Archivio per settembre 2009

Bayern – Juventus 0-0. Dov’è la Juve?

set302009

Tremila tifosi juventini a Monaco per veder la squadra giochicchiare solo nel secondo tempo, senza essere paragonabile nemmeno lontanamente al primo tempo dei padroni di casa. La Juve è piccola piccola davanti ad un Bayern che la domina fisicamente e tecnicamente. Grande corsa dei tedeschi che schiacciano i bianconeri nella loro metà campo, spingendo molto sulle fasce laterali, il grande punto debole della Juventus. Forse non passano 2 minuti che la squadra di Van Gaal ha subito una grandissima occasione con Muller che spara a lato.

Pochi minuti dopo è Ribery a dribblarne due dei nostri in area e a presentarsi davanti a Buffon, ma il suo colpo sotto finisce per scheggiare la traversa. I tedeschi non rifiatano e continuano la loro azione martellante: alla mezzora ci prova Klose di testa, ma la sua conclusione è di poco alta. Paradossalmente i bianconeri sembrano essere meno freschi fisicamente, oltre che meno veloci e potenti dei bavaresi.

Il break della Juventus arriva subito dopo, con il tiro a giro di Camoranesi da posizione centrale, ben deviato dal portiere. Primo e unico tiro in porta dei nostri nel primo tempo. Ferrara non cambia tatticamente nulla, forse pensa e spera che i tedeschi calino da un momento all’altro, ma sinceramente da un punto di vista tattico non ci possono essere molte soluzioni alternative, se non provvedendo a qualche sostituzione. Il giallo a Camoranesi è l’immagine della frustrazione del nostro centrocampo che non riesce nè ad arginare nè a proporre.

Nonostante la partita non sia tra quelle che possa mettere in luce Trezeguet, il francese fa addirittura più di Iaquinta, riuscendo a muoversi bene lungo l’attacco e a girare benissimo di prima una palla giunta da sinistra e finita di poco a lato. Esce Robben per infortunio ed entra Olic, altro giocatore molto interessante sulle cui tracce si è mossa anche Alessio Secco. Finisce 0 a 0 la prima frazione di gioco, e le sensazioni sono poco positive.

A sorpresa Ferrara mantiene lo stesso undici iniziale e in principio la squadra sembra tenere meglio il campo anche per effetto della minor veemenza del Bayern; ma la squadra di Van Gaal cresce di minuto in minuto, arrivando a sfiorare il gol al quarto d’ora, con un pallone che danza davanti a Buffon passando da parte e parte l’area di rigore. Entra Poulsen per Diego, ancora opaca la sua prova, seppur in crescita rispetto a domenica col Bologna.

Bianconeri che si mettono molto coraggiosamente col 4-3-3 (con Iaquinta e Camoranesi sugli esterni), e di questo dobbiamo renderne atto a Ferrara. La pressione dei nostri attaccanti causa un grande errore difensivo dei tedeschi che regalano una palla gol alle nostre punte, ma Iaquinta soffia letteralmente a Trezeguet la conclusione sparando alto sulla traversa.

Più ragionata e meno veloce la manovra dei bavaresi, che lascia spesso il campo alle opportunità di ripartenza della Juventus, ma i nostri faticano a salire e a distenderi in avanti; forse anche per questo Ferrara decide di mettere Amauri per Trezeguet a 15 minuti dal termine, e concordiamo con questa scelta tattica per poter dare un po’ più di peso in avanti.

Invece è l’altro attaccante, Iaquinta, ad andare vicinissimo al gol difendendo benissimo un pallone alto e girando in acrobazia la palla, facendola uscire di pochissimo. I bianconeri finiscono sicuramente meglio del primo tempo, riuscendo a non rischiare assolutamente nulla in difesa, anche se non riescono ugualmente a concludere in porta nemmeno una volta.

Ingresso di Tiago per Camoranesi un minuto prima del 90′, che non cambia di fatto la partita e il giudizio di una squadra che deve ancora crescere in personalità e forza.

Bayern – Juve: Diego parte dalla panchina.

set302009

Si era rimproverato subito Ferrara dopo il pareggio col Bologna, reo di aver messo in campo troppi giocatori non ancora al 100%. Siamo d’accordo. Ma non tanto per Diego, che uno spezzone di gara comunque lo ha fatto discretamente, quanto piuttosto per Molinaro. Stasera però non è gara da rischiare il pareggio, men che meno la sconfitta. Ciro ha già detto che ci vuole una partita da “Juve vera“, e come tale ci vogliono giocatori da “Juve vera”. Il pareggio della prima partita di Champions League ci mette nelle condizioni di dover vincere, quasi per forza. Ecco perchè da subito il nostro allenatore vuole gente che combatta contro gli arcigni tedeschi del Bayern, e Diego non può garantire la sua fisicità. Il punto è: la può garantire Poulsen meglio di Diego?

Sinceramente penso che un De Ceglie schierato a sinistra in un 4-4-2 possa dare il giusto apporto e sopratutto dei buoni affondi nella difesa bavarese. Marchisio e Felipe Melo sarebbero un ottimo baluardo in mezzo al campo, e il poliedrico Camoranesi a destra potrebbe alternarsi tra la fascia e la zona tra le linee. Ma questa è solo la nostra idea. Sappiamo che Ferrara nel dubbio preferirà inserire Poulsen, anche se non ne capiamo il motivo, visto che ad inizio anno ci eravamo illusi che le intenzioni del nostro mister fossero state palesemente a favore della cessione del danese.

In attacco la coppia Iaquinta – Trezeguet dovrebbe garantire una buona resa. Buffon suona la carica: ” In Europa bisogna attaccare di più“. La ricetta per vincere la Champions….

Amauri e Toni, due campioni in crisi.

set292009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ finito il tempo in cui gli “Ancelotti” aspettavano i “Crespo” fino a Natale. Ormai, tra rose ampie e panchina lunga, tutti si possono permettere di avere un attaccante di scorta sempre pronto. C’è da dire poi, che gli impegni sempre più ravvicinati non favoriscono la pazienza verso gli attaccanti poco prolifici. Addirittura considero un piccolo miracolo che la Juventus sia riuscita ad aspettare Del Piero per un paio d’anni, quando anche l’Avvocato aveva iniziato a chiamarlo “Godot“.

Domani sera si incontreranno Bayern Monaco e Juventus, partita valida per la fase a gironi di Champions League. Entrambe le squadre hanno le loro punte di diamante spezzate, in quanto Ferrara sta meditando se escludere Amauri dalla formazione iniziale, mentre il tecnico dei bavaresi non ha neppure convocato Toni. Grande amarezza ovviamente per il centravanti della nazionale (ma di questo ci importa relativamente), mentre per il brasiliano occorre aspettare ancora la definitiva scelta di Ciro. Sicuramente questo è il momento giusto per puntare su Trezeguet: i gol in campionato, il ritrovato sorriso, gli stimoli della Champions e della ribalta internazionale, possono motivare ancora di più il francese.

Amauri potrebbe essere impiegato a partita in corso, magari con la Juve in vantaggio, se dovesse tornare utile un giocatore che tenga la palla in avanti per far respirare la squadra. Inoltre, il recupero di Del Piero e la strepitosa forma di Iaquinta attirerebbero moltissime critiche dei tifosi juventini a Ferrara, in caso di sconfitta con Amauri schierato dall’inizio.

Noi appoggiamo David per la Champions.

Commento al campionato di serie A: sesta giornata.

set282009

La sesta giornata di campionato è stata contrassegnata dai passi falsi delle cosidette grandi. L’Inter campione ha subito a Genova contro la Samp di Cassano la prima sconfitta di questo torneo. La formazione di Del Neri, approfittando del pareggio della Juve col Bologna, diventa la nuova capoclassifica della Serie A.

Ma questo appena trascorso è stato un turno di campionato che ha fornito ulteriori spunti di discussioni. Sviluppi importanti si sono verificati a livelli societari per squadre di spesssore, come Fiorentina e Napoli. La squadra viola nonostante i recenti discreti risultati, vive una situazione ambientale non tra le più serene, a causa di un clima di grosso scetticismo che la città nutre nei confronti della famiglia Della Valle, colpevole secondo la tifoseria viola di non aver condotto una campagna acquisti adeguata alle ambizioni e agli appuntamenti che attendono la squadra allenata da Prandelli. Per tutta risposta la proprietà gigliata, nella persona del Presidente Andrea Della Valle, ha rassegnato le proprie dimissioni lanciando un messaggio di disimpegno alla piazza di Firenze. Ciò che rimproverano i tifosi alla società sono stati i mancati investimenti dopo la cessione di Felipe Melo alla Juventus, investimenti che lo stesso direttore sportivo  Corvino aveva promesso di operare. Ma d’altro canto non si può biasimare chi, come i Della Valle, si sono imposti una politica di autofinanziamento che dovrebbe essere presa ad esempio da molte squadre del nostro calcio.

Un altro club che sta vivendo delle ore inquiete è il Napoli di De Laurentiis. Non è bastata nemmeno la sofferta vittoria contro il Siena a ridare un minimo di serenità all’ambiente partenopeo. Dopo un inizio di stagione al di sotto delle aspettative, il massimo dirigente azzurro ha avuto uno sfogo davanti alle telecamere di Sky, puntando il dito nei confronti delle guida tecnica (Donadoni) ma sopratutto contro il suo braccio destro Pierpaolo Marino, reo di aver acquisito in questi cinque anni di gestione, giocatori sopravvalutati e di difficile collocazione. Dichiarazioni che non hanno lasciato indifferente lo stesso Marino, il quale pare che abbia lasciato lo stadio prima dell’inizio della partita, presentando in via ufficiosa le proprie dimissioni.

Non poteva sottrarsi a questa bagarre il grande “comunicatore” del calcio italiano, ossia Josè Mourinho, il quale anche ieri ha fornito l’ennesima performance. Questa volta a farne le spese è stato il povero Del Neri il quale ha l’unica colpa di aver battuto lo “Special One” due volte su tre da quando il tecnico portoghese è in Italia. L’allenatore neroazzuro si è espresso in maniera sprezzante, maleducata ed offensiva nei confronti del suo collega atalantino, facendo riferimento ad una sfortunata esperienza professionale al Porto di Del Neri. E pensare che Mourinho aveva anche interrotto il suo personalissimo silenzio stampa, ma forse, come ha replicato lo stesso Del Neri, sarebbe stato meglio se fosse continuato…

Le pagelle di Juventus – Bologna.

set272009

Buffon 6: gli avversari non arrivano molto spesso alla conclusione, anche se impegnano molto la difesa bianconera. Il portierone della nazionale, si dimostra comunque all’altezza delle aspettative quando viene chiamato in causa. Incolpevole sul gol di Adailton.
Zebina 6,5: buona prova del francese che alimenta le azioni offensive con una spinta costante sulla fascia destra, proponendo interessanti cross per i compagni. Tiene in continua apprensione la difesa avversaria incuneandosi tra le maglie bolognesi; sua la percussione che ha portato alla rete di Trezeguet. Buona anche la fase difensiva, infatti quando è uscito lui le occasioni bolognesi si sono moltiplicate.
Caceres n.g.: entra al posto di Zebina, ma non spinge con altrettanta forza e continuità; non resta in campo molti minuti, ma si fa notare negativamente nell’azione del pareggio avversario, permettendo il cross da cui scaturisce il gol di Adailton.
Legrottaglie 6: non male in mezzo alla difesa, ma la mancata chiusura nell’azione del gol di Adailton, con la complicità di Molinaro, pesa sulla sua valutazione.
Chiellini 6,5: decisivo come al solito fa reparto da solo, intervenendo con costanza e precisione per stroncare sul nascere le occasioni avversarie. Determinante un suo salvataggio sulla linea su tiro di Di Vaio a porta sguarnita che avrebbe potuto portare il Bologna al pareggio molto prima.
Molinaro 4,5: consueta prova mediocre del terzino napoletano che spinge poco sulla sua fascia e si rende protagonista dei soliti cross dalla trequarti che non impensieriscono le difese avversarie. La sua giornata non è proprio delle migliori, in quanto viene graziato dall’arbitro per un fallo di mano in area. La mancata diagonale difensiva permette ad Adailton di colpire indisturbato e negare la vittoria ai bianconeri. Un errore che costa il pari alla Juve.
Felipe Melo 5,5: sempre troppo solo come vertice basso del centrocampo a rombo, non riesce a proteggere adeguatamente la difesa. Combatte come di consueto su ogni pallone, ma si rende protagonista anche di imperdonabili leggerezze, come la palla persa che ha innescato l’azione del pareggio avversario.
Camoranesi 6,5: un po’ appannato dalle tante partite giocate negli ultimi giorni, resta il punto fermo del gioco bianconero. Dispensa continuamente palloni ai compagni e dialoga bene con Zebina sulla fascia destra, creando le migliori occasioni per la sua squadra. Cerca con insistenza anche la rete, che meriterebbe ampiamente, ma le sue speranze s’infrangono sul palo che avrebbe potuto chiudere il discorso.
Marchisio 6,5: anche lui affaticato dalle numerose prestazioni ravvicinate, si dimostra sempre ad alti livelli proponendosi con costanza sulla sua fascia di competenza e ripiegando con diligenza per aiutare i compagni della difesa.
Diego 6: una buona ora in campo per il fantasista brasiliano. Risulta chiaro che la sua forma non è delle migliori, a causa del recente infortunio, tuttavia si rende protagonista di preziose giocate utili ai compagni. Non risulta decisivo, ma il suo apporto è comunque importante. Il suo recupero è una notizia molto positiva per la truppa di Ferrara.
Giovinco 6: entra per sostituire Diego, conferisce brio e velocità alla manovra offensiva bianconera, senza però incidere mai. Spesso cerca assist molto difficili, anziché tentare delle conclusioni che potrebbero rivelarsi molto pericolose.
Amauri 5: ennesima prova opaca dell’attaccante che, anche in quest’occasione, non riesce a inquadrare la porta. Lodevole come al solito il suo impegno, ma in questo momento alla squadra di Ferrara mancano soprattutto i gol del suo bomber, a secco ormai dal febbraio scorso.
Del Piero n.g.: buona notizia per l’intera squadra che recupera il suo uomo-simbolo, apparso tonico e vivace, tuttavia ha avuto solo pochi minuti a sua disposizione, insufficienti per ottenere un giudizio numerico.
Trezeguet 6,5: prova pimpante dell’attaccante francese, che si rende pericoloso in molteplici occasioni, nel corso della prima frazione di gioco. È sempre al posto giusto nel momento giusto, come dimostra nel siglare l’1 a 0. Nel corso della gara diviene via via meno incisivo a causa del calo d’intensità della manovra bianconera che non riesce più a mettere il suo cannoniere in condizione di colpire. Conferma i miglioramenti dimostrati nelle ultime occasioni, ritornando molto vicino ai suoi livelli migliori.

Juventus – Bologna 1-1. La testa in Champions.

set272009

 

 

 

 

 

 

 

 Chi ci legge frequentemente sa che quanto in settimana avevamo insistito molto sul fatto che trovare continuità di risultati e stimoli contro le piccole squadre rappresentava davvero la differenza tra l’essere una grande squadra e una perfetta “incompiuta”. Cosa che puntualmente si è verificata nella gara di oggi.

Problemi di abbondanza in attacco con Iaquinta, Del Piero, Diego, Amauri e Trezeguet a disposizione di Ferrara. La scelta del mister ricade sugli ultimi tre, anche in virtù del fatto che il francese merita di essere impiegato più spesso per i due gol segnati nei pochissimi minuti giocati fino ad ora. In difesa si rivedono gli esterni del brivido: Molinaro e Zebina, con la solita coppia centrale Chiellini – Legrottaglie in attesa del recupero di Cannavaro; Camoranesi, Marchisio e Felipe Melo confermatissimi a metà campo. 

Gioco sciolto dei bianconeri che non si buttano furiosamente nella metà campo avversaria, manovrando in modo lucido e tranquillo con la consapevolezza di chi è più forte e che sbloccare il risultato è solo questione di tempo (anche se la prima conclusione della partita è in verità del bolognese Vigiani, alto sulla traversa).

Al 12′ bel controllo di Diego in area (fino a quel momento in ombra), e tiro improvviso verso la porta, ma il portiere è attento. Poi inizia lo show di Trezeguet che prima parte dalla trequarti (ma da posizione piuttosto dubbia) involandosi verso la porta e costringeno il portiere ad una parata difficilissima; poi inserendosi benissimo su un cross rasoterra dalla destra di Zebina, ma da posizione così defilata avrebbe segnato solo Inzaghi (e non sicuramente per bravura, con tutto il rispetto..); ed infine, sempre da un’iniziativa dell’attivissimo Zebina (libero da compiti di copertura per l’inconsistenza del Bologna sulla sua fascia), interviene per recuperare un pallone vagante, per fare ciò che gli riesce meglio: depositarlo in rete! Uno a zero per la Juve!

Il Bologna si sveglia e Di Vaio arriva a concludere due volte verso Buffon, ma la prima è alta, e la seconda è facile preda di Gigi. I bianconeri possono esprimersi anche meglio in questa condizione, perchè gli ospiti sono costretti a sbilanciarsi di più, lasciando spazi importanti come quello che ha permesso a Diego di entrare in area resistendo ad un paio di avversari senza riuscendo a concludere in porta.

Di Vaio reclama un rigore per una spinta di Molinaro (ma l’unico premio che potrebbe avere sarebbe quello di cascatore della giornata) e spezza un po’ l’assolo di David verso la porta del Bologna: Diego lo serve in profondità e lui al volo gira benissimo angolando la conclusione poco più del necessario.

Episodio molto dubbio in area bianconera, con Molinaro che contrastando Di Vaio prende nettamente il pallone col braccio. Non si può capire quanto il nostro difensore si sia scomposto per effetto del contrasto o quanto lo abbia fatto in modo maldestro, ciò non toglie che il rigore poteva anche essere dato, pur non essendo assolutamente sacrosanto. Finale di primo tempo tra le proteste anche per un gol annullato al Bologna per fuorigioco (giusto) di un attaccante.

Nella ripresa la Juve ricomincia con una manovra non così convincente a livello di aggressività e di voglia di chiudere la partita. Il centrocampo è lento e la difesa a volte approssimativa. Probabilmente la testa è già in Champions League, ma questo è un peccato che nessuna grande squadra deve permettersi. Ferrara lo capisce e dà la scossa mettendo Giovinco per Diego, ormai sottotono fisicamente: i tifosi juventini hanno grandi applausi per entrambi, così come per Alex Del Piero che nel frattempo ha iniziato il riscaldamento.

Felipe Melo prova una percussione centrale delle sue, scaricando violentemente in porta, ma il portiere respinge. Veramente devastante quando parte centralmente il brasiliano, peccato non si avventuri così spesso in queste sortite.

Disattenzione clamorosa della nostra retroguardia che si fa sorprendere da una punizione battuta a sorpresa che libera al contropiede Di Vaio che conclude sul fondo in modo clamoroso. Ma ancora più incredibile è l’azione che porta lo stesso Di Vaio ad aggirare Buffon e a battere a colpo sicuro in porta: è Chiellini che ci mette la testa salvando un gol già fatto. Stavolta il nostro Gigi non così impeccabile.

La Juve invece di svegliarsi è in bambola e subisce l’iniziativa del Bologna. A poco a poco i tifosi lasciano gli applausi e la gioia, per l’apprensione e qualche fischio. Ferrara si gioca l’ultimo cambio inserendo Caceres per Zebina, una sostituzione mirata a difendere maggiormente senza peraltro spostare gli equilibri della squadra. Altra palla dell’1 a 1 che lascia perplesso persino Papadopulo, bianconeri davvero in grossa difficoltà.

E’ il momento di Alex, dieci minuti per lui al posto di Amauri (inconsistente e inconcludente già da diverso tempo), non prima di aver visto l’ennesimo tiro del Bologna uscito davvero di un soffio.

Gli effetti del capitano si materializzano in un incredibile palo di Camoranesi su colpo di testa a 2 metri dalla porta. Contropiede di Alex che innesca Giovinco in area, rimpallato in extremis da un difensore. Ora è la Juve che ha più vivacità, e seppure siamo negli ultimi minuti di gioco, la partita è ancora apertissima.

Palla persa da Melo a metà campo, con Camoranesi costretto a fare fallo; punizione battuta immediatamente con cross dalla destra che attraversa tutta l’area arrivando sui piedi di Adailton che non ha difficoltà ad insaccare per il definitivo 1 a 1.

Juve ancora rimandata, ma i tifosi cominciano a perdere la pazienza di queste ingenuità da squadra di terza categoria.

Diego e Del Piero recuperano pienamente.

set262009

La partita casalinga col Bologna viene quasi snobbata come una semplice formalità. Si sa che la Juve a Torino non perde storicamente molti punti, e la condizione atletica mostrata col Genoa appare in crescita, così come l’organizzazione di gioco e la personalità. Se a questo aggiungiamo anche il recupero di due “pezzi da 90″, come Diego e Del Piero, sembra che la gara prenderà la via del tiro al bersaglio. Lo si intuisce dal fatto che si parli ancora molto della gara con il Genoa e molto poco di quella che sta arrivando, pur mancando un solo giorno al match.

Ma se il primo obiettivo della Juventus di Ferrara è quello di migliorare la Juventus di Ranieri, ecco che è proprio qui che la squadra deve trovare gli stimoli giusti che viceversa non ha bisogno di cercare nelle partite importanti. La squadra di Ranieri aveva perso un’infinità di punti con le piccole squadre (Chievo e Lecce per ricordarne solo un paio), e questo ha determinato il distacco così profondo tra le due squadre.

Si era parlato dello scontro con il Genoa come la prima grande prova che la Juve doveva superare per dimostrare il suo spessore. Ma il campionato italiano è troppo impegnaivo per non considerare ogni partita una prova, e le grandi squadre dimostrano proprio con le piccole di saper vincere tutte le partite trovando ogni volta le motivazioni. Lo spirito di rivalsa per i due punti lasciati a Genova farà il resto. 

Il commento al Campionato di serie A: quinta giornata.

set262009

Nella giornata che ha visto l’aggancio dell’Inter alla Juventus, ciò fa maggiormente discutere sono le continue esternazioni del tecnico nerazzurro, il quale anche quando preferisce autocensurarsi, riesce comunque a far parlare di sè. Si parte dalla scorsa settimana, quando Mourinho si è addentrato in una grottesca polemica legata alla creazione dei calendari (ben sapendo che questi sono poi stilati dai computer….). A suo dire la Juve sarebbe stata avvantaggiata da questo sistema, potendo cioè usufruire di un giorno di riposo in più rispetto alla sua Inter, a cavallo tra la partita di Champions e quella di campionato. Considerazione singolare anche perchè è ben noto che alla Juventus verrà riservato lo stesso trattamento il prossimo mese.

Aggiungiamo inoltre, che in questi primi cinque turni di campionato la squadra campione d’Italia ha praticamente disputato quattro incontri sul terreno di casa (infatti il derby viene considerato giocato fuori solo per motivi di schedina), mentre i bianconeri hanno sostenuto tre partite in trasferta su campi notoriamente ostici (Roma, Lazio e Genoa); quindi se c’è stata una squadra favorita dai sorteggi, questa di certo non è stata la Juve. Ma lo show del mister neroazzurro non si è esaurito qui, in quanto nel penultimo turno di campionato contro il Cagliari, Mourinho si è reso protagonista di un episodio molto discusso e discutibile, facendosi espellere per proteste nei confronti del direttore di gara Orsato, reo secondo lui di non aver comminato un secondo cartellino giallo ai danni di un difensore della squadra di casa, che avrebbe sancito l’espulsione dello stesso. Crediamo che il tecnico di una grande squadra come l’Inter debba mantenere un certo stile e che non rientri nelle sue competenze sollecitare l’arbitro nell’ammonire o espellere un qualsiasi calciatore avversario.

Continua la crisi del Milan, uscito sconfitto anche ad Udine e vede così aumentare il suo distacco dalla vetta. La crisi della squadra rossonera ha radici antiche, da quando esattamente il Milan ottenne la sua settima Coppa Campioni. La dirigenza da allora ha smesso di investire sul mercato, ma quel che più è peggio, è che non ha più seguito una linea logica in tema di campagna acquisti, basandosi più ai nomi che alle effettive esigenze della squadra. La cessione di Kakà al Real di questa estate, è stato un segnale molto forte (in senso negativo) al resto della squadra, alzando bandiera bianca per quanto riguardava gli obiettivi stagionali e destando all’interno dello spogliatoio una sfiducia generale che poco incoraggia il lavoro di Leonardo.

Le pagelle di Genoa – Juventus.

set252009

Buffon 6: meno impegnato in interventi decisivi rispetto alle partite precedenti, grazie alla maggiore solidità della difesa, si rende comunque protagonista di una parata determinante su un tiro da 20 metri che salva il risultato di momentanea parità.
Legrottaglie 5,5: buona prova del difensore bianconero, su cui grava il peso della disattenzione che ha permesso a Crespo di anticiparlo nettamente e portare il Genoa in momentaneo vantaggio. Nonostante l’errore ha dimostrato buona attenzione e si è reso protagonista di abili chiusure difensive.
Chiellini 6,5: solita prova di grinta e costanza; non ha colpe sui gol avversari. Regge bene i confronti con Floccari prima e Crespo poi, rendendosi protagonista di buoni interventi che spezzano le buone manovre avversarie e ne frenano la velocità del gioco. Si spinge anche in avanti e, quando lo fa punge, arrivando addirittura a segnare il gol del pareggio, che però viene annullato dall’arbitro per millimetrico fuorigioco di Trezeguet. Suo l’assist per il definitivo pareggio, questa volta regolare, siglato sempre dall’attaccante transalpino.
Grygera 5,5:  spinge poco, dovendo arginare le veloci ali avversarie, tuttavia non è sempre preciso in quanto lascia arrivare gli avversari, troppo spesso sul fondo ed è proprio da un cross proveniente dalla sua fascia di competenza che nasce il gol del pareggio di Mesto.
Grosso 5,5: anche lui si deve dedicare prettamente alla fase difensiva, infatti si sente il suo scarso apporto nella metà campo offensiva. Purtroppo si rende protagonista in negativo nelle azioni dei due gol avversari, in quanto in occasione del pareggio di Mesto si fa anticipare dall’inserimento del centrocampista genoano, mentre il cross da cui nasce il secondo gol di Crespo scaturisce da una sua mancata copertura sulla sua fascia di competenza.
Marchisio 7,5: prova di grande spessore per il centrocampista torinese che appare sgusciante e imprevedibile. Funge da ottimo punto di riferimento per i compagni sulla fascia sinistra, tenendo in costante apprensione la difesa avversaria. Il suo apporto in termini di corsa è davvero sorprendente.
Giovinco n.g.: entra al posto dell’infortunato Marchisio, ma calca il terreno di gioco solo per pochi minuti, insufficienti per meritarsi un giudizio.
Poulsen 5,5: prova leggermente migliore rispotto a molte altre, agevolato anche dal centrocampo a quattro. Costante pressing e buon filtro per la difesa sono le note positive della sua partita. Purtroppo ogni tanto stacca la spina e si perde in soluzioni a dir poco sconcertanti. Non all’alteza degli altri centrocampisti juventini.
Felipe Melo 6,5: prova solida e competitiva come sempre. Svolge un lavoro di grande sacrificio recuperando moltissimi palloni e proteggendo la difesa in numerose occasioni. Blocca sul nascere numerose azioni rossoblu. Non riesce però a tenere freno i nervi e si becca l’ormai consueta ammonizione che macchia una gladiatoria prestazione.
Camoranesi 7: è lui il vero cervello della squadra di Ferrara, che in assenza di Diego e Del Piero, consegna al centrocampista della nazionale le chiavi della manovra. Svaria su tutto il fronte difensivo avversario, senza dare punti di riferimento e creando numerose situazioni importanti. Pregevole il velo che favorisce l’inserimento di Iaquinta per il primo gol, degno di un fuoriclasse del suo calibro. Si dimostra lucido per tutto il match.
Amauri 5: combatte sempre come un leone e si sacrifica per la squadra, proteggendo tantissimi palloni per renderli giocabili dai compagni. Tiene in costante apprensione la difesa avversaria, ma quest’anno il feeling con il gol non c’è proprio, infatti l’attaccante non riesce ancora a inquadrare la porta. Le occasioni migliori le ha di testa ma produce conclusioni deboli e facilmente neutralizzate da Amelia. Tutti i tifosi bianconeri e della Nazionale aspettano ancora il suo primo gol stagionale.
Trezeguet 6,5: Ferrara lo manda in campo per tentare il tutto per tutto per raddrizzare un incontro ben giocato, ma che vedeva la sua squadra in svantaggio; lui puntualmente lo ripaga con la rete del pareggio, frutto del suo senso della posizione e del suo infallibile fiuto del gol. Oltre alla rete decisiva, dà brio all’attacco bianconero, infilandosi tra le maglie avversarie e dando profondità alla manovra. I miglioramenti, notati nelle ultime partite, non erano frutto del caso, ma di un lavoro costante che sta riportando il francese ai massimi livelli.
Iaquinta 6,5: continua il suo momento magico. Come un impiegato timbra con regolarità il cartellino andando a segno anche in quest’occasione con un preciso diagonale su velo illuminante di Camoranesi. Segna anche un’altra volta, ma l’arbitro annulla per fuorigioco millimetrico. La sua prova sarebbe da incorniciare se non fosse per un paio di occasioni stranamente fallite, forse a causa della scarsa lucidità dovuta al continuo sforzo prolungato. Non è assolutamente da crocifiggere perché errare è umano specialmente dopo una prestazione di così alto livello. Si dimostra uno degli attaccanti più in forma del momento a livello europeo, con una puntualità al gol invidiabile.

Genoa – Juventus 2-1- Il calcio è anche questo.

set242009

Le polemiche della vigilia (Gasperini sull’ “inesperienza” di Ciro Ferrara), hanno solo accresciuto l’attesa di un grande match che non aveva bisogno di “spinte esterne”, perchè caratterizzato da due compagine molto in forma e guidate da tecnici molto preparati. Sorprendente l’uscita di Gasperini a cui non sono solite certe uscite. Ma l’attesa dell’incontro non era certamente per valutare chi fra “esperti” o “novellini” avesse la meglio; il nostro precedente post aveva messo a nudo una situazione tattica molto dubbiosa per Ferrara, unita anche alla necessità di imporsi in trasferta davanti ad un’avversaria che sa mettere in difficoltà chiunque grazie alla sua aggressività e alla sua organizzazione.

La Juve emula l’Inter, partendo a razzo e approfittando di un Genoa incredibilmente spaesato, pur giocando in casa. Costringe la squadra di Gasperini nella propria metà campo, senza lasciarle l’iniziativa e senza rischiare praticamente nulla in difesa. Al contrario, i bianconeri riescono ad imporsi con ordine e grinta, lottando su ogni pallone e vivendo della verve di quel Camoranesi di cui avevamo individuato nel precedente commento come la chiave del gioco juventino. Proprio grazie ad un geniale velo dell’italo-argentino, la Juve passa in vantaggio con un forte e preciso tiro da fuori area di Iaquinta, sempre lui! Uno a zero per noi!

Il grifone sembra incapace di mettere in campo le caratteristiche che tutti si aspettavano (pressing, fisicità e dinamismo), e la squadra di Ferrara ne approfitta, continuando la sua azione d’attacco come se fosse sullo zero a zero. Ottima mentalità dimostrata dai nostri nel primo tempo. Amauri, nonostante non sia assolutamente in serata riesce ad avere due grosse opportunità di testa in area di rigore, ma fallisce in modo piuttosto clamoroso il doppio vantaggio.

Il Genoa però si sveglia di botto, come se il suo allenatore avesse comandato di iniziare a giocare in un preciso momento, e per la Juve non c’è peggior modo di svegliarsi che subire un gol “a freddo”: cross di Sculli da sinistra e colpo di testa di Mesto che sovrasta un Grosso piuttosto statico. Pareggio rossoblù poco meritato fino a quel momento.

La partita s’impenna col pareggio, sbloccando di fatto quel torpore agonistico che d’ora in poi sparirà dal campo. I padroni di casa dimostrano che molta della tenuta di campo dei nostri era dovuta anche alla loro assenza dal campo. Il grifone infatti fa paura per aggressività ed iniziativa, anche se Buffon non tocca palla e il primo tempo si chiude in pareggio.

Nel secondo tempo entra Crespo, che darà grande vivacità all’attacco genoano, mentre i bianconeri si ripresentano con l’undici iniziale. La Juve è più convinta in avvio, come nel primo tempo, e Iaquinta all’8′ viene pescato in area da un meraviglioso assist di Marchisio, che lo smarca davanti al portiere; Vincenzo pensa di essere in fuorigioco e si addormenta in fase conclusiva: che occasione!

Dominio juventino per venti minuti, tra passaggio di prima, aperture di gioco, pressing e corsa, con Marchisio e Camoranesi splendidi interpreti di questo bellissimo calcio. Il grifone è stanco e finisce tutti i cambi al 21′, mentre Ferrara aspetta a valutare (giustamente) se la migliore condizione della sua squadra si concretizza nel vantaggio. Ma i nostri non riescono a concludere in porta e anzi, è Buffon alla mezzora a salvare la porta su un tiro di Sculli dalla distanza. Ecco la risposta dei bianconeri: punizione da sinistra di Grosso e colpo di testa in gol di Iaquinta, annullato per fuorigioco inesistente. Sul ribaltamento di fronte, cross per Crespo e palla in rete: 2 a 1 per il Genoa: che beffa!

Entra Giovinco, che può far male con la sua velocità, ma la squadra inizia a giocare con palloni lunghi (e allora che senso ha Giovinco?). Fuori Amauri e dentro Trezeguet, per cercare qualche pallone vagante da spingere in rete, perchè i giocatori sono nervosi e sfiduciati, tanto da non far sembrare più possibile il pareggio. Invece, mai fare i conti senza Trezeguet: punizione sempre di Grosso che trova Chiellini in area che assiste Trezeguet quasi sulla linea di porta che la butta dentro per il meritatissimo 2 a 2!

I pochi minuti rimasti servono per recriminare quanto poco di buono raccolto dopo tanto di buono seminato per tutta la gara. Juve non bocciata, ma senza dubbio deve acquistare più solidità e più coesione tra centrocampo e difesa, la vera zona debole dove si creano le situazioni più difficile per i giocatori di Ferrara. Stavolta Buffon quasi inoperoso e questo significa che qualche passo in avanti c’è stato. Purtroppo non è facile giocare tutte le partite in dieci uomini…. e chi ci segue sa a chi mi riferisco. Grande Ferrara che per alcuni tratti ha giocato con il 4-3-3 che già portò fortuna a Lippi. Speriamo.