Archivio per dicembre 2010

C’è chi mangia il panettone e chi no.

dic242010

Quest’estate se ci avessero detto che Benitez non sarebbe durato fino a Natale, probabilmente non ci saremmo stracciati le vesti dallo scandalo. Ma che venisse sostituito da un rossonero doc come Leonardo, crediamo possa essere una sorpresa talmente inaspettata che anche qualche interista non riesce e non riuscirà a digerire. Se quindi il tecnico con la squadra “più forte del mondo” è riuscito a sfasciare tutto in soli quattro mesi, rimproverando alla società di non aver abbastanza campioni per il suo progetto, i meriti di Delneri appaiono senza dubbio decuplicati. Nessuno può recriminare sugli infortuni quanto la Juve, e nessuno può dire di lavorare in un ambiente difficile quanto quello bianconero. L’aspettativa intorno alla squadra che in un anno ha azzerato i desideri dei suoi tifosi vincendo praticamente tutto, è nulla confronto a quello che i tifosi juventini bramano in quanto a rivincita e riscatto. Se nel primo caso infatti non si può pensare in nessun caso di bissare l’anno 2010, nel secondo si pretende di fare almeno il doppio. Senza se, e senza ma.

A Delneri la società ha chiesto di rifondare una squadra nel suo carattere, nel suo gioco, nel suo spirito, nella sua juventinità (cosa non da poco). A Delneri invece i tifosi hanno chiesto di fare tutto questo, di farlo subito e di vincere immediatamente. All’inizio siamo tutti lucidi nel constatare che ci vuole pazienza, ma poi, ai primi scricchiolii, ai primi pareggi stentati o alla prima delusione, ecco che diamo subito del perdente al nostro allenatore. La storia di Benitez deve essere un insegnamento (l’ennesimo) sul lavoro di un allenatore. Non è sempre così facile allenare una squadra, anche se piena di campioni, e la storia lo ha dimostrato centinaia di volte. A maggior ragione non è facile ottenere dei risultati mentre stai costruendo ancora qualcosa. Nessuno si sente arrivato, sia chiaro, ma la Juve appare ben diversa dagli altri anni, e in tutta onestà va riconosciuto al nostro mister la bontà del suo lavoro.

Il panettone che non mangerà Benitez, sia dato quindi a Delneri. Buon Natale, Gigi, buona Natale Juve, buon Natale tifosi juventini.

Il commento alla 17a giornata di campionato.

dic202010

La Milano calcistica vive le sue antitesi nella stessa giornata. Prima è la sponda nerazzurra ad esplodere di gioia per la conquista del Mondiale Per Club, poi alla sera è la sponda rossonera a “piangere” per la sconfitta casalinga ad opera della Roma, che riavvicina le inseguitrici alla vetta. L’Internazionale festeggia l’ultima coppa del 2010, coronando così un percorso unico, difficilmente eguagliabile in futuro. Lo conquista con il suo allenatore già sul piede di partenza. Le esternazioni del dopo gara, la reazione dei giocatori e le parole di Moratti (che ha guardato la partita nientemeno che con Fabio Capello!), lasciano pochi dubbi sulla durata del matrimonio tra Benitez e la società nerazzurra. Quando si consumerà la separazione è ancora un mistero, dal momento che forse non ci sono delle alternative che possano essere considerate “definitive” anche per la guida della squadra nella prossima stagione. O meglio, potrebbero esserci ma i nomi in ballo non convincono totalmente Moratti. Più probabile la soluzione del traghettatore, con Walter Zenga in pole position.

Il Milan invece, paga un rimpallo sfortunato che permette a Borriello di siglare il gol dell’ex, e alla Roma di continuare la sua lunga rimonta. L’undici di Allegri non ha meritato la sconfitta, dal momento che le due squadre si sono equivalse. L’episodio è andato a favore dei giallorossi, ma nessuno si sarebbe scandalizzato per un pareggio. I giallorossi si sono presentati con personalità, cercando di imporre il loro gioco alla capolista, e la rete di Borriello può essere considerato un premio al coraggio del loro tecnico. Una rete quindi che tiene anche calmo l’ambiente e lo spogliatoio giallorosso, sempre in rotta con Ranieri. Ancora non si capisce che cosa pretendano di più da un allenatore che li ha portati ad un soffio dalla vittoria dello scudetto 2009/2010. Ma questo è un problema loro.

Stesso discorso per la sponda laziale di Roma. Bella partita quella dei biancoazzurri, che avrebbe potuto concludersi con qualsiasi risultato. La Lazio resiste al secondo posto, ma la fortuna la sta decisamente assistendo. Gira tutto bene alla squadra di Reja, che siamo sicuri cederà il passo molto presto a Napoli o Juventus. Proprio queste due infatti appaiono molto più forti e complete a livello di organico, e in quanto a fortuna anche la squadra di De Laurentiis non scherza proprio. Ormai è stata definita la zona Mazzarri, quella che va dal 90′ fino al fischio finale. Possono essere quatro, cinque o sei minuti di recupero, ma stai tranquillo che gli azzurri segneranno all’ultimo secondo. La vittoria di questo turno porta ancora la firma dello strepitoso Cavani, altro candidato ad una grande squadra nel prossimo calcio mercato.

Chi invece ha bisogno di qualche aiutino in più, è la Juventus. Sfortunata la partita contro il Chievo, sia perchè il pareggio è avvenuto al 94′, sia perchè l’azione del rigore e dell’espulsione di Giandonato sono state valutate in modo sbagliato dall’arbitro. Capita, ma due punti pesanti mancano alla nostra classifica.

Le pagelle di Chievo – Juventus.

dic192010

Storari 7: para un rigore e compie interventi prodigiosi che salvano il risultato in più di un’occasione, tuttavia esce un po’ al vento in occasione dell’espulsione di Giandonato.
Chiellini 7: si fa perdonare l’errore che provoca il rigore del Chievo, mettendo una pezza ovunque, infatti Giorgione spezza ogni trama degli avversari, anche se è costretto ad arrendersi a tempo ormai scaduto.
Bonucci 6,5: gioca con grinta e determinazione spezzando le trame offensive clivensi; a volte è leggermente lezioso nei disimpegni, regalando così facili occasioni di ripartenza agli avversari.
Sorensen 6,5: alcuni interventi con tempismo perfetto che evitano la capitolazione della squadra, ma anche la mancata diagonale difensiva che lascia Pellissier libero di colpire per il pareggio. Questa la partita del giovane difensore danese, che avrebbe meritato una valutazione più alta se avesse trasformato in rete un pallone terminato sfortunatamente sul palo.
Grosso 6,5: tanto sacrificio anche per lui, che sbaglia veramente poco e chiude ogni spazio agli avversari, non essendo però sufficiente per il successo finale.
Aquilani 6: non è fisicamente al meglio, ma stringe i denti e offre una prova più che dignitosa in mezzo al campo; le azioni bianconere partono dai suoi piedi e da lui deriva il gioco geometrico della squadra.
Giandonato 5: sulla sua valutazione pesa molto l’espulsione che condiziona il resto della partita e sicuramente anche il risultato. Peccato perché il giovane centrocampista s’era comportato egregiamente fino a quel momento.
Pepe 6,5: svaria sulle due fasce senza alcun problema, inoltre si fa valere sia in fase di spinta che in fase difensiva, dove dà una grossa mano ai compagni.
Traorè n.g.: entra solo nel finale.
Krasic 7: le difese lo temono sempre di più, infatti la furia serba è inarrestabile poiché riesce sempre a saltare l’avversario e a creare qualcosa di pericoloso. Dimostra anche ottime doti di palleggiatore e temporeggiatore, quando tratta la palla con maestria nel lungo periodo d’inferiorità numerica della squadra. Avrebbe potuto essere decisivo ache stavolta, ma dopo un’irresistibile volata centra l’incrocio dei pali.
Legrottaglie n.g.: in campo solo per pochi minuti.
Iaquinta 6: tantissimo sacrificio per l’attaccante, che cerca di farsi vedere in ogni modo e lavora un’innumerevole quantità di palloni quando la squadra è in inferiorità numerica, facendo così reparto da solo e permettendo ai compagni di rifiatare. Sarebbe il giocatore ideale, se non sbagliasse troppo spesso sottoporta, come è capitato oggi.
Quagliarella 6,5: un gol da antologia e tanta pericolosità per l’attaccante napoletano, che è però costretto ad abbandonare il match anzitempo, per sacrificarsi in nome della squadra.
Salihamidzic n.g.: gioca uno spezzone di partita senza lasciare il segno.

Chievo – Juventus 1-1. Una beffa clamorosa.

dic192010

 

 

 

 

 

 

 

Il calcio è così: imprevedibile e talvolta “doloroso”. Non ti aspetti che la Juve possa essere seconda dal Milan, in lotta per il titolo di campione d’inverno, e poi, al 92′ ti risvegli dal sogno e ti ritrovi addirittura quarto, con tanto rammarico per le occasioni mancate. La costante di questo inizio stagione è proprio questa; l’infrangersi dei sogni subito dopo averli fatti. Ma forse per una squadra che cresce è meglio così. La crescita passa dalle delusioni, dalle sconfitte, dalle vittorie sofferte, anche se talvolta un pizzico di fortuna non guasterebbe. Qualcuno potrebbe dire che questo gol al 92′ pareggia in qualche modo quello fatto alla Lazio nel turno precedente, ma in entrambe le partite, I bianconeri hanno decisamente meritato di vincere, sia per il numero di occasioni, sia per i valori espressi in campo. Insomma, cerchiamo di guardare il bicchiere mezzo pieno.

La Juve scende in campo con voglia di vincere, e dopo i primi dieci minuti interlocutori inizia a manifestare la volontà di passare subito in vantaggio, accelerando la manovra e spingendo forte sull’acceleratore. E’ sempre dalla destra che parte l’iniziativa, ma stavolta è Sorensen che con sempre più personalità recupera palloni e li offre agli avanti bianconeri. Ma la spinta bianconera subisce un brusco stop quando Chiellini tenta di anticipare Moscardelli lanciato a rete, franandogli di conseguenza addosso. Calcio di rigore per il Chievo e cartellino giallo per Giorgione, fortunato nella decisione arbitrale che avrebbe potuto costargli l’espulsione per chiara occasione da rete. Sul dischetto si presenta Marcolini, ma è Storari a prendere gli onori della conaca parando la massima punizione! Che gran portiere questo ragazzo!

Ma la squadra di Delneri non si fa intimorire dall’episodio e riprende a martellare l’avversario a testa bassa. Sorensen confema tutta la sua personalità spingendosi sempre più in avanti (non bastandogli evidentemente la fase difensiva), rubando il tempo ad un difensore e colpendo un clamoroso palo da distanza ravvicinata. Non passano molti minuti per arrivare al vantaggio dei nostri: corner battuto dalla sinistra, batti e ribatti in area fino alla definitiva “bicicletta” di Quagliarella che mette il pallone all’incrocio. Uno a zero per la Juve!

Voglia di giocare, voglia di vincere, voglia di divertirsi, con la Signora che manovra inscioltezza e dà l’impressione di poter chiudere la partita in qualsiasi momento. Meritato vantaggio alla luce di quanto offerto dalle due squadre, che vanno al riposo con un evidente dato statistico: 61% di possesso palla per i bianconeri, a testimonianza della grande partita e della costante iniziativa nelle mani degli ospiti.
 
Ma il secondo tempo è tutt’altro che tranquillo per gli uomini di Delneri, sia per l’esiguo vantaggio, sia per l’episodio che determina l’espulsione di Giandonato, che atterra l’avversario lanciato a rete. Cartellino rosso per il giovane juventino, con tutto il secondo tempo ancora da giocare. Delneri medita molto il nuovo assetto da dare alla sua formazione, tant’è che arrivano anche i cartellini gialli per Bonucci e Aquilani prima di ridisegnare un 4-3-1-1 con Quagliarella che si mette sulla linea mediana e Pepe in posizione di centrale.

Un colpo di testa sul fondo di Granoce mette i brividi alla Juve, che però ha l’occasione colossale con il contropiede di Krasic che serve Iaquinta a tu per tu col portiere, ma l’attaccante si fa respingere la conclusione che avrebbe chiuso il risultato. Poca convinzione di Vincenzo che non sembra ancora nelle migliori condizioni psicofisiche. Il Chievo spinge e non si contano più i corner a favore della squadra di casa, con i nostri a difendere come possono, buttando il pallone molto spesso con troppa precipitazione; ma quando la sfera viene giocata sui piedi di Krasic, il serbo si rende protagonista di un “coast to coast” dove salta tutti gli avversari, evitando anche il portiere mettendo la palla a scheggiare la traversa a porta vuota. Irripetibile occasione per questo incredibile ed indomito giocatore che tecnicamente ha ancora moltissimo da lavorare! Il calcio non è solo corsa e velocità, purtroppo.

Entrano Legrottaglie e Traoré per Pepe e Quagliarella. Ma proprio con sei difensori in campo la Juve prende gol al 92′ con Pellissier, che anticipa sulla corsa Sorensen e realizza il pareggio definitivo. Bianconeri belli fino all’espulsione di Giandonato, poi tanta confusione e poca concretezza. Sorensen è l’emblema di questa squadra: ti stupisce perchè fa quello che non ti aspetti, ma ti può deludere da un momento all’altro a causa della sua maturazione ancora in corso.

Prepartita Chievo – Juventus. Formazioni e curiosità.

dic192010

Ha ragione Delneri quando dice “non si rimane in serie A se non sei una squadra (e una società) che ha delle basi solide”. Il Chievo è una di quelle squadre che ha sempre galleggiato tra la zona Uefa la retrocessione, con dei picchi verso l’alto davvero notevoli se consideriamo le origini della società. Ma questa è storia, e noi dobbiamo guardare l’attualità. Ennesimo ritorno alle origini per il nostro mister, che torna nella città che rese celebre col suo miracolo sportivo.

La Juve ha l’obbligo morale di vincere, di sfruttare il passo falso della capolista Milan che in casa è scivolata su una buona Roma tutt’altro che in crisi, e poi, con una vittoria, rientrerebbe con ancora più forza nella lotta scudetto, regalando ai tifosi un Natale di soddisfazioni, dopo la delusione Champions. In trasferta non è mai facile giocare, eppure la squadra si è spesso espressa meglio per via degli spazi maggiori a disposizione. Delneri dovrà fare a meno dello squalificato Felipe Melo e di Marchisio, Sissoko, Del Piero infortunati, potendo comunque schierare dall’inizio una formazione comunque all’altezza.

Confermatissimo in difesa Sorensen, seppure il rientrante Grygera poteva almeno iniziare la gara (meglio così), con la coppia Bonucci – Chiellini al centro e Grosso a completare il reparto a sinistra. Sulla linea mediana il grande Krasic a destra, con Aquilani e la novità Giandonato a destra (che sostituisce l’indisponibile Sissoko dell’ultimo momento), e Pepe sulla sinistra. In avanti le punte saranno Quagliarella e Iaquinta, forza e velocità ma anche potenza aerea per sfruttare i palloni provenineti dalle fasce laterali. Scelta peraltro obbligata in quanto Del Piero ha accusato un risentimanto ai flessori che non lo ha reso neppure convocabile per questa sfida. A risultato acquisito potrebbe esserci l’eventuale ingresso di Giannetti, bomber di coppa che potrebbe far respirare Quagliarella in attacco.

I dubbi del Chievo riguardano la difesa: a destra ballottaggio tra Frey e Sardo, e a centrocampo sono in corsa Andreolli e Mandelli. Giocheranno invece Cesar al centro della difesa e Mantovani in posizione di terzino sinistro. Rombo di centrocampo, con Guana vertice basso, con Fernandes e Marcolini ai lati e Constant vertice alto, con Pellissier e Moscardelli di punta. Giocatori tutti disponibili per la squadra di Pioli.

Occhio al terreno di gioco gelato che potrebbe causare problemi alle squadre ed essere determinante per il risultato.

Le pagelle di Juventus – Manchester City.

dic172010

Manninger 6: vive una serata di estrema tranquillità e non ha colpe sulla rete avversaria. 
Chiellini 6: è sempre importante al centro della difesa, con interventi in chiusura e indicazioni per i compagni che salvano la retroguardia bianconera in molte occasioni. Para letteralmente una conclusione ravvicinata; era rigore ma l’esperienza di Chiello lo ha mascherato bene.
Legrottaglie 5,5: non tocca il terreno di gioco da tanto tempo, tuttavia si destreggia bene grazie al suo senso di posizione. Commette un piccolo errore in occasione del pareggio avversario.
Traoré 6: ha dei buoni spunti e alcune buone accelerazioni, comportandosi bene anche in fase difensiva; tuttavia non è ancora fisicamente al meglio, tant’è che viene sostituito prima della fine.
Boniperti n.g.: pochi, ma significativi minuti in campo per il nipote di uno degli juventini più amati di sempre
Grygera 6: rientra dopo molto tempo e svolge il suo compito con diligenza e puntualità, fisicamente non è al meglio, ma è comunque un positivo recupero per il proseguo della stagione.
Felipe Melo 6: fa il suo dovere senza eccedere, anche per non rischiare un infortunio, in un importante momento della stagione. Cartellino giallo evitabile.
Sissoko 5,5: tanta grinta, ma scarsa lucidità e molta fatica ad eseguire le consegne di Del Neri. Sulla qualità non si discute, tuttavia quest’anno fa fatica a inserirsi nei meccanismi della squadra.
Pepe 6: buone accelerazioni sulla fascia e un utile possesso palla, anche se appare sempre discontinuo.
Krasic 6,5: è come sempre uno dei più pericolosi in quanto salta sempre l’uomo e propone palloni interessanti per i compagni. In quest’occasione non è devastante, ma ce n’era poco bisogno.
Del Piero 6: tanto possesso palla e sguardo sempre rivolto ai compagni; con uno splendido gioco di gambe sulla fascia offre a Giannetti l’assist del vantaggio, mettendo per l’ennesima volta la sua firma sulla partita.
Camilleri n.g.: solo uno spezzone di partita per lui, condito però da un’incertezza, che è costata il pareggio del City.
Giannetti 6,5: timbra la sua prima rete in bianconero con un tocco di fino da attaccante navigato, che però non serve per la vittoria finale.
Buchel n.g.: solo pochi minuti per il suo esordio.

Juventus – Manchester City 1-1. Pareggite acuta.

dic162010

 

 

 

 

 

 

 

E ti pareva. Un altro pareggio insipido dal retrogusto amaro, quello che congeda la Juventus dall’Europa League nell’ultima partita allo stadio Olimpico, ex Comunale, quello glorioso e testimone di tante memorabili vittorie bianconere. Da luglio 2011 infatti la Vecchia Signora si trasferirà al nuovo impianto, che ci auguriamo dia il via ad una nuova era di vittorie. Ma questo non è il momento di parlare del futuro, bensì del presente, di questa partita appena giocata, che come abbiamo detto nel pre-gara, non dava sicuramente gli stimoli per effettuare una grande prestazione. Delneri commenterà dicendo che dopotutto il bilancio non è negativo, poichè la squadra esce assolutamente imbattuta, estendendo il bilancio anche alle vittorie dei preliminari. Ma questa analisi è assolutmante impropria, perchè la Juve era abituata ad arrivare almeno ai quarti di finale, senza contare le finali perse con Real Madrid, Amburgo, Borussia Dortmund e Milan. Diciamo che il bilancio non è del tutto negativo se contiamo le ultime due partite, anch’esse finite con un pari, ma senza dubbio con molte attenuanti. Ma ormai la frittata era fatta.

Fossi stato in Delneri non avrei nemmeno convocato alcuni tra quelli schierati stasera. Un esempio? Del Piero, a cui non farebbe altro che bene tirare il fiato; Krasic, perchè se si rompe lui finiscono i jolly in attacco; Chiellini perchè anche se non sta rendendo al massimo è sempre fondamentale per la retroguardia. Ma al nostro mister va dato credito di aver provato a vincere mettendo in campo la miglior formazione, compatibilmente con un ampio turnover. Grygera ha riannusato il profumo dell’erba, Traoré ha dimostrato che ha potenzialità (finchè gli hanno retto le gambe), Giannetti ha segnato un gol di pregevole fattura, Camilleri ha iniziato a farsi le ossa con qualcuno che sa cosa vuol dire puntare la porta, Pepe deve solo continuare a giocare per trovare una sua dimensione, Sissoko doveva dimostrare di essere ancora da Juve. Quasi tutti avevano un buon motivo per affrontare bene questa partita, pur non sentendo la fredda canna del fucile puntato alla nuca. Ma la mente al campionato è più che un legittimo sospetto. Senza parlare dello spirito di conservazione che avrà condizionato i giocatori nei loro interventi, per paura di infortunarsi in una delle partite più inutili della stagione.

Cosa c’è quindi da raccontare di questa partita? Ben poco, se non qualche buon tiro di Krasic, Del Piero, e Flipe Melo, ed in mezzo a questi il gol del giovane Giannetti, che si ricorderà per tutta la vita la sua prima rete in maglia bianconera, non fosse altro perchè l’assist è arrivato dal suo idolo Alex Del Piero. Per lui questo match sarà indimenticabile, ma non per i tifosi che non hanno avuto modo di scaldarsi troppo sugli spalti, dato il ritmo decisamente lento delle due squadre. Anche per il Manchester era infatti una partita decisamente insignificante, pur avendo messo in campo la determinazione necessaria per segnare una bella rete con l’attaccante Jo (che si infila tra Legrottaglie e Camilleri), e guadagnato un rigore e mezzo non fischiati dall’arbitro. Davvero poco altro da segnalare se non i due cartellini gialli di Felipe Melo e Sissoko, e l’esordio di Buchel a centrocampo.

Qualcuno penserà che ci siamo dimenticati del giovane Boniperti, anch’egli debuttante in questa fredda serata. Invece no, volevamo solo chiudere questo commento con l’immagine della coppia di attacco Del Piero – Boniperti, che ha salutato il vecchio stadio Comunale, con i nomi delle due bandiere più amate nella storia juventina. Arrivederci in Europa, Juve.

Prepartita Juventus – Manchester City. Formazioni e curiosità.

dic162010

E’ passato quasi in secondo piano quello che all’inizio era il “big match” del nostro girone, quell’ultima partita che avrebbe potuto significare lo spareggio per il primo posto. E per chi se lo fosse pure dimenticato, ricordiamo che questa sera, alle 21.05, la Juve scenderà in campo contro il Mancherster City. Sembra un paradosso dimenticarsi di una partita tanto prestigiosa, ma la realtà è che questa sfida è tanto affascinante quanto inutile. La Juve (5 punti) è già eliminata, il City, invece, è già classificato al primo posto del girone. In mezzo, al secondo posto, l’intruso, il Lech Poznan riuscito nell’impresa di far fuori la Juve. In realtà l’impresa l’hanno fatta il freddo e la sfortuna. Qesta partita, per quanto inutile, può dar modo a Delneri di fare un ampio turn over, facendo giocare quelli che hanno bisogno di recuperare condizione, e nel contempo provare qualche soluzione tattica interessante; non per ultimo però, dimostrare che in realtà la Juve in questa competizione meritava qualcosa di più. L’occasione per confrontarsi con una delle squadri più forti del momento, può essere un valido test per mettere alla prova giocatori come Traoré e Pepe, di cui ancora non s’è capito il giusto valore. Sarà anche un bel confronto tra Delneri e Mancini, due tecnici made in Italy tra i migliori al mondo, ma tatticamente molto diversi tra loro, pur adottando entrambi un gioco molto offensivo.  

E come se non bastasse, cì sarebbe un altro motivo valido per vedere la partita questa sera: in caso di un altro pareggio, la Juve entrerà nella storia assieme all’Aek Atene come squadra ad aver pareggiato più partite di file in una competizione europea. Un primato che certamente la Juve non dovrebbe eguagliare.

Abbiamo accennato al turn over. La sfida di stasera per Delneri può essere considerata come un’amichevole importante, perchè chi gioca lo fa con la consapevolezza che il risultato non conta, ma che comunque avrà addosso gli occhi di tutta Europa. Certo in porta l’impiego di Manninger, in difesa a destra ci potrebbe essere il ritorno di Grygera, che bene aveva iniziato la stagione; al centro un altro reduce da infortunio, Legrottaglie, che affiancherà Camilleri, giovane che aveva impressionato nella bufera di Poznan; a sinistra occasione importante per Traorè, chiamato anch’egli a confermare quanto di buono aveva fatto vedere contro il Lech.

A centrocampo, poteva essere la grande occasione per Lanzafame, ma ieri ha preso una botta alla caviglia. Sembrava cosa da poco, e invece Delneri non lo ha convocato. Il giocatore, mediante le parole del fratello -procuratore, ha esperesso rabbia, delusione, e voglia di andarsene a gennaio. La sua storia in bianconero si concluderà quindi definitivamente, in maniera negativa. Giocheranno quindi Pepe e Sissoko certamente, e  uno tra Melo, Marchisio; probabile partenza dalla panchina per Krasic. In attacco, accanto a Del Piero, c’è la tentazione Giannetti dal primo minuto, ma sarà più probabile l’ingresso di Iaquinta.

Anche il Manchester farà un ampio turn over. Dopo un ottimo avvio e una seconda parte un po’ in sordina, ora la squadra inglese sta tornando su alti livelli, tanto da essere primo in classifica. Mancini come Delneri deve risolvere le grane di chi se ne vuole andare: Tevez, Adebayor, e Balotelli (dal rendimento molto discontinuo). E’ probabile che saranno proprio gli ultimi due a comporre la coppia d’attacco, per cercare comunque di ottenere il primo successo con i bianconeri (all’andata finì 1-1).

Ci auguriamo di vedere la prima vittoria bianconera in Europa League, magari ottenuta proprio con una formazione giovane, che abbia voglia di dimostrare il proprio valore.

Il commento alla 16a giornata di campionato.

dic142010

Il campionato chiama, e la Juve risponde! C’era sete di anti - Milan dopo la vittoria dei rossoneri sul Bologna, con un risultato rotondo (tre a zero) che vede protagonisti gli stessi marcatori della partita precedente. Allegri ha a disposizione una squadra che interpreta il gioco d’attacco in modo veramente efficace, con Ibrahimovic che è tornato davvero quello che fu protagonista degli scudetti nerazzurri. In tanti aspettavano al varco lo svedese, che alla sua presentazione aveva dichiarato “sono qui per vincere e vinceremo tutto”. Il Milan non vincerà tutto, ma Ibra sta facendo vedere che le sue parole non erano solo una “ruffianata”. Parole ma anche fatti, assist e gol che sparano il Milan sempre più in alto.

Chi invece ottiene gli stessi risultati senza parlare mai, è Milos Krasic. Mai una polemica, mai un litigio in campo, mai una parola in campo… ma, signori, che giocatore! Ormai avevo perso le speranze di vedere un giocatore che puntasse in modo insistente l’avversario per metterlo in difficoltà. Persino un giocatore come Messi non arriva ad essere così continuo nel puntare il suo rivale senza nemmeno prendere in considerazione altre ipotesi. Queste sono le ali che mi entusiasmano! E che, guarda a caso, portano anche ai risultati. Qualcuno dirà che in fondo la vittoria è arrivata al 94′ minuto, ma infatti noi abbiamo sempre detto che le partite finiscono al 95! Scherzi a parte, chi ha visto la gara può testimoniare che i tre punti sono assolutamente meritati, e sarebbe stata l’ennesima beffa perdere ancora terreno in casa, dopo una partita d’attacco e tante occasioni prodotte. La Lazio a sua volta ha meritato la sconfitta se non altro per aver iniziato a perdere tempo già nella prima frazione di gioco, con evidente intento di portare a casa un pareggio da Torino. Questo è uno dei motivi per cui la squadra di Reja non può essere una grande squadra, e personalmente non credo nemmeno che arriverà a conquistare la Champions.

Chi invece convince è il Napoli di Mazzarri, dove all’ombra del Vesuvio si è creata l’alchimia giusta tra un tecnico ambizioso e un presidente altrettanto voglioso di vittorie. De Laurentiis continua ad investire in modo intelligente, seguendo la squadra in modo attento cercando di tenersi stretto i propri campioni. La differenza tra lui e Zamparini è che il secondo non ha la pazienza e la lucidità di aspettare il progetto da lui stesso ideato. E così molto spesso si cambia prima ancora di poter fare una valutazione oggettiva del lavoro.

Chiudiamo con la Roma, che nonostante i buoni risultati non attraversa un periodo florido, perchè le voci sulle profonde fratture interne sono sempre più insistenti. Per uno come Ranieri che considera il gruppo la cosa più importante, sono davvero tempi duri. Lo testimonia lo sfogo avuto ai microfoni di Sky, dove ha abbandonato la zona mista in diretta, per un litigio con Sconcerti & soci. Non sarà facile terminare il campionato per un allenatore che ormai danno già tutti per partenti, sopratutto perchè non più gradito al capitano Totti, che rappresenta il 51% della Roma.

Le pagelle di Juventus – Lazio.

dic132010

Storari 5: per la prima volta in questa stagione appare insicuro, e purtroppo la squadra paga dazio subendo il vantaggio laziale. Peccato che l’errore arrivi proprio dopo una settimana di complimenti a scena aperta nei suoi confronti. Sappiamo che non è dovuto a tutto questo, ma molti diranno che si è montato la testa.
Bonucci 6: è molto concentrato e attento sul da farsi. Non lascia spazio agli avversari e chiude ogni varco con precisione. Sempre pulito negli interventi, e questo gli permette di risparmiare tanti cartellini gialli.
Chiellini 7: apre la gara con un’incornata che sembra mettere tutto in discesa per la formazione di Del Neri. Governa la difesa con maestria e sapienza, inoltre si rivela l’arma in più nello spirito della squadra, non solo per la fascia da capitano che oggi indossava.
Grosso 5,5: fa il suo dovere, ma risulta lento e prevedibile. Gioca solo col piede sinistro e raramente affonda la sua azione, bloccando gli sbocchi della manovra offensiva bianconera.
Sorensen 5,5: alcuni ottimi interventi, ma anche qualche preoccupante incertezza per il giovane terzino, sulla cui votazione incide la scarsa mano data a Krasic (non che il serbo ne avesse bisogno), nella fase di spinta, anche quando c’era molto spazio in avanti.
Aquilani 6,5: è lui la mente del gioco bianconero, che manovra con passaggi calcolati e precisi sui piedi dei compagni. Dà geometria e quadratura alla squadra, offrendo un’altra ottima prestazione. Buona anche la tenuta atletica, a dispetto delle ultime prestazioni. Prova anche il tiro da lontano più volte, ma senza essere fortunato.
Felipe Melo 6: tanta grinta e applicazione per il brasiliano, che spezza le trame di gioco avversarie, sacrificandosi anche con falli tattici, quando è necessario. Un’altra solida prestazione di un giocatore ritrovato.
Sissoko s.v: gioca solo pochi minuti, ma lancia Krasic verso l’azione del gol-partita.
Marchisio 5,5: è in affanno sulla fascia sinistra, infatti si fa vedere poco ed è spesso costretto a ripiegare per proteggere la difesa, risultando così prezioso, ma al tempo stesso poco incisivo. 
Pepe 6: entra a partita in corso e conferisce un po’ di vivacità alla manovra della squadra, mettendo in maggiore apprensione la difesa laziale. Impegna Muslera in una difficile parata.
Krasic 8,5: una prova capolavoro per il serbo, che è il vero spauracchio della difesa biancoceleste. Milos crea sempre la superiorità numerica liberandosi costantemente del suo avversario; non sempre però i cross sono così precisi per i compagni. Visti gli scarsi risultati dei suoi assist, prende l’inziativa personale e nonostante avesse corso per oltre novanta minuti ininterrottamente, salta per l’ennesima volta il suo avversario diretto e grazie all’aiuto di Muslera, manda in visibilio il popolo bianconero.
Quagliarella 5: si muove tanto e cerca di non dare riferimenti alla difesa avversaria, tuttavia fa fatica a trovare spazio e non conclude mai verso la porta, subendo una giusta sostituzione.
Iaquinta 5: fa la boa dell’attacco, ma non appare concentrato e lucido nel posizionarsi, infatti finisce spesso in fuorigioco o commette fallo sugli avversari. Il risultato è una prestazione evanescente.
Del Piero n.g.: cerca il colpo risolutore con una punizione a sorpresa, ma ha poca fortuna. Per il qualche buon tocco, ma nulla più.