Archivio per novembre 2009

Il commento alla quattordicesima giornata di serie A.

nov302009

Con un gol di Milito (e molte altre occasioni sciupate), l’Inter batte in casa una Fiorentina che non ha creato troppi problemi ai nerazzurri. Sempre più decisivo l’ex attaccante genoano, che sarà uno dei maggiori artefici della conquista dello scudetto. Sicuramente uno tra gli attaccanti più sottovalutati in Europa, forse per il fatto che non ha grandi colpi ad effetto scenico, come li possono avere i vari Ronaldinho, Kakà, Ronaldo, Messi, Ibrahimovic, ecc… ma che forse sotto porta è il più micidiale di tutti. Milito è un “Inzaghi evoluto“, o se vogliamo, un “Trezeguet ancora più completo“. Animali da gol che ti portano tanti, tanti punti. La gioia al gol dell’Inter è stata fatale ad un tifoso nerazzurro, che è caduto dal secondo anello travolgendo poi un altro tifoso. Le sue condizioni sono molto gravi, e ci si chiede per l’ennesima volta se gli stadi italiani siano proprio così sicuri.

Il Milan vince a Catania portandosi al secondo posto scavalcando la Juve. Vittoria fondamentale che però non deve far pensare ad un dominio rossonero. I due gol, nati da due colpi di classe di Huntelaar, sono appunto il frutto di due giocate degli ultimi minuti, poichè per gli 80 minuti precedenti i rossoneri hanno avuto il loro filo da torcere. Leonardo sta sicuramente raccogliendo ciò che ha seminato, con l’aiuto ovviamente di una buona dose di fortuna. Nel prossimo turno la squadra milanese potrà sfruttare anche lo scontro diretto tra Juve ed Inter, che se finisse in pareggio potrebbe fargli guadagnare altri due punti su entrambe le avversarie.

Della Juve invece non si sa più cosa dire. Per la gioia dei vari processi televisivi, gli argomenti da mettere al fuoco sono davvero tanti: Ferrara, la campagna acquisti, la società, Del Piero, e chi più ne ha, ne metta. Addiritura ho sentito a Controcampo Giovanni Galli che faceva coincidere il periodo nero della Juve con l’uscita dal CDA di Montali. Spero per lui che stesse scherzando, sempre che voglia conservare almeno un briciolo di credibilità televisiva. La sua uscita equivale alla figura che fece sul tiro molle di Maradona ai mondiali messicani, che ovviamente finì in rete. Sono già nell’aria le voci di un cambio panchina, e se Ciro e la squadra continueranno di questo passo non faranno altro che convincere la società che questa è la scelta migliore. Poi ovviamente bisognerà vedere chi sarà il prescelto. E intanto sabato c’è l’Inter.

Le pagelle di Cagliari – Juventus.

nov292009

Buffon 5: colpevole sul primo gol, compie qualche buon intervento che evita un passivo peggiore.
Cannavaro 5,5: viene tenuto sempre sull’attenti dagli attaccanti avversari, comportandosi molto bene nelle chiusure, purtroppo però si fa saltare come un birillo in occasione del raddoppio. È vero che un uno contro uno possono perderlo tutti, ma per il capitano della nazionale è alquanto insolito.
Chiellini 6,5: anche lui si comporta molto bene insieme a Cannavaro, senza far correre rischi eccessivi a Buffon, in seguito si verifica molto attivo in fase offensiva, ma con scarsi risultati.
Caceres 6: si rende protagonista di una buona prestazione, condita da provvidenziali chiusure difensive e una costante proiezione offensiva che rifornisce le punte di cross da realizzare; il suo lavoro viene però vanificato dalla scarsa precisione degli attaccanti.
Molinaro 4,5: le sue rare sortite offensive, falliscono miseramente a causa di errori banali, quasi da dilettante. Non propone buone soluzioni in attacco, privando così la manovra bianconera di un importante sbocco per provare a far male. Ha l’occasione finale per riscattarsi, ma il suo tiro a due passi dalla porta viene rimpallato.
Giovinco n.g.: è incomprensibile perché Ferrara lo inserisca per così pochi minuti, in quanto con la sua velocità fa impazzire i difensori isolani, confezionando cross e assist che avrebbero potuto fare molto male.
Poulsen 5: gioca una partita del tutto anonima, senza incidere né da una parte né dall’altra del campo, riesce solo a farsi sottrarre un pallone sulla trequarti difensiva, che innesca il raddoppio degli avversari.
Sissoko 6: come si suol dire in gergo, mette tanta legna al fuoco combattendo su ogni pallone e facendo ripartire la squadra alla ricerca del gol. Purtroppo non può reggere tutta la squadra sulle sue pur grosse spalle, perciò fa quel che può, ma se i compagni non lo seguono, la situazione diventa veramente complicata.
Tiago n.g.: solo pochi minuti finali per lui.
Marchisio 6: fisicamente non è ancora al meglio, ma riesce a mettersi in mostra sulla fascia sinistra con accelerazioni e dialoghi con i compagni. Nella prima frazione è stato il più attivo e il pericolo più concreto per la porta di Marchetti. Viene sostituito a inizio ripresa.
Del Piero n.g.: entra nella ripresa e ancora una volta non incide, poiché non riesce a trovare una posizione precisa in campo e il dialogo con Diego è lento e macchinoso. Spreca una colossale occasione nei minuti di recupero, quando colpisce solitario di testa a due passi dalla porta, mandando incredibilmente alto. La squadra necessita del suo capitano al meglio della sua forma psicofisica al più presto. 
Camoranesi 5,5: cerca di far funzionare la manovra, ma è spesso accerchiato da più avversari che non gli permettono di ragionare e trovare compagni liberi. Sforna qualche buon assist, ma i compagni spesso non lo seguono e il suo lavoro risulta così nullo. Forse è stanco, ma resta il fatto che nelle ultime due prestazioni è apparso leggermente spaesato e sottotono.
Diego 5: si deve rendere conto che ha 10 compagni che possono aiutarlo e che non può fare tutto da solo per vincere la partita. Nonostante venga schierato come seconda punta, agisce sempre lontano dalla porta e non fa male per nulla. Arriva almeno tre volte al tiro, ma in un paio di occasioni ignora compagni meglio piazzati e quando si ritrova solo davanti a Marchetti, tira in maniera irritante tra le braccia dell’erede designato di Buffon. L’arbitro non lo aiuta, negandogli un rigore netto, ma resta il fatto che se il suo talento non viene messo al servizio della squadra, la Juventus farà veramente poca strada in questa stagione.
Amauri 6: da apprezzare gli sforzi e la propositività, ma i palloni giocabili sono, come spesso succede ultimamente, veramente pochi. Offre buone sponde ai compagni e cerca il gol con insistenza, senza riuscire a trovarlo. Francamente un gol lo segna anche, ma purtroppo è in fuorigioco. Si lamenta per un contatto in area molto dubbio, venendo ammonito. Il suo spirito guerriero deve servire come esempio ai compagni per uscire da questo momento difficile.

Cagliari – Juventus 2-0. Fine dei giochi.

nov292009

 

 

 

 

 

 

 

La sfida di domenica prossima con l’Inter ha cominciato a giocarsi già in questo turno, condizionando spirito e formazione delle due contendenti. Ma mentre l’Inter vince di misura con la Fiorentinala Juve si limita a sostituire alcuni uomini, senza cambiare lo spirito da mettere in campo per arrivare alla gara con i nerazzurri con il minor divario possibile. Rotazione con duplice intento: recuperare i rientranti e far riposare i previsti titolari di domenica prossima. Da qui la formazione inedita proposta al Sant’Elia, che rivede Molinaro come difensore esterno di sinistra, Poulsen centrale a metà campo insieme a Sissoko, e Marchisio che “soffia il posto” sia a Giovinco che a Del Piero.

Juventus imbarazzante nei primi venti minuti, non ci sono altri aggettivi per descrivere l’imprecisione e i tanti palloni persi dai bianconeri in questi minuti. Addirittura Sissoko deve sacrificare un giallo per stendere al limite dell’area un cagliaritano lanciato a rete, mentre Conti impegna Buffon in una difficile parata sulla seguente punizione e poi ancora con un forte tiro da fuori area uscito di poco. Poi, mentre la Juve iniziava a prendere le misure, il brasiliano Nenè tira fuori dal cilindro il gol dell’anno, sorprendendo Buffon da lontanissimo con una conclusione micidiale. Uno a zero per i padroni di casa, con la grande complicità di Buffon che veramente ha molte colpe su questo gol.

Lo smarrimento della squadra juventina è tutta nel colpo di tacco mancato di Molinaro (che si becca lo scherno di tutto lo stadio), e nell’unico “tiro” bianconero (di Diego), finito debolmente a lato senza impensierire il portiere. Termina così il primo tempo col meritato vantaggio della squadra di Allegri.

Risultato che si legittima nei primi minuti della ripresa, quando un fallo di mano di Caceres meriterebbe forse più il rigore che la prosecuzione del gioco. Animi che si accendono per questo episodio e per un gol giustamente annullato ad Amauri per fuorigioco (e anche per fallo di mano), coinvolgendo ovviamente Camoranesi che non si estranea mai dai climi ”roventi”: giallo anche per lui.

La partita adesso è molto vivace perchè la Juve si proietta in avanti lasciando campo ai contropiedi cagliaritani, a cui i nostri devono spesso opporre interventi ”alla disperata”. Al 16′ Juve ancora più sbilanciata in avanti, con il cambio Marchisio – Del Piero, che ridisegna la Juve nel modulo con il rombo, che prevede Alex a fianco di Amauri con Diego a ridosso delle punte.

Maldestra la spinta in area ai danni di Amauri che fa gridare al rigore, anche perchè piuttosto vistosa; ma le proteste del brasiliano  e di Ferrara nei confronti del quarto uomo, producono solamente un cartellino giallo a sfavore del giocatore. Buona pressione comunque dei bianconeri intorno alla mezzora, che costringono i rossoblù a ripiegare nella loro area, pur senza far trovare spazi importanti ai nostri, come nel caso del tiro ribattuto a Molinaro prima che arrivasse in porta.

La mancanza di fantasia e soluzioni finali costringe Ferrara a cambiare radicalmente la squadra: dentro Giovinco per Molinaro e Juve ancora più offensiva a giocarsi gli ultimi dieci minuti. Marchetti si salva bene in due occasioni di Diego e Del Piero, ma questo non evita la sconfitta, meritata nonostante l’assalto generoso, e sopratutto l’ennesimo contropiede che porta Matri a saltare Cannavaro nell’uno contro uno e battere Buffon per il definitivo raddoppio. Quasi in concomitanza col vantaggio dell’Inter a San Siro.

Così trova fondamento ancora una volta il mio pensiero, che i campionati non si vincono negli scontri diretti, ma portando a casa tutte le partite che devi obbligatoriamente vincere con le squadre che ti sono inferiori. E la Juve di quest’anno è maestra nel fare il contrario. Difficile trovare un reparto più colpevole di un altro: la difesa subisce sempre gol, il centrocampo non è solido e non fornisce palloni alle punte, l’attacco non segna.

Con questi presupposti non ci si può aspettare nulla di buono non solo per il big match con l’Inter, ma per tutto il campionato. Dura da dire, ma la realtà è proprio questa.

Nuovo sondaggio: è giusto criticare Ferrara?

nov272009

Le critiche a Ferrara non sono roba di questi giorni. Ciro è stato messo in dicussione dopo ogni prestazione opaca della squadra, anche perchè si considerava che questa campagna acquisti poteva aver colmato di molto il divario con l’Inter, sopratutto dopo la cessione di Ibrahimovic al Barcellona, che sembrava aver avvicinato i nerazzurri ai bianconeri rispetto al contrario. Invece le cose non vanno come i tifosi juventini si aspettavano. Logico che anche Ferrara abbia le sue colpe, ma a parer mio si sta creando un clima forse troppo accusatorio nei confronti del mister, che rischia di pagare per tutti gli insuccessi della squadra.

Abbiamo visto che in rete cominciano a circolare i primi gruppi anti-Ferrara, o le prime petizioni per cambiare l’allenatore. Io sposterei anche il mirino sugli uomini che dovevano trascinare questa squadra, che non hanno avuto assolutamente un rendimento sufficiente in questa stagione, e che giustamente il giornale Tuttosport stamattina mette sotto accusa: Felipe Melo, Diego e Amauri. Il quotidiano torinese intitola “Non meritate questa Juve”, e per ciò che hanno mostrato da inizio stagione si può anche condividere. Ma a voler ben vedere quanti altri giocatori si potrebbero aggiungere… Perciò una delle verità innegabili è che le colpe devono essere divise, perchè come riportato nel commento alla partita di Champions col Bayern, è vero che sono i giocatori a scendere in campo, ma la mentalità vincente deve essere trasmessa dall’allenatore.

Vi proponiamo quindi un nuovo sondaggio per capire voi da che parte state, e di seguito una piccola riflessione che può sintetizzare meglio ciò che può essere un’accusa o una discolpa per Ciro, e ovviamente vi invitiamo a votare per il sondaggio riportato nella colonna alla vostra destra. 

CONTRO FERRARA

  • Poca esperienza come allenatore e nella gestione dello spogliatoio
  • Modulo di gioco ancora non definitivo
  • Squadra troppo rinunciataria e senza personalità
  • Troppi punti persi in Campionato e Champions

A DISCOLPA DI FERRARA

  • Troppi infortuni
  • Basso rendimento di molti giocatori
  • Campagna acquisti lacunosa
  • Molti “big” in fase calante 

Le pagelle di Bordeaux – Juventus.

nov262009

Buffon 5: una grande parata a fine primo tempo, che avrebbe potuto far concludere alla Juventus il primo tempo già in svantaggio, poi però macchia la sua prestazione con due uscite errate che hanno segnato il destino della partita. Naturalmente non è completamente sua la colpa della sconfitta, ma in questa situazione non è stato all’altezza. 
Caceres 6: ha offerto una prova combattiva sulla sua fascia, intervenendo anche energicamente quando ce n’è stato bisogno e spingendosi in avanti per cercare di offrire qualche pallone agli attaccanti, tuttavia oggi la serata è stata veramente storta per tutta la squadra, quindi l’uruguaiano non può avere un voto importante.
Chiellini 6: s’è comportato bene come sempre, presidiando la sua zona con attenzione, senza lasciar passare gli attaccanti girondini; lo testimonia il fatto che i gol siano giunti da calcio piazzato.
Legrottaglie 6: l’intesa con Chiellini funziona bene, infatti la retroguardia subisce poco in fase d’azione, ma si addormenta sulle punizioni avversarie, che fanno molto male.
Grosso 5: fornisce una prova decisamente incolore, rivestendo il ruolo di oggetto misterioso senza riuscire a incidere sulla fascia sinistra, infatti i palloni che arrivano in avanti si contano sulle dita di una mano. In difesa non compie niente più del necessario. Si conferma “troppo normale” per essere veramente da Juventus.
Sissoko 6: probabilmente non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, tuttavia gioca con la solita determinazione e la medesima dedizione alla maglia, fa quello che può ma non gliene va bene una, perciò naufraga insieme alla squadra.
Marchisio n.g.: solo pochi minuti finali, nell’augurio che il suo rientro dia una scossa alla squadra.
Felipe Melo 6: insieme a Sissoko compie un’ottima azione di filtro fermando i francesi nei loro tentativi offensivi, tenta qualche ripartenza, ma gli sbocchi offensivi sono chiusi.
Camoranesi 5: come domenica contro l’Udinese, non riesce a impostare gioco e fa molta fatica ad aprire brecce nella difesa del Bordeaux e se lui non gira, la squadra ne risente, infatti il risultato parla chiaro.
Diego 5: è lui l’uomo designato per far fare il salto di qualità alla squadra, ma fallisce l’ennesima occasione di trascinare i compagni verso una brillante vittoria. Sbaglia passaggi e conclude con troppa fretta senza ragionare, oltre a mantenere un eccessivo possesso di palla senza creare alcun pericolo. Capita sui suoi piedi l’occasione per impattare l’incontro, ma manca il contatto col pallone in maniera clamorosa.
Del Piero 5: il ruolo di salvatore della patria non gli si addice, infatti non combina nulla degno di nota, non riuscendo né a sfornare assist né a concludere. Nell’unica occasione in cui sembra veramente lui sforna un assist d’esterno che Diego non trasforma in rete. 
Immobile n.g.: inserito al posto di Del Piero, si fa conquistare dall’emozione e non incide, tuttavia è un buon investimento per il futuro.
Amauri 5: continua l’apatia del brasiliano che non riesce a rendersi pericoloso in alcun modo, se non nell’occasione in cui non riesce a deviare il famigerato cross di Del Piero e il mancato intervento di Diego, che è stato l’unico momento positivo in una serata da dimenticare.
Giovinco n.g.: inserito nel finale per cercare il pareggio, non riesce a rendersi pericoloso.

Bordeaux – Juventus 2-0. La Juve scherza col fuoco.

nov262009

Juve a Bordeaux per vincere? Le parole non costano nulla, però mi chiedo se la volontà di vincere passi attraverso la rinuncia del gioco d’attacco, o il subire la pressione avversaria per tutta la partita, senza nemmeno riuscire a trovare la “garra” (la grinta, detta alla Montero) che bisogna sfoderare quando in ballo c’è un discorso di qualificazione che può essere definitivo. La Juve visto fino ad oggi non ha mai avuto la personalità giusta, e questo lo possiamo perdonare perchè le grandi squadre non si costruiscono solo con la campagna acquisti (peraltro discutibile); però quello che non si perdona ai giocatori (e anche a Ferrara), è la mancanza di cattiveria agonistica con cui si devono affrontare gare di un certo livello. Il mister non può essere estromesso da questa critica, perchè se è vero che sono i giocatori che vanno in campo, è altrettanto vero che è l’allenatore che infonde la mentalità vincente, la voglia di lottare, di spingere, di aggredire, di affrontare gli avversari con gli “occhi della tigre”.

Gambe molli e poco orgoglio anche quando si va in svantaggio; sarebbe giusto proseguire il cammino di Champions? Eppure al Bordeaux mancava anche Gourcuff, e tutti pensavano che insieme ai rientranti Del Piero e Sissoko, sarebbero state le chiavi di una vittoria juventina in terra francese. I bianconeri infatti potevano considerarsi quasi in formazione tipo, con Sissoko e Melo davanti alla difesa, Camoranesi, Del Piero e Diego dietro ad Amauri. Insomma, non si dice che fossimo la miglior Juve che si potesse presentare, ma poco ci mancava.

Il Bordeaux non parte nemmeno molto forte, ma ci vuole poco per mettere sotto la Signora. Buffon deve sfoderare già una parata nei primissimi minuti, per un insidioso tiro-cross su punizione, che fortunatamente non trova la deviazione di nessuno. La risposta juventina è ”immediata”, visto che passano ”soli” diciotto minuti prima di vedere un colpo di testa di Chiellini che finisce alto sulla traversa. Decisamente più pericolosa la conclusione improvvisa di Diego, che spara dal limite verso la porta ma centralmente. Alla mezz’ora Camoranesi inaugura i cartellini dell’arbitro, meritandosi il primo giallo della partita, mentre Felipe Melo lo segue alla fine della prima frazione di gioco. Spettacolo molto modesto e poche occasioni da entrambe le parti, ma sicuramente più Bordeaux che Juve nel primo tempo.

La ripresa comincia e dopo nemmeno dieci minuti i francesi passano in vantaggio con un colpo di testa in mischia di Fernando Menegazzo, che “spizza” la palla quel tanto da mettere fuori causa Buffon. Vantaggio meritato per i transalpini che più dei nostri hanno messo in campo dinamismo e voglia di giocare.

La Juve sa controbattere solo con i cartellini, e anche Caceres, nonostante la discreta prova sulla destra, si becca il giallo dall’arbitro, anche se piuttosto dubbio. La grossa occasione i bianconeri ce l’hanno intorno al 64′ con l’accoppiata Del Piero – Diego, dove il primo suggerisce e il secondo spreca un gol già fatto da dentro l’area. Alex esce una manciata di minuti dopo in favore di Immobile, che accumula qualche minuto d’esperienza in Champions. Ferrara prova anche la carta Giovinco, che rileva Amauri e dà quel briciolo di velocità in più alla manovra, senza peraltro cambiare la storia di una gara già scritta da una squadra svogliata.

Anche Marchisio fa il suo rientro ufficiale sostituendo Sissoko nel finale, giusto in tempo per assistere da vicino ad un contropiede del Bordeaux al 90′ che lo porta a sfiorare il raddoppio, ma di raggiungerlo a tempo ormai scaduto con un colpo di testa di Chamakh su calcio d’angolo. Due a zero e partita finita.

Mio padre dice che la Juve è la squadra che gioca peggio tra tutte le partecipanti alla Champions. Io le altre squadre non sono riuscito a seguirle in modo tanto accurato, ma sicuramente è tra quelle che esprime il peggior calcio. Almeno in questo momento.

Giorni cruciali di Champions League.

nov242009

A due giornate dalla fine della fase a gironi, sono sei le squadre gia` qualificate agli ottavi: Chelsea, Manchester United, Lione, Bordeaux, Siviglia e Porto. All`appello mancano dieci squadre e a 180 minuti dal termine non sono escluse sorprese. Intanto i pronostici delle agenzie di scommesse si fanno sempre piu’ interessanti. Ma qual e’ la situazione delle italiane?

Nel girone F, quello dell`Inter impegnata stasera a Barcellona, puo` succedere davvero tutto. I nerazzurri sono al comando, ma tutte le squadre sono racchiuse in due punti. Secondo la matematica quindi tutte e quattro possono qualificarsi. Secondo logica, Inter e Barcellona dovrebbero a questo punto gia` essere con un piede agli ottavi. E` senza dubbio questo il girone piu` incerto e avvincente, soprattutto se si considera che il big-match del prossimo turno vede gli uni di fronte agli altri: blaugrana contro nerazzurri al Camp Nou!

Nel girone A, alla Juventus basta non perdere l`ultima partita del girone con il Bayern Monaco per essere qualificata agli ottavi, ma e` caccia al Bordeaux primo  a 10 punti (e quindi a + 2). Nello scontro diretto contro i francesi in programma mercoledi, la Juve deve vincere se vuole raggiungere la vetta. Impresa ardua per gli uomini di Ciro Ferrara. Il Bordeaux di quest`anno in campionato tra le mura amiche e` una macchina quasi perfetta con numeri impressionanti: 6 partite su 6 vinte; 14 goal fatti, 1 al passivo in Ligue 1. Non e` che in Champions la musica cambi piu` di tanto, tre partite e altrettante vittorie. I bianconeri dal canto loro hanno sicuramente qualcosa in piu` rispetto ai francesi e hanno tutte le carte in regola per infliggergli il primo dispiacere stagionale casalingo.
 
Il Milan nel girone C e` primo a pari punti con il Real Madrid e se batte il Marsiglia e` qualificato con un turno di anticipo. Al Meazza pero` arrivera` un Marsiglia molto caricato dopo il 6-1 inflitto allo Zurigo e dopo il rocambolesco 5-5 in campionato contro il Lione. Si preannuncia una gara ricca di emozioni. I presupposti per una vittoria rossonera ci sono tutti. Da quando Leonardo ha trovato assetto ed equilibri giusti i rossoneri hanno cominciato a macinare gioco e risultati. La fiducia incondizionata a Ronaldinho, l’allargamento di Pato sulla destra ed un ritrovato Nesta sono le chiavi della svolta.

La Fiorentina e` al secondo posto del girone E ad un punto dal Lione primo, e a +5 sul Liverpool. Battendo i francesi martedi a Firenze i viola conquisterebbero primato e qualificazione in un colpo solo. Il “sogno” ottavi, come ama definirlo Prandelli, e` sempre piu` realtà. La squadra, la citta` e i tifosi ci credono. E’ già qualcosa.

Il commento alla tredicesima giornata di Campionato.

nov232009

Se c’è una cosa a cui non c’è mai limite, quella è la stupidità. Mi riferisco ovviamente ai cori dei “tifosi juventini” nei confronti di Balotelli. Cori oltretutto gratuiti, visto che il giocatore non aveva mai neppure parlato della Juventus in settimana. Eppure, “se saltelli muore Balotelli” sembrava una vendetta a qualcosa, un gesto di antipatia assoluta che mirava all’uomo prima che al giocatore. Ma la stupidità di cui si diceva prima non esserci limite, non è tanto dei tifosi (poichè se uno nasce imbecille ci rimane finchè non gli viene insegnata l’educazione), ma di tutto il sistema calcio. Ancora nessuno vuole che questa gente non entri più negli stadi? Il processo, dovrebbe essere fatto a chi può stroncare questo tumore e non lo fa. Siamo tutti capaci a prendere ad esempio il calcio inglese, ma nessuno è capace a fare l’unica cosa che gli inglesi hanno fatto: regole severe e obbligo di rispettarle. Esiste soluzione più semplice?

Detto questo, torniamo “a bomba” sul calcio giocato. L’Inter ormai non spaventa più nessuno. Sembra un controsenso, eppure non lo è. Ormai dei nerazzurri si conosce tutta la loro forza, e non sono più una sorpresa. La tanto sperata cessione di Ibrahimovic da parte dei tifosi juventini e milanisti, non ha sortito gli effetti sperati. Anzi, la squadra di Mou sembra più solida e quadrata, senza una prima donna a cui si concedeva di prendersi tutte le pause del caso, con la paura persino di doverlo sostiutuire una volta in più, pena la minaccia di andarsene. Alla capolista manca solo di imporsi al Camp Nou per rivelarsi una delle squadre più in forma d’Europa.

Forma che non riesce a prendere la Juventus di Ferrara, sempre in una via di mezzo tra il decollo e lo schianto. Anche la partita di ieri si sarebbe potuta concludere con una beffa, se solo l’Udinese avesse approfittato di quei rimpalli finali davanti a Buffon. Un pareggio che sarebbe stato ”ingiustissimo“, ma comunque probabile fin quando non si chiudono le partite. I positivi rientri di Del Piero e sopratutto di Sissoko garantiscono un sicuro salto in avanti alla Juve. Credo veramente che questi due uomini possano cambiare le sorti di questa stagione, ma molto dipenderà anche dalla vena di Amauri, rimasto l’unico attaccante a disposizione, e, ironia della sorte, anche il meno prolifico. C’è da chiedersi per quale motivo si scateni la frenesia di portare ai mondiali un attaccante che non segna.

Il Milan si è liberato di un Cagliari mai domo, e pare proprio che il “diavolo” continui a crescere in condizione e in personalità. Quella che prima sembrava una squadra senz’anima, ora sembra esprimersi a tratti con l’argento vivo addosso. Ronaldinho si sta svegliando dal suo torpore, Nesta torna ad essere un calciatore, Thiago Silva convince, Borriello e Pato si intendono bene e segnano. Leonardo può essere fiducoso per il futuro, anche se francamente è un’utopia parlare di scudetto.

Grande colpo del Parma a Firenze, che nonostante il sempre presente Gilardino riesce ad imporsi sul campo dei viola, ottenendo un risultato molto prestigioso e altrettanto importante per la classifica. Anche la Roma fa un balzo di tre punti, grazie alla tripletta di capitan Totti che raggiunge Di Natale in vetta alla classifica cannonieri. Una tripletta che allontana le ingiuste critiche subite dal giallorosso per qualche infortunio di troppo.

Le pagelle di Juventus – Udinese

nov232009

Buffon 6,5: poco impegnato, ma decisivo come sempre, su un tiro viscido che respinge d’istinto e su un’occasione finale dell’Udinese, che avrebbe potuto compromettere il risultato.
Caceres 6: positivi interventi in fase difensiva, dove chiude con puntualità le iniziative, anche pericolose, degli avversari. Non è altrettanto esuberante in fase d’attacco dove si propone a sprazzi, non permettendo a Camoranesi di spaziare su tutto l’arco del settore offensivo. La classe non gli manca, ma il terzino uruguagio dovrebbe osare di più ed essere più intraprendente. Sarà un caso che da una delle sue rare discese sia scaturito l’assist per il gol-partita?
Cannavaro 6,5: preciso e pulito, come di consueto. Per lui probabilmente è la normalità, tuttavia i suoi interventi non sono per nulla facili e servono a bloccare sul nascere le azioni pericolose avversarie, concedendo a Buffon una serata tranquilla.
Chiellini 7: oltre alla routine, inserisce anche un paio di rinvii decisivi, nel corso di situazioni che avrebbero potuto risultare fatali per la retroguardia bianconera. Non è stata una serata di folle lavoro, ma la solidità della difesa che resta imbattuta è in larga parte merito suo.
Grosso 7: ottima l’intesa con Giovinco, soprattutto nel primo tempo, che crea grattacapi alla difesa Udinese. Il terzino azzurro ha possibilità di spingersi in avanti con frequenza, perciò la Juventus predilige sviluppare il gioco dalla sua parte, che risulta l’unica arma offensiva della prima frazione. Non è un attaccante, però si fa trovare nel posto giusto al momento giusto, come se lo fosse, per siglare il gol vittoria, che toglie decisamente le castagne dal fuoco alla squadra bianconera e risolve una partita veramente rognosa.
Poulsen 6: fornisce la solita prestazione incolore, senza acuti, tuttavia risalta accanto all’appannato Melo, per l’ordine e la precisione con cui gestisce i palloni davanti alla difesa. Cerca anche di costruire buone situazioni offensive con lanci che risultano spesso precisi, come quello dal quale scaturisce la rete di Grosso.
Felipe Melo 5: il brasiliano forse risente del gelido clima dell’inverno italiano e magari ha la testa su un’assolata spiaggia di Rio, non si spiegherebbe in altro modo la sua prova decisamente sottotono, condita da errori banali in fase d’impostazione e pericolose palle perse sulla trequarti. Per fortuna la squadra non risente eccessivamente della serata negativa del brasiliano, che si spera resti un caso isolato.
Sissoko 8: al rientro dopo un mesetto, sembra un leone affamato con l’occhio fisso sulla preda, infatti recupera una quantità incalcolabile di palloni non permettendo agli avversari di ripartire e neanche di pensare. Si fa vedere anche in attacco con un paio di conclusioni, che però non sortiscono effetti. Il mantenimento del vantaggio acquisito è largamente merito suo; ciò dimostra quanto il centrocampista maliano sia fondamentale per questa squadra.
Camoranesi 6: è apparso un po’ spento e leggermente svogliato, come se si volesse prendere una giornata di pausa, tuttavia le poche volte che è entrato in azione, l’ha fatto con la classe che lo contraddistingue fornendo giocate preziose, che prima hanno portato al vantaggio e poi hanno permesso alla squadra di conservarlo.
Diego 5,5: il brasiliano risulta decisamente discontinuo, alternando buone giocate ad azioni leziose in cui tiene la palla come se avesse in braccio suo figlio. Risulta poco pericoloso e in quest’occasione non ispira neanche i compagni. La sua classe non si discute, ma questa squadra ha bisogno di un uomo che le permetta di volare e tutti i tifosi si aspettano che sia lui a dare il la. 
De Ceglie n.g.: entra solo nei minuti finali.
Giovinco 6: è il più in forma e il più pimpante dei trequartisti nella prima frazione, dove crea una buona mole di gioco con Grosso, tenendo in costante apprensione la difesa avversaria, che gli mette addosso due o tre uomini che spesso elude con abili finte. Non riesce a cambiare marcia alla squadra, ma del resto nel primo tempo la manovra s’è svolta molto lentamente. Viene sostituito all’inizio della ripresa, a mio avviso in maniera ingiusta, in quanto era stato fino a quel momento il migliore in campo.
Del Piero n.g.: il rientro del capitano è stato piuttosto difficile, poichè la sua azione è stata limitata da ripetute posizioni irregolari e da un nervosismo insolito per lui, forse a causa delle continue chiacchiere dei giornali che hanno inventato una staffetta con Diego. Non ha quindi inciso, rimediando anche un cartellino giallo.
Amauri 6: tanto impegno, ma pochissimi palloni giocabili. L’unico che si ritrova tra i piedi nel primo tempo, lo spreca malamente con un tocco debole che finisce tra le braccia di Handanovic. Una sufficienza comunque meritata per lo spirito di sacrificio messo al servizio della squadra.

Juventus – Udinese 1-0. Sulle ali di Sissoko.

nov232009

Vincere, vincere e vincere, era l’imperativo di questa sera, dettato dalla classifica impietosa che parlava nuovamente della corazzata Inter in marcia verso lo scudetto, e il Milan che non cede il passo regolando a fatica un bellissimo Cagliari. Tutti speravano in Alex Del Piero e Momo Sissoko nella formazione titolare, invece Ferrara preferisce Giovinco e Poulsen dal primo minuto, sperando forse di inserire il capitano e il maliano quando il ritmo partita sia sensibilmente più basso. Un ritmo partita che doveva essere alto per approfittare di un’Udinese piuttosto imprecisa e quasi rinunciataria nella manovra; invece nonostante una certa brillantezza, le occasioni da gol sono poche, anche per merito dei friulani che, viceversa, difendono in modo piuttosto ordinato. Solo nei primi minuti l’Udinese ha qualche difficoltà, subendo un bellissimo tiro di Diego al 5′ e uno meno incisivo di Giovinco al 12′.

Una sterilità di manovra d’attacco inspiegabile, visto il modulo con i tre fantasisti e con un buon Caceres ad accompagnare l’azione sulla destra, oltre a Grosso naturalmente portato più ad avanzare che a coprire. Ragionando su questo non v’è dubbio che per logica Ferrara dovrebbe avere più problemi a difendere che a costruire, invece questa Juve pare che reagisca al contrario. Insomma, qualcosa che non va c’è, e lo pensa pure Ferrara se poco dopo la mezzora del primo tempo fa alzare dalla panchina proprio i tanto attesi Del Piero e Sissoko, che iniziano a prendere confidenza col prato erboso (accolti ovviamente dall’ovazione dello stadio Olimpico).

Solo sporadiche azioni, il più delle volte nate dal caso, portano la Juve davanti alla porta, come in occasione del macroscopico errore di Amauri che a due metri dalla riga di porta riesce a farsi addirittura parare la conclusione. Nel finale di tempo nervi tesi per un brutto intervento di Diego che non toglie il piede sull’uscita di Handanovic prendendo di netto il portiere ma anche un meritatissimo cartellino giallo dall’arbitro. Squadre a riposo tra i fischi assordanti dei tifosi.

Juve che rientra in campo con gli stessi uomini e con gli stessi problemi di prima. L’Udinese da parte non rischia più di una punta in avanti, liberando di fatto i nostri terzini in avanti, che saranno gli artefici del vantaggio bianconero: Poulsen lancia benissimo Caceres sulla destra, che crossa al volo verso il centro dove si avventa Grosso che dimostra maggior freddezza di Amauri sotto porta (…): uno a zero per noi! Davvero buon lancio del centrocampista danese, in miglioramento sotto alcuni punti di vista e da diverse partite.

Ciro infatti preferisce togliere Felipe Melo e Giovinco nella girandola delle sostituzioni, inserendo Sissoko a fianco di Poulsen e Del Piero in avanti. Modulo di gioco che cambia leggermente con Alex che dalla posizione centrale si avvicina molto ad Amauri, quasi a fare la seconda punta, mentre Diego si sposta a sinistra prendendo la posizione di Giovinco. I tempi sono già  maturi per il raddoppio, dato che gli ospiti non intendono ad accennare nemmeno ad una reazione.

Partita che vive di momenti, con un tiro di Floro Flores ben respinto da Buffon, che fa riprendere fiducia ai friulani, portandoli col baricentro appena più avanti, ma sono proprio gli ospiti a rischiare ancora il gol su autorete, grazie ad un colpo di testa arretrato su calcio d’angolo. Devastante l’impatto di Sissoko sulla partita, che cambia letteralmente non solo il suo reparto, ma tutto il volto della squadra. I compagni lo cercano e lui non si nasconde; corre, anima la manovra, tira, ferma le azioni e riparte. Un giocatore oltretutto che crea entusiasmo nei tifosi come pochi altri in serie A.

Qualche sussulto per una caduta di Del Piero in area, ma il capitano è evidentemente troppo leggero nel contrasto col difensore, mentre il sussolto più grande lo si ha all’ultimo minuto quando si trasforma in vero e proprio brivido quando l’Udinese sfiora il colpaccio in perfetto stile Bologna.

Juve vincente, che insieme al rientro di Alex e Momo, rappresenta le uniche note positive in questa serata. Appuntamento alla Champions League con la traserta di Bordeaux, dove ci vorrà ben altra Juve.