Juventus – Palermo 0-2. La Juve ritorna sulla terra.
Era una partita “tranquilla” fino a quando la Juve ha cercato di attaccare, come quando si sveglia o si ferisce un animale feroce. Il punto è che il Palermo non è un “animale feroce”, e Miccoli non è Lionel Messi; la fragilità della squadra di Zaccheroni è a tratti imbarazzante, anche se in queste settimane si è sempre sottolineato come i bianconeri fossero creciuti sotto la nuova gestione. Ebbene, se il Palermo è stato un “animale ferito”, la Juve è stata un animale moribondo che stenta persino a sorreggersi sulle gambe. Troppi elogi in queste settimane hanno distolto i tifosi dalla cruda realtà; uscire dal tunnel così troppo presto era forse più una speranza che una realtà. La Juve deve vivere giorno per giorno, senza pensare se ha vinto o perso nelle ultime gare, ma entrando in campo pensando sempre che quella è la partita da vincere, e le altre, per il momento, non contano nulla. Questa è una squadra che può fare discretamente per tre o quattro incontri, ma cadere da un momento all’altro nei soliti (gravi) errori.
La Juve si presenta fiduciosa e rilassata alla gara, e al 5′ la ha già occasione di tirare in porta con Diego, che inspiegabilmente rinuncia alla conclusione allargando il gioco sulla destra, vanificando così una buona opportunità da fuori area in posizione centrale. Il Palermo si ravvede immediatamente sul suo atteggiamento tattico e si barrica in un gioco piuttosto rinuncitario ma molto ordinato. La conseguenza è l’inizio di un monologo che vede la Juve impegnata a scardinare la difesa palermitana che talvolta consta di undici uomini dietro la linea della palla. I bianconeri faticano a creare gioco e occasioni, visto che la nostra squadra non sa giocare in velocità e non ha calciatori dallo strapotere fisico o tecnico così grande da poter creare opportunità indipendentemente dal gioco di squadra (Maicon, Ronaldinho, Totti, sono alcuni esempi).
Le palle da fermo invece sono delle buone opportunità che la Juve ha sempre cercato di sfruttare, grazie anche alle numerose torri che può vantare la formazione di Zaccheroni. Infatti è Trezeguet che riesce ad essere pericoloso girando di testa un discreto cross di Chiellini, senza però centrare la porta. Siamo al 23′ e i nostri non riescono ad alzare il ritmo gara e a premere sull’accelleratore; nonostante siano in campo sia Diego che Del Piero, è la velocità di Candreva ad animare saltuariamente il gioco bianconero, quando riesce a saltare l’uomo e a creare quel minimo di scompiglio tra le file rosanero.
Al 30′ una bella azione corale juventina porta la palla a Diego che, come accade quasi sempre, tira in modo debole e centrale. Le occasioni faticano ad arrivare, ma la beffa ci sfiora allo scadere del primo tempo, quando Nocerino viene pescato completamente solo in mezzo all’area, ma l’incredulità di essere in posizione irregolare lo blocca sul posto senza che riesca a trovare la deviazione vincente. Squadre negli spogliatoi, ma serve una scossa!
Il secondo avvio fa sperare i tifosi che la Juve rientri con ben altro piglio, poichè subito Sissoko spara verso la porta a conclusione di una buona manovra dei nostri. Ma la maggiore iniziativa in attacco porta i bianconeri a subire un paio di contropiedi davvero pericolosi! manninger si salva da campione sulla conclusione di Pastore, un giocatore che a detta di Zamparini vale 40 milioni di euro più Diego…..
Non avrà questo valore Miccoli, che però si mostra decisamente più “grande” di Pastore, quando riceve un passaggio al limite dell’are, si gira e piazza la palla all’incrocio dei pali: uno a zero per il Palermo. Grande gol di Miccoli che viene lasciato libero di girarsi e prendere la mira, ma che piazza una conclusione perfetta su cui Manninger non può nulla.
La reazione bianconera non si attende, e anzi è Cannavaro a segnare in mischia il pareggio, ma l’arbitro annulla per un giusto fuorigioco di Trezeguet. Ci prova Chiellini poco dopo concludendo di poco a lato, ma è il Palermo ad essere molto più convincente in avanti, grazie a Cavani che al 30′ grazia letteralmente Manninger calciando alto. Siamo al rush finale e Zaccheroni sostituisce De Ceglie e Del Piero per Grosso e Paolucci.
Peccato che il mister non abbia cambiato Grygera, autore di una partita incolore fino a questo momento, ma disatrosa da qui in poi: il suo retropassaggio alla cieca (senza riferirmi alla sua nazionalità), smarca Budan davanti a Manninger che tenta un’uscita disperata verso il giocatore palermitano, bravo ad aggirarlo e ad entrare in porta col pallone. Due a zero per gli ospiti e partita sostanzialmente finita.
Nel finale, sostituzione anche per Diego (rilevato da Zebina), che raccoglie i fischi del pubblico e reagisce a Cannavaro che lo esorta ad uscire dal campo più celermente. Fischi per Diego, fischi per Grosso che sbaglia uno stop, fischi per Cannavaro, fischi per tutta la Juve che esce dal campo. Insomma, tutto come ai tempi di Ciro.









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