Archivio per settembre 2010

Il commento alla 5a giornata di campionato.

set272010

La tripletta di Krasic ha monopolizzato l’attenzione della domenica sera, dopo che il sabato era stato letteralmente incentrato sulla prodezza di Vucinic. Due giocatori che hanno deciso i rispettivi match contro Cagliari e Inter. I nerazzurri sono infatti stati sconfitti da una Roma che non si è lascita prendere dal panico dopo l’inizio disastroso e le avverse decisioni arbitrali. Colpo di testa vincente dell’attaccante romanista, a sbloccare una partita ferma sullo 0 a 0 fino ai minuti finali. L’Inter dal canto suo ha fatto comunque una buona partita, al pari delle prestazioni dell’era Mourinho; la differenza col passato sta forse nel fatto che al portoghese andava spesso bene che fosse qualcuno dei suoi a risolvere la gara. Roma quindi in ripresa per quanto riguarda il gioco, il carattere e la determinazione. Inter non in involuzione, perchè la partita della squadra di Benitez è stata assolutamente onesta, considerando anche la traversa colta da Stankovic.

Sull’altra sponda milanese invece, il Milan si gongola con il suo nuovo idolo Ibrahimovic. Un altro gol decisivo per lo svedese che non poteva integrarsi meglio negli schemi di Allegri. Ma Ibrahimovic è da considerarsi un giocatore estremamente atipico, infatti i gol che ha ralizzato non sono stati il frutto di manovre collettive o di schemi, semplicemente sono colpi di genio e di potenza del giocatore, che veramente non perdona sotto porta. A lui basta dare la palla, queso deve essere lo schema di attacco. Forse per questo ha fatto bene nella Juve (in assenza di un gioco di attacco), e male a Barcellona (dove tutto è organizzato).

Sempre in tema di dipendenze, come si può prescindere da giocatori che ti segnano tre gol in una partita? Milos Krasic è entrato prepotentemente nel cuore dei tifosi, grazie alle sue reti e sopratutto alle prestazioni in continuo progresso. Generosità, umiltà, spirito di squadra e grinta, senza parlare di attaccamento alla maglia bianconera (ricordate l’aereo che si era pagato lui stesso per raggiungere al più presto Villar Perosa?). Lui e Del Piero stanno sostenendo la squadra in attesa della crescita definitiva del gruppo. Felipe Melo dà cenni di miglioramento, Aquilani inizia ora a giocare, Pepe sta prendendo coraggio, Iaquinta è rientrato e ha già fatto due gol. Quello che è da rivedere è il reparto difensivo. Chiellini si sta facendo trascinare da Bonucci nelle amnesie difensive e la situazione delle corsie laterali non dà garanzie in vista della sfida col Manchester City e poi con l’Inter.

In attesa che le grandi acquisiscano continuità, Lazio e Chievo vivono i loro momenti di gloria. Saggezza nel mercato, tanto lavoro sul campo e disponibilità della squadra verso il progetto. Che poi non è altro che la formula vincente che tutte le squadre dovranno adottare per il futuro.

Le pagelle di Juventus – Cagliari.

set272010

Storari 6,5: un paio di grandi interventi che salvano il risultato. Incolpevole sui gol. È sempre più una sicurezza tra i pali. Il miglior sostituto di Buffon degli ultimi anni.
Chiellini 5,5: gioca una partita pulita e corretta, tuttavia compie un grave errore non chiudendo sul primo gol di Matri. 
Bonucci 6: dimostra maggiore sicurezza e disinvoltura rispetto al match contro il Palermo. Mette lo zampino sul terzo gol bianconero che porta la sua firma.
Rinaudo 6: non si fa notare molto, ma pare a suo agio sulla fascia, pur non essendo il suo ruolo naturale. Un buon esordio per lui e una possibile alternativa in più per Del Neri.
Legrottaglie n.g.: gioca solo pochi minuti, ma fa in tempo a farsi sfuggire Matri, che sigla il gol del 4-2.
Gygera 6: prestazione pulita e senza sbavature, anche se fa solo il suo compito senza eccellere. La squadra ha comunque bisogno di un giocatore solido e quadrato ogni tanto.
Aquilani 6,5: ottima presenza in mezzo al campo in cabina di regia. Non è appariscente, ma corre molto e propone interessanti palloni ai compagni. Si fa notare anche in attacco con un gran tiro dalla distanza, che però finisce fuori.
Sissoko n.g.: solo una breve apparizione per il maliano.
Felipe Melo 6: sembra molto concentrato, attento e preciso in ciò che fa, infatti non commette errori e si dimostra molto presente in mezzo al campo. Quando il brasiliano è al 100% anche i risultati della squadra migliorano.
Pepe 6: in continua crescita, è a suo agio sulla fascia in quanto salta spesso l’uomo e dialoga con facilità coi suoi compagni. Sta diventando sempre più importante nell’economia della squadra.
Krasic 9: una partita perfetta per il serbo, che era un po’ in debito con la fortuna in zona gol. Oltre alla solita prestazione monumentale sulla fascia destra,  sigla le prime tre reti della sua esperienza italiana, trascinando la squadra alla vittoria e candidandosi al ruolo di uomo-chiave. Qualcuno insinua già che la Juventus sia Krasic-dipendente. Forse è così.
Iaquinta 6: tanto impegno e una forza fisica prorompente che gli permette di fare fuori gli avversari spesso e volentieri. Dà profondità alla manovra della squadra e mette i compagni in posizioni favorevoli per concludere. Cerca anche la gloria personale, ma non è fortunato né molto preciso.
Del Piero n.g.: solo i minuti finali per il capitano.
Amauri 5,5: forma un attacco di movimento in coppia con Iaquinta, in quanto la loro velocità unita alla loro fisicità mette in grossa difficoltà la retroguardia cagliaritana. Non sembra al 100% dal punto di vista atletico, poiché alcune volte si dimostra impacciato nei movimenti e perde l’attimo giusto per concludere, rimanendo ancora una volta a bocca asciutta.

Juventus – Cagliari 4-2. A tutto Krasic!

set262010

 

 

 

 

 

 

 

Nessuno dica che la Juve è risorta. Sia perchè nessuno è andato sotto terra prima, nè tantomeno nessuno è andato in cielo adesso. E poi perchè la prova della Juve non è che si sia evidenziata proprio per brillantezza, a dispetto del risultato piuttosto rotondo. Risultato ottenuto per merito di un grande Krasic (sempre più protagonista e trascinatore della Juve), e per demerito di una pessima difesa cagliaritana. Il gioco? Beh, arriverà. Ora bisogna fare punti. Troppo importante per questa squadra infilare quattro o cinque partite vincenti, sia perchè la squadra deve iniziare a prendere fiducia nelle proprie potenzialità, sia perchè la classifica evidenzia un periodo di estrema discontinuità di tutte le squadre, e quindi i punti guadagnati valgono spesso il doppio. Quattro gol che evidenziano un attacco piuttosto prolifico, altri due gol subiti che sottolineano una difesa più che lacunosa.

Scelta obbligata in difesa, con quattro difensori centrali che presidiano la difesa: Rinuado, Bonucci, Chiellini e Grygera… praticamente la più ermetica linea che Delneri potesse schierare, (visto appunto il discorso che si faceva sui gol subiti). A metà campo esordio dal primo minuto di Aquilani, in coppia con Felipe Melo in questo inedito duo centrale che ”a pelle” può lasciare qualche perplessità. In avanti Iaquinta e Amauri, la coppia che ha giocato negli ultimi minuti con il Palermo.

Dopo le prime battute iniziali, la Juve passa in vantaggio al 12′ con Milos Krasic, primo gol in maglia bianconera davanti ai tifosi del Comunale! Sulla ribattuta di un calcio d’angolo, ecco il serbo che dal limite dell’area si avventa sul pallone gonfiando la rete! Ottimo premio per il serbo che dall’inizio della stagione ha continuato a migliorare mettendosi al servizio della squadra e dimostrando un attaccamento alla maglia che non si vedeva dai tempi del suo clone (Pavel Nedved).

La squadra comunque si muove lenta e non accompagna l’azione di attacco con le linee arretrate. I reparti sono spesso scollegati e non c’è compattezza di squadra e omogeneità nel gruppo in campo. Infatti gli stessi sembrano assolvere il loro compito “singolarmente”, senza partecipare alla manovra o ai compiti che devono essere svolti dai compagni. Così gli attaccanti non tornano, i centrocampisti non coprono e non si inseriscono, e i difensori non spingono. Fortunatamente il Cagliari inizia molto arretrato, permettendo alla Signora di pagare meno del dovuto in avvio di gara.

Ci pensa però Matri, che approfitta di un cross dalla destra per infilare in rete da due passi dalla porta. Chiellini e Bonera letteralmente fermi sulle gambe, mentre Rinaudo troppo leggero sull’ala sinistra cagliaritana. Difesa da bocciare in toto in questa occasione. Palla al centro e si ricomincia dall’uno pari. Non passa però molto tempo che Amauri recupera una palla persa in area di rigore e serve pepe sulla sinistra, che crossa in direzione di Krasic che allunga il piedone e in scivolata riesce a mettere dentro. Due a uno per la Juve! Ma quanti errori il Cagliari, che perde palla a pochi passi dalla porta e non riesce a chiudere in tempo sul facilissimo cross di Pepe.

Piuttosto sotto tono il nostro reparto avanzato, sostenuto da Krasic che propone e conclude con una efficacia devastante. La partita “no” di Iaquinta si palesa con la conclusione di Vincenzo che colpisce il volto del portiere trovandosi a tu per tu davanti alla porta. Non succede altro fino alla fine del primo tempo.

Al rientro, la Juve porta a tre le reti sui sardi, dopo una mischia in area che vede in Bonucci l’ultimo a toccare la palla prima che questa varchi la linea: tre a uno! E la Juve inizia a mettere al sicuro la vittoria, anche se i bianconeri non ci stanno a rinunciare all’attacco, mettendo Amauri in condizione di colpire di testa senza però centrare il bersaglio grosso.

Cagliari piuttosto sfiduciato nell’iniziativa e nella ricerca del gol, gioca su lanci lunghi senza produrre grandi preoccupazioni alla formazione di Delneri. Come al solito la sveglia arriva da Matri che riesce a colpire con la punta del piede indirizzando il pallone non lontano dall’incrocio dei pali. Che brivido!

Ma la serata magica di Krasic non è finita: ancora lui a controllare una palla al limite dell’area e a cercare il tiro piazzato verso la porta: deviazione di un difensore che spiazza il portiere permettendo a Milos Krasic di fare la sua prima tripletta in maglia bianconera, e alla Juve di mettere al sicuro la partita.

Via alle sostituzioni finali, con Rinaudo che esce colto dai crampi, sostituito da Legrottaglie, mentre Alex Del Piero rileva uno spento Iaquinta. Grande leggerezza della nostra difesa che concede a Matri il 2 a 4, frutto di una dormita colossale che lascia passare l’assist per l’attaccante cagliaritano. Errore più da distrazione che da incapacità tecnica. Ma comunque un errore da evitare sempre.

Positivi quindi Krasic, e con lui tutto il centrocampo. Da rivedere la difesa e l’affiatamento Bonucci - Chiellini che deve assolutamene maffinarsi.

Le pagelle di Juventus – Palermo.

set242010

Storari 6: compie importanti interventi che evitano un passivo superiore. Non impeccabile sulla punizione di Bovo.
Chiellini 5: questa volta non riesce a salvare la difesa dal naufragio, infatti nonostante la sua consueta grinta, si fa saltare troppo facilmente dagli avversari.
Bonucci 5: gli attaccanti del Palermo arrivano ovunque e lui non riesce a fermarli in nessun modo. Spaesato.
Grygera 5: se già solitamente non brilla sulla fascia destra, meno ancora lo fa su quella sinistra; è un fattore nullo nell’economia del gioco bianconero, poiché spinge raramente e in difesa non riesce a fermare gli avversari. Udine è stata per tutti un’altra cosa.
Motta 5: si fa saltare costantemente e con una facilità imbarazzante, tanto che gli attaccanti del Palermo trovano spazi immensi per affondare dalla sua parte. Dal terzino ci si aspetta che per prima cosa sappia difendere.
Marchisio 5: appare stanco e compassato in mezzo al campo. Non riesce ad essere l’arma in più della squadra, fallendo sia nella fase d’impostazione di gioco, sia nella fase di copertura.
Felipe Melo 5: non riesce a spezzare le trame di gioco dei centrocampisti avversari, che riescono a servire facilmente le punte e infliggono un’altra sconfitta alla Juventus.
Krasic 6: è forse il più lucido e vivace della squadra. Si rende protagonista delle sue solite discese che fruttano cross e azioni pericolose. Pecca di precisione in zona gol.
Pepe 5: solo un buono spunto in tutto il match. Troppo poco per uno che dovrebbe essere l’arma vincente della squadra. Fatica anche molto in copertura rientrando veramente di rado. Delneri lo sostituisce giustamente.
Iaquinta 6: merita la sufficienza per il consueto impegno e per la rete della bandiera, tuttavia non incide più di tanto.
Del Piero 6: il capitano cerca di salvare la squadra assumendosi la responsabilità di creare gioco. Mostra la sua classe con scambi sullo stretto e uno-due veloci coi compagni, che però non concretizzano i suoi suggerimenti. La traversa gli nega la gioia dell’ennesimo eurogol.
Aquilani n.g.: mezz’ora in campo, ma nulla degno di nota.
Quagliarella 5: fa fatica a trovare spazio nelle maglie strette della difesa del Palermo e soffre la fisicità degli avversari.
Amauri 6: lotta su ogni pallone e cerca il gol con insistenza, tuttavia non è fortunato e resta a bocca asciutta. Se dovessimo giudicarlo solo dall’impegno sarebbe da 10.

Juventus – Palermo 1-3. Svegliti Juve!

set242010

 

 

 

 

 

 

 

La sensazione di essere sull’ottovolante è una cosa che può essere talvolta divertente, ma non se ti aspetti il saliscendi allora ti può dare veramente fastidio. Domenica tutto su, e oggi tutto giù, e il risultato è che lo stomaco dei tifosi juventini in questo momento è molto provato. Brutta partita, brutta interpretazione, brutto il risultato finale. Prendere in casa tre gol da una squadra sulla carta molto inferiore, può dare veramente una scossa negativa all’ambiente, condizionando il lavoro di Delneri in previsione futura. Inutile girarci intorno, questa è una “botta” pesante, ma per fortuna tra pochi giorni si giocherà ancora; questo potrebbe essere una chance per poter dimenticare subito la vergogna di oggi. Squadra fragile, molle, poco convinta, sopratutto troppo vulnerabile, se pensiamo che il Palermo non ha assolutamente fatto una gara di attacco. I rosanero hanno fatto una gara quasi perfetta, capitalizzando le occasioni avute e limitando i bianconeri a poca cosa. Evidentemente la Juve è entrata in campo gongolante dagli elogi dello scorso turno di campionato. E ha pagato.

Juve in campo in formazione tipo, con Del Piero ancora titolare al fianco di Quagliarella e Marchisio a comandare il centrocampo. Nemmeno il tempo di accendere la tv che il Palermo è già in vantaggio. Guardi bene la tv, ed è proprio così, non ti stai sbagliando: ospiti in gol con Pastore che ribadisce in rete una respinta di Storari, battendo da fuori area. Il più classico dei triangoli taglia fuori la difesa bianconera portando al tiro i rosanero; da qui si inizia a capire come balla (e ballerà) la nostra difesa. Si parte quindi in salita, dallo 0 a 1. E’ ancora troppo presto per innescare una scossa nella squadra, infatti i bianconeri non hanno la giusta reazione immediata, preferendo cercare di riorganizzare la manovra. Ci vogliono 15′ per vedere qualcosa che assomiglia ad un tiro in porta, effettuato da Pepe.

Palermo più vicino al raddoppio che la Juve al pareggio: contropiede fulmineo della squadra di Rossi che non si concretizza veramente per un soffio. Le iniziative della Juve vengono invece stroncate tutte sul nascere, se escludiamo sporadiche conclusioni di Del Piero sulle punizioni da lunga distanza. Ma lo show dei rosanero non è finito qui: ancora Pastore che colpisce il palo andando vicinissimo al K.O.; momento diffici

Il commento alla 4a giornata di campionato.

set232010

In attesa del posticipo di domani che vede impegnate Palermo e Juventus, il campionato non cambia il percorso fin qui seguito, lastricato di polemiche, errori arbitrali e risultati a sorpresa. Per una volta, si dirà, un arbitro ha favorito una squadra piccola a scapito di una grande. Sul campo di Brescia infatti ne sono successe di tutti i colori, e non stentiamo a credere che i giallorossi possano addebitare le colpe della sconfitta, proprio alla terna arbitrale, che ha concesso un rigore inesistente (con annessa espulsione) ai lombardi, quando il giocatore del Brescia era nettamente in fuorigioco. Cose che capitano ogni domenica, si dirà anche questo. E invece è proprio qui che sta l’errore: queste cose non dovrebbero capitare nè una domenica nè mai. Il calcio sta perdendo credibilità e appassionati: fate qualcosa!

Anche a Firenze staranno gridando “fai qualcosa” al povero Mihajlovic, che ancora non riesce a vincere una partita con la sua Fiorentina. Nonostante il gol di Gilardino, la partita col Genoa finisce in parità, inguaiando ancora di più i viola in classifica. Sicuramente la panchina del serbo è attualmente già in bilico, insieme a quella del collega Guidolin, che giace ancora sul fondo a quota zero.

Ma veniamo al “calcio che conta”. Detto della Juve che gioca domani, in questo turno abbiamo constatato i progressi dell’Inter e confermato le difficoltà del Milan. Milito, Milito, Eto’o e ancora Eto’o portano i nerazzurri in paradiso. Solitari in vetta, gli uomini di Benitez ritrovano il sorriso e possono così riprendere a lavorare serenamente. Risultato rotondo e mai in discussione, un 4 a 0 che non lascia spazio ai commenti. Quella che invece andrebbe commentata è la partita del Milan, che a Roma non è riuscita a gestire il vantaggio di un gol, facendosi recuperare dai laziali. Le note positive sono l’ennesimo gol di Ibrahimoc e una buona prestazione in trasferta, espressa in alcuni tratti della gara. Quelli negativi sono appunto la discontinuità, la scarsa gestione della partita e la qualità del gioco ancora carente nonostante si sottolineassero i piedi buoni dei rossoneri. Ancora rimandata quindi la squadra di Allegri che fino ad ora ha convinto solo nella goleada casalinga con il Lecce.

Chiudiamo con la sorpresa Chievo, che ha vinto a Napoli per 3 a 1 legittimando la buona posizione in classifica fin qui ottenuta. Per la squadra partenopea invece pesano senza dubbio le distrazioni europea a cui la squadra e la società non sono abituate.  

Le pagelle di Udinese – Juventus.

set192010

Storari 6,5: compie un paio di parate importanti che mantengono la sua porta inviolata, ma per il resto è normale amministrazione.
Chiellini 6: stesso discorso che per Storari. Si rende protagonista di alcuni interventi decisivi che evitano alla difesa di subire gol. Poi niente di particolare.
Bonucci 6,5: il suo “vizio” di spingersi in avanti gli frutta un altro semi gol, che sblocca il match e mette la strada decisamente in discesa. Si dimostra in netta crescita anche al centro della difesa, rispetto alle ultime uscite.
Motta 6: giornata poco impegnativa per lui, che comunque affronta con diligenza tattica chiudendo gli spazi agli attaccanti avversari e sviluppando buone trame di gioco sulla fascia.
Legrottaglie n.g.: gioca solo uno spezzone di partita a risultato ormai acquisito, quindi non ha molto da fare.
Grygera 6: non è nel suo ruolo ideale sulla sinistra, ma gioca con attenzione non lasciando spiragli liberi agli avversari e meritando la sufficienza piena.
Felipe Melo 6,5: gioca come un mastino, mordendo le gambe degli avversari e recuperando molti palloni, tra cui quello che dà il via all’azione dello 0-3. Meriterebbe un voto migliore, ma come spesso gli succede, scollega il cervello e si fa ammonire anche in questa circostanza.
Sissoko n.g.: solo uno scampolo di match, in cui deve solo gestire quanto fatto dai compagni.
Marchisio 7: sta diventando sempre più il perno di questa squadra, infatti i suoi inserimenti sono la chiave del gioco della Juventus e scompigliano le difese avversarie. Replica il gran gol con la Sampdoria, con un altro grandissimo tiro al volo, che lascia impietrito Handanovic e chiude virtualmente il match.
Pepe 6,5: è sempre più in crescita sulla fascia sinistra, in quanto salta l’avversario con regolarità ed estrema facilità. Grazie alla sua forma fisica, riesce a dare gran respiro alla manovra bianconera. Può diventare una pedina inamovibile della squadra.
Krasic 7: la furia s’è spostata verso est, dalla Repubblica Ceca alla Russia e dalla fascia sinistra a quella destra. Finita l’era di Nedved, sembra iniziata quella di Krasic. L’ala bianconera macina chilometri sulla fascia e dribbla gli avversari come birilli, conquistando il fondo più volte e mettendo in condizioni favorevoli gli attaccanti per colpire. Se darà continuità alle prestazioni, la squadra potrebbe decollare.
Quagliarella 7: crea scompiglio nella difesa avversaria, svariando su tutto il fronte offensivo in modo da permettere gli inserimenti dei centrocampisti, che possono battere a rete. Il dialogo con Del Piero migliora a vista d’occhio. Oggi si concede una chicca balistica, deliziando i tifosi con un colpo di tacco che ricorda il grande Bettega.
Del Piero 7: classe e testa, il capitano è in forma smagliante. Contro l’Udinese mostra ancora una volta maturità e consapevolezza tecnico-tattica, in quanto non spreca neanche una palla e sforna palloni e assist per i compagni. L’emblema è l’azione che dà via al terzo gol, in cui il capitano temporeggia fino al momento giusto, aspettando la discesa di Krasic che poi manderà in gol Marchisio.
Iaquinta 6,5: ha tanta voglia di lottare e mettersi in mostra. Dà profondità alla squadra e si merita il gol che cala il poker e chiude una prestazione esaltante, da parte di tutta la squadra.

Udinese – Juventus 0-4. Ma era la Juve?

set192010

 

 

 

 

 

 

 

 

Deve portare fortuna lo stadio Friuli alla Vecchia Signora, che ad Udine ha quasi sempre vinto, collezionando anche momenti memorabili come il famoso 5 maggio 2002. Ed è proprio qui che la “sgangherata” squadra di Delneri poteva lasciarci le penne nuovamente (visto che i padroni di casa venivano da due sconfitte consecutive), ma la fortuna stavolta ha sorriso ai bianconeri. Come nelle sconfitte bisogna sempre rapportarsi alla prestazione dell’avversario, così anche nelle vittorie bisogna prendere atto dei demeriti dell’altra squadra. E proprio nella prestazione disastrosa dell’Udinese che bisogna leggere questa partita. Una vittoria che non è assolutamente in discussione in quanto la Juve vista oggi ha fatto vedere dei valori in campo assolutamente maggiori rispetto all’Udinese, e sopratutto migliori alle precedenti due partite di campionato. Una manovra più fluida, un’azione d’attacco più convinta, e una brillantezza che, come dicevamo prima, non può non tener conto delle gentili concessioni dell’avversario. Vittoria messa in banca già nel primo tempo, con un sonoro 3-0 che chiudeva definitivamente le sorti dell’incontro.

Partita che inizia col buon piglio dei bianconeri, che schierano Del Piero confermatissimo in avanti, ad affiancare l’ex Quagliarella, mentre il centrocampo vede la linea composta da Krasic, Felipe Melo, Marchisio e Pepe, con la difesa che presente il solo Grygera come novità al posto di De Ceglie. Brivido per un calcio di rigore richiesto dai padroni di casa, ma la sensazione è quella di un intervento da punire, ma forse fuori area. Da qui prende però il largo la Juve. Da un corner nasce la mischia che fa gridare al gol Bonucci, ma in realtà la rete è un autogol che però non varia il risultato. Uno a zero per noi!

Passano solo 6 minuti che la nuova “furia” Krasic sfrutta la fascia fino in fondo e mette un ottimo pallone per Quagliarella che di tacco mette nuovamente in rete: raddoppio juventino! Potenza e classe l’azione perfetta che porta al secondo gol gli assatanati della Juve. La squadra domina il campo e gioca in modo molto arioso, sopratutto con Krasic che fa veramente male quando accelera, e che mette sul piede di Marchisio il delizioso assist che il nostro futuro capitano trasforma al volo con un risultato davvero pregevole. Tre a zero e secondo passaggio gol del grande Krasic.

Primo tempo davvero perfetto degli uomini di Delneri, che non vengono quasi mai impegnati sopratutto a centrocampo, dove si fanno surclassare dalla compagine di Torino senza riuscire ad imporre la minima difficoltà del fattore campo. Il primo tempo sta tutto nei tre gol decisivi e fantastici che non mettono scampo ad una spenta Udinese.

A risultato acquisito, un po’ di riposo viene concesso giustamente ad Alex Del Piero, sostituito a favore di Iaquinta, un ex che non ha mai dimenticato i suoi trascorsi ad Udine. ma proprio Vincenzo che al 33′ riesce a fare un bellissimo gol da fuori area, si rende partecipe di un gesto poco simpatico verso i tifosi udinesi, forse rei di averlo fischiato. C’è da dire che Iaquinta si è poi subito scusato, ma certi atteggiamenti sul 4 a 0 non dovrebbero manifestarsi in un campione della Juventus.

Un gol che serve praticamente solo al tabellino e alle statistiche perchè la partita subisce nella seconda frazione un brusco rallentamento sul piano del ritmo e della voglia di fare. Succede poco da menzionare quindi, se non la stabilità dell’assetto della squadra , ed un modulo che, pare, oggi sembrava molto calzane su questi uomini. Grande e continua crescita di Krasic che veramente si dimostra l’arma in più di questo inizio stagione. Ottimo il gol di Quagliarella e, sopratutto, i tre punti che ancora mancavano.

Le pagelle di Juventus – Lech Poznan.

set172010

Manninger 6: voto “politico”. Non ha grandi responsabilità sui gol, in quanto gli errori li commettono i difensori. Per il resto non è molto impegnato.
Chiellini 7: fatica in difesa, ma si rifà con due gol da attaccante navigato che salvano la squadra dalla sconfitta ed evitano un’altra disfatta totale.
Legrottaglie 5:  in completa balia degli attaccanti avversari, non riesce mai a trovare la posizione e lascia spesso gli attaccanti avversari in condizione di concludere.
De Ceglie 5: qualche buono spunto sulla fascia e qualche cross, ma una fase difensiva ancora da rivedere.
Motta 5: con lui la situazione non migliora, in quanto non riesce ancora a trovare un ruolo definito in questa squadra. Meglio da centrocampista che da difensore.
Grygera 5: non brilla assolutamente e non riesce ad incidere sulla sua fascia di competenza. Commette spesso errori di posizione, che compromettono la stabilità della difesa.
Sissoko 5,5: corre molto e si dà da fare, però sbaglia spesso in fase di impostazione. Non lucido per via della condizione non ottimale, tanto da rischiare il secondo giallo nella ripresa.
Felipe Melo 5: sembra tornato quello dell’anno scorso. Commette il fallo da rigore del vantaggio avversario e lascia tanto spazio a Rudvens quando scocca il tiro del 3-3 definitivo. Certe disattenzioni si pagano molto care.
Lanzafame 5: impacciato e timoroso. La maglia bianconera pesa. Delneri deve sbloccarlo psicologicamente.
Pepe 6: prestazione sufficiente, ma senza tanti spunti. Si dà molto da fare, ma non cambia il volto della squadra.
Krasic 6,5: è forse il più vivo della squadra, infatti è protagonista di accelerazioni che lasciano sulle gambe gli avversari. Purtroppo i compagni non sfruttano i suoi preziosi assist.
Del Piero 7: l’ennesima perla da aggiungere alla sua collana. Un sinistro fulminante che lascia il portiere avversario impietrito. La sua prodezza non basta alla squadra per vincere.
Iaquinta 6: lotta molto e cerca palloni per segnare, ma non è né fortunato, nè degnamente assistito.
Marchisio n.g.: solo i minuti finali per lui.

Juventus – Lech Poznan 3-2. EuroAlex non basta.

set162010

 

 

 

 

 

 

 

Ogni tanto mi chiedo se il turnover sia così utile o se non sia il caso che le riserve rimangano ad allenarsi duramente a Vinovo, per essere poi veramente pronti quando vengono chiamati in causa. Ora sappiamo che la Juve non può contare sui ricambi se vuole dare un turno di riposo ai titolari, sperando anche di vincere la partita. O l’una, o l’altra. Troppa la differenza di rendimento, di passo, di concentrazione da chi solitamente va in campo e chi no. Se poi contiamo che anche i titolari molto spesso fanno delle prove sconcertanti, allora ci chiediamo quale sia il livello di giocatori come Grygera (la cui involuzione aumenta di anno in anno), di Legrottaglie (su cui pesa la carta d’identità), Lanzafame (che incespica sempre su sè stesso), e Felipe Melo, che non abbiamo ancora capito se sarà o meno titolare, ma che attualmente merita un posto fisso in panca. Al di là delle qualità tecniche che sono evidentemente diverse per ogni singolo, esiste una caratteristica che ogni giocatore che indossa la casacca bianconera deve avere: la grinta e la voglia di vincere. Non si capisce come ci siano giocatori come quelli citati sopra, che non arrivino alla partita con la determinazione e la mentalità vincente per affrontare una partita di Europa League, e per mostrare all’allenatore il loro valore. In Europa non si scherza, sbagli l’approccio e puoi pagarla cara già in pochi minuti. E così fu.

Partita lenta in avvio, molle da parte bianconera mentre guardinga da parte polacca. L’avversario ci studia, sa come colpirci e aspetta il momento migliore per avventarsi sulla preda. E’ la difesa il punto debole della Juve, tutto il mondo lo sa! E quando i bianconeri attaccano, le retrovie sono ancora più sguarnite, perchè Chiellini, Legrottaglie e De Ceglie, sono giocatori naturalmente portati ad accompagnare l’azione di attacco, sopratutto sui calci da fermo. Alla prima occasione il Lech Poznan affonda nella retroguardia come una lama nel burro. Imbarazzante poi l’intervento di Felipe Melo che causa il calcio di rigore per i nostri avversari: pochi minuti e la Juve è già sotto di un gol.

Non basta questa scossa per far svegliare i bianconeri; la manovra rimane imprecisa, la palla gira lenta e alta, i giocatori sono fermi sulle gambe. Iaquinta al 22′ resiste a due difensori e riesce a tirare, ma è facile preda del portiere. Non c’è altra iniziativa prima del raddoppio ospite, che vede la complicità delle belle statuine juventine, che perdono tre palle vaganti in area di rigore, rimanendo in balia delle continue iniziative degli avversari. Due a zero alla mezzora del primo tempo, con la line adifensiva composta da Legrottaglie, Grygera, De ceglie e Chiellini completamente da rivedere, nell’occasione coadiuvati nel ripegamento dall’utile apporto di Lanzafame.

Proprio quest’ultimo avrebbe di lì a poco l’occasione per tirare in porta, ma svirgola clamorosamente da buona posizione. Il primo tempo è agli sgoccioli, e per non farsi mancare nulla arriva anche l’infortunio di De Ceglie, sostituito da Motta con Grygera che passa a sinistra. Paradossalmente questo nuovo assetto darà maggior sicurezza al reparto. Ma quando la prima frazione sembrava conclusa, ecco che sbuca dalla mischia Girgione Chiellini che di testa corregge in rete portando la Signora su un 1 a 2 carico di speranza.

Le squadre rientrano in campo, ed alla prima occasione ecco ancora Chiellini, il più pericoloso dei nostri attaccanti, a mettere la zampata che porta al pareggio dei bianconeri. Ma che grande cuore questo giocatore! Grande Giorgio, futuro capitano della Vecchia Signora!

Ora è tutta un’altra gara; la juve cerca di alzare il ritmo ed inizia a credere nella rimonta, anche in concomitanza dell’ingresso di Pepe e alla crescita di Krasic che forniscono più mobilità sulle fasce laterali. Il “biondo” è encomiabile quando non trova soluzioni in avanti e si preoccupa di liberarsi del marcatore e di andare anche al tiro. Un giocatore che con la sua voglia di fare conquisterà il cuore dei tifosi (sempre che non lo abbia già fatto!).

E quando c’è la torta ma manca solo la ciliegina, ecco che non ci può essere guarnizione migliore di una perla di Alex Del Piero. Gran bomba da lontano che si infila in porta dopo aver scavalcato il portiere. Grandissimo eurogol del capitano, accentuato dal fatto di aver tirato anche col piede sinistro! Una magia che fa esplodere lo stadio in una standing ovation assolutamente meritata: 3 a 2! 

La Juve controlla la gara ma non rinuncia all’attacco, sfiorando anche la quarta rete al 90′ con Motta, ma è nei due minuti dopo lo scadere che si concretizza la beffa, con un altro eurogol di Rudnevs che segna la sua personale tripletta scagliando un tiro imparabile da fuori area.

Finisce con la beffa quando ancora negli occhi avevamo la magia di Alex.