Archivio per agosto 2009

Il commento alla 2a giornata di campionato.

ago312009

Grazie ai nuovi criteri per la formazione dei calendari di SERIE A (i quali non prevedono più l’inserimento delle teste di serie), il secondo turno del torneo 2009-2010 ha presentato subito due partitissime d’eccezione, ovvero ROMA – JUVENTUS e soprattutto l’attesissimo derby meneghino tra MILAN e INTER nell’anticipo del sabato sera. Se non possono di certo decidere alcunchè in termini di classifica sicuramente questi big match danno le prime serie risposte sui reali valori delle squadre impegnate nella lotta al vertice.

E’ stato il primo derby post-KAKA’ e post-IBRAHIMOVIC, partiti entrambi per rendere ancor più spettacolare il campionato spagnolo. I tre volte campioni dell’INTER erano chiamati ad un pronto riscatto dopo l’inatteso e sofferto esordio di campionato contro il BARI, mentre al MILAN si chiedeva di confermare in una partita assolutamente più attendibile, quei progressi che avevano accompagnato l’esordio vincente della sqadra di LEONARDO in quel di SIENA.

Ebbene il risultato che n’è conseguito è stato totalmente a favore dei campioni d’Italia, i quali con un perentorio 4 a 0 hanno travolto un MILAN assolutamente impotente di fronte alla superiorità dei cugini nerazzurri, ulteriormente fortificati dall’espulsione di GATTUSO, rimasto in campo in maniera claudicante invocando inutilmete la sostituzione alla panchina rossonera. Siparietto grottesco che ha causato nel giro di pochissimo il rigore per l’Inter, la doppia ammonizione di Gattuso, e gli insulti dello stesso alla panchina rossonera, rea di aver impiegato troppo tempo per il cambio.

Con questa prova di forza, l’undici di MOURINHO ribadisce di non essere assolutamente in crisi, confermandosi come la squadra da battere. Ma se l’INTER chiama, la JUVENTUS risponde, trascinata da un grandissimo DIEGO (autore di una doppietta); la banda FERRARA sbanca ancora una volta l’Olimpico di Roma, sponda giallorossa, con un 3 a 1 che non ammette discussione. Partita praticamente dominata dai bianconeri, i quali dopo aver subito la rete del pareggio con DE ROSSI, cambiano marcia nel secondo tempo meritandosi l’intera posta in palio. Sigillo finale dell’altro brasiliano F.MELO che si sta inserendo sempre più nei meccanismi bianconeri.

Con questo successo la JUVENTUS si mantiene a punteggio pieno, in compagnia della SAMPDORIA (che prevale sull’UDINESE con un CASSANO ancora protagonista), del GENOA (corsaro a BERGAMO) e della LAZIO di CRUZ (che s’impone sul CHIEVO).

Ora il campionato osserverà un turno di riposo per far spazio alla nazionale; la SERIE A riprenderà nel weekend tra il 12 e il 13 settembre.

Roma – Juventus 1-3. Che samba!

ago302009

 

 

 

 

 

 

  

C’era tanta attesa per questa partita, non tanto perchè fosse Roma-Juventus, quanto perchè ci si aspettava di pesare il vero valore dei bianconeri come reale antagonista all’Inter per la lotta al Campionato. Anche la Roma, dalla sua, aveva importanti stimoli per il primo big-match stagionale, ma a dire il vero, le squadre hanno deluso inizialmente le attese dei tifosi fino al 25′ del primo tempo, quando la luce del grandissimo Diego si è accesa, illuminando la partita e portando in vantaggio la Juve all’Olimpico. Un grandissimo gol quello del brasiliano, che ruba palla a metà campo e la trascina di forza e velocità fino all’area giallorossa, battendo sul palo più lontano con un magico colpo d’esterno destro.

Sicuramente la Juve non aveva rischiato nulla fino a quel momento, facendo rimanere Buffon spettatore inoperoso, però il gioco offensivo, così come osservato precedentemente, non dava garanzie di efficacia, privo com’era di spinta sulle fasce o di alternative a Diego come fonte di gioco.

I nostri centrocampisti Tiago e Marchisio infatti, erano molto più attivi in fase di contenimento piuttosto che di rilancio, per non parlare di Felipe Melo, schierato spesso come un vero e proprio libero aggiunto davanti alla difesa. La Roma, pur non facendo una partita eccelsa, butta in campo più grinta dei bianconeri dopo lo svantaggio, riuscendo a riagganciare la Juve con un gran tiro dalla distanza di De Rossi, frutto di un calcio di punizione battuto a sorpresa dai giallorossi. Che ingenuità per i nostri!

La squadra di Ferrara però dimostra che la Roma quando attaccata è molto vulnerabile, colpendo un bellissimo palo con Amauri, ma non insistendo con la giusta convinzione nell’azione offensiva. Questo porta la Roma ad uscire con una certa facilità dalla morsa juventina, e approfittare dell’ennesima amnesia difensiva delle nostre retrovie, che si lascia infilare centralmente da due giocatori romanisti tra cui Totti, che incredulo per il regalo ricevuto, si lascia ipnotizzare da Buffon che compie una vera parata da… Buffon. Squadre a riposo con la sensazione che il bello debba ancora vedersi.

La ripresa inizia infatti con un ritmo più alto, ma solo da parte dei giallorossi, che prendono in mano la partita e cercando di fare quello che si conviene ad una squadra che gioca in casa. Ma la fiammata dura poco, anche perchè in queste prime partite le squadre non hanno ancora la massima tenuta atletica, pertanto devono cercare di gestire le forze in modo molto attento. E appena la Roma cala, la Juve si fa nuovamente pericolosissima con Amauri, che da dentro l’area riesce a tirare in porta un buon pallone da posizione ravvicinata, purtroppo nuovamente ben parato da Julio Sergio.

Ancora palla gol per la Juve, che in pochissimi minuti ha la seconda occasione: assist di Diego che lancia Iaquinta da metà verso la libera prateria della metà campo giallorossa; Vincenzo arriva in area ma fa male l’ultimo controllo, dovendo anticipare poi il tiro in porta concludendo oltre la traversa.

L’infortunio di Marchisio manda in campo Camoranesi, lasciandoci pensare che qualcosa di più possa dare al centrocampo, almeno in fase offensiva. Cross di De Ceglie (incredibile!) e colpo di testa di Amauri, ancora parato! Ma la Juve ora è straripante: velo in profondità di Iaquinta per Diego che da trequarti campo corre verso la porta: una, due, tre finte e grande cannonata in gol!!! TUTTI IN PIEDI PER QUESTO CAMPIONE!!!

 La Roma reagisce come nel primo tempo, e si porta pericolosamente dalle parti di Buffon. Ferrara muove a sorpresa lo scacchiere binaconero, mettendo Legrottaglie al posto di De Ceglie: potrebbe provare la difesa a tre con Cannavaro, Chiellini e, appunto, Legrottaglie. Novità tattica importante, forse troppo per essere testata per la prima volta in una partita che conta. Infatti Chiellini si sposta di fatto a sinistra, cedendo la posizione di entrale al nuovo entrato, con Grygera che rimane a destra in posizione di esterno difensivo.

Tiago si mangia un gol clamoroso, alla fine di un buon contropiede dei nostri (sempre poco convinto il portoghese quando si trova in fase conclusiva). Ora c’è spazio per entrambe le squadre, perchè manca meno di un quarto d’ora e i giocatori perdono lucidità e freschezza atletica, allungando di fatto la loro compattezza. Palo di Totti, a cui i nostri concedono troppo spazio per concludere. Chiellini addirittura sfrutta la sua grande generosità per portarsi in avanti (De Ceglie e Molinaro, imparate!) e sfiorare addirittura il gol! Altro grande tiro di Diego da fuori area, ma poco angolato e quindi preda del portiere romanista. Il brasiliano esce stanco lasciando il campo a Poulsen. Decisione molto discutibile, con Del Piero scalpitante in panchina. Infatti Poulsen perde praticamente tutti i palloni che gli passano tra i piedi…

La Juve corre qualche rischio, ma di fatto Buffon non compie nessun intervento. La Roma nel finale è stanca e si addormenta sulla percussione di Felipe Melo, concedendogli un varco centrale: devastante il brasiliano che colpisce a tempo scaduto… 3 a 1 per noi! E partita finita.

Considerato anche le numerose parate del portiere giallorosso, la Juve ha strameritato la vittoria, lasciando comunque due interrogativi importanti: quanto la Juve è Diego – dipendente? E poi, perchè Ferrara ha preferito il peggior Poulsen a Del Piero (“sostituto naturale” di Diego)?

Infine una constatazione importante: Ferrara ha lasciato in panchina Del Piero, Camoranesi e Trezeguet, uomini che hanno fatto la storia di questi colori e che sono sempre stati le prime scelte di ogni allenatore. Dando continuità alle vittorie, l’allenatore e la società dimostrano che entrambi stanno lavorando e hanno lavorato molto bene sia in campagna acquisti che nell’impostazione della squadra.

Il campo, per il momento dice questo.

Sorteggi Champions League: Juve col Bayern.

ago272009

Grandi sorprese dall’urna monegasca da cui sono stati estratti tutti i gironi per la fase iniziale della Champions League 2009/2010. Sorteggi “beffardi”, o meglio ancora “spettacolari”, per la gioia di tutti gli sponsor (in primis) e dei tanti tifosi di calcio in Europa; il Milan infatti ha pescato proprio il Real Madrid di Kakà, mentre l’Inter dovrà vedersela col suo ex pupillo Ibrahimovic nella sfida al primo posto col Barcellona!

Nessuna sorpresa invece per la Juventus, che trova il Bayern di Monaco di Luca Toni, i francesi del Bordeaux, e il Maccabi Haifa. Urna piuttosto benevola quindi, che non dovrebbe creare grossi problemi di qualificazione, anche se ovviamente l’obiettivo deve sempre essere quello del primo posto nel girone.

A mio avviso il girone peggiore potrebbe essere quello dell’Inter, e mi spiego: è vero che i nerazzurri possono avere anche loro una certa sicurezza di passare il turno, però c’è un ostacolo che potrebbe rivelarsi molto più impegnativo del previsto: la Dinamo Kiev. Sappiamo tutti quanto sia difficile giocare in climi gelidi e su campi impraticabili, e questo può anzitutto creare una variabile impazzita all’interno di partite che potrebbero apparire scontate (ma nel calcio in fondo non c’è nulla di scontato), come ad esempio una sconfitta che determini poi delle vittorie “ad ogni costo”; mentre il campo ghiacciato può provocare infortuni e quindi defezione di giocatori importanti anche nel Campionato.

Forse può risultare una visione un po’ pessimistica…. ma è quello che noi ci auguriamo :-)

GRUPPO A: Bayern Monaco, Juventus , Bordeaux, Maccabi Haifa
GRUPPO B: Manchester United, CSKA Mosca, Besiktas, Wolfsburg
GRUPPO C: Milan
, Real Madrid, Marsiglia, Zurigo
GRUPPO D: Chelsea, Porto, Atl. Madrid, Apoel
GRUPPO E: Liverpool, Lione, Fiorentina , Debrceni
GRUPPO F: Barcellona, Inter , Dinamo Kiev, Rubin Kazan
GRUPPO G: Siviglia, Rangers, Stoccarda, Unirea Urziceni
GRUPPO H: Arsenal, AZ Alkmaar, Olympiacos, Standard Liegi

Juventus – Chievo 1-0. Chi ben comincia…

ago232009

 

 

 

 

 

D’accordo l’entusiasmo della vigilia, ma pochi forse immaginavano una partita così buona e convincente, spesso accompagnata da applausi scroscianti e clima festoso sugli spalti. Eppure l’ingresso delle squadre è stato salutato da un certo sconcerto per le strane scelte del nostro mister. Difesa con Grygera, Cannavaro, Chiellini e Salihamidzic (la buona intuizione di Ferrara sulla sinistra); a centrocampo Ciro decide di far giocare Poulsen come perno centrale, una decisione alquanto “singolare” visto le movenze tutt’altro che veloci del danese, sopratutto per quanto concerne la fase di regia arretrata, quella cioè di prima impostazione della manovra, accompagnata pure da qualità tecniche piuttosto discutibili. Insieme a Poulsen, Marchisio e Tiago completano il reparto; ma se Tiago si è sempre espresso bene a sinistra, non capiamo perchè sia stato messo dalla parte opposta; ma sopratutto, rimane inspiegabile come un giocatore come Marchisio, completo sia nella qualità che nella quantità (e oltretutto in ottima forma nelle partite precedenti), non abbia ricevuto le chiavi del centrocampo da Ferrara. Considerando poi che in panchina c’è finito un tal Camoranesi…

In avanti, dopo quindici anni, Del Piero salta la prima partita di campionato (in passato sempre presente almeno in panchina), lasciando lo spazio alla coppia Amauri – Iaquinta. Assente pure Trezeguet, in panchina.

Per sopperire alla carenza di fantasia, Diego arretra il suo baricentro, partendo da una decina di metri più indietro, saltando spessissimo l’uomo e costringendo i giocatori del Chievo a cinque falli in dieci minuti. Da una punizione dalla trequarti nasce proprio il vantaggio bianconero di Iaquinta, che colpisce benissimo di testa mettendo la palla nel sette.

Cerca il Chievo di proiettarsi in avanti, ben memore del 3 a 3 strappato qualche mese prima a proprio qui a Torino (l’inizio della disfatta di Ranieri), ma tra una magià di Diego (davvero un grande trascinatore), e uno spunto di Amauri, la Juve rimane sempre più intraprendente e pericolosa. L’azione più bella parte infatti da una fuga del brasiliano sulla sinistra, che con il suo doppio passo lascia sul posto l’avversario e crossa per Iaquinta che nuovamente di testa sfiora il secondo gol (paratone del portiere ospite).

Juve sempre pericolosa anche sui calci d’angolo, dove può schierare una serie di arieti come ben poche squadre possono fare addirittura in Europa, e, valore aggiunto di quest’anno, un vero grande trequartista che dà imprevedibilità e incisività alla manovra, fornendo quei palloni che per anni gli attaccanti si sono sognati di notte.

Poche altre occasioni nel primo tempo, più che altro sterile di conclusioni vere, ma ben altra Juve nel gioco rispetto a quelle viste negli ultimi anni. Ripresa con De Ceglie che subentra a Salihamidzic, infortunato proprio nel finale del primo tempo. Nulla cambia ovviamente a livello tattico, se non che il subentrato non riuscirà ad azzeccare nemmeno un cross. Così come Poulsen entra in bambola al punto tale da commettere un secondo fallo da ammonizione, clamorosamente ignorato dall’arbitro, scatenando le ire giustificate del mister De Carlo.

La Juve è poco concentrata e rischia di farsi raggiungere da Pellissier, anche se sul capovolgimento di fronte è il solito Diego ad arrivare fino in area palla al piede, per poi servire Amauri a rimorchio che scheggia la base del palo. La partita scivola fino alla mezz’ora in modo piuttosto piacevole, anche se, come nel primo tempo, quasi priva di conclusioni da ambo le parti. La Juve sostituisce anche Tiago con il giovane Marrone, centrocampista proveniente dalla primavera.

Il Chievo però si spinge sempre maggiormente verso la nostra metà campo, senza che i nostri riescano a sfruttare a dovere l’arma del contropiede, tattica ideale per i giocatori schierati da Ferrara. Ma la Juve appare stanca, e Diego viene sostituito nel finale da Camoranesi, che ne eredita i compiti di rifinitura.

I minuti finali più che a dare qualche speranza al Chievo, servono a regalare qulche ovazione a Cannavaro, autore di una partita quasi perfetta (anche se non difficile), ma sempre sicuro ed estremamente efficace nei suoi interventi. Per il momento quindi, sulla questione del ritorno di Cannavaro, “la partita” tra tifosi e dirigenti è iniziata con l’1 a 0 per i dirigenti. Il campo dice sempre la verità.

Inizia il Campionato!

ago232009

Cari miei, finalmente il campionato! Penso che a differenze di tutte le altre vigilie, i tifosi bianconeri quest’anno siano particolarmente smaniosi e ansiosi di cominciare la nuova stagione. C’è un’attesa incredibile e un entusiasmo che neppure ai tempi d’oro c’è mai stato. E’ palpabile, è concreto, è percepibile in qualsiasi tifoso juventino. I motivi li conosciamo tutti, e ognuno di noi mette l’accento su quello a cui tiene di più. Alcune volte penso che l’entusiasmo della stessa squadra e la voglia di vincere che dimostrano i giocatori, sia paragonabile alla voglia di vivere, di correre, e di fare, che possa avere chi abbia vissuto ad un passo dalla morte. A qualcuno il paragone parrà azzardato, e me ne scuso sin d’ora. Eppure, calcisticamente parlando, la Juve è stata sportivamente e moralmente uccisa da calciopoli. Nessuno, se non noi, sappiamo cosa vuol dire “risorgere”. La Juve quest’anno può farlo, e i suoi tifosi lo sanno. E ci credono. Buon Campionato a tutti.

Trofeo Tim: Juventus – Milan ancora sotto il segno di Amauri.

ago152009

 

 

 

 

 

 

 

La Juve si aggiudica il primo trofeo stagionale battendo per 2 reti a zero i rossoneri di Leonardo, con reti di Amauri e Iaquinta. Secco il risultato che ha evidenziato la differenza tra le due squadre, che a tratti si sono dimostrate entrambe “spaesate” in campo, quasi alla ricerca di una propria identità. Ferrara conferma anche per la seconda partita alcuni elementi quali: Poulsen, Amauri, Legrottaglie, Tiago e Melo. Buona la prova di Caceres schierato a destra (prenderà il posto di Zebina?), così come Yago (o Iago) Falque Silva, alla suo debutto in prima squadra, dimostrando tutte le sue qualità (suo l’assist per il primo gol di Amauri). Curiosità anche per Giuseppe Giovinco, fratello della nostra “formica atomica”, che però ha giocato solo pochi minuti. Ecco l’undici iniziale di FerraraManninger; Caceres, Legrottaglie, Chiellini, Salihamidzic, Melo, Poulsen; Marrone; Iaquinta, Iago, Amauri.

Trofeo Tim: Juventus batte Inter ai rigori.

ago142009

 

 

 

 

 

 

 

Un calcio di rigore (concesso generosamente alla Juve e poi sbagliato), una espulsione, due gol, e tante polemiche: è stata proprio una vera Juve – Inter, durata però solamete 45 minuti. Primo round stagionale alla Juventus, quindi, dopo che Thiago Motta aveva portato in vantaggio i nerazzurri su grave errore della nostra difesa (che commette ancora troppe amnesia quanto a fuorigioco), e che Amauri aveva riportato in parità i bianconeri,raccogliendo un passaggio corto di Rivas al suo portiere, mandando definitivamente su tutte le furie il già stralunato Mourinho.

Entrambe le squadre si sono affrontate ben lontane dalla loro formazione tipo, tant’è che la Juve ha schierato: Buffon, Grygera, Legrottaglie, Cannavaro, Molinaro; Salihamidzic, Felipe Melo, Poulsen, Thiago; Iaquinta e Amauri.

Sarà stato perchè Tiago non ha reso da trequartista, sarà stato perchè Poulsen non ha fatto quasi nulla, e come lui Felipe Melo, ma la Juve in attacco non ha praticamente impensierito l’Inter. Al contrario, la nostra retroguardia ha dato una grossa mano agli avversari, permettendoli di arrivare più volte alla conclusione e, ad essere onesti, a meritare qualcosa in più nel computo finale delle occasioni.

Dopo il vantaggio di Motta, rigore sbagliato da Iaquinta e successivo pareggio di Amauri. Squadre poi ai rigori con questa sequenza: Milito: gol. Salihamidzic: gol. Balotelli: gol. Grygera: gol. Chivu: gol. Felipe Melo: gol. Thiago Motta: gol. Poulsen: palo. Samuel: alto. Amauri: gol. Si va ai rigori a oltranza. Comincia Vieira: gol. Poi Iaquinta: gol. Santon: parato. Legrottaglie: gol.

Juventus – Villareal 1-4. Quattro schiaffi salutari.

ago92009

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando giochi le amichevoli estive di pre campionato, puoi aspettarti di tutto. Ma dopo le buone e convincenti prestazioni della Peace Cup, nessuno si sarebbe mai aspettato una sonora batosta contro il Villareal, avversario sulla carta meno impegnativo rispetto al blasonato Real Madrid. eppure il Villareal ha messo letteralmente alle corde la Juve, evidenziandone tutti i difetti; ed è per questo motivo che lo schiaffo è salutare, poichè permette a Ferrara e ai suoi giocatori, di prendere coscienza dei propri limiti e di lavorare sodo in vista del campionato.

Ho sentito molti commenti che attribuivano tutte le colpe di questa sconfitta alla Juventus, alla su preparazione, alla stanchezza, e via dicendo…. Pochi hanno sottolineato ciò che ha messo in campo il nostro avversario. Buone geometrie, ordine tattico, circolazione di palla, e tecnica. Quando incontri una squadra così è difficile per tutti giocarci contro. Innanzi tutto la Juventus ha sofferto la circolazione di palla degli spagnoli; questo ha comportato un grosso dispendio di energie per rincorrerla e recuperarla. Quindi è vero che fisicamente la Juve non c’è stata, ma la carenza atletica è stata molto evidenziata dalle caratteristiche del Villareal.

Inoltre, la difesa che tutti hanno definito “allo sbando”, ha sofferto (a parer mio) le carenze del centrocampo, trovandosi spesso nell’uno contro uno o infilata in velocità. Questa difficoltà può essere veramente un problema costante che Ferrara dovrà cercare di ponderare bene. Il rombo di centrocampo, toglie di fatto un uomo in copertura, fondamentale quando affronti delle squadra che in mezzo ti fanno “ballare”. Giovinco ha fatto sì qualcosa di buono (a sprazzi), ma solo in fase di ripartenza, in quanto non ha nè le caratteristiche nè le attitudini per ripiegare sulla linea mediana alla bisogna.

L’attacco non ha potuto esprimere il suo potenziale, male assistito dalla manovra inesistente della squadra. I pericoli maggiori in questo momento, la Juve può esprimerli in contropiede, grazie alla velocità di Giovinco e alle giocate di Del Piero. Camoranesi gioca ancora in una posizione di mezzo, tra la fascia e il centro, senza essere determinante e pungente come lo era quando si esprimeva da vera ala. Sono buone invece le sovrapposizioni con Zebina, veramente molto propositivo, anche se inguardabile per quanto riguarda il tocco palla. Dall’altra parte invece, Molinaro deve ancora recuperare dal lungo stop, tanto che nel paragone tra lui e Salihamidzic, sicuramente vincerebbe in questo momento il secondo, pur non essendo decisamente un terzino (ma forse potrebbe diventarlo!). E questo la dice lunga.

 Sono queste le indicazioni importanti su cui potrebbe lavorare Ferrara. Problemi che se non risolti vanificherebbero la campagna acquisti importantissima svolta quest’anno. Siamo molto fiduciosi (come tutti i tifosi juventini) per questa annata che verrà, e ci aspettiamo ovviamente risultati importanti.

Juventus – Aston Villa 0-0. Sconfitta dignitosa.

ago32009

Qualcuno dirà che una sconfitta è sempre una sconfitta, e che sugli albi d’oro rimangono solo i nomi dei vincitori. Ma quando le partite si perdono (o si vincono) ai calci di rigore, allora si impone un’analisi più ampia, che non si ferma certamente al rigore (scellerato) sbagliato da Del Piero, o a quelli inguardabili di Iaquinta e Legrottaglie. Ecco perchè il titolo di questo commento non riporta il risultato dei rigori, ma vuole andare proprio nel merito della partita, per sottolineare che già il pareggio finale stava molto stretto ai bianconeri. Una Juve che è stata quasi sempre superiore all’Aston Villa (se non per una breve parentesi nel secondo tempo), e che ha confezionato una serie enorme di palle gol, sprecate a turno da tutti gli attaccanti e non (leggasi Zebina) della squadra di Ferrara. Un’imprecisione che sarà anche frutto della preparazione atletica, ma su cui sicuramente si deve lavorare per essere pronti all’imminente inizio di campionato.

Finale quindi persa con molto rammarico dai nostri, che a fine partita avevano ottimi motivi per prendersela con loro stessi (Del Piero tirava pugni, ma poteva mettere le sue forze nel calciare un rigore più consono alla sua classe). Ferrara ha schierato una formazione ben diversa dalla sfida col Real Madrid, chiaramente per alternare tutti gli effettivi a sua disposizione e per provare le varie soluzioni tattiche: Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro (Grygera 15’ p.t.); Camoranesi (Del Piero 45’ s.t.), Felipe Melo, Marchisio (Zanetti 10’ s.t.); Giovinco (Amauri 1’ 1˚t.s.); Trezeguet, Iaquinta. Certo è che se guardiamo a chi ha disputato entrambe le partite più importanti (Aston Villa e Real Madrid), possiamo anche capire quali siano le certezze di Ferrara in fatto di uomini su cui contare: Buffon, Chiellini, Zebina, Camoranesi, Felipe Melo, a cui si aggiungono Diego e Sissoko assenti giustificati.

Da sottolineare la personalità con cui Felipe Melo ha preso in mano le redini del centrocampo, proponendosi sia come diga davanti alla difesa, sia come regista arretrato per rilanciare l’azione e ripartire velocemente in contropiede. Un giocatore apparentemente lento che può invece esplodere definitivamente come ha fatto lo scorso anno il suo compagno di reparto Sissoko, evidenziano doti davvero inaspettate. I due potrebbero davvero essere una delle coppie di centrocampisti più forti d’Europa. Unico neo della coppia sono i cartellini gialli, di cui anche Felipe Melo ha ampiamente dimostrato di esserne ghiotto.

Sicuramente una Juve che fa davvero sognare i propri tifosi.

Real Madrid – Juventus 1-2. Che Juve!

ago12009

Era la partita tanto attesa da Ferrara, e da tutti i tifosi juventini. Era la “prova del nove” che il mister si aspettava da questa squadra in termini di mentalità e di voglia di arrivare. Era anche il primo test importante, nel pieno della preparazione estiva, e quindi apertissimo a qualsiasi risultato. Ma la Juve non ha mancato l’appuntamento, presentandosi ordinata, motivata, e sopratutto grintosa. Così, sulla spiaggia di Siviglia, la squadra bianconera ha battuto per 1 a 2 le merengues del Real, aggiudicandosi il match di beach soccer valovole per la finale della Peace Cup 2009.

Si, miei cari, avete letto bene. La partita si è svolta su un campo scandalosamente indegno. C’era più sabbia sul terreno di Siviglia che sulla spiaggia di Milano Marittima. C’è da chiedersi cosa possa spingere gli organizzatori ad invitare tante e tali prestigiore squadre (infarcite di altrettanti campioni), ad esibirsi poi su terreni del genere. Era come quando il Milan di Berlusconi costringeva Van Basten a galoppare sul campo di patate intitolato a Peppino Meazza. Follie che solo nel calcio.

Ad ogni buon conto, la partita della Juve si è messa subito in discesa dopo il gol di Cannavaro nei primissimi minuti (deviazione di testa su punizione di Del Piero). Bianconeri molto attivi fino a metà del primo tempo, quando hanno poi ceduto progressivamente l’iniziativa al Real, che ha sfiorato più volte il pareggio prima di meritarsi un giusto rigore procurato e trasformato da capitan Raul (fallo di Chiellini).

Secondo tempo con la Juve un po’ stanca ma non per niente rinunciataria. Salihamidzic va in gol di testa ancora su assit di Del Piero da calcio d’angolo, e Ferrara sigilla la difesa togliendo Giovinco e mettendo Zanetti ritornando col centrocampo a 3. Del Piero esce dal campo nuovamente applaudito dal pubblico spagnolo e questa dev’essere una grande soddisfazione per Alex, che conferma il suo feeling coi tifosi del Real.

Tra i più positivi della gara citiamo: Buffon (alcune prodezze hanno veramente salvato il risultato), Cannavaro (buon controllo di Raul), Salihamidzic (concesso poco a Ronaldo e ha avuto anche qualche sortita in avanti), Camoranesi (man of the match, grazie alla qualità abbinata alla quantità), Felipe Melo (già padrone della sua zona di campo), e Del Piero (sempre pericoloso quando tocca palla). L’osservato speciale Giovinco si è mosso a corrente alternata durante la gara, risultando molto mobile all’inizio e alla fine ma scomparendo per quasi tutta la fase centrale della partita.

Domenica sera finale della Peace Cup con gli inglesi dell’Aston Villa (diretta su La 7 dalle ore 22.00).