Archivio per giugno 2010

M&M: ovvero, Mondiali e Mercato.

giu212010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per tutti gli amanti del calcio, l’estate non significa soltanto calciomercato, ma ogni quattro anni significa anche (e sopratutto) Campionati del Mondo. E quelli di quest’anno, in corso di svolgimento in Sudafrica, sono tra i più interessanti e originali degli ultimi tempi. In tutti i sensi: dalle vuvuzelas al “Waka Waka eh eh”, da Nelson Mandela, a Maradona. La grande novità di questi Mondiali non sta tanto nel calcio spettacolare e nel bel gioco, quanto nell’equilibrio che caratterizza le squadre partecipanti, che porta all’assenza delle cosiddette “squadre materasso”, e anche al ridimensionamento delle “big”. Ne sanno qualcosa tutte le top nazionali, ad eccezione (fino ad ora) di Olanda e Argentina. Livellamento verso l’alto o verso il basso?

Ma naturalmente i Campionati del Mondo si collegano molto facilmente al calciomercato, e quindi alla nostra Juve. Tanti sono i giocatori seguiti dalla Juventus che si stanno mettendo in mostra in questa competizione, il cui prezzo può lievitare in base alle prestazioni correnti. Molti potrebbero essere anche gli spunti ispiratori di Marotta e Paratici: per fare un esempio, nella prima partita Sudafrica-Messico, si è rimesso in mostra (dopo la Confederations cup) un certo Tshabalala, esterno sinistro (quello che serve alla Juve), che potrebbe essere acquistato per pochissimi spiccioli.

Parlavamo della crisi delle grandi squadre: la Francia (di Gallas), ritenutasi fortunata al sorteggio, ha totalizzato un punto in due partite, ed è già con un piede fuori dal Mondiale. La Spagna è stata vittima del clamoroso tonfo iniziale ad opera della Svizzera, dove giocano i terzini Lichsteiner e Ziegler. L’Inghilterra di Sir Fabio ha fatto solo due pareggi, e rischia anche lei. Germania, Portogallo e Costa d’Avorio sono incostanti e giovani. Il tutto rivaluta il pareggio dell’Italia col Paraguay, che non sarebbe quindi da considerarsi un fallimento, ma non quello con la Nuova Zelanda, quello sì che non ha attenuanti. L’Italia ha dimostrato fino ad ora un’ottima condizione atletica, prendendo gol negli unici tiri in porta avversari. Il grosso limite della squadra, ad oggi, sembrerebbe la pochezza in attacco e la mancanza di idee. Ma ci sono anche dei giocatori che, oltre a Pirlo non stanno dando il contributo sperato, per diversi motivi: Buffon si è fatto male alla schiena e si dovrà operare dopo il Mondiale, Cannavaro ha dimostrato di essere quello di questa stagione, Iaquinta non è ancora al top e Marchisio è spaesato in un ruolo non suo. In compenso hanno invece impressionato le prestazioni di Criscito e Montolivo (giocatori seguiti dalla Juve), e quella di Pepe, che invece è già ufficialmente bianconero. Bene ha fatto anche Chiellini.

A gioire, per ora, sono dunque solo Argentina (che abbiamo ho sempre considerato la favorita, perché la storiella di uno squadrone senza allenatore è una favola, Maradona è forse non bravo come tattico, ma è un grande motivatore e uomo di grinta e carisma), l’Olanda (perché non prendere Van Der Wiel sulla destra?), l’Uruguay di Oscar Washinton Tabarez (Forlan è un grande attaccante) e il Brasile di Dunga. Qui vorrei fare una precisazione su Felipe Melo. Forse non avrà giocato neanche l’altro giorno una grande partita (in confronto alle sue potenzialità), ma l’applicazione e la concentrazione che dimostra nel Brasile alla Juve non esistono, e io mi chiedo ancora il perché: gioca semplice, recupera palloni, s’inserisce e si propone. Questo Felipe Melo potrebbe essere molto utile per la Juve.

L’altro grande nome dal “calciomercato mondiale”, è infine Milos Krasic. L’esterno serbo del CSKA Mosca, voluto dalla Juventus, ha deluso nella prima partita, impressionato nella seconda. E’ un giocatore che a me piace, ma purtroppo la trattativa per portarlo alla Juve è sfumata per questione economiche: questo per dimostrare che non sempre i Mondiali servono per avvicinare un giocatore ad una squadra di club, anzi. Infatti, nonostante la pessima prima partita il prezzo non è sceso, e nonostante l’ottima seconda la Juve non ha più voluto sferrare l’assalto decisivo, preferendo al serbo Martinez.

Buona continuazione di Mondiale a tutti.

Le prospettive del mercato Juve.

giu122010

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ tempo di estate, di vacanze, di Mondiali, ma soprattutto è tempo di affari. Il calciomercato inizia ufficialmente il 1° luglio, ma è già in questo periodo che si preparano gli acquisti più importanti. Lo ha capito anche la Juve, tant’è che Marotta e Paratici sono alla ricerca di grandi colpi a basso prezzo per completare (anzi, formare del tutto) il 4-4-2 “delneriano”. Prima di tutto però, si deve vendere quella merce “scaduta” oppure poco redditizia; ecco perché hanno salutato Cannavaro (destinazione Al Ahly) e Molinaro (riscattato dallo Stoccarda), mentre stanno per fare le valige Zebina e Grygera (voluti da squadre turche), Grosso (tentato dalla Roma), De Ceglie (che sarà pedina di scambio), Camoranesi e Trezeguet (desiderosi di tornare in patria), Giovinco (destinato a non rientrare nel modulo di Del Neri) e molto probabilmente  anche uno tra Poulsen, Melo e Sissoko (sperando per il primo); capitolo a parte per Diego, e Amauri che hanno molto mercato ma che potrebbero fare ancora comodo alla causa bianconera.

Tutte queste cessioni potrebbero portare ad un tesoretto di circa 70 milioni, che sommato agli 80 investiti dagli Agnelli/Elkan, potrebbero davvero far sognare la Juve. Tuttavia, i primi colpi sono all’insegna del low cost. Innanzitutto Marotta sta cercando di mettere le ali (in tutti i sensi) alla squadra, non comprando la Red Bull ma aggiungendo Pepe al parco esterni. Il nazionale è stato preso in prestito con soli 2,6 milioni e diritto di riscatto fissato a 7. Un affare come lo sembrava anche per Krasic (il nuovo Nedved?), prima che il CSKA alzasse le pretese dai 15 ai 18 milioni, chiedendo alla Juve di pareggiare almeno l’offerta del Manchester City. Da Torino è partito un ultimatum che fissa a lunedì la scadenza, contando molto sulla volontà del giocatore che ha già firmato l’accordo con i bianconeri.

In pieno stallo invece le trattative per Vargas (su cui c’è soprattutto il Real), e per il nome nuovo Joe Cole, esterno a scadenza di contratto col Chelsea. La sensazione è che Del Neri voglia esterni di grande corsa e quantità, non per forza dei fenomeni, ma di sicuro rendimento. Qualora partisse poi uno tra Poulsen, Melo e Sissoko è pronto l’acquisto di un regista: irraggiungibile Palombo, gli obiettivi sarebbero Aquilani del Liverpool ed Hernanes, che gioca ancora in Brasile.

Capitolo difesa: sulla destra non è stato riscattato Caceres, anche se non è detto che non verrà  rinnovato il prestito. Si cercano comunque rinforzi: certo l’interesse per Cassani, molti giornali parlano anche di Marco Motta della Roma. Le fasce saranno comunque made in Italy, perché a sinistra potrebbe tornare anche Criscito. Ma chi sarà la sua riserva? Si fanno molti nomi, da Fabio Aurelio a Clichy o Aogo. Al centro si vuole completare il reparto già formato da Chiellini e Legrottaglie con un parametro zero di grande esperienza (Gallas) e un giovane italiano, Bonucci, con cui però ultimamente sono sorte alcune difficoltà per le tante comproprietà col Genoa.

Ma il grande colpo, infine, sarà in attacco. Potrebbe arrivare uno tra Aguero e Dzeko: per il primo, Marotta ha offerto Diego, Tiago e 20 mln, mentre per il secondo c’è da affrontare la concorrenza sempre del City. A seconda di chi arriverà, il secondo acquisto sarà di conseguenza meno costoso e blasonato, giusto per completare il reparto. Le opzioni sono dal duttile Martinez (che può fare anche l’esterno), e i soliti nomi di Giuseppe Rossi e Pazzini.

La carne al fuoco non manca.

Una Juve tutto Pepe.

giu42010

 

 

 

 

 

 

 

Il primo colpo della gestione Marotta si chiama Simone Pepe, centrocampista dell’Udinese e già nel giro della nazionale di Lippi. Centrocampista che ama arrivare fino alla conclusione, Pepe è uno degli esterni ricercatissimi da Del Neri, che con questo piccolo colpo inizia con il piede giusta la campagna di rafforzamento di cui si sta occupando anche Andrea Agnelli in prima persona (bravo Andrea!). Non più giovanissimo (27 anni), il giocatore ha comunque davanti a sè almeno altri quattro anni buoni per dare tutto quello che ha alla casacca bianconera, così come fece l’inesauribile predecessore Pavel Nedved, ma per favore non facciamo paragoni.

Il contratto non è ancora stato firmato, ma si tratta davvero di una mera formalità. Si parla di un quadriennale da 1,4 milioni a stagione, mentre il costo del cartellino si aggira intorno ai 12 milioni di euro (e non sono pochi….), più il prestito di Immobile ed Ekdal. Nell’affare rietrerebbe anche il riscatto di Candreva, che come sapete è per metà dell’Udinese. La cifra di riscatto era fissata per 7 milioni di euro, una somma ritenuta troppo alta dalla Juve, che però potrebbe spendere qualora l’Udinese lo mettesse come condizione sin equa non per concludere l’accordo di Pepe

Quello che i giornali non dicono.

giu32010

Ancora una volta la Juve è stata vittima delle invenzioni dei media. Purtroppo, a causa della disinformazione provocata dai maggiori quotidiani sportivi, molti sono convinti che la manifestazione organizzata il 29 maggio dal popolo bianconero contro la società, coincida con la protesta non civile degli ultras davanti alla sede, sfociata nel lancio di fumogeni, nello scoppio di petardi e nello scandire di cori razzisti, proprio nel giorno del ricordo dell’Heysel. Non stiamo dicendo che ciò che è successo di negativo non corrisponda a verità, ma occorre sottolineare anche altri aspetti.

La manifestazione è durata ben otto ore, e solamente nell’ultima ora è accaduto ciò di cui parlano tutti i giornali. Ora, è chiaro che il comportamento degli ultras è fortemente condannabile, ma non si possono trascurare sette ore di corteo e protesta pacifica. E non c’è tuttavia nessun legame con l’Heysel. Il solito gruppo di ultras si è ribellato villanamente davanti alla sede, rovinando la cerimonia religiosa precedente, lanciando numerose bombe carta e attirando la digos, il tutto come conseguenza alla decisione della società di non accogliere la manifestazione. Il vero intento della manifestazione era far sentire la delusione dei tifosi, stanchi dell’incompetenza presenza della società, ma la solita costola estremista ha distrutto come sempre la voce seria ed educata di migliaia di supporter juventini.  La giornata, in realtà, si è sviluppata partendo dalla chiesa che già alle ore undici iniziava a radunare numerosi partecipanti, composti da giovani e anziani, famiglie e bambini. Dopo la celebrazione, i 39 ritocchi di campana che hanno ricordato i morti di quella strage, mentre la folla che stazionava nel piazzale antistante la chiesa cercava di prendere parte come poteva, visto che si contavano ben cinquemila persone! Una manifestazione che era riuscita anche a far riconciliare le due curve (da sempre lontane) dopo tanti anni. Ma questi ovviamente non sono argomenti altisonante per i giornali. Poi il via al corteo, durato due ore, e che ha colorato un’intera città di bianconero. Una coda di dieci minuti, alla faccia delle duemila persone! Sicuramente la conclusione negativa è stata “incoraggiata” anche dal comportamento della società, di totale chiusura verso i propri sostenitori. Sarebbe bastato un solo Gianluca Pessotto a parlare con i tifosi per rendere tutto più semplice.

Chi ha vissuto questa manifestazione può realmente essere orgoglioso di quanto organizzato. Purtroppo molti di quelli che non hanno potuto partecipare non lo saranno, per via di quell’informazione che in Italia comanda solo quando c’è da seminare zizzania e cacciare allenatori.