Archivio per ottobre 2008

Bologna – Juventus 1-2. Vittoria alla ceca.

ott302008

Era importante vincere, per confermare i progressi delle ultime gare. Era importante fare punti, per tenere il passo delle grandi. Era importante crescere e continuare ad essere sempre più squadra. Era importante non mollare, nel momento in cui anche gli avversari perdono qualche colpo. E quando si tratta di non mollare, lui c’è sempre: Pavel Nedved, la furia ceca, l’anima della squadra, il pallone d’oro della grinta, il giocatore ideale che tutti gli allenatori vorrebbero in squadra. Infaticabile guerriero, ovunque lo metti lui gioca, corre e rincorre, “picchia”, tira, crossa, attacca e difende. Giocatore unico e straordinario, nessuno come lui in questo momento. La Juve deve molto stasera al suo campione, autore di due gol (splendido il primo, dopo aver dribblato due avversari nello stretto) e di tanti Kilometri macinati. Stasera Ranieri dandogli la fascia di capitano per l’assenza di Del Piero (fortunatamente soltanto a riposo), gli ha detto “oggi sei il capitano della Beretti (la primavera della Juventus ndr)“, perchè un trentaseienne che porta a spasso i ragazzini non si vede tutti i giorni.

Ma ad onor del vero bisogna riconoscere che la Juventus di tasera non è stata solo Pavel Nedved. Anche altri giocatori hanno fatto piuttosto bene, mi riferisco a Sissoko, Chiellini, Mellberg (ancora una buona gara sulla fascia destra per necessità) ed il giovanissimo Ekdal. “Positivo” il ritorno di Tiago (si, “gioca” ancora nella Juve) che ha alternato una buona circolazione di palla ad imprecisioni talvolta banali. Nel complesso però si è visto un giocatore che ha messo impegno e buona personalità nel proporsi all’interno dell’impianto di gioco.

Diciamo chiaramente una cosa: per tre quarti di partita non c’è stata storia, e di questo bisogna tener conto nei giudizi. La Juve ha dominato la pochezza di un Bologna inguardabile, senza nessuna capacità di offendere e sopratutto senza nessun spirito di applicazione. Tanto che a risultato acquisito (e cioè a circa 25 minuti dalla fine), Ranieri ha pensato (giustamente) di far entrare Giovinco, a cui di solito riserva non più di un quarto d’ora. Niente poteva far pensare ad un gol dell’ex Di Vaio che incornava in mischia un cross da palla inattiva. Da lì la partita si è capovolta, con i padroni di casa ad attaccare a testa bassa e noi ad avere qualche stupido affanno di troppo. Scene già viste in tutte le partite dove la Juve sia passata in vantaggio.

Non è più un caso ormai se i bianconeri vincano sempre e solo con un gol di scarto. Ormai non si scappa: o è 1-0, o è 2-1. E mi lascia perplesso il fatto che nessuno degli addetti ai lavori abbia posto l’accento su questo aspetto. La Juve è una squadra che riesce quasi sempre a trovare il gol, ma fatica quasi sempre a difenderlo. Evidentemente c’è anche un limite di personalità o di mentalità nella squadra, che cede letteralmente l’iniziativa ogni qualvolta si trova in vantaggio. Stasera non è andata così per i demeriti di un Bologna troppo svogliato, ma appena lo spiraglio si è aperto con Di Vaio, ecco che la sofferenza è iniziata.

Questo è un gioco “borderline”, che tiene sempre le partite in bilico fino alla fine. Può andarti sempre bene, cara Vecchia Signora, ma ci sono partite già vinte che poi rischiano di finire con un pugno di mosche, come a Firenze. Molte volte i campionati, le qualificazioni, le coppe, si sono decisi sul filo di lana, e alla fine anche due o tre punti possono essere pesantissimi. Attenta, Vecchia Signora….

Biglietti Juve – Roma: studenti, donne e “bambini” a 10 euro.

ott292008

A seguito dell’ordinanza Prefettizia circa il divieto ai sostenitori romanisti di seguire la propria squadra per la partita con la Juve, il settore ospiti dell’Olimpico si è reso disponibile al pubblico bianconero e pertanto, se dovesse andare bene la partita con il Bologna, si prevede un gran bel pienone.

L’iniziativa della società di “svendere” i posti del settore ospite, era già stata testata in precedenza riscuotendo un buon successo, apprezzabile sopratutto in periodi in cui vedere una partita di cartello equivale a spendere cinquanta euro per un biglietto di curva…

Di fatto quindi, le donne, gli studenti (anche universitari) e i ragazzi fino a 18 anni, potranno entrare al prezzo ridotto di euro 10,00. I biglietti sono già disponibili, ma non si possono acquistare (sempre per ordinanza del Prefetto), nè attraverso internet, nè attraverso i call center. I tagliandi possono essere reperiti attraverso le ricevitorie autorizzate della sola regione Piemonte e i cui beneficiari siano residenti nella regione stessa.

Alla ricerca della continuità.

ott292008

Non sarà facile cercare la conferma dei risultati contro un Bologna che si esalta quando incontra le grandi. E’ questo all’incirca il concetto di base esposto da Ranieri durante la conferenza stampa della vigilia.

Oltretutto non vi sono stati rientri dal punto di vista infortuni. Il solo Camoranesi ha svolto il primo allenamento completo insieme alla squadra, ma siamo ben lontani dal considerarlo recuperato. Anzi, rispetto alla partita con il Toro mancherà dal primo minuto anche Legrottaglie. E quindi spazio.. alla fantasia. Finalmente Giovinco potrebbe partire titolare, dato il probabile riposo di Del Piero e l’innesto di Iaquinta al posto di Amauri. In mezzo al campo giocherà forse la “strana coppia”, un’occasione in più per vedere nuovamente all’opera questi due “registi atipici”. E  proposito di registi, sono arrivati a Torino i legali di Diego Ribas de Cunha, il regista del Werder Brema già corteggiato numerose volte in passato. Ranieri ha risposto che potrebbero essere a Torino per il “Salone del Gusto”, ma quale gusto migliore di firmare un contratto con la Vecchia Signora?

Caccia al biglietto per Bologna – Juve.

ott282008

All’improvviso la Juve “tira” ancora. Se fino a pochi giorni fa avevamo regitrato sul nostro blog le offerte dei tifosi per la vendita dei loro biglietti relativi alla sfida col Real, le ultime gare fanno registrare per il prossimo turno di campionato l’effetto contrario. E’ già febbre biglietti per la trasferta di Bologna, dove la Juventus gode di moltissimo seguito, così come in tutta l’Emilia Romagna, del resto.

Bastano le ultime due gare per far riprendere entusiasmo a tutti i supporters bianconeri, segno evidente di come molti tifosi credano ancora fortemente nella stagione in corso. Purtroppo però la gara di Bologna non si prospetta tra le più semplici; tra tutti gli infortunati, solo Camoranesi sarà recuperato, e pure parzialmente. L’infermeria super affollata (nella notte verrà allestito anche un ospedale da campo a Vinovo con il contributo del Gaslini), non lascia sperare per altre buone sorprese. In aggiunta, vari giocatori tra cui Del Piero ed Amauri, appaiono veramente stanchi e se dovessero affrontare anche il prossimo turno infrasettimanale, non riuscirebbero a reggere il confronto di ritorno col Real ed il successivo match con la Roma, gare peraltro più importanti rispetto al prossimo turno di campionato. Ragion per cui in casa Juve si stanno valutando soluzioni di turnover o in alternativa bagni comuni in acque di Lourdes.

Per sdrammatizzare la situazione leggiamoci la formazione degli infortunati: Buffon, Salihamidzic, Zebina, Andrade, Grygera, Camoranesi, Zanetti, Poulsen, De Ceglie, Tiago, Trezeguet.

Juventus – Torino 1-0. Preso il Toro per le corna.

ott262008

Come se fosse un titolo di borsa, le prestazioni della Juve riescono a colare a picco e a schizzare alle stelle nel giro di due “sedute”. Fino a sette giorni fa, tutti ci chiedevamo quale futuro avesse questa squadra. Non solo, ma addirittura pareva già scontato l’esonero di Ranieri, con tanto di sondaggi su chi poteva esserne il sostituto (Ferrara? Conte? Donadoni?). Invece il nostro tecnico, dopo aver “matato” il Toro, ha “matato” anche tutte le critiche di uno spogliatoio poco unito, di giocatori che remavano contro, di una squadra senza più anima.

Due partite non fanno nè la Champions nè il Campionato, però nel momento dove la squadra era più in difficoltà per tutti gli infortuni, dove tutti sparavano a zero sul gioco e sulle qualità dei giocatori, e dove si affrontavano le due partite più attese dall’inizio della stagione, ecco che la Juve ha giocato da Juve, ha sofferto da Juve e sopratutto ha vinto da Juve. Non delle vittorie brillanti e così schiaccianti da meritare un 10 in pagella, ma senz’altro da squadra che VUOLE arrivare e che VUOLE lottare con tutte le sue forze.

Ranieri ha detto bene quando ha parlato delle critiche facenti parte del “gioco”. E noi siamo convinti che molte delle critiche erano calzanti, comprese quelle sui suoi cambi e su alcune sostituzioni avvenute solamente negli ultimi cinque minuti di gara. Ne nostro precedente commento per la sconfitta contro il Napoli, avevamo sottolineato di non condividere assolutamente il cambio di Del Piero per De Ceglie, facendo arretrare ancora di più il baricentro della squadra e dare fiducia al Napoli per spingere maggiormente. Ieri sera è accaduto l’opposto, e cioè fuori De Ceglie e dentro Giovinco. Mentre al San Paolo dopo la sostituzione segnò il Napoli, ieri sera con Giovinco in campo abbiamo avuto un uomo preziosissimo che ha sapuito tenere palla, e correre anche per gli stanchissimi Del Piero ed Amauri.

Ciò non toglie che a Ranieri vada comunque riconosciuto di aver tenuto unito un gruppo nonostante gli scarsi risultati, e oltretutto di aver spesso trovato soluzioni tattiche anche riproponibili in futuro: Nedved centrale per esempio, mi sembra un’ottima alternativa a Poulsen, liberando di fatto la fascia sinistra a Giovinco; De Ceglie esterno sinistro di centrocampo ha buone prospettive di miglioramento; Mellberg terzino destro non giocato assolutamente male. Non tutte le difficoltà vengono per nuocere, così come l’anno scorso scoprimmo la rinascita di Legrottaglie dopo l’infortunio di Andrade. Insomma questa Juve, nonostante i continui infortuni sta trovando piano piano la sua identità e la sua personalità; le defezioni settimanali (ieri Salihamidzich si è infortunato persino nel riscaldamanto!) impediscono di schierare una formazione che inizi a dare stabilità all’undici base e che permetta ai nuovi di inserirsi meglio nell’organico. Dovendo invece stravolgere ad ogni partita la formazione, anche i nuovi faticano maggiormente nell’ambientamento ad un modulo nuovo. Mi riferisco per esempio ai difensori ed ai centrocampisti che più di altri devono memorizzare degli automatismi importanti (fuorigioco, pressing, tempi di gioco, ecc….), cosa che Amauri invece può apprendere in minor tempo, dato che il suo compito è “solo” quello di fare gol!

E che gol riesce sempre a fare questo ragazzo! Riceve palla a trequarti campo, scatto in profondità, doppio passo e tunnel sul difensore (!), scatto in area e gol! Cinque gol da inizio stagione, tutti decisivi ed importanti.

David, ti aspettiamo ma puoi guarire con calma…. 

 

Juventus – Real Madrid 2-1. Galattici!

ott222008

 

Col cuore, coi denti, con la forza. D’in canto la Juve ritrova il vero spirito guerriero che l’ha caratterizzata in tutti questi anni di vittorie, sfoderando una perfetta prestazione nel primo tempo ed un’arcigna difesa nel secondo. Non si era mai vista da due anni a questa parte una Juventus così aggressiva, motivata e “affamata” come quella che ha affrontato i primi 10 minuti col Real. Ranieri e la squadra devono essersi detti in settimana che se avessero affrontato gli spagnoli giocando alla pari per l’intera partita, probabilmente ne avrebbero presi tre. Perciò i bianconeri sono scesi in campo per dare tutto nella primissima parte di gara, cosa svolta peraltro in modo fantastico, cercando di passare in vantaggio per sfruttare poi la velocità del duo Amauri – Del Piero negli ampi spazi lasciati dagli spagnoli. E così è stato.

Tutti l’undici juventino, seppur per quella brevissima frazione, ha dimostrato quanto valga questo gruppo nel momento in cui voglia fortemente applicarsi alla causa. Persino i vari Marchionni, Molinaro, Grygera, e cioè i giocatori che solitamente hanno una prestazione mai all’altezza delle aspettative, regalavano scambi in velocità, colpi di tacco, precisione nei passaggi…. ed è in questo modo che si è arrivati ben presto al fantastico gol del Capitano, che saggiamente decide di tirare in porta da fuori area nonostante il molto spazio a disposizione, evitando il recupero dei difensori e sorprendendo il sempre attento Casillas.

Ecco però che dopo il gol la Juve incomincia ad arretrare il suo baricentro, finendo col tempo, sempre più a ridosso della propria area di rigore. Un primo tempo con i ritmi iniziali sarebbe stato impensabile, certamente. E ci sta che la squadra debba per forza rifiatare. Non si capisce però l’atteggiamento spesso troppo timoroso nel riproporsi in avanti, sopratutto nei confronti di un avversario che continua a dimostrare grandi qualità dalla mediana in sù, e molta poca oraganizzazione in fase difensiva.

Ranieri continuava a raccomandare compattezza e vicinanza tra i reparti, ma ciò non significava rinunciare alla manovra, difenderi, o lasciare l’iniziativa all’avversario. In questo modo si è fatto solo il gioco del Real Madrid, che vedendosi attaccato raramente, ha potuto spingersi con più tranquillità in avanti, inserendo uomini bravissimi nel creare cross e assist sempre più pericolosi (grandissima prova di Robben che Molinaro si sognerà per molte notti), lasciando la nostra retroguardia sempre in affanno.

Il mister dovrebbe capire se questo nostro limite risiede nel fatto che nella formazione mancavano parecchi “titolari”, o se vogliamo, mancavano parecchi giocatori di personalità: Buffon, Poulsen, Camoranesi, Zanetti…. uomini abituati a questo genere di partite che possano imporre le loro caratteristiche anche ad un avversario di primissimo ordine. Se poi i sostituti vengono rimpiazzati a loro volta durante la gara per infortunio, ecco che il risultato del match col Real assume proporzioni di vera impresa. Legrottaglie (acciaccato) sostituito da Mellberg, Marchisio (distorsione alla caviglia) da Salihamidzic, Amauri per Iaquinta (a fine partita), hanno impedito a Ranieri di effettuare i giusti cambi nel corso della gara, imponendogli di ridisegnare la squadra alla bell’e meglio e non sulle sue reali necessità tattiche del momento.

Grazie al gol di Amauri di testa, con la complicità di qualche carambola “blanca”, la Juve trova il raddoppio che le permetterà di vincere nonostante il gol delle merengues siglato da Van Nistelrooy. Il primo posto nella classifica del girone H ed il pareggio tra Bate Borisov e Zenith, assicura alla Juve il passaggio del turno, ma c’è ancora parecchio da lavorare. Abbiamo rischiato l’ennesima beffa nel finale, ma non mi sento di criticare stavolta la squadra o l’allenatore, che hanno dovuto sopperire a molte assinze contro l’avversario più forte. Questo dev’essere un punto di partenza, come ha dichiarato Del Piero nel post-partita, e da qui deve veramente comincare la nostra rinascita.

Napoli – Juventus 1-2. De Ceglie per Del Piero?

ott192008
Ranieri sempre più solo

Ranieri sempre più solo

Se non è crisi è tracollo, caro Ranieri. L’unico “addetto ai lavori” che continua a non voler parlare di crisi Juve, nemmeno sotto l’evidenza dei risultati (tre pareggi e due sconfitte!) negli ultimi turni di campionato. Certo, i tanti, tantissimi infortuni stanno condizionando non poco i risultati della squadra, che come sappiamo, non abbonda di “pezzi da novanta”, e quindi sente molto la mancanza dei giocatori di maggiore qualità.

La sfida col Napoli è stata sulla farsa riga di molte altre prove della Juventus di quest’anno: sembra che si possa vincere da un momento all’altro e poi alla fine si perde, anche con la complicità del nostro allenatore.

Pur soffrendo infatti un buon Napoli, che della vivacità in attacco fa una delle sue armi migliori, passiamo in vantaggio con una gran girata al volo di Amauri, che si avventa su un buon cross di Poulsen dalla destra. E’ lì che la Juve si addormenta, o meglio, non solo non riesce ad amministrare il vantaggio come nelle altre volte, ma subisce il pareggio con il Napoli momentaneamente in dieci uomini (vedi Fiorentina- Juventus), lasciando che Hamsik colpisca di testa quasi sulla linea di porta. Il pareggio partenopeo dà alla testa Knezevic che invece di disimpegnare facilmente verso il portiere consegna il pallone sui piedi di Lavezzi che ringrazia e fa il 2-1. 

Si parlerà molto in settimana della complicità di Ranieri in questa sconfitta. Ancora sul risultato di parità, il mister sostituisce Del Piero con De Ceglie; chi tra tutti noi non ha esclamato :”ma è pazzo”? Dobbiamo vincere la partita e toglie Del Piero per mettere un difensore??? Sarà un caso, ma di lì a poco la Juve prende il secondo gol. L’allenatore giustificherà questo cambio dicendo che doveva riequilibrare la squadra con un uomo in meno a centrocampo rispetto al Napoli. Ma al Napoli allora sarebbe mancato a sua volta un giocatore in attacco o in difesa, rispetto all Juve e quindi perchè non imporre al Napoli le nostre caratteristiche invece di adattarci al loro gioco?

Stavolta Del Piero non ha avuto reazioni alla sostituzione, ma si può essere certi che anche lui avrà dato del pazzo a Ranieri al momento del cambio, così come fece Roberto Baggio ai mondiali americani nei confronti di Arrigo Sacchi. Con un Del Piero sempre più scontento, con una squadra che continua a perdere punti, con un gioco inesitente, con il momento di Giovinco che sembra non arrivare mai, e con una serie interminabile di infortuni che poco fa pensare alla sola malasorte, come può Ranieri continuare a rifiutare la parola “crisi”?

E sopratutto, con quale spirito una Juve così scarica può affrontare martedì il Real Madrid? Vi ricordate lo striscione esposto nella gara casalinga con le merengues? “Come può uno scoglio arginare il mare….” La Juve di adesso pare lo scoglio, in mezzo ad un mare di problemi.

RIALZATI JUVE!

Juventus – Palermo 1-2. E’ l’ora dei fischi.

ott52008

AAA cercasi Juve disperatamente. Oramai nessuno può più dire che la Juventus non sia in piena crisi. Tutti i giocatori appaiono fuori forma (anche se la preparazione atletica anticipata non giustifica una caduta così immediata), il gioco è sempre più prevedibile (nonostante l’innesto di Giovinco), e l’attacco “atomico” segna sempre di meno (pur essendo forse il reparto dove l’impegno non è mai mancato). E allora se alle principali motivazioni si contrappongono altrettanto valide scusanti, in cosa peccano i bianconeri per originare una crisi così profonda? Tre pareggi ed una sconfitta nelle ultime quattro partite di campionato, sono un bottino magro anche per una squadra di metà classifica.

In settimana c’è stato il tanto chiaccherato “processo a Ranieri”. C’è chi lo difende, ma anche chi lo vorrebbe già esonerare. Il presidente Cobolli Gigli, parlandone anche oggi dopo la sconfitta, ha ribadito totale fiducia e sintonia col tecnico, ma questo può anche essere un giudizio “di facciata”. Quello che potrebbe sconfessare il presidente, o meglio, farlo ricredere, sarebbero i malumori sempre più insistenti all’interno dello spogliatoio. Le voci di questi “musi lunghi” si sono palesate già da qualche settimana, nella persona del nostro capitano, che ancora oggi si è esibito in una strana esultanza dopo il gol segnato su punizione. Nessun abbraccio e nessun gesto solidale al mister (per sottolineare l’unione e la solidarietà verso il tecnico), ma tanta rabbia e molta voglia di tirare dritto per la sua strada. Colpisce un atteggiamento del genere verso un allenatore che comunque ti ha sempre considerato fondamentale e ti ha sempre fatto giocare.

Sarà forse per i rapporti interpersonali con i giocatori? Lo escluderei, dato che De Piero ha sopportato ben altri sassolini nelle scarpe, vero Capello? Potrebbe essere per la squadra che mette in campo, ma anche qui non sembra che Ranieri abbia stravolto le formazioni e anzi, abbia sempre cercato di fare la formazione migliore con gli uomini a disposizione. Si potrebbe quindi ipotizzare ciò che andiamo dicendo da diverse settimane, e ciò che il tecnico sia troppo lento nel cambiare in corsa la Juve, nell’analizzare i problemi e nel correggerli immediatamente, così come anche noi di “Juventus Supporters” lo abbiamo criticato spesso per le sostituzioni troppo ritardate, o addirittura totalmente sbagliate (a nostro personalissimo modo di vedere). Forse è questo il punto debole di questo allenatore?

Come dice Marcello Chirico, giornalista e tifosissimo della Juve, Ranieri in fin dei conti non solo non ha mai vinto nulla, ma non ha mai dimostrato doti particolari di “condottiero carismatico”, senza contare che la poca flessibilità dei moduli di gioco da lui adottati (solo e sempre il 4-4-2), ben si sposa con la nostra teoria della carenza gestionale dei giocatori e del modulo. Un “camaleonte solido” doveva essere questa squadra, invece non ha nessuna delle due caratteristiche citate da coach ad inizio stagione.

Certo è che anche i giocatori hanno le loro belle colpe. L’anno scorso (e quest’anno) Tiago è stato fatto oggetto di studio per via della sua posizione in campo. Non rendeva perchè, dicevano, la sua posizione in campo andava “azzeccata”. Quest’anno Poulsen gioca nella sua stessa posizione di sempre, eppure sta diventando il “Tiago 2008/2009″. Camoranesi, Sissoko, e gran parte della difesa viaggiano ad alti e bassi sempre più preoccupanti, mentre per Nedved… beh, gli anni passano per tutti.

Niente è ancora compromesso, ma bisogna avere l’umiltà di riconoscere che ci sono cose che vanno assolutamente cambiate. Ostinarsi a schierare una Juve poco spregiudicata nell’atteggiamento, sapendo di avere grossi problemi in caso di pressing avversario, è un comportamento suicida. Perchè allora non attaccare e non mettere le nostre punte in condizioni di valorizzare le loro potenzialità? Non ci interessa prendere due o tre gol a partita, se ne facciamo sempre uno in più.

Diamo in pasto un po’ di palloni ai nostri leoni là davanti. Penseranno loro a farci uscire dalla crisi. Avanti con Ranieri, per ora.

Bate Barisov – Juventus 2-2. Vivi per miracolo.

ott12008

Qualcuno doveva avvisare la Juve che la partita cominciava venticinque minuti prima. E così, dato che nessuno si è preoccupato di farlo, i bianconeri hanno preso ben due gol in questo lasso di tempo. Quasi mezz’ora di assenza ingiustificata ed ingiustificabile, a subire l’aggressione della più modesta squadra del girone H. Due gol ma molte oltre occasioni, con la nostra difesa sempre in affanno, a spazzar via il pallone e a cercare di cavarsela in tutti i modi. La squadra, incapace di uscire dalla propria metà campo e stordita dal forcing avversario, inanellava una serie di passaggi, di stop, di triangolazioni… tutti sbagliati.

E dire che a leggere la formazione c’era proprio da leccarsi i baffi: Giovinco preferito a Poulsen fin dall’inizio, con Camoranesi centrale insieme a Sissoko e Nedved sulla corsia di sinistra. In attacco largo allo scalpitante Iaquinta con capitan Del Piero. Niente da dire a Ranieri sullo schieramento di partenza, anche perchè Sissoko e Camoranesi sembravano più che sufficienti ad arginare il centrocampo bielorusso, aggiungendo inoltre la fantasia della “formica atomica” a quella del Camo. Invece l’italo-argentino si è distinto nella prima parte della gara, soprattutto per i suoi formidabili recuperi in difesa, da perfetto difensore centrale aggiunto. Sintomo questo, di una pressione così alta del Bate, che ha costretto il nostro centrocampo ad arretrare quasi sulla linea dei difensori.

Ma quello che Ranieri non aveva previsto, o che non aveva interpretato nei suoi giocatori, è stata l’assenza di concentrazione iniziale, o meglio, la presunzione di vincere una trasferta di Champions giocando al 50% delle proprie possibilità. E questo atteggiamento non si può correggere cambiando la disposizione o i giocatori in campo. La Juve doveva trovare dentro di sè la forza di regire, di crescere col passare dei minuti e di sprigionare l’orgoglio per vincere una partita già compromessa. Orgoglio mostrato dall’urlo di Iaquinta verso i compagni dopo aver insaccato l’1-2 con un potente colpo di testa, proseguito col pareggio sempre del friulano, servito per la seconda volta da un buon Giovinco.

Vitale chiudere il primo tempo in pareggio, evitando così sostituzioni azzardate e sbilanciamenti che avrebbero sicuramente portato a maggiori rischi per la nostra difesa. Nel secondo tempo entra Marchisio per Camoranesi (nel tentativo di dare più solidità a centrocampo), e nel finale Amauri al posto di Iaquinta (inutili i soliti dieci minuti che Ranieri concede a un attaccante), portano la Juve alla fine dei secondi 45′, con poche occasioni da rete, tanta confusione, qualche “giallo” di troppo ed il rammarico di aver preso il secondo gol con Legrottaglie che da CINQUE MINUTI invocava inutilmente il cambio.

Per le prossime gare si consigliano esercizi sui fondamentali: stop, palleggio, passaggi corti e lunghi. Vedrete che poi andrà meglio.