole trovarsi alla fine del girone di andata a metà classifica. 

I bianconeri giocano sempre ad un livello mediocre, tenendo sì il passo dell’avversario, ma senza mai dominare la partita o senza dare dimostrazioni di autentica forza, che dovrebbe al contrario essere la vera caratteristica di una squadra che schiera dei grandi combattenti quali Nedved, Sissoko, Chiellini, Camoranesi, Poulsen, e via dicendo. Anche ieri poi si sono visti gli stessi limiti e gli stessi errori delle altre partite. Poco gioco in velocità, molta imprecisione nei passaggi (stavolta il terreno non è una scusa) e centrocampo senza idee. Anche il rientro di Camoranesi non ha giovato alla linea mediana ed al gioco della squadra, tant’è vero che se Ranieri lo avesse sostituito nessuno avrebbe gridato allo scandalo. La sua posizione in campo è stata letteralmente inspiegabile: avrebbe dovuto essere l’esterno destro, come di consueto, ma l’oriundo si è sempre fatto trovare in posizione di centrale, pestando spesso i piedi a Poulsen e Sissoko, senza quindi essere di nessuna utilità in mezzo al campo e lasciando nel contempo la sua fascia sguarnita.

Le fasce, appunto, sono state il vero punto debole di questa Juve contro la Sampdoria. In tutti i 90 minuti nessuno si è mai presentato fino a fondo campo per mettere un buon cross per le due punte Amauri e Del Piero. Quest’ultimo è stato infatti sostituito nel secondo tempo per la stanchezza dovuta ai continui “prendi palla e vai”, unico modo per cercare di avvicinarsi con la palla alla porta. Un ottimo contropiede di Sissoko lo ha porta a prendere il palo nel primo tempo, e questa rimarrà l’unica vera occasione per la Juve che rischierà l’inviolabilità della sua rete molto più della Sampdoria.

Se volessimo trovare delle note positive nella gara potremmo aggrapparci alle solite certezze: Chiellini in difesa (con un Mellberg piuttosto attento e puntuale), Sissoko a centrocampo (con le buone o con le “cattive” da lì non si passa), e Del Piero-Amauri in attacco.

Importante: è strano come in queste partite ci siano sempre delle note positive per gli attaccanti. Solitamente quando una squadra fatica nella manovra d’attacco ed ha poche occasioni da rete, le punte sono sempre non giudicabili. In questa Juve invece i bomber hanno sempre dei voti piuttosto lusinghieri in pagella e ciò significa che partecipano molto alla costruzione del gioco e alla manovra. Di riflesso vuol dire che il centrocampo e la difesa non assolvono il compito di costruzione e rifornimento che dovrebbero dare in supporto.

La squadra annaspa, è ora che mister Ranieri suoni la sveglia!

Juventus – Catania 1-1. Follia Juve.

set252008

Era già da tre partite che commentavamo quanto la Juve rischiasse in questi continui 1 a 0, nel portare quello striminzito gol fino alla fine, nel terminare le partite col cuore in gola, ecc…

Ieri sera abbiamo visto avverarsi ciò che tutti pensavamo e che solo gli stolti si rifiutavano di vedere. Per l’ennesima volta siamo passati (meritatamente) in vantaggio, e per l’ennesima volta ci ha pensato Amauri, elevatosi in mezzo a due avversari ed insaccando con un grandissimo colpo di testa dopo circa una mezz’oretta in sospensione.

Pur soffrendo la qualità del Catania, che, come per le altre “provinciali” affrontate ha dimostrato buona organizzazione ed applicazione tattica, la Juve pareva comunque in grado di affondare il colpo semplicemente spingendo maggiormente sull’acceleratore. Questo perchè Del Piero e Amauri combinavano bene in avanti, con Giovinco “in posizione Nedved” che illuminava letteralmente la scena, dimostrando di essere ormai pronto per entrare in pianta stabile nella rosa dei titolari.

La Juve quest’anno soffre sempre (così come ieri sera) il pressing degli avversari; maggiormente ieri sera dove a centrocampo non c’era Sissoko, preticamente il vero regista occulto della squadra. Infatti Poulsen e Marchisio (coppia centrale) non hanno per ora nè la personalità nè le caratteristiche per essere giocatori “a tutto campo”, propositivi ed interdittori, che si prendano la responsabilità di chiedere palla e di fare gioco. Da qui le difficoltà della squadra nell’uscire dal pressing alto del Catania, trovando nel lancio lungo l’unica monotona soluzione. Marchisio pare Zanetti in alcune movenze, ma il suo percorso di crescita pare ancora piuttosto lungo. Poulsen invece sembra “fermo” nel suo inserimento in squandra, nel senso che il suo apporto è piuttosto ridotto e stenta molto a fare il salto di qualità.

A destra, un inguardabile Marchionni ha vanificato molte occasioni, anche se nel secondo tempo ha avuto il merito di creare un paio di occasioni pericolose. Ranieri lo ha sostituito nel finale, colpevolmente in ritardo. Il Mister purtroppo è solito ad incappare in questi cambi ritardati. L’esterno destro andava sostituito già nel primo tempo, tant’è vero che con Salihamidzich in campo si sono viste ben altre cose. Inspiegabili queste attese, sopratutto per un giocatore che nelle ultime partite ha dimostrato tutt’altro che essere in buona forma. Se Ranieri come ha detto ad inizio stagione, punta molto sulla vivacità degli esterni (avend 2 centrali piuttosto statici), a maggior ragione deve inserire i giocatori più in forma e quelli che possono alimentare maggiormente l’azione offensiva; al contrario, se come ieri sera tre quarti del centrocampo non riescono ad alimentare le punte, quel “golletto” che facciamo ad ogni partita resterà sempre in bilico. Anche perchè, un errore o una distrazione difensiva possono sempre capitare.

Ieri sera è capitato a Giorgio Chiellini, che si è fatto scavalcare banalmente dal pallone su un innocuo cross proveniente dalla fascia destra. A scagionare il difensore però, è stato proprio Ranieri, il quale ha fatto notare che l’errore è stato causato da un rimbalzo del pallone nettamente irregolare per via del pessimo terreno di gioco. Errore evidenziato poi anche dalle immagini che però rivelano anche il non corretto piazzamento della nostra difesa.

Inutile poi il massiccio attacco finale, con la Juve a creare quattro/cinque palle gol clamorose, non concretizzate anche per una buona dose di sfortuna. E questo evidenzia ancora di più come i bianconeri potessero realmente mettere alle corde il Catania se solo la “fame di vincere” non fosse uscita solo dopo il loro gol.

Mi preme quindi fare tre considerazioni riassuntive di questi primi incontri. La prima di queste è che abbiamo perso quattro punti in due partite dove sarebbe bastato davvero pochissimo per vincere, e due di questi in casa con un’avversaria certamente abbordabile. E questo non è da grande squadra. La seconda è che Amauri ha dimostrato di valere forse di più di quello che ci si aspettava; un attaccante vero concreto e completo, ma anche il primo giocatore a mettersi al servizio della squadra. Veramente encomiabile.  La terza è che i giocatori devono mettersi in testa che se il fatto di non spingere per trovare il secondo gol deriva dal timore di spendere troppo energie, dovrebbero calcolare quanto spendono poi nel finale di gara per recuperare lo svantaggio.

Serve più maturità.

A scuola di…. Juve.

set232008

Appuntamento a domani sera, stadio Olimpico, per tutti gli studenti juventini. La società infatti ha garantito l’ingresso gratuito o simbolico (5 euro), al settore est dello stadio. Gli universitari dovranno presentarsi muniti di biglietto, mentre tutti gli altri potranno esibire solamente i la carta d’identità.

Una buona iniziativa in previsione della poca affluenza per il turno infrasettimanale.

Stadi sempre più vuoti…. che tristezza.

Cagliari – Juventus 0-1. Sempre e solo un gol.

set212008

Se qualcuno mai si fosse interrogato sulla bontà dell’investimento-Amauri, ecco che guardando la partita odierana contro il Cagliari i suoi interrogativi dovrebbero aver trovato risposta. Un gol di potenza, alla “Amauri” (propiziato da uno stop sbagliato di Iaquinta), ma anche di rapidità e opportunismo. Amauri è stato senza ombra di dubbio il migliore in campo, non soltanto per il gol realizzato, quanto per come ha saputo letteralmente trascinare la Juve verso la vittoria e la partita stessa verso qualcosa di appena guardabile. Le due squadre infatti hanno messo in campo quanto di peggio potevano fare: ritmo gara da partita amichevole, poca concentrazione ed una imprecisione costate che ha prodotto una serie infinita di passaggi e cross sbagliati (da entrambe le parti). Passi che nella Juve c’erano diverse assenze (Camoranesi, Trezeguet, Del Piero, Legrottaglie, Poulsen, Zanetti, Grygera), tanto che nel secondo tempo Ranieri ha dovuto tirar fuori dalla naftalina nientemeno che Tiago; ma una così poca precisione dei giocatori bianconeri non può certo passare inosservata, anche perchè il gol di Amauri, arrivato da una prodezza personale, è stata una delle rare occasioni da gol avute in tutta la gara, per difetto proprio della manovra juventina.

I sostituti dei “titolari”, hanno confermato per quale motivo siedono in panchina: Sahliamidzic, schierato terzino destro al posto di Grygera, pur non avendo grosse preoccupazioni dalla sua parte, non ha mai raggiunto il fondo campo per crossare almeno una volta; Marchionni, sulla medesima fascia, perdeva spesso il pallone tra le sue stesse gambe, ma talvolta riusciva a crossare con buona intenzione, sbagliando però misura e direzione in modo piuttosto grottesco; Molinaro, che ”panchinaro” non è (e questo aggrava la sua posizione), pur non avendone azzeccata una per tutta la gara, ha avuto il privilegio di finire l’incontro solamente perchè Ranieri ha dovuto far entrare De Ceglie come centrale al posto di Marchisio, già ammonito e in direzione del secondo giallo; Iaquinta invece, davanti ad una difesa piuttosto modesta, non ha mai saputo impensierire il portiere, o scambiare in velocità con Amauri, a cui ha lasciato il compito di prendere il pallone a centrocampo, difenderlo, puntare l’uomo e cercare di andare in porta. Neppure Sissoko ha fatto una partita all’altezza delle sue possibilità, ma a lui si può anche concedere di tirare il fiato.

Questi preziosissimi tre punti conquistati coi denti, ci permettono di raggiungere la vetta della classifica del campionato dopo anni di assenza, ma forse il dato che deve più far riflettere la Juve in questo momento è quello dei gol realizzati nelle ultime quattro gare ufficiali. Un gol a partita è un bottino piuttosto magro per una squadra che ha spessissimo dominato l’avversario, e che, come sappiamo, avendo nella difesa il proprio punto debole, dovrebbe cercare (almeno con gli avversari alla sua portata) di segnare prima possibile per poi gestire il risultato cercando di colpire di rimessa e con spazi più larghi. Questa Juve invece, fatica a trovare il gol, a creare occasioni in modo anche semplice, e quando poi ci riesce non ha la capacità di congelare la partita.

C’è ancora molto da crescere, ma mercoledì è già ora di difendere la testa della classifica. Inter, non scappi.

Juventus – Zenit 1-0. Alla maledetta.

set182008

Alex prepara la "bomba".

Sembrava una partita destinata “maledettamente” allo 0 a 0, finchè il nostro capitano non ha calciato quella magica punizione da trequarti campo, proprio “alla maledetta”, e cioè colpendo il pallone nel centro, imprimendogli l’imprevedibile effetto “a foglia morta”. E’ bastato che il portiere facesse un mezzo passo verso il secondo palo per non riuscire più a recuperare la bordata di Alex.

Dicevamo una partita destinata allo 0 a 0, in quanto lo Zenit ha confermato quanto si temeva alla vigilia: una squadra rapida, che pressa, che scambia in velocità e molto forte fisicamente. In pratica, un osso davvero duro se consideriamo anche il diverso grado di preparazione atletica tra le due squadre.

Non a caso la Juve ha sofferto molto il dinamismo dello Zenit, sopratutto in attacco, con la nostra difesa talvolta ubriacata dagli avversari che hanno confezionato almeno due limpidissime palle gol. Queste manovre così pericolose hanno costretto Ranieri a togliere nel secondo tempo Molinaro (uscito tra i fischi dell’Olimpico) per un più intraprendente De Ceglie, che merito anche della maggior freschezza si è inserito subito bene in partita.

Sostituzione non voluta è stata invece quella di Camoranesi per Salihamidzic, causa l’infortunio del primo alla caviglia destra. Questo cambio ha limitato senza dubbio la Juve, che ha patito tantissimo l’uscita di Mauro non riuscendo più a saltare l’uomo sulla destra, se non con qualche sovrapposizione dell’ottimo Grygera. Questo ragazzo cresce di partita in partita e di questo passo anche per il migliore Zebina sarà difficile trovare posto in quel ruolo. L’assenza di Camoranesi ha tolto anche fantasia e geometrie a centrocampo, rendendo la manovra troppo prevedibile e togliendo molti rifornimenti alle due punte. Trezeguet in particolare è stato il fantasma di sè stesso; si è impegnato a rincorrere gli avversari, ma questo non è il suo mestiere. Ranieri lo ha sostituito con Amauri nel finale di partita, ma doveva toglierlo molto prima! Dopo il gol di Del Piero, alla squadra serviva un attaccante di peso che tenesse palla e lottasse anche a centrocampo. Inspiegabile il ritardo del mister. 

Il finale è stato tutt’altro che in linea con le due partite di campionato, con la Juve a dominare letteralmente l’avversario con il solito gigante Chiellini a chiudere la difesa, ed il mostruoso Sissoko per il centrocampo.

Altra nota positiva va a Nedved, che ha sempre corso fino al termine nonostante la partita di campionato giocata domenica. Uomo d’acciao. Juve d’acciaio.

Juventus – Udinese 1-0. Si può fare di più.

set152008

Domenica piuttosto positiva per i colori bianconeri; i tre punti presi su Milan e Fiorentina, con l’Inter che vince sempre a fatica, e con la Juve che sembra crescere di partita in partita, possono essere dei buoni motivi di soddisfazione.

La squadra si esprime sempre benissimo nel primo tempo, così come con la Fiorentina. Il gioco è spumeggiante, c’è gran movimento da parte di tutta la squadra, sia in appoggio che in copertura. I rientri di Chiellini dietro (solito gigante) e di Sissoko (monumentale) a centrocampo si sono sentito eccome. In particolare il malese ha fatto valere una personalità impressionante: non solo tackle e gioco duro, ma un vero e proprio regista di centrocampo, capace di proporsi sempre a ricevere il pallone e a giocarlo con rapidità e sufficiente precisione.  Che crescita questo ragazzo! Sicuramente a Liverpool si staranno mangiando le mani dalla rabbia.

Camoranesi, eletto “uomo partita SKY”, è stato il solito faro di centrocampo, con i suoi guizzi imprevedibili ed i suoi assist precisi. Qualche leziosità di troppo in un paio di occasioni, ma dopo una partita così gli si perdona tutto. Stessa cosa per Nedved, veramente indomito ed instancabile, visto che pur correndo come al solito per tutta la gara non ha accusato la stanchezza che altri suoi compagni hanno palesato al termine della partita. Solo la luce di Poulsen deve ancora brillare in questo centrocampo “perfetto”. Il danese non ha fatto una brutta partita, tutt’altro, data anche la conclusione da fuori area che si è stampata sulla traversa a portiere battuto. Pochissimi falli ed un filtro molto pulito a centrocampo, cosa molto buona e degna senz’altro di nota, ma la proposizione è frequentemente ”semplicistica”. Gioca molto facile, forse fin troppo; non rischia nessun passaggio difficile, appoggiando spesso lateralmente al primo compagno vicino. Paura dei fischi o Ranieri gli avrà ordinato di perdere meno palloni possibili?

L’assenza di Del Piero e Trezeguet (che saranno schierati per la Champions mercoledì), ha lasciato spazio alla coppia Iaquinta-Amauri, confermando quanto di buono diceva Ranieri su questa coppia. Amauri ha dimostrato di poter giocare con chiunque, la sua mobilità è impressionante e la sua potenza gli permette di difendere palla come pochi in serie A. Bravissimo nel colpo di testa che ha fruttato il palo, molto bravo in opportunismo nell’occasione del gol. Un giocatore davvero completo. Iaquinta, che sicuramente è meno tecnico di Amauri, mette comunque del suo in tutte le azioni di attacco, correndo generosamente in profondità ora nei movimenti da punta, ora in quelli da ala pura. Interprete “ravanelliano” del calcio. 

Anche se la vittoria in casa con l’Udinese è stata sacrosanta ed insindacabile, esistono comunque diversi argomenti di discussione piuttosto interessanti. Iniziamo con la difesa, dove Grygera ha accompagnato meno la manovra rispetto alla gara di Firenze (cosa piuttosto strana visto la gara più semplice del match con i viola), dove addirittura si poteva ipotizzare di passare a tre dietro per inserire magari un giocatore come Marchionni e spostare Camoranesi dietro le punte. Sull’altra fascia De Ceglie (preferito a Molinaro in vista della Champions), che ha mostrato buon dinamismo presentandosi in fascia un discreto numero di volte; i piedi sono quelli che sono, ma anche a lui il tempo saprà dare qualcosa. Anche Mellberg avrebbe potuto raggiungere la sufficienza piena, ma su di lui pesa l’erroraccio di fine gara che ha permesso all’Udinese di usufruire di un’occasione gol clamorosa. Abbiamo rischiato di ripetere la stessa beffa di Firenze, ancora una volta con Mellberg protagonista, e questo Ranieri lo deve valutare. Occorre crescere di più e più velocemente in questo reparto.

Dopo il gol di Amauri, la Juve ha tirato i remi in barca. Alcune volte si parla di “paura di vincere”. Vista l’occasione avuta dall’Udinese si può anche parlare di ”paura di perdere”. Tutti noi abbiamo tirato un sospiro di sollievo quando l’arbitro ha fischiato la fine. Dieci, quindici minuti finali di autentico sbando, dove la squadra ha perso la bussola e sopratutto il controllo del gioco. Perplessità per i cambi di Ranieri: nei cinque minuti finali sono usciti Amauri e Iaquinta per Del Piero e Trezeguet. Un cambio quantomento insolito poichè Trezeguet non può tenere palla meglio di Amauri (cosa indispensabile in quel frangente di gara), ed inoltre se i due ”titolari” sono stati risparmiati per la Champions non si vede l’utilità di esporli a qualche infortunio negli ultimi minuti, col rischio di ripresentare gli sfiniti Amauri-Iaquinta anche mercoledì. 

highlights

La “Buffonata”.

set82008

Settanta milioni per Buffon? Si, in contanti per pronta cassa, basta solo passare a prenderli.

A nessuno poteva venire in mente che la notizia fosse proprio una bufala, o meglio, una “buffonata”? Settanta milioni di euro sono soldi, sopratutto per un giocatore che non fa gol, e quindi che non vende merchandising e che non vince classifiche cannonieri e palloni d’oro (grazie alle regole bigotte ancora in essere).

E allora giù sondaggi se sia giusto che la Juve valuti l’offerta faraonica del Manchester City, e giù petizioni per bloccare il passaggio imminente del portiere in Inghilterra…. Invece il passaggio non si farà, per un motivo molto semplice: l’offerta non è mai arrivata perchè non esiste. Così come non esisteva il contatto col Barcellona per la cessione di Trezeguet, per il quale noi tifosi juventini non ci siamo scomodati tanto quanto per Buffon. La conferma è arrivata dal Presidente Cobolli Gigli che ha risposto così a chi gli chiedeva ieri della “trattativa” con gli arabi: “Questa estate c’e’ stato un altro episodio di fantacalcio, ovvero la vicenda Trezeguet-Barcellona. Era fantacalcio quello, e figuriamoci se non lo e’ questo…“.

I motivi per cui Buffon NON PUO’ muoversi da Torino sono chiari:

  1. Al giocatore non interessa andare a guadagnare di più, altrimenti sarebbe passato al Milan 2 anni fa
  2. Gigi ha sposato il progetto Juve, e come tutti gli altri non vede l’ora di ritornare a vincere con questa maglia
  3. Per noi tifosi è una bandiera quanto lo sono Del Piero e Nedved, e lui sento molto questo affetto
  4. La società non ha nessuna intenzione di valutare una sua cessione in quanto risulta l’unico pezzo insostituibile della squadra
  5. Non esistono altri portieri all’altezza di Gigi (o anche di un gradino sotto) acquistabili in questo momento (vedi Milan che ne ha 3, tutti penosi)
  6. Il portierone si avvia verso un’età dove gli infortuni possono essere più difficili da recuperare. Spendere 70 milioni di euro per un portiere in età avanzata che ha spesso il mal di schiena, non è considerato da tutti un buon affare

Calma juventini, ogni tanto riflettiamo.

Preso Iago, resta Tiago.

set32008
Il campioncino del Barcellona Falque Silva Iago, è stato acquistato ufficialmente dalla Juventus, per una cifra non ancora resa nota. Si conoscono ancora pochi dettagli dell’accordo, anche se è stata pubblicizzata la scadenza del contratto, fissata al 30 giugno 2012.
Classe 1990, Iago sarà subito inserito nella Primavera, per ambientarsi gradualmente e per potersi rinforzare in vista del salto di categoria previsto per il prossimo anno. Il suo ruolo infatti coincide con quello di Nedved che avendo appena compiuto 36 anni potrà decidere a fine campionato di mandare il suo procuratore a ritirare la meritata pensione all’ufficio postale.
Il suo ingaggio conferma l’attenzione della Juventus per i giovani“, ha pronunciato Secco alla presentazione del giocatore, e come dargli torto vito che tra qualche anno il centrocampo bianconero potrebbe essere composto da Marchisio, Giovinco, Iago, e magari ancora Nedved se nel frattempo non avremo mai vinto la Champions League.
Intanto, la Juve ha iscritto la brutta copia di Iago (ovvero quello con la T iniziale), nelle liste Champions, e ciò significa che il portoghese rimarrà “in forza” alla nostra squadra.

Vogliamo andare allo stadio.

set22008
Nessuno ha il diritto di vietare una trasferta di tifosi. Nemmeno il Ministro dell’Interno Maroni, il quale ha dichiarato testualmente: “Prenderemo decisioni drastiche”, sottintendendo che non solo ci saranno punizioni per i “tifosi” napoletani colpevoli dell’assalto al treno, ma anche per tutti i tifosi delle altre squadre, quale monito per le prossime giornate di campionato. I provvedimenti ovviamente riguarderebbero le sole trasferte, che potrebbero essere vietate per 2 o 3 giornate su tutti i campi della serie A.
Non si capisce per quale motivo il Ministro voglia punire anche i non colpevoli. Così facendo, non solo esaspera maggiormente il clima di tensione, ma oltretutto alimenta la rabbia e il disappunto dei tifosi verso governo ed istituzioni che negli stadi vengono rappresentati poi dalla Polizia. E sappiamo tutti quanto è difficile per un poliziotto prestare servizio negli stadi.
Il giro di vite che vuole Maroni è condivisibile come principio, sulla base del quale si deve garantire sicurezza ed eliminare “il marcio”. Quello che non è condivisibile è il modo di attuarlo.
In questi anni, ne abbiamo viste di tutti i colori: vietare gli striscioni, istituire il biglietto personale, cancellare trasferte, monitorare ogni centimetro delle tribune con le telecamere…… decisioni in alcuni casi grottesche, e nessuno di questi provvedimenti è servito ad ottenere ordine e controllo della situazione. Ciò significa che aumentare le limitazioni non è la strada giusta. Se non altro perchè non tutti coloro che vanno in trasferta fanno della violenza e del vandalismo la ragione del loro viaggio.
Le soluzioni vanno trovate altrove, perchè per “salvare il calcio” (quante volte abbiamo sentito questa espressione dai burocrati del calcio…) non possiamo togliere i tifosi dallo stadio. Quando sentiamo dire “partita di calcio”, a chi non viene in mente lo stadio pieno di gente? E chi non ricorda la sigla di 90° minuto con lo stadio che si riempiva velocemente di tifosi? E qual è il giocatore che non vede l’ora di segnare su questo o quel campo davanti a 50, 60, 70 mila spettatori? Questo perchè il calcio è tifo e perchè il tifo dà un senso al calcio.
Questa è da sempre una passione per chi gioca ma anche per chi guarda. E la passione di un calciatore talvolta può anche essere inferiore a quella di un tifoso. Per questo il Ministro Maroni non può permettersi di punire cento innocenti per educare un colpevole.