Archivio per ottobre 2009

Juventus – Napoli 2-3. Iniziamo a fischiare la Juve!

ott312009

Ferrara ripropone il 4-2-3-1, quello della speranza (di trovare finalmente il modulo definitivo), e quello della convinzione, che ha regalato la migliore partita della stagione con la Sampdoria. Poulsen prende il posto di Sissoko (e si vede), mentre in avanti è Trezeguet il terminale finale.

Partita che in avvio vede un Denis indiavolato, capace di entrare in tutte la pericolose azioni napoletane, che tengono in costante apprensione la retroguardia juventina. Fortuna vuole che tra una scivolata e una imprecisione, i partenopei non riescono a passare in vantaggio. 

Aronica tira un missile da fuori deviato in corner da Buffon. Sull’angolo è ancora Denis a colpire male di testa sprecando un’altra occasione. Si ripete il napoletano incornando ancora sul fondo a due passi dalla porta. La Juve inizia a rialzare la testa, ma solo un tiro altissimo di Diego e una conclusione di Felipe Melo (stavolta realmente pericolosa) possono essere annoverate tra le occasioni più pericolose dei bianconeri nei primi venticinque minuti. Camoranesi deve uscire per effetto di una gomitata che gli causa un grosso taglio alla testa e una conseguente copiosa fuoriuscita ematica; al suo posto il rientrante Tiago. La Juve perde in qualità e dinamismo.

Ma ecco che la classe esce alla distanza: centosessantasei gol nella storia bianconera sono sufficienti a presentare la rete di David Trezeguet, che lascia sul posto il suo avversario anticipandolo sul colpo di testa e insaccando in rete. Evidenti comunque le complicità del difensore e del portiere azzurro che fanno di tutto per agevolare il compito del bomber.

Risultato importantissimo che sblocca (anche se in modo poco meritato), una situazione molto difficile per i bianconeri, incapaci di giocare alla stessa velocità dell’undici di Mazzarri, se non a brevi folate. Squadre a riposo. con i bianconeri in vantaggio.

Il secondo tempo inizia con Tiago che si mangia il tapin vincente sotto porta (cross effettuato da un uon Giovinco), ed è il preludio al secondo gol della Juve, che riceve un enorme regalo dalla difesa di Mazzarri; Contini perde clamorosamente palla in area di rigore, mettendo Giovinco a tu per tu davanti al portiere: tiro preciso e portiere spiazzato… Due a zero per la Juve!

La partita sembra messa quasi in archivio, ma Hamsik riesce ad accorciare quasi subito le distanze, approfittando stavolta di una penosa copertura di Grosso che lascia passare il pallone in favore dell’accorrente avversario. Due a uno, con un Napoli tutt’altro che rassegnato alla sconfitta.

Ancora Napoli pericolosissimo con un tiro cross che attraversa l’area ed esce di poco. E’ solo l’ennesima avvisaglia di un pericolo che non si materializza solo per un caso, o per lo meno finchè arriva Datolo a risolvere una mischia davanti a Buffon per il 2 a 2, sinceramente meritato. Siamo solo al ventesimo del secondo tempo e la partita è apertissima a qualsiasi risultato, anche perchè il Napoli si mette a giocare in contropiede e la nostra retroguardia soffre tantissimo questo sistema d’attacco.

Ferrara fa uscire Poulsen (decisamente di nessuna utilità) per Amauri, tornando al 4-4-2 ma senza rinunciare a cercare di vincere la partita. Quindici minuti per provare a colpire ancora la squadra partenopea. Ma sono invece gli azzurri che colpiscono ancora in contropiede, grazie ad una ripartenza velocissima e all’ennesima imperfezione difensiva per il corto rinvio di Tiago che lascia il pallone all’accorrente Hamsik che tira a colpo sicuro all’incrocio dei pali. Tre gol in mezzora… può essere da squadra scudetto?

De Ceglie fallisce il tiro al volo che avrebbe potuto pareggiare l’incontro, ma non c’è tempo per le recriminazioni, perchè i bianconeri devono sfruttare ogni secondo a disposizione. Amauri si fa persino espellere per non aver tolto il piede sull’uscita del portiere. E’ assedio finale, ma il risultato non cambia. Bravo Napoli, capace di rimontare due gol per la seconda volta a distanza di pochi giorni.

Juve sconfitta, meritatamente, e ancora una volta perde punti in casa. Punti troppo importanti per la classifica e per fare quel benedetto salto di qualità. Il tempo per la pazienza è finito. Non si può fare tutta la stagione senza trovare la propria identità e proclamare traguardi che non si possono raggiungere, per evidente poca voglia di vincere e di lottare. I fischi dei tifosi juventini devono essere quasi un obbligo in questo momento; la disapprovazione non è fine a sè stessa, ma deve svegliare la squadra da tutti quei complimenti che si sprecano anche quando la Juve vince senza meritarlo poi molto. 

Il commento al campionato di calcio: decima giornata.

ott302009

Juve stellare, Inter troppo forte. Stavolta i calameri di Mourinho saranno stati un po’ indigesti davanti ai cinque gol di una grande Juve, ritrovata sotto ogni punto di vista. Ma dell’Inter possiamo dire che ha dato una dimostrazione di ancora più forza, facendo quattro gol in un solo tempo, ma poi ha tirato i remi in barca, rischiando di farsi riacciuffare dai gol di un Palermo decisamente ritrovato nel secondo tempo. Grandi applausi a Zenga da parte dei tifosi nerazzurri, che non hanno dimenticato i gloriosi trascorsi dell’ex portiere.

Si diceva settimana scorsa del Milan, capace di qualsiasi cosa nel bene e nel male. La partita di Napoli ne è lo specchio più lampante. Una follia buttare alle ortiche negli ultimissimi minuti un vantaggio di due gol al San Paolo, dopo averlo difeso per tutto l’incontro. Emozionante davvero il finale della partita, con tutti i tifosi partenopei a spingere letteralmente la squadra verso la rimonta. Un vero peccato che lo stadio San Paolo abbia un’orribile pista di atletica intorno alle tribune, perchè il calore del pubblico napoletano potrebbe veramente rendere infernarle il clima per le squadre che si presentano al cospetto degli azzurri.

Inguardabili ancora le romane, ormai giunte alle porte della zona retrocessione. Spalletti se n’è andato in tempo, evitando il tracollo che lo avrebbe trascinato anche in una crisi professionale importante. Bene invece la rivelazione Parma, e il ritrovato Genoa, che zitte zitte scalano la classifica fino alle posizioni di prestigio. Da vedere e rivedere il gol di Palladino, che con un colpo di tacco ha sorpreso il portiere insaccando nella rete viola. Purtroppo questo ragazzo era e resterà uno degli eterni incompiuti del nostro calcio.

Le pagelle di Juventus – Sampdoria

ott292009

Buffon n.g.: non poter giudicare un portiere, significa che la difesa l’ha protetto a sufficienza e non ha permesso agli avanti avversari di poter far male. Per il portierone bianconero questa sera è stata una partita di tutto riposo dove non è mai dovuto intervenire per salvare la squadra ed è stato sorpreso solo una volta da Pazzini, ormai abbonato al gol contro la Juventus. 
Grygera 6,5: prova incoraggiante per il terzino ceco, che chiude bene i varchi alle ali sampdoriane e si propone in fase offensiva con costanza e precisione, fornendo preziosi cross ad Amauri e dialogando alla perfezione con Camoranesi. Migliorando la costanza di rendimento potrebbe far fare il salto di qualità alla squadra sulla fascia destra.
Chiellini 8: il difensore toscano racconterà questa partita ai nipotini, poiché è una delle sue migliori prestazioni di sempre; ha fatto vivere una notte da incubo a Cassano, marcandolo come un ombra e non permettendogli mai di girarsi per poter servire Pazzini o puntare alla porta bianconera. Appare stratosferico anche nella fase offensiva, quando costringe Castellazzi a un intervento super e poi lanciando l’azione che egli stesso conclude in rete con un taglio centrale da attaccante navigato. Se le sue prestazioni rimarranno a questo livello altissimo, per gli attaccanti avversari arriveranno tempi molto duri.
Cannavaro 6,5: preciso e puntuale fa valere la sua enorme esperienza, arginando l’esuberante Pazzini in ogni occasione, portandolo ad agire ben lontano dalla porta. Si distrae solo in occasione del gol blucerchiato, ma sul 4-0 è una leggerezza che si può perdonare.
Grosso 6,5: affonda molto bene sulla sua fascia di competenza, sovrapponendosi frequentemente per ricevere i suggerimenti di Giovinco e proporre palloni molto interessanti ad Amauri. Nel primo tempo risulta la vera anima della fascia sinistra e i pericoli per la porta Doriana arrivano tutti grazie a lui. A risultato acquisito si dedica maggiormente alla fase difensiva bloccando ogni tentativo avversario.
Felipe Melo 6: ottimo in fase di copertura, blocca le iniziative della Sampdoria con interventi decisi, ma mai scorretti. Con Sissoko crea quel muro che tutti i tifosi si aspettavano da tempo e che finalmente, grazie alla buona forma fisica di entrambe sembra funzionare.
De Ceglie 6: entrato al posto di Melo, se la cava bene anche davanti alla difesa, svolgendo il suo compito con diligenza, grazie a buone coperture difensive e discreti passaggi per i compagni dell’attacco.
Sissoko 6,5: gladiatorio come di consueto, incute paura agli avversari grazie a una serie di preziosi recuperi che danno il via alle pericolose azioni d’attacco. È lui il vero baluardo della squadra, in quanto salva con le sue portentose scivolate alcune situazioni potenzialmente pericolose. Giusta la sostituzione perché data la sua irruenza, avrebbe potuto incorrere in un’espulsione che sarebbe costata cara alla squadra, in vista dell’impegno col Napoli.
Poulsen 6: svolge bene i suoi compiti di copertura, fornendo la giusta protezione alla difesa.
Diego 7: non è ancora lo strabiliante fenomeno ammirato contro la Roma, ma poco ci manca. Il modulo con i tre trequartisti sembra l’ideale per lui in quanto è libero d’impostare le azioni della squadra e, grazie ai suoi piedi buoni, la pericolosità della manovra aumenta considerevolmente. Questa sera s’è visto il Diego trascinatore, inventore e suggeritore che tutti i tifosi si aspettano e che speriamo sia effettivamente giunto al suo definitivo ambientamento nella squadra di Ferrara.
Giovinco 7,5: il ruolo di trequartista di sinistra sembra perfetto per lui, infatti grazie alla sua velocità mette in crisi i difensori doriani che se lo ritrovano ovunque e se lo vedono scappare via in ogni momento e da ogni lato. L’intesa con Grosso funziona benissimo, suggerendo a Ferrara un nuovo tandem da schierare con costanza sulla fascia sinistra. Pregevole l’assist per il terzo gol di Camoranesi, mentre manca sempre quel pizzico di fortuna che lo porterebbe alla soddisfazione personale della rete quando calcia di poco fuori da buona posizione.
Camoranesi 7: svaria su tutto il fronte offensivo, fornendo aiuto a tutti i compagni e collaborando bene coi terzini. La sua prestazione denota una maturità ormai acquisita, in quanto risulta sempre all’altezza della situazione e infonde sicurezza a tutta la squadra. Oggi è arrivata anche la soddisfazione personale con la rete del 3-0.
Amauri 8: l’attaccante bianconero è risultato in formato mondiale, in quanto ha fatto reparto da solo, tenendo in apprensione un’intera difesa. Finalmente è stato ben servito dai compagni che gli hanno permesso di mettere in mostra le sue esplosive doti di attaccante. Preziosissime le sue sponde e la sua capacità di mantenere la palla per far salire la squadra, che ha permesso i continui inserimenti dei trequartisti. Risulta quindi meritatissima la sua prima doppietta stagionale (quattro gol nelle ultime tre partite di campionato), prima con un gol da grande opportunista, poi con un colpo di testa da antologia. Trezeguet 6: entrato al posto di Amauri, ha una voglia matta di segnare, ma purtroppo finisce spesso in fuorigioco. Si rende protagonista di due azioni da gol: la prima la fallisce clamorosamente sparacchiando fuori un destro al volo a botta sicura, mentre al secondo tentativo fa centro, dimostrando ancora una volta la sua ineguagliabile fama di bomber di razza.

Juventus – Sampdoria 5-1! Standing ovation!

ott292009

 

 

 

 

 

 

 

A me il modulo 4-2-3-1, quello con i tre rifinitori, mi piace parecchio. Sarà perchè “quei tre” (Diego, Giovinco e Camoranesi) quando sono in forma cambiano veramente la partita, sarà perchè non c’è Poulsen, sarà perchè vedere un atteggiamento d’attacco è quello che vogliono tutti i tifosi. Tant’è che la Juve di stasera è stata bella, brava, convincente e prolifica. Cosa volere di più? La continuità, per esempio. Quella che sta ritrovando anche Amauri, alla quarta segnatura consecutiva nelle ultime tre gare. Per il momento “ci accontentiamo” di una grande Juve; una squadra che stasera è stata letteralmente irriconoscibile, nel bene s’intende. Ma che c’azzecca questa Juve con quella di pochissimi giorni fa a Siena? A dire il vero nemmeno la maglia. 

Non solo per quanto riguarda il risultato, ma per tutta la conduzione della partita e per l’atteggiamento messo in campo dal primo minuto, fino ad ora uno dei punti deboli di questa Juventus che ha spesso sbagliato l’approccio alla gara applicando poca (o nulla) intensità di gioco. Quella intensità che invece i giocatori della Juve hanno nelle loro potenzialità, e abbiamo visto quanto sia determinante questa caratteristica, così come lo era nelle squadre di Lippi che avevano nel proprio DNA proprio la sfuriata iniziale nei big match, quasi a voler far capire chi comanda. E quando c’è la grinta e la voglia di vincere, quasi sempre c’è anche il risultato. Due a zero nel primo tempo, e cinque gol alla fine, contro la Sampdoria di quest’anno non è cosa da poco.

Ci mette un po’ la Juve a tirare in porta, ma dopo dieci minuti Diego spara in porta a botta sicura, ma il suo tiro trova una caviglia che devia il pallone in corner. Sull’angolo seguente è Chiellini che colpisce benissimo di testa ma Castellazzi stasera fa il Buffon. La Samp non ci sta e Zigler tenta di battere a rete ma Gigi gli chiude lo specchio. Giallo per Sissoko a metà tempo, che ci mette ancora un po’ più di irruenza del dovuto, beccandosi sempre qualche cartellino di troppo (ottima comunque la sua partita).

La Juve inizia ad ingranare, e sulle palle inattive è veramente micidiale. Su corner di Diego arriva Amauri che controlla difficilmente lo spiovente riuscendo a battere a rete di destrezza e potenza. Uno a zero! E terzo gol consecutivo di Amauri! I bianconeri non concedono niente e Del Neri si accorge dell’evidente difficoltà dei suoi, mettendo Bellucci nella speranza di cambiare le cose. Ma la Juve è troppo “in palla”, e Chiellini ne è l’emblema; corsa fino all’area di rigore avversaria per accompagnare l’iniziativa di Amauri, che mette in mezzo un bel pallone bucato dalla retroguardia samdoriana e pronto da infilare in porta. Due a zero e premio meritatissimo per un gigante della difesa come Giorgione!

Squadre a riposo con la sola preoccupazione che i nostri non rovinino tutto nella gestione del risultato. Ma già dal primo minuto del secondo tempo i blucerchiati rischiano un clamoroso autogol, sventato ancora una volta da un grande Castellazzi. I genovesi non si riprendono e anzi subiscono il gioco e le geometrie dei nostri; certo, è difficile prendere quei tre là davanti quando sono in forma, come abbiamo detto prima. E difatti Camoranesi fa vedere come ci si può alternare nella rifinitura e nell’inserimento, servendo una bellissima palla in profondità a Giovinco che conclude di pochissimo vicino all’incrocio.

Ferrara mette Poulsen per Sissoko, già ammonito. Il gol è ancora nell’aria: Giovinco sfugge a sinistra e mette una bellissima palla rasoterra per l’accorrente Camoranesi che batte sicuro un rigore in movimento: è il 3 a 0! Per la Juve è un crescendo continuo di gioco e colpi di classe: tacco di Diego e passaggio a Grosso che spara da fuori area sfiorando anche lui l’incrocio dei pali. E’ solo il preludio ad una nuova prodezza di Amauri, che si esibisce in un grandissimo colpo di testa in area, schiacciando il pallone in rete per il 4 a 0!

Pazzini accorcia le distanze con un bellissimo colpo di testa in anticipo su Cannavaro, ma la partita non ha comunque storia, tanto che si fatica a capire veramente quanto sia merito della Juve o pochezza dei blucerchiati. Sicuramente la squadra di Del Neri ha fatto molto in questa partita per agevolare gli uomini di Ferrara.

Entrano Trezeguet per Amauri e De Ceglie per Felipe Melo, ma Ciro mantiene giustamente il baricentro in avanti, dato che le offensive doriane non sono assolutamente preoccupanti. Giovinco inventa ancora per Trezeguet che schiaccia troppo il pallone al volo e sciupa un’enorme occasione. Ma David si fa perdonare subito dopo con un bel colpo di testa in area che supera il portiere sampdoriano per il definitivo 5 a 1.

Una grande serata anche vivendo gli ultimi minuti di Napoli in diretta….

Iaquinta: operazione al menisco ok. Per Buffon c’è tempo.

ott272009

Perfettamente riuscito l’intervento al menisco a cui è stato sottoposto Vincenzo Iaquinta nella mattinata di oggi. Ora non rimane altro che la riabilitazione. Quaranta giorni di stop, salvo complicazioni (e la precisazione non è casuale). A dicembre dovrebbe toccare anche a Buffon, ma il problema del portirone sembra non essere così urgente. I medici e i preparatori si esprimono in modo piuttosto positivo sulla tenuta del ginocchio di Gigi, dicendo che l’intervento chirurgico può essere tranquillamente rimandato in quanto il ruolo del n.1 non richiede quei movimenti così esplosivi come per esempio quelli di un attaccante e che pertanto Buffon può effetture sedute d’allenamento più leggere in questo senso.

Ma una considerazione sorge spontanea. A parte che l’esplosività si allena comunque nei portieri (ed è una dote fondamentale), ma a furia di non allenarla, quanto renderà Buffon in campo? Quante parate non riuscirà a fare per la poca esplosività? In quanto tempo andrà fuori forma?

Sono cose da non sottovalutare……

Il commento al Campionato: nona giornata.

ott262009

L’Inter va, e la Samp tiene botta. Questo potrebbe essere lo slogan di questa nona giornata di Campionato. La capolista non fa un passo falso, anche se rischia nel finale dopo il rigore trasformato dal Catania. Mourinho è tornato a parlare di Balotelli dicendo che si allena malissimo, e che gioca solamente perchè non ci sono alternative. Addirittura definita “orrenda” la settimana d’allenamento del giocatore alla corte del tecnico portoghese, che si vede vittima come altri tecnici (Capello con Cassano, e Mancini con Adriano), di un giocatore che potrebbe essere fondamentale ma che in realtà butta alle ortiche le sue qualità. In certi casi servirebbe l’estrema punizione: fuori rosa per due o tre mesi. Ma chi ha il coraggio di farlo?

La Sampdoria ormai non è più una novità. Anche Del Neri non lo è più, ma tutti si erano dimenticati di lui dopo l’esperienza negativa (seppur breve) di Roma. Se qualcuno si chiede quanto possa incidere un allenatore in una squadra di calcio, dovrebbe pensare al lavoro di Del Neri, Di Antonio Conte, e di altri bravi tecnici che pur non avendo tra le mani i campioni, riescono a trasformare una squadra. Mercoledì ci sarà il big match tra i blucerchiati e la nostra Juve. inutile dire che le due squadre arrivano con stati d’animo differenti, ma si sa che nel calcio non c’è nulla di scontato, e i bianconeri possono senza dubbio superare Cassano & Company.

Il Milan vince una partita che il Chievo aveva guidato fino ad una manciata di minuti dal termine. Merito di una buona dose di fortuna, ma anche della caparbietà degli ultimi minuti che era mancata per tutta la gara. Nessuno può calcolare al momento il vero valore dei rossoneri. La squadra ha mille volti, e viaggia talvolta a mille, altre volte però in retromarcia. Che il Bernabeu non fosse più quel tempio inviolabile come lo era anni fa è scontato, ma l’approccio del Milan alla partita con le merengues è stato decisamente diverso. Anzi, la prestazione di mercoledì a Madrid e quella di ieri a Verona non hanno nessun punto in comune e Leonardo dovrà lavorare molto per far trovare continuità e serenità alla squadra.

Problemi di continuità anche per Roma, Lazio, e Fiorentina, che perdono ancora punti preziosi in partite non certamente difficilissime. Chiudiamo proprio con la vittoria del Napoli sui viola; che De Laurentiis avesse ragione su tutto? Vedremo….  

Le pagelle di Siena – Juventus.

ott262009

Buffon 7: guadagnarsi un voto così alto per un solo intervento non è da tutti, ma Gigi ci riesce a causa dell’importanza di tale intervento, da vero numero uno, come se ci fosse bisogno di ribadirlo. La prodezza in questione viene compiuta dal nostro portierone allo scadere della prima frazione di gioco quando blocca con un colpo di reni un delizioso pallonetto dell’ex Ekdal destinato a finire in rete e sul morale di una squadra, fino a quel momento traballante. Il peso specifico di questa parata è enorme e, ancora una volta, sulla vittoria bianconera appare indelebile la sua firma.
Grygera 5: solo quarantacinque minuti in campo per lui, di scarsa qualità. Le rare sortite offensive degli avversari gli permettono di agire con grande libertà nella metà campo offensiva, ma il terzino ceco non sfrutta gli spazi che gli si presentano davanti non proponendosi mai per i suggerimenti dei compagni e privando gli attaccanti di preziosi cross. Un’altra prova estremamente mediocre per lui, che fa rimpiangere l’assenza di Zebina.
Caceres 6: entrato ad inizio ripresa al posto di Grygera, dà una ventata di freschezza alla fascia destra con interventi precisi e buone sovrapposizioni. Egregia la sua prestazione in difesa dove ferma in più occasioni Maccarone che, se l’avesse saltato, sarebbe arrivato a tu per tu con Buffon; ma oggi il terzino uruguagio s’è dimostrato insuperabile. È apparso in netto miglioramento rispetto alle ultime prestazioni, integrandosi meglio coi compagni.
Chiellini 8: se anche i suoi compagni fossero al suo stesso livello di forma, la Juve sarebbe una squadra galattica, ma purtroppo i tifosi devono accontentarsi del solo Giorgio bionico. Le sue energie sembrano inesauribili, infatti corre da una parte all’altra del campo senza sosta bloccando ogni iniziativa avversaria, con interventi dallo stile sopraffino, come in occasione di un salvataggio su Calaiò lanciato a rete; inoltre si rivela il bianconero più pericoloso anche nell’area avversaria dove impatta un paio di palloni di testa che avrebbero potuto bissare il gol di mercoledì in champions. La fortuna non l’ha assistito, ma con un Chiellini così la difesa può dormire a sonni tranquilli, mentre tutti i suoi compagni dovrebbero prendere esempio da lui, per far fare alla squadra il salto di qualità, invocato da tutti.
Legrottaglie 6: una partita di tutto riposo per lui, che sbriga poche formalità senza correre rischi e senza mettere a repentaglio la sicurezza del reparto arretrato. L’intesa con Chiellini è ormai cosa certa, per questo Nicola ha dimostrato ancora una volta di essere un ottimo sostituto per Cannavaro e un valore aggiunto per Ferrara che può contare sul suo talento in caso di emergenza.
Molinaro 5: ancora una volta non riesce ad incidere. Come Grygera non sfrutta gli spazi offerti dagli avversari sulla fascia sinistra, non pervenendo mai al cross e facendo estrema fatica a dialogare con De Ceglie, togliendo così sbocchi importanti alla manovra bianconera, che necessita pertanto di svilupparsi per vie centrali, dove i difensori senesi hanno vita facile. Un’altra importante occasione per mettersi in luce viene così miseramente sprecata e i fischi dei tifosi alla sua uscita dal campo ne sono la testimonianza.
Camoranesi 6: poco più di mezz’ora per lui; il tempo necessario per riordinare le idee della squadra e dare un po’ di sicurezza ai compagni cercando di impostare alcune buone trame offensive. Non è il Camoranesi dei tempi migliori, ma le sue geometrie e il suo cervello sono vitali in questo momento di difficoltà.
Poulsen 6: tanto impegno e tanta abnegazione, ma veramente pochi risultati per il centrocampista danese che viene schierato ancora una volta fuori ruolo da Ferrara, prima sull’ala destra e poi su quella sinistra. Che il ruolo di ala non sia il suo forte si vede e non c’era bisogno di questa prestazione per capirlo, tuttavia cerca di fare del suo meglio proponendosi il più possibile e confezionando qualche cross interessante, per cui merita la sufficienza. Il danese può essere prezioso per questa squadra, ma va schierato al posto giusto e vanno sfruttate meglio le sue doti di intenditore, comunque le ultime prestazioni sono apparse in netto miglioramento rispetto alle prove scadenti d’inizio stagione.
Felipe Melo 6: discreto in fase difensiva, sbarra la strada agli attaccanti avversari che non sfondano il muro bianconero, tuttavia non fa molto di più apparendo piuttosto passivo nella costruzione del gioco e non incidendo nello sviluppo della manovra.
De Ceglie 5: il centrocampista valdostano stecca decisamente, contribuendo all’aridità di gioco delle fasce bianconere, che nella giornata odierna hanno presentato due coppie veramente improbabili. Il giovane centrocampista non arriva mai sul fondo e l’intesa con Molinaro proprio non funziona, perciò i palloni giocabili forniti ai due attaccanti si possono contare sulle dita di una mano. Sicuramente non è da crocifiggere in quanto è stato impegnato pochissimo in questo inizio di stagione, tuttavia non ha dimostrato la personalità che aveva fatto pensare in grande durante la scorsa stagione.
Diego 5: cerca di accendere la luce e di far brillare le stelle offuscate della squadra, ma proprio non ci riesce. Come spesso gli succede in questo periodo, è costretto a ricevere palla troppo lontano dalla porta senza poter far male, tuttavia in questa occasione ci mette anche del suo dimostrandosi troppo innamorato della sfera, anche quando ci sono compagni posizionati meglio e in grado di velocizzare l’azione. Ad una prestazione opaca, aggiunge anche alcuni errori di impostazione non da lui.
Sissoko n.g.: solo pochi minuti in campo per lui.
Amauri 6,5: che fosse tornato il vero Amauri lo si era capito dalla prestazione con la Fiorentina, e la partita odierna l’ha solo confermato. Grande spirito di sacrificio e prontezza di riflessi nel cercare di rendere giocabili più palloni possibili e nel dialogare con Trezeguet, ma il pomeriggio senese è stato veramente duro a causa della sterilità del gioco bianconero. Per fortuna il suo fiuto è tornato quello del grande attaccante, così riesce ad anticipare tutta la difesa senese e segnare un gol che vale tre punti, importanti almeno per la classifica.
Trezeguet 6: per un bomber di razza come lui, la mancanza di cross è come la mancanza di ossigeno, e questo è un periodo veramente duro in quanto i palloni giocabili sono estremamente esigui. L’attaccante francese però, gioca in funzione della squadra fornendo importanti sponde e tenendo il pressing alto per evitare di far ragionare gli avversari in fase d’impostazione. Cerca anche di proporsi in fase realizzativa, ma la lentezza della manovra, lo coglie spesso in fuorigioco, vanificandone gli sforzi.

Siena – Juventus 0-1. Tre punti e niente più.

ott252009

Una partita di una noia mortale, meritevole di richiesta rimborso biglietto da parte degli spettatori. Questo lo spettacolo offerto da entrambe le squadre, ma più colpevolmente da parte juventina, che dopo un mese di partite scellerate non riiesce neppure a sfoderare una prestazione all’altezza contro il Siena

Ferrara non conferma il modulo visto con il Maccabi (con 3 rifinitori alle spalle di un’unica punta), ma preferisce tornare al 4-3-1-2 con Diego alle spalle di Trezeguet e Amauri, con Poulsen, Felipe Melo e De Ceglie sulla linea mediana, a proteggere la linea di difesa composta da Grygera, Legrottaglie, Chiellini e Molinaro. Binario di sinistra del tutto “inedito” in questa annata, con i due giovani bianconeri (quelli che avrebbero dovuto ritagliarsi lo spazio di titolare nel giro di pochi mesi) “ripescati” per motivo di turnover.

Ed ecco le annotazioni più “emozionanti” del primo tempo: bel sole, piacevole giornata autunnale, Juventus in tenuta color argento, spalti gremiti per l’arrivo della squadra di Ferrara. Tutto qui? No, a dire il vero i nostri hanno rischiato di subire lo svantaggio nell’ultimo minuto del primo tempo con un palloneto di Ekdal sventato ancora da Super Gigi Buffon. E questo miei cari è tutto il primo tempo di Siena – Juve, che lo vogliate o no. Non c’è stata voglia di rivalsa di Trezeguet o Amauri, non c’è stata la fantasia di Diego, o la volontà di mettersi in mostra di De Ceglie e Molinaro….. Ritmo lento, squadra svogliata e nessuna voglia di vincere. Questo è l’opposto di quanto Ciro aveva dichiarato di volere dalla sua squadra.

La scossa deve passare dalle fasce, dove i nostri non hanno mai affondato in modo pericoloso e dove i terzini non hanno mai sostenuto l’iniziativa nonostante la pochezza della manovra senese; il mister cambia Molinaro e Grygera per Caceres e Camoranesi.

Più convinta la manovra juventina, che crea molta pressione ai padroni di casa, stazionando sempre nella loro metà campo, ma purtroppo per poter segnare occorre tirare in porta; i nostri non riescono mai a trovare l’occasione o gli spazi giusti, fino al minuto 26 quando Amauri insacca di testa su punizione di Diego. Sicuramente un gol nato più da un episodio singolo piuttosto che da un merito effettivo della squadra.

La Juve non riesce a giocare più sciolta nei minuti seguenti, e non crea altri grossi problemi agli avversari. Nei minuti finali Sissoko rileva Diego, rimpinguando il reparto di centrocampo. Partita che termina tra la disapprovazione generale, ma almeno i tifosi bianconeri possono tornare a casa con tre punti in tasca. Patetico l’abbraccio finale dei giocatori juventini che pare avessero vinto al qualche coppa o qualche trofeo.

Sarebbe opportuno che la società iniziasse a parlare con Ferrara per capire se abbia perso o meno il polso della squadra. E mercoledì c’è la Samp.

Le pagelle di Juventus – Maccabi Haifa.

ott222009

Buffon 7,5: la vittoria odierna porta anche la sua firma in quanto si rende protagonista di tre interventi da vero numero uno che salvano risultato e corsa verso la qualificazione. Le parate decisive arrivano in momenti topici dell’incontro, la prima all’inizio su colpo di testa ravvicinato e le altre due nel finale quando la squadra è apparsa un po’ appannata e ha permesso agli avversari di creare occasioni pericolose. Senza di lui probabilmente saremmo qui a parlare dell’ennesimo risultato negativo, ma d’altra parte anche il portiere fa parte della squadra e quando una formazione ha in porta il numero uno del mondo i risultati si vedono. 
Zebina n.g.: mezz’ora in campo senza lode e senza infamia, poi un infortunio lo costringe alla resa senza permettergli di incidere sulla partita.
Caceres 5,5: ci mette tantissima buona volontà, ma ancora una volta appare fuori dai meccanismi della squadra, assumendo sempre più le sembianze di oggetto misterioso. Si propone con costanza sulla fascia, ma quando i compagni lo servono non ne escono azioni pericolose. Anche in difesa balla un po’ lasciando troppe occasioni d’incursione agli avanti avversari, infatti i maggiori pericoli per la porta bianconera arrivano dalla sua parte.
Cannavaro 6: il capitano azzurro festeggia con una buona prestazione la sua centesima presenza in bianconero. Poco lavoro per lui, svolto però sempre con estrema diligenza infatti risulta pulito in ogni intervento e perfetto nelle chiusure che non permettono agli attaccanti israeliani di pungere.
Chiellini 7: altra prova maiuscola del difensore toscano che si prende anche la soddisfazione di vestire i panni del match winner, regalando alla Juventus la prima vittoria in questa edizione di Champions League. La fase difensiva viene affrontata sempre con grinta e determinazione insieme a Cannavaro, col quale l’intesa è ormai consolidata. Quando si spinge in avanti, fa veramente male grazie ai suoi stacchi perentori in mezzo all’area, da uno dei quali nasce il gol partita a seguito di una punizione ben calciata da Diego. In un paio di occasioni sfiora anche la doppietta, comunque per lui la serata è davvero da incorniciare.
Grosso 6: come di consueto, non c’è specularità tra la fase offensiva e quella difensiva. In attacco si propone con costanza e precisione fornendo una spinta decisiva che mette in grossa crisi la difesa israeliana soprattutto nel primo tempo. Una sua maggiore freddezza sottoporta avrebbe potuto fruttare alla Juventus il vantaggio già nella prima frazione di gioco, tuttavia Fabio distribuisce palloni importanti e sfiora il vantaggio con una punizione che il portiere avversario devia a stento. In fase difensiva invece ogni tanto latita, poiché si fa saltare con troppa facilità dagli avversari che creano occasioni potenzialmente pericolose sulla sua fascia. Questa prestazione è l’ennesima dimostrazione di come Grosso, se migliorasse la fase difensiva, potrebbe essere uno dei terzini più devastanti del mondo. 
Felipe Melo 6: discreta prestazione del brasiliano, che ferma con costanza e concentrazione le iniziative avversarie. Non si fa notare molto, ma il suo lavoro di filtro risulta prezioso, inoltre l’intesa con Sissoko sembra migliorare a vista d’occhio formando così una diga impenetrabile per gli avversari infatti nelle zone centrali non si passa, i problemi semmai vengono dalle fasce.
Poulsen n.g.: entra al posto dell’acciaccato Melo e svolge il suo compitino senza impressionare.
Sissoko 6,5: solita prova concreta del centrocampista maliano che funge da saracinesca davanti alla difesa. Recupera un’infinità di palloni, smistandoli immediatamente ai compagni dell’attacco, i quali dovrebbero far fruttare un po’ meglio il lavoro di Momo. Il post-infortunio si sente ancora, ma non ci vorrà molto per vedere un Sissoko ancora migliore.
Camoranesi 6: impiegato come trequartista di destra, fa molto movimento tra le linee andandosi a procurare palloni giocabili per mettere in condizione Trezeguet di segnare, tuttavia viene aiutato poco dai terzini che si propongono raramente, limitando così la sua azione e la sua geniale inventiva, tuttavia quando si mette in proprio fa male, colpendo un palo che avrebbe potuto chiudere il discorso anzitempo. In fin dei conti gioca comunque una partita diligente, non sprecando nulla e dando anche una buona mano ai compagni della difesa.
Giovinco 6,5: per larghi tratti della gara è risultato il migliore in campo, sgusciando come un serpente tra le maglie degli avversari che sono stati costretti ad atterrarlo ripetutamente, collezionando cartellini gialli in continuazione. L’intraprendenza in fase d’impostazione non è stata però supportata da altrettanta lucidità in fase di conclusione, infatti la formica atomica pecca come sempre di eccessivo altruismo, rinunciando a facili tiri ad alta percentuale realizzativa. L’intesa con Diego è risultata buona, anche se s’è un po’ spento nel corso della partita. Anche la fortuna non è stata dalla sua parte, infatti il portiere israeliano s’è superato mettendo in angolo una sua perfetta punizione, che meritava sorte migliore.
Diego 6,5: in netto miglioramento rispetto alle ultime prestazioni, ha regalato momenti di calcio champagne, penetrando costantemente la difesa avversaria e creando numerose occasioni per i compagni. Bellissimo un geniale pallonetto che sfiora la rete. Il fantasista brasiliano deve migliorare la continuità infatti se giocasse per novanta minuti come gioca in certi tratti della gara, sarebbe veramente inarrestabile e distoglierebbe i tifosi dal nostalgico pensiero del ritorno di capitan Del Piero
Trezeguet 6: avrebbe voluto festeggiare con un gol la sua trecentesima partita in maglia bianconera, ma il portiere avversario gli ha negato questa gioia respingendo d’istinto coi piedi una sua conclusione a botta sicura. A dir la verità questo è uno dei pochi palloni giocabili che gli sono arrivati, infatti s’è trovato spesso isolato in mezzo ai difensori avversari che ne hanno limitato bene la pericolosità e le conclusioni concessegli sono state pochissime. I compagni non lo hanno certo aiutato, ma David s’è ugualmente comportato in maniera egregia facendo costanti movimenti per tenere impegnati i difensori avversari e favorire gli inserimenti dei trequartisti.
Amauri n.g.: solo pochi minuti in campo per lui.

Juventus – Maccabi Haifa 1-0. Le lacrime di Melo, la gioia di Ciro.

ott212009

 

 

 

 

 

 

 

Non si sa se per convinzioni proprie o per “furore di popolo”, ma qualcosa Ferrara doveva per forza cambiare nella Juve, anche se la partita, da vincere a tutti i costi, non si prestava a molti stravolgimenti tecnico – tattici. Ma era troppa l’esigenza di cercare nuove soluzione, perchè così proprio non si poteva (e non si può) continuare. Talmente necessari certi cambiamenti da ”obbligare” Ciro a tornare sui suoi passi nel modulo di gioco, passando al 4-2-3-1, e sopratutto su Giovinco (si, avete capito bene!) che viene tolto dalla naftalina e schierato, “udite udite”, esterno di sinistra “alla Ranieri“, seppure sulla linea dei tre ”rifinitori” anzichè nel centrocampo a quattro.

Conformazione inedita quindi, anche per quanto riguarda gli interpreti di questo 4-2-3-1. Dopo le inguardabili prestazioni di GrygeraCiro spera di trovare in Zebina quel minimo di vitalità che Grosso fornisce sulla sinistra (ma stiamo sempre parlando del “minimo sindacale”), affidandosi invece al solito binomio centrale Cannavaro – Chiellini. I due “marcantoni” davanti alla difesa non possono che essere Felipe Melo e Sissoko, pronti a spezzare le azioni avversarie per dar palla ai tre fantasisti chiamati Camoranesi, Diego e Giovinco. In avanti, come terminale unico, David Trezeguet

Nessuno avrebbe mai immaginato nè in settimana e nemmeno ad inizio stagione, che un giorno Ferrara potesse schierare tutti e tre i fantasisti contemporaneamente. Ranieri non ne mise mai uno, rimanendo sempre legato o schiavo del suo modulo; Ciro ne è l’antitesi, cambiando di partita in partita e andando verso l’esaltazione dell’estro. Sicuramente è un modulo che piace ai tifosi, al di là del risultato di stasera. Tutti si sarebbero espressi favorevolmente se avessero dovuto valutare un ipotetico utilizzo dei tre “grandi” garantendo anche un certo equilibrio di squadra. Ma si sa che il modulo deve essere accompagnato anche dai risultati, altrimenti potremmo dilungarci tutta notte in considerazioni tattiche, o se far giocare Diego dieci metri più avanti o più indietro potrebbe risolvere i problemi dei bianconeri. Tutto si è sempre mosso intorno ai risultati, e tant’è.

Il risultato lo avrebbe potuto sbloccare subito il Maccabi dopo solo 1 minuto di gioco, grazie ad un colpo di testa ravvicinato neutralizzato con un miracolo da Buffon. Trezeguet cerca di divincolarsi dalle maglie della difesa avversaria scappando verso la porta, ma viene fermato al limite dell’area di rigore, facendo rischiare il penalty ai difensori in maglia verde. Il tiro di Grosso è pericoloso ma non sortisce effetti.

Giovinco aggiunge soluzioni di velocità ed inventiva, servendo talvolta ottimi palloni che Trezeguet non riesce ad agguantare in mezzo all’area. Buon momento della Juve intorno al 20′ che chiude il Maccabi nella sua area, costringendolo a salvarsi come può, ma il portiere alla fine non deve mai intervenire. Intanto esce Zebina che (stranamente) si infortuna, lasciando il posto al giovane CaceresDiego invece si vede su una forte punizione dal limite che finisce a lato, ma sembra ancora estraneo ai compiti di trascinatori che i tifosi si aspettano da lui.

Brivido al 44′ per una palla sporca che fortunatamente finisce tra le mani di Buffon. Partita piuttosto deludente con la Juve negli spogliatoi ancora una volta con un grande “zero” nella casella dei tiri in porta. Ma non c’è molto da cambiare visto anche gli uomini che siedono in panchina, e difatti il mister conferma la formazione iniziale.

Juve avanti subito a testa bassa, e Diego confeziona una bellissima palla veloce per Chiellini, che di testa svetta su tutti in area insaccando in rete! Vantaggio juventino importantissimo, anche perchè il terreno si fa sempre più pesante per effetto della pioggia sempre più battente. Gol che permette di sbloccare anche i freni psicologici che tenevano la squadra contratta; ora i bianconeri giocano sulle ali dell’entusiasmo, approfittando anche del “colpo” subito dal Maccabi. Si iniziano a vedere belle trame e velocità d’esecuzione. Diego inizia a giocare a modo suo, e si vede: pallonetto da fuori area che fa sognare e sperare al gol dell’anno, ma la conclusione è di poco alta.

Grosso mette una bellissima palla a Trezeguet però che sbaglia clamorosamente il raddoppio davanti alla porta. Maccabi nelle mani della Juve in questo frangente, dove i nostri si alternano nelle conclusioni, diversamente dall’opaco primo tempo. Anche Giovinco, che notoriamente tira pochissimo, si libera al limite dell’area ma spara piuttosto debolmente verso la porta.

Ferrara cambia Felipe Melo mettendo Poulsen e il brasiliano si accomoda in panchina lasciandosi andare in un pianto di delusione. Massimo rispetto per un giocatore che riesce ancora a mettere dei sentimenti in questo calcio.

Anche l’allenatore del Maccabi vorrebbe piangere per l’espulsione di un suo giocatore, visto anche l’andamento della partita; ma è la Juve a questo punto che inizia a soffrire, a giocare male, ad essere imprecisa e poco concentrata. Buffon inizia ad avere grossi problemi all’81′ compiendo il secondo miracolo… e saranno dieci minuti d’inferno per lui, frammezzati dal palo di Camoranesi e dalla punizione di Giovinco (non eccezionale), che tengono i tifosi juventini con la gioia strozzata per il gol della vittoria e la disperazione del pareggio. Proprio al 90′ infatti il nostro portierone salva ancora la porta, il risultato, e forse la panchina di Ferrara.

Esagerato? Forse….