Archivio per giugno 2009

Juve, perchè non prendi Pirlo?

giu252009

 

 

 

 

 

 

 

Ai più sembrerà una provocazione ma a pensarci bene l’operazione sarebbe più logica di molte altre. I bianconeri sembrano puntare ormai in modo definitivo ed esclusivo a D’Agostino, consegnandogli di fatto le chiavi del centrocampo. Sarà all’altezza? L’ex Udinese non offre nessuna garanzia, visto anche quanti buoni giocatori che militavano nelle squadre minori si rivelavano poi assai mediocri in una grande squadra. Eppure Blanc e Secco lo cercano disperatamente, forse per motivi economici, e forse perchè di giocatori capaci di posizionarsi in modo fruttuoso al vertice basso del rombo non è ricco il mercato.

La quotazione di D’Agostino si aggira sulla metà di quella di Pirlo (e qualche ragione ci sarà!), che non sembra entusiasta di rimanere in una squadra che ha chiuso un ciclo (stavolta veramente) e dove non c’è fino in fondo la volontà di tenere il giocatore.  Per la Juventus l’operazione potrebbe essere molto costosa, pensando anche all’ingaggio del giocatore. Se però come ha confermato Galliani non ci sono state offerte concrete per l’acquisto di Pirlo, potrebbe anche essere che il centrocampista sia disposto a rinunciare a parte dell’ingaggio per accasarsi in una squadra che quasi sicuramente sarà più competitiva del Milan il prossimo anno.

Sicuramente non si tratterebbe di un acquisto in economia, ma il salto di qualità della Juve sarebbe insindacabile. 

Mellberg saluta la Juve.

giu232009

Era già nell’aria, così come da noi accennato nel precedente commento, che Mellberg fosse tra i predestinati in partenza. Tagli doverosi che la Juventus deve fare per eliminare qualche stipendio di troppo. Oddio, vista la coppia Chiellini – Cannavaro durante la Confederations Cup qualche dubbio sulla sua cessione ci viene. Ma tutto sommato gli anni avanzano, e quelli di Mellberg sembrano comunque più pesanti di quelli di Cannavaro. Chissà se all’Olympiacos hanno letto la sua carta d’identità prima di offrirgli 3 anni di contratto e versare 2,5 milioni di euro alla Juventus. E poi ci lamentiamo dei dirigenti juventini…..

Se finalmente la Juve si è decisa a trattare un terzino sinistro come Grosso, quasi sicuramente uno tra De Ceglie e Molinaro partirà. Noi speriamo che questo sia Molinaro, anche perchè De Ceglie è quantomeno più “guardabile”. Ma dato che De Ceglie ha sicuramente più mercato, è difficile che si possa usare Molinaro per fare cassa.

Intanto continua la telenovela D’Agostino. Io glielo lascerei a Udine, così sono contenti. Manco stessimo trattando Eto’o…. A proposito di barzellette: avete visto la vicenda tra il Bari e Antonio Conte?

Il Brasile polverizza le convinzioni di Lippi.

giu222009

 

 

 

 

 

 

 

Povera Italia. Prigioniera del titolo di Campione del Mondo, impegnata più a guardare al passato che al futuro, gli azzurri hanno fatto l’ennesima figura meschina davanti a tutto il mondo calcistico. Assenza di umiltà, scarsa concentrazione e poca fisicità sono stati i principali errori della squadra, che sicuramente non ha ricevuto da Lippi l’input giusto per rimettersi in gioco e gli stimoli idonei a quella sferzata d’orgoglio che avrebbe dovuto concretizzarsi nella partita col Brasile.

Sono sempre stato convinto che la vittoria ai rigori nella finale del Campionato del Mondo non fosse stata così “eroica” e meritata come tutti avevano decantato. Ma in fondo, cosa volete, si può non celebrare le gesta di chi sale sul tetto del mondo? Eppure era sotto gli occhi di tutti che gli azzurri, pur giocando con un uomo in meno per l’espulsione (giustissima) di Zidane, non erano comunque riusciti ad imporre il proprio gioco, trascinando la gara fino ai calci di rigore, come se la squadra in inferiorità numerica fosse l’Italia. Uno spettacolo indegno offerto da chi vuole vincere il torneo più importante del mondo. Così come ieri sera è stato uno spettacolo indegno essere dominati tecnicamente e sopratutto fisicamente. Schiacciati sotto ogni profilo e con le nostre stesse armi (leggasi contropiede).

E questa Italia non può essere che figlia di quella Italia, con lo stesso allenatore che nella partita più importante mette Montolivo e Toni, lasciando in panchina Giuseppe Rossi, o con gli stessi giocatori che dicono di essere i “campioni”, salvo poi entrare in campo e dimostrare tutto l’opposto. Ci provò Donadoni a ricostruire una nazionale che andava rifondata. Sappiamo com’è finito, e Lippi avrebbe le stesse critiche e farebbe la stessa fine se non fosse stato il tecnico del titolo conseguito nel 2005. Sono d’accordo con chi dice che se doveva esserci sconfitta sarebbe stata più utile dura e salata. Meglio venga adesso, piuttosto che essere prigionieri di un titolo che ci porta solo vanità

Lippi ha un anno di tempo per lavorarci sopra.

Programma amichevoli estive Juventus

giu212009

Si delinea a poco a poco la preparazione pre-campionato della squadra bianconera. Fino ad oggi sono state programmate tre amichevoli, tutte rientranti nella primissima fase di preparazione, quella cioè che vede la squadra di Ferrara impegnata in ritiro. La Juve sarà a Pinzolo dal 9 al 21 luglio, e la prima partitella si svolgerà allo stadio Pineta mercoledì 15, quando la Cisco di Roma  andrà a far visita alla Vecchia Signora. Test non impegnativo visto che la formazione romana milita nel torneo di Lega Pro, in Seconda Divisione. Domenica 19 luglio, ci sarà un trasferimento in terra francese per una partita “di cortesia”: compirà infatti 100 anni il Joeff, club dove Platini ha militato giovanissimo, e per festeggiare l’evento è stata organizzata una sfida Juventus – Nancy. Di ritorno dall’impegno transalpino, ci sarà una terza amichevole, ancora da definire, così come ancora dubbia è la data della “presentazione” a Villar Perosa.

La Juve in Spagna per un colpo di mercato.

giu182009

Diarra o Giuseppe Rossi? Alessio Secco è in Spagna a tessere un’importante ragnatela che dovrebbe portare in maglia bianconera il secondo grande acquisto dopo quello del brasiliano Diego. La trattativa con il Real Madrid è in realtà piuttosto scialba, dato che le “merengues” hanno fin da subito storto il naso per la cessione anche solo in prestito del centrocampista maliano. Il giocatore sarebbe stato un tassello importante per il nostro centrocampo, e si sa per certo che rispondeva perfettamente ai gradimenti di Ciro Ferrara. C’è però da valutare lo stato fisico del giocatore che rientra da un grosso infortunio (frattura tibia e caviglia con interessamento dei legamenti), e nonostante questo pretenderebbe 4 milioni di euro d’ingaggio. Ecco perchè le parti sono attualmente molto distanti.

Molto più interessante invece la pista che conduce a Giuseppe Rossi. Secco ha già parlato con i dirigenti del Villareal, proponendo lo scambio con Trezeguet. Da parte spagnola però, c’è stata la richiesta di conguaglio di ben 15 milioni di euro per perfezionare la trattativa: una cifra importante che però potrebbe scendere sensibilmente con la volontà della Juve nel riconoscere una sorta di “compensazione” per la differente età dei giocatori. Sicuramente l’ingaggio di Giuseppe Rossi sarebbe inferiore rispetto a quello di Trezeguet, e quindi per la Juve sarebbe un buon investimento anche in proiezione futura e perfettamente in linea con la politica societaria. Difficilmente però si troverà un accordo se il Villareal rimarrà fermo sulle sue posizioni.

Mercato Juve: Poulsen rifiuta il Fenerbahce.

giu172009

Ci abbiamo provato, ma alla fine non avevamo fatto i conti con “l’oste”. Stiamo parlando di Christian Poulsen, e della sua tentata cessione da parte della Juventus al Fenerbahce, per la cifra di 7,5 milioni di euro, un prezzo stracciato considerando quello che la Juve lo ha pagato! Ma il simpatico danese ha rifiutato il trasferimento già accordato tra le due società, preferendo rimanere in maglia bianconera. Niente da eccepire circa la preferenza del giocatore, ma qui sta sempre l’annoso dilemma: sono i giocatori schiavi delle società o sono le società schiave dei giocatori? Che validità hanno i contratti al giorno d’oggi? Alla fine, benchè se ne dica, prevale sempre la volontà del giocatore.

Posto che la Juventus abbia letteralmente “toppato” l’acquisto di Poulsen e che abbia anche “toppato” la parte contrattuale, ci chiediamo pure che utilità possa avere per il calciatore la sua permanenza in una squadra che non gli offrirebbe nessuna possibilità di giocare. Resta il fatto che comunque la società deve trovare delle soluzioni che possano andar bene al giocatore (Spagna? Francia?), in quanto c’è “l’obbligo” di liberarsi di quegli ingaggi che a tutt’oggi sono una vera palla al piede: Poulsen, Tiago, Almiron (rientrato dal prestito) su tutti.

Esiste poi la concreta possibilità che anche Mellberg e Marchionni vengano ceduti; si tratta di due giocatori che non fanno certamente fare il salto di qualità alla squadra, ma che in diverse occasioni hanno espresso buone prestazioni. Per il primo pesa sopratutto il fattore età e l’arrivo di Cannavaro, mentre per il secondo andrei cauto sulla cessione, viste le numerose buone partite dello scorso campionato, e viste anche le sempre precarie condizioni fisiche di Camoranesi.

Real pigliatutto! Perez prende Cristiano Ronaldo

giu112009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stiamo assistendo a movimenti di mercato fuori dal comune. Il Real Madrid, dopo essersi assicurato i servigi di Kakà per sei stagioni, ha voluto veramente esagerare: l’esborso di 94 milioni di euro ha garantito il passaggio di Cristiano Ronaldo dal Manchester United al Real Madrid, sola andata. Impossibile per chiunque rinunciare ad un’offerta simile. Alla faccia della recessione, si è battuto il record per la cessione di un giocatore di calcio, primato storico detenuto da Zidane, venduto dalla Juventus sempre al Real Madrid per l’equivalente di quasi 81 milioni di euro.

Se al termine del mercato si perfezionerà anche il trasferimento di Ibrahimovic al Barcellona, non c’è dubbio che il calcio spagnolo sarebbe quasi ai livelli di quello italiano, sicuramente più interessante rispetto agli ultimi anni. E verrebbe pure da dire che la Spagna sarà la nuova patria del calcio entro un paio di anni. L’era delle squadre inglesi (almeno per quanto riguarda l’aspetto economico) sta definitivamente tramontando? Il Liverpool naviga già sull’orlo del fallimento, mentre altre squadre come Manchester United e Chelsea stanno facendo fuggire i propri campioni senza riuscire a rimpiazzarli in modo adeguato.

In Italia la situazione è molto peggiore. La Juventus, che aveva già fatto dell’oculatezza la propria linea di gestione, si è dovuta ridimensionare ulteriormente dopo la vicenda Calciopoli. Il Milan invece, a furia di strapagare stipendi e facendo acquisti che hanno appagato più il suo presidente che non le esigenze dell’allenatore (nonchè ovviamente il fatto di non aver vinto nulla recentemente), sarebbe già finito in amministrazione controllata se il denaro fresco di Berlusconi non avesse appianato puntalmente il deficit. Stessa cosa per l’Inter, che dalla sua però ha le vittorie di ben tre scudetti consecutivi; e nonostante ciò fatica non poco a trattenere giocatori come Ibrahimovic e Maicon, nel loro ruolo i numeri uno al mondo. Senza contare che Inter e Milan devono ancora entrare nell’ottica di principi come “autofinanziamento“, “settore giovanile“, “stadi di proprietà“, ecc… cose che la Juventus ha abbracciato da tempo.

Una cosa è certa: Kakà, Ibrahimovich e Ronaldo non ci parlino di “fascino” nel commentare i loro trasferimenti; il calcio si muove dove si spostano i quattrini….

Come dovrebbe giocare la Juve di Ferrara.

giu72009

 

 

Al di là degli aspetti anch’essi fondamentali circa la preparazione fisica (una Juve più “muscolare”, vicino a quella lippiana), e la gestione del gruppo (“non sarà la Juve di Diego e di nessun altro”), il modulo di gioco rientra tra gli aspetti più importanti del nuovo corso. Per la prima volta dopo molto tempo si cambia e si torna “all’attacco”. Non più 4-4-2, o almeno per il momento, ma il più spregiudicato con il 4-3-1-2, con Diego alle spalle di due punte. L’acquisto del centrocampista brasiliano “impone” il rifinitore tra le linee, ma nessuno ha ancora sottolineato il “problema” degli incontristi.

Con il centrocampo a tre, la Juve si troverebbe a dover giocare con Camoranesi, Sissoko, e forse D’Agostino. Ferrara infatti vorrebbe giocare col rombo mettendo l’ex Udinese come vertice basso, come registra arretrato “alla Pirlo“, insomma. Ma qui il dilemma addirittura raddoppia: come incontrista puro rimarrebbe il solo Sissoko, relegato però sul centro sinistra; in conseguenza a questo modulo sparirebbe completamente il gioco sulle fasce, visto che gli esterni di centrocampo devono stringere frequentemente le vie centrali, chiamando a supporto gli esterni difensivi per la fase d’attacco (ahimè!).

Per questo motivo c’è da chiedersi se l’acquisto di D’Agostino possa essere un acquisto “vantaggioso“, o se questo giocatore possa portare ad uno squilibrio tattico. Sappiamo che la nostra difesa non è risultata ultimamente così impermeabile, e togliere già un uomo a centrocampo può essere cruciale se non si hanno tre mastini in mezzo (ricordate Conte – Davids – Deschamps?). La dirigenza potrebbe convincersi a promuovere Marchisio definitivamente, sperando in un salto di qualità importante del giovane bianconero, oppure sperare in un anno di grazia di Zanetti, senza infortuni e bagnato dalle miracolose acque di Cocoon.  Ma tutto questo non basta, poichè avremmo solamente tre centrocampisti “validi” per affrontare un intero anno e tre competizioni.

Penso che i tifosi juventini debbano far sentire la propria voce per spronare la società a vendere quei giocatori che non offrono garanzie (vedi Poulsen) per cercare delle nuove alternative. Nella peggiore delle ipotesi, andare alla cieca garantirebbe quasi sicuramente comunque un rendimento pari (o mai inferiore) a quello di Poulsen e Tiago (considerando i 2 anni di quest’ultimo). Tanto vale cercare tra i giovani o provare con lo scambio di prestiti. Qualcosa la società deve fare, e Ferrara dovrà valutare attentamente il suo modulo di gioco. Non basta avere un buon allenatore e fare un modulo d’attacco.

Si fa presto a dire 4-3-1-2!

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A Ferrara una panchina “biennale”.

giu52009

 

 

 

 

 

 

 

Ormai certa la conferma di Ciro Ferrara alla guida della Juventus per la stagione 2009 / 2010, sopratutto dopo che i vari concorrenti si sono tutti autoesclusi dal ballottaggio. Gasperini si trova bene a Genova, Conte si è stufato di aspettare (giustamente), Marcello Lippi aveva già detto no a suo tempo, Spalletti non si muove da Roma finchè lo pagano così…..

Gioco-forza quindi confermare Ferrara. Ma non è detto che stavolta la decisione debba essere comunque sbagliata. Ciro ha tutte le carte in regola per essere l’allenatore rivelazione del prossimo campionato: giovane, gran lavoratore, proveniente dal calcio moderno, in sitonia perfetta col gruppo e con la società, ben voluto da squadra, stampa e tifosi e pagato anche poco. Cos’altro si potrebbe pretendere? Forse un pizzico di esperienza in più in panchina non sarebbe male, ma Pep Guardiola, Sacchi e Capello insegnano……

A parte la pagliacciata dell’annuncio ufficiale (suspance degna di un thriller di quart’ordine, visto che non ci sono rimasti più candidati!), il buon Ciro sottoscriverà (o magari avrà già sottoscritto) sicuramente un contratto biennale, sapendo benissimo che ciò non significa avere il posto fisso per due anni consecutivi.

Attendiamo quindi che Blanc e Cobolli Gigli si accorgano che questo è il momento per pensare al mercato.

Panchina Juventus: Conte rinnova col Bari.

giu32009

Antonio Conte si ”autoelimina” dal ballottaggio per il posto di allenatore alla Juventus. Il tecnico del Bari era uno dei più indiziati insieme a Ferrara, anche perchè perfettamente rispondente ai tre requisiti espressi dalla società: giovani, di idee moderne e di forte juventinità. Benchè ne dica Cobolli Gigli, non credo che la Juventus abbia una rosa di cinque allenatori da valutare, semplicemente perchè non ne esisto cinque con quelle caratteristiche. Certo se includessimo nel computo anche Cabrini, Cuccureddu e Gentile, arriveremmo a questo numero completandolo con Ferrara e appunto Conte.

Escludi i tre “non papabili”, e avendo Conte prolungato il contratto che lo legava al Bari, di fatto la candidatura di Ferrara diventa una sorta di investitura obbligata. Non che Ciro non sia gradito, ma anche in questo caso la dirigenza ha aspettato troppo prima di prendere una decisione, trovandosi così a non aver di fatto alternative, e quindi a prendere quello che c’è. Torniamo al commento dei giorni scorsi, quando si sottolineava a ragion veduta quanto potevano incidere  questi ritardi nelle scelte di mercato.

Ebbene si, alla Juve manca la figura del direttore generale. Sembra che la società inizia a ragionare per riportare questo ruolo lasciato vacante da Luciano Moggi. Ce ne sono di bravi, certamente, ma se vogliamo applicare lo stesso criterio che hanno applicato Blanc e Cobolli Gigli per la scelta dell’allenatore, allora abbiamo un identikit che può essere molto interessante. Tutti i sospetti portano al nome di Roberto Bettega, anche se siamo pienamente consapevoli che lo strappo tra la vecchia e la nuova dirigenza non sarà mai ricucito. Ma almeno ci pensino.