Archivio per marzo 2010

Il commento alla 31esima giornata di campionato.

mar282010

“Clamoroso al Cibali” avevamo detto in concomitanza della sconfitta dell’Inter a Catania, ma con gli occhi di poi e guardando tutto il girone di ritorno, sono parecchie le partite in cui la squadra di Mourinho ha palesato difficoltà e stanchezza psicologica più che fisica. Perdere a Roma ci sta, ma Mourinho non l’ha presa bene, scappando dentro il pullman della squadra senza rilasciare dichiarazioni, probabilmente perchè sicuro che gli avrebbero chiesto qualcosa su Balotelli, e lui non si sarebbe potuto trincerare dietro la gloria di una vittoria (scusate la rima). La partita con i giallorossi è stata strana: grandissimo primo tempo della Roma, poi, dopo il pareggio interista, quando i giallorossi erano in ginocchio e sembrava dovvessero capitolare da un momento all’altro, ecco ancora un nuovo allungo dei padroni di casa. Adesso sì che il campionato è davvero interessante! Gli uomini di Ranieri infatti possono trovare nuove energie in campionato proprio grazie alla nuova posizione di classifica, che senza dubbio dà morale e grinta così come ne ha dati dopo il secondo vantaggio di sabato sera. Ovviamente a Roma si preparano già per lo scudetto, ma il cammino è davvero lungo in quanto si sta facendo il funerale prima ancora che ci sia il morto, difatti l’Inter deve ancora essere superata!

Lo sa bene Leonardo che si è avvicinato anch’egli di pochissimo prima di essere rimbalzato lontano come trasportati da un effetto elastico. Il Milan stasera ha pareggiato con una Lazio in sensibile crescita nelle ultime tre gare. Difficile che possa giocarsi ancora le proprie chances di scudetto, per cui anche per Leonardo se ne parlerà l’anno prossimo, dal momento che proprio in settimana è stato confermato alla guida dei rossoneri dal presidente Berlusconi.

Chi non è stato invece confermato è Zaccheroni, che continua a sentirsi ribadire che l’anno prossimo non sarà l’allenatore della Juventus. La sua professionalità lo porta a compiere il proprio dovere con estrema dedizione, ma il tatto di Bettega lascia senza dubbio perplessi, anche per il modo con cui si presenta e risponde alle domande dei giornalisti, talvolta con supponenza o poca disponibilità; un segnale evidente di nervosismo che oggi si è palesato anche negli atteggiamenti di Blanc, il quale ha assistito alla partita in disparte, soffrendo da solo anzichè insieme agli altri dirigenti in tribuna. Sarebbe dovuto andare lui davanti ai tifosi in contestazione prima della partita, quale uno dei maggiori responsabili di uno dei tracolli più grandi della storia bianconera. Ma come al solito, nei momenti importanti, la società tace….  

Le pagelle di Juventus – Atalanta.

mar282010

Manninger 6: non sempre sicuro, se la cava comunque bene in alcune situazioni complicate, rimediando con buona puntualità agli errori dei suoi compagni.
Cannavaro 6: questa volta l’esperienza gli è d’aiuto, infatti riesce a cavarsela con alcune buone giocate sugli attaccanti avversari, che vede spesso arrivare da ogni lato.
Legrottaglie 6: anche lui risulta in affanno nei numerosi contropiedi subiti dalla squadra, pagando anche gli errori di alcuni compagni di reparto pur essendo corretto nella posizione in campo.
Grosso 5: ancora una volta non incide, sembrando una nullità in attacco e rendendosi protagonista di avventurose giocate in difesa, oltre ad errori grossolani come la mancata applicazione della tattica del fuorigioco che spiana la strada al pareggio di Amoruso.
Zebina 5: sicuramente non al meglio dal punto di vista psicologico, anche a causa dello schiaffo subito in mattinata, continua nelle sue performance insicure, infatti viene spesso saltato dagli avversari e lascia i compagni in grossa difficoltà.
Sissoko 6: è apparso più in forma rispetto alle ultime uscite, ritrovando una buona quadratura e svolgendo un ottimo lavoro di filtro che ha permesso di ridurre notevolmente le incursioni degli avanti nerazzurri, che però sono state comunque troppo frequenti. Comunque uno dei pochi a lottare con i denti.
Marchisio 6,5: sta ritrovando condizione e adattamento tattico al suo ruolo, infatti si dimostra intraprendente e con le idee chiare su ciò che deve fare in campo. È lui un importante motore nella Juventus odierna, che organizza il gioco e distribuisce palloni interessanti.
Candreva 5: conferma il trend negativo delle ultime partite, in quanto non appare più intraprendente e decisivo nelle sue giocate, ma resta spesso imbrigliato nelle maglie delle difese avversarie.
Felipe Melo 5,5: anche lui non sta vivendo un gran momento psico-fisico, tuttavia oggi s’è rimboccato le maniche e ha sfoderato una prestazione di grande grinta e buona volontà, culminata con la rete che ha regalato alla squadra tre punti preziosissimi. L’intervento da rigore (non fischiato) ne macchia la prestazione.
Diego n.g.: s’infortuna dopo circa mezz’ora, ma la sua non è stata certo una giornata da ricordare.
Giovinco 6,5: rientra dopo moltissimo tempo e conferisce vivacità al reparto offensivo, grazie ai suoi dribbling stretti e ai preziosi suggerimenti per i compagni, che però non sfruttano al meglio la sua buona vena. Comunque un ottimo ritorno per questo complicato finale di stagione.
Del Piero 6,5: come da quindici anni a questa parte, quando c’è più bisogno del capitano lui risponde sempre presente. Oggi tira fuori dal cilindro una delle sue magistrali punizioni che sbloccano la partita e infonde grinta e coraggio ai compagni traghettandoli verso la vittoria. Cala alla distanza.
Trezeguet n.g.: non riesce ad ottenere un voto, perché proprio non ce la fa ad inserirsi nello schema tattico della nuova Juventus, in quanto continua ad aspettare il pallone senza venirvi in contro e nonostante l’impegno non ha occasioni degne di nota.
Amauri n.g.: solo pochi minuti al posto di Trezeguet.

Juventus – Atalanta 2-1. Tre punti vitali.

mar282010

 

 

 

 

 

 

 La pesante contestazione dei tifosi della Juventus nei confronti della squadra alla sua uscita dall’albergo torinese, non era certo il preludio di una bella domenica. Insulti ai giocatori, una sberla a Zebina (il più aggredito del gruppo), bottiglie contro la polizia, uova contro il pullman, danneggiamento ad auto e moto… tutto quello che di peggio ci può essere a contorno di una manifestazione all’insegna dell’esasperazione e della delusione. All’Olimpico, i tifosi delle due curve aspettavano la squadra fuori dallo stadio, disertando l’ingresso e lasciando gli spalti semi deserti, invitando anche i sostenitori degli altri settori fare la stessa protesta contro squadra e società.

In questo clima i bianconeri affrontano l’Atalanta in una gornata calda e soleggiata. I bergamaschi si presentano con atteggiamento piuttosto dimesso, mentre i nostri sembrano frastornati da tutta la situazione esistente. Si deve aspettare fino al minuto 24 per vedersi “accendere” la partita, quando una bella combinazione degli atalantini porta ad un tiro pericolosissimo su cui Manninger deve sfoderare un grande intervento. Sul ribaltamento di fronte è David Trezeguet che arriva finalmente al tiro dopo qualche fuorigioco di troppo. Ma al 29′ una perfetta punizione di Del Piero porta in vantaggio la Juventus senza scatenare troppo la gioia dei supporters che ben conoscono le potenziali capacità autolesionistiche di questa squadra.

Esce Diego per infortunio, lasciando il posto all’applaudito Giovinco. Tatticamente nulla di invariato, se non che la “formica atomica” è più abituata a giocare in posione esterna. Al 42′ l’Atalanta si porta ad un soffio dal pareggio, con una bella azione su cui non arriva d’un soffio Amoruso. Il gol degli ospiti è solo rimandato di qualche minuto, quando Grosso sbaglia letteralmente la posizione difensiva tenendo in gioco gli attaccanti atalantini che si presentano sempre con Amoruso davanti a Manninger, trafiggendolo in modo impietoso. Pareggio atalantino meritato e squadre negli spogliatoi.

Il blocco psicologico e fisico dell’undici di Zac prosegue anche nella seconda frazione, con Valdes a provare il tiro da tutte e tre le posizioni e l’Atalanta a creare occasioni e a comandare la partita. Poco prima del quarto d’ora la sostituzione di Candreva con Felipe Melo innesca ancora la protesta dei tifosi, che sfogano la loro rabbia sul brasiliano coprendolo di fischi e insulti. Insulti meritati quando il centrocampista commette una leggerezza in area che lo costringe ad intervenire in modo molto molto dubbio su cui l’arbitro sorvola.

Lenta e svogliata la manovra bianconera che porta solo qualche pericolo più per gentile concessione degli ospiti che per i frutti di un sistema di gioco vincente. Non serve la sostituzione Trezeguet-Amauri poichè le uniche iniziative dipendono unicamente dagli sporadici sprazzi di Giovinco. Il francese esce visibilmente deluso per la scelta di Zaccheroni.

Ma la delusione di tutti si trasforma in festa quando Felipe Melo colpisce di testa finalizzando in rete un cross di Marchisio! Due a uno per la Juve, con il brasiliano che “festeggia” inchinandosi davani ai tifosi e chiedendo scusa per gli atteggiamenti e le incomprensioni del recente passato.

Non serve la timida reazione nerazzurra, poichè i bianconeri riescono a gestire la palla fino allo scadere, tornando alla vittoria con sofferenza incredibile. Tre punti importantissimi che però non lasciano spazio ad illusioni sui miglioramenti inesistenti della squadra.

Molto strano anche il comportamento di Blanc che in tribuna non ha assistito alla gara seduto come al solito di fianco a Bettega e Secco, ma sempre in piedi in una zona riservata della tribuna d’onore. Dissidi interni tra dirigenti? Sintomi di una separazione imminente? Mah… speriamo di si.

Il commento alla 30a giornata di campionato.

mar262010

Non si può dire che non fosse una giornata pro-Inter, con le due inseguitrici impegnate in due insidiose trasferte, mentre la capolista ad ospitare un Livorno sempre più disastrato. I pronostici sono stati rispettati più per le due milanesi che per la squadra capitolina. Infatti, L’Inter vince facile in casa per 3 a 0, mentre il Milan subisce la sconfitta nel finale, pur reclamando un calcio di rigore colossale. La Roma vince a Bologna grazie a capitan De Rossi e ad un Toni che inizia a ritagliarsi i suoi spazi all’interno della formazione giallorossa.

Fortunatamente per la Juve, il Palermo non approfitta delle disgrazie juventine procedendo a piccoli passi, ma NapoliSampdoria hanno agganciato l’una e superato l’altra, la squadra di Zaccheroni. Una discesa quella della Juventus, che fa addirittura tenerezza agli avversari. Mai sentito un presidente di una squadra diretta avversaria alla conquista di un posto in Champions, dire che bisogna capire questi grandi campioni in crisi, stargli vicini e cercare di fargli recuperare le posizioni che li competono, perchè in fondo “c’è bisogno di queste grandi squadre“! Incredibile.

Per fortuna che ogni settimana ci sono le avventure di Mario Balotelli a tenerci compagnia.

Le pagelle di Napoli – Juventus.

mar262010

Manninger 5: incassa altre tre reti, dimostrandosi molto insicuro e poco attento tra i pali. Neanche lui è ormai più una sicurezza.
Cannavaro 5: è in forte apprensione davanti agli attaccanti napoletani e si fa saltare con regolarità, partecipando al suicidio collettivo di tutta la difesa.
Chiellini 6: è l’unico a salvarsi grazie alla rete dell’illusorio vantaggio e ad alcune buone giocate difensive, che però non evitano il disastro.
Zebina 3: forse pensava di giocare contro la sua stessa squadra, infatti s’è reso protagonista di errori inspiegabili, abbracciando continuamente gli avversari in area o facendoli andare dove volevano su tutto il fronte d’attacco. Senza dubbio una delle sue peggiori prestazioni.
Grosso 4: ennesima prova impalpabile del terzino, che non scende mai sulla fascia in maniera incisiva ed è sempre in ritardo nelle chiusure, senza mai riuscire a mettere una pezza alle lacune dei suoi compagni.
Poulsen n.g.: gioca solo nove minuti, insufficienti per una votazione.
Candreva 5: entra per Poulsen, ma non riesce a dare verve alla squadra, non trovando quindi una corretta posizione in campo e risultando infine evanescente.
Felipe Melo 4: non è proprio il suo anno e molti dubitano delle sue qualità, infatti appare sempre più spaesato e fuori dai giochi della squadra. La sua mancata serenità gli fa commettere errori grossolani che pesano su tutta la Juventus. Non è solo una questione di ruolo.
Marchisio 5: solo un gran tiro da fuori e poco altro nonostante il suo consueto impegno, ma quando non è serata per la squadra lui non può togliere tutte le castagne dal fuoco.
Camoranesi 4: sembra un bambino che più perde e più s’arrabbia, infatti l’oriundo risulta inconcludente e nervoso, facendosi ammonire e contribuendo in maniera negativa alla pessima serata della squadra.
Diego n.g: entra a disfatta in corso e non si nota più di tanto.
Del Piero 5: è imbrigliato dalla difesa partenopea e non riesce a combinare veramente nulla, abbandonando anzitempo il capo in maniera mestissima.
Grygera 4: ha tempo per fare danni anche questa volta, infatti il suo ingresso destabilizza ancora di più la difesa e rende vita ancor più facile agli avversari.
Amauri 5: negativo rientro per il brasiliano che non vede una palla e vive una serata da incubo solo e abbandonato là davanti.

Napoli – Juventus 3-1. La disfatta itinerante.

mar252010

 

 

 

 

 

 

 

Non c’è niente da fare, ovunque vada la Juventus fa felice i tifosi… avversari. Non c’è obiettivo o motivazione che tenga: scudetto, Champions, qualificazione ai preliminari, …. le deludenti prestazioni ormai non si contano più. Si sapeva che clima si sarebbe trovato al San Paolo, quale partita avrebbe impostato Mazzarri, quale carattere avrebbero messo in campo gli azzurri. Eppure tutto ciò non ha evidentemente contato nulla nella testa dei nostri giocatori, cha hanno subìto dal primo all’ultimo minuto, rimediando una figura a dir poco vergognosa. Non sappiamo dire se alla fine i nostri conquisteranno il quarto posto oppure no, certamente una cosa va detta: visto la partita di stasera e quelle con Sampdoria e Palermo, abbiamo l’idea di chi siano i nostri avversari e del loro valore. Ci sentiamo alla loro altezza dopo averle prese da tutte e tre? La Juventus merita la Champions più delle altre?

Juve già in vantaggio nelle prime battute, quando Chiellini incorna in rete un pallone alto, prolungato sempre di testa da Del Piero. Vantaggio importantissimo che permette ai nostri di giocare più coperti a difesa della propria porta, anche se siamo solo al 7′ del primo tempo. Due minuti per capire che Poulsen non potrà più far parte della sfida, sostituito da Candreva per infortunio. Sessantesimo infortunio stagionale, o meglio il cinquantanovesimo se togliamo il pugno di Chimenti al tavolino dello spogliatoio…..

Il Napoli si butta in avanti come una furia e costringe i bianconeri a difendersi spesso alla disperata. E’ Lavezzi ad impegnare Manninger in una difficile parata dopo una bella azione da solista, ma la pressione partenopea toglie davvero il fiato ai nostri che perdono la testa in diverse occasioni. I cartellini gialli a Camoranesi e Del Piero spiegano bene questo stato di impotenza davanti alla rabbia dell’avversario. In particolare il nostro capitano compie un fallo di reazione che davvero si fatica a credere sia fatto proprio da lui: un pugno sulla testa dell’avversario che avrebbe meritato qualcosa di più di una ammonizione.

C’è anche un calcio di rigore per la squadra di Mazzarri, quando Zebina decide di usare le maniere forti in area di rigore, ma fortunatamente l’arbitro decide di sorvolare. Sempre il francese protagonista, stavolta in positivo, di un’ottima percussione sulla destra, ma il tocco finale è completamente da dimenticare. Nel finale del primo tempo il Napoli cala un po’ il ritmo, permettendo ai bianconeri di uscire indenni dalla prima frazione di gioco. Grande partita della squadra di Mazzarri nonostante lo svantaggio più casuale che meritato. Della Juve invece si salva solo il minuto numero 7…

Lo strapotere azzurro si concretizza al primo minuto della ripresa, quando ancora il difensore francese si macchia di una vistosa trattenuta che costringe l’arbitro a fischiare il rigore e ad ammonire il francese: sul dischetto si presenta Hamsik che incredibilemnte manda alto scheggiando la traversa! Il giocatore del Napoli si riscatta immediatamente siglando il pareggio di testa, sul bel cross di Quagliarella che ruba palla a Camoranesi sulla trequarti: 1 a 1 con Manninger e l’argentino complici della rete partenopea.

Un altro complice degli azzurri è sempre Zebina che compie un altro fallo da rigore in mischia, ancora non visto dal direttore di gara. La rete dei padroni di casa non soddisfa infatti le aspettative della squadra e del tifo napoletano, che si spingono l’un l’altro verso la rimonta e l’arrembaggio alla porta di Manninger. Letteralmente inesistente la manovra juventina, con Felipe Melo imbarazzante, Del Piero agonizzante, Amauri che non tocca palla, Zebina una sciagura, e Camoranesi troppo falloso. Proprio per evitare il rosso del fantasista, Zaccheroni mette Diego al quarto d’ora della ripresa, e poco dopo esce anche Del Piero per far posto a Grygera (…).

La saga degli errori juventini sembra non finire mai, così su cross di Hamsik, Zebina e Manninger bucano i loro interventi favorendo la spaccata volante di Quagliarella che mette in rete: 2 a 1 per il Napoli. Svantaggio inevitabile.

La Juve timidamente cerca di affacciarsi nella metà campo avversaria (come se non dovesse farlo fino al 2 a 1), ma le velleità bianconere vengono punite da un grandissimo Napoli, che non rinuncia a controbattere approfittando delle grandi carenze difensive della Juventus. Da una voragine centrale si crea lo spazio per l’incursione di Lavezzi che fissa il risultato sul 3 a 1, chiudendo la partita e forse anche le aspirazioni Champions dei bianconeri.

Tre gol, un rigore sbagliato, due rigori non assegnati, e molto, molto altro. La Juve? Assente ingiustificata, come al solito.

Il commento alla 29a giornata di campionato.

mar222010

Quanto durerà il periodo nero dell’Inter? Tutti se lo chiedono, ma due squadre sperano che sia più lungo possibile. Roma e sopratutto Milan si avvicinano sempre di più alla squadra di Mourinho, che sembra non ritrovarsi più in campionato. Dopo la vittoria di Londra i tifosi nerazzurri si erano praticamente dimenticati tutti i problemi e le ultime difficoltà che anche l’Inter sta palesando in queste ultime domeniche, ma la partita con il Palermo ha riaperto tutte le critiche verso la squadra di Moratti. Qualcuno dice che ai giocatori dell’Inter interessa solo la Champions, perchè considera già vinto lo scudetto. Ma se oggi il Milan avesse vinto lo scontro casalingo col Napoli, avrebbe scavalcato la squadra nerazzurra. Non è così che lo scudetto si vince, piuttosto è così che si perde.

C’è una cosa che però va detta. La situazione che avrebbe portato al sorpasso rossonero, è frutto di un periodo circoscritto in cui la squadra di Mourinho ha perso molti punti; periodo che tornerà ad essere florido nel momento in cui la ruota girerà in favore di Milito e compagni. Il Milan invece è una squadra che dall’inizio dell’anno fa della discontinuità la sua caratteristica principale: a volte quasi imprendibili, altre volte quasi irritanti. Appare quindi difficile che il sorpasso dia garanzie di vittoria finale.

Ad ogni modo Ranieri spera sempre di godere tra i due litiganti. La sua Roma è riuscita a guadagnare due punti su entrambe le milanesi, portandosi ancora più in zona scudetto. Bella la vittoria di sabato, bei gol, giocatori in forma e squadra che appare serena ed in piena sintonia con il suo allenatore. Sembra che gli ingredienti per la torta scudetto siano solo da far lievitare. Tutto può accadere, e secondo noi sarà determinante in questo finale il cammino dell’Inter in Champions.

Curiosa la dichiarazione di Leonardo a fine gara, quando “accusa” Pato di enfatizzare i suoi problemi fisici, chiedendo sempre anzitempo la sostituzione. Un atteggiamento che non riconosciamo nè in Pato nè in Leonardo, ma se il mister è uscito così allo scoperto qualcosa di vero ci deve per forza essere. Vedremo ciò che succederà in futuro.

Il pareggio del Palermo permette alla Juve di perdere solo un punto dai rosanero, ma adesso ci sono anche i ragazzi di Del Neri davanti ai bianconeri. Situazione molto complicata dal momento che quando la Juve può riuscire ad avantaggiarsi sui siciliani, si ritrova puntualmente a perdere l’opportunità. Ora non ci saranno più gli impegni europei e dovrebbero rientrare anche gli infortunati, ma la fragilità dei nostri non è fisica, dovuta agli infortuni o alla stanchezza, è una fragilità psicologica, di personalità e di atteggiamento in campo. Una fragilità che non si addice ad una grande squadra.

Le pagelle di Sampdoria – Juventus.

mar222010

Chimenti 6: incerto sul gol partita di Cassano, compie comunque interventi prodigiosi evitando un passivo ancor più pesante. Per questo motivo merita la sufficienza.
Grosso 5: si spinge bene in avanti, ma non riesce a concludere molto arrivando pochissimo al cross. Fatica moltissimo i difesa, facendosi spesso saltare.
Cannavaro 6,5: è un gladiatore in mezzo alla difesa e regge con grande lucidità il reparto, fermando più volte gli attaccanti doriani che avrebbero potuto fare ancora più male di quanto hanno fatto.
Legrottaglie 6: si comporta in maniera ordinata e disciplinata in coppia con Cannavaro, chiudendo bene sugli attaccanti avversari. Positiva prestazione in attesa di tempi migliori.
Zebina 5: continua nella sua mediocrità generale, presentandosi sempre in ritardo nei confronti degli avversari e scendendo sulla fascia in maniera convulsa e indisciplinata senza arrivare a nulla di buono.
Poulsen 6: svolge il suo compito senza lode e senza infamia, combattendo bene al centro del campo senza strafare e fermando con puntualità la manovra avversaria. È troppo solo, perciò alcune volte gli sfuggono gli avversari.
Sissoko 6: sembra sempre più spaesato al centro del campo e senza idea su ciò che deve fare, però compensa con la sua grande grinta e determinazione. Appare un leone in gabbia che non riesce a sbranare la sua preda e tutta la squadra ne risente.
Marchisio 6,5: con lui in campo la squadra funziona bene e il centrocampo regge gli urti della Sampdoria. Si spinge anche bene in attacco, creando situazioni importanti. La sua grande disciplina tattica gli impedisce di essere imprevedibile, ma è un tassello fondamentale per la salute di questa squadra.
Candreva n.g.: entra troppo tardi per salvare la situazione.
Diego 5: parte bene, ma si spegne nel corso del match. Tiene sempre troppo la palla e non riesce a creare situazioni positive. Risulta spaesato e fuori posizione, perciò perpetua la sua inconcludenza che sta diventando ormai cronica.
Camoranesi n.g.: solo pochi sterili minuti.
Del Piero 6: anche lui parte alla grande, calando alla distanza, infatti dialoga bene con Iaquinta e Diego, poi cala decisamente dal punto di vista fisico e sparisce dalla contesa e col suo capitano, anche tutta la Juventus.
Iaquinta 6: dà profondità alla squadra e sembra in grado di poter cambiare l’assetto tattico della formazione di Zaccheroni, ma viene servito troppo poco e le sue sponde non sono sfruttate dai compagni. È da premiare la sua grande dedizione e il suo sacrificio alla causa, che però questa sera è risultato vano.
Trezeguet n.g.: non riesce a sostenere il peso del reparto offensivo e si eclissa in mezzo alle maglie blucerchiate. Risulta ancora una volta sempre più fuori dagli schemi tattici di questa squadra.

Sampdoria – Juventus 1-0. Qualcuno salvi la Signora.

mar212010

 

 

 

 

 

 

 

Il pareggio casalingo col Siena e l’eliminazione dalla Champions con quattro sberle del Fulham, davano ampie garanzie per l’ennesima prova incolore della squadra bianconera. L’inserimento di Poulsen, Grosso e Zebina nella formazione titolare confemavano sempre di più i timori dei tifosi juventini.

Parte bene la compagine di Zac, che si mantiene costantemente in avanti, anche grazie ai blucerchiati che non trovano il giusto assetto. Non serve però alcuno schema a Pazzini e Cassano, stavolta a ruoli invertiti, che portano il barese a non agganciare di pochissimo il pallone davanti a Chimenti. Al 22′ è Iaquinta a mangiarsi una colossale occasione sbucciando il pallone davanti al portiere. La partita si sviluppa con un ritmo piuttosto lento, e le due formazioni si alternano nelle iniziative d’attacco, anche se i portieri non vengono impegnati in modo davvero serio. Squadre troppo lunghe che permettono di giocare la palla con una certa tranquillità, rallentando alcune il ritmo oltre misura. Persino Poulsen riesce a districarsi piuttosto bene nel fraseggio, testimonianza del fatto che gli spazi sono piuttosto ampi rispetto al solito.

Marchisio salva sulla linea di porta un colpo di testa di Cassano che incorna da calcio d’angolo, ma è la Juve la squadra più intraprendente, grazie alla buona vena di Del Piero, Poulsen, Cannavaro e Legrottaglie. Basta però la solita distrazione sulla destra per mettere ancora Cassano davanti a Chimenti, che fortunatamnete ipnotizza il barese. Finale di tempo di marca sampdoriana, anche se la Juve non demeritato il pareggio. Primo tempo che termina senza grandissime emozioni al Marassi.

Squadre al rientro con le medesime formazioni, anche se dopo quasi dieci minuti entra Trezeguet a sostituire Iaquinta, apparso stanco ma sempre volenteroso di rimanere in campo. Entrambe le squadre vorrebbero vincere per smuovere la classifica in modo importante, ma è la Sampdoria ad essere più pimpante, con Cassano e Pazzini che spadroneggiano in avanti. Proprio quest’ultimo fallisce un rigore in movimento al 18′ della ripresa.

Alex si dà un gran da fare, ma si sente molto la mancanza di Diego e di Sissoko, troppo fuori dal gioco in questa partita. Gastaldello impegna Chimenti in un’altra difficile parata su colpo di testa in area, e Legrottaglie prende un giallo per un intervento su Antonio Cassano. La Juve inizia a dare troppi segni di cedimento, ma Zaccheroni stupisce nel cambio di Marchisio con Candreva, lasciano in campo sia Del Piero che Diego. Non c’è però il momento di vedere gli effetti di questa sostituzione, che subito Cassano tira da lontanissimo piegando le mani di Chimenti e siglando il vantaggio blucerchiato. Uno a zero per la Samp. Grandi colpe però del nostro portiere che non ha usato i pugni per respingere il fortissimo tiro dell’attaccante avversario.

Esce Diego per Camoranesi, una scelta giusta visto la poca incidenza del brasiliano sulla partita. Ma è ancora l’undici di Del Neri ad avere la grande occasione del raddoppio con Mannini, che da fuori area tira di prima intenzione costringendo il nostro portiere ad un altro importante intervento. I bianconeri calano di condizione nel finale, così come in moltissime altre occasioni, e anche questo è un interrogativo che bisogna porsi! Il nostro estremo difensore riesce a togliere un’altra grande conclusione dal sotto traversa, un tiro di Testardi da fuori area che legittima ancora di più la vittoria dei padroni di casa sulla Juventus, sempre più deludente e sempre più lontana dalla zona Champions.

Le pagelle di Fulham – Juventus.

mar192010

Chimenti 6,5: è il migliore in campo nonostante i quattro gol subiti, poiché ne evita molti altri.

Zebina 3: assolutamente spaesato al centro della difesa, è sempre fuori posizione e si fa saltare dagli attaccanti avversari come un birillo.

Grosso 4: non si spinge mai in avanti e partecipa al suicidio difensivo dei compagni senza alcuna scusa plausibile.

Del Piero n.g.: inserito troppo tardi per salvare una barca che è ormai affondata.

Cannavaro 5: è in grossa difficoltà contro Zamora, che gli sfugge nell’azione del gol e rischia di superarlo in un altro paio di occasioni, dimostrandosi molto pericoloso per la porta bianconera. Viene espulso dopo mezz’ora per un dubbio fallo fuori area.

Grygera 4: conferma le ultime pessime prestazioni non azzeccando un intervento e lasciando sguarnita la sua fascia con una continuità disarmante.

Salihamidzic 4: ci mette coraggio e buona volontà, ma non riesce a combinare nulla di buono in avanti. Non ha grosse colpe in difesa, ma la serata negativa è un fatto corale.

Camoranesi 4: gioca con leziosità irritante, non dialogando con i compagni e andando molle sui palloni senza riuscire a impostare nulla, nonostante la marcatura tutt’altro che asfissiante degli inglesi.

De Ceglie n.g.: non riesce a cambiare le sorti di un incontro pessimo.

Felipe Melo 4: non fa alcuna azione di filtro e sembra svagato in mezzo al campo, non riuscendo a fare nulla di buono. L’ennesima prestazione da dimenticare.

Sissoko 5: gli avversari sembrano divertirsi facendolo giocare a torello, infatti il maliano va sempre dove c’è la palla senza mai riuscire a conquistarla.

Candreva n.g.: non sembra al top della condizione, poiché sbaglia passaggi elementari e rinuncia a buoni tiri, tuttavia si sacrifica per il bene comune e viene sostituito dopo l’espulsione di Cannavaro.

Diego 5: è un oggetto misterioso, non riesce assolutamente a creare gioco e non sa dove disporsi in campo. Compie anche un fallo di mano gratuito che regala un rigore decisivo agli avversari.

Trezeguet 6: si conferma rapace dell’area di rigore, trasformando in rete l’unico pallone giocabile della serata. Non basta il suo fiuto del gol per salvare la squadra.