Archivio per maggio 2009

Juventus – Lazio 2-0. Arrivederci Pavel.

mag312009

 

 

 

 

 

 

 

 

Al di là di tutto quello che è successo in questi ultimi due mesi e mezzo, e cioè dell’andamento “altalenante” della squadra, delle polemiche, dell’esonero di Ranieri, e della panchina affidata a Ferrara, bisogna riconoscere con tutta onestà che la Juventus ha nonostante tutto centrato la il suo obiettivo stagionale riguardante il campionato. D’accordo, a Ranieri si era chiesto di cominciare a vincere qualcosa (e quel “qualcosa” non poteva che essere la Coppa Italia), ma il crollo verticale dei bianconeri è coinciso proprio con il momento delle “finali”, considerando anche la partita col Chelsea una vera e propria “finale”. E lo si voglia o no, il secondo posto in classifica non può essere solo frutto della “cura Ferrara“, visto che 6 punti in classifica pesano molto meno di tutti gli altri conquistati precedentemente. Questo indipendentemente dall’opinione che si possa avere su uno o l’altro allenatore, anche perchè Ciro ha potuto recuperare giocatori importanti per questo rush finale (oggi giocava pure Salihamidzic!). Certo è che se ogni anno la Juve deve puntare sempre più in alto, l’anno prossimo non ci si può presentare senza un obiettivo diverso dalla conquista dello scudetto.

Intanto la partita di oggi ha visto l’addio di un giocatore che avrebbe senz’altro contribuito ancora a far crescere la squadra il prossimo anno; sappiamo tutti che parliamo di Pavel Nedved. Di lui si è ormai detto tutto, per cui non ci ripetiamo col rischio di essere noiosi e scontati. Quello che è importante sottolinare di questo “addio”, è che forse non è un “addio al calcio” ma un “addio alla Juventus“. Dopo otto anni consecutivi ad essere il cuore e l’anima dei bianconeri, il nostro Pavel potrebbe diventare protagonista con un’altra maglia, e il bello è che di questa situazione potrebbe esserne lui stesso inconsapevole. La questione gira tutta intorno a Mino Rajola, il suo procuratore. Infatti, alla vigilia della partita contro la Lazio, la Juventus ha chiesto ufficialmente a Pavel di tornare sui suoi passi e di prolungare di un altro anno, prendendo poi un posto da dirigente. La risposta negativa di Nedved ha chiuso le porte ad ulteriori discussioni sui termini del contratto, quindi per la società ha organizzato il suo addio al calcio. Il suo procuratore invece, che intravede ancora un anno di calcio ad alto livello per il suo assistito, ha già dichiarato che continuerà ad insistere affinchè il ceco possa continuare la carriera, ma a questo punto non necessariamente nella squadra bianconera. Se Rajola dovesse trovare un accordo con una grandissima squadra europea, dando a Nedved la possibilità di vincere la Champions (seppure come “attore non protagonista”), abbiamo la sensazione che il giocatore potrebbe accettare questa possibilità, nel nome della Champions. La nostra opinione è che sicuramente molto dipenderà anche dal prossimo allenatore della Juve, anche se fare poi uno, due, tre, “addi al calcio” non sarebbe una cosa molto in linea con lo stile Juve.

Ma ora veniamo alla partita di oggi: Juve- Lazio, la prima e (forse) l’ultima squadra italiana di Pavel Nedved. Era questo il leit-motiv dell’ultima giornata di campionato qui a Torino. I biancoazzurri non avevano più nulla da giocarsi, i bianconeri dovevano mantenere il secondo posto guardandosi dal Milan impegnato a Firenze. Partita rivelatasi piuttosto semplice in virtù del gol segnato da Iaquinta dopo soli due minuti e mezzo di gioco, sfruttando un bellissimo lancio di Marchisio e una bellissima papera del portiere laziale che esce troppo presto dalla porta e si fa passare la palla tra le gambe.

Partita “facile” anche perchè la Lazio non alza mai i ritmi e Ferrara può contare, come detto in precedenza, su una buona forma dei propri giocatori, sopratutto del tandem Camoranesi-Zebina sulla destra, vera e propria “ira di Dio“ su quella fascia. “Archiviati” Poulsen e Tiago, Marchisio e Zanetti riprendono le redini del centrocampo, aspettando anche un certo Sissoko. Del Piero e Iaquinta in attacco fanno faville, con una media gol veramente impressionante del friulano che ha iniziato a decollare paradossalmente nel momento più difficile della Vecchia Signora.

Primo tempo che ha visto i nostri meritare pienamente il vantaggio, grazie ad un paio di occasioni da gol molto importanti, tra le quali da segnalare, oltre al gol, la rovesciata che Del Piero ha mandato poco sopra la traversa alla fine della prima frazione di gioco. Gli spunti più importanti si vedono nella ripresa, dove la la Juve continua la sua pressione nei primi 10 minuti in modo sempre più convinto, e Ciro Ferrara per assecondare la squadra decide di mettere il tridente togliendo Zanetti e inserendo Amauri, portando Nedved in quella posizione di centro-sinistra dove a nostro avviso può rendere ancora molto. Due volte il tridente su due partite “dirette” da Ferrara, un atteggiamento che piace molto ai tifosi che storicamente hanno sempre rimproverato ai suoi allenatori atteggiamenti più ”cauti” che “propositivi”.

Tridente + nuova posizione di Nedved = gol. Raddoppio dei bianconeri grazie ad un pallone rubato dal ceco che fornisce un assist perfetto per Iaquinta smarcandolo nuovamente davanti al portiere; gioco facile il 2 a 0. Come se non bastasse, dentro anche Giovinco (e non al posto di Del Piero, alla faccia di Ranieri!), ma stavolta al posto di una punta: standing ovation per Iaquinta.

Ma la standing ovation più importante avviene nei 10 minuti finali, con il saluto di Pavel davanti a tutto il suo pubblico, con tutto l’affetto e la commozione che si dedica ad una grande “bandiera”. Ogni riferimento ai tifosi rossoneri NON è puramente casuale.

Finale Champions al Barça.

mag282009

Manchester. I ragazzi di Alex Ferguson sono di ritorno nella citta’ mancuniana senza la stessa accoglienza ricevuta lo scorso anno al rientro da Mosca. Differenza non da poco, la mancanza di un trofeo da esporre. Gli spagnoli, invece, hanno un pubblico gremito e festante ad attenderli. L’impresa in cui sono riusciti quest’anno e’ privileggio di pochi: vincere il campionato spagnolo e portare a casa il titolo piu’ ambito d’Europa. Beh, record di cui il “Sir” del calcio conosce sicuramente il sapore, anche se quest’anno ha dovuto accontentarsi solamente della Premiership. D’altronde va bene così, altrimenti il Manchester United, non certo solo per somiglianza di colori, rischierebbe di diventare la Ferrari (di qualche anno fa) del calcio.

La finale disputata a Roma è stata una partita che ha visto protagonista un bellissimo calcio giocato dal Barca, con un Messi che diventa sempre più vicino al riconoscimento ufficiale come miglior giocatore dell’anno. Il pallone d’oro e’ già suo, stando alle voci che si fanno sempre piu’ insistenti tra i brookers del pallone. Con quella vinta mercoledì, il Barca porta a quota 3 il numero di vittorie nella massima competizione europea; per gli appassionati di statistiche: 1992, 2006, e 2009, mente le vittorie Champions per il Manchester United sono datate 1968, 2003 e la piu’ recente della passata edizione (2008), non del tutto meritata stando alle parole degli addetti ai lavori che videro un ambitissimo Chelsea guidato da Mourinho giocarsi le proprie chance e perdere solamente ai rigori.

Gli onori sono tutti del squadra di Guardiola, che e’ riuscito in un’impresa unica: vincere nello stesso anno la Liga, la Copa del Rey e, piu’ prestigiosa di tutte, la Champions League. Un anno veramente d’oro. E pensare che fino ai quarti di finale gli scommettitori d’eccellenza, quelli dell’Oltremanica davano come favorite il Manchester United (questa era facile) e il Chelsea…. Beh, meno male che anche i bookmakers ogni tanto sbagliano.

L’indistruttibile Nedved vuole rinnovare ancora!

mag282009

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci sono giocatori che al di là delle possibilità fisiche, meritano veramente una lunga carriera. Ha meritato Maldini, ha meritato Bergomi, lo merita Del Piero, così come Pavel Nedved. Questa voglia di continuare, di vincere, di mettersi in discussione e di rincorrere un traguaro o un avversario, è una cosa innata, che pochi hanno. Pavel è così, con una dedizione al sacrificio e al “lavoro” che pochi giovani possono vantare, se non tra i divanetti di una discoteca, o tra un ”sex on the beach” e un “coca-malibù”.

E’ così che Nedved ha deciso di riconcedersi un’altra stagione, alla ricerca di uno scudetto che l’anno prossimo dovrebbe essere quantomeno auspicabile. Sicuramente il ceco non ha ancora messo nero su bianco, ma la festa d’addio al calcio che era stata preparata in concomitanza con l’ultima partita di domenica (guarda caso proprio con la sua ex squadra, la Lazio), è stata momentaneamente “congelata”. Niente ci sarebbi di più bello che festeggiare invece il prolungamento della carriera anzichè la fine.

Il ballottaggio tra Ferrara e Conte, non rappresenta un fattore condizionante per la decisione definitiva: infatti, entrambi i giovani allenatori conoscono bene Pavel e il ceco conosce bene i suoi ex compagni, per cui in qualsiasi caso non potrebbe vrificarsi il pericolo di un nuovo allenatore che metterebbe ai margini il “vecchio” centrocampista.  Le ultime voci parlano di un possibile biennale proposto alla società, anche se la soluzione pare attualente priva di cognizione logica, in virtù del fatto che comunque la Juventus non si è ancora espressa ufficialmente a favore del rinnovo.

Antonio Conte vicinissimo alla Juventus.

mag272009

 

 

 

 

 

 

 

Al di là di tutte le bufale del calciomercato, dove già da uno o due anni si parlava di Antonio Conte come l’immediato allenatore della Juventus, adesso pare proprio che sia la volta buona. Tutti i tasselli si stanno ricomponendo nel mosaico che dovrebbe dare corpo alla nuova Juve 2009-2010. Il fatto che Ciro Ferrara non verrà riconfermato, dimostra due cose: la prima è che l’ex “scugnizzo napoletano” era stato scelto solamente come traghettatore; non si spiegherebbe infatti quale dimostrazione di maggiore affidabilità avrebbe potuto dare, se non vincere la partita d’esordio, in trasferta, per 3 a 0. La seconda è che alla Juve non comanda la società ma i giocatori, visto che a quanto pare la chiamata di Antonio Conte è stata quasi imposta da Alex Del Piero, miracolosamente risorto dalle ceneri della gestione Ranieri.

La debolezza della dirigenza non è una novità, così come abbiamo più volte dibattuto nei vari commenti. Sorprende invece la scelta di affidare la squadra a Ferrara senza dichiarare chiaramente le intenzioni di un suo impiego a tempo, sapendo benissimo che Antonio Conte avrebbe raggiunto Torino anche a piedi. Il Bari infatti non ha mai manifestato l’intenzione di trattenere il suo tecnico (se questi avessi ricevuto una chiamata dal Signor Elkann), e l’ingaggio dell’allenatore non è certamente un ostacolo visto che il contratto per dirigere la squadra bianconera si assesterà su un biennale da circa 900 mila euro annui.

In giornata il tecnico del Bari si svincolerà dalla sua attuale società, con tutti i ringraziamenti reciproci di rito. Poi potrebbe arrivare subito l’annuncio come nuovo allenatore della Juventus. Forse la cosa più corretta sarebbe aspettare che Ferrara terminasse l’ultima partita, ma sappiamo di quale mondo stiamo parlando…

Il commento alla 37a giornata di campionato.

mag252009

Archiviata la pratica scudetto, il campionato di Serie A nella sua 37esima giornata ha emesso altri importanti verdetti. Dopo la condanna alla retrocessione della Reggina, nell’insolito anticipo di mercoledì scorso contro la Lazio, è stata la volta del Lecce, al quale mancava solo l’aritmetica per sancire il ritorno in serie B dopo solo un anno di permanenza nella massima serie. Ora resta da stabilire chi fra Bologna e Torino completerà il trio dei “bocciati”.

Dopo l’inaspettata sconfitta subita ad opera del Genoa, il Torino sembra sulla carta la squadra che rischia maggiormente: qualora i granata e il Bologna dovessero pareggiare all’ultima giornata, sarebbero i rossoblù felsinei a festeggiare la salvezza. Da condannare il brutto epilogo della partita, con i giocatori di Torino e Genoa ad azzuffarsi ignobilmente in mezzo al campo. Evidentemente i nervi saranno saltati per dei taciti accordi finalizzati adottenere un risultato di parità, e venuti meno dopo il gol del 3 a 2 di Milito. In ogni caso è apertissima la lotta per la salvezza; domenica il Bologna ospiterà il Catania, mentre il Torino andrà a far visita alla Roma, che si è assicurata l’accesso alla prossima Europe League espugnando San Siro di sponda rossonera.

Festa rovinata quindi per Paolo Maldini, che ha dovuto assistere alla sconfitta della propria squadra, e subire gli immeritati fischi durante il suo giro di onore, per salutare un pubblico che sicuramente non merita di aver avuto un tale grande campione a vestire la maglia rossonera. Un episodio condannato da tutto il mondo del calcio, e che segna una delle pagine più nere della storia del Milan. Per Maldini invece si ricorderà sempre l’esempio che ha saputo dare come calciatore ma soprattutto come uomo; una persona che non ha mai alzato i toni, parlando sempre in nome del fair-play e della sportività. Possiamo solo dire che un campione come Paolo Maldini mancherà tanto al calcio italiano.

Chiudiamo questo penultimo “commento al campionato”, salutando il ritorno alla vittoria della Juventus (dopo due mesi di astinenza), sotto la guida di Ciro Ferrara, vincente al debutto su una delle panchine più importanti del mondo. Con un sonoro 3 a 0 a Siena, i bianconeri festeggiano con una giornata di anticipo la qualificazione diretta alla Champions 2009-2010. Grande protagonista di giornata è stato il Capitano Alex Del Piero, autore di una doppietta. Prestazione che testimonia come fosse necessario il cambio di allenatore, dato che dal punto di vista caratteriale la Juve non riusciva a dare più nulla.

Siena – Juventus 0-3. Non solo “effetto Ciro”.

mag242009

 

 

 

 

 

 

 

Vabbè, contro questo Siena probabilmente avrebbe vinto a mani basse anche Ranieri, ma l’importante era vincere, solo quello, e per una volta negli ultimi mesi la Juve c’è riuscita. Lo avevamo già anticipato “alla vigilia” che Ferrara non avrebbe pouto inventarsi nulla dal punto di vista tattico, e così è stato. Ma non sarebbe stato così facile senza l’aiuto del … Siena. La formazione “più logica”, quasi obbligata, è scesa in campo secondo le aspettative, e come avrebbe scelto pure Ranieri; unica “sorpresa” lo schieramento di Del Piero dal primo minuto, rimasto per qualche settimana “a riposo” e forse proprio per questo motivo tra i più in forma.

Lavorerò sulla mentalità“, disse Ciro, e infatti la juve parte col piede giusto, con il piglio di chi entra in campo per dettare legge. Il caldo africano non favorisce certamente il ritmo partita che vorrebbe imporre la Signora, ma la circolazione di palla e la proiezione offensiva sono piuttosto costanti. Prova ne è un gol enorme mangiato da Iaquinta, che davanti al portiere invece di servire Del Piero al suo fianco cerca la conclusione personale, facendosi parare il tiro. Brivido intorno al 12′ con De Ceglie che viene graziato per un fallo da ultimo uomo che gli costa solamente il giallo. Pochi minuti e il nostro capitano decide di ripagare il suo ex compagno per la fiducia concessa: magica punizione a scavalcare la barriera e Juve in vantaggio! Rabbiosa esultanza di Alex, così come ogni volta che si è dovuto scrollare qualcosa di dosso….

Si riparte al piccolo trotto, con i bianconeri ad amministrare un Siena non più di tanto intraprendente. Una fortuna, visto quello che valgono in questo momento Zebina e De Ceglie (che già ammonito rischierebbe ad ogni occasione il rosso). I nostri si svegliano intorno alla mezz’ora, andando vicini al gol con una percussione di Nedved che serve Iaquinta al limite dell’area, ma il controllo di palla non è proprio dei migliori. Momento magico per i giallo-oro che in contropiede vanno in tre contro tre nell’area del Siena, sempre con Nedved nelle vesti di suggeritore, stavolta per Del Piero che anche lui si addormenta sul pallone e si fa recuperare da un difensore.

La Juve ci prende gusto e riprova per la terza volta consecutiva il contropiede-fotocopia: Marchisio ruba palla nella propria trequarti, serve Del Piero avanzato e corre verso la porta, Alex non tarda a servirlo sul filo del fuorigioco e il nostro giovane batte con un bel tocco il portiere senese. Grande gol per Marchisio e altra gran bella esultanza a battere lo scudetto juventino: l’attestato di “devozione” alla maglia che chiedeva Ciro Ferrara ai suoi giocatori.

Miglior primo tempo non avrebbe potuto essere pronosticato. Squadre a riposo con un giustissimo due a zero per gli ospiti. Squadre che al rientrono riprendono da dove hanno terminato: la Juve a dominare e il Siena a cercare di pungere con qualche timido tentativo. Il ritmo è blando, e ci pensa Del Piero a dare una piccola sveglia al sonnolento secondo tempo, con un tiro al volo dalla distanza che però però non impensierisce troppo i senesi. L’interesse del pubblico è ormai più verso il tabellone con i risultati dagli altri campi (leggi San Siro) che per il terreno di Siena. Anche perchè in questa giornata, per via dell’affluenza di pubblico juventino allo stadio, non si è capito bene se si giocava Siena – Juventus o Juventus – Siena.

Entra Poulsen per Zenetti, alla metà ormai del secondo tempo, con il risultato sempre più acquisito. Del Piero però ha ancora due grossissime occasioni a tu per tu con Curci, dove nella prima viene chiuso benissimo dal portiere, mentre nella seconda è bravo il capitano (stupendamente lanciato da Marchisio), ad evitare l’intervento dell’estremo difensore a a suggellare il successo juventino con una doppietta.

Poco prima del gol una decina di minuti per Trezeguet entrato al posto di Iaquinta, e per Mellberg al posto di De Ceglie. Null’altro da segnalare in questa sorta di “allenamento pro – Champions”, se non una certezza assoluta: fate un altro anno di contratto a Pavel.

Pandev si o Pandev no?

mag222009

 

 

 

 

 

 

 

Sempre più alla stretta finale la trattativa per il laziale Goran Pandev. E ancora la Juve impegnata a rinforzare il reparto d’attacco. L’interessamento al giocatore di Lotito, accresce i dubbi circa la conferma in attacco di tutti e quattro gli attaccanti della Juventus. Nato come uno dei più forti e completi attacchi d’Europa, il reparto ha subìto l’andamento globale dei reparti arretrati, mai in grado di fornire copertura e palloni giocabili agli avanti bianconeri. Tra un infortunio e l’altro poi, si sono persi per strada sia i gol, sia la “trazione anteriore” su cui Ranieri aveva fatto affidamento in alcune occasioni già l’anno scorso, adottando con piacevole sorpresa il 4-3-3 ben visto anche dai tifosi bianconeri.

Detto questo, sappiamo anche dei problemi che Trezeguet ha incontrato nei rapporti personali con Ranieri, e il fatto che il francese troverebbe un nuovo allenatore lo fa pensare in ogni caso il maggior predestinato al ricambio del reparto d’attacco. Se infatti Del Piero rimarrà sempre e comunque (anche a costo di fare panchina), con Amauri che, se in forma, rimane uno dei più grandi attaccanti d’Europa, e con Iaquinta confermatissimo (anche da Cobolli Gigli) dopo la lunga serie di marcature in questa parte finale di stagione, non è difficile pensare che David possa essere designato a lasciare il gruppo. Contro di lui giocano sicuramente l’età e gli infortuni, ma molto pesa anche l’aspetto caratteriale, che ne fa una vera e propria mina vagante ogni qualvolta debba sedersi in panchina.

Ciò che si ricollega al discorso Pandev, non è tanto scoprire chi potrà far posto a Pandev, ma come Pandev potrà sostituire tatticamente il suo predecessore. Il laziale infatti non assomiglia a nessuno dei nostri, e questo può essere apparentemente un vantaggio; ma può garantire un numero maggiore di gol rispetto a quelli che farebbe Trezeguet o qualcun’altro? La risposta è facilmente intuibile.

L’operazione potrebbe rispondere ad una esigenza economica. Vendere Trezegol oggi non sarebbe come venderlo l’anno prossimo, e poi bisogna contare anche la differenza di ingaggio con Pandev (si parla di un quadriennale da “soli” 2,5 milioni di euro. Sicuramente la valutazione deve essere attenta, ma non deve prescindere dal ”calcolo dei gol“, visto che alla fine, nel calcio, ciò che separa la gloria dagli inferi, è sempre stato segnare un gol in più degli avversari.

Come sarà la Juve di Ferrara?

mag202009

Cambiano gli allenatori, ma i problemi restano. Dopo un solo allenamento sotto la guida di Ciro Ferrara, il nuovo coach bianconero ha potuto ereditare immediatamente le sfortune di Claudio Ranieri. Durante la prima seduta infatti, Grygera è uscito in barella a causa di una forte contusione; per lui l’importante trasferta di Siena è molto a rischio, e date le defezioni di Molinaro e De Ceglie, la situazione in difesa ci sembra piuttosto preoccupante. Questa piccola premessa attuale, permette di introdurci meglio nella prospettiva futura di quella che sarà la “nuova” Juve.

Le virgolette sono d’obbligo quando si parla di due giornate di campionato e degli stessi giocatori che hanno fatto le precedenti 34 partite. Quello che forse alcuni tifosi juventini si aspettano, è di vedere degli stravolgimenti che cambino radicalmente la squadra, come se ci fosse una formula magica che Ranieri non avesse mai adottato, o come se l’inserimento di un giocatore potesse toglierci da tutti i guai. Orsù, siamo seri. Per poter arrivare a tanto si dovrebbe per esempio schierare Giovinco titolare; poi però occorrerebbe cambiare modulo; e di conseguenza passare al centrocampo a 3, sguarnendo maggiormente la difesa…… Cose già ampiamente discusse e non applicabili in questo momento della stagione.

Come dicevamo prima, bisogna essere seri, e in questo periodo anche molto pratici. Non è il momento di esperimenti, nè ci sono margini per cambiare radicalmente la Juve. L’infortunio che ha colpito Grygera, costringerà Ferrara a schierare una difesa composta in alcune posizioni da riserve, e per di più schierate fuori ruolo (Mellberg e Zebina). Allora quando si prenderà gol a Siena dovremo tutti additare Ferrara come l’ennesimo incapace? Ovviamente no, ma è la stessa difficoltà con cui ha convissuto Ranieri per tutto il campionato. Non dobbiamo aspettarci risultati diversi dalle ultime gare se i giocatori, il modulo, e le emergenze sono sempre le solite. Se i risultati ci saranno, tanto meglio, ma le aspettative bisogna riconoscere che sono costruite sulla sabbia.

Il nostro nuovo allenatore ha parlato bene e in modo molto realistico dicendo: “lavorerò più sulle motivazioni“, che leggendo tra le righe si può benissimo tradurre con: “non posso fare altro che lavorare sulle motivazioni“. La realtà è che se i risultati di queste due partite saranno deludenti, qualsiasi decisione o qualsiasi formazione avrà scelto Ferrara scatenerà sempre ottime argomentazioni polemiche. E anche il nostro futuro Presidente Lapo Elkann (ma per piacere….) ha stavolta centrato il problema, esprimendo con la consueta eleganza e con la classe che lo contraddistingue il succo di tutto il discorso:

E’ ora di tirare fuori i coglioni“.

ESONERATO RANIERI! Ferrara allenatore fino a giugno.

mag182009

Doveva succedere ed è successo. Forse spinti più dalla pressione popolare piuttosto che dalle proprie convinzioni, i dirigenti della Juventus hanno fatto marcia indietro (rimangiandosi i loro proclami di fiducia), e hanno esonerato Claudio Ranieri. Nessuno può dire “non ce lo aspettavamo”, ma che il popolo juventino non sia abituato a veder saltare un allenatore a campionato in corso, è un dato di fatto.

La decisione è stata presa nella mattinata, quando tutto il quadro dirigenziale è stato convocato d’urgenza per prendere l’importante decisione. Già presente tra l’altro il nuovo tecnico Ciro Ferrara, fino ad oggi responsabile del settore giovanile, e promosso alla prima squadra almeno fino a giugno. Nel comunicato ufficiale si legge che “La Juventus ringrazia Claudio Ranieri per il lavoro svolto in questi due anni. Al nuovo allenatore, Ciro Ferrara, va l’augurio di immediati successi“, le solite cose….

Erano quarant’anni che la Juventus non esonerava un allenatore, ma erano quasi cinquant’anni che i bianconeri non riuscivano a vincere per ben due mesi. Numeri su cui riflettere.

Conferenza stampa di presentazione fissata per le ore 18,15.

Il commento alla 36a giornata di campionato.

mag182009

Si emettono i primi verdetti del campionato di Serie A 2008-2009. Quello più importante, ossia l’assegnazione del titolo di campione d’Italia, è giunta ieri sera. Non che fosse mai stato in discussione, ma l’Inter si aggiudica il 17° alloro nazionale (per noi sono sedici), grazie alla sconfitta subita dal Milan a Udine per 2 reti a 1. Un campionato che possiamo dire senza storia; poche sono state le emozioni per quanto ha riguardato la lotta al vertice. E’ bastata un’Inter sulla stessa falsa riga di quella di Mancini per riconfermarsi campioni, evidente la pochezza delle sue antagoniste (si fa per dire), sottolineando come la serie A italiana del post “Calciopoli” abbia perso non solo di competitività a livello internazionale, ma che si sia livellata su standard mediocri dal punto di vista tecnico (per quanto riguarda le nostre squadre più importanti). Unica nota di distinzione è rappresentata dall’arrivo del tecnico Mourinho nel nostro campionato, il quale con la sua “verve” dialettale è riuscito a fornire agli addetti ai lavori argomenti di discussione che hanno reso meno scontato e banale il mondo del calcio.

Con il pareggio a Marassi con il Chievo, il Genoa di Gasperini dice quasi definitivamente addio ai sogni di Champions. Forse la società del “Grifone” rossoblù è stata fin troppo distratta nelle ultime settimane dalle rituali voci di mercato che contraddistinguono la parte finale di ogni stagione romanista; alla luce di questo risultato è pressoché definita la griglia delle partecipanti alla Champions League 2009-2010; rimane solo da stabilire chi andrà a giocarsi i preliminari della competizione più importante. Eventualità che diventa sempre più realtà per una Juventus che dopo la prova orgogliosa di San Siro è tornata su livelli quanto mai indecorosi, facendosi imporre il pareggio per la sesta volta in sette partite.
La Fiorentina oramai è ad un solo punto dai bianconeri, dopo aver sconfitto la Sampdoria di misura sul terreno amico del Franchi.

Sempre più avvincente diventa la lotta per la salvezza, che oramai riguarda solo Torino e Bologna, usciti vittoriosi dagli incontri odierni. Particolarmente importante il successo ottenuto dal Bologna in pieno recupero contro il Lecce, ovvero un diretto concorrente per la permanenza in Serie A. Non meno importanti invece i tre punti colti dai granata di Camolese in trasferta sul campo del Napoli. Il prossimo turno potrebbe ora veramente decidere le sorti della parte bassa della classifica, con incontri molto interessanti: il Bologna farà visita ad un Chievo al quale manca ancora un punto per ritenersi matematicamente salvo, mentre il Torino ospiterà un Genoa ormai rassegnato solamente alla “Europe League”.