Archivio per ottobre 2010

Il commento alla 9a giornata di campionato.

ott312010

Tanti, forse “troppi” gli spunti di analisi per quest’ultima giornata di campionato. Procediamo in ordine cronologico degli avvenimenti. Venerdì l’Inter ha strappato una vittoria in quel di Genova, senza peraltro convincere nessuno come succede da parecchie giornate. Forse solo un paio di volte si è vista quest’anno una Inter dirompente, per il resto solo partite abbastanza mediocri. Che sia veramente una “annata no” per i nerazzurri? E’ presto dirlo, ma i problemi dei nerazzurri sono evidenti, anche nelle prestazioni singole dei giocatori. Finchè c’è la vittoria i probleimi passano però in secondo piano.

Dalle “gioie e dolori” nerazzurre a quelle giallorosse. La squadra di Ranieri ha vinto contro il Lecce per due reti a zero, ma quante polemiche per l’ennesima reazione di Totti che gli è costata il cartellino rosso e l’automatica squalifica nel derby con la Lazio. Un provvedimento senza dubbio molto severo da parte dell’arbitro, che poteva limitari al giallo, visto la scarsa gravità del gesto, ma resta il fatto che in ogni partita il capitano giallorosso finisce sempre protagonista in qualche rissa o in qualche gesto incomprensibile. Nervosismo di un campione che non riesce più a tenere i sui standard di rendimento?

Continuando il tempa “gioie e dolori”, arriviamo alla partita tra Milan e Juve di ieri sera. I bianconeri si sono esaltati in una vittoria esterna tanto importante quanto ottenuta in grande emergenza, con l’assenza di Krasic, Chiellini, Buffon, Grygera… e gli infortuni in campo di Martinez e De Ceglie. Titoli a dodici colonne per la Juve targata Gigi Delneri, che ha puntato ancora una volta sull’importanza di indossare questa maglia. Siamo molto soddisfatti per questi valori che vengono sempre evidenziati dal nostro mister, e che devono essere lo spirito trainante per conseguire risultati sempre più ambiziosi. Il rammarico è rappresentato dal lungo stop che dovranno rispettare Martinez e De Ceglie. Grosse tegole visto lo stato di forma di due tra i migliori in campo a San Siro. Solo ombre invece per il Milan che è riuscito a concretizzare soltanto una delle tante occasioni da gol create. I giocatori devono imputare la sconfitta principalmente ai loro errori, e fa bene Allegri a guardare avanti e considerare anche il numero di occasioni create.       

Per quanto riguarda invece le partite di oggi, continua a sorprendere la cavalcata vincente della Lazio, che si sbarazza a anche del Palermo, mentre il Napoli tiene il passo della Juventus a quota 15 punti. Continua a vincere anche l’Udinese, arrivato in zona Europa, mentre la Sampdoria priva di Cassano (ormai quasi un ex giocatore blucerchiato), vince al 92′ in quel di Cesena grazie al gol del solito Pazzini.

Milan – Juventus 1-2. Non ci serve Krasic!

ott312010

Luci a San Siro sulla Juve! Anche se poi non è tutto oro quello che luccica. Grande ed importantissima vittoria bianconera sul campo del Milan, dopo una settimana funestata dalle polemiche, dalla squalifica di Krasic e da tutte le critiche sul confronto tra la stellare compagine rossonera e la povera Juventus operaia. Ebbene, di spada e di sciabola, la Juve si porta a casa i tre punti al termine di una partita combattuta e sempre giocata al massimo delle possibilità. Grande paura iniziale per i tifosi juventini quando nel prepartita vedono infortunarsi Chiellini (che non riuscirà a scendere in campo), e Del Piero che invece riesce a fatica a terminare il riscaldamento. Difesa quindi di emergenza, con Motta, Legrottaglie, Bonucci e De Ceglie, mentre Martinez sostituisce lo squalificato Krasic prendendo posto sulla sinistro. A destra si piazza Marchisio, con Aquilani e Felipe Melo in mezzo al campo. Del Piero e Quagliarella completano lo schieramento bianconero  in avanti. 

Non passano trenta secondi che subito Pato si presenta davanti a Storari, ma vedremo che non sarà una serata fortunata per lui. Stessa cosa per Ibrahimovic, che colpisce l’incrocio dei pali con una grande giocata da fermo. Ancora Ibra che tira in modo piuttosto debole facilitando la parata del sempre ottimo Storari. Inizio ubriacante della squadra di Allegri che mette alle corde lo “sparring partner” Juventus, martellando con la velocità di Pato, Ibra e Robinho che si alternano a prendere palla tra le linee per mandare l’uno o l’altro davanti alla porta. La Juve cerca di difendersi come può, ma il divario tra l’attacco rossonero e la difesa bianconera salta subito all’occhio.

Contropiede Ibra che perde il pallone a metà campo, Legrottaglie serve al volo Del Piero, solo sulla sinistra; Alex avanza ed esplode il tiro sul primo palo che però viene neutralizzato dal portiere. Prima occasione Juve dopo tante milaniste. Ma quando nessuno se lo aspetta, ecco che Quagliarella si avvita su un pallone alto colpendo di testa in modo imparabile: uno a zero! Il gol di testa in mezzo a due giocatori rossoneri, dimostra chiaramente l’imbarazzante difesa dell’undici di Allegri. Milan ricomincia l’azione di attacco con Ibra che nuovamente spreca alto, mentre Pirlo cerca di colpire su punizione, ma è ancora Alex in contropiede a costringere Abbiati ad una difficile deviazione in corner.

Martinez scatenato sulla sinistra! Uno, due avversari saltati e tiro a colpo sicuro rimpallato all’ultimo secondo. Quante emozioni, e siamo solo al 30′! La squadra di Allegri abbassa il ritmo furioso dei primi minuti, forse per tirare il fiato, forse perchè capisce che la propria difesa può anche subire il secondo gol sotto i contropiedi altrettanto micidiali di Del Piero e Quagliarella. Questa partita infatti sembra uno scontro tra attacchi e difese, dove il centrocampo vive solamente di palloni di transizione. Giallo per Felipe Melo e Boateng, mentre entrambe le squadre sono costrette già ad una sostituzione per parte, causa infortuni. Entrano Abate al posto di Bonera e Pepe per De Ceglie. Difesa Juve composta da Pepe, Legrottaglie, Bonucci e Motta… se non è emergenza questa?!!

Prima della fine del primo tempo, grandi brividi infatti per una schiacciata di testa di Ibrahimovic a due passi da Storari (troppo centrale), e subito dopo per un’altra conclusione alta da ottima posizione dopo essersi liberato facilmente di Pepe. Nessun cambiamento nelle formazioni delle due squadre al rientro in campo per la seconda frazione di gioco. Milan sempre arrembante, e per Pepe è tempo del primo cartellino giallo da terzino. Esce Martinez per l’ennesimo infortunio, ed entra Sissoko. Sfortunato l’esterno di Delneri che stava davvero facendo un’ottima partita, correndo molto sia in fase di contenimento, sia nella proposizione dei numerosi rilanci juventini. Sissoko prende posto sulla destra, mentre Marchisio si piazza sulla fascia sinistra. Quattro centrocampisti centrali sulla linea mediana di Delneri, un allenatore che fa del gioco sulle fasce uno degli aspetti fondamentali dell’organizzazione di gioco.

E’ proprio il maliano che approfitta di una disattenzione di Antonini per involarsi verso la porta del Milan; il nostro Momo “cicca” in modo clamoroso la conclusione, finendo a terra ma riuscendo comunque a difendere la palla, servendo a rimorchio Del Piero che non ci pensa molto prima di tirare una sassata che si infila alla destra di Abbiati: pazzesco due a zero a San Siro!

Il Milan accusa il colpo e va in bambola, non riuscendo più ad organizzare le idee. Esce uno spento e fischiatissimo Pato per Filippo Inzaghi. Le iniziative avversarie vengono sempre più affidate alle discese di Robinho, che vince spesso i duelli con Motta; da una di queste scorribande sulla destra arriva il cross che mette il pallone giusto sulla testa di Ibrahimovic, solo da spingere in rete. Uno a due rossonero, e dieci minuti buoni ancora da giocare. Delneri sostituisce così lo sfinito Del Piero con Amauri, un cambio assolutamente giusto per dare più peso e più respiro alla nostra retroguardia.

Brividi finali per un cross di Abate che attraversa tutta la nostra porta e per una rovesciata di Inzaghi che non trova il pallone. La Juve è come un muro di gomma che respinge tutti i palloni che arrivano dalle parti della sua porta, e così alla fine vincono i bianconeri! Con la forza, con il cuore, con il gruppo. Senza Krasic!

Prepartita Milan-Juventus. Formazioni e curiosità.

ott292010

E’ stata una settimana travagliata, a dir poco turbolenta, per la Juve. Una settimana che da una parte mi ha fatto evocare bei ricordi, quando eravamo ancora i più forti e i più perseguitati, ma che, d’altro canto, ci ha catapultati nella situazione che tutti conoscete. E’ stata una settimana scossa fortemente dal caso Krasic; può il calcio di rigore più ininfluente della storia del calcio, scatenare un putiferio di polemiche così grande? Sì, se la squadra in questione si chiama Juventus. Ma, dopo aver riflettuto sul caso Krasic, abbiamo capito una cosa: forse, piano piano, molto lentamente, stiamo tornando a far paura. Domani  si avrà la sentenza definitiva e sapremo se il serbo sarà della partita sabato.

Segnali, comunque, di un cambiamento, si notano anche negli atteggiamenti della società, soprattutto, in tribunale: la Juve finalmente può vantarsi di avere un Presidente con la “P” maiuscola, per il semplice fatto che Andrea Agnelli ha fatto in pochi mesi quello che Blanc e Cobolli non hanno fatto in quattro anni: intimorire gli avversari della Juve, cominciando a chiedere, senza peli sulla lingua e senza rancori, la restituzione dei due scudetti revocati. Nel frattempo al processo di Napoli le testimonianze si fanno sempre più a favore della posizione di Moggi, e, come se non bastasse, ci potrebbe essere anche il ritorno di fiamma della “spy story” degli 007 Moratti-Tronchetti, ai danni di alcuni giocatori nerazzurri.

Tra questi fatti extra (ma mica tanto) calcistici, non si deve comunque dimenticare che si viene da un pareggio a Bologna (e un altro prima a Salisburgo) che sta molto stretto alla Juventus. Così come due pareggi prima (a Manchester e a Milano) ci avevano proiettato in alto. I due pareggi ci hanno restituito quelle che sono le nostre difficoltà, ma in maniera inversa: se prima ad avere grossi problemi era la difesa, ora è l’attacco a non funzionare perfettamente.

La partita che concluderà questa settimana calda, non poteva che essere un big match, tanto per finire in bellezza. Milan-Juve. Un sfida molto sentita, dal momento che l’hanno scorso i rossoneri ci ha battuto ben due volte, con un passivo piuttosto pesante nell’ultima giornata di campionato. L’aria che gira intorno al Milan è sempre quella; tra acquisti e trovate pubblicitarie, viene sempre alimentata la tesi che questa squadra sia solo un circo di giocatori guidato da Berlusconi: basta pensare che gli ultimi acquisti importanti di questa squadra (da Vieri a Ronaldo, da Ronaldinho a Beckam, fino a Robinho) siano stati giocatori più producenti nell’ambito del merchandising che sul terreno di gioco. Ecco perché si può ”abbassare la cresta” a questo Milan, che in fondo ha pur sempre in difesa Oddo, Papastathopulos, Bonera, Zambrotta, Antonini, che, battuta a San Siro senza Krasic, avrebbe una soddisfazione tripla.

Non sarà comunque facile, perché la caratteristica principale di questa squadra è la fortuna, e la partita di Napoli lo ha dimostrato. In questo momento le gira tutto bene, e per fare risultato sabato serve preparare una partita perfetta. In base all’allenamento tattico di oggi, Delneri sembra intenzionato a riproporre la stessa difesa di Bologna (anche Storari ha recuperato da un acciacco fisico), con un centrocampo camaleontico, formato da tre giocatori di copertura (Marchisio, Melo e Aquilani) e tre mezze punte (Martinez, Del Piero e Quagliarella, visto che sia Amauri che Iaquinta sono out).

Nonostante lo schieramento di partenza si svilupperà sicuramente un 4-4-2, con Marchisio e Martinez larghi e Del Piero e Quagliarella di punta; Delneri proporrà una squadra che, in fase difensiva, vedrà Melo vertice basso di centrocampo (probabilmente in prima marcatura su Robinho), Marchisio accentrarsi sul centro destra per contrastare Boateng, e Quagliarella a tenere d’occhio Pirlo. In fase offensiva i tre davanti e Aquilani avranno possibilità di intercambiarsi le posizioni per non dare punti di riferimento, e per colpire una difesa che, con Thiago Silva assente, vede come unico campione il solo Nesta.

Krasic squalificato per due giornate.

ott272010

La squalifica comminata a Milos Krasic dal Giudice Sportivo Palazzi, è la logica conseguenza del tuffo effettuato dal giocatore durante la gara di Bologna. Inutile discutere sulla simulazione che è sempre apparsa netta ed indiscutibile a tutti. Qualche parola però possiamo spenderla sul comportamento della società Juventus, che personalmente non approvo.

Il nuovo corso post Calciopoli, voleva dare vita ad una Juventus trasparente, leale, corretta e simpatica a tutti. Con John Elkann prima e Andrea Agnelli dopo, si è sempre messo questo aspetto tra le linee principali della società. L’avvenimento di domenica però, ha segnato una netta retromarcia in quanto a lealtà e correttezza. Ciò che è avvenuto sul campo non è certamente attribuibile alla società, anche se Delneri avrebbe fatto bene a far consegnare il pallone tra le braccia del portiere. Ma in mancanza di una certezza assoluta, quello che riguarda il calcio di rigore di Iaquinta è un fatto secondario.

La consecuzione dei fatti, dal post partita fino a ieri, è stata tutt’altro che edificante. Innanzi tutto il giocatore non si è mai scusato pubblicamente, nè sul campo, nè dopo la partita, e questo significa che non c’è in lui nessuna volontà di giustificazione e nessun pentimento. Poi va preso atto della difesa di Delneri, Marotta e Andrea Agnelli, che giudicano assolutamente inopportuna la squalifica a Krasic perchè “Milos è un bravo ragazzo che viene sempre picchiato in ogni partita”. A parte che la motivazione è assolutamente ridicola, ma poi non mi risulta che il regolamento si applichi solo a chi abbia precedenti penali. Allora ogni domenica il Giudice Sportivo dovrebbe guardare tutti i precedenti di un giocatore prima di emettere una sentenza? E poi Del Piero cosa dovrebbe dire in quanto ad interventi duri nei suoi confronti?

Milos Krasic ha commesso una ingenuità e deve essere punito secondo il regolamento, così come Adriano e Zalayeta lo furono stati in precedenza. Non mi ricordo che il “panterone” ex juventino, quando si tuffò sull’uscita di Buffon, potè usufruire dello stesso giudizio e della stessa vena contraria alla squalifica che adesso Marotta e Agnelli vanno tanto a sbandierare. Quella partita, persa a Napoli dai bianconeri, fu accompagnata da feroci polemiche e da unanimi condanne per la simulazione di Marcelo. Per una volta quindi, la Juve taccia. Cosa avrebbero detto se quel tutto lo avesse fatto Ibrahimovic?

Le pagelle di Bologna – Juventus.

ott252010

Storari 6: vive una giornata di tutta tranquillità perchè il Bologna non tira in porta praticamente mai.
Chiellini 6: ha veramente poco lavoro da fare, se non l’ordinaria amministrazione, che compie con estrema destrezza.
Bonucci 6: non fatica a presidiare la retroguardia, poiché gli avanti avversari si fanno vedere poche volte dalle sue parti. Rischia qualcosina nei disimpegni, per eccesso della sua troppa sicurezza che talvolta può anche costargli cara.
Motta 6: fa il suo compitino con diligenza, ma non eccelle più di tanto nella fase di spinta che, vista la pochezza dell’attacco avversario, era ciò che contava di più.
De Ceglie 6,5: è in continuo miglioramento sia in fase di copertura sia nelle sue discese sulla fascia. Deve migliorare il piede e la prestanza fisica.
Aquilani 6,5: manovra bene il centrocampo con la sua geometria. Si rende anche pericoloso da lontano, ma non ha la stessa fortuna che aveva avuto contro il Lecce.
Felipe Melo 6: fa sentire la sua fisicità in mezzo al campo e compie una buona azione di filtro, che non permette mai agli attaccanti avversari di rendersi pericolosi. QUalche errorino gli costa mezzo punto in pagella.
Martinez 6,5: decisamente più in forma rispetto alle ultime uscite, salta con regolarità l’avversario sulla sua fascia e si rende molto pericoloso in zona gol, anche se entra solo nel quarto d’ora finale.
Krasic 6: nonostante la netta simulazione, che ha portato al rigore fallito da Iaquinta, si dimostra come sempre stratosferico e incontenibile nella prima parte della gara. Totalmente trasformato dopo l’episodio del rigore, esce giustamente dal campo. 
Marchisio 6: solita prova diligente del centrocampista, che amministra il gioco e cerca di rendersi pericoloso da lontano.
Del Piero n.g.: non riesce ad incidere pur avendo a disposizione una mezz’ora scarsa.
Iaquinta 5: grande sacrificio e voglia di lottare, ma anche un grave errore dal dischetto, che pregiudica una vittoria molto importante.
Amauri 5: anche lui ci mette molto impegno e dedizione, ma è troppo impreciso in zona gol, quindi ancora una volta non riesce a mettere il suo nome sul tabellino dei marcatori. È costretto ad abbandonare la contesa molto presto.
Quagliarella 5,5: cerca di farsi notare, lotta molto, ma non riesce ad essere pericoloso e decisivo.

Il commento alla 8a giornata del campionato.

ott242010

Siamo pronti a scommettere che la settimana trascorrerà sotto l’insegna del caso Krasic. Per una volta lasciateci “condannare” la nostra Juve. Da un lato c’è il comportamento di Krasic, che fa quello che tutti gli attaccanti fanno in area, salvo che stranamente il difensore lasci passare il serbo evidenziando il suo tuffo. E’ vero che solitamente tutti si tuffano prima, o comunque già partono predisposti, ma qui il contatto non avviene e pertanto mancano i presupposti per una discussione sulla premeditazione del serbo, e la simulazione è indiscutibile. Dall’altro c’è poi tutta la gestione di questo episodio, dove la Juve non fa nulla per riconoscere l’errore in campo (per esempio passare la palla al portiere invece di tirare il rigore), o ammettere lo sbaglio del giocatore davanti alle telecamere. Da Delneri a Marotta, abbiamo sentito solo giustificazioni, nessuna scusa al Bologna o nessuna ammissione di leggerezza da parte di Krasic. E poi ci lamentiamo se il calcio va male.

La giornata di oggi ha offerto fortunatamente anche altri spunti. Abbiamo sempre trascurato la marcia della Lazio nei precedenti commenti. Nessuno crede alla forza della squadra romana, ma come non dare un giusto tributo alla compagine che dopo otto giornate domina ancora la classifica? Bravo Edy Reja, così come altre volte abbiamo detto “bravo” a Delio Rossi, allenatori che non vantano esperienze in grandi squadre ma che sanno tirar fuori veramente il meglio dalle loro squadre.

E per continuare il discorso delle “piccole” squadre che crescono, ecco che troviamo il Chievo (ancora vincente oggi), a ridosso delle primissime posizioni, e la Sampdoria che sfiora l’impresa della giornata ai danni dei nerazzurri dell’Inter. Solo un pareggio a San Siro, ma i blucerchiati spingono fino al 92′ quando Pazzini e Cassano hanno veramente trainato i doriani verso un pareggio prezioso e prestigioso. Davvero una grande partita che sottolinea come anche una grande corazzata come quella nerazzurra possa soffrire l’organizzazione e la preparazione delle più deboli. Per capire se c’è un livellamento verso il basso o verso l’alto basta fare un’analisi generale dei nostri risultati in campo europeo. Ad ogni modo è comunque innegabile che la forbice si sia accorciata anche per merito del lavoro egregio svolto da molti allenatori nelle squadre di provincia.

Segnaliamo in questo turno di campionato anche la vittoria della Fiorentina sul Bari e la rimonta dell’Udinese portatosi ad 8 punti nel giro di pochissime partite, dopo aver fatto un avvio disastroso. Capitolo a parte meriterebbe la Roma, che davvero attraversa un periodo buio dopo due annate giocate alla grande. La sensazione è che i giallorossi abbiano dato nelle precedenti stagioni forse più di quello che ci si poteva aspettare, ed un calo della squadra di Ranieri appare del tutto normale e fisiologico dopo appunto così tanto tempo ai vertici.  

Bologna – Juventus 0-0. Cos’hai fatto Krasic?

ott242010

 

 

 

 

 

 

 

 

Avevamo proposto nel nostro prepartita il tema della settimana, cioè se la Juve fosse o meno Krasic dipendente. Con una partita in più non abbiamo elementi per stabilire con certezza se sia o meno così, anche perchè è stata una partita “strana”, condizionata sotto l’aspetto psicologico da un episodio che si è ritorto contro il giocatore che ne avrebbe dovuto beneficiare. Juve bella con Krasic, ma Juve bella anche dopo l’uscita di Krasic. Va considerato però anche che quando Milos gioca solo un tempo non c’è verso di vincere. Quindi è un discorso solo di risultato o effettivamente la presenza del serbo è così importante nell’economia del a squadra? Questa partita andava comunque vinta, ma i progressi nel gioco e nell’organizzazione non possono passare inosservati. Aquilani ha sicuramente dato molto al centrocampo, ma anche la difesa non prende più molti gol. In sintesi, la serie continua ad essere positiva ma i punti sono ancora pochi. 

Formazione come previsto nel prepartita, con Motta che rimpiazza l’infortunato Grygera, Marchisio ormai confermatissimo a sinistra, mentre in avanti Amauri e Quagliarella compongono il reparto d’attacco. Il Bologna parte forte, con buona personalità e mentalità offensiva, costringendo la Juve alla difensiva nei primi minuti, ma i bianconeri escono nel corso dei minuti. Al 14′ la prima palla gol per Amauri, che colpisce di testa in area mandando però alto il pallone.

Juventus che si fa più aggressiva sul portatore di palla, mettendo in difficoltà la manovra dei rossoblù. Con Il prodotto di questo pressing si vede nella palla recuperata da Krasic che mette immediatamente la sfera al centro, ma Quagliarella non riesce a trovare la porta. Sfortunati in questo caso gli uomini di Delneri, anche poco dopo quando Amauri deve uscire per l’ennesimo guaio alla caviglia, lasciando il posto a Iaquinta. Piano piano la Juve prende le misure dell’avversario e impone il suo ritmo: gioco di prima, palla a terra, supremazia territoriale… tutto questo grazie ad una linea mediana che gioca veramente in modo egregio.

Il Bologna si difende solamente con un tiro di Paponi dalla lunga distanza che non causa problemi a Storari. Ma nel miglio momento della Signora, ecco l’episodio che farà parlare per tutta la settimana le moviole d’Italia: Milo Krasic, fino a quel momento uno dei migliori, entra in area e cade in prossimità del difensore bolognese. non c’è intervento di quest’ultimo e la simulazione è nettissima. L’arbitro interviene per assegnare il calcio di rigore, sotto le proteste vivacissime dei giocatori di Malesani. Iaquinta si incarica del penalty, ma la sua conclusione è incolore come lo sarà tutta la sua prova. Rigore parato!

La partita diventa nervosa e i bianconeri soffrono la veemente reazione nervosa dei padroni di casa. Iaquinta in particolare rischia il giallo ma l’arbitro lo grazia. Dura una manciata di minuti la difficoltà dei nostri, che poi riprendono a giocare con la dovuta calma ed intelligenza tattica, tanto che il primo tempo finisce con la Juve in avanti e Marchisio a concludere di poco alto.

Secondo tempo che riparte con la logica continuazione del primo, attacco bianconero e difesa rossoblù. De Ceglie scende sulla fascia e mette un pallone teso per Quagliarella che tira al volo alto. A sorpresa (ma non troppo), Delneri toglie Krasic e inserisce Del Piero. Il serbo letteralmente scomparso dopo l’episodio del penalty, senza dubbio condizionato da un errore che lo etichetterà come simulatore su tutti i campi di gioco. Con l’ingresso di Alex cambia l’assetto tattico, dove Quagliarella prende il posto di Krasic sulla destra, mentre Del Piero va ad affiancare Iaquinta in avanti. L’esterno del Napoli però non è in giornata e non riesce ad essere determinante nemmeno sulla fascia destra, finendo così per essere sostituito da Martinez di lì a poco.

Partita vivace ma con poche occasioni da rete per entrambe le parti. Una delle poche è quella che vede protagonista Martinez sulla sinistra, che s’infila tra due avversari ed entra in area di rigore, chiudendo però troppo l’angolo della conclusione. Juve troppo imprecisa nella fase finale della manovra, perchè prepara spesso bene l’azione ma sbaglia poi l’ultimo passaggio o addirittura banalissimi cross, anche per effetto del calo fisico dovuto agli impegni infrasettimanali. Finisce infatti con Storari a salvare al 90′ una conclusione deviata da Felipe Melo.

Prepartita Bologna – Juventus.

ott242010

Per dimostrare che il pareggio di Salisburgo è stata solo un piccolo incidente di percorso, la Juventus è chiamata a confermare i progressi avuti in campionato, dove il calendario offre oggi la partita tra i bianconeri e il Bologna. Non è solo una questione di risultati, ma anche di maturità della squadra. Basta black out psicologici, basta amnesie difensive, basta lasciarsi dominare o opnitizzare dagli avversari. Questa settimana si è parlato di Krasic come l’uomo capace di spezzare l’incantesimo che alcune volte tiene in scacco gli uomini della Signora. Juve Krasic-dipendente? E’ questo l’argomento tanto discusso in questi giorni. Il serbo deve essere e confermarsi il valore aggiunto di questa squadra, non l’unico valore trainante della formazione di Delneri.

La partita di oggi offre su un piatto d’argento l’occasione di incamerare altri tre punti. Gli emiliani sono partiti bene quest’anno, e sta raccogliendo punti preziosi per una salvezza che si preannuncia anticipata. Autori di questo avvio positivo sono senza dubbio l’allenatore Malesani e il bomber marco di Vaio, autore già di 4 reti. L’ex juventino sarà sicuramente sotto i riflettori in questo match, sia per la sua pericolosità, sia per il suo passato in maglia bianconera. Così anche Ekdal, uno dei prodotti del vivaio di Torino che deve però crescere sotto le due torri. Tra gli osservati speciali anche Paponi e Buscè, quest’ultimo in rete anche lo scorso anno.

Per i nostri colori si registra il ritorno importantissimo di Iaquinta (visto anche la scarsa vena di Amauri giovedì in Europa League), ma si ipotizza che il suo impiego avverrà solo a partita in corso. In avanti quindi largo alla coppia Amauri – Quagliarella, con Del Piero a riposo per un giusto turnover. A centrocampo Delneri riproporrà la linea che al momento offre maggiori garanzie: Krasic, Aquilani, Felipe Melo e Marchisio. Le prestazioni Pepe, Martinez e Sissoko non possono far altro che confermare la bontà delle scelte del mister. In difesa è d’obbligo l’avvicendamento tra Grygera (infortunato al ginocchio) e Motta. Importante occasione per il giovane esterno destro per recuperare il posto e dimostrare di essere da Juve. Quarantacinque giorni di stop per Grygera, ed emergenza quindi sulla destra dove non avremmo altri sostituti in quel ruolo. Rimandato invece l’esperimento di Pepe terzino sinistro, dove Delneri ha necessità di provarlo in allenamento diverse volte prima di poterlo schierare con una certa tranquillità.

I tre punti sono come al solito obbligatori, sperando che il motivo tattico non sia limitato alla palla lunga verso Krasic. Con il Lecce abbiamo visto una bella manovra orchestrata da Aquilani, Marchisio e Felipe Melo. Da qui dobbiamo ripartire.

Le pagelle di Salisburgo – Juventus.

ott222010

Manninger 7: compie alcuni interventi di ottimo livello e prontezza di riflessi che evitano la sconfitta.
De Ceglie 6,5: buona prova per lui sulla fascia, in quanto riesce finalmente ad attaccare gli spazi, spingendosi verso il fondo e proponendo ottimi cross per i compagni. Dal suo pallone in mezzo nasce il pareggio Juve.
Grygera 5: è molto statico sulla sua fascia, in quanto non riesce ad essere propositivo e si fa spesso saltare dagli avversari come in occasione del vantaggio dei padroni di casa.
Motta n.g.: solo pochi minuti in campo.
Chiellini 6: fatica a guidare la difesa, in quanto viene spesso lasciato solo dai compagni della fascia, tuttavia se la cava come sempre in maniera egregia.
Bonucci 5,5: anche lui fa molta fatica nel suo compito. E’ sempre un gradino sotto a Chiellini nelle prestazioni.
Martinez 5: non un buon rientro per lui, in quanto appare poco in forma e inconcludente. Sempre estraneo al gioco della squadra, si muove come un pesce fuori d’acqua in un riolo non suo. In questo momento la pachina è la sua posizione ideale.
Felipe Melo n.g.: entra al posto di Martinez, ma non incide. 
Pepe 5,5: anche lui non si fa notare, in quanto non riesce a saltare mai il diretto avversario.
Krasic 7: salva la squadra ancora una volta. Con lui in campo, la Juventus sembra un’altra squadra. Il serbo non si limita a saltare l’uomo che ha di fronte, ma spesso mette in grossa difficoltà tutta la difesa avversaria. Segna un gol bellissimo e sfiora quello della vittoria.
Sissoko 5,5: distratto e poco attivo, risulta molto molle sulle gambe. Non fa filtro e recupera pochi palloni.
Marchisio 6: se la cava bene in cabina di regia, in quanto dà sicurezza ai propri compagni e guida il ritmo del gioco. 
Amauri 5: risulta molle e fuori condizione, nonostante la sua consueta voglia di mettersi in mostra che non è però supportata da lucidità e freddezza.
Del Piero 6: sempre attivo e pericoloso, il capitano tiene in apprensione la difesa avversaria, anche se stavolta non riesce a colpire.

Salisburgo – Juventus 1-1. Non basta un tempo.

ott212010

 

 

 

 

 

 

 

Perchè la Juve è così altalenante? Delneri parlerà a fine gara di ritardo di condizione per molti giocatori (ad esempio Amauri), ma non parla di mentalità, che è la cosa parsa agli occhi di tutti più latitante rispetto alla condizione atletica. La mentalità che fa grande una squadra, così come la continuità dei risultati, come sottolineato nel nostro prepartita. E pensare che queste sono tutte partite considerate abbordabili, e fa bene il mister a sottolineare che continuando di questo passo i bianconeri finiranno per essere clamorosamente eliminati nella prima fase a gironi di Europa League.

Delneri sceglie di continuare nel progetto di affiatamento della difesa, schierando quella titolare formata da Grygera, Bonucci, Chiellini e De Ceglie. Buona la prova dell’esterno sinistro valdostano, mentre assolutamente insufficiente quella del ceco sulla corsia di destra. A centrocampo occasione del rilancio per Martinez, Pepe e Sissoko, con Marchisio in cabina di regia. In avanti la punta Amauri con Del Piero appena più arretrato. 

Vorremmo iniziare a parlare della partita dal secondo tempo, quando è iniziata veramente la gara per la Juventus. L’undici di Delneri ha approfittando del freddo austriaco per anticipare il letargo e risparmiare le forze, peccato che i giocatori in campo avrebbero dovuto bruciare l’erba per mettersi in mostra agli occhi del mister. Un atteggiamento che non ha nessuna attinenza con lo spirito vincente, con l’intraprendenza, con la personalità della grande squadra, col clima europeo. Un primo tempo che vede la svogliatezza di Martinez, l’immobilità di Grygera (i due proprio non si sono mai sovrapposti), l’inconcludenza di Pepe, la distrazione di Sissoko, la poca vena di Amauri. Manovra assolutamente lenta e prevedibile da parte di entrambe le squadre, con la palla che staziona nella metà campo senza che i portieri vengano impegnati in alcun intervento importante. Delneri si sbraccia nel suggerire movimenti propositivi dei suoi uomini, ma quisti evidentemente parlano un’altra lingua calcistica. Il solo Del Piero si fa carico di arretrare la sua azione fino alla linea mediana e di portar palla in avanti saltando uno o due giocatori per poi scaricare la palla al compagno libero o guadagnare preziosi falli sulla trequarti.

Ma la doccia fredda arriva alla mezzora del primo tempo, quando i nostri, oltre a giocare malissimo, passano anche in svantaggio. I padroni di casa affondano sul lato di Grygera che sembra avere i piedi di piombo nell’andare a “contrastare” l’avversario in area; gioco facile per Svento tirare alla sinistra di Manninger che capitola senza nessuna colpa. E’ qui che ci si aspetta la reazione dei bianconeri, ma il cambiamento arriva solo dalla panchina quando il mister decide di fare scaldare subito i suoi uomini. Quelli che sono in campo invece, continuano a non giocare la partita. Così la Juve arriva al riposo con un gol di svantaggio e tanta delusione per la prestazione effettuata.

C’è bisogno di cambiare, e Delneri fa capire ai suoi che il nome Juventus non può essere portato in giro per essere disonorato. Entra subito Krasic per Pepe, tanto per cominciare, ed è un’altra Juve. Il carattere è completamente diverso, e la voglia di recuperare il risultato è palpabile. Il serbo non sarà Maradona o Platini, ma il fatto è che appena entrato la mette in rete! buona discesa di De Ceglie sulla sinistra che mette un pallone in mezzo, Amauri non ci arriva di testa e Krasic alle sue spalle è lesto nel mettere in gol. Pareggio della Juve e un tempo intero da giocare.

Spinge la Signora sulle ali dell’entusiasmo, e Alex Del Piero (ancora uno dei migliori), manca il raddoppio non riuscendo ad agganciare il pallone a pochi metri dalla porta. Ci credono i bianconeri che hanno la convinzione smarrita nel primo tempo. Martinez non può dare niente di più di quello che ha già fatto vedere fino ad ora (molto poco in realtà) e Delneri decide che è arrivato il momento di Felipe Melo, forse per cercare di sfruttare anche le sue percussioni centrali. Ma forse il tandem Martinez – Melo non è proprio fortunato stasera, in quanto anche il brasiliano sembra regredire rispetto alle precedenti uscite. Marchisio si sposta a sinistra e pur non essendo il suo ruolo naturale perde meno palloni dell’evanescente Martinez.

Brivido al 66′ quando il Salisburgo porta un uomo davanti a Manniger che viene saltato, ma il giocatore si allarga troppo e la sua successiva conclusione viene salvata dal nostro portiere. Momento di flessione per la Juve, che concede un’altra grande occasione ai padroni di casa, che sciupano al volo da dentro l’area senza essere nemmeno contrastati. La risposta arriva dal solito Krasic che scatta da metà campo senza che nessuno riesca a fermarlo, peccato che il serbo non abbia un piede all’altezza del suo scatto, riuscendo a mandare il pallone alto da pochissimi metri.

Ora la partita è bella e molto vivace, con le squadre che ribattono colpo su colpo. Contropiede di Del Piero che entra in area e tira di poco a lato. Altra occasione sprecata! La Juve insiste fino alla fine, non si accontenta del risultato, ma è Manninger a salvare la porta a tempo scaduto.