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C’era tanta attesa per questa partita, non tanto perchè fosse Roma-Juventus, quanto perchè ci si aspettava di pesare il vero valore dei bianconeri come reale antagonista all’Inter per la lotta al Campionato. Anche la Roma, dalla sua, aveva importanti stimoli per il primo big-match stagionale, ma a dire il vero, le squadre hanno deluso inizialmente le attese dei tifosi fino al 25′ del primo tempo, quando la luce del grandissimo Diego si è accesa, illuminando la partita e portando in vantaggio la Juve all’Olimpico. Un grandissimo gol quello del brasiliano, che ruba palla a metà campo e la trascina di forza e velocità fino all’area giallorossa, battendo sul palo più lontano con un magico colpo d’esterno destro.
Sicuramente la Juve non aveva rischiato nulla fino a quel momento, facendo rimanere Buffon spettatore inoperoso, però il gioco offensivo, così come osservato precedentemente, non dava garanzie di efficacia, privo com’era di spinta sulle fasce o di alternative a Diego come fonte di gioco.
I nostri centrocampisti Tiago e Marchisio infatti, erano molto più attivi in fase di contenimento piuttosto che di rilancio, per non parlare di Felipe Melo, schierato spesso come un vero e proprio libero aggiunto davanti alla difesa. La Roma, pur non facendo una partita eccelsa, butta in campo più grinta dei bianconeri dopo lo svantaggio, riuscendo a riagganciare la Juve con un gran tiro dalla distanza di De Rossi, frutto di un calcio di punizione battuto a sorpresa dai giallorossi. Che ingenuità per i nostri!
La squadra di Ferrara però dimostra che la Roma quando attaccata è molto vulnerabile, colpendo un bellissimo palo con Amauri, ma non insistendo con la giusta convinzione nell’azione offensiva. Questo porta la Roma ad uscire con una certa facilità dalla morsa juventina, e approfittare dell’ennesima amnesia difensiva delle nostre retrovie, che si lascia infilare centralmente da due giocatori romanisti tra cui Totti, che incredulo per il regalo ricevuto, si lascia ipnotizzare da Buffon che compie una vera parata da… Buffon. Squadre a riposo con la sensazione che il bello debba ancora vedersi.
La ripresa inizia infatti con un ritmo più alto, ma solo da parte dei giallorossi, che prendono in mano la partita e cercando di fare quello che si conviene ad una squadra che gioca in casa. Ma la fiammata dura poco, anche perchè in queste prime partite le squadre non hanno ancora la massima tenuta atletica, pertanto devono cercare di gestire le forze in modo molto attento. E appena la Roma cala, la Juve si fa nuovamente pericolosissima con Amauri, che da dentro l’area riesce a tirare in porta un buon pallone da posizione ravvicinata, purtroppo nuovamente ben parato da Julio Sergio.
Ancora palla gol per la Juve, che in pochissimi minuti ha la seconda occasione: assist di Diego che lancia Iaquinta da metà verso la libera prateria della metà campo giallorossa; Vincenzo arriva in area ma fa male l’ultimo controllo, dovendo anticipare poi il tiro in porta concludendo oltre la traversa.
L’infortunio di Marchisio manda in campo Camoranesi, lasciandoci pensare che qualcosa di più possa dare al centrocampo, almeno in fase offensiva. Cross di De Ceglie (incredibile!) e colpo di testa di Amauri, ancora parato! Ma la Juve ora è straripante: velo in profondità di Iaquinta per Diego che da trequarti campo corre verso la porta: una, due, tre finte e grande cannonata in gol!!! TUTTI IN PIEDI PER QUESTO CAMPIONE!!!
 La Roma reagisce come nel primo tempo, e si porta pericolosamente dalle parti di Buffon. Ferrara muove a sorpresa lo scacchiere binaconero, mettendo Legrottaglie al posto di De Ceglie: potrebbe provare la difesa a tre con Cannavaro, Chiellini e, appunto, Legrottaglie. Novità tattica importante, forse troppo per essere testata per la prima volta in una partita che conta. Infatti Chiellini si sposta di fatto a sinistra, cedendo la posizione di entrale al nuovo entrato, con Grygera che rimane a destra in posizione di esterno difensivo.
Tiago si mangia un gol clamoroso, alla fine di un buon contropiede dei nostri (sempre poco convinto il portoghese quando si trova in fase conclusiva). Ora c’è spazio per entrambe le squadre, perchè manca meno di un quarto d’ora e i giocatori perdono lucidità e freschezza atletica, allungando di fatto la loro compattezza. Palo di Totti, a cui i nostri concedono troppo spazio per concludere. Chiellini addirittura sfrutta la sua grande generosità per portarsi in avanti (De Ceglie e Molinaro, imparate!) e sfiorare addirittura il gol! Altro grande tiro di Diego da fuori area, ma poco angolato e quindi preda del portiere romanista. Il brasiliano esce stanco lasciando il campo a Poulsen. Decisione molto discutibile, con Del Piero scalpitante in panchina. Infatti Poulsen perde praticamente tutti i palloni che gli passano tra i piedi…
La Juve corre qualche rischio, ma di fatto Buffon non compie nessun intervento. La Roma nel finale è stanca e si addormenta sulla percussione di Felipe Melo, concedendogli un varco centrale: devastante il brasiliano che colpisce a tempo scaduto… 3 a 1 per noi! E partita finita.
Considerato anche le numerose parate del portiere giallorosso, la Juve ha strameritato la vittoria, lasciando comunque due interrogativi importanti: quanto la Juve è Diego – dipendente? E poi, perchè Ferrara ha preferito il peggior Poulsen a Del Piero (“sostituto naturale” di Diego)?
Infine una constatazione importante: Ferrara ha lasciato in panchina Del Piero, Camoranesi e Trezeguet, uomini che hanno fatto la storia di questi colori e che sono sempre stati le prime scelte di ogni allenatore. Dando continuità alle vittorie, l’allenatore e la società dimostrano che entrambi stanno lavorando e hanno lavorato molto bene sia in campagna acquisti che nell’impostazione della squadra.
Il campo, per il momento dice questo.