Juventus – Lazio 1-1. Un punto… di partenza.
Â
Â
Â
Â
Â
Â
Â
Non poteva esserci curiosità per la prima formazioni stilata da Alberto Zaccheroni, neo allenatore juventino al suo esordio al Comunale di Torino. Le scelte che erano imposte a Ferrara dalle situazioni contingenti, sono le stesse che costringono Zaccheroni a schierare il 4-3-1-2, dove Candreva ricopre il ruolo di centro sinistra così come nella partita infrasettimanale con l’Inter. Unica “novità ”, se vogliamo, la fiducia immediata a Del Piero, schierato dal primo minuto come seconda punta, a dialogare con Diego ed Amauri per maggiori soluzioni offensive; si può dire che l’idea ha funzionato, considerato le tante occasioni da gol e la mobilità in attacco che era uno dei più giganteschi nei della gestione Ferrara.
La coppia Del Piero – Diego confeziona la prima grande palla gol già al 4′ minuto, quando il capitano libera al tiro il brasiliano dal limite dell’area, che incredibilmente appoggia al portiere con una scialba conclusione centrale. La manovra bianconera dei minuti iniziali è macchinosa, ma la costante pressione dei bianconeri permette di creare comunque problemi alla Lazio, che fatica a ripartire perchè la squadra si tiene prudentemente in copertura, non accompagnando il contropiede.
La Juve invece incontra difficoltà perchè contro le squadre che si difendono occorre avere la capacità di saltare l’uomo (che noi non abbiamo), oppure saper giocare la palla in velocità , di prima intenzione; i bianconeri riescono a farlo raramente), se non per iniziative singole come quelle che portano Del Piero a sfiorare l’incrocio da posizione molto angolata, e a Diego di tirare stavolta in modo decisamente più pericoloso di prima (tiro comunque parato dal portiere.
La prima azione corale pericolosa viene innescata intorno alla mezzora da un colpo di tacco di Sissoko che serve la palla a Del Piero in area, che pur scivolando riesce a passare il pallone con un altro colpo di tacco verso Diego, anticipato con un intervento al limite della regolarità . La supremazia territoriale della squadra di Zac è netta, ma la Lazio cerca di beffare i padroni di casa con un tiro lento ma angolatissimo che costringe Manninger a distendersi in tutta la sua lunghezza.
Ultima occasione del primo tempo per Candreva, che spara alto dal limite dell’area, nonostante avesse tutto il tempo di prendere la mira per calciare in porta. Quarantacinque minuti di buona Juve nella prima frazione, anche se la Lazio non ha osato impensierire la nostra retroguardia come le sarebbe convenuto, visto il periodo. L’avvio di ripresa, vede un Diego particolarmente ispirato, che prima coglie il palo esterno dopo un dribbling al limite dell’area, poi guadagna un’ottima punizione dal limite dopo essere stato steso in un veloce gioco di gambe che lo avrebbe liberato nuovamente al tiro. Alex però non è ancora in condizioni ottimali e non riesce a monetizzare l’occasione, sciupando anche il tiro seguente dal vertice dell’area di rigore.
Una Juve che non gioca un calcio spumeggiante, ma che attacca tantissimo sfruttando diverse soluzioni, dalla spinta di De Ceglie alla vivacità di Diego, dalle conclusioni di Candreva alle preziose sponde di Amauri, che sembra rigenerato nel giro di tre giorni. Il “premio” per il tanto lavoro svolto, arriva intorno al 70′, quando l’arbitro fischia un rigore inesistente su Del Piero, che batte in modo impeccabile e porta in vantaggio la Juventus: uno a zero per noi.
Le squadre si riorganizzano, ma mentre la Lazio inserisce Rocchi per esigenze tattiche, Zaccheroni deve mettere Caceres al posto di Felipe Melo infortunato. Il modulo a tre punti premia il coraggio di Ballardini, perchè i suoi uomini riescono subito a riequilibrare la partita con il tiro di Mauri pescato benissimo in area da Zarate. Pareggio biancoazzuro.
La Juve smarrisce la sua verve, pur non rinunciando a spingere in avanti, chiaro sintomo che la mentalità pare effettivamente aver ricevuto una spinta nella giusta direzione. Zaccheroni inserisce Paolucci al posto di Del Piero ma il risultato non cambia. L’esordio di Zac è vincente solo ai punti, anche se va considerato che la Juve avrebbe meritato di più, pur avendo usufruito di un rigore praticamente regalato. Questo risultato infatti non giova alla classifica, ma è un punto di partenza su cui costruire una squadra “normale”.
In definitiva, fischi finale arrivavano a Ciro, fischi finali sono arrivati per Alberto.








Iscriviti per essere sempre aggiornato!