Archivio per marzo 2009

Buffon: riduzione stipendio? No, grazie.

mar252009

 

 

 

 

 

 

 

Ormai è diventato quasi di moda appellarsi sempre alla crisi qualunque cosa succeda. I prezzi calano perchè c’è la crisi, la gente non esce perchè c’è la crisi, persino le banche non ti danno più i soldi perchè c’è la crisi! Ma il mondo del calcio è anch’esso in crisi, oppure si discosta dal resto della società?

Nei giorni scorsi il calciatore del Milan Rino Gattuso si è auto-decurtato lo stipendio perchè in questi tempi di “crisi” (e basta!), è giusto porsi dei limiti. Tutti ad applaudire l’iniziativa di Gattuso che va contro corrente rispetto a quelle che sono le aspirazioni di un certo sig. Ibrahimovic, che sta facendo il “prezioso” con la società che già gli paga 14 milioni di euro all’anno (quattordicimilioni/00), e anche di un certo sig. Buffon che ha spiazzato un po’ tutti tentennando su questa iniziativa. Se per il primo caso (quello dello svedese), nessuno aveva alcun dubbio in merito, sul portierone nazionale parecchi avrebbero scommesso un esito ben diverso della risposta di Gigi. Ma ci sono tre osservazioni da fare.

Punto primo: perchè Gattuso si taglia lo stipendio. A prima vista l’iniziativa del centrocampista del Milan poteva essere un caso isolato, ma se guardiamo indietro, possiamo ricordarci che lo stesso Beckham rinunciò al suo ingaggio per rimanere al Milan, senza contare che ora anche Ancelotti sembra voler intraprendere la strada di Ringhio. Tutta questa esplosione di “povertà“, potrebbe ricollegarsi alle parole di Enzo Ghigo del PdL, che avrebbe confidato l’intenzione di Berlusconi di passare la mano sulla presidenza del Milan (ovviamente rimanendo comunque in ambito famigliare). Uno scenario non fantascientifico, ma anzi, molto molto probabile. Questa idea del patron rossonero, potrebbe aver avuto ripercussioni su tutta la linea societaria dei rossoneri, toccando quindi budget, campagna acquisti e disponibilità a risanare eventuali passivi di bilancio. Tale decisione può aver costretto Galliani ad “invitare” molti giocatori (o forse anche tutto lo staff) a “rientrare” di una percentuale sull’ingaggio. Questo per iniziare a limitare le perdite di un’annata che si profila a dir poco disastrosa. Ed ecco appunto che un’operazione “dovuta” può essere mascherata come una iniziativa “personale” dei calciatori, evitando così il crollo del titolo in borsa e, non per ultimo, lo sputtanamento mondiale dei rossoneri.

Punto secondo: perchè Buffon NON si taglia lo stipendio. Contrariamente a quanto si poteva pensare, Gigi non è d’accordo sulle riduzioni dello stipendio. Innanzi tutto perchè, dice, “bisogna vedere il tuo valore, il tuo rendimento“. E fin qui come dargli torto? In secondo luogo “bisogna vedere i parametri del mercato, e cioè se il tuo ingaggio è sproporzionato o meno” . Altri due motivi li aggiungiamo noi, e cioè: bisogna vedere in quale squadra giochi e perchè ti è stato proposto precedentemente quell’ingaggio. Posto che Buffon, essendo un “numero 1″ (inteso non come portiere ma come “top player“), si senta assolutamente meritevole del suo stipendio (peraltro in linea con gli altri “numeri 1″ europei), e delle sue entrate, c’è anche da considerare la tendenza societaria opposta rispetto alla squadra milanese. La Juventus in questi anni di “collasso sportivo“, ha perso titoli conquistati, molti soldi, molta immagine e molti campioni. Ma in questa difficoltà ha messo le basi per un futuro solidissimo: ha fatto quadrare ancora di più i conti, ha puntato ancora di più sul settore giovanile, ha avviato il progetto del nuovo stadio rendendosi così totalmente indipendente sotto l’aspetto economico dalla proprietà. La Juve è a tutt’oggi la società economicamente più sana della serie A. Logico che ci sono squadre come Inter e Milan che dispongono di più denaro, ma in realtà questi non sono proventi delle entrate societarie, ma sono ricapitalizzazioni e immissioni di capitali delle proprietà, ad appianare debiti e operazioni spesso economicamente e finanziariamente suicide. Insomma, detto in poche parole, se Moratti e Berlusconi non fossero pronti ogni anno ad intervenire di tasca propria, le loro squadre sarebbero già fallite! Detto questo, il ragionamento di Buffon pare meno scandaloso; se un giocatore alla Juventus sa benissimo di guadagnare leggermente meno che da altre parti, sa anche che il suo stipendio è stato ben soppesato dalla società che glielo ha offerto. Ecco che quindi se entrambe le parti hanno un accordo da rispettare, è pur giusto che il contratto abbia un valore, nel bene e nel male.

Punto terzo: perchè il calcio deve comunque cambiare. Non è una questione di chi ha ragione, se Buffon o Gattuso, ma di cambiamento del sistema calcio. Una volta i giocatori venivano letteralmente schiavizzati dalle società, adesso si è passati all’estremo opposto. La verità sta sempre nel mezzo, e noi di “Juventus Supporters” abbiamo scritto ogni volta per avere un calcio basato su regole sempre più chiare, eque, trasparenti e credibili. Sia per i calciatori che per le società. A detta nostra, al di là dei banali discorsi di crisi o non-crisi, stiamo attraversando anni dove i tempi sono maturi per grossi cambiamenti nel mondo del calcio. Così come le barriere si abbattono, i popoli si avvicinano sempre di più e la società cambia e muta radicalmente in poco tempo, così anche il fenomeno sportivo che coinvolge milioni e milioni di persone non può rimanere fermo nella sua acqua stagnante. I punti che noi di J.S. riteniamo fondamentali, sono:

  1. istituire il tetto degli ingaggi, per definire la massima retribuzione dei “top player“ e livellare poi di conseguenza le altre retribuzioni
  2. redigere contratti a “gettone di presenza” o a rendimento, per permettere alle società di “assicurare” il loro investimento
  3. stop al mercato di riparazione a campionati in corso

Prima o poi ci arriveremo, ma intanto un applauso lo stesso a Gattuso, indipendentemente.

Il commento alla 29a giornata di campionato.

mar232009

In attesa di lasciare spazio alle nazionali impegnate per le qualificazioni mondiali nel prossimo fine settimana, il campionato di calcio di serie A fornisce continui spunti di discussione. Grazie ad uno strepitoso Ibrahimovic (anche oggi autore di una doppietta con la quale raggiunge in vetta alla classifica cannonieri il bolognese Di Vaio a quota 19 reti), l’Inter tiene a distanza di sicurezza la Juventus, archiviando la pratica Reggina in soli dieci minuti. Restano quindi sette i punti di divario tra la formazione di Mourinho e la squadra di Ranieri.

La Juventus con una netta vittoria sbanca l’Olimpico di Roma, spazzando via quel che rimaneva della squadra giallorossa. Una Roma fin troppo rimaneggiata per tenere testa alla squadra bianconera, che anche nella partita di ieri ha mostrato di credere in una rimonta che comunque si presenta alquanto complicata. La formazione di Spalletti è rimasta in partita per circa un’ora, riuscendo anche a raddrizzare l’incontro ad inizio ripresa con una rete siglata da uno dei suoi uomini più contestati, ovvero il difensore Loria (con un passato nelle giovanili bianconere). Ma l’illusione dei giallorossi di portare a casa un risultato positivo, dura solo fino al secondo gol di Iaquinta, al quale si aggiungono successivamente le reti di Mellberg e Nedved, che sanciscono il crollo della Roma fissando il risultato sul 4 a 1. Ora la zona Champions per i romanisti è lontana cinque punti.
A nove giornate dal termine del campionato, il calendario sembra più abbordabile per l’Inter (almeno sulla carta), la quale a parte lo scontro diretto dl 18 Aprile, non dovrà affrontare altre “Big” da qui al termine del torneo, a differenza dei bianconeri, che oltre alla sfida con gli eterni rivali, dovranno far visita ad un Genoa intenzionato a difendere il quarto posto, ma sopratutto dovranno vedersela a San Siro contro il Milan.

Il risultato più significativo della giornata è stato conseguito proprio dal Grifone rossoblù, il quale piegando per 2 a 0 un’ottima Udinese (in una partita tra l’altro molto contestata da parte dei friulani per la direzione arbitrale), approfitta dello scivolone della Roma, consolidando la quarta piazza in classifica. Anche la Fiorentina beneficia del risultato dell’Olimpico di Roma, battendo di misura nel Derby toscano, il Siena (rete del solito Mutu). Con questa vittoria la squadra viola si porta al quinto posto, lanciandosi all’inseguimento del Genoa.

Per la zona bassa della graduatoria, importante vittoria del Catania sulla Lazio nell’anticipo pomeridiano del sabato; per la squadra etnea l’obiettivo della permanenza nella massima serie è sempre più vicino. Altrettanto importanti i tre punti guadagnati dal Chievo tra le mura amiche contro un Palermo ridotto in 10 uomini; la squadra rosanero continua ad evidenziare una discontinuità di prestazioni tra le partite casalinghe e quelle lontane dal “Renzo Barbera“. Sempre più critica la situazione che riguarda il Torino, nuovamente sconfitto, questa volta per mano della Sampdoria della premiata ditta Cassano-Pazzini anche ieri in rete. La buona notizia per i granata arriva dal “Dall’Ara” di Bologna, dove il Cagliari di
Allegri si impone per 1 a 0 con un gol del suo marcatore principe Acquafresca. La sensazione, è che per quanto riguarda la bagarre per non retrocedere, le prossime due o tre giornate potranno essere decisive in tal senso. Termina senza reti il posticipo della 29°giornata tra Napoli e Milan, che segnava il debutto casalingo del neoallenatore partenopeo Donadoni. In verità un gol è stato realizzato ma l’arbitro De Marco (mal coadiuvato dal suo collaboratore di linea), annulla per inesistente fuorigioco. Buono comunque il punto ottenuto dai campani.

Come abbiamo accennato all’inizio di questo commento, il campionato osserverà un turno di riposo per gli impegni della nostra nazionale nel girone di qualificazione per i mondiali del 2010 in SudAfrica. Interessante la partita del 1° Aprile prossimo, quando l’Italia Campione del Mondo di Lippi affronterà l’Eire allenata da una vecchia conoscenza del nostro calcio, ovvero il neosettantenne Giovanni Trapattoni. Auguriamoci che il buon vecchio Trap non ci tiri un bel pesce d’Aprile.

Roma – Juventus 1-4. Bianconeri a trazione 4×4.

mar222009

 

 

 

 

 

 

 

Quando una squadra di calcio si può definire una “grande“? Quando vince sempre le partite semplici e molto spesso anche i big match. La differenza tra Juventus e Roma può stare tutta in questa definizione, e nei 7 gol che la Juve ha rifilato alla Roma tra andata e ritorno, oltre che ovviamente nei punti della classifica di campionato. I bianconeri sono altra cosa nel carattere rispetto ai giallorossi, e soprattutto sono più squadra. Una qualità che stasera è parsa molto evidente in campo. Logico, l’ampiezza del divario è stata amplificata dal fatto che la Roma dovesse sempre rincorrere la Juve, mentre i bianconeri giocassero sullo slancio emotivo. Ma proprio qui deve stare la forza di una “grande”: nel non arrendersi mai. In settimana si sono molto evidenziate le assenze per infortunio nella squadra di Spalletti, ma pochi si sono ricordati che anche Ranieri ha dovuto fare a meno di Legrottaglie, Camoranesi, Sissoko, Marchisio, Nedved (entrato poi nel finale), Amauri…. e recuperando Chiellini solo 2 giorni prima della gara. Penso che Totti, Perrotta, De Rossi & c. siano equivalenti alle nostre assenze, per questo la vittoria di stasera è sacrosanta e insindacabile.

La Juve si schiera col solito 4-4-2, anche se la posizione di Giovinco tende spesso a spostare il modulo in un 4-3-1-2. Mellberg viene schierato al posto di Legrottaglie, Salihamidzich sulla destra “alla Camoranesi“, Poulsen e Tiago in mezzo al campo, con Giovinco confermatissimo a sinistra. In avanti Del Piero e Iaquinta in forte ascesa.

All’inizio le squadre faticano ad affondare i colpi; il gioco si sviluppa con folate interessanti, ma entrambe le parti peccano di spunti veramente determinanti in fase d’attacco. L’immagine di quanto sopra è rappresentata da Iaquinta, che si danna l’anima in lungo e in largo, ma risultando terrificante in fase di rifinitura per l’ultimo passaggio al compagno, vanificando spesso dei buoni contropiedi. In fase difensiva la Juve è ordinata e attenta, corre pochi rischi e non concede quasi nulla all’avversario; unico svarione, una rimessa laterale giudicata lunga da Grigera, permette all’avversario di crossare pericolosamente in area, fortunatamente preda di Chiellini che stoppa il seguente tiro romanista davanti a Buffon.

Tocca ancora a Giovinco prendere per mano la Juventus e portarla sui ritmi e sui tempi di gioco che consentono alla squadra di esprimersi al meglio. E’ merito dei suoi lanci, delle sue progressioni, dei suoi scambi in velocità con le punte se i bianconeri arrivano ad insidiare la porta di Doni da vicino, senza però riuscire a tirare mai nello specchio. Si potrebbe infatti dire che il mix di potenza/corsa e velocità/fantasia composto da Iaquinta e Giovinco abbia permesso di dare vitalità ad un attacco dove Del Piero sembrava un attore non protagonista. Sono proprio questi due i protagonisti dell’azione che porta al vantaggio juventino: la squadra fa girare molto bene palla, arrivando con Sebastian sulla trequarti che riesce a servire sulla corsa Iaquinta al limite dell’area; controllo e tiro fulminante sul palo lungo. Grande gol di Vincenzo!

La Juve in questo caso ha giocato molto bene sfruttando la circolazione di palla, mettendo di fatto in doppia difficoltà la Roma, sia per la velocità dell’azione, sia perchè ha potuto contare sulla mancanza di organizzazione che indubbiamente gli uomini di Spalletti hanno dovuto mettere in conto per la poca abitudine alle numerose assenze. La reazione della Roma non si fa attendere troppo, anche se le uniche occasioni pericolose prima del riposo possono raccontarsi in un tiraccio sbilenco di Menez da posizione defilata in area, e da un tiro di Vucinc da fuori area di poco a lato.

Le squadre rientrano in campo e il fiato invece di essere rotto dalla corsa viene rotto dal velocissimo gol della Roma. Soltanto due minuti di gioco e Loria gira in rete un corner battuto (sbagliato) rasoterra: partita riaperta. Ma nel calcio, proprio perchè la palla è rotonda, basta anche una deviazione di testa per poter mettere in condizioni un attaccante di segnare. Ed è proprio ciò che accade a Iaquinta, che viene innescato involontariamente da Riise nel tentativo di ostacolare un palla di Salihamidzich; la sfera arriva in area alle spalle di Mexes che controllava Iaquinta, e l’ex Udinese non si fa scappare la doppia occasione. Juve di nuovo in vantaggio.

La Roma cerca nuovamente il pareggio, ma siamo noi ad avere più spazi e le occasioni migliori con Giovinco (che tira centrale dal limite) e con il più clamoroso dei contropiedi 2008-2009 sbagliato (azione Del Piero – Iaquinta – Del Piero), conclusa malissimo dai due in vantaggio numerico sui difensori (3 contro 2). Alla terza azione da gol la Juve passa ancora: bel colpo di testa di Mellberg su calcio d’angolo, dalla posizione del dischetto così cara ai nostri difensori – goleador.

Ranieri a questo punto mette forze fresche in mezzo: Nedved per Tiago. Mossa giustissima visto che il portoghese non è apparso assolutamente in forma, mentre Nedved da centrale poteva arginare meglio le avanzate romaniste “alla disperata”. Pochi minuti dopo entrerà anche Marchionni per Giovinco, letteralmente scomparso nel secondo tempo. La zampata di Pavel al 28′ del secondo tempo mette il risultato in cassaforte: 4 a 1 per noi, con un gran tiro al volo da fuori area. E 15 minuti buoni da giocare in contropiede….

Ormai non c’è più partita, con i bianconeri che sembrano non voler troppo infierire sui giallorossi (a parte qualche torello che non ci sta mai male), preoccupandosi di tener palla e di tenerla lontana dall’area di rigore. E’ vero, Gigi Buffon fa due autentici miracoli su Baptista e D’Alessandro (esordiente in serie A), ma è anche vero che la Juve domina letteralmente il campo, avendo la forza di finire la partita in attacco.

Cosa avrei pagato per veder fare a Totti “4 e a casa“……

I biglietti delle partite con “Juventus Supporters”.

mar192009

Abbiamo visto come l’acquisto via internet dei biglietti per le partite, specialmente per le trasferte di Champions League, sia spesso oggetto di truffe e di situazioni molto spesso al limite della legalità. Non per ultimo possiamo ricordare il caso di centinaia di tifosi della Juve che si sono visti letteralmente rimbalzare dal servizio d’ordine dello Stamford Bridge, a causa dei biglietti non validi acquistati tramite un sito londinese collegato al Chelsea.

Per non incorrere in “spiacevoli” (il termine è ovviamente riduttivo) inconvenienti, senza la possibilità nemmeno di un rimborso o di una rivalsa legale, abbiamo deciso di offrire un valido (e sopratutto affidabile) servizio a tutti coloro che intendono seguire i colori bianconeri in qualsiasi stadio d’Europa.

Pertanto, “Juventus Supporters“, il blog dei tifosi juventini, si arricchisce di una preziosa collaborazione. Grazie all’accordo stipulato con “GET ME IN!“, società  leader nel settore della distribuzione di tickets per eventi, potrete acquistare i biglietti per le partite della Juventus, sia in casa che in trasferta, anche in campo internazionale. Una sicurezza per avere l’opportunita’ di seguire tutte le partite della Juve in Champions League e in Campionato.

Visita la pagina dedicata al “botteghino on line”.

Al via la Super Lega Europea? Platini frena.

mar182009

Dalle importanti pagine del giornale sportivo francese “L’Equipe”, rimbalza con rinnovato vigore la prospettiva di costituzione della famosa SUPER LEGA EUROPEA. Vediamo di capire nel dettaglio cos’è questa proposta che rischia di sconvolgere definitivamente il calcio europeo.

Con l’estinzione dell’inutile Coppa delle Coppe, abbiamo attualmente 2 Coppe internazionali: la Champions League e la Coppa Uefa. Parliamo ovviamente di tornei, non certamente di finali a partita unica, come ad esempio la Supercoppa Europea. Questi due tornei monopolizzano lo scenario infrasettimanale, ottenendo a livello nazionale grossissimo seguito (e quindi introiti e sponsor) almeno fino all’eliminazione delle squadre dal torneo (ogni riferimento all’Italia non è puramente casuale). Ma il fascino e gli interessi della Champions League, dopo aver praticamente contribuito ad eclissare la Coppa delle Coppe (vuoi anche per l’inutilità della stessa nel già affollato calendario di partite), stanno ora schiacciando con il loro peso anche la Coppa Uefa. Anche le stesse squadre partecipanti, non certo ingolosite dai pochi introiti rispetto a quelli dell’ex Coppa Campioni, tendono a snobbare la competizione, vedendola non di rado come un vero e proprio disturbo alla concentrazione sul Campionato italiano.

Di rimando, la Champions continua ad allargare il suo strapotere, grazie anche alla formula di ritorno in termini di denaro fresco nelle casse delle società delle squadre partecipanti. Ecco che da qualche anno si parla di allargare la formula del torneo, fino a farlo diventare un vero e proprio Campionato d’Europa; non più quindi eliminazioni dirette o finali, ma un torneo paralleo a quello nazionale, dove tutte le squadre possano affrontarsi almeno una volta. La classifica stabilirebbe poi il vincitore della Champions League. Ovviamente questo sistema genererebbe un calendario così fitto di incontri da non permettere la sopravvivenza della Coppa Uefa, se non veramente come un torneo di vetrina per le squadre emergenti.

Allo studio, ci sarebbero 4 posti per le squadre italiane, 4 per le inglesi, 4 per le spagnole, 3 per le tedesche e 2 per le francesi. Le restanti partecipanti si pescherebbero tra le vincitrici degli altri campionati nazionali più competitivi. La formula piace molto alle squadre interpellate preventivamente (principalmente quelle di “fascia alta“, come italiane, inglesi, spagnole), ma lo scoglio più duro è rappresentato proprio dal Presidente dell’Uefa Platini che si è detto contrario all’allargamento della Champions per una Super Lega Europea.

Sappiamo però che qualora le pressioni e gli interessi di club dovessero raggiungere livelli importanti (con l’appoggio dei media in tal senso), sarebbe difficile per Platini continuare a non prendere in considerazione tale rivoluzione, ben conscio anche del fatto che il suo nome sarebbe per sempre scritto come artefice della ”Lega“.

Noi di Juventus Supporters, abbiamo da lungo tempo auspicato la Super Lega, non tanto perchè era stato un argomento caro e fortemente sostenuto dalla Triade (e Galliani a rimorchio) a livello europeo (trovando importanti appoggi), ma perchè riteniamo giusto che per l’assegnazione di un trofeo così importante (ben più importante ad esempio della Coppa Libertadores o di altre coppette sudamericane), non possa basarsi sulla fortuna di un sorteggio favorevole o su una partita storta che rischierebbe di pregiudicare in modo definitivo il passaggio del turno. Senza contare inoltre, che giocare in Russia su un terreno ghiacciato e pesante, è sicuramente un grossissimo svantaggio, rispetto a chi magari viene destinato ad affrontare il suo avversario nelle verdi distese spagnole.

Se vogliamo dare credibilità al mondo del calcio, allora la casualità non deve più esistere, o comunque non può essere così decisiva. Se nemmeno la moviola in campo, il tempo effettivo di gioco, e altre semplicissime regole non verranno prese in considerazione, almeno si valuti l’idea che le squadre possano tutte concorrere affrontandosi su tutti i campi così come avviene in ambito nazionale, poichè proprio nel Campionato alla fine vince sempre la più forte

Il naso di Giorgio Chiellini.

mar172009

 

 

 

 

 

 

 

 

I tifosi juventini possono stare tranquilli, l’intervento effettuato per ridurre la frattura al setto nasale del nostro fortissimo difensore, è pienamente riuscito, pertanto potremmo continuare a godere del suo bellissimo profilo. Già nell’allenamento di domani Giorgione potrebbe svolgere il consueto lavoro col gruppo, evitando la sola partitella per non incorrere in ulteriori pericoli alla zona operata. C’è ancora qualche dubbio precauzionale per la sfida di sabato con la Roma, ma c’è ottimismo per il recupero, ovviamente subordinato all’utilizzo della maschera protettiva al volto.

Sono ancora da valutare invece le condizioni di altri tre giocatori importanti: Nedved, Marchionni e Legrottaglie. Tutti e tre potrebbero recuperare il loro posto, anche se Nedved potrebbe anche fare con calma………………..

Più importante invece sarebbe la presenza di Legrottaglie (più forte di Mellberg sulle palle alte) e di Marchionni, che nonostante sia stato ben sostituito da Salihamidzich nella partita col Bologna, garantisce maggiore spinta e fantasia rispetto a Brazzo. Vedremo poi se Ranieri continuerà a dare fiducia a Giovinco nonostante il recupero di Nedved, o se preferirà vanificare i minuti da lui giocati fino ad ora.

Il commento alla 28a giornata di campionato.

mar162009

Dopo la nefasta parentesi infrasettimanale di Champions, con la simultanea eliminazione di tutte le nostre concorrenti (Inter, Juventus e Roma), ci rituffiamo in pieno Campionato italiano, che pur non essendo forse all’altezza della Premiere League inglese, si dimostra comunque vivo e combattuto, fissando il nuovo record di segnature nella 28a giornata. Sono state infatti 34 le reti siglate in questo ultimo week end.

La parte del leone l’hanno fatta Milan e Palermo, che hanno rifilato cinque reti ai malcapitati Siena e Lecce. I rossoneri si sono imposti con le doppiette di Pato e sopratutto Inzaghi, quest’ultimo con le due reti messe a segno in questa domenica ha raggiunto le 300 reti in carriera! Con questa goleada la formazione di Carlo Ancelotti ipoteca il terzo posto puntando decisamente alla piazza d’onore occupata momentaneamente dalla Juventus.

In chiave scudetto continua l’inseguimento della squadra bianconera alla capolista Inter; la compagine allenata da Claudio Ranieri, falcidiata da una lunga lista di assenze, ma trascinata dalla coppia tutta fantasia Del Piero-Giovinco (ovvero: passato, presente e futuro della vecchia Signora), fornisce una grande prestazione (soprattutto nel 2° tempo) demolendo il Bologna per 4-1, e reagendo in maniera perentoria non solo alla estromissione dalla Champions, ma anche a qualche pericolosa polemica interna.

Non si è fatta attendere però la risposta della squadra di Josè Mourinho, che nel posticipo domenicale piega una buona Fiorentina, anche se troppo sciupona. Grazie ad una doppietta il solito Ibrahimovic raggiunge quota 17 reti nella classifica marcatori, a due sole lunghezze dal bolognese Di Vaio. Quindi rimangono sempre sette i punti che separano in classifica neroazzurri e bianconeri, ma a nostro avviso ora diventa fondamentale l’esito del prossimo turno per l’assegnazione del titolo di “Campione d’Italia“. Infatti, la 29a giornata farà registrare nell’anticipo del sabato sera il big match Roma – Juventus, mentre l’Inter avrà almeno sulla carta il compito più semplice, affrontando a San Siro la Reggina ultima in classifica, ormai condannata alla retrocessione.

Nell’altro anticipo del sabato, in ottica quarto posto, importante colpo del Genoa a Cagliari, il quale approfittando della sconfitta della Fiorentina va ad occupare l’ultimo posto utile per l’accesso alla prosima Champions, scavalcando la stessa squadra viola. Buon punto quello conquistato dalla Roma (fortemente rimaneggiata e ridotta in dieci per l’espulsione di Motta), in quel di Genova contro la Sampdoria di un Pazzini ormai inarrestabile.

Primo punto per Roberto Donadoni alla guida del Napoli, chiamato proprio in settimana al posto di Reja per risollevare le sorti della compagine partenopea. Comunque arduo il compito che spetta all’ex CT della Nazionale. Pareggio “alla volemose bene” tra Udinese e Catania, incontro contraddistinto dall’ennesimo gol capolavoro di Mascara. Tutto fermo invece in fondo alla classifica, dove tre delle ultime quattro hanno perso. Chi ha approfittato di questa situazione è stato solamente il Chievo, che con un netto 3-0 espugna l’Olimpico, avendo ragione di una Lazio evidentemente incapace di stabilire una continuità di prestazione e di risultati tali, da permetterle quel tanto sperato salto di qualità auspicato dai propri tifosi.

Juventus – Bologna 4-1. Giovinco e la partita perfetta.

mar152009

 

 

 

 

 

 

 

Gli applausi a Ranieri e alla Juventus prima dell’inizio della partita, nonchè gli striscioni di ringraziamento esposti dai tifosi juventini, rappresentano uno dei più bei capitoli della storia bianconeri, anche se di solito le pagine migliori sono quelle che parlano di vittorie. Stavolta non c’era nulla da festeggiare, ma chi ha vinto è stato il pubblico, il popolo bianconero, i tifosi, che già alla fine del match col Chelsea avevano apprezzato e riconosciuto l’impegno della squadra, e che ieri sera ha voluto manifestare la loro vicinanza al tecnico nell’affaire Trezeguet, pur avendo fischiato molte altre volte il tecnico, e applaudito tantissime volte il francese. Una nuova quanto “inaspettata” maturità dei nostri supporters, forse pronti per uno stadio all’inglese.

Questa col Bologna deve un po’ essere la partita del riscatto (anche se l’avversario non si presta a grosse rivincite morali in caso di vittoria), e la Juve parte molto determinata, attaccando da tutti e tre i fronti grazie anche alla vivacità di Giovinco, messo a sinistra al posto di Nedved, e alla mobilità di Iaquinta in avanti. Si vede subito che Sebastian è in palla, ma si vede altrettanto bene che la sua posizione di esterno è come un “castigo“. La sua resa quando svaria è tutta un’altra cosa, e ben presto Ranieri lo licenzia di spostarsi anche al centro e talvolta a destra, dove Salihamidzich fa benissimo la fase difensiva ma non spinge adeguatamente fino in fondo.

Dal canto suo il Bologna non rimane certamente a guardare, e già al terzo minuto rischia di passare un vantaggio; ma è un assist filtrante di Di Vaio a premiare un bellissimo taglio di Mutarelli (non seguito da nessuno!) che infila Buffon sotto le gambe. E’ lo 0-1 che gela lo stadio Olimpico e che evidenzia un’altra ennesimo lapsus difensivo suicida.

La Juve non ci sta, ed ha troppo da farsi perdonare ai suoi tifosi. La reazione rabbiosa porta l’undici juventino stabilmente nella metà rossoblù, con i bolognesi prontissimi a sfruttare la nostra difesa alta. E’ una bellissima partita, dove si alternano le giocate di Giovinco e Del Piero, l’uno a suggerire per l’altro, dimostrando che questo può essere un futuro molto molto prossimo. In pochissimo tempo la Juve rischia di pareggiare due volte (tiro di Sebastian a giro parato e colpo di testa di Alex incredibilmente fuori). La “formica atomica” si carica letteralmente la squadra sulle spalle, e da qualsiasi posizione fa la differenza; prende palla e nessuno riesce a tenere il suo passo, a capire i suoi numeri, a prende i suoi lanci. Con lui la Juventus cambia sempre marcia. Che personalità!

Negli ultimi dieci minuti i bianconeri sono una furia scatenata, ma il tempo finisce col Bologna in vantaggio e con la paura che nel secondo tempo non si riesca a tenere questo ritmo per tutta la gara. Ranieri decide per un cambio strano, e al rientro delle squadre troviamo Poulsen al posto di Tiago. Una scelta insolita visto che il danese è certamente un giocatore di solo contenimento, mentre Tiago, pur giocando male, qualche conclusione e qualche lancio illuminante lo avrebbe sempre potuto fare, dando anche geometrie alla manovra anzichè il sistematico passaggio laterale di Poulsen.

La Juve comunque ricomincia da dove aveva finito, premendo il Bologna nella sua metà e riuscendo quasi subito a pareggiare con Salihamidzich, che “spizza” benissimo di testa un corner battuto da Magic Sebastian. Ancora lui, dopo pochi minuti si incunea in area tra due avversari e tira in porta, ma Antonioli è attento. Che velocità!

Il Bologna arretra sempre di più e lascia campo agli arrembaggi bianconeri: Molinaro crossa da sinistra, Antonioli buca l’uscita e Del Piero non riesce a mettere in gol. Uno dei rarissimi break la squadra di Mihailovic se lo concede su calcio d’angolo, dove un colpo di testa di Di Vaio costringe al miracolo Buffon da pochissimi passi. Ma è sempre Giovinco – Show: colpo di tacco in corsa “alla Cassano” (ricordate il gol in Bari- Inter?), galoppata sul fondo intervento falloso della difesa bolognese…. Ovazione del pubblico. Sugli sviluppi della punizione è sempre Giovinco a servire rasoterra per Alex che si fa parare il tiro dal portiere.

Elastico“ di Giovinco (il numero con il pallone attaccato al piede), e altra ovazione degli spettatori: ormai tutti non vedono l’ora che prenda lui la palla. Del Piero si mangia un altro gol colpendo con la spalla anzichè con la testa… sembra non sia la sua serata (indovinate di chi era il cross…). Il Bologna sfiora la rete sempre con Di Vaio di testa, ma per la dura legge del calcio (gol sbagliato, gol subìto), arriva il vantaggio juventino: lancio preciso di Salihamidzich per che da dentro l’area scarica indietro per Giovinco che svirgola il tiro mettendo fuori causa Antonioli. Gol tanto fortunoso quanto meritato. La corsa del nostro attaccante sotto la curva è una sorta di liberazione, peccato che a seguirlo sia stato solamente Marchisio. L’immagine dei due giovani abbracciati è il segno della futura generazione vincente.

A questo punto inizia la partita di Del Piero, che non vuole sfigurare davanti a nessuno. Salihamidzich (cresciuto molto nel finale) mette un altro buon pallone per per Alex che, spalle alla porta si libera di un difensore e spiazza il portiere. 3-1! Nell’esultanza del capitano si legge tutta la rabbia per la Champions, e sul volto di Ranieri tutta la grinta Juve.

La Juve cerca di sfruttare il contropiede (una buona occasione per Iaquinta che tira alto), ma il Bologna è molle e demotivato, così ne approfitta ancora Del Piero, tirando al volo da fuori area costringendo Antonioli solo alla ribattuta che lo stesso capitano ribadisce in gol. E sono 4! Ma non è finita: Pinturicchio si porta a spasso 2 avversari e poi lascia partire un tiro che si stampa sulla traversa. Un secondo tempo da pallone d’oro.

Ranieri regala la standig ovation per Giovinco (sostituito dal giovane primavera Daud) e Del Piero (rilevato da un altro primavera, il bravissimo Immobile), sostituiti per un giusto tributo, non certamente per calo fisico, dimostrando che il calo del primo tempo col Chelsea non era una questione fisica. A fine gara Sebastian dichiarerà che il segreto della sua prestazione sta solo nella continuità.

Come dargli torto?

Lite Ranieri – Trezeguet: chi ha ragione?

mar142009

Un allenatore, tanti campioni e una sconfitta che brucia. Questo è il mix esplosivo che rischia di far saltare in aria la Juventus, e di creare conseguenze molto pericolose anche in chiave mercato. L’antefatto: a 10 minuti dal termine della sfida con il Chelsea, Ranieri decide di cambiare Trezeguet inserendo Amauri. Il risultato era di 2-1 per la Juve.

La prima scintilla conseguente è stata lo sfogo di David Trezeguet, che ha contestato apertamente la sostituzione; la fiammata successiva si è manifestata con la sanguigna reazione di Ranieri nei confronti del bomber. Cerchiamo però di analizzare bene la situazione.

Innanzitutto bisogna inquadrare bene il contesto della sostituzione, ovvero il momento in cui è avvenuta. Il risultato di 2-1 teneva ancora in corsa la Juve, ma i minuti che mancavano erano soltanto 10. I bianconeri giocavano con un uomo in meno per l’espulsione di Chiellini. L’attacco non funzionava a dovere e il nostro allenatore aveva ancora a disposizione un cambio. Dovendo per forza maggiore inserire una punta, sarebbe stato più giusto togliere un centrocampista e renderci ancora più vulnerabili (se già l’uscita di Chiello non ci aveva destabilizzato abbastanza), oppure rimpiazzare una delle due punte rimaste mettendo un giocatore come Amauri che potesse anche dare una mano a centrocampo?

Ognuno avrà la propria opinione, come è giusto che sia, ma la motivazione data da Ranieri credo che sia inattaccabile: Trezeguet aveva toccato 6 palloni nel primo tempo e solamente 3 nella ripresa. Scandalosamente pochi se contiamo che la Juve avrebbe dovuto fare una partita d’attacco. Senza contare che la pressione sarebbe dovuta essere più decisa nel secondo tempo piuttosto che nel primo. David si aspettava che il mister gli concedesse fiducia indipendentemente dal numero di palloni toccati, perchè questo è il suo gioco. Di rimando, con un uomo in meno serviva, secondo il nostro coach, un giocatore che entrasse ancora di più nel vivo delle azioni. Così come penso aveva ragionato al momento di cambiare Iaquinta per mettere Giovinco.

Che il francese fosse deluso lo si è visto subito quando stava ancora correndo verso la panchina. Che andasse a parlare alla stampa di quanto lo fosse però è una cosa che non era così scontata, visto che dopo lo sporadico episodio Chiellini di due anni fa, non si sono più verificati “tradimenti” o “fughe di notizie” importanti all’esterno. Insomma, i panni sporchi alla Juve si lavano in casa. Ma stavolta così non è stato, e allora, così come era successo con Giorgione, ecco la reazione di Ranieri.

Una reazione che va molto sopra le righe dell’amplomb tipico del tecnico romano. Uno scontro duro, frontale, senza mezzi termini e sopratutto uno sfogo pubblico. Chissà quante volte potrà essere successo con Del Piero, con Tiago o con Giovinco, ma in pubblico mai e poi mai. E secondo me Ranieri ci mette anche qualcosa di personale, qualcosa che va al di là del fatto singolo quando parla di “capire chi è con lui in questo progetto e chi no”. Probabilmente riaffiorano vecchie ruggini e vecchi dissapori tenuti nascosti fino ad oggi.

Il concetto di “spogliatoio“ e di “gruppo” è però un valore sacro al mister, forse più del suo amato 4-4-2. Per questo l’affronto  è così “intollerabile”, perchè oltre ad averlo fatto nel momento più delicato della stagione, è stato espresso non nei rispetti dei compagni (e quindi nello spogliatoio), ma attraverso i giornalisti. Tanta voglia di parlare a mezzo stampa, ha ispirato anche Ranieri che ha deciso poi di adottare il medesimo mezzo per rispondere al suo giocatore, definendolo agli occhi del mondo “un bambino viziato“.

A margine dei commenti che voi farete su questa vicenda, vorrei fare due considerazioni che ho sentito poco tra le varie notizie lette sull’argomento. Per Ranieri: per quale motivo se Trezeguet (come è vero) ci stava facendo giocare in 9, non è stato sostituito prima dei 10 minuti finali? Per Trezeguet: il fatto di essere così diverso da Amauri fisicamente, come può pensare di rendere più di lui quando il gioco della Juve necessita di un giocatore dalle caratteristiche del brasiliano? E’ solo una questione di superbia e di orgoglio per entrambi il fatto di non voler riconoscere i propri sbagli o i propri limiti?

Ad ogni buon conto, le ripercussioni del caso Trezeguet – Ranieri, rischiano di essere molto più gravi del previsto. Quando uso la parola “grave“, non intendo che il francese possa non giocare più da qui alla fine della stagione, ma che se dovesse essere ceduto, la Juventus si troverebbe nelle condizioni di dover andare sul mercato anche per il reparto d’attacco, e cioè uno dei pochi che (al completo) potrebbe ancora dire la sua anche in campo internazionale. Mettere soldi per un attaccante di valore vorrebbe dire toglierne al rafforzamento degli altri reparti ancora più bisognosi. E questo potrebbe essere un ulteriore rallentamento di anni alla scalata verso le vette calcistiche.

Intanto, contro il Bologna mancheranno sia Trezeguet che Amauri infortunati, oltre che Nedved, Marchionni, Sissoko, Legrottaglie, ecc…, ecc… ma questa non è più una “news”.

Juventus – Chelsea. Riceviamo e pubblichiamo.

mar122009

 

 

 

 

 

 

 

Per dimostrare che “Juventus Supporters” è il blog che accoglie la voce dei tifosi bianconeri, e dà spazio a chiunque voglia dire la sua a proposito della nostra amata squadra, Vi offriamo il contributo del nostro affezionato tifoso Gennaro, che ci ha proposto una sua personale analisi sulle origini di questa sconfitta contro il Chelsea. Ci toviamo d’accordo sulle sue argomentazioni, che tra l’altro potete riscontrare anche nei nostri commenti. Aggiungiamo solo che troviamo scandaloso che la società e anche i tifosi della Juve non chiedano a Ranieri chiarimenti su molti aspetti oscuri che si trascinano da molto tempo. “La Juve siamo noi“, recita un vecchio adagio, e trovo quantomeno doveroso che il mister spieghi anche a noi supporters gli aspetti giustamente elencati da Gennaro in questo suo commento. Buona lettura.

Ora si dirà che è tutta colpa di Ranieri, che ha sbagliato tattica o formazione, oppure che non doveva fare quelle sostituzioni. Io dico che Ranieri può essere criticabile per tanti motivi, ma per quanto riguarda la partita in sè stessa credo che abbia poche responsabilità. La squadra è arrivata a questo doppio appuntamento nelle peggiori condizioni possibili, sapendo benissimo quanto conti giungere in ottimo stato di forma a questo punto della competizione, essendo un torneo che si basa sull’eliminazione diretta. Ed è qui che cominciano le colpe di Ranieri, che a mio modesto parere sono per lo più di carattere “generale”. Infatti mi piacerebbe che il nostro mister insieme al suo gruppo di collaboratori spiegasse in primo luogo alla società (dalla quale percepisce lauto ingaggio) e quindi a noi tifosi, l‘involuzione così repentina che ha colpito la squadra nel momento decisivo della stagione. Da due mesi a questa parte la nostra compagine ha perso smalto sia dal punto di visto fisico, che di prolificità realizzativa. E’ evidente un dato: la coppia gol Del Piero – Amauri, che fino a Natale erano stati i trascinatori del gruppo, da gennaio in avanti sono riusciti a segnare solamente due reti in totale, denotando una condizione alquanto deficitaria. Ma il dato maggiormente preocccupante e che personalmente suscita maggior fastidio, consiste in questa incredibile catena di infortuni che hanno decimato la squadra, contro la quale non è stato mai possibile porre rimedio. Inoltre, un appunto di tipo tecnico: perchè la squadra dopo essere passata in vantaggio cede l’inziativa del gioco agli avversari? In questo ultimo periodo è successo troppo spesso.
Sicuramente ci sarà chi è più deluso da questa eliminazione, dal canto mio sono più preoccupato per il prosieguo della stagione, in quanto rimangono ancora undici giornate di campionato da giocare, con almeno un secondo posto da difendere, senza contare un ritorno di semifinale di Coppa Italia da onorare. Con quale formazione andremo ad ottemperare i futuri impegni?
Tornando alla partita di ieri, non me la sento di attaccare la squadra oltremodo, i ragazzi hanno dato tutto fino alla fine e faccio i complimenti a chi ieri era allo stadio (grande prova di maturità dei nostri tifosi) applaudendo e sostenendo la squadra fino al 94°. Anche se, di motivi per qualche fischio alla squadra in realtà ce n’è; non si può subire un gol in pieno recupero alla fine del primo tempo, pregiudicando l’intera partita; e poi l’espulsione di Chiellini, il quale già ammonito non è riuscito ad evitare un secondo giallo proprio prima del rigore di Del Piero.
Usciamo da questa “maledetta” competizione, sopratutto a causa delle numerose assenze, ma anche con la sensazione che se fossimo arrivati in modo migliore a questo appuntamento, ottenere la qualificazione non sarebbe stata così proibitivo.