Sharmrock Rovers - Juventus 0-2. Super Amauri!
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 La stagione bianconera 2010/2011 è iniziata ufficialmente stasera, con il preliminare di Europa League che ha visto la compagine juventina affrontare la squadra irlandese del Sharmrock Rovers. Una partita degnissima di un preliminare di Europa League, dove poco si può pretendere dal punto di vista tecnico-tattico, e dove i giocatori fanno ciò che è nelle loro capacità (visto anche i carichi della preparazione atletica ancora in svolgimento). Se non fosse per il pubblico di casa, che ha davvero preso sotto braccio la squadra irlandese, la partita sarebbe stata veramente piatta. Molto di più avrebbe potuto fare la Juventus, che spesso ha sciorinato errori banali in azioni elementari, rovinando così alcune iniziative pregevoli e degne di nota.
Ovviamente concediamo alla squadra di Delneri (e allo stesso allenatore), tutte le attenuanti generiche dovute alla ricostruzione di un qualcosa che somiglia ad una squadra, ad un gruppo vincente; il lavoro non è facile, e chi ha visto la partita stasera se ne può rendere conto, indipendentemente dal punteggio a favore che questo non deve fuorviare chi guarda sempre al di là del risultato. Dicevamo la difficoltà di costruire una squadra intorno ad un modulo, che si è palesata in ogni reparto della formazione. La difesa è lontana dai perfetti meccanismi delneriani; a parte Storari che non ha avuto sbavature, De Ceglie, Motta e Bonucci si sono alternati in movimenti imprecisi o diagonali difensive completamente fuori tempo. Cosa sarebbe successo con un avversario di livello? Ovviamente le conseguenze sarebbero state pesanti sul bilancio della partita. Il centrocampo non ha evidenziato nè grande filtro nè grande proposizione, ridimensionando le convinzioni di molti tifosi che credono che il famoso gioco sulle fasce sia tanto immediato quanto miracoloso. Sinceramente non ho visto nessuna azione prorompente sulle ali, nessuna percussione irresistibile, ma nemmeno una semplice “insistenza” nel cercare il fondo del campo per porgere quei palloni che tanto mettono in crisi le difese avversarie.
In attacco le note sembrano meno “negative”, visto i due gol della nostra punta principale (Amauri), che pure ha colto il palo sfiorando così la goleada. Il brasiliano bilancia in qualche modo l’opaca prestazione del connazionale Diego, inspiegabilmente impreciso sopratutto nelle palle ferme, dove la pressione di tirare un calcio d’angolo non può equivalere ad un calcio di rigore nella finale di Champions League.
A qualcuno forse sembrerà un giudizio troppo severo, quello espresso sulla gara di oggi. Ma l’assenza di grinta dei nostri giocatori, ed i meccanismi ancora lontani dalla perfezione rimbombano come un dejà vu che abbiamo vissuto per troppo tempo. Alcuni dei nostri non si sono ancora ripresi psicologicamente dalla scorsa annata, ed una Juve senza un vero condottiero rischia di non trasmettere l’importanza di questa maglia ai nuovi arrivati.
JUVENTUS (4-4-2): 32 Storari, 2 Motta, 19 Bonucci, 3 Chiellini, 29 De Ceglie, 23 Pepe, 5 Sissoko, 8 Marchisio, 20 Lanzafame, 28 Diego, 11 Amauri.




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