Juventus - Napoli 2-3. Iniziamo a fischiare la Juve!
Ferrara ripropone il 4-2-3-1, quello della speranza (di trovare finalmente il modulo definitivo), e quello della convinzione, che ha regalato la migliore partita della stagione con la Sampdoria. Poulsen prende il posto di Sissoko (e si vede), mentre in avanti è Trezeguet il terminale finale.
Partita che in avvio vede un Denis indiavolato, capace di entrare in tutte la pericolose azioni napoletane, che tengono in costante apprensione la retroguardia juventina. Fortuna vuole che tra una scivolata e una imprecisione, i partenopei non riescono a passare in vantaggio.Â
Aronica tira un missile da fuori deviato in corner da Buffon. Sull’angolo è ancora Denis a colpire male di testa sprecando un’altra occasione. Si ripete il napoletano incornando ancora sul fondo a due passi dalla porta. La Juve inizia a rialzare la testa, ma solo un tiro altissimo di Diego e una conclusione di Felipe Melo (stavolta realmente pericolosa) possono essere annoverate tra le occasioni più pericolose dei bianconeri nei primi venticinque minuti. Camoranesi deve uscire per effetto di una gomitata che gli causa un grosso taglio alla testa e una conseguente copiosa fuoriuscita ematica; al suo posto il rientrante Tiago. La Juve perde in qualità e dinamismo.
Ma ecco che la classe esce alla distanza: centosessantasei gol nella storia bianconera sono sufficienti a presentare la rete di David Trezeguet, che lascia sul posto il suo avversario anticipandolo sul colpo di testa e insaccando in rete. Evidenti comunque le complicità del difensore e del portiere azzurro che fanno di tutto per agevolare il compito del bomber.
Risultato importantissimo che sblocca (anche se in modo poco meritato), una situazione molto difficile per i bianconeri, incapaci di giocare alla stessa velocità dell’undici di Mazzarri, se non a brevi folate. Squadre a riposo. con i bianconeri in vantaggio.
Il secondo tempo inizia con Tiago che si mangia il tapin vincente sotto porta (cross effettuato da un uon Giovinco), ed è il preludio al secondo gol della Juve, che riceve un enorme regalo dalla difesa di Mazzarri; Contini perde clamorosamente palla in area di rigore, mettendo Giovinco a tu per tu davanti al portiere: tiro preciso e portiere spiazzato… Due a zero per la Juve!
La partita sembra messa quasi in archivio, ma Hamsik riesce ad accorciare quasi subito le distanze, approfittando stavolta di una penosa copertura di Grosso che lascia passare il pallone in favore dell’accorrente avversario. Due a uno, con un Napoli tutt’altro che rassegnato alla sconfitta.
Ancora Napoli pericolosissimo con un tiro cross che attraversa l’area ed esce di poco. E’ solo l’ennesima avvisaglia di un pericolo che non si materializza solo per un caso, o per lo meno finchè arriva Datolo a risolvere una mischia davanti a Buffon per il 2 a 2, sinceramente meritato. Siamo solo al ventesimo del secondo tempo e la partita è apertissima a qualsiasi risultato, anche perchè il Napoli si mette a giocare in contropiede e la nostra retroguardia soffre tantissimo questo sistema d’attacco.
Ferrara fa uscire Poulsen (decisamente di nessuna utilità ) per Amauri, tornando al 4-4-2 ma senza rinunciare a cercare di vincere la partita. Quindici minuti per provare a colpire ancora la squadra partenopea. Ma sono invece gli azzurri che colpiscono ancora in contropiede, grazie ad una ripartenza velocissima e all’ennesima imperfezione difensiva per il corto rinvio di Tiago che lascia il pallone all’accorrente Hamsik che tira a colpo sicuro all’incrocio dei pali. Tre gol in mezzora… può essere da squadra scudetto?
De Ceglie fallisce il tiro al volo che avrebbe potuto pareggiare l’incontro, ma non c’è tempo per le recriminazioni, perchè i bianconeri devono sfruttare ogni secondo a disposizione. Amauri si fa persino espellere per non aver tolto il piede sull’uscita del portiere. E’ assedio finale, ma il risultato non cambia. Bravo Napoli, capace di rimontare due gol per la seconda volta a distanza di pochi giorni.
Juve sconfitta, meritatamente, e ancora una volta perde punti in casa. Punti troppo importanti per la classifica e per fare quel benedetto salto di qualità . Il tempo per la pazienza è finito. Non si può fare tutta la stagione senza trovare la propria identità e proclamare traguardi che non si possono raggiungere, per evidente poca voglia di vincere e di lottare. I fischi dei tifosi juventini devono essere quasi un obbligo in questo momento; la disapprovazione non è fine a sè stessa, ma deve svegliare la squadra da tutti quei complimenti che si sprecano anche quando la Juve vince senza meritarlo poi molto.Â








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