Archivio per aprile 2010

Il commento alla 35a giornata di campionato.

apr262010

Colpo di scena a Roma, dove i giallorossi hanno perso clamorosamente 2 a 1 con la Sampdoria, pur disputando un’ottima gara e pur passando in vantaggio con Totti già nel primo tempo. Un risultato clamoroso non per il poco valore dei blucerchiati, ma per come è maturato. La squadra di Ranieri ha fatto una gran partita, altro che storie. Sulla sua strada ha trovato un Cassano ispirato, uno Storari in giornata super, e un palo colpito da Totti. Così la beffa si materializzata in una sconfitta che a questo punto del campionato potrebbe costare carissimo alla squadra capitolina, che ha trovato una Sampdoria che doveva a sua volta vincere a tutti i costi per tenere il passo dell’indiavolato Palermo.

I rosanero hanno sconfitto la squadra di Leonardo, con un secco 3 a 1, dimostrando che una squadra con molte assenze perde di colpo la sua competitività. Leonardo oltretutto ha già deciso per il proprio futuro lontano da Milano, e questo non favorisce certamente la coesione della squadra. Palermo e Sampdoria sono le vere rivelazioni del campionato e sarebbe bello vederle entrambe in Champions, anche se ovviamente non a spese della Juventus (cosa impossibile evidentemente). I bianconeri devono recuperare cinque punti su queste due squadre per poter accedere alla Champions, ma francamente non c’è da sperarci. Assolutamente tre gradini sotto è la squadra di Zac a livello di gioco, e di forma fisica. Probabilmente l’anno prossimo un pezzo di Samp arriverà alla Juve (leggi Marotta) e questo può essere già un grande colpo della campagna acquisti 2010/2011.

Stavamo per dimenticarci dell’Inter, anche se in casa nerazzurra tiene più banco l’affare Balotelli piuttosto che i risultati del campo. Larga vittoria anche per l’undici di Mourinho, ma quante scintille nello spogliatoio: la squadra e i tifosi contro Balotelli, Moratti e Mourinho con Balotelli, Balotelli invece contro tutti. Più avvincente della sfida scudetto. 

Le pagelle di Juventus – Bari.

apr252010

Buffon 7: vive una giornata abbastanza tranquilla, ma quando viene chiamato in causa è sempre presente e salva la squadra da un paio di reti sicure. Il suo valore è inestimabile, infatti quando c’è lui in porta i passivi si riducono incredibilmente al minimo.
Cannavaro 6,5: giostra bene la difesa, chiudendo con tranquillità ed esperienza sugli avanti avversari, senza lasciare loro troppo spazio per concludere. Nelle ultime partite ha mostrato una discreta forma, apparendo in discreta condizione per il mondiale.
Chiellini 7,5: è il valore aggiunto della squadra, infatti oltre alla solita eccellente fase difensiva, si spinge spesso in avanti schiacciando gli avversari nella loro area e diventando un fattore importante nell’economia dell’attacco bianconero. In questa occasione potrebbe anche segnare, ma si vede parare una conclusione a botta sicura dall’ottimo Gillet.
De Ceglie: 6,5: spinge bene sulla fascia sinistra, offrendo un buono sbocco alla manovra della squadra. Si fa notare con continuità e precisione, distribuendo quantità e qualità di palloni ottima, infatti è lui che mette sulla testa di Del Piero un pallone solo da spingere in rete, ma il capitano manda sulla traversa.
Zebina 6: non brilla molto, ma se la cava comunque bene, anche se ogni tanto è un po’ in affanno e costringe Buffon a una super parata che scongiura una clamorosa autorete.
Poulsen 6: tiene bene l’equilibrio del centrocampo, facendo sentire la sua fisicità agli avversari e sorvegliando bene la sua zona di competenza. Guadagna molti palloni e fa ripartire bene la squadra. Il suo rendimento sta migliorando sempre di più e la Juventus ne trae giovamento.
Camoranesi 5: è nervoso e irriverente, arrivando addirittura a spingere il guardalinee. Cerca di creare qualche buona occasione, ma quando non riesce perde le staffe e si arrabbia come un bambino che non ci sta a perdere. Zaccheroni prende la saggia decisione di sostituirlo al termine del primo tempo. Camo ha disputato una bruttissima stagione costellata da infortuni, ma anche da un nervosismo insolito che risulta sempre più controproducente verso la squadra.
Candreva 6,5: contribuisce a cambiare il volto della squadra nella ripresa, trovando la giusta collocazione in campo e dando molta verve alla squadra. Pregevole la discesa che ha fornito l’assist a Iaquinta per la terza e definitiva rete.
Marchisio 6,5: gioca fino all’ultimo respiro tenendo botta sulla fascia sinistra e svariando su tutto il fronte offensivo, senza dare punti di riferimento agli avversari. È uno dei più attivi e competitivi della squadra, risultando quindi decisivo. Abbandona anzitempo per crampi, ma la sua prova è lodevole.
Salihamidzic n.g.: entra a pochi minuti dal termine.
Diego 6,5: gioca una delle migliori partite dell’anno, tenendo la palla con grande maestria e professionalità. La squadra risente positivamente della sua ottima prestazione. Il brasiliano prima offre l’assist per la prima rete di Iaquinta, poi si procura il rigore che trasforma Del Piero. Se avesse iniziato a giocare prima così, probabilmente il rendimento della squadra sarebbe migliorato.
Amauri 5: ha alcune buone occasioni, ma le spreca malamente. È troppo tempo che non è concreto in zona gol, non ha fiducia in sé e sbaglia occasioni elementari. Si spera che finisca presto la sua agonia, ma se continua così il mondiale lo vedrà in tv, anche se Lippi forse ha già preso la sua decisione.
Iaquinta 7: è lui l’uomo decisivo della squadra, infatti è vitale per la formazione di Zaccheroni. In quarantacinque minuti segna due gol e ne rischia di mettere a segno un terzo, ma Diego devia in fuori gioco, poi però mette il brasiliano davanti a Gillet, che si procura il rigore del 2-0. Purtroppo è tardi, ma con Iaquinta in questa forma la stagione avrebbe potuto essere sicuramente diversa.
Del Piero 6: è sempre il capitano a tenere alta la bandiera della squadra, infatti gioca con impegno e cerca di rendersi pericoloso in zona gol. Si prende la soddisfazione di segnare il rigore del raddoppio. Il tempo passa, ma il capitano il suo golletto lo fa sempre. Cala vistosamente nel finale, tanto che Zac lo vorrebbe sostituire prima dell’infortunio di Marchisio.

Juventus – Bari 3-0. Aggrappàti al treno Champions.

apr252010

 

 

 

 

 

 

 

Giornata calda, quella di oggi all’Olimpico. Una di quelle partite che è meglio non iniziare con l’acceleratore a tavoletta, per noi subire poi il calo fisico per l’alta temperatura. Le due squadre fanno tesoro di questa precauzione e non azzardano un ritmo superiore a una qualsiasi partita tra scapoli e ammogliati. La Juve attacca, con Diego e Camoranesi a suggerire per Amauri e Del Piero, ma spesso le occasioni propizie vengono sprecate proprio per imprecisione degli stessi suggeritori.

Il Bari attende l’avversario per cercare di colpire in contropiede, ma in realtà non riescono ad impensierire mai la porta di Buffon. Chiellini ed Amauri hanno sulla testa il pallone del vantaggio, che però sprecano in modo piuttosto goffo. Il piccolo trotto dei giocatori in campo permette ai nostri tifosi di concentrarsi sugli slogan più gettonati di questa stagione: “andate a lavorare”, “vegognatevi”, e via di seguito. Camoranesi viene graziato intorno alla mezzora quando interpreta a suo modo la protesta per un fallo di mano non concesso dal guardalinee, prendendolo a spallate e accompagnando il contatto con una buona dose di insulti e bestemmie. Un comportamento che sicuramente avrebbe meritato il cartellino rosso, se forse il giocatore non si fosse chiamato Camoranesi.

Altro grosso pericolo alla fine del primo tempo, quando Buffon ricaccia in gol l’urlo di esultanza dei tifosi baresi, parando una conclusione a botta sicura che poi altri avrebbero preso. Primo tempo che si conclude così con ben poco da raccontare, se non appunto i soliti difetti dei bianconeri. Nell’intervallo ci pensano gli ultras a movimentare la situazione, con scontri e fitto scambio di oggetti pesanti, quali: piastrelle, seggiolini, sassi e petardi.

Zaccheroni non perde tempo a cambiare le carte in tavola, inserendo subito Candreva per Camoranesi (a rischio espulsione) e Iaquinta per Amauri. Chiellini al primo minuto della ripresa ha subito la palla per il vantaggio, ma il destro non è il suo piede e non riesce a concludere in modo troppo preciso. Bisogna prendere atto che Giorgione è ormai un attaccante aggiunto a tutti gli effetti, trovandosi molto spesso a concludere più degli attaccanti stessi. Bisogna che ne tenga conto la dirigenza nel prossimo rinnovo di contratto, visto il suo stipendio attuale (circa due milioni di euro) e le numerose richieste provenienti da club sicuramente più ricchi del nostro.

Bella azione sulla sinistra, con De Ceglie a servire in area Del Piero che di testa devia sulla traversa. Iniziamo a pensare ad una partita stregata, quando Diego azzecca il primo assist della partita mettendo Iaquinta davanti al portiere, Vincenzo evita il portiere e da posizione angolata tira benissimo in porta, evitando il recupero del difensore. Grande gol di Iaquinta per l’1 a 0 bianconero!

Conosciamo bene però la capacità della Juve di subire rimonte impossibili, quindi il gol deve essere un punto di partenza, non di arrivo. Stavolta la squadra non si siede e continua ad attaccare, dividendo i meriti con un Bari che non si rende protagonista di nessuna iniziativa importante. Così, da un’altra bella azione in profondità, Iaquita restituisce l’assist vincete a Diego che in area viene atterrato da Gillet: calcio di rigore trasformato in modo impeccabile da Alex Del Piero. Due a zero!

Ma non finisce qui: l’ingresso di Candreva dà nuova linfa alle iniziative juventine, e il merito della terza ed ultima rete va proprio al giovane bianconero, che compie una delle poche buone discese sul fondo della partita, mettendo un pallone per Iaquinta che non deve far altro che spingere in rete. Tre a zero definitivo e vittoria decisamente meritata.

Iaquinta e Candreva cambiano volto all’incontro, buone le prestazioni di Cannavaro e Marchisio (sostituito nel finale da Salihamidzich per crampi), mentre Chiellini è stato semplicemente monumentale. Inguardabile Amauri.

Il commento alla 34a giornata di campionato.

apr192010

Cosa c’è di più entusiasmante di un derby vinto in rimonta mantenendo la testa della classifica? Complimenti alla Roma, che ha saputo cambiare volto nel secondo tempo ribaltando lo svantaggio iniziale maturato nel primo tempo. Due le chiavi dell’incontro: i cambi di Totti e De Rossi ad opera di Ranieri, e il rigore sbagliato da Floccari sull’1 a 0 (la fortuna non guasta mai…). Vucinic con la sua doppietta si sta dimostrando un grande attaccante, sempre più completo e sempre più trascinatore, alla faccia di chi diceva che era un attaccante senza gol. Partita molto spigolosa che ha visto Totti protagonista in negativo, prima con una manata ad un avversario, e poi con plateali gesti di sfottò a fine gara, che hanno alimentato la maxi rissa finale che ha visto coinvolte anche le panchine e i vari dirigenti. E poi ci si meraviglia dei tre accoltellati fuori dagli stadi e degli scontri che puntalmente accompagnano il derby. Non è entrando in campo accompagnati dai bambini che si sconfigge la violenza negli stadi.

Delusione quindi per lo spettacolo offerto fuori dal campo a Roma, mentre il Milan ha deluso sul campo di Genova i sostenitori al seguito della squadra. Partita messasi subito bene con la rete di Borriello, e poi clamorosamente buttata con i tanti errori della squadra rossonera, che pure in dieci uomini ha avuto in mano la vittoria. Solo negli ultimissimi minuti la rete di Pazzini ha permesso ai doriani di avere la meglio, conquistando dei punti pesantissimi in chiave Champions, ma i giocatori di Leonardo devono recitare il mea culpa per una partita decisamente alla loro portata. A proposito del tecnico milanista: il tema della sua rescissione tiene banco da giorni, ma è chiaro che ormai le smentite sono assimilabili a quelle della cessione di Kakà e dell’addio di Ancelotti. Peccato perdere una persona tanto garbata nel nostro calcio.

Se l’Inter non dovesse vincere il campionato dovrebbe andarsene anche Mourinho, ma in quel caso poche persone sentirebbero la sua mancanza. La sua Inter ha comunque avuto ragione della Juventus, senza grosse difficoltaà. L’espulsione di Sissoko ha condizionato tutto l’incontro, ma non si può certo dare colpa all’arbitro. La differenza di valori in campo era evidente e forse anche in undici uomini i nerazzurri avrebbero vinto. Ad ogni modo la squadra di Moratti rimane a ruota della capolista, tenendo accesissima la sfida scudetto. Il cammino delle due squadre sarà più o meno equilibrato per quel che concerne le avversarie da affrontare da qui alla fine. Ne vedremo delle belle.

Così come ne vedremo delle belle in chiave Champions. Il Palermo ha fatto l’ennesima rimonta, ma stavolta ha raggiunto solo il pareggio, guadagnando però un punto sulla Juventus, che ormai è staccatissima anche dalla Sampdoria. Del Piero ha detto di fare 12 punti e poi si vedrà. Io credo che sarà già tanto farne 9.

Le pagelle di Inter – Juventus.

apr172010

Buffon 6,5: compie alcune parate prodigiose che evitano altre marcature all’Inter, purtroppo però non può nulla sulle due reti avversarie.
Cannavaro 6,5: appare in gran forma e determinato; combatte su ogni pallone e ferma ripetutamente gli avanti interisti. Spesso è in inferiorità perciò deve concedere spazi agli avversari, che vengono sfruttati solo alla fine.
Chiellini 7: è il migliore dei bianconeri, infatti lotta come un gladiatore e ferma con puntualità gli attaccanti interisti, anche se nel finale deve inchinarsi. Cerca anche di spingersi in avanti risultando lui uno dei più pericolosi della squadra.
Grosso 6: si sacrifica molto in copertura, anche se non è sempre preciso e ogni tanto denota una preoccupante insicurezza; compie però un ottimo lavoro in attacco, fornendo l’unica via di sbocco alla manovra bianconera.
Zebina 4: è sempre insicuro e poco determinato nelle sue giocate, perciò risulta il vero punto debole della difesa, infatti i pericoli maggiori per la porta di Buffon arrivano dalla sua fascia, dove viene saltato con regolarità da chiunque. La sua brutta prestazione condiziona quella di tutta la Juve.
Sissoko 4: in questa stagione è apparso irriconoscibile, non riuscendo più ad essere dominante in mezzo al campo. Si disinteressa sempre della posizione e va addosso agli avversari con irruenza e spesso con cattiveria. I risultati della sua condotta non sono positivi e l’espulsione di questa sera condiziona la prestazione di tutta la squadra, che è stata comunque positiva nel complesso e senza l’uscita di scena del maliano, avrebbe portato a risultati migliori.
Felipe Melo 6: è sembrato in crescita nelle ultime partite, mostrando più cattiveria e convinzione in sé stesso e anche questa sera s’è dimostrato all’altezza della situazione, in quanto s’è dato molto da fare per fermare gli avanti nerazzurri e ha tenuta botta per larghi tratti, limitando gli errori e andando a coprie le lacune della squadra.
Marchisio 6,5: gioca una partita di estremo sacrificio, spingendosi in avanti quando necessario e supportando i compagni dell’attacco durante tutto il periodo d’inferiorità numerica. Recupera moltissimi palloni e fa ripartire sempre la squadra, ma anche lui da solo non basta.
Salihamidzic n.g.: entra solo per pochi minuti.
Diego 5: su di lui vertono le ripartenze della squadra e a lui Zaccheroni affida le sorti offensive della sua formazione, nel momento dell’inferiorità numerica. Il brasiliano conferma le sue ottime qualità di palleggio, ma non riesce mai a dare profondità alla squadra, tornando sempre indietro col pallone e tergiversando troppo anziché verticalizzare e cercare d’infilare la difesa avversaria. Il suo estenuante possesso palla blocca la manovra bianconera che non arriva mai a impensierire Julio Cesar. Per il brasiliano è l’ennesima prestazione sottotono e un’altra bocciatura che mette in dubbio il suo talento tanto decantato.
Del Piero 6: s’è dimostrato in palla e molto attivo, però è stato inspiegabilmente sostituito dopo l’espulsione di Sissoko. La Juventus ha bisogno di un uomo come il capitano in queste situazioni, data la sua esperienza e la grinta che riesce a infondere ai compagni, per questo sostituirlo un momento topico è come offrire un vantaggio psicologico all’avversario e mostrare debolezza. Probabilmente Zaccheroni ha pensato che alla lunga non potesse reggere fisicamente.
Poulsen 6: fa quello che può a centrocampo, tamponando i vari buchi e cercando di fermare le avanzate avversarie. La sua prova risulta comunque positiva e da apprezzare dal punto di vista dell’impegno.
Iaquinta 6: fa reparto da solo e tiene sempre viva la squadra dandole un minimo di profondità. Il suo lavoro per far rifiatare la difesa è lodevole, ma in una partita così non riesce proprio ad avere occasioni ed è costretto ad uscire esausto e a bocca asciutta.
Amauri n.g.: non gioca molto, ma ha il tempo di saltare come un trapezista davanti ad una mezza finta di Maicon che consegna partita e scudetto (a detta di Bergomi) all’Inter.

Inter – Juventus 2-0. Sissoko aiuta l’Inter.

apr162010

Inter-Juve è una partita lunga un anno. Si gioca sul campo per novanta minuti, ma per 364 giorni la sfida si sposta nelle pagine dei giornali, nelle dispute tra tifosi e nelle aule di tribunale. Inter-Juve (o Juve-Inter) non è una partita, è “la partita”, sopratutto quando i bianconeri possono essere arbitri dello scudetto e quando i nerazzurri devono cercare di risparmiare qualche energia in vista dell’importante impegno di Champions League con il Barcellona.

Non era mai successo da che mi ricordi un’Inter competitiva (post Calciopoli), che i nerazzurri subissero due tiri in porta nel primo minuto di gioco! Del Piero, Iaquinta e Diego si muovono bene sul fronte d’attacco, mettendo in apprensione la retroguardia interista. Pochi minuti per approfittare del momentaneo appannamento della squadra di Moratti, che però non subisce gol, assestandosi col passare dei minuti in modo molto più equilibrato, prendendo possesso del campo e portando il baricentro decisamente più in alto.

Al quarto d’ora è Buffon a esibirsi nella prima parata, respingendo il primo vero attacco ad opera di Thiago Motta. Ma il vero brivido è sul corner seguente, quando la palla carambola in modo netto sulla mano di Cannavaro, senza destare nessun sospetto nella terna arbitrale. Forse è questo episodio che accende definitivamente la gara e gli animi dei giocatori. Si susseguono una serie di interventi e trattenute che portano Felipe Melo, Sissoko e Lucio al cartellino giallo. L’Inter spinge, costringendo la Juve a sporadiche azioni che si possono definire più di alleggerimento che di vero contropiede. Buffon viene impegnato da Pandev e sopratutto da un tiro di Sneijder da fuori area.

La difesa della Juve è alta e riesce a tenere i nerazzurri fuori dall’area di rigore, ma la palla gira sempre più veloce e a tratti i nostri avversari sembrano imrendibili. Sissoko è costretto al fallo sistematico per spezzare le trame dell’undici di Mourinho, così ci vuole poco per arrivare al secondo giallo che automaticamente si tinge di rosso: espulsione di Momo che costringe Zaccheroni a togliere Del Piero per puntellare il centrocampo con Poulsen. La Juventus riesce a finire indenne il primo tempo, ma la sensazione è che sia solo questione di tempo, anche perchè l’imperdonabile errore di Sossoko peserà sempre di più col passare dei minuti.

Bianconeri che ripartono con velleità d’attacco, come nel primo tempo, ma il cambio Thiago Motta – Stankovic, operato da Mourinho, la dice lunga sulle intenzioni ancora più offensive del tecnico portoghese. Colossale l’occasione sciupata da Eto’o, che vince un rimpallo con il fiacco Cannavaro e si presenta davanti a Buffon, sparando altissimo. Occasione anche per Milito che nell’area piccola non trova fortunatamente lo specchio della porta. Break della Juve che su calcio d’angolo riesce a colpire di testa con Cannavaro ma la conclusione è troppo centrale. E’ Stankovic che tiene calde le mani di Buffon, che devono alzare sulla traversa un tiro dalla lunga distanza. Palma del gol fallito a Milito (scusate la rima) che ancora dall’area piccola sbaglia di testa a porta vuota!

Esce Iaquinta per Amauri, troppo importante avere un giocatore fresco che tenga alta la palla e faccia respirare la squadra. Ma il respiro lo toglie Maicon che palleggia al volo una, due, tre volte e poi scarica in rete alle spalle di Buffon: uno a zero per l’Inter. Ancora col cuore in gola per una punizione di Balotelli che colpisce nettamente l’incrocio dei pali, ma ormai le occasioni sono tutte a senso unico, susseguendosi in modo frenetico. E’ una Juve in grande sofferenza ma coraggiosa, quella che si affaccia all’area interista addirittura con Chiellini e Cannavaro ad affiancare Amauri. Giorgione steso al limite dell’area avversaria procura una punizione a Diego che indirizza bene ma calcia debolmente.

Eto’o raccoglie un tiro sbagliato da Muntari ed insacca per il definitivo due a zero che chiude la partita e proietta l’Inter in testa alla classifica in attesa del derby dell’Olimpico. Risultato ovviamente giusto (se non stretto per l’Inter), maturato però dall’espulsione sciagurata di Sissoko che ha di fatto condizionato la partita pesantemente. S’è visto però uno spirito diverso da parte degli uomini di Zaccheroni, più coraggiosi e più compatti pur con i soliti limiti individuali. Fa riflettere pensare che la Juve in passato ha perso punti giocando contro avversari molto inferiori di lei ridotti anche in dieci uomini. Dov’era il coraggio in quelle occasioni?

Processo di Napoli: Moggi vince a mani basse il primo round!

apr132010

 

 

 

 

 

 

 

E’ stato fin troppo facile per i legali di Lucky Luciano irridere il tenente colonnello Auricchio e l’impianto accusatorio che vedeva il nostro ex d.g. imputato di associazione a delinquere. Non ci si è dovuti spingere troppo nella dialettica, è bastato far parlare le intercettazioni sbobinate dalla difesa, che si è fatta carico di una mole di lavoro abnorme, che sarebbe dovuta essere svolta dagli inquirenti stessi (e questo è un altro aspetto scandaloso di tutta la vicenda).

Succulenti alcuni passaggi che riportiamo di seguito.

Innanzi tutto il giudice Teresa Casoria smentisce subito la non rilevanza del materiale presentato (come ha sostenuto fino ad oggi la parte nerazzurra), rivolgendosi al PM Narducci dicendo che al contrario, “sembrano rilevanti“.

Poi si passa a sentire Auricchio, che confessa candidamente che non solo Facchetti telefonava ai designatori, ma che si sono sicuramente incontrati a Collesalvetti, “non di certo per prendere un the”! L’interrogatorio prosegue sottoponendo al tenente colonnello una intercettazione dove Facchetti e Bergamo parlano di griglie e l’ex presidente nerazzurro chiede espressamente di inserire Collina. A questo punto i legali di Moggi chiedono per quale motivo non fosse stata presa in considerazione questa telefonata, e l’ufficiale si difende dicendo che era stata trascritta ma giudicata “non così rilevante”, scatenando l’ilarità di molti presenti! Addirittura l’avvocato Trofino si lascia andare ad una battuta constatando che invece erano state ritenute rilevanti le conversazioni della moglie di Bergamo che disquisiva sui menu delle cene con le signore ospiti. Un grande.

Altra tesi dell’accusa smontata: Moggi non sapeva prima di altri le terne ed i sorteggi di arbitri e assistenti, anzi, è stato provato che in alcuni casi ne veniva a conoscenza addirittura un giorno dopo Inter e Milan (tabulati telefonici alla mano).

Per finire, la presunta combine arbitrale a favore dei bianconeri nella partita scudetto Milan - Juve. A parte che non ci furono episodi pro Juventus in quell’incontro, e poi lo stesso Auricchio non ha potuto far altro che confermare che tutti i membri della terna arbitrale non possono essere considerati amici della Juve in quanto mai si è manifestata una certa tendenza di parte bianconera. Così come De Santis, uno dei grandi accusati di affiliazione alla cupola (…), a cui non sono imputabili nè telefonate, nè decisioni arbitrali favorevoli. Sulla dimostrazione contraria di questo ultimo punto, il militare risponde con un eloquentissimo “Ehm……..”.

Il commento alla 33a giornata di campionato.

apr122010

Che grande giornata! Il sorpasso della Roma sul’Inter è quello che quasi tutti i tifosi d’Italia si auguravano, molti dei quali avrebbero volentieri barattato una vittoria della propria squadra pur di vedere i nerazzurri dietro i giallorossi. La sorte ha voluto che il sorpasso avvenisse proprio in concomitanza della settimana in cui si è preso coscienza della “lealtà” che Moratti e i suoi hanno sempre sbandierato forti delle intercettazioni non trascritte. L’arroganza di Mourinho, il modo con cui si è rafforzata l’Inter e il complotto ordito ai danni della Juve sono i boomerang che stanno tornando sulla testa della società di Milano, e che fanno dell’Inter la nuova squadra più odiata d’Italia.

Mancano solo cinque giornate, ma il camponato è ancora lungo. Sembra un controsenso, ma se pensiamo che il prossimo turno presenta Inter – Juventus e Lazio – Roma, si capisce quanto ancora aperto sia lo scontro al vertice. I nerazzurri se non riusciranno a riprendere la media scudetto finiranno senza dubbio schiacciati. Quattordici punti nelle ultime dieci partite sono la media punti della formazione di Mourinho, che ha smesso di pensare al campionato già da un paio di mesi, per prepararsi al meglio alla conquista della Champions.

La Roma fatica ma vince sempre. Anche contro l’Atalanta ha usufruito di un errore madornale del portiere avversario che gli ha permesso di passare in vantaggio, mentre nel finale Tiribocchi si è divorato l’occasione del pareggio. Protagonista della gara un ritrovato Totti che può essere determinante per la volata finale.

Il Milan dal canto suo ha perso l’ennesima opportunità di avvicinamento. Brutto primo tempo dei rossoneri che finiscono sotto di due gol. Grande contestazione per Leonardo e per la squadra al termine dei primi 45 minuti. Forse anche per questo motivo i milanisti si svegliano e riescono a raddrizzare la partita fino al pareggio. Qualcuno deve aver mollato troppo presto la rincorsa all’Inter ed immaginate cosa sarbbe potuto essere una corsa a tre!

Corsa a quettro invece per l’ultimo posto Champions, che vede impegnate Juventus, Sampdoria, Palermo e Napoli. I bianconeri passano indenni il turno casalingo con il Cagliari, guadagnando tre punti importantissimi sul Napoli di Mazzarri, sconfitto in casa e furibondo per l’arbitraggio sfavorevole (ma non succedevano cose strane solo con Moggi?). Il Palermo invece tiene il passo alla grande, rimontando lo svantaggio iniziale ad opera del Chievo. Bene anche la Samp nel derby della Lanterna, con Antonio Cassano sempre più protagonista e trascinatore della squadra. Vista la pochezza dei giocatori che vestono l’azzurro, chissà che davvero Lippi non ci stia facendo un pensierino…. 

Le pagelle di Juventus – Cagliari.

apr122010

Buffon 6: buon rientro per il portierone bianconero che non corre grossi rischi (incolpevole sulla traversa di Cossu), ma si fa trovare pronto quando chiamato in causa.
Chiellini 7: si sente il suo peso, infatti la difesa non prende più gol dopo ben un girone e lui realizza anche la rete decisiva, che tiene vive le speranze bianconere per il quarto posto.
Cannavro 6: come per tutto il corso della stagione è apparso in affanno e con il fiato un po’ corto, tuttavia se la cava sempre con una grande dose d’esperienza che lo salva da figuracce.
Grosso 5: impalpabile la sua prova, infatti fa il suo in difesa, ma non incide per nulla in attacco privando la manovra bianconera di sbocchi sulla fascia sinistra.
Poulsen 6: entra nel secondo tempo e compie una buona azione di filtro, tanto da dare un minimo di impenetrabilità alla difesa.
Zebina 6: non incappa in troppe disattenzioni difensive e spinge molto bene in attacco, creando situazioni importanti e pericolose. Se migliorasse l’attenzione in difesa sarebbe un grosso passo in avanti per lui e per tutta la squadra.
Felipe Melo 6,5: continua la sua stagione altalenante, infatti quest’oggi offre una buona prova mostrando una grinta e un’attenzione che i tifosi hanno avuto il piacere di vedere solo poche volte in questa stagione. Difende bene e si spinge sovente in attacco con fiducia, fisicità e pericolosità.
Marchisio 6,5: si trova sempre più a suo agio sulla fascia sinistra, svariando bene per il fronte offensivo avversario senza dare punti di riferimento. S’inserisce bene alle spalle delle punte, ma non ha fortuna perciò non centra il bersaglio grosso.
Camoranesi 6: non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, perciò non è del tutto lucido, tuttavia riesce sempre a fare grandi giocate e a mettere i compagni in condizione di colpire.
Sahliamidzic n.g.: entra solo nel finale.
De Ceglie 5,5: si danna l’anima, ma non è molto preciso e inserito nei giochi della squadra, perciò fa fatica a creare situazioni pericolose. Spesso i suoi cross sono poco precisi e molte occasioni potenziali vanno in fumo.
Iaquinta 6: fa molto lavoro per la squadra e dà profondità, tuttavia sbaglia anche alcune facili occasioni.
Giovinco n.g.: conferisce velocità all’attacco bianconero, ma non incide più di tanto.
Amauri 6: dialoga bene con Iaquinta e cerca di rendersi pericoloso in zona offensiva, senza però riuscire a centrare il bersaglio.

Juventus – Cagliari 1-0. Torna a vincere la Signora.

apr112010

 

 

 

 

 

 

 

Sarà stato il nuovo filone di indagini su Calciopoli, stavolta a carico dell’Inter, a dare nuovo vigore alla formazione bianconera. Dopo 19 partite di passione la nostra squadra torna alla vittoria, pur non convincendo sotto il profilo del gioco e del numero di occasioni.

Zaccheroni schiera un 4-4-2 polivalente, con Marchisio e Felipe Melo in mezzo al campo, affiancati da Camoranesi e De Ceglie, due giocatori che sanno spingere ma anche abbassarsi sulla linea di difesa, arrivando a creare un muro di cinque o addirittura sei difendenti; per contro, in fase di spinta, sia Zebina che Grosso possono dare il loro contributo sovrapponendosi ai due estrni di centrocampo. Niente rifinitore quindi (nè Diego e nè Giovinco), con Amauri e Iaquinta di punta, alternandosi nella profondità e nel ripiegamento. Una disposizione che trova motivazione nella tanto annosa questione dei troppi gol subìti dalla Juve in questa stagione, pur vantando nel proprio reparto due super giocatori come Chiellini e Buffon.

I bianconeri però non sfruttano le fasce, sviluppando la propria trama sull’asse centrale, dove persino Camoranesi arriva ad accentrarsi piuttosto che cercare il fondo. Facile per il Cagliari difendersi con questa tattica, avendo poi la possibilità di riproporsi in avanti in modo piuttosto regolare. Al 13′ infatti è Cossu a tirare d’esterno verso la porta di Buffon, colpendo una clamorosa traversa! Replica l’argentino della Juve che impegna il portiere dalla lunga distanza, ma è sempre Cossu la spina nel fianco della Juventus, che offre un ottimo pallone in profondità a Matri, ma a tu per tu con Buffon non riesce a battere a rete. La partita prende ritmo e da un cross di Camoranesi c’è un primo colpo di testa di Amauri che prolunga il pallone in area per Chiellini che supera il portiere ancora di testa, portando in vantaggio i bianconeri. Uno a zero per noi!

Sul finire del tempo, Marchisio si rende protagonista prima di una conclusione dal limite che termina alta sulla traversa, poi per un fallo a centrocampo che determina l’ammonizione per il nostro giocatore. Appena prima del fiscio è Iaquinta ad avere sulla testa l’oocasione migliore, ma Vincenzo si mangia letteralmente la palla gol. Dopo l’intervallo Felipe Melo e Chiellini riescono a farsi ammonire a distanza di 30 secondi uno dall’altro, segno evidente di qualche difficoltà dei nostri di controllare la vivacità degli ospiti in questo avvio, mentre Camoranesi colpisce volontariamente un avversario con una gomitata degna del cartellino rosso, nemmeno sanzionata col semplice fallo dalla terna arbitrale. Juventus in difficoltà anche sulla velocitò di Nenè che per pochissimi centimetri non riesce a deviare una bella palla di Agostini.

Ancora una palla gol per Matri, lasciato libero di colpire di testa in area, mentre Zac capisce che occorre coprirsi ancora di più per portare a casa la pelle, visto anche la quantità di cartellini gialli che sta collezionando la squadra: esce Grosso, appena ammonito, per Poulsen. Cambia la disposizione con De Ceglie terzino sinistro e Marchisio a coprire il centro sinistra con il danese in mezzo, ed effettivamente la squadra inizia a soffrire sempre di meno. Addirittura è Chiellini a firmare la sua personale doppietta, ma prima che la palla varchi la linea di porta c’è l’intervento di Iaquinta che, in fuorigioco, tocca il pallone vanificando la conclusione di Chiello. Ultimo intervento di Iaquinta, che lascia il posto a Giovinco, mentre al 90′ è Salihamidzich a prendere il posto di Camoranesi.

Juve che porta il vantaggio fino alla fine, senza più grossi patemi e sopratutto senza subire gol. Missione compiuta Zac.