Archivio per agosto 2010

Le pagelle di Bari – Juventus.

ago292010

Storari 6: non può nulla sulla rete di Donati, ma salva un altro paio di palle gol che avrebbero potuto rendere il passivo più pesante.
Motta 5: prova qualche tiro dalla distanza, ma la sua spinta è discontinua e senza idee; inoltre in difesa si fa saltare con troppa facilità, lasciando i compagni troppo spesso scoperti ed in inferiorità numerica.
De Ceglie 5: anche lui non ha le idee molto chiare sul da farsi, infatti sembra sempre in grado di far scaturire la giocata vincente, ma si ferma sempre sul più bello. Commette alcuni errori in difesa che costano caro.
Bonucci 5: l’intesa con Chiellini non funziona ancora. Troppi errori di posizione costringono il compagno a fare gli straordinari. La sua difficile partita condiziona il rendimento della squadra intera.
Chiellini 6,5: è ovunque e si fa in quattro per fronteggiare gli attaccanti del Bari che sbucano da ogni parte. Riesce quasi nell’impresa, ma Donati vanifica tutti i suoi sforzi. Potrebbe anche segnare, ma all’ultimo secondo manda fuori di testa da distanza ravvicinata. È lui il leader della squadra e da lui si deve ripartire.
Pepe 5: Del Neri lo cambia di fascia nel corso della prima frazione, ma il centrocampista non riesce ad entrare nel match, risultando evanescente da entrambe i lati del campo. Il risultato è una sostituzione a inizio ripresa.
Martinez n.g.: sembra dare più brio alla fascia, ma s’infortuna molto presto e non può uscire a causa dell’esaurimento delle sostituzioni.
Felipe Melo 5: non fa filtro e lascia passare gli avversari con facilità. Ancora una volta è spaesato e non a suo agio all’interno della squadra, quindi la sua prestazione risulta opaca e inconcludente.
Marchisio 5: stranamente sembra un oggetto misterioso alla partita, infatti non costruisce gioco e non riesce a fermare le trame degli avversari. Il gioco della squadra dovrebbe passare dalle sue parti, per questo risulta lento e prevedibile.
Sissoko n.g.: inserisce grinta e determinazione al match, ma è ormai tardi per cambiare le sorti dell’incontro.
Krasic 6: alcuni spunti interessanti e tanta voglia di mettersi in mostra, ma risultati zero.
Lanzafame 6: dà vivacità all’attacco con alcune scorribande sulla fascia e alcuni tentativi che avrebbero meritato migliore sorte.
Quagliarella 6: corre e si danna l’anima. Si vede che ha voglia di vestire la casacca bianconera. La squadra non lo supporta a sufficiente, perciò resta a bocca asciutta. L’unica nota positiva insieme a Chiellini.
Del Piero 5: non può sempre salvare lui le sorti della squadra, ma stavolta è apparso molto stanco e senza un preciso compito in campo, infatti è passato dalla ricerca della finalizzazione al tentativo di creare gioco, senza però ottenere risultati. Sono troppe due partite complete in una settimana per lui.

Bari – Juventus 1-0. Ricominciamo….

ago292010

La Juve perde a Bari la prima partita di campionato, senza girarci troppo intorno. Sembra una continuazione della stagione precedente, costellata di tanta delusione e ovviamente di tanti risultati negativi. Ogni inizio di campionato è sempre foriero di grandi aspettative da parte dei tifosi per il proprio club, e questo è comprensibile; maggiormente lo è per i sostenitori bianconeri, per mille moivi che ben conosciamo. Tante cose sono cambiate in questa Juve: molti giocatori nuovi, molti dirigenti nuovi, un allenatore con sistemi diversi ed innovatori… erano tutti fattori sufficienti per giustificare un “ritardo” della squadra nella sua organizzazione generale e nella sua mentalità vincente? Il tifoso bianconero non poteva e non voleva pensare che la prima partita potesse continuare il filone negativo del campionato passato. La reazione al fischio finale infatti non poteva essere altro che rabbia e “voglia di spaccare tutto”, ma poi bisogna un attimo cercare di recuperare la lucidità. In questi giorni infatti mi ricordavo continuamente il commento scritto prima dell’inizio della scorsa stagione, carico di aspettativa e di entusiasmo, convinto che gli acquisti di Diego e Felipe Melo ci avrebbero “fatto divertire”; invece si sono divertiti praticamente tutti tranne noi. Quest’anno è d’obbligo non volare alto. Non perchè l’esperienza passata ci ha tagliato le gambe, o perchè si era peccato di presunzione, questo assolutamente no. Occorre però che i tifosi bianconeri entrino in una mentalità diversa. Proprio i tanti cambiamenti, fatti a 360 gradi in ambito societario e sportivo, non possono onestamente dare nessuna garanzia. Abbiamo infatti aggiunto un nuovo sondaggio chiedendo a voi quale porebbe essere il risultato di quest’anno per la squadra di Delneri. Nessuno sa con certezza quanto vale questa squadra e quanto possono dare questo gruppo di giocatori insieme: la coesione di questi ragazzi è tutta da provare, il modulo del nostro mister è da cucire sui giocatori, gli infortuni sono sempre dietro l’angolo, l’attaccamento ad una gloriosa maglia che deve essere recuperato (come ricordava giustamente Delneri). Troppi fattori che devono ”assestarsi” prima di produrre un risultato positivo. In parole povere, ci vuole molta pazienza.

Non sarà scudetto quest’anno, e magari nemmeno l’anno prossimo. Non ci dovremo stupire di una sconfitta fuori casa, e magari di un’ottima prestazione la domenica dopo. Il progetto è a lungo termine, e bisogna riconoscere che con quel poco che c’era da investire sono stati fatti buoni affari, se togliamo Martinez e Pepe che ancora non hanno convinto sulle fasce. Ma Aquilani e Quagliarella possono essere buoni punti fermi anche in previsione futura, così come Motta e Bonucci per la difesa. Sicuramente la Juve vista oggi può solo crescere, anche perchè la nostra settimana non è stata proprio così rilassante. Krasic e Quagliarella, due novità dell’ultimo minuto, vengono buttati nella mischia subito, per necessità contingente. Due giocatori che hanno indossato la maglia bianconera per la prima volta stasera, e che non hanno avuto il tempo di farlo nemmeno in allenamento. Storari tra i pali, difesa composta da Bonucci, Motta, Chiellini e De Ceglie, mentre Pepe, Krasic, Marchisio e Felipe Melo presidiano il centrocampo, con Del Piero a completare la coppia d’attacco con Quagliarella. Una formazione da cui ci i può aspettare qualcosa di buono, anche perchè sono molti i giocatori che dovrebbero cercare di mettersi in mostra.

Eppure è il Bari che in sei minuti si presenta due volte davanti alla porta, fallendo clamorosamente le occasioni. Barreto sembra già imprendibile, con la sua velocità ed imprevedibilità. Storari si infortuna persino alla testa nel tentativo di ribattere la seconda conclusione barese, ma fortunatamente riesce a rimanere in campo. La Juventus subisce senza reagire. Bisogna aspettare il 33′ per vedere un’iniziativa di Felipe Melo che scambia al limite dell’area e sfiora il palo alla destra del portiere. Il brasiliano cerca persino di incitare i tifosi bianconeri ma si prende la sua solita razione di fischi.

La Juve è lenta e Krasic ne è l’emblema, dimostrandosi debole nell’uno contro uno e sbagliando qualsiasi giocata che non includa un passaggio elementare al compagno più vicino. Avevamo già rimarcato nei commenti precedenti di come questa squadra soffra il ritmo lento, finendo lei stessa per addormentarsi nel suo torpore, infatti il Bari si diverte nelle sue folate improvvise, dalle quali nasce infatti un’incursione centrale che permette a Donati di calciare nel sette dopo essersi liberato in modo elementare di Marchisio. Uno a zero per il Bari.

I bianconeri cercano di avere un moto d’orgoglio ma il primo tempo è praticamente terminato. Dopo l’intervallo la manovra dei bianconeri appare ancora confusa, poco efficace e molto discontinua, per cui Delneri inserisce Martinez, Lanzafame e Sissoko a distanza di pochi minuti, nel tentativo di dare una scossa “elettrizzante” ai sui giocatori. I cambi non danno gli effetti sperati e anzi è Barreto ad essere sempre imprendibile per la nostra difesa (a volte imbarazzante) creando anche per i compagni: i nostri si salvano addirittura sulla linea di porta.

Juve non ordinata, frenetica, confusionaria ed esposta al contropiede. Un miracolo se la partita finisce con solo un gol di scarto, anche se al 92′ Chiellini (tutto solo in area), colpisce di testa alto sulla traversa. Peccato.

Sorteggi Europa League: la Juve trova Balotelli.

ago292010

L’urna di Montecarlo ha sorriso alla Juventus e al Manchester City di Mancini e Balotelli, che molto presumibilmente passeranno il girone piuttosto agevolmente. Le altre due squadre pescate infatti sono i polacchi del Lech Poznan e gli austriaci del Salisburgo. Il ”sorriso” deriva dal fatto che la presenza del Manchester City, e cioè una delle pretendenti alla conquista della coppa, venga affrontata all’inizio, dove la fase a gironi permette di passare con tranquillità anche al secondo posto, e sopratutto permette di non riaffrontare la medesima formazione prima della fase finale. Qualcuno infatti non ha ben presente questo meccanismo e finisce per rammaricarsi di aver pescato il Manchester. Ben venga invece, poichè se anche la Juve dovesse chiudere il girone al secondo posto e accoppiata ad una prima di un altro girone, avrebbe comunque in sè una migliore conoscenza di se stessa e migliori automatismi di squadra, cosa che nella prima fase potrebbero essere ancora difficoltosi. 

Marotta, l’attacco non… “Quaglia”.

ago272010

Amauri, Iaquinta e Del Piero. Quali tra questi tre attaccanti può arrivare in doppia cifra? Con le cessioni di Diego e Trezeguet, la Juve ridimensiona il suo parco attaccanti, definendo in extremis anche il prestito di Quagliarella dal Napoli. Un’operazione simile a quella di Aquilani, tutt’altro che da disdegnare: giocatore “in prova” per un anno e poi se ne valuterà l’acquisto a tempo debito. Complimenti a Marotta! Ma il problema dell’attacco juventino non è mai stato nè “numerico”, nè economico. Una squadra che punta ad un piazzamento “onorevole” deve avere almeno due giocatori che riescano a passare i 10 gol cadauno. Se consideriamo gli infortuni, e se pensiamo che un giocatore come Iaquinta (che pare il più prolifico dei tre), non potrà giocare tutte le partite vista anche la carta d’identità, appare evidente come i limiti di questa squadra fossero anche nel reparto avanzato, vero e proprio fiore all’occhiello fino all’inizio della stagione scorsa.

Il neo “acquisto” Quagliarella, è un ottimo giocatore, però non garantisce tutti i gol che servirebbero alla Signora. Il suo record personale è di 14 reti, risalente all’ultima stagione di Udine, e a Napoli non si è ripetuto. Ovviamente il grafico del rendimento di un campione non può essere sempre ascendente, ma anche per caratteristiche tecnico tattiche possiamo affermare che il napoletano non ha proprio le fattezze di chi si può definire un “bomber di razza”, pur annoverando tra i suoi gol autentiche perle da fuoriclasse.  Sicuramente la presenza ingombrante di un giocatore come Amauri pesa, sia sul campo che nelle strategie di mercato. Un “armadio” come lui ti vincola a preferire giocatori veloci, di profondità, oppure di manovra. Una formazione con Iaquinta – Amauri per esempo sarebbe da preferire alla coppia Amauri – Quagliarella? Ne dubito. Però mettere Iaquinta e Quagliarella non sarebbe male se gli stessi riuscissero a non cercare la profondità nello stesso momento, allungando troppo la squadra e creando il buco tra i reparti.

Una constatazione però mi pare doverosa. Nonostante le ottime prestazioni di questo inizio stagione da parte di Del Piero, la sua destinazione inevitabile sarà la panchina. Per la prima volta dopo decenni (ricordiamo Platini, Baggio, Del Piero, e in ultimo Diego), non avremo in campo un giocatore che sfrutti i calci piazzati come arma micidiale, che possa dare la svolta ad una gara che non si sblocca o che ti raddrizzi una partita storta. Di questo , ne sono sicuro, la squadra ne soffrirà tantissimo.

Le pagelle di Juventus – Sturm Graz.

ago272010

Storari n.g.: gli austriaci tirano solo una volta in porta e centrano il palo, quindi il nostro portiere.
Motta 5: insicuro e poco preciso nella conduzione del gioco, commette qualche errore di troppo lasciando spazio eccessivo agli attaccanti avversari. In attacco non fa vedere molto. Deve crescere ma ne ha le potenzialità.
Bonucci 5,5: anche lui non pare sempre all’altezza della situazione, infatti lascia qualche volta Chiellini troppo solo e non indovina alcune posizioni, che sarebbero potute costare molto più caro con un altro avversario. Non è fortunato dall’altra parte del campo quando sfiora la rete.
Chiellini 6: ordinaria amministrazione per lui che, come al solito gestisce la difesa senza affanni e con sicurezza. Un miracolo del portiere austriaco gli nega la gioia del gol.
De Ceglie 6: si dà molto da fare sulla fascia, anche se non risulta sempre preciso, tuttavia è da premiare per i buoni spunti e la voglia di fare.
Sissoko 5,5: trotterella in giro per il campo, senza pressare e senza mettere paura agli avversari. Del vecchio leone ammirato due anni fa è rimasto ben poco, oggi sembra un mansueto gattone, che non ha alcuna voglia di combattere. Paradossalmente meglio nel finale.
Felipe Melo 5,5: non fa mai nulla degno di nota, infatti si limita a svolgere il suo compito senza acuti, perciò ne deriva l’ennesima prova incolore.
Giandonato n.g.: entra solo pochi minuti.
Pepe 5: corre e si propone con costanza, ma sbaglia due gol colossali che un giocatore da nazionale non dovrebbe mai fallire. La sua valutazione viene pesantemente condizionata da questi due episodi, ma da lui ci si aspetta che faccia la differenza.
Martinez 5,5: anche lui s’impegna e lotta, ma appare leggermente in arretrato con la condizione fisica, per questo è spesso in affanno e si ritrova poco lucido al momento della giocata decisiva.
Del Piero 8: il quasi trentaseienne capitano non smette di stupire, infatti aggiunge un’altra perla alla sua collana con l’ennesimo gol “alla Del Piero”; la marcatura dell’attaccante è un saggio di tecnica, precisione balistica e freddezza. Aggiunge anche un palo e un quasi gol. È sempre lui il migliore di questa squadra, ma per quanto ancora?
Amauri 6: buona prova dell’attaccante che nel primo tempo lotta e cerca di creare occasioni. Esce anzitempo per infortunio.
Lanzafame 5: non è a suo agio nella posizione di attaccante, ma non riesce neanche a fare di necessità virtù, infatti si nasconde spesso dietro ai difensori e quando ha la porta davanti a sé sparacchia clamorosamente fuori. Forse la maglia bianconera inizia a pesare un po’ troppo… meglio restare coi piedi per terra.

Juventus – Sturm Graz 1-0. Una vittoria alla Del Piero.

ago262010

 

 

 

 

 

 

 

Un campione infinito. Non ci sono più aggettivi per descrivere quanto ha dato e cos’è Alessandro Del Piero per la Juventus. Il capitano, all’alba dei suoi 36 anni, raccoglie l’opportunità della cessione di Diego per dimostrare ancora di essere un giocatore importantissimo per questa squadra. Non si parla certamente di un ruolo simbolico, morale, di capitano non giocatore, perchè stasera Alex ha fatto vedere che anche dal punto di vista atletico il fisico c’è, eccome. Novanta minuti di classe e di corsa, senza risparmiarsi e senza togliere la gamba, mai.

Lo Sturm Graz era arrivato a Torino con la concentrazione necessaria per mettere in difficoltà i bianconeri. Grande pressing iniziale, sopratutto a centrocampo per spezzare la nostra manovra, e buona fisicità nel contrasto mettevano in difficoltà la nostra linea mediana, che non riusciva ad organizzare il gioco e di conseguenza non poteva alzare il ritmo partita per incanalare la gara su un binario più consono alle nostre caratteristiche di gioco. Juve quindi un po’ “imbambolata” come già sottolineato nei commenti delle precedenti partite. Ne approfittava il nostro avversario che cogliendo l’ingenuità di Motta sulla fascia destra per far arrivare un giocatore davanti a Storari: il palo ci dava una mano salvandoci dallo svantaggio. Sofferenza anche sui calci piazzati, dove forse la difesa a zona di Delneri non riesce ad essere assimilata nei meccanismi dei calci d’angolo. Ma Del Piero inizia a scaldarsi e va vicinissimo al gol in due occasioni, cogliendo un palo che pareggia il computo dei legni. Sul finire del primo tempo leggero infortunio per Amauri che viene sostituito in via precauzionale. E’ Martinez che entra a fare la prima punta, comportandosi (fuori ruolo) decisamente meglio che in altre occasioni.

La Juve inizia il secondo tempo con una marcia in più, rubata evidentemente allo Sturm Graz che cala alla distanza. I bianconeri iniziano a macinare palle gol, tra cui quella di Lanzafame che in area si trasforma in ”mangiafame” per l’imprecisione con cui spedisce a lato una clamorosa opportunità davanti alla porta. La delusione dura veramente poco, allorchè Del Piero riceve un pallone sulla destra che addomestica perfettamente e dopo aver fintato due volte sull’avversario lascia partire un tiro che si insacca all’incrocio dei pali. Un grandissimo gol che ricorda molto gli albori del grande campione, anche per la posizione da cui ha lasciato partire il tiro imparabile. Grande ovazione di tutto lo stadio che riconosce in Alex il condottiero di questa partita.

Ma a Pinturicchio non basta, e continua a sciorinare giocate e assist per i compagni; Pepe si mangia il passaggio del capitano che lo mette da solo in area, così come poco dopo quando lo stesso spreca un bellissimo contropiede innescato dalla cavalcata di De Ceglie sulla sinistra. Anche Chiellini stasera si sente generoso e grazia lo Sturm Graz all’82′ non riuscendo a deviare in rete una “palla sporca” scaturita da un calcio d’angolo.

Applausi finali per tutti e grande festa, anche per Felipe Melo. E questo è tutto dire.

Milan – Juventus 4-5. Perfetti… ai rigori.

ago222010

Chissà perchè dopo aver guardato le partite della Juve mi rimane sempre un retrogusto amaro in bocca. Il Trofeo Luigi Berlusconi è da anni un appuntamento tra i più attesi del calcio d’agosto, tanto da far registrare incassi ed ascolti televisivi davvero importanti. La sfida tra bianconeri e rosseneri infatti, ha rappresentato molto spesso la lente d’ingrandimento con cui i tifosi guardavano le proprie squadre per capire se lo scudetto lo avrebbe vinto l’una o l’altra squadra. Già, lo scudetto… quel tricolore che adesso nè Juve nè Milan possono pretendere di conquistare. Ma pur se le due compagini risultano ridimensionate negli obiettivi, lo stimolo del Trofeo Berlusconi è ancora vivo, più che mai: molti degli attuali giocatori sono gli stessi che si sono contesi mille trofei (Trezeguet, Del Piero, Chiellini, Seedorf, Pirlo, Inzaghi), oppure sono quelli capaci di accendere gli applausi della folla (Ronaldinho e Diego).

Eppure, nonostante la presenza di stimoli “importanti” e dei numerosi riflettori puntati, la squadra di Delneri si è dimostrata ancora troppo spesso rinunciataria, sopratutto nel primo tempo quando la girandola delle sostituzioni non stravolge la partita ogni cinque minuti. Squadra senza iniziativa è sinonimo di mancanza di stimoli, di poca voglia di vincere, o peggio ancora di paura dell’avversario. Via, non è il caso di drammatizzare oltre misura, ma è preoccupante come dopo ogni partita che passi si possa scoprire o evidenziare qualche nuova debolezza juventina anzichè rimarcare qualche progresso della squadra. La formazione iniziale di Delneri non prevedeva di certo l’undici titolare, infarcita com’era della “vecchia guardia” composta da Grygera, Legrottaglie, Trezeguet, Del Piero, ecc…, tant’è che nella seconda frazione i nuovi entrati hanno migliorato sensibilmente il movimento e la velocità di manovra, complice anche il calo del Milan che in alcuni uomini chiave aveva speso davvero molto, come nel caso di Ronaldinho.

Proprio il brasiliano ha fatto da mattatore per quasi tutta la partita, facendoci capire come dovrebbe giocare un vero ispiratore di gioco: cross, assist, dribbling, tiro, …. il Milan girava intorno a lui e la Juve rincorreva la palla. Gli attacchi infatti arrivavano per lo più da destra, nella zona di Grygera che spesso si è lasciato sorprendere fuori posizione. Solo il caso e l’imprecisione del giovane Oduamadi riescono ad evitare un paio di reti di svantaggio nel primo tempo. Bianconeri pericolosi in avanti solamente con qualche iniziativa di Del Piero su calcio piazzato.

 

 

 

 

 

 

 

Nel secondo tempo la Juve pare svegliarsi, complice anche il calo di ritmo dovuto al gran caldo della serata. Diego Amauri e Sissoko rilevano Trezeguet, Del Piero e Marchisio; il brasiliano non è sui livelli di Ronaldinho, ma tiene in costatnte allarme la retroguardia milanista. Sue le iniziative più importanti, compresa la punizione rimbalzata da Chiellini davanti alla porta. Amauri poco attivo, così come Lanzafame e il suo predecessore Martinez. Sull’altra fascia Pepe deve migliorare la spinta e sopratutto il cross, visto che non si spiega come un’ala di ruolo possa riuscire a non mettere quasi mai palloni importanti da fondo campo.

Partita decisa quindi ai calci di rigore, dove la Juventus si aggiuca la ventesima edizione del Trofeo Luigi Berlusconi. Questa la sequenza dei calci dal dischetto: 

Ronaldinho gol; Pepe gol; Thiago Silva fuori; Bonucci gol; Bonera gol; Lanzafame gol; Inzaghi gol; Diego gol; Huntelaar gol; Motta gol.

Aquilani e Krasic: che colpi!

ago202010

“Aquilani??? Ma davvero?”. Chi di voi non lo avrà pensato o sentito da qualcuno vicino a lui quando la notizia è piombata come un fulmine a ciel sereno. Ebbene si, Alberto Aquilani, ex Liverpool e sopratutto ex pupillo romanista, approda alla corte bianconera con la formula del prestito con diritto di riscatto. Delneri e Marotta hanno visto benissimo, individuando nel giovane centrocampista un’operazione a costo zero ma che potrebbe fare le fortune della linea mediana bianconera. Sedici o diciassette i milioni che la Juve dovrà sborsare tra un anno per il suo cartellino, altrimenti il pacco sarà restituito al mittente e tanti saluti.

Certo è che in un centrocampo a quattro, con due ali “obbligatorie”, i posti di centrali rimangono due, con uno tra Marchisio, Sissoko e Aquilani destinati alla panchina. Peccato non poterli vedere mai assieme! Sarebbe stato interessante un modulo 4-3-1-2 con Diego dietro le due punte, ma diamo fiducia al nostro tecnico che a questo punto inizia ad avere una rosa piuttosto ampia anche a metà campo. Pepe, Lanzafame e sopratutto Martinez (vedi commento della partita di ieri) non devono aver convinto del tutto il nostro allenatore, visto che per la fascia è stato preso Milos Krasic, venticinquenne serbo proveniente dal CSKA. Krasic non è un’ira di Dio, come si è visto ai mondiali, però offre alternativa e sopratutto competizione all’interno del reparto, che sicuramente è ciò che serve per alti gli stimoli di un giocatore. Anche qui infatti, quattro giocatori per due posti, e penso che sarà difficile portare tutta questa rosa fino alla fine della stagione; probabilmente ci sarà uno sfoltimento con la formula del prestito, almeno nel mercato di gennaio.

Chiuso (per quest’anno) il capitolo Dzeko, a questo punto bisognerebbe guardare alla difesa. Sì sono arrivati Motta e Bonucci, ma certamente non basta. Ci saranno squalifiche, turnover, e sopratutto infortuni! Mancano dei sostituti o addirittura dei giocatori ancora migliori di quelli attualmente titolari. Come non sottolineare che a sinistra per esempio non convince De Ceglie, sempre più portato ad offendere che non a difendere. Ma che nessuno parli di Molinaro, per piacere. Altrimenti chiudo il blog e arrivederci.

Le pagelle di Sturm Graz – Juventus.

ago202010

Storari 7: superlativo ancora una volta, salvando in piu occasioni la propria porta e permettendo alla squadra di vincere. Non sempre impeccabile ma molto efficace.
Motta 6: partite senza troppi acuti per lui, infatti si limita a difendere la sua zona e cerca di spingere sulla fascia quanto può, senza però creare nulla di eclatante. Un po’ traballante sui calci piazzati, come tutti i suoi compagni.
Bonucci 7: si dimostra uno dei migliori in campo, in quanto marca con precisione gli avversari e segna l’importantissimo gol del vantaggio, dimostrando di poter fare male anche in zona offensiva.
Chiellini 6: non è ancora al massimo della forma, ma è comunque una sicurezza al centro della difesa; alcune sbavature non sono da lui ma siamo sicuri che migliorerà.
De Ceglie 6: non ha vita facile sulla fascia, infatti cerca di spingere ma spesso si trova gli spazi chiusi; tuttavia se la cava egregiamente e crea qualche buona occasione. Meglio in fase di spinta che in copertura.
Pepe 6: prova sufficiente per l’esterno bianconero, che deve ancora adattarsi agli automatismi della nuova squadra, sta comunque crescendo partita dopo partita.
Sissoko 6: anche lui in condizione non perfetta, riesce ugualmente a reggere bene le sorti del centrocampo, senza regalare troppo spazio agli avversari.
Marchisio 6: la testa va piu veloce delle gambe, in quanto ha idee geniali ma spesso non riesce a concretizzarle, per questo offre una discreta prestazione ma senza particolari acuti.
Felipe Melo n.g.: gioca solo venti minuti, senza mettersi troppo in mostra.
Lanzafame 6,5: molto piu attivo di Pepe sulla fascia, corre e confeziona buoni palloni per l’attacco. I difensori avversari sono spesso in affanno quando affonda.
Martinez 4,5: avremmo potuto mettergli un N.G., ma la sua estraneità alla partita ha veramente colpito (negativamente). Un giocatore che deve convincere l’allenatore e giocarsi un posto in squadra, non può essere così rinunciatario.
Diego 6: ennesima prestazione a corrente alternata. Qualche buona giocata ma quando le partite sembrano contare il brasiliano si eclissa dal gioco e fa dimenticare l’ottima prestazione del trofeo TIM.
Del Piero 7: pochissimi minuti in campo per il capitano, un palo, un quasi gol e un assist. Cosa si puo pretendere di piu da un quasi trentaseienne? Alex e e sembra rimanere ancora la bandiera bianconera.
Amauri 7: voto volutamente generoso per il gol della vittoria. Si dimostra comunque il migliore in questo inizio di stagione, in quanto corre e si propone in continuazione ai compagni.

Sturm Graz – Juventus 1-2. Si vince ma si soffre.

ago202010

 

 

 

 

 

 

 

Inizia a scricchiolare la Juve di Delneri, che in terra austriaca subisce la rimonta dei padroni di casa nei minuti finali, salvo poi riuscire a vincere al 90′ grazie ad un colpo di testa di Amauri. Una squadra quasi stregata dallo Sturm Graz, impacciata nei movimenti e imbrigliata nel suo stesso gioco. Gioco troppo prevedibile, privo del cambio di passo che deve essere l’arma in più assieme alla velocità sulle fasce, al contropiede e al possesso palla, cosa che i bianconeri sembrano soffrire. Si, perchè la Juve pare “soffra” il suo stesso possesso palla, in quanto i limiti dell’organizzazione del gioco sono palpabili. Squadra “leggera” che nel primo tempo vince solo perchè il palo nega allo Sturm il pareggio.

Il colpo di testa di Bonucci è il primo dei due gol che la Juve segna su palla inattiva, e che lascia ben sperare per il prosieguo della gara. Ma ben presto lo Sturm cambierà regime e anche la gara cambierà la sua piega. Infatti, dopo aver colto il palo nella prima frazione di gioco, gli austriaci nel secondo tempo prendono coraggio, presentandosi in avanti con sempre maggiore frequenza, mettendo più volte i brividi alla nostra retroguardia. Delneri cerca le contromisure inserendo Martinez, che entra in campo ma non entra in partita, toccando pochissimi palloni e risultando assolutamente inoperoso a tutti gli effetti. Meglio i cambi di Felipe Melo per Marchisio e sopratutto quello di Del Piero per Diego.

Si salva Storari al 77′ del secondo tempo quando devìa goffamente a lato una conclusione che è il preludio al gol dello Sturm Graz, anche questo su colpo di testa da calcio d’angolo. Sembra il pareggio definitivo quando Del Piero prende per mano ancora la squadra e per ben tre volte si guadagna le punizioni ed impegna il portiere sotte le sue stoccate. Un palo gli nega la gioia del gol, che comunque arriva ancora dal corner calciato da Alex per l’incornata vincente di Amauri che fissa il definitivo 1 a 2.

Delneri a fine gara non si dimostra soddisfatto e sopratutto non si nasconde dietro le fatiche della preparazione. Questo è già un buon punto di (ri)partenza.