
Certo che la Juve sa sempre come stupirci. A pochi giorni dalla brutta sconfitta in Coppa Italia con la Lazio, i nostri amati beniamini avevano l’occasione per “riscattare” l’eliminazione dalla Tim Cup, facendo una buona prova in campionato. Ovviamente questo era quello che tutti si aspettavano, vuoi perchè c’era l’obbligo morale di regalare una vittoria ai tifosi che mercoledì avevano lasciato lo stadio fischiando, vuoi perchè la classifica esigeva di tenere il passo del Milan in splendida forma. Non per ultimo poi il fatto di avere di fronte la Reggina, che seppur affamata di punti per sfuggire alla retrocessione, è pur sempre l’ultima in classifica!
Per l’occasione Ranieri “sceglie” di schierare l’inedita coppia centrale difensiva Mellberg - Ariaudo, con Camoranesi e Nedved sulle fasce e il rientrante Zanetti ad affiancare Marchisio, mentre in avanti la solita coppia Del Piero - Iaquinta. Le novità sono rappresentate da Ariaudo che “sfrutta” l’indisponibilità di Chiellini e Legrottaglie, e da Zanetti che si ripresenta in cabina di regia. Ma forse la notizia più eclatante è la tribuna di Giovinco, su cui ancora ci sono degli aspetti oscuri. Decisamente una partita in cui valeva la pena vederlo in campo o quantomeno seduto in panchina a disposizione del mister.
La Juve parte leggermente più attenta delle precedenti gare, nel senso che non si fa trovare impreparata alla partenza degli avversari. La cosa è prontamente sminuita, visto che è proprio la Reggina a non avere la giusta verve per attaccare subito i bianconeri; e così i primi minuti trascorrono in un tranquillo torpore. Ci pensa Iaquinta a svegliare il Granillo, concludendo a lato un’ottima combinazione Del Piero - Nedved che pesca il friulano sulla linea dei difensori. Prima palla gol juventina.
Nonostante Zanetti sia piuttosto macchinoso nei primi minuti, perdendo qualche pallone di troppo e facendo qualche falletto in eccesso, la squadra di Ranieri prende campo e la pressione verso la porta di Puggioni si fa più costante. Nedved al volo prende l’esterno della rete, mentre Iaquinta recupera un buon
pallone sulla trequarti amaranto e serve Del Piero fuori area che però preferisce la conclusione personale (alta sulla traversa). Dal canto suo, la Reggina si vede solo con due tiri fotocopia di Brienza da fuori area (alti), ma si sa che il calcio non si vince per sommatoria di occasioni da gol, ma per il numero di palloni entrati in porta. Lo sa bene la Reggina, che approfitta di una nostra amnesia difensiva per far colpire Barillà di testa, completamente solo, anche se forse Buffon (che prende gol sul suo palo) non è piazzato benissimo. Vantaggio casalingo, ma la sensazione è che la Juve possa riscattarsi presto.
E infatti l’occasione si presenta subito: Nedved tira forte ma centrale, il portiere respinge e sulla palla si avventa Del Piero che viene falciato in area. Peccato che l’arbitro giudichi questo intervento come un “nulla di fatto”, quando invece il rigore era sacrosanto. La Reggina può distendersi meglio in contropiede, ora che i nostri devono attaccare. “Maradona” Ceravolo fa metà campo palla al piede e si presenta davanti a Buffon, ma fortunatamente il suo piede non quello del “pibe de oro“.
Fuori Marchisio e dentro Poulsen: per la Juve si tratta del 67° infortunio. Non so se ci sono statistiche o record annotati per gli infortuni nel calcio, ma di sicuro la Juve di quest’anno li avrebbe battuti sotto qualche aspetto. E dato lo stato di forma di Poulsen, sarebbe stato forse più giusto stringere al centro Nedved (o perchè no lo stesso Camoranesi) per inserire subito Amauri o De Ceglie.
Buon finale di tempo per la Juve e sopratutto per l’attivissimo Iaquinta: prima gira a lato di testa un cross di Grygera, poi sul lancio di Nedved arriva sul fondo e gira benissimo indietro per l’accorrente Camoranesi (conclusione scandalosa). Squadre a riposo con la Reggina in vantaggio, ma il periodo buono per Iaquinta ricomincia subito: rigore per la Juventus per atterramento di Vincenzo: sul dischetto, la solita classe e sicurezza del capitano.
Ancora Iaquinta protagonista di testa su cross di Camoranesi (la prestazione dell’oriundo è andata in crescendo), ma la conclusione non ha buona sorte. Juve un po’ sciupona e poco precisa in avanti. La Reggina invece, che non si è dannata poi molto l’anima a cercare il nuovo vantaggio, riesce comunque a massimalizzare gli sforzi grazie ad un tiro Halfredsson, liberissimo di calciare a rete: la conclusione finisce all’incrocio dei pali tra l’indignazione e l’incredulità di Buffon. Vantaggio reggino a 25 minuti dal novantesimo.
La squadra riparte all’attacco, ed il solito Iaquinta impegna il portiere avversario con una improvvisa girata da dentro l’area, ma poco dopo arriva anche il pareggio meritato dei nostri: Cross di Camoranesi dalla destra, sponda aerea di Iaquinta per l’accorrente Zanetti che mette in scivolata per il 2 a 2. Ultime disperate mosse di Ranieri per acciuffare il risultato: Camoranesi in cabina di regia insieme a Zanetti e dentro Amauri per Del Piero. Le modifiche di squadra portano a due colpi di testa pericolosi delle nostre punte, ma il risultato è fisso sul pareggio.
Considerato che con Camoranesi centrale la Juve non ha giocato male e anzi il giocatore ha dimostrato senz’altro buone doti di personalità nel proporsi e nello smistare palloni, e considerato che anche Nedved
in passato ha saputo coprire questo ruolo molto meglio di Poulsen, consigliamo a Ranieri di riflettere se la prossima volta sia proprio utile alla Juventus inserire un centrocampista centrale di ruolo che giochi senza dubbio peggio di altri uomini che ricoprano la medesima posizione solamente per necessità. Meglio avere in campo in questo periodo gente che voglia giocare e mettere carattere, non spettatori di un evento che gli scorre sotto gli occhi. Poulsen non è adatto alla Juventus e se Camoranesi o Nedved venissero al centro ad affiancare Marchisio o Zanetti, lasciando a Marchionni o Giovinco una delle due fasce, sicuramente la squadra avrebbe più corsa e più qualità in mezzo al campo.
Ovviamente il pareggio di oggi non è solo frutto dell’inserimento di Poulsen (peraltro a gara già iniziata), ma con tanti infortuni le scelte dei giocatori sono spesso obbligate e pertanto quelle tattiche risultano ancora più determinanti.