Archivio per febbraio 2010

Juventus – Palermo 0-2. La Juve ritorna sulla terra.

feb282010

 

 

 

 

 

 

 

Era una partita “tranquilla” fino a quando la Juve ha cercato di attaccare, come quando si sveglia o si ferisce un animale feroce. Il punto è che il Palermo non è un “animale feroce”, e Miccoli non è Lionel Messi; la fragilità della squadra di Zaccheroni è a tratti imbarazzante, anche se in queste settimane si è sempre sottolineato come i bianconeri fossero creciuti sotto la nuova gestione. Ebbene, se il Palermo è stato un “animale ferito”, la Juve è stata un animale moribondo che stenta persino a sorreggersi sulle gambe. Troppi elogi in queste settimane hanno distolto i tifosi dalla cruda realtà; uscire dal tunnel così troppo presto era forse più una speranza che una realtà. La Juve deve vivere giorno per giorno, senza pensare se ha vinto o perso nelle ultime gare, ma entrando in campo pensando sempre che quella è la partita da vincere, e le altre, per il momento, non contano nulla. Questa è una squadra che può fare discretamente per tre o quattro incontri, ma cadere da un momento all’altro nei soliti (gravi) errori.

La Juve si presenta fiduciosa e rilassata alla gara, e al 5′ la ha già occasione di tirare in porta con Diego, che inspiegabilmente rinuncia alla conclusione allargando il gioco sulla destra, vanificando così una buona opportunità da fuori area in posizione centrale. Il Palermo si ravvede immediatamente sul suo atteggiamento tattico e si barrica in un gioco piuttosto rinuncitario ma molto ordinato. La conseguenza è l’inizio di un monologo che vede la Juve impegnata a scardinare la difesa palermitana che talvolta consta di undici uomini dietro la linea della palla. I bianconeri faticano a creare gioco e occasioni, visto che la nostra squadra non sa giocare in velocità e non ha calciatori dallo strapotere fisico o tecnico così grande da poter creare opportunità indipendentemente dal gioco di squadra (Maicon, Ronaldinho, Totti, sono alcuni esempi).

Le palle da fermo invece sono delle buone opportunità che la Juve ha sempre cercato di sfruttare, grazie anche alle numerose torri che può vantare la formazione di Zaccheroni. Infatti è Trezeguet che riesce ad essere pericoloso girando di testa un discreto cross di Chiellini, senza però centrare la porta. Siamo al 23′ e i nostri non riescono ad alzare il ritmo gara e a premere sull’accelleratore; nonostante siano in campo sia Diego che Del Piero, è la velocità di Candreva ad animare saltuariamente il gioco bianconero, quando riesce a saltare l’uomo e a creare quel minimo di scompiglio tra le file rosanero.

Al 30′ una bella azione corale juventina porta la palla a Diego che, come accade quasi sempre, tira in modo debole e centrale. Le occasioni faticano ad arrivare, ma la beffa ci sfiora allo scadere del primo tempo, quando Nocerino viene pescato completamente solo in mezzo all’area, ma l’incredulità di essere in posizione irregolare lo blocca sul posto senza che riesca a trovare la deviazione vincente. Squadre negli spogliatoi, ma serve una scossa!

Il secondo avvio fa sperare i tifosi che la Juve rientri con ben altro piglio, poichè subito Sissoko spara verso la porta a conclusione di una buona manovra dei nostri. Ma la maggiore iniziativa in attacco porta i bianconeri a subire un paio di contropiedi davvero pericolosi! manninger si salva da campione sulla conclusione di Pastore, un giocatore che a detta di Zamparini vale 40 milioni di euro più Diego…..

Non avrà questo valore Miccoli, che però si mostra decisamente più “grande” di Pastore, quando riceve un passaggio al limite dell’are, si gira e piazza la palla all’incrocio dei pali: uno a zero per il Palermo. Grande gol di Miccoli che viene lasciato libero di girarsi e prendere la mira, ma che piazza una conclusione perfetta su cui Manninger non può nulla.

La reazione bianconera non si attende, e anzi è Cannavaro a segnare in mischia il pareggio, ma l’arbitro annulla per un giusto fuorigioco di Trezeguet. Ci prova Chiellini poco dopo concludendo di poco a lato, ma è il Palermo ad essere molto più convincente in avanti, grazie a Cavani che al 30′ grazia letteralmente Manninger calciando alto. Siamo al rush finale e Zaccheroni sostituisce De Ceglie e Del Piero per Grosso e Paolucci.

Peccato che il mister non abbia cambiato Grygera, autore di una partita incolore fino a questo momento, ma disatrosa da qui in poi: il suo retropassaggio alla cieca (senza riferirmi alla sua nazionalità), smarca Budan davanti a Manninger che tenta un’uscita disperata verso il giocatore palermitano, bravo ad aggirarlo e ad entrare in porta col pallone. Due a zero per gli ospiti e partita sostanzialmente finita.

Nel finale, sostituzione anche per Diego (rilevato da Zebina), che raccoglie i fischi del pubblico e reagisce a Cannavaro che lo esorta ad uscire dal campo più celermente. Fischi per Diego, fischi per Grosso che sbaglia uno stop, fischi per Cannavaro, fischi per tutta la Juve che esce dal campo. Insomma, tutto come ai tempi di Ciro.

Le pagelle di Juventus – Ajax.

feb262010

Manninger 5,5: non troppo impegnato dagli attaccanti avversari, eppure due imprecisioni rischiano di costarci grosso.
De Ceglie 6: serata piuttosto tranquilla per lui che pensa molto alla fase difensiva riuscendo a risultare incisivo nelle coperture.
Chiellini 6,5: preziosissimo in un paio di chiusure, riesce anche a farsi vedere in attacco sfiorando il gol. Offre la solita solidissima prestazione.
Legrottaglie 6,5: come Chiellini sfiora la rete a poco oltre la metà del primo tempo e si comporta bene in difesa, non facendo passare gli attaccanti avversari.
Grygera 6: non risulta molto impagnato, tuttavia copre bene la sua fascia e svolge il suo compito con diligenza, riuscendo a non farsi quasi mai superare.
Sissoko 7: regge molto bene l’onda d’urto degli olandesi e domina da solo il centrocampo, creando una diga insuperabile. Sua l’occasione più nitida della partita con un clamoroso palo che lascia l’amaro in bocca a tutto il popolo juventino.
Felipe Melo 5,5: risulta molto spaesato in mezzo al campo e del tutto anonimo per tutta la durata del match, fino a quando si becca un’ammonizione per un intervento scorretto.
Marchisio 6: parte bene con un tiro pericoloso, ma come spesso gli accade in questo periodo cala con l’andare della partita e si estranea dalla contesa.
Diego 5,5: ben ingabbiato dalla difesa dei lanceri fatica a creare gioco, anche se la buona volontà ce la mette tutta.
Camoranesi n.g.: graduale rientro per lui, che risulterà fondamentale per il proseguo della stagione.
Amauri n.g.: esce dopo pochi minuti per infortunio.
Trezeguet 6: il transalpino è apparso pimpante e recuperato, rendendosi pericoloso in alcune occasioni e molto abile nei suoi consueti movimenti all’interno dell’area.
Del Piero 5,5: non ha brillato il capitano, faticando ad entrare in partita e a rendersi pericoloso. La non positiva serata di Diego ha anche contribuito alla sua non brillante prestazione, infatti il dialogo tra le due stelle della squadra è stato sporadico e discontinuo.
Candreva n.g.: entra solo per pochi minuti.

Juventus – Ajax 0-0. Col minimo sforzo.

feb252010

Zaccheroni si è definito in settimana “la persona più serena di questo mondo”, e forse questa tranquillità è la chiave dei risultati che iniziano ad arrivare. Nessuna soluzione tattica particolare, solo fiducia in sè stessi e serenità, che si trovano poi nella miglior circolazione di palla e nella più fluida trama di gioco. Oppure, se guardiamo a stasera, la calma può essere solo frutto del risultato dell’andata, che obbliga l’Ajax a segnare almeno due volte (senza subire gol) per passare il turno.

Dai primi minuti si capisce che sarà una partita molto aperta: Marchisio conclude già al secondo minuto verso la porta olandese (su velo di Diego), mentre l’Ajax tiene in forte apprensione la nostra retroguardia con il suo gioco sul filo dell’offside. Ma al 10′ i bianconeri sono già costretti al primo cambio, quando Amauri deve uscire per un infortunio muscolare lasciando il posto a Trezeguet. Nulla di invariato dal punto di vista tattico, se non che il francese ha bisogno di giocare più in profondità, sul lancio, mentre Amauri aveva necessità di ricevere la palla sui piedi per poterla poi giocare.

La Juve si sistema meglio in campo rispetto ai primi minuti, stabilendosi nella metà campo avversaria senza faticare più di tanto a mantenere questa conquista territoriale. Sissoko colpisce un palo clamoroso colpendo di testa su calcio d’angolo, dando il via ad una serie di grosse occasioni bianconere, intervallate solamente da un brivido regalatoci da Manninger a cui sfugge il pallone su un calcio d’angolo dei lanceri.

Chiellini e Legrottaglie di testa sfiorano letteralmente il gol intorno alla mezzora, dimostrando uno strapotere juventino sulle palle alte, che in questi tratti appare addirittura imbarazzante per gli ospiti, se contiamo anche il palo di Sissoko. Prima dell’intervallo grande azione di Diego che si libera di un avversario al limite dell’area ma viene rimpallato al momento di battere a rete. Juve che chiude la prima frazione meritando il vantaggio, anche se i meriti dei nostri si devono raffrontare con i demeriti dell’Ajax che dopo il primo quarto d’ora non ha mai insidiato la nostra porta. Atteggiamento rinunciatario Assolutamente inspiegaile per i lanceri, che devono aver preso alla lettera le raccomandazioni del proprio allenatore, nel non farsi prendere dalla frenesia per rimontare il risultato, offrendo poi il fianco al contropiede.

Decisamente di altra matrice l’inizio del secondo tempo, quando gli olandesi capiscono che devono iniziare a spingere se vogliono iniziare la loro rimonta. Due occasioni da gol (di testa e da fuori area), aumentano la fiducia dei lanceri nei propri confonti, che prendono in mano le redini del gioco impedendo ai nostri di giocare, grazie anche ad una ferrea marcatura su Diego che blocca la nostra sorgente di gioco.

Cartellino giallo per Felipe Melo che non ha ancora capito cosa vuol dire giocare con intelligenza piuttosto che da troglodita, mentre Camoranesi rileva Diego per gli ultimi venti minuti che permettono al brasiliano di rifiatare e all’oriundo di mettere nelle gambe un minutaggio sempre più crescente; centrocampo a quattro con licenza di suggerire per il nostro esterno destro. La Juve guadagna in possesso palla e l’Ajax molla a poco a poco la presa, perdendo la verve dei primi minuti del secondo tempo e agevolando i bianconeri nel disimpegno.

Anzi, dopo l’uscita di Del Piero (che lascia il posto a Candreva), è addirittura Trezeguet ad avere sulla testa l’occasione più ghiotta (per la Juve) della seconda frazione, ma la posizione defilata non permette al francese di mettere la firma in questa gara. Ultimo brivido al 91′ quando Emanuelson sfiora il palo con una gran conclusione, ma non c’è davvero più tempo per i lanceri: bianconeri qualificati!

E ora avanti col Fulham, ma non sarà come l’Ajax.

Il commento alla 25a giornata di campionato.

feb222010

Qualcuno fermi Mourinho! Non si tratta dell’ennesima speranza di riaprire il campionato, ma è l’esclamazione che sottolinea nuovamente quanto il tecnico portoghese sia uscito ancora dal seminato con le sue esternazioni. Stavolta abbiamo visto i segni delle manette ai polsi, indirizzate verso il direttore di gara, reo di aver espulso giustamente due giocatori interisti. Ma se durante la partita i nervi sono sempre a fior di pelle, sicuramente non trovano giustificazioni le dichiarazioni rilasciate giorni prima sull’area di rigore juventina, sui soldi di De Laurentiis, su Mazzarri, sulla Roma, ecc… Un vero secondo lavoro quello del tecnico portoghese, che sembra informato sempre su tutto prima di sparare a zero le sue sentenze. Sicuramente lo stile è un’altra cosa, e lo sta capendo anche Moratti che a fine Inter – Sampdoria ha ritenuto il caso di tappare la bocca a tutto lo staff, e sopratutto al tecnico che avrebbe potuto parlare a nome di tutta la squadra. E’ stato un peccato non riuscire a sentire dalla sua diretta voce che se l’Inter non ha vinto è solo per colpa dell’arbitro, e non di Eto’o che si è mangiato un gol colossale. Ma comunque ognuno di noi può immaginarsi il discorso di Mourinho con le parole che vuole, perchè il concetto rimane sempre lo stesso.

Allenatori sotto i riflettori questa settimana anche sulla sponda rossonera di Milano. Leonardo si è dovuto sorbire l’ennesimo intervento del Premier a “reti unificate” che commentava l’operato del suo tecnico. Giusta e corretta la puntualizzazione di Leonardo che non ci ha messo molto a chiarire di non essere il burattino di nessuno, e che all’occorrenza può togliere il disturbo senza creare nessun problema. Intanto però la sua squadra espugna il difficile San Nicola di Bari, grazie ai gol di Pato e Borriello (sempre più trascinatore) continuando la corsa al secondo posto in classifica, dove siede già da qualche domenica la Roma di Ranieri.

Solo uno a zero il risultato a favore dei giallorossi, che a furia di vincere con un gol di scarto assomigliano sempre di più alle squadre di Capello: poco spettacolari ma molto concrete. Mister Ranieri non è sotto i riflettori per questioni polemiche, anzi, sicuramente è un candidato importante alla vittoria della Panchina d’Oro, il prestigioso trofeo che premia il miglior allenatore della stagione. Darlo a Mourinho sarebbe troppo facile, e in passato esistono già precedenti assegnazioni a favore di tecnici non vincitori del titolo nazionale. Staremo a vedere.

E staremo a vedere anche la fine di Zaccheroni (di cui si fa un gran parlar ben), visto che a quanto pare è trapelata la scelta della società bianconera di non rinnovare in ogni caso l’accordo col mister, segno evidente di un progetto ben chiaro da parte di Blanc, Secco e Bettega. Posto che Benitez e Hiddink non arriveranno mai per obblighi contrattuali recentemente ribaditi, i nostri dirigenti dovranno prendersi una grande responsabilità per cacciare un allenatore che magari avrà fatto bene in questi mesi, senza sapere se questo Mister X riesca poi a fare meglio. Intanto la Juve vince, non convince, ma fa punti. E l’Europa League è alla nostra portata.

Le pagelle di Bologna – Juventus.

feb222010

Buffon 6,5: si conferma sui suoi abituali livelli, salvando la sua porta in un paio di occasioni critiche. La rinascita della squadra sta passando dalle sue preziose mani.
Legrottaglie 5,5: riesce sempre a mettere una pezza sulle azioni offensive degli avversari, nonostante sia isolato al centro della difesa. Alla squadra sta giovando il fatto che gli attaccanti avversari siano poco precisi, altrimenti la posizione di Nicola si aggraverebbe e avrebbe maggiori responsabilità per gli eventuali risultati negativi.
Chiellini 6: fisicamente sempre in forma, riesce ad arginare le sortite offensive degli attaccanti rossoblu, anche se fatica molto sulle sovrapposizioni che portano la squadra di Colomba a creare ripetute occasioni pericolose.
Grygera 5,5: prova opaca del terzino ceco, che fatica molto in copertura non riuscendo a risultare decisivo. La sua prestazione anonima lascia ampi spazi al Bologna per affondare tra le maglie della difesa bianconera. De Ceglie 5: anche lui non è molto a suo agio nella partita odierna, poiché fatica ad affondare sulla sinistra e a dialogare con i compagni. È anche molto distratto in fase difensiva, ad esempio quando si fa sorprendere da Buscè, in occasione del gol del momentaneo 1-1.
Marchisio 6: parte molto bene, risultando intraprendente in mezzo al campo grazie ad un paio di iniziative personali. Col proseguo dell’incontro si ridimensiona fino ad essere sostituito.
Sissoko 6: dà tanta sostanza e solidità alla squadra, recuperando molti palloni e compiendo la sua consueta funzione di diga davanti alla difesa, che permette alla banda di Zac di portare a casa un altro successo.
Felipe Melo 6,5: la sua condizione sta crescendo di partita in partita, infatti sembra quello d’inizio stagione che lotta su ogni pallone e dà man forte alla difesa, rilanciando con puntualità le azioni offensive. Va anche in rete, ma l’arbitro annulla. Questa prova convincente deve fornire da spunto per il proseguo della stagione, che potrà riservare soddisfazioni se il brasiliano giocherà come sa.
Salihamidzic 6: fa il suo dovere e combatte come un guerriero su ogni pallone, svolgendo un preziosissimo ruolo per la squadra. Si presenta anche in zona gol, ma non è fortunato.
Diego 6,5: conferma la vivacità delle ultime uscite andando subito in rete e colpendo un palo poco dopo. Quando la difesa avversaria adotta le contromisure, soffre un po’ la pressione bolognese, ma si destreggia bene. Viene sostituito da Candreva. Non è ancora stratosferico e irresistibile, tuttavia la strada imboccata dall’asso brasiliano per risultare decisivo è quella giusta.
Candreva 7: ha il grande merito di essere il match-winner, poiché si comporta molto bene in un ruolo non suo. I suoi inserimenti sono letali per la difesa del Bologna, come in occasione del gol che regala altri tre punti alla Juventus.
Del Piero 6,5: è necessario ripetere che se il capitano sta bene, la Juve vince. Alex sfodera un’altra buona prestazione gestendo il pallone con sapienza e maestria e saltellando da una parte all’altra della difesa del Bologna, a dispetto dei suoi 35 anni. È di nuovo uomo-assist in occasione della rete di Candreva. Si becca i fischi e risponde sul campo.
Camoranesi n.g.: un rientro positivo per il futuro della squadra.
Amauri 6: meno decisivo rispetto alle scorse partite, lotta comunque su ogni pallone che gli arriva e ha il grande merito di tenere alto il baricentro della squadra e fornire buoni palloni ai suoi compagni di reparto.

Bologna – Juventus 1-2. Socmel, altri tre punti!

feb212010

 

 

 

 

 

 

 

Beh, se l’obiettivo dichiarato di Zaccheroni era quello di iniziare a fare punti il più presto possibile, allora possiamo già parlare di una prima missione compiuta. Tre vittorie in una settimana, con due pareggi alle spalle, possono essere un bottino che tutti i tifosi juventini avrebbero sottoscritto il giorno della presentazione del nuovo tecnico. D’altro canto, lui stesso ha sempre dichiarato che non c’erano i tempi materiali per fare un lavoro di ricostruzione tecnico – tattica, ma semplicemente bisognava guardare al pratico per poter uscire dalle sabbie mobili della gestione Ferrara. Avremo anche ricevuto qualche aiuto dalla buona sorte, ma l’atteggiamento della squadra è diverso, molto più coraggioso e propositivo nell’affrontare la gara, molto più organizzata e armoniosa la manovra. Anche se, lo abbiamo detto o lo ripeteremo sempre, questi giudizi sono espressi sulla base delle potenzialità attuali della Juventus, non di certo valutando una squadra che in teoria avrebbe dovuto lottare per il titolo, e di cui adesso bisognerebbe solo parlar male.

Il Bologna attendeva la Juve per raggranellare qualche punto, mentre i tifosi rossoblù attendevano i bianconeri per fischiare Del Piero, come se avesse assegnato lui il rigore fuori area (moviola in campo, aiutaci tu!), ma i piani di Colomba & C. vengono mandati all’aria già al 4′ minuto, quando i tiri di Diego prima e Amauri poi vengono ribattuti dalla difesa bolognese, la quale non può nulla sul ritorno del nostro fantasista a ribadire in rete: uno a zero per noi!

Partenza fulminea per i bianconeri, che possono giocare la partita con più coraggio. Il basso ritmo gara aiuta sicuramente la nostra squadra, che riesce a controllare la partita senza grosse difficoltà, infatti in assenza di grosse occasioni da rete, sono i temi tattici a creare qualche spunto di riflessione: la Juve preferisce rimanere guardinga cercando di colpire nelle ripartenze, mentre il Bologna capisce che il trucco per battere la difesa a tre è quello di giocare sulle fasce per allargare le maglie tessute dei difensori centrali. I bianconeri escono dal loro torpore quando Marchisio tira in porta e sulla ribattuta arriva ancora Diego a ribadire in rete, ma c’è sulo l’illusione del gol perchè è il palo a negare il raddoppio juventino; protagonista ancora un legno subito dopo, che ferma la punizione di Adailton calciata benissimo e imprendibile pure per Buffon; ma non c’è più tempo per giocare il primo tempo.

Fortunatamente la seconda frazione di gioco è di ben altro spessore, anche se il merito di questa svolta ricade sulla rete del pareggio bolognese, maturata da un cross di Adailton che percorre tutta l’area finendo per sbattere sul palo dove arriva l’accorrente Buscè a depositare in rete: pareggio rossoblù. A questo punto Zaccheroni toglie lo spento Marchisio per Sissoko, e subito dopo anche Diego lascia il posto a Candreva. Un doppio cambio che ridisegna la squadra senza un fantasista di ruolo, anche se Candreva è quello che tra tutti ha l’obbligo e le caratteristiche per appoggiare il gioco d’attacco con gli inserimenti da dietro. Sarà questa una chiave importante.

Al 17′ un impreciso intervento difensivo di Chiellini permette a Zalayeta di arpionare un pallone nella nostra area di rigore, servendo di tacco l’accorrente Gimenez che incredibilmente a porta vuota centra nuovamente il palo. Azione veloce quanto precisa che coglie di sorpresa la nostra retroguardia ancora colpevole di grosse ingenuità, pur con uomini importanti come Chiellini.

Il Bologna preme sulle ali dell’entusiasmo e Portanova in rovesciata si avvicina ancora al raddoppio. Ma nel miglior momento dei padroni di casa è invece Candreva a trafiggere il portiere finalizzando un perfetto movimento di Del Piero e il successivo assist smarcante al neo acquisto juventino. Vantaggio bianconero e grande Alex che continua a crescere di partita in partita. Che stia entrando in forma adesso?

Anche Candreva comincia ad inserirsi sempre meglio nei meccanismi della squadra, e al 34′ si avvicina di parecchio alla sua prima doppietta, ma il portiere intuisce la sua conclusione a tu per tu. Esce Del Piero per il rientrante Camoranesi, giusto il tempo di apprezzare il suo possesso palla che permette ai nostri di recuperare qualche fallo importante. E proprio per un brutto fallo su Felipe Melo, nel finale viene espulso Raggi per un intervento da tergo molto plateale.

Partita finita e Juve che torna al quarto posto in classifica. Del Piero e Zac…. chi l’avrebbe detto?

Le pagelle di Ajax – Juventus.

feb192010

Buffon 7: si riscatta dall’errore commesso contro il Genoa salvando la porta bianconera in un paio di occasioni, che avrebbero potuto fruttare reti al passivo. È difficile che sbagli due partite consecutive e come sempre non tradisce le aspettative.
Legrottaglie 6: è un po’ troppo solo al centro della difesa, perciò non sempre riesce ad arginare gli avversari trovandosi in inferiorità, tuttavia spesso se la cava con grande esperienza e riesce a traghettare la difesa indenne dopo il primo gol.
Chiellini 6: anche lui fatica molto, non riuscendo a coprire sulle scorribande degli attaccanti avversari che spesso arrivano alla conclusione. La sua classe però riesce a mettere una pezza salvando una serie di situazioni veramente complicate.
Zebina 5: a differenza dei compagni di reparto, è spesso in ritardo e non riesce a coprire sugli attaccanti avversari che affondano con continuità dalla sua parte mettendo in grossa difficoltà tutta la squadra, che deve ritenersi molto fortunata ad aver subito solo un gol. Viene sostituito al termine del primo tempo.
Grygera 6: compie una maggiore copertura rispetto a Zebina, infatti i lancieri arrivano con minore frequenza al tiro nella seconda frazione, tuttavia non appare a suo agio contro la sua ex squadra e forse soffre un po’ l’emozione, comunque regge bene il confronto coi suoi ex compagni.
De Ceglie 6,5: fa un ottimo lavoro sulla fascia sinistra, spingendo con regolarità e offrendo preziosi sbocchi alla manovra bianconera. Suo il bellissimo cross per il pareggio di Amauri. Una prestazione lodevole che lo inserisce sempre di più nei meccanismi di gioco della squadra, per la quale può risultare una pedina fondamentale.
Marchisio 6: non appare troppo pimpante in mezzo al campo, dovendo fare molta fase di copertura senza riuscire a dare man forte agli attaccanti, per questo la sua prestazione risulta anonima e di grande sacrificio, purtroppo per lui senza brillantezza.
Felipe Melo 6: appare concentrato e deciso nello sbarrare la strada agli attaccanti dell’Ajax, anche se spesso lo saltano, tuttavia riesce a salvare alcune occasioni importanti e a rendersi prezioso in copertura, dando man forte ai suoi compagni ed evitando il peggio. Se c’è con la testa si rivela perno fondamentale di questa squadra.
Sissoko 6: tanto lavoro e tanta dedizione alla causa come sempre, infatti il centrocampista appare onnipresente e recupera una grande quantità di palloni, rilanciando con regolarità la manovra bianconera a cui lui stesso dà sostegno. Qualche sbavatura di troppo che abbassa la sua prestazione.
Diego 6,5: conferma le ultime buone prestazioni, dialogando molto bene con Del Piero e creando occasioni pericolose e buoni fraseggi coi suoi compagni di squadra. Questo suo continuo progresso può fare ben sperare tutto l’ambiente per quanto riguarda il futuro.
Trezeguet n.g.: si rivede in campo l’attaccante francese, un ottimo “acquisto” per il futuro
Del Piero 7: ribadisce il suo eccellente momento di forma, offrendo tocchi preziosi e buon dialogo coi compagni del reparto offensivo, che lo vede ancora come leader assoluto e indiscusso. Pregevole la giocata sul filo dell’out, con cui ha ubriacato mezza difesa avversaria in occasione della rete del pareggio di Amauri.
Amauri 8: sua la doppietta che ha permesso alla squadra di ottenere questa preziosa vittoria. Si conferma un giocatore di striscia e appare totalmente sbloccato, infatti aggiunge altri due bellissimi colpi di testa a quello di domenica. Se riuscirà a continuare con questa vena e a dare profondità alla squadra, il futuro sarà roseo.
Salihamidzic 5: resta in campo pochissimo, quel tanto che basta per beccarsi un cartellino rosso e macchiare così la sua prova.

Ajax – Juventus 1-2. Trasportati dal vento d’Europa (League).

feb192010

 

 

 

 

 

 

 

Non possiamo senza dubbio dire che Juventus – Ajax sia stata una bella partita dal punto di vista tecnico, ma vedere vincere la nostra squadra in trasferta in campo internazionale (e per di più in questo periodo), è sempre qualcosa di assolutamente esaltante! Due gol del ritrovato Amauri (ritrovato almeno per il gol), che fanno gridare all’incredibile. Che il vento sia davvero cambiato con Zaccheroni? Il mister a sorpresa scende in campo preferendo schierare quattro difensori in linea anzichè la nuova difesa a tre, con cinque difensori di ruolo in campo. Zebina e De Ceglie controllano le fasce, mentre in mezzo Legrottaglie e Chiellini comandano la difesa. A centrocampo finalmente si vedono insieme Felipe Melo, Sissoko e Marchisio, (il trio delle meraviglie che avrebbe dovuto farci sognare quest’anno), a tamponare le avanzate olandesi, mentre Diego, Del Piero e Amauri hanno il compito di gonfiare la rete dell’Amsterdam Arena.

Dicevamo di una partita poco valida dal punto di vista tecnico, che già nei primi minuti vede molti errori elementari da parte delle due squadre, non imputabili ovviamente alla stanchezza di gioco. E’ l’Ajax che inizia in avanti, procurandosi un paio di occasioni pericolose, fino al quarto d’ora quando Del Piero perde palla nella metà campo avversaria innescando il micidiale contropiede finalizzato da Sulejmani con un perfetto diagonale che batte Buffon: uno a zero per i padroni di casa e partita che si mette subito in salita.

Ma la Juve non rimane a guardare: ci provano di testa Chiellini prima ed Amauri poi, ma i tentativi falliscono. Anche Diego si rende protagonista di una bella conclusione, purtroppo deviata in angolo dal portiere. La Juve per pareggiare ci mette esattamente gli stessi minuti impiegati dai lanceri per passare in vantaggio: cross di De Ceglie da sinistra e Amauri di testa non perdona. Pareggio bianconero con l’uomo più contestato dell’attacco juventino, che conferma il miglioramento dal punto di vista realizzativo sotto la cura Zaccheroni.

Gli olandesi tentano di colpire a caldo la Juve ma Chiellini e Melo sono bravi a salvare situazioni pericolose su Suarez e Anderweidel. Gli attacchi della’Ajax sono veloci e mettono in seria difficoltà la nostra retroguardia, incapace di gestire le sfuriate avversarie, anche per via della poca forma di Zebina, che non ripaga la fiducia di Zaccheroni. I bianconeri riescono a finire la prima frazione in pareggio, pur dimostrando una certa inferiorità sul piano del gioco e del dinamismo. La punizione finale di Del Piero avrebbo potuto essere sfruttata meglio, ma quest’anno il capitano non ne vuole sapere di realizzare quelli che fino a poco tempo fa erano dei “rigori da fuori area“.

Le squadre rientrano in campo con Grygera al posto di Zebina, sicuramente perdendo in fisicità ma guadagnando in disciplina tattica. Ciò non basta a contenere la velocità di Sulejmani, sul quale persino Diego è costretto a ripiegare beccandosi il cartellino giallo, mentre Grygera viene subito messo a dura prova. Ma forse nel momento peggiore dei bianconeri arriva il vantaggio dei nostri: discesa sulla sinistra di Pinturicchio che pennella in area un bellissimo cross dove i due centrali olandesi giocano alle belle statuine; Amauri salta indisturbato e da due passi non perdona la disattenta difesa. Due a uno per noi!

L’Ajax reagisce riprendendo la sua manovra d’attacco, in modo sempre disordinato ma pericolosissimo; la Juve ha già preso gol su palla persa dal Del Piero nel primo tempo e anche in questa fase il nostro capitano si fa soffiare un pallone da cui scaturisce un insidioso tiro da lontano verso la porta di Buffon (di poco a lato). Centro, destra, sinistra, la Juve si piega sotto le avanzate dei lanceri che vanno vicinissimi al pari con un cross che attraversa tutta l’area senza trovare la giusta deviazione, e con una conclusione ben parata da Buffon, molto attento in questa serata. Fuori Salihamidzich per Amauri, un cambio che non vuole essere un ripiegamento delle truppe, ma semplicemente un tentativo di arginare la corsa dell’Ajax con un giocatore fresco e generoso.

Altra palla persa dai nostri; stavolta è Sissoko a regalare l’occasione agli avversari che fortunatamente vengono ribattuti in angolo. Troppo disattenta la nostra squadra, che si salva incredibilmente al 78′ quando solamente il palo ci salva dal tracollo. La Juve non c’è! Sacrosanto il terzo cambio di Zaccheroni che toglie Diego per mettere Trezeguet, arretrando Del Piero rimasto in avanti a svolgere un ruolo non suo.

L’Ajax attacca con piena potenza, ma nel finale perde qualcosa in freschezza atletica. La Juve così salva un risultato importantissimo per la qualificazione e per il prosieguo della stagione, anche se è indubbia la fortuna che ci ha assistito questa sera. Positiva la ritrovata vena di Amauri e appunto il risultato finale. Per contro, ancora troppe incertezze nella retroguardia e nel filtro di centrocampo.

Il carnevale della Signora.

feb172010

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo periodo dove tengono banco le Olimpiadi, il Festival di Sanremo, le corna di Terry, e i soliti scandali di corruzione politica, noi juventini doc abbiamo altro a cui pensare. Avevamo scritto in un precedente articolo una sorta di provocazione, dal titolo: “La Juve ad un bivio: vincere o “perdere”? ”. In quello stesso scritto si portava a riflettere su quanto i pessimi risultati di quest’anno rischiavano di minare tutta la programmazione futura, andando a colpire anche la “parte buona” della società, e cioè il settore giovanile. La Primavera infatti, ha dimostrato per l’ennesima volta quanto di buono sia stato fatto dal settore giovanile in questi anni, portando alla ribalta giocatori come De Ceglie, Marchisio, Palladino, Molinaro, Criscito, Giovinco, Ariaudo e in ultimo Marrone, Yago (o Iago) Falque Silva e Immobile, le tre promesse tanto attese. La “supremazia” dei giovani bianconeri è continua da un certo numero di anni, ciò significa che siamo in presenza di una struttura che funziona, che dimostra competenza e garantisce vittorie (oltre che rifornire la prima squadra di talenti). Va sopratutto ricordato che il settore giovanile è un prodotto ereditato dalla gestione Moggi (e forse per questo perfettamente funzionante), studiato apposta per poter “sfornare” ogni anno un paio di campioncini da far debuttare in prima squadra (modello Arsenal, insomma).

Il torneo di Viareggio, così come il campionato Primavera sono gli appuntamenti importanti in cui i giovani juventini non sfigurano mai al confronto con i loro pari età. Esiste quindi la possibilità che la Juventus si fondi realmente sul un sostentamento del suo vivaio? L’Ajax che affronteremo domani sera ne è un secondo esempio. Ma prima che la Juve arrivi ad avere una squadra intera composta da prodotti del vivaio, passeranno ancora degli anni. Molinaro infatti ha deluso alla grande, Palladino è stato ”più bello che utile” (parafrasando l’Avvocato), Giovinco occupa una posizione che in Italia puoi ricoprire solo se arrivi dal Brasile, Criscito si è un po’ perso per strada, e via dicendo. Siamo leggermente in ritardo sulla tabella di marcia.

Ma quello che forse non si è ancora capito è se la società vuole puntare realmente sul vivaio, oppure se lo tiene solo per monetizzare. I tifosi della Juve, benchè ne dicano, hanno già espresso il loro parere negativo. Nessuno è disposto ad aspettare che una squadra di giovani diventi vincente. Tutti sono favorevolia dare più spazio ai giovani, salvo poi criticare la società se punta su Giovinco invece di Diego, o se promuove titolare Marchisio invece che investire su un Diarra o qualche altro grande nome. Ma così il lavoro fatto nel settore giovanile non trova la naturale continuità nel futuro, e i talenti finiscono per marcire in panchina nonostante abbiano dimostrato di saper prendere in mano una squadra (vedi Giovinco ad Empoli).

I tifosi la loro scelta l’hanno già fatta, ma la società che politica intende attuare? Noi non l’abbiamo ancora capito. I tornei di Viareggio servono solo per ampliare la bacheca dei trofei ed allietare il periodo di carnevale?

Juve, getta la maschera!

Il commento alla 24a giornata di campionato.

feb152010

I complimenti di questa domenica vanno senza dubbio ai recordmen Claudio Ranieri e Alex Del Piero. Il tecnico romano eguaglia il record di imbattibilità di Capello stabilito nella stagione 2003-2004 sempre con la squadra giallorossa. Ormai è innegabile l’eccelso lavoro svolto dall’ex tecnico bianconero, che dimostra quanto buono fosse stato anche il lavoro fatto a Torino, a dispetto dell’opinione di Blanc, di tutti noi tifosi, e della carta stampata (ricordiamo che Tuttosport titolava di liberarci da Ranieri!). Questo è il calcio.

Il nostro Del Piero invece supera Giampiero Boniperti nel computo delle gare giocate in maglia bianconera; un risultato storico e addirittura inarrivabile in un’epoca che non conosce più bandiere. E in questo grandissimo giorno, il nostro campione sfodera una prestazione (quasi) all’altezza di tutta la sua fama, guidando l’assalto alla vittoria interna con il Genoa. Vittoria che è un grande motivo di soddisfazione per il carattere espresso dalla formazione di Zaccheroni, anche se la partita è stata vinta grazie ad un generoso rigore concesso dall’arbitro Mazzoleni. Tre punti vitali per rimanere agganciati al treno Champions League, che non si ferma a nessuna stazione e corre dritto verso la meta finale. Roma, Milan e Sampdoria vincono sempre o quasi, e per i bianconeri sarà durissima riuscire a qualificarsi, anche se con Zaccheroni ci sono stati miglioramenti sotto ogni punto di vista.

Quando l’Inter avrebbe “dovuto” vincere per darci una mano, ecco che viene fermata sul pareggio dal Napoli, così che i partenopei guadagnano un punto in classifica sui bianconeri. Da qui si può capire la compattezza della squadra allenata da Mazzarri, che non è più una meteora come si pensava all’inizio della sua ascesa. Partita emozionante quella del San Paolo, che ha entusiasmato anche gli osservatori neutrali alle due squadre. Sebbene tra i nerazzurri e i giallorossi ci siano attualmente “solo” sette punti di distacco, appare ancora presto per parlare di campionato riaperto, anche se effettivamente la speranza che la squadra di Mourinho possa perderlo, è davvero ghiotta.