Juventus - Reggina 4-0. Fioccano gol a Torino. 250 su Alex.
Dieci? Quindici? Forse venti. Sono i minuti in cui la Reggina è riuscita a resistere agli assalti di una Juve che ha saputo fare una partita “matura”, seppur davanti alla pochezza dell’avversario. Matura perchè ha esercitato una pressione costante, senza perdere mai la concentrazione (cosa facile quando passi in vantaggio in casa), surclassando anche gli avversari dal punto di vista fisico quando la neve ha cominciato ad influenzare decisamente l’andamento della gara.
Purtroppo però non ci sono solo buone notizie. Nei primissimi minuti di gara infortunio alla spalla per Camoranesi, che ha giocato praticamente tutto il primo tempo alla “Beckenbauer”. Per lui si parla di sublussazione della clavicola destra e di 3 settimane minimo di stop. Salterà evidentemente anche il MIlan. Ciò però non gli ha evitato di trovarsi al posto giusto quando Nedved (servito di tacco da Del Piero) è entrato in area sulla sinistra mettendo una bellissima palla dietro per l’arrivo di Camoranesi che ha piazzato una forte conclusione sotto traversa. Da lì in poi la Reggina comincerà a spegnersi con l’avanzare della Juve e della neve. Si salva solo una fiammata della squadra calabrese che colpisce la traversa per effetto di una fortuita deviazione in mischia, scaturita da un cross su palla inattiva.
I bianconeri non si accontentano dell’1-0 e giustamente, viste le condizioni meteo ed il peggioramento del terreno di gioco; meglio chiudere in fretta la partita. La pressione porta al gol di Amauri, che prima fa valere tutta la sua potenza nel prendere posizione in area sull’arrivo di una palla vagante, e poi sfruttando tutta la sua velocità ed il suo opportunismo nello spingere in gol il pallone sporcato da diversi rimpalli. Rimane questa l’unica nota positiva per Amauri che non sta attraversando evidentemente un gran momento di forma, così come già visto contro l’Inter. Il ragazzo non ha più la freschezza atletica e psicologica dell’inizio stagione. Non riesce più a lavorare per la squadra come prima, ripiegando e facendosi carico di quel raccordo centrocampo-attacco che in teoria dovrebbe vedere alternati lui e Del Piero. Ranieri fa benissimo a farlo giocare, ma fa benissimo a sostituirlo spesso in queste ultime gare con Iaquinta. In questo modo non sfiducia il brasiliano e tiene sulla corda Iaquinta (per una volta condividiamo appieno la sostituzione di Ranieri). Certo è che di giocatori fantasma che segnano comunque tanti gol, ne conosciamo altri (leggi Trezeguet), e ben vengano questi periodi appanati se comunque la mettono sempre dentro, riuscendo ad arrivare alla fine dell’anno sempre in doppia cifra. Amauri di questo passo può arrivare tranquillamente a 15 gol, anche se poi bisognerà vedere quanto sarà impiegato dopo la guarigione di Trezeguet. Sicuramente è uno di quelli che sta patendo la poca attitudine alle frequenti partite, in quanto sembra forse più scarico di testa che di gambe. Contrariamente a quanto si possa pensare, giocare ogni tre giorni è si un problema “fisico”, ma sopratutto un problema “mentale”, di stimoli; ed è anche qui che un calciatore capisce quanto deve ancora imparare per essere un giocatore “completo”, da Juve.
Due a zero e Juve che controlla agevolmente il campo. Un campo sempre più pesante, dove la palla a terra inizia a diventare imprevedibile. Forse per questo che il terzo gol arriva su colpo di testa di Chiellini, sbucato chissà da dove, anticipando e “rubando” la marcatura ad Alex Del Piero. Il capitano si rifarà di lì a poco trasformando il rigore per l’atterramento di Giovinco in area, sempre pericoloso col la palla tra i piedi. Stavolta Ranieri gli concede qualche minuto in più e lui dimostra anche solo quando tocca la palla che di qualità ce n’è da vendere.
Nel complesso tutti gli effettivi hanno giocato bene e la squadra si è mossa in modo ordinato. Una spanna su tutti Chiellini, Sissoko e per forza Del Piero.
Il rigore di Alex è il 250° gol con una sola maglia, quella bianconera. Un traguardo ormai irraggiungibile in questo calcio moderno dove il cambio di bandiera è sempre benedetto dal dio denaro. E sappiamo che oggigiorno il denaro comanda il calcio. Del Piero eroe di un calcio ormai tramontato, fatto di passione, di sudore, di colori bianchi e neri, di dedizione, di serietà , di sacrificio, di intelligenza, di vittorie sul campo (e non di scudetti cartonati) e di umiltà . Come lui solo Buffon.
Con questi due “capitani” in testa la Juve può veramente continuare a tramandare lo spirito juventino alle generazioni future. “La Juve non gioca mai per arrivare seconda”, ha detto Ranieri. De Coubertin alla Juve non esiste.









Iscriviti per essere sempre aggiornato!