Archivio per febbraio 2009

Nedved lascia il calcio. C’è da credergli?

feb272009

L’annuncio di Nedved, o meglio dovremmo dire ”l’ennesimo” annuncio di Nedved per l’addio al calcio, è piombato come un fulmine a ciel sereno nell’ambiente juventino. Il fatto che fosse proprio “l’ennesimo annuncio” non avrebbe dovuto essere una proprio una sorpresa, ma da quello che abbiamo visto mercoledì non ci aspettavamo una decisione tanto perentoria nel momento di maggiore forma del nostro campione. 

Le statistiche di fine gara recitavano la media km percorsi dalla squadra: 10 (e spiccioli) , mentre la media km percorsi da Nedved era più di 12 …..  Niente male per un vecchietto. Stavolta però giura e spergiura che non avrà ripensamenti, anche perchè la decisione sembra essere maturata in famiglia. Consigliamo alla Juventus di proseguire nel seguente modo:

  1. Suggerire a Nedved il divorzio
  2. Lasciare al giocatore un contratto da tenere a casa, affinchè lo possa tormentare nell’incoscio (come un serpente tentatore) fino a farlo cedere

E’ vero che diverse volte il ceco non ha avuto prestazioni all’altezza, ma a nostro parere solamente perchè non può fare quel gioco dispendioso sulla fascia, che tanto lo ha reso famoso. In un ruolo meno “di corsa”, il ceco può ancora dire la sua per un anno, anche se non da titolare.

Pavel, metti il tuo futuro ”al centro“!

Camoranesi record: due infortuni in una partita.

feb262009
Stavolta Mauro German Camoranesi ha superato sè stesso. Il fatto di infortunarsi in casa Juve non destava più nessun clamore, e quindi il nostro centrocampista ha pensato bene di trovare comunque il modo di far parlare di sè. Come? Infortunandosi ben due volte nella stessa partita! Se non è un record poco ci manca.

Ufficialmente l’argentino ha lasciato il campo per un affaticamento muscolare, e questa era la preoccupazione più grande per tutti noi tifosi. Quando infatti lo abbiamo visto toccarsi il muscolo e chiedere il cambio, abbiamo pensato si trattasse di uno stiramento, o peggio ancora di uno strappo. Invece il danno è minore rispetto al timore iniziale. Ciò che però costringe Camoranesi ad uno stop ancora piuttosto lungo, è la diagnosi di una costola rotta rimediata sempre contro il Chelsea, per effetto di una caduta piuttosto brutta.

A botta calda il giocatore aveva proseguito cercando di stringere i denti, ma l’infortunio muscolare lo ha costretto ad uscire forzatamente, evitandogli peraltro peggiori conseguenze. Il recupero in vista del ritorno col Chelsea è assolutamente da non prendere in considerazione: per lui si parla di almeno un mese di stop.

Marchionni è pronto per riprendere il “suo” posto, e anche Sahliamidzich sta recuperando. Per quel che si è visto allo Stamford Bridge Marchionni può sicuramente fare la sua parte, resta il fatto che comunque la classe di Camo ci mancherà ancora un po’.

Chelsea – Juventus 1-0. Ma la Juve c’è!

feb262009

 

 

 

 

 

 

 

Londra, Stamford Bridge, Chelsea – Juventus, ottavi di finale di Champions League: una delle partite che ogni calciatore vorrebbero giocare prima di finire la carriera. Due formazion che hanno molto da farsi perdonare dai loro tifosi. Due allenatori che per molti versi hanno molto da dimostrare davanti al pubblico inglese. Bianconeri contro blues, a viso aperto, tanto che gli inglesi non esitano a mettersi a “tre” là davanti, con quella sorta di tridente “sporco” Anelka – Drogba – Kalou. La Juve invece risponde con un assetto quadrato, pronta a reggere l’urto dell’avversario, con l’unica sorpresa di Mellberg al posto di Grygera (meno utile per la spinta, ma più in fase aerea).

L’inizio è di studio, con le squadre impegnate a trovare la loro posizione, come un piede che si sistema ai primi passi in una scarpa nuova. La Juve sembra tenere una linea di difesa piuttosto alta, ben coperta però da quella mediana, che avvicinandosi riesce a creare un buon muro di sostegno. Il centrocampo cerca più di limitare che di costruire (e questo sarà il nostro limite per tutta la gara), facendone fare le spese all’attacco, che nelle prime battute sembra voler nascondersi piuttosto che dettare il passaggio o proporsi in appoggio.

Su questa difficoltà ad uscire, e con la maggior reattività nei primi minuti, il Chelsea costruisce pian piano il suo predominio territoriale. Una superiorità che prende sempre più piede, iniziando con un colpo di testa di Anelka (alto a due metri dalla porta!), arrivando poi all’azione del vantaggio inglese: palla centrale filtrante nella nostra voragine difensiva, e Drogba che schiaccia la palla in rete. Solito gol, con le solite modalità. La loro tattica è quella di spingere subito a tutta, e si vede: corner, e altro colpo di testa di Drogba che mi chiedo ancora come abbia fatto a sbagliare. Stavolta ci salviamo.

La Juve è impietrita, ma non si è ancora capito se per il gol o se deve ancora entrare in campo con la testa. L’assedio che subiamo è simile a tratti a quello subìto in occasione della trasferta con l’Arsenal anni fa. Nessuno sa cosa debba fare con la palla, e la mancanza di organizzazione e di personalità è quasi imbarazzante. Persino i disimpegni difensivi sono spesso fatti alla “viva il parroco“ e di uscirne con un po’ di lucidità non c’è proprio speranza, regalando di fatto sempre la palla ai nostri rivali.

Ma come succede spesso, quando si spende troppo, prima o poi bisogna anche risparmiare. E così, una volta raggiunto il vantaggio, il Chelsea comincia a calare, poco a poco, ma in modo costante. E la Juve inizia a mettere il naso fuori dalla propria metà campo. Amauri fa sponda per Tiago di testa che serve in profondità Del Piero, girata di Alex e Cech devìa a lato con una gran parata. Sull’angolo, Amauri di testa fallisce sul primo palo; da fucilare sul posto! Molinaro scende sulla fascia, dal contrasto con due avversari esce una palla vagante per Camoranesi che spara verso la porta, ma il tiro è deviato da un difensore.

Ora è il Chelsea che appare in imbarazzo, e forse è stato proprio Hiddink a voler cercare il tutto per tutto per aspettarci poi nella loro metà campo come si fa nel basket dopo aver segnato un canestro. Tant’è che la Juve è molto più libera di avanzare, ma lo fa non nel modo scriteriato a cui forse l’allenatore olandese aveva pensato, piuttosto tenendo la squadra equilibrata e anzi, spesso col baricentro colpevolmente più basso del dovuto. La partita è bella ed aperta.

Camoranesi spazia per tutto il centrocampo e questo è sinonimo di una certa sicurezza della nostra forza, ma quello che riusciamo a reggere dal punto di vista fisico, non riusciamo a sostenere alla pari da un punto di vista tecnico; molte azioni di contropiede e moltissime palle a metà campo vengono letteralmente buttate al vento dai nostri. Molto spesso è il pressing del Chelsea a non farci ragionare, ma nella maggior parte dei casi c’è come minimo un concorso di colpa. Lo stesso Camoranesi, Tiago o Sissoko, spesso sbagliano appoggi elementari, per non parlare di Molinaro, tanto encomiabile nell’impegno a raggiungere il fondo, quanto inguardabile nella finalizzazione dell’azione.

Il primo tempo si chiude quindi con lo svantaggio per 1 a 0, ma con un dato curioso: la Juve pur perdendo ha fatto più possesso palla dei blues, in casa loro. Un possesso sterile anche se significativo e che deve sicuramente aver fatto riflettere la squadra nell’intervallo, visto che nel secondo tempo non partiamo timidi come nel primo, creando subito un paio di occasioni molto pericolose. Ad una decina di minuti dall’inizio del secondo tempo si fa male Camoranesi; non penso che ci sia una parte di lui che quest’anno non abbia subìto infortuni, ma se ce ne fosse una gli consigliamo di assicurarla. Entra come di logica Marchionni.

La Juve fatica sempre a raggiungere gli attaccanti, e questo lo abbiamo detto, a causa delle pecche del centrocampo. Ma il fatto di avere un giocatore di peso in avanti come Amauri, dovrebbe darti in questi frangenti la possibilità di sfruttare il lancio lungo e la sponda per l’inserimento di un’ala o della seconda punta; oppure come contro il Palermo, di sfruttare la fisicità e la potenza del brasiliano nell’uno contro uno; o ancora, guadagnare delle buone punizioni per far salire la squadra o far calciare Alex in porta. Stranamente però la Juve non gioca mai sul suo centravanti, anche se nelle poche occasioni si rivela molto pericoloso per la difesa di Hiddink. Il tecnico ringrazia.

Due rigori discutibili, uno per parte, vengono richiesti da Drogba e Amauri, ma per entrambi l’arbitro ha fatto bene a fischiare “all’inglese“. Entra Marchisio al posto di Tiago; Ranieri fa bene a mettere una forza fresca in mezzo e a sfruttare il tiro da fuori del giovane bianconero. Primo segnale del nostro mister che non vuole mollare.

Marchionni dalla posizione di ala si accentra e lascia partire un siluro che finisce una spanna sopra la traversa. Altra palla di Marchionni sulla testa di Alex che conclude debolmente. Il nostro esterno destro entrato dalla panchina ha fatto in 15 minuti più di quanto avesse fatto Camoranesi in un’ora. Ma chi avrebbe avuto il coraggio di lasciare l’argentino in panchina? A Ranieri nulla è imputabile in questa partita. Show di Amauri che in pochi minuti riesce a piazzare un pericoloso colpo di testa e a bersi due difensori avversari con un numero d’alta scuola, purtroppo senza altrettanto degna conclusione. Peccato non averlo sfruttato di più fin dall’inizio!

Dal 70′ in poi è un crescendo di Juve, che fisicamente sovrasta il Chelsea mettendolo sotto. L’immagine di questa squadra è Chiellini che vince spesso di spalla nientemeno che con Drogba: colosso! Secondo grande messaggio di Ranieri: esce Sissoko ed entra Trezeguet! Se questa non è la mossa di uno che vuole vincere, ditemi voi! Bravo Mister, ma mancano solo 5 minuti. L’occasione David ce l’ha eccome, tirando al volo dal limite dell’area un pallone giratogli a memoria da Del Piero, ma il francese prende male la sfera.

E quando nei convulsi 3 minuti di recupero Nedved tira una rasoiata deviata di 1 centimetro a lato, con l’illusione ottica del gol, direi che sono i tifosi della Juve a recriminare per non aver portato a casa qualcosa in più in questa trasferta. E forse a poter pensare che a Torino i blues si possano fare “black”.

Le formazioni di Chelsea – Juventus.

feb252009

 

 

 

 

 

 

 

Pre-tattica di Ranieri su un paio di tasselli bianconeri. Il ballottaggio riguarda l’esterno destro di difesa (forse Mellberg al posto di Grygera) e la spalla di Sissoko (Tiago o Marchisio?).Sembra comunque che il tecnico preferirà andare sul sicuro, mettendo coloro che a priori possano dare più garanzie, senza dovergli far sprecare dei cambi per scelte sbagliata.

Grygera quindi dovrebbe posizionarsi alla destra di Buffon, con Legrottaglie - Chiellini centrali e Molinaro sulla sinistra. A destra Camoranesi proverà ad essere più brillante di sabato, mentre Sissoko e Tiago cercheranno di dare classe e potenza in mezzo al campo, appoggiando le sgroppate di Nedved sulla sinistra. In avanti Amauri preferito a Trezeguet, con Del Piero al ritorno dopo un turno di riposo.

Che la forza sia con noi!

Perchè la Juve si gioca molto col Chelsea.

feb242009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quali obiettivi si era posta la Juventus ad inizio anno? Siamo partiti tutti con un solo pensiero in testa: lo scudetto. Anche se sapevamo benissimo che la squadra non era ancora completa a livello di organico. Alla Champions venivano affidate ben poche speranza, anche in virtù del fatto che molti dei nostri l’avevano vista solo in televisione quanto noi. In questo momento però siamo in una fase della stagione dove le attese si sono invertite. Il campionato ci è ormai sfuggito di mano, vuoi per gli infortuni, vuoi per scelte sbagliate del tecnico, o per i numerosi cali di concentrazione che anche voi avete sottolineato nei commenti.

Recuperare i nostri campioni adesso significa riprendere il nostro passo di grande squadra e riuscire a mantenere una certa costanza di rendimento, senza incappare in quei picchi che tanto ti esaltano quanto ti affossano subito dopo. Ma se anche l’impegno in campionato dovesse riprendere con maggior vigore, resta comunque difficile un recupero di 9 punti dall’Inter capolista, una squadra a mio modesto parere diretta anche da un grande allenatore.

Se quindi la nuova linfa portata dai vari Camoranesi, Trezeguet, Tiago, Buffon, Chiellini, può veramente far cambiare marcia e presentare una Juve rinnovata nello spirito e nella sostanza, ecco che questa rinascita può e deve avere una ragione in più nella Champions League piuttosto che in campionato. Intendiamoci, la Juventus DEVE, sempre e comunque vincere, indipendentemente dal torneo che si trova ad affrontare. Ma la possibilità di accedere ai quarti di finale di Champions, e di andare oltre, appare certamente più tangibile rispetto alla probabilità di giocarsi il campionato fino alla fine. Quindi siamo in molti a pensare che da adesso in poi non ci sono più scusanti.

Bisogna poi considerare il discorso allenatore. Molta stampa è già contro Ranieri, fin dai tempi in cui si era perso in casa col Palermo. Tuttosport si era fatto capogruppo degli avversi al nostro allenatore, comandando quella specie di rivolta che poi, a suon di risultati, dovette rientrare per forza, con tanto di “scuse” da parte del quotidiano di Torino. Ma è indubbio che parte del tifo bianconero è contro il mister. Perciò cosa rischia Ranieri in caso di eleminazione agli ottavi e di secondo (o terzo) posto in campionato? Probabilmente molto, anche in virtù del fatto che due anni non sono serviti a trovare un gioco non solo spumeggiante, ma quantomeno accettabile. La squadra sì ha progredito da quando è salita in A, ma comunque alcune gestioni sono state poco convincenti:

  • il caso Giovinco
  • scelte di mercato poco azzeccate e molto costose (Poulsen e Tiago li ha voluti lui)
  • sostituzioni talvolta assurde

per non parlare di allenatori emergenti che fanno giocare decisamente meglio squadre molto più piccole (vedi Gasperini e il Genoa).

Una Juve che uscirebbe dalla Champions col Chelsea, magari già stasera, quali obiettivi potrebbe ancora prefissarsi? La Coppa Italia? Il secondo posto in campionato? Si, anche questi sono obiettivi, ma le “briciole” preferiamo racimolarle eventualemente dopo. Quella che conosciamo è una Juve che non si pone l’obiettivo minimo, ma che nel suo spirito e nei suoi tifosi ha la voglia e l’ardone di puntare sempre alla storia

Il commento alla 25a giornata di campionato.

feb232009

Niente di nuovo sotto il sole… infatti la 25a giornata di campionato è stato un turno interlocutorio, almeno per quanto riguarda la lotta al vertice. Alle vittorie ottenute nei 3 anticipi del sabato da Inter, Roma e Juventus, rispettivamente contro Bologna, Siena e Palermo ha risposto domenica il Milan che, pur soffrendo, ha avuto  ragione di un ottimo Cagliari, grazie ad un goal dell’olandese Seedorf nel 2° tempo.

Quindi giornata favorevole all’Inter che con una partita in meno da giocare ha mantenuto il suo distacco sulle sue inseguitrici. Ora i nerazzurri dovranno ospitare i campioni di “tutto” del Manchester United, per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. L’undici di Mourinho sembra giungere a questo importante appuntamento nelle migliori condizioni fisiche, atletiche, psicologiche e tecniche, a differenza dello scorso anno quando furono eliminati da un’altra grande del calcio inglese, ovvero il Liverpool.

Anche Juventus e Roma si apprestano a vivere (almeno si spera) il loro mercoledì da leoni, quando affronteranno rispettivamente il Chelsea del neo allenatore Hiddink e l’Arsenal di Wenger. La prestazione più convincente l’ha fornita la Juventus (espugnando il difficile campo di Palermo con un secco 2 a 0), grazie alle reti di Sissoko (davvero stupenda la sua realizzazione) e del ritrovato Trezeguet, il quale alla sua prima partita da titolare è riuscito immediatamente a timbrare il cartellino.

Meno brillante è risultata la performance della Roma, che si è imposta di misura sul Siena con il primo gol stagionale del brasiliano Taddei. Ma le brutte notizie per i tifosi giallorossi giungono dall’infermeria, infatti contro la squadra toscana si è fermato per infortunio il difensore centrale brasiliano Juan. Considerando che il “ribelle” Panucci è ancora fuori squadra per i noti motivi disciplinari, e considerando le non perfette condizioni fisiche di “capitan” Totti, la trasferta di Londra non nasce sotto i migliori auspici.

Passando alle partite domenicali, le vittorie più importanti sono arrivate dalla Fiorentina (vittoriosa sul Chievo con un gol di Mutu in piena zona “Cesarini”), e del Genoa che si è imposto per una rete a zero sul campo di un Napoli sempre più in crisi.  Per la zona retrocessione invece, si evidenzia il balzo in avanti del Torino, che vincendo in casa per 1 a 0 contro una stanca Udinese scavalca il Lecce, a sua volta sconfitto in casa da una buona Lazio.

Da registrare il ritorno alla vittoria della Sampdoria, che con una rete del “nuovo acquisto” Pazzini (al 4° centro con la maglia blucerchiata) forma con Cassano una coppia gol  fatta di estro e concretezza, che somiglia, partita dopo partita, a quella dello storico “scudetto” del 1991, ovvero, Vialli – Mancini.

Arrivederci al prossimo turno.

Palermo – Juventus 0-2. E’ tornato Trezeguet.

feb222009

Altro che turnover! Il Chelsea non deve spaventar troppo Ranieri se il mister ha scelto una formazione di spessore, molto simile a quella “titolare“, se escludiamo Del Piero che è andato in panchina. Una gradita sorpresa quindi nel vedere una squadra all’altezza e sopratutto nel vedere finalmente tanti campioni recuperati. Difesa titolare con Chiellini e Legrottaglie pienamente recuperati; centrocampo con Camoranesi, Sissoko, Tiago e Nedved; attacco composto da Iaquinta e Trezeguet.

Le buone sensazioni svaniscono nel giro di 3 minuti, quando il Palermo riesce a confezionare due grosse palle gol; un po’ Buffon, un po’ la traversa-riga ci aiutano ad uscire miracolosamente illesi da questi pericoli. La Juve però risponde con Trezeguet (tiro parato) e la partita vive continuamente sulla velocità e sui cambi di fronte perentori. I rosanero riescono sempre a pungere quando arrivano dalle parti di Buffon, ma la nostra difesa riesce ad essere più sicura delle gare passate, riuscendo a ribattere sempre le occasioni avversarie. Di rimessa, la Juve ha delle buone occasioni con Iaquinta (che però aspetta troppo a calciare) e Nedved che fa un buon tiro dei suoi, confermando in tantissime azioni l’ottimo stato di forma che sta attraversando.

Da lì a poco Sissoko conquista palla sulla trequarti puntando centralmente la porta palermitana, le nostre due punte fanno il giusto movimento ad aprirsi, e Momo evitando il centrale avversario tira una “sassata” incredibile sotto la traversa. Una rete fantastica. Il Palermo accusa il colpo e Molinaro non riesce a servire in area Trezeguet che si era smarcato ottimamente. Nessuno sa muoversi come lui in area! Ora la Juve fa girare bene la palla e tiene in mano il gioco, merito di Sissoko in forma incredibile , di Camoranesi che (nel primo tempo) riesce spesso a saltare l’uomo o a giocare di prima, di Tiago che organizza le geometrie, e di Nedved inesauribile.

Altre due occasioni con Nedved che tira da fuori area (parato) e Iaquinta che conclude centralmente, ma è la Juve a rischiare il pari sul finire del primo tempo con una conclusione di poco a lato della rete di Buffon. Squadre a riposo dopo un bellissimo primo tempo giocato ad un ritmo decisamente fuori dalla media. Ritmo che cala in modo vistoso nella prima parte del secondo tempo, e si capirà poi che molti giocatori della Juve sono ancora fuori condizione: Camoranesi ad esempio è praticamente cotto e sbaglia molti palloni.

L’atteggiamento della squadra sembra svogliato e poco attento, ci sono molti errori di disimpegno e di proposizione che spesso vanificano importanti azioni di rilancio. In realtà in certi momenti si ha la sensazione che la squadra rinunci al contropiede anche quando ne ha la possibilità; questo è apparentemente inspiegabile se non si cerca di trovare una motivazione nel fatto che le azioni in velocità stancano parecchio. Ciò preoccupa molto in vista della partita di Champions League con il Chelsea, visto che il calo è arrivato incredibilmente presto (a metà partita) e che proprio a Londra sarà impostata una gara sul contropiede.

Il Palermo così guadagna campo e riesce a mettere in difficoltà Buffon con un tiraccio di Nocerino (alzato sulla traversa) e di Miccoli (parato ma non trattenuto da Gigi). Break nostro che riusciamo a portare un contropiede (che sia degno di essere chiamato tale), fino al limite della loro area, ma Iaquinta (quando non scivola) non azzecca mai l’assist. Entra Marchionni per un esausto Camoranesi e Amauri rileva lo spento Iaquinta. Tiago (l’unico faro della Juve nel finale), recupera palla e scarica su Nedved a sinistra, passaggio per Amauri che gira però sul portiere. Il brasiliano si fa perdonare subito dopo con un’azione delle sue: controllo di petto sulla fascia spalle alla porta, corsa potente sulla fascia fino alla linea di fondo, passaggio dietro dove arriva puntuale Trezeguet che insacca con la complicità di tutta la difesa palermitana a guardare. Due a zero per noi.

Il finale è tutto un rammaricarsi di quanto sarebbe stato diverso con Amauri e Trezeguet dall’inizio. Ranieri aveva ragione a considerarli compatibili. La difesa salva (anche se ogni tanto con affanno) gli attacchi finali dei siciliani, confermando ampiamente (se ce ne fosse bisogno) che con Chiellini in mezzo è tutta un’altra musica. Il centrocampo invece ricorda i progressi di Tiago in questo ruolo di centrale nel centrocampo a 4 (per lui che veniva da una linea di 3 ha saputo adattarsi molto bene quest’anno), mentre in avanti David Trezeguet è parso brillante per tutti i 90 minuti, facendosi apprezzare non tanto a livello di gioco, ma nei “suoi” movimenti da goleador di razza.

In generale quindi la squadra è apparsa più solida di prima; sono cambiati molti uomini, ma il cambiamento più significativo l’ha fatto Ranieri decidendo con la squadra di adottare una tattica meno spregiudicata nel fuorigioco, così come tanto avevamo auspicato nei nostri commenti precedenti e come richiesto a gran voce da molti tifosi della Juve. Il risultato si è visto, e sembra in questo modo dare più garanzie per mercoledì in Champions. Probabilmente il fuorigioco sarebbe stata un’ottima tattica di difesa a Londra, ma in questo momento (o per lo meno fino al recupero di Chiellini), la nostra terza linea avrebbe fatto solo grossi danni.

Voliamo quindi a Londra un po’ più fiduciosi, consapevoli anche che loro saranno pure il Chelsea, ma noi siamo la JUVE!

Ranieri sceglie Trezeguet – Amauri.

feb212009

I principali dubbi di formazione per la sfida con il Palermo erano legati alla coppia d’attacco. Come già forse sapete partiranno titolari Trezeguet e Amauri. Una scelta che probabilmente non sarebbe mai avvenuta in questi termini se non fosse stata influenzata dalla gara di mercoledì col Chelsea. Amauri sarebbe dovuto riposare in quanto è il giocatore che in attacco è stato sempre presente, nonostante in estate si dicesse che avrebbe fatto molta panchina. Ma la necessità di ”far girare” Trezeguet e di avere al meglio Del Piero, ha gioco-forza imposto a Ranieri la formazione.

Ciò che in qualche modo lascia perplessi i tifosi juventini, non è tanto l’inedita coppia che, se in forma, può comunque essere micidiale anche a dispetto dell’apparente incompatibilità, ma la decisione di Ranieri di non convocare nemmeno Del Piero per la trasferta di Palermo. Questo discorso era stato già da noi ampiamente trattato alla vigilia della trasferta di Udine, e tutti noi sappiamo poi com’è andata a finire. Stavolta vorremmo ampiamente sbagliarci (anche se non capita così spesso), ma non comprendiamo come il convocare un giocatore e farlo sedere in panchina possa essere per lui un lavoro faticoso.

Che il mister non lo convochi per non aver la tentazione di farlo giocare vedendolo seduto in panchina? Stia tranquillo, fino ad ora questa preoccupazione non l’ha mai avuta con Giovinco.  

Juve – Chelsea: i tifosi assaltano i botteghini

feb182009

Puff! E’ questo il rumore dei biglietti che nel giro di 1 ora e mezza hanno preso letteralmente il volo. Nemmeno il tempo di una partita di calcio per veder volatilizzati i pochi tagliandi a disposizione, considerando anche il fatto che un congruo numero di posti deve essere lasciato ai supporters della squadra ospite. A questa situazione però ci si dovrà abituare: se la Juve proseguirà la sua crescita ci saranno anche più abbonati, e con lo stadio formato “famiglia” i biglietti a disposizione saranno sempre più difficili da acquistare.

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Cassano alla Juve, ma al posto di chi?

feb182009

 

 

 

 

 

 

 

In principio era Giovinco, poi “arrivò” Diego, ed infine ecco Antonio Cassano. Pare che alla Juve sentano la necessità di un trequartista che nessuno saprà mai dove far giocare.

La logica costruzione di una squadra passa attraverso il rafforzamento  del reparto più debole, e sopratutto di quello più nevralgico. Ma la ricerca di una mezza punta non risponde alle esigenze di questa squadra, per almeno 3 motivi:

  1. il modulo di gioco di Ranieri (4-4-2) non contempla il rifinitore o un giocatore che stia tra le linee in pianta stabile
  2. lo stesso ruolo di Cassano potrebbe essere coperto da Giovinco (con qualche chilo in più), a cui Ranieri ha però dimostrato di non saper trovare spazio
  3. il reparto d’attacco è quello che meno abbisogna di rinforzi

Se queste ultime partite hanno insegnato qualcosa a noi tifosi, e assolutamente lo hanno fatto, è che la Juve aveva fondato la sua escalation sulla difesa perfettamente comandata da Chiellini, e sulle ottime parate di Manninger. Il concetto semplicistico del “primo non prenderle“, non deve intendersi sbagliato per il semplice fatto che sia avvicinabile ad un allenatore dalle visioni calcistiche poco moderne (Giovanni Trapattoni), ma è una sacrosanta verità. Anche Fabio Capello ha sempre puntato su una difesa impermeabile, come testimoniano le numerose vittorie per 1-0 che gli hanno fatto vincere dei campionati. Senza contare un dato inequivocabilmente certo: chi vince lo scudetto ha quasi sempre la miglior difesa (o comunque una delle migliori), mentre non è detto che abbia anche il miglior attacco.

Il concetto di Zeman invece, quello del “farne uno in più dell’avversario”, è assai discutibile visto che le squadre piccole sono sempre più brave e abili a chiudersi in difesa e a ripartire velocemente in contropiede, sopratutto quando riescono a portarsi in vantaggio.

E’ quindi sempre più sconcertante che la dirigenza Juve dichiari il proprio interesse per tutti i trequartisti d’Europa e, nel caso di Cassano, che avrebbe lo stesso ruolo di Del Piero. E quindi chi giocherebbe tra i due? E con quali conseguenze di spogliatoio?

Se Ranieri volesse davvero cambiare modulo, sarebbe ipotizzabile un arretramento di Alex in un 4-3-1-2 con Cassano seconda punta. Fosse così non si porrebbe nemmeno il problema di trovare il sostituto di Nedved, cioè quell’esterno sinistro di centrocampo che sembra quasi impossibile da reperire. A star fuori sarebbe quindi Pavel secondo logica, ipotizzando una linea mediana con Camoranesi, Sissoko e Marchisio. Certo è che togliendo le ali schierando 3 centrali e un rifinitore, il gioco passerebbe tutto per vie longitudinali, e abbiamo visto quanto la Juve abbia sofferto questo tipo di soluzione quando non sfruttava le fasce (anche per conseguenza del fatto di non avere un brillante gioco d’attacco). Molto spesso avere due torri come Amauri e Trezeguet non è sufficiente per convincere un allenatore a spingere di più sulle fasce. 

Ma se fosse proprio lui ad andarsene? …………… (to be continued)