Archivio per novembre 2008

Juventus – Reggina 4-0. Fioccano gol a Torino. 250 su Alex.

nov302008

Dieci? Quindici? Forse venti. Sono i minuti in cui la Reggina è riuscita a resistere agli assalti di una Juve che ha saputo fare una partita “matura”, seppur davanti alla pochezza dell’avversario. Matura perchè ha esercitato una pressione costante, senza perdere mai la concentrazione (cosa facile quando passi in vantaggio in casa), surclassando anche gli avversari dal punto di vista fisico quando la neve ha cominciato ad influenzare decisamente l’andamento della gara.

Purtroppo però non ci sono solo buone notizie. Nei primissimi minuti di gara infortunio alla spalla per Camoranesi, che ha giocato praticamente tutto il primo tempo alla “Beckenbauer”. Per lui si parla di sublussazione della clavicola destra e di 3 settimane minimo di stop. Salterà evidentemente anche il MIlan. Ciò però non gli ha evitato di trovarsi al posto giusto quando Nedved (servito di tacco da Del Piero) è entrato in area sulla sinistra mettendo una bellissima palla dietro per l’arrivo di Camoranesi che ha piazzato una forte conclusione sotto traversa. Da lì in poi la Reggina comincerà a spegnersi con l’avanzare della Juve e della neve. Si salva solo una fiammata della squadra calabrese che colpisce la traversa per effetto di una fortuita deviazione in mischia, scaturita da un cross su palla inattiva.

I bianconeri non si accontentano dell’1-0 e giustamente, viste le condizioni meteo ed il peggioramento del terreno di gioco; meglio chiudere in fretta la partita. La pressione porta al gol di Amauri, che prima fa valere tutta la sua potenza nel prendere posizione in area sull’arrivo di una palla vagante, e poi sfruttando tutta la sua velocità ed il suo opportunismo nello spingere in gol il pallone sporcato da diversi rimpalli. Rimane questa l’unica nota positiva per Amauri che non sta attraversando evidentemente un gran momento di forma, così come già visto contro l’Inter. Il ragazzo non ha più la freschezza atletica e psicologica dell’inizio stagione. Non riesce più a lavorare per la squadra come prima, ripiegando e facendosi carico di quel raccordo centrocampo-attacco che in teoria dovrebbe vedere alternati lui e Del Piero. Ranieri fa benissimo a farlo giocare, ma fa benissimo a sostituirlo spesso in queste ultime gare con Iaquinta. In questo modo non sfiducia il brasiliano e tiene sulla corda Iaquinta (per una volta condividiamo appieno la sostituzione di Ranieri). Certo è che di giocatori fantasma che segnano comunque tanti gol, ne conosciamo altri (leggi Trezeguet), e ben vengano questi periodi appanati se comunque la mettono sempre dentro, riuscendo ad arrivare alla fine dell’anno sempre in doppia cifra. Amauri di questo passo può arrivare tranquillamente a 15 gol, anche se poi bisognerà vedere quanto sarà impiegato dopo la guarigione di Trezeguet. Sicuramente è uno di quelli che sta patendo la poca attitudine alle frequenti partite, in quanto sembra forse più scarico di testa che di gambe. Contrariamente a quanto si possa pensare, giocare ogni tre giorni è si un problema “fisico”, ma sopratutto un problema “mentale”, di stimoli; ed è anche qui che un calciatore capisce quanto deve ancora imparare per essere un giocatore “completo”, da Juve.

Due a zero e Juve che controlla agevolmente il campo. Un campo sempre più pesante, dove la palla a terra inizia a diventare imprevedibile. Forse per questo che il terzo gol arriva su colpo di testa di Chiellini, sbucato chissà da dove, anticipando e “rubando” la marcatura ad Alex Del Piero. Il capitano si rifarà di lì a poco trasformando il rigore per l’atterramento di Giovinco in area, sempre pericoloso col la palla tra i piedi. Stavolta Ranieri gli concede qualche minuto in più e lui dimostra anche solo quando tocca la palla che di qualità ce n’è da vendere.

Nel complesso tutti gli effettivi hanno giocato bene e la squadra si è mossa in modo ordinato. Una spanna su tutti Chiellini, Sissoko e per forza Del Piero.

Il rigore di Alex è il 250° gol con una sola maglia, quella bianconera. Un traguardo ormai irraggiungibile in questo calcio moderno dove il cambio di bandiera è sempre benedetto dal dio denaro. E sappiamo che oggigiorno il denaro comanda il calcio. Del Piero eroe di un calcio ormai tramontato, fatto di passione, di sudore, di colori bianchi e neri, di dedizione, di serietà, di sacrificio, di intelligenza, di vittorie sul campo (e non di scudetti cartonati) e di umiltà. Come lui solo Buffon.

Con questi due “capitani” in testa la Juve può veramente continuare a tramandare lo spirito juventino alle generazioni future. “La Juve non gioca mai per arrivare seconda”, ha detto Ranieri. De Coubertin alla Juve non esiste.

Zenit – Juventus 0-0. Risultato “congelato”.

nov262008

Una delle difficoltà di giocare la Champions League, sta proprio nel fatto che se ti capita una squadra del nord Europa, o peggio ancora una dell’ex Unione Sovietica, rischi di veder trasformata una partita di calcio nell’Holliday on Ice. Con tutti i rischi che ovviamente ne conseguono. Alla Juve in fondo è andata piuttosto bene, anche se a dire il vero “bene” sarebbe significato vincere. Ma lo Zenit SanpietroFRIGO ha cercato di sfruttare in pieno i vantaggi derivati dal gelido clima e dal “calore” del proprio pubblico. Così ne è nata una partita piuttosto vivace, grazie all’animosità dei nostri avversari costretti a vincere per passare il turno, e ad una Juventus tutt’altro che remissiva o disposta a fare da sparring partner.

Lo Zenit ha puntato molto sulla corsa, proprio perchè nei climi freddi è veramente difficile rompere il fiato ed avere la muscolatura reattiva. La Juve ha impostato una gara di contropiede, badando bene a non “scoprirsi” troppo. Nonostante ciò le occasioni degli avversari sono state anche troppe. Alcune per grossolani errori di disimpegno o di palloni persi per via di scivolate sul campo viscido. Ma l’occasione più clamorosa l’ha avuta sui piedi Del Piero che nel secondo tempo ha sparato fuori un ottimo assist di Iaquinta al termine di un “due contro uno” che ancora grida vendetta. Pazzesco.

Praterie sterminate per i nostri “purosangue” che non sono mai riusciti a realizzare un gol ad una squadra così sbilanciata e molto meno aggressiva rispetto a quella incontrata all’andata. Diverse quindi le occasioni da rete e i pali, sia da una parte che dall’altra. Ma ciò che forse colpisce di questa gara è un dato piuttosto singolare: possesso palla nel primo tempo: 64% Zenit, 36%  Juve; possesso palla finale: 67% Zenit, 33% Juve. Forse stavamo affrontando la Seleçao brasiliana e non me ne sono accorto? La Juve, come già constatato mille volte, DEVE tenere il pallino del gioco! Non è una squadra capace di sopportare gli assalti, di soffrire, di essere tanto solida da puntare solo sul contropiede. Ed infatti è proprio quando si cede l’iniziativa che si giocano le partite peggiori.

I bianconeri non hanno fatto proprio una gara da buttare, se consideriamo il fatto di essere in trasferta, di giocare in quelle condizioni climatiche, di essere sempre in emergenza infortuni, ecc…. Però a fine gara c’è la sensazione di tornare a casa con poco tra le mani. Come quando lasci un lavoro compiuto a metà. Sicuramente stasera si poteva fare di più, anche grazie all’innesto di un Giovinco che poteva dare fantasia alla manovra, e non come al solito nell’ultimo quarto d’ora! Vero Ranieri? Sopratutto con un Pavel Nedved che da un paio di partite necessita della tenda ossigeno e di un Camoranesi ancora lontano dalla condizione ottimale. Tra i migliori invece, si segnalano Grygera, Manninger ed il solito Chiellini.

Nella prossima gara casalinga contro Il Bate Borisov sarà sufficiente un punto per aggiudicarsi la vetta del girone H.

Inter – Juventus 1-0. Poche luci a San Siro.

nov242008

Si, ho ricevuto le vostre “lamentele” per il fatto di non aver scritto ancora il post di Inter-Juve. Mi sono semplicemente preso un giorno in più di riflessione per non scrivere troppo a caldo il commento di questa partita, che avrebbe avuto probabilmente un indirizzo troppo “emotivo”.

Inutile dire che l’attesa per questa gara era carica di speranza e di fiducia, molto più dalla nostra parte che da quella nerazzurra. Le premesse c’erano tutte: la squadra girava bene, era in crescita costante e continuava a vincere; il modulo di gioco di Ranieri fa “quadrare” bene la Juve; la crescita di alcuni giocatori importanti per il ruolo che occupano (i due esterni di difesa e Tiago in regia). Tutti ci aspettavamo “grandi cose” e sopratutto la vittoria, in qualsiasi modo fosse arrivata.

Ma qualcosa non è andato come si sperava. La sintesi corretta quanto veritiera, l’ha fatta il nostro tecnico Claudio Ranieri: “Non è stata la solita Juve”. Già, perchè solitamente la Juve impone (o cerca di farlo) il proprio gioco finchè non trova il vantaggio, mentre sabato sera ha subìto quasi sempre l’iniziativa nerazzurra. E noi sappiamo quanto va in crisi la nostra squadra quando perde il pallino del gioco (vedi i post precedenti). Non è stata la solita Juve nemmeno per quanto riguarda il reparto che meno dava preoccupazione, e cioè l’attacco. Amauri non ha quasi mai visto la palla, e anche Del Piero non è apparso assolutamente ai livelli di forma delle precedenti gare, vanificando così le armi tattiche con cui avremmo potuto fare decisamente male all’Inter: ripartenze veloci sfruttando il contropiede delle due punte. Sono mancati anche uomini che nelle partite maschie, come è da sempre il “derby d’Italia”, trovano e devono trovare esaltazione: parliamo di Nedved e Marchisio; spesso in ritardo, fuori tempo, lenti, quasi frastornati dal ritmo gara. Legrottaglie non ha saputo essere all’altezza di Chiellini, di gran lunga il migliore in campo e il migliore della Juve insieme a Manninger. E questa la dice lunga. Anche sulle fasce la Juve non ha saputo spingere in modo adeguato, tant’è che non si capisce come possano essere rimasti in panchina Camoranesi (entrato troppo tardi in campo) e Giovinco (altra gara in panchina). Alla fine del primo tempo almeno uno dei due sarebbe dovuto entrare al posto di Nedved o di Marchionni, chiaramente non in giornata.

Sono queste le cose che personalmente non capisco di Ranieri: la lentezza dei cambi. E questa è una critica che esce in quasi tutti i post di “Juventus Supporters”. Non è quindi il frutto postumo di una gara andata male, di una sconfitta o di una delusione. A tutti quanti ieri sera è parso evidente come sulle fasce non si potesse continuare ”l’immobilismo”. Perchè a lui no? E poi, dato che la sconfitta si stava profilando, non era meglio rischiare le tre punte inserendo Iaquinta ma lasciando in campo anche il fantasma di Amauri? A quel punto, perdere per perdere avremmo anche potuto creare qualche pericolo in più, seppure maggiormente sbilanciati. Ma con il cambio Iaquinta – Amauri non cambiava (e non è cambiato) assolutamente nulla dal punto di vista tattico.

Che dire quindi in definitiva? Che sicuramente alla Juve doveva essere dato un rigore su Marchionni, che il gol dell’Inter è stato più un “gollonzo” che un gol d’autore, che a noi è mancato subito Tiago per infortunio… ma tutte queste “scusanti” non possono cancellare una prestazione di poca vivacità e brillantezza. Qualcosa deve cambiare, anche nell’approccio alle gare.  

Il significato di Inter – Juventus.

nov182008

Cari lettori e tifosi juventini, accolgo con molto piacere il vostro invito ad esprimere un parere circa la sfida di sabato con l’Inter. Noto anche come per la scorsa partita con il Genoa non ci sono stati commenti da parte vostra, mentre ora mi si richiede persino in anticipo di intervenire. Questo la dice lunga sul polso della situazione, che per chi non l’avesse ancora capito, è bollente.

Voi sapete come sia consuetudine di questo blog stemperare gli animi e tenere le discussioni in un tono mai urlato e o fuori dalle righe. Ma Inter – Juve, o Juve – Inter, che dir si voglia, è sempre un’occasione per concedersi qualche licenza verbale. Penso che l’Inter, dopo aver accettato i due scudetti di cartone ed essere diventata vincente ed antipatica, sia di gran lunga la squadra meno sopportata da tutti i tifosi italiani. L’Inter con i suoi ridicoli sperperi, con i suoi anni a rincorrere tutto e tutti senza cavare un ragno dal buco, l’Inter dei suoi esoneri assurdi, dei suoi scudetti vinti “sotto l’ombrellone”, del suo arraffare titoli vaganti, assegnati da sentenze clamorose quanto ridicole. L’Inter che in tutto questo pensa di essere meglio di Juve o Milan, e che non si rende conto della sua lucida follìa…

Non ci sarà altro modo per far abbassare la cresta a questo “gallo impazzito”, se non quello di farlo ritornare nei posti che gli competono (ovvero a non vincere più nulla come al solito), se non quello di riempirlo di mazzate. Sportive, s’intende.

Per questo mi sento di prendere ad esempio le parole di Cobolli Gigli “A San Siro non cerchiamo vendette sportive ma solo di fare il risultato, bisogna guardare avanti e lasciarsi il passato alle spalle“, per dire che tu, caro Presidente, nonostante la stima che ognuno possa avere per te e per la società, questa volta hai sbagliato.

QUESTA PER NOI E’ UNA VENDETTA! E sarà completa solamente quando torneremo Campioni d’Italia. Quel giorno sarà uno dei più memorabili nella storia juventina. Ricordati, Presidente, della maglietta rosa nella foto e di quello che abbiamo subìto. Questa non può non essere vendetta.

Juventus – Genoa 4-1. Sotto a chi tocca.

nov142008

Partita divertente, forse un po’ meno per il Genoa. L’andamento della gara ha rispecchiato un po’ il match con la Roma. Primo tempo molto brioso, con la Juve che parte a mille impostando un gran ritmo alla gara. Genoa che cerca di coprirsi e di colpire appena possibile. Milito, grandissimo attaccante, viene fermato in modo molto dubbio un paio di volte e la Juve rischia grosso, come contro la Roma. I nostri però giocano bene e capitalizzano al massimo le occasioni da gol. Grygera, che contro il Genoa sfodera le sue prestazioni migliori, porta in vantaggio i bianconeri con una rasoiata da destra, quasi sulla linea dell’area piccola. Poco più tardi, lo stesso esterno destro (in questa partita quasi un’ala aggiunta), mette in area un buon cross che Amauri non si sogna di sbagliare: 2-0 per noi e abbraccio di Amauri a Iaquinta (alla faccia delle spaccature nello spogliatoio).

Primo tempo che si chiude con la Juve tutt’altro che sicura del risultato, vista la pericolosità di Milito che riesce a fare reparto da solo e ad avere spesso la meglio anche dei nostri super centrali. Ranieri nell’intervallo non cambia la squadra, che cresce con il passare dei minuti, dimostrando una condizione fisica impressionante. Si, proprio quella preparazione atletica che ha fatto tanto discutere e alla quale si erano imputati gran parte degli infortuni. Ebbene, ora la squadra appare non solo brillante, ma decisamente con una marcia in più rispetto alle altre ”grandi”. Contando anche che ci sono ancora otto infortunati! A parte i giovani come Molinaro (che “ara” la fascia fino al novantesimo), ma anche i senatori, quelli che tirano sempre la carretta come Nedved e Del Piero sembrano infaticabili. Quest’ultimo poi, pur non segnando, serve favolosi assist ai compagni, fungendo spesso da rifinitore; bellissimo il passaggio di prima che smarca Iaquinta davanti al portiere per il terzo gol della Juve, secondo del friulano in campionato. Genoa che accorcia le distanze su rigore per un fallo di mano involontario di Legrottaglie, trasformato da… indovinate chi? Quarto gol della Juve su autorete del Genoa derivato da un cross di Camoranesi da destra.

L’”argentino”, subentrato a Marchionni, sta riprendendo con calma il ritmo partita. Ranieri lo vuole recuperare totalmente senza rischio di ricadute, ma quando entra in campo si sente quanto il pubblico asttenda il suo ritorno, sebbene gli applausi siano anche per Marchionni, una delle tante liete sorprese nella passata fase di difficoltà. Non sarà facile per lui tornare in panchina. 

La Juve firma la settima vittoria consecutiva in campionato, confermando quanto di buono si era visto nelle partite precedenti. A mio parere rischia ancora un po’ troppo in difesa, ma questa è una conseguenza del sistema di gioco. La difesa alta, così come la interpreta la compagine di Ranieri, è un’arma a doppio taglio. Quando i due formidabili centrali riescono a tener corta la squadra, tutta la Juve gira in un altro modo: il pressing è efficace, il ritmo è alto, i giocatori si trovano a meraviglia, si rubano diversi palloni e si creano occasioni da gol. Parimenti, gli spazi dietro rimangono piuttosto ampi, e gli inserimenti di giocatori veloci possono fare malissimo alla difesa.

Resta il fatto che questa squadra pare proprio esser fatta per attaccare. Quando deve spingere riesce ad esprimersi al meglio, quando deve amministrare perde la sua identità.

E allora avanti, Juve! 

Biglietti ridotti per Juventus – Genoa.

nov132008

Continua la “promozione” della Juve per donne e studenti allo stadio. Tribuna Family a 20,00 euro, il Parterre EST / Ovest a 10,00 euro, questi i prezzi per under 18 e signore. Mentre per gli under 16 ci saranno prezzi dimezzati in Tribuna Centrale secondo anello (55,00 euro), Tribuna Ovest primo e secondo anello (20,00 e 25,00 euro) e Tribuna Centrale Est secondo anello (25,00 euro).

Per le modalità di acquisto visita il precedente post.

Piccoli uomini crescono: Iago Falque Silva

nov132008

Cari amici juventini, l’intervento di Andrea J che ha commentato il post della vittoria contro il Chievo, mi ha dato spunto per ribadire e sottolineare ancora una volta quali potenziali abbia la Juventus in prospettiva futura. Andrea ha giustamente elencato i giovani promettenti già nella rosa della prima squadra: Giovinco, De Ceglie, Molinaro, Ekdal, Rossi e Marchisio. Però forse c’è un altro elemento di indiscusso valore che sta crescendo enormemente nell’ombra: il suo nome è IAGO FALQUE SILVA.

Avevamo postato l’arrivo di Iago in modo molto convinto, credendo appunto nelle potenzialità del campioncino (vedi il post precedente), che sta rivelando tutta la sua classe nelle file della Primavera. Gol, dribbling e assist ai compagni sono quasi all’ordine del giorno nelle partite di Iago, che sicuramente raggiungerà presto la prima squadra se dovesse continuare di questo passo la crescita nel gioco e nella personalità. Paradossalmente potremmo dire che il giocatore con maggior potenzialità tra tutte le “nuove leve”, giochi ancora nella primavera. Il fatto che la Juve non lo abbia proposto subito in prima squadra ha diviso i tifosi: da una parte ci sono coloro che rimproverano alla società il poco coraggio nel proporre i nuovi talenti, cosa che non succede in altri paesi, dove un giocatore può esordire anche a sedici anni ove se ne riconoscano le qualità. Dall’altro ci sono quelli che invece caldeggiano una crescita più cauta del talento, evitando così che il ragazzo possa bruciarsi, prima ancora di bruciare le tappe. La dirigenza ha ribadito che Iago, essendo molto giovane, deve prima prendere confidenza con l’ambiente e la mentalità Juve, e nondimeno con il calcio italiano. Poi dovrebbe crescere maggiormente da un punto di vista squisitamente fisico. Se il processo dovesse concludersi positivamente a fine anno, Iago sarebbe quindi il settimo giovane nella rosa bianconera l’anno prossimo, dimostrando come la società abbia sicuramente gestito malino alcuni aspetti delle campagne acquisti, ma abbia lavorato egregiamente per quanto riguarda il settore giovanile, un aspetto peraltro ritenuto di sempre maggiore importanza negli ultimi anni della gestione Moggi, ed impostato quindi con una certa maestria. Non esiste altra squadra in serie A che abbia così tanti giovani di valore pronti per la maglia da titolare.

Il futuro è nostro.

Chievo – Juventus 0-2. Alex Supermaxieroe!

nov92008

 

 

 

 

 

 

 

 Nel giorno in cui Del Piero festeggia più di una ricorrenza trentaquattresimo compleanno e dueventocinquantesima rete in bianconero), e la Juve vince per la sesta volta consecutiva, sembra che con lo 0-2 di Verona ci sia poco altro da dire, se non soffermarsi appunto sulle celebrazioni. Ma non è così.

Ranieri ha il sentore di una squadra che inizia a sentire la stanchezza (come avevamo sottolineato anche noi nei precedenti post) e allora cambia, inserendo De Ceglie al posto di Nedved e Iaquinta per Amauri. Se il secondo innesto appare logico e forzato, il primo cambio è parso a tutti insolito; tant’è che anche Giovinco deve essersi meravigliato per la sua esclusione. Ad inizio di campionato si diceva dovesse recuperare le fatiche con l’olimpica, e quindi panchina; nelle partite successiva fu schierato solo in qualche frangente di gara; infine, da quando la Juve ha cominciato a vincere, di Giovinco non c’è più traccia nemmeno come sostituto, perdendo il ballottaggio con De Ceglie. Certo, quest’ultimo ha fatto bene nelle gare in cui Ranieri l’ha provato come vice Nedved, scoprendogli un’attitudine offensiva piuttosto interessante, ma Giovinco ha forse più bisogno di giocare rispetto a De Ceglie, in quanto essendo giocatore di fantasia necessita di più tempo per calarsi in nuovi ordini e schemi tattici.

Per il resto dei nove undicesimi la Juve è la stessa scesa in campo al Bernabeu. Il Chievo, invece di coprirsi schiera un sorprendente 4-3-3, che forse sorprende anche i bianconeri, letteralmente ubriacati sulle fasce dove Mellberg e Molinaro sono costretti a rincorrere e a concedere al Chievo importanti occasioni da gol nella prima parte di gara.

Ci pensa il solito Alex Del Piero a prendere un’ottima punizione nei pressi dell’area e a calciarla a giro sulla barriera, in modo molto simile al gol segnato alla Roma nella scorsa partita. Uno a zero che forse non rispecchia totalmente la prestazione opaca della Juve e la vivacità del Chievo. Quello che invece rispecchia benissimo il nervosismo di Sissoko è il suo fallo di reazione a fine primo tempo, che fortunatamente l’arbitro non redarguisce perchè non vede. Ranieri lo sostituisce (giustamente) con Ekdal, che farà la sua onesta partita così come tutte le altre volte che è stato chiamato in campo (altro giovane che ha un ottimo futuro in casacca bianconera).

Juve che nel secondo tempo non cambia sostanzialmente marcia, riuscendo a raddoppiare per un rigore concesso per fallo di mano di un difensore del Chievo che stoppa con la mano un pallone diretto a Iaquinta. Penalty calciato dallo stesso friulano (e non da Alex), parato dal portiere e ribadito in gol dal nostro attaccante. Chissà cosa gli avrebbe detto Del Piero se non avesse segnato? Per Iaquinta la vita sembra abbastanza dura quest’anno, stretto tra Amauri e Del Piero che girano a mille e con lo spettro di Trezeguet a cui spetta il ruolo di titolare…. Tanto impegno non basta, la corsa e la potenza atletica sono ottime armi ma gli altri tre hanno decisamente qualcosa in più, almeno in questo momento.

Discorso inverso invece per Tiago, che sembra essersi ritrovato a aver trovato una sua collocazione in campo. Che le sue difficoltà fossero solamente legate alla posizione? Io ne dubito, perchè sono sempre stato il primo a sostenere che Tiago non si impegnasse quanto la maglia bianconera richiedesse (vi ricordate il rigore calciato quest’estate? Lasciamo perdere…). Ma sono anche il primo a riconoscere i progressi e la trasformazione del giocatore nel ruolo di centrale nel 4-4-2. Forse il fatto di ambire a giocare da trequartista e di non vedere sbocchi in questo senso nel collaudato 4-4-2 di Ranieri gli aveva tagliato un po’ le gambe. Dopo 3 partite importanti giocate bene non si può più parlare di coincidenza.

Così la Juve porta a casa un altra vittoria, anche se nel secondo tempo come nel primo non mancheranno occasioni da gol per il Chievo (clamorosa quella di Pellissier), con la complicità della nostra generosa difesa. I due esterni hanno giocato sotto le aspettative, un passo indietro rispetto ai progressi continui delle ultime gare, eppure parevano i meno stanchi. I due centrali hanno avuto prestazioni alternate: bene Chiellini, quasi sufficiente Legrottaglie che rischia un altro rigore e pare anche lui in discesa così come già a Madrid. Tenere il rendimento di Chiellini non è facile…. Ma è molto più difficile tenere quello di Del Piero: altro gol, altra prestazione maiuscola, altra standing ovation.

Peccato per la vittoria dell’Inter all’ultimo minuto, ma la cosa più importante è aver ritrovato una Juve che sa vincere in tutti i modi. Non molliamo mai.

Real Madrid – Juventus 0-2. Del Piero oscura Obama.

nov62008

Nella prima notte di celebrazione del nuovo preidente degli Stati Uniti d’America, Alex Del Piero sale alla ribalta e attira su di sè i riflettori della scena mondiale, con due gol stellari al Santiago Bernabeu che regalano alla Juve una vittoria storica.

E’ veramente difficile scegliere il gol più bello. Nel primo, Ale prende palla sulla trequarti campi muovendosi tra le linee di centrocampo e difesa, punta la porta, si accentra per evitare l’intervento dei difensori, e quando arriva in zona tiro piazza una sciabolata a girare, che si insacca alla destra di Casillas. Il secondo gol, su punizione, è un perfetto tiro ad effetto sul palo del portiere che compie l’errore di fare un mezzo passo nella direzione opposta. Curiosa in questo caso la barriera messa da Casillas, a coprire il secondo palo anzichè il primo, nell’intento di veder partire la palla. Tattica da rivedere.

Juve quasi perfetta per tutti i novanta minuti. Pochi rischi e molto gioco, frutto di un’ottima personalità e concentrazione messa in campo da tutti gli undici di Ranieri. Prova ne è il fatto che il mister ha effettuato soltanto due cambi nel finale di gara: il solito Iaquinta per Amauri, e nei minuti finali De Ceglie per Del Piero con il solo fine di regalare la “standing ovation” per il capitano.

Il Real, molto approssimativo nella finalizzazione della manovra e poco aggressivo a centrocampo, ha subito spesso le geometrie della Juve, disegnate da un Tiago sempre più calatosi nel ruolo di regista a tutto campo. Vale senz’altro la pena a questo punto continuare con il portoghese in questo ruolo, visto i continui progressi del centrocampista e la crescita della manovra e del reparto con il suo innesto. Rimettere Poulsen o Marchisio sarebbe controproducente. In questo momento l’esplosione di Tiago può essere veramente l’arma in più della Juve, per lo meno finchè Zanetti non avrà totalmente recuperato. In tal caso sarebbe una bellissima lotta. Lo stesso discorso può essere fatto per Marchionni, veramente un altro giocatore rispetto al Marchionni di sempre. Molto reattivo, veloce, buona tecnica e personalità. Il posto è di Camoranesi, e lui lo sa. Ma può essere un’ottima alternativa per far rifiatare l’oriundo in questa lunghissima stagione, oppure schierato all’occorrenza a sinistra nel ruolo di Pavel, onde fosse necessaria un’ala vera. Marchionni e Camoranesi sulle fasce, con Pavel in mezzo potrebbe essere una soluzione che garantisca solidità a centrocampo e tanti cross per Amauri.

Parlando di difesa, ieri sera s’è visto un sempre più affidabile Mellberg, ideale in queste partite dove le folate offensive si fanno col contagocce. Non ha infatti il passo di Grygera, che usa (giustamente) la sovrapposizione a destra come efficace arma di spinta; la sua interpretazione del ruolo di esterno destro di difesa è molto statica, però garantisce un buon contenimento e sopratutto interventi puliti. Cosa che ieri sera è mancata un po’ ai nostri due centrali (Legrottaglie e Chiellini), che pur facendo una prestazione maiuscola hanno comunque compiuto degli interventi in area molto, molto rischiosi. In particolare Legrottaglie ha commesso un fallo molto stupido che poteva benissimo essere fischiato come calcio di rigore, così come una spallata di Chiellini in area che non sarebbe stato sicuramente penalty se il nostro difensore fosse andato solo ed esclusivamente in direzione del pallone.

Ad ogni buon conto, trascinati da Alex, la Juve è uscita tra gli applausi del Bernabeu. E noi ”Juventus Supporters” avremmo applaudito il Real se avesse fatto la stessa cosa a Torino? Avremmo applaudito Van Nistelrooy all’uscita dal campo. Questa è cultura calcistica.

Chapeaux a Del Piero. Chapeaux ai madrinisti.

Marchisio a Madrid: si, no, forse.

nov42008

Presi dall’entusiasmo per aver recuperato almeno Camoranesi per la trasferta di Madrid, la Juventus aveva inserito tra i convocati Champions anche il centrocampista Marchisio, che invece non sarà della partita. Sicura anche la defezione di Grygera, infortunatosi con la Roma; al suo posto giocherà Mellberg, già provato in quel ruolo con risultati discreti, ma va comunque considerato un sostituto di un sostituto (il titolare era sempre Zebina).

Migliorano le condizioni di Zanetti, ma da qui a portarlo a Madrid ce ne passa….

Arbitrerà l’olandese Vink.