Il commento alla 5a giornata di campionato.
La tripletta di Krasic ha monopolizzato l’attenzione della domenica sera, dopo che il sabato era stato letteralmente incentrato sulla prodezza di Vucinic. Due giocatori che hanno deciso i rispettivi match contro Cagliari e Inter. I nerazzurri sono infatti stati sconfitti da una Roma che non si è lascita prendere dal panico dopo l’inizio disastroso e le avverse decisioni arbitrali. Colpo di testa vincente dell’attaccante romanista, a sbloccare una partita ferma sullo 0 a 0 fino ai minuti finali. L’Inter dal canto suo ha fatto comunque una buona partita, al pari delle prestazioni dell’era Mourinho; la differenza col passato sta forse nel fatto che al portoghese andava spesso bene che fosse qualcuno dei suoi a risolvere la gara. Roma quindi in ripresa per quanto riguarda il gioco, il carattere e la determinazione. Inter non in involuzione, perchè la partita della squadra di Benitez è stata assolutamente onesta, considerando anche la traversa colta da Stankovic.
Sull’altra sponda milanese invece, il Milan si gongola con il suo nuovo idolo Ibrahimovic. Un altro gol decisivo per lo svedese che non poteva integrarsi meglio negli schemi di Allegri. Ma Ibrahimovic è da considerarsi un giocatore estremamente atipico, infatti i gol che ha ralizzato non sono stati il frutto di manovre collettive o di schemi, semplicemente sono colpi di genio e di potenza del giocatore, che veramente non perdona sotto porta. A lui basta dare la palla, queso deve essere lo schema di attacco. Forse per questo ha fatto bene nella Juve (in assenza di un gioco di attacco), e male a Barcellona (dove tutto è organizzato).
Sempre in tema di dipendenze, come si può prescindere da giocatori che ti segnano tre gol in una partita? Milos Krasic è entrato prepotentemente nel cuore dei tifosi, grazie alle sue reti e sopratutto alle prestazioni in continuo progresso. Generosità, umiltà, spirito di squadra e grinta, senza parlare di attaccamento alla maglia bianconera (ricordate l’aereo che si era pagato lui stesso per raggiungere al più presto Villar Perosa?). Lui e Del Piero stanno sostenendo la squadra in attesa della crescita definitiva del gruppo. Felipe Melo dà cenni di miglioramento, Aquilani inizia ora a giocare, Pepe sta prendendo coraggio, Iaquinta è rientrato e ha già fatto due gol. Quello che è da rivedere è il reparto difensivo. Chiellini si sta facendo trascinare da Bonucci nelle amnesie difensive e la situazione delle corsie laterali non dà garanzie in vista della sfida col Manchester City e poi con l’Inter.
In attesa che le grandi acquisiscano continuità, Lazio e Chievo vivono i loro momenti di gloria. Saggezza nel mercato, tanto lavoro sul campo e disponibilità della squadra verso il progetto. Che poi non è altro che la formula vincente che tutte le squadre dovranno adottare per il futuro.





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