Archivio per marzo 2011

Il commento alla 30a giornata di campionato.

mar202011

L’onore della ribalta deve obbligatoriamente andare almeno una volta all’Udinese. La squadra di Guidolin vincendo con il Catania si è portata oggi in quarta posizione, in zona di accesso diretto alla Champions League. Se consideriamo che nelle prime cinque partite hanno fatto un solo punto, vi immaginate cosa avrebbe potuto essere il campionato dei friulani? La parola “scudetto” non sarebbe stato assolutamente fuori posto, dal momento che questa formazione sta facendo vedere una difesa ermetica oltre che un attacco micidiale. Solo sei i punti in questo momento dai rossoneri, che ci fanno sperare nella rimonta scudetto da parte dell’Udinese anzichè dell’Inter.

Eh si, perchè a furia di perdere punti i rossoneri hanno dilapidato un capitale nei confronti dell’Inter e delle inseguitrici che hanno avuto la costanza dei risultati. Perdendo a Palermo, la formazione di Allegri riduce di tre punti il vantaggio sui cugini, che affronteranno il derby con un atteggiamento opposto tra loro. I nerazzurri galvanizzati dall’impresa che potrebbero intraprendere, mentre i rossoneri con la paura del sorpasso che tanto hanno snobbato anche ultimamente. “Sono venuto per vincere tutto”, profetizzava Ibrahimovic alla sua presentazione: vi immaginate se non dovessero vincere nulla, proprio per mano dell’Inter?

E’ ancora il “Pazzo” che tiene a galla Leonardo in una partita più difficile del solito. Tutti pensavano ad una goleada, ma il Lecce si è dimostrato stranamente ostico per i padroni di casa, peraltro stanchi fisicamente e mentalmente della fatica di Champions a Monaco di Baviera. Non sarà il campionato più bello del mondo ma sicuramente è più avvincente ed incerto di molti altri tornei d’Europa, grazie ad un livellamento verso il basso che permette a squadre in crisi come il Palermo o deboli come il Lecce di poter vincere o comunque mettere in grande crisi le candidate al titolo.

E’ quello che è successo anche alla Juventus con il Brescia. In grande difficoltà per tutto il primo tempo e parte del secondo, la squadra bianconera si è scossa grazie ad una personale azione di Del Piero e all’espulsione di Mareco, riuscendoa portare a casa una vittoria che non è stata assolutamente facile o scontata. Così come non scontata è stata la vittoria della Lazio sul Cesena e quella del Napoli sul Cagliari.

Domenica prossima il campionato osserverà un turno di riposo, ritornando in pompa magna con il big match nell’anticipo di sabato (derby di Milano) e con Roma – Juventus domenica sera.

Le pagelle di Juventus – Brescia.

mar202011

Buffon 5: non mostra sicurezza in quest’occasione, azzardando più di un’uscita. Purtroppo non è sempre fortunato, infatti incassa un gol banale da Eder, sul quale ha grosse responsabilità.
Chiellini 5,5: sembra nervoso e poco tonico fisicamente, in quanto ostacola spesso la manovra in fase d’impostazione e non è sicuro ed efficiente come al solito. Mal posizionato in occasione della rete di Eder.
Bonucci 5,5: alterna alcune buone coperture a inspiegabili amnesie, come in occasione del gol del Brescia, in cui si dimentica di difendere. Deve migliorare l’attenzione per diventare una pedina importante per la squadra.
Sorensen 6: il migliore della linea difensiva, il danese è intraprendente sulla fascia e cerca di proporsi con continuità, almeno oggi che si poteva osare.
Traorè 5: corre molto, ma conclude veramente poco, infatti si fa notare solo per qualche cross saltuario, ma che non porta a nulla. Sempre inffidabile sottol’aspetto fisico.
Barzagli n.g.: solo uno spezzone finale di partita per lui, in cui non corre rischi e si comporta diligentemente.  
Aquilani 6: partita di grande sacrificio per lui, che imposta la manovra con diligenza e cerca di tamponare quella degli avversari, con profondi ripiegamenti difensivi. Quelo che gli manca è una presenza fisica maggiore.
Marchisio 5: ancora una volta non riesce a farsi notare, infatti assiste male Aquilani, iecuperando pochi palloni non entrand mai in partita.
Krasic 6,5: sta recuperando un po’ di forma, infatti appare più intraprendente e vivo, rispetto alle ultime uscite. Ha il grande merito di sbloccare la partita e di proporsi con continuità nelle azioni d’attacco. Dovrebbe leggermente migliorare in freddezza e precisione.
Pepe 6: gioca un match a folate: quando riesce a saltare l’avversario appare inarrestabile, ma quando non riesce, si imbriglia nella sua stessa manovra.
Del Piero 7,5: mezzo punto in meno per il primo tempo sotto tono come tutta la squadra. Ma è ancora lui il simbolo della squadra. Il capitano marchia una prestazione sublime, impreziosendola con una cavalcata vincente, in cui nessuno riesce a fermarlo. Per il resto tanta sostanza, passaggi preziosi e un carisma che guida la squadra anche nei momenti più bui.
Martinez n.g.: solo pochi minuti per lui.
Matri 6,5: fa tanto movimento e si propone in continuità, ma oggi ha pochissime occasioni e non riesce a realizzare. Il suo lavoro è però preziosissimo per l’intera squadra. Mette il suo zampino per il gol del vantaggio di Krasic.
Toni n.g.: una limpida occasione in cinque minuti, che il portiere bresciano vanifica con un intervento super.

Juventus – Brescia 2-1. Per fortuna che Alex c’è.

mar202011

Che il Brescia giocasse un buon calcio (rapportato ovviamente ad un campionato mediocre), era cosa risaputo. Che potesse giocare alla pari e sovrastare a tratti i bianconeri a Torino, era piuttosto sorprendente, pur con tutti i limiti della Juventus di quest’anno. E’ successo anche questo. Ma quel che più importa è il risultato. Una volta si diceva che prima ci volevano i risultati, poi il gioco sarebbe arrivato. Nella Juve contano solo i tre punti, il gioco è pressochè morto da tempo. Mi chiedo cosa sarà la squadra senza Del Piero. Guardate quanti punti ha fatto guadagnare il capitano solamente negli ulimi due anni. Riuscirà Marotta a prendere un giocatore tanto determinante sia per la quota reti che per la capacità di trascinare la squadra? Io non credo. La speranza è solo che Alex faccia un altro anno… da Alex.

Un primo tempo assolutamente inguardabile, noioso, giocato malissimo dalla Juve. Ma chi ci vuole far credere che la squadra pensa ancora alla Champions? La squadra no sicuramente, vedendo l’approccio svogliato ad ogni partita, la mancanza di carattere, la corsa stanca dietro avversari che vanno al doppio della velocità. Nemmeno l’allenatore, sempre rintanato nella sua panchina, molto tranquillo e silenziono, quasi rassegnato al suo destino, contrariamente al suo spirito indomito che lo ha sempre contraddistinto. In tutto il grigiore del primo tempo, arriva come un raggio di sole in una tempesta, il gol di Milos Krasic, assolutamente inaspettato e gentilmente omaggiato dalla difesa di Iachini, che sbaglia il disimpegno regalando il pallone al serbo che al volo fulmina il portiere. Uno a zero per i bianconeri.

Ma dal raggio di sole si passa in fretta al fulmine a ciel sereno (è il caso di dirlo, vista la splendida giornata a Torino), con il pareggio di Eder al 40′ che brucia Buffon di testa, in una sciagurata uscita fuori dai pali. Gol che premia la formazione ospite, che aveva subìto la rete proprio nel suo momento migliore di gioco, e contemporaneamente scatena la protesta dei tifosi che non aspettavano altro per dare il via a cori e striscioni innegginti Lippi e Luciano Moggi su tutti. Incredibilmente apatico il primo tempo, che si chiude così con il risultato di 1 a 1.

Decisamente più emozionante il secondo tempo, anche se nei primi minuti non si vede nessuna rezione bianconera, mettendo il terrore ai tifosi per una nuova sconfitta casalinga. Apre le ostilità Chiellini, che al 55′ si presenta solo davanti al portiere, ma viene rimpallato prima della conclusione. Si sveglia anche Pepe (autore di un buon secondo tempo), che pesca con un lancio lunghissimo Krasic in piena area i rigore, ma il serbo sbaglia tutto, confermando tutti i suoi limiti nel tiro in porta. Brividi anche per Buffon, che vede uscire un tiro da lontanissimo di Eder. Scricchiolii in difesa anche per i problemi fisici accusati da Traoré, che come avevamo già previsto nel nostro prepartita, viene sostituito da Barzagli al 66′.

Ma ecco che l’immensa classe di Del Piero esce prepotentemente mettendo tutti in riga: palla ricevuta sulla trequarti e fuga verso la porta, due difensori saltati e palla a giro nel sette: grandissimo gol e Juve ancora in vantaggio! Ma le bele notizie non finiscono qui: cartellino rosso per Mareco al 70′, seconda ammonizione causata da un fallo di ostruzione su Matri.

Ancora Alex sugli scudi, quando rifinisce pescando Krasic in area, che però non riesce a mettere in mezzo per intervento in uscita del portiere. Sull’angolo seguente, Toni (entrato al posto di Matri) incorna perfettamente di testa costringendo Acardi ad una grande parata d’istinto. Esce Del Piero per Martinez all’87′, standing ovation meritata che chiude la partita con una vittoria bene augurante.

Prepartita Juventus – Brescia. Formazioni e curiosità.

mar202011

Quando le attenzioni per una squadra di calcio si concentrano più al mercato futuro che alla stagione in corso, allora significa che quella squadra ha ben poco da dire. Quale sarà il prossimo allenatore o il prossimo regista della Juventus non è dato sapere, ma una cosa è certa: a nessuno interessa quasi più seguire le ultime vicende dei bianconeri, sopratutto se molto spesso l’equazione partita = sconfitta si realizza matematicamente. Gli infortuni non sono più una novità, o per lo meno lo sono nella misura in cui ne dettano la formazione. Ormai sulla panchina della Juve potrebbe sedere chiunque, dal momento che sono anni che gli undici in campo sono quasi gli unici rimasti, scusate il gioco di parole. Anche contro il Brescia, Delneri dovrà gioco forza impiegare quelli scampati dall’infermeria. Posto che Iaquinta abbia finito la stagione (e forse anche la carriera a Torino), che Melo sia ancora fermo ai box, e che Martinez e Toni abbiano recuperato solamente per giocare qualche scampolo di partita, il mister schiererà Buffon tra i pali, con Grygera o Sorensen (dubbio dell’ultimo minuto) a destra, Chiellini e Bonucci coppia centrale (quest’ultimo preferito a Barzagli in lieve flessione dopo un buon avvio) e Traoré a sinistra (sicura la prima sostituzione dopo pochi minuti per infortunio). Il centrocampo sarà composto da Krasic, Aquilani, Marchisio e Pepe (una buona linea mediana se non fosse che sono quasi tutti fuori forma), mentre in attacco spazio a Del Piero e Matri.

Sarà una Juve a trazione anteriore quella da vedere oggi, perchè i più in forma sono proprio i due attaccanti che avranno il compito di trascinare i compagni verso la vittoria. Anche il Brescia però deve fare i conti con infortunati e squalificati, le cui assenze avranno un peso certamente maggiore rispetto alle defezioni bianconere. Iachini dovrà rinunciare a Berardi, Filippini e Zanetti in infermeria, nonchè a Zebina, Hatemaj e Caracciolo fermati dal Giudice Sportivo. Attenzione a Diamanti in attacco, che già all’andata fece un gran gol.

Giocare in casa con questo Brescia decimato possiamo considerarlo un regalo del destino per la nostra Europa League. Juve, non deluderci.

Il commento alla 29a giornata di campionato.

mar142011

Nonostante i passi falsi di Milan e Inter, la zona Champions si sta delineando sempre di più. Guardate la classifica: Udinese e Napoli stanno sempre più allungandoil passo, distanziando le inseguitrici con maggior margine domenica dopo domenica. Ormai fuori dai giochi la Juventus, ancora fermata in trasferta per opera del Cesena, che rimonta due reti di svantaggio. Matri segna la sua prima doppietta in bianconero, ma ciò non serve a lanciare i bianconeri verso la vittoria, dopo tre sconfitte consecutive. Ormai il popolo juventino è in decisa e forte constestazione verso Delneri, e tra poco anche i giocatori smetteranno di essere dalla parte del tecnico, generando una situazione che farà sperare la morte del moribondo quanto prima. Continuiamo a sostenere l’urgenza di pianificare il futuro con il nuovo allenatore fin da subito, per non trovasi a fare un mercato comprando giocatori non graiti o non funzionali al nuovo tecnico. Se pensiamo a quanti non dovrebbero essere confermati nella prossima stagione, il gruzzolo a disposizione (considerando le cessioni, i non riscatti, il risparmio sugli ingaggi, e i nuovi investimenti della Exor) dovrebbe essere cospicuo, ma è assolutamente vitale che questo non venga ancora sperperato, nell’acquisto di giocatori insulsi quali Poulsen, Tiago, Amauri, ecc.. Un’altra disfatta porterebbe la Juventus su livelli di seconda fascia agli occhi di tutti. E questo non possiamo permettercelo.

Steccano anche le milanesi, come abbiamo anticipato. L’Inter viene fermata sabato a Brescia, rischiando addirittura di perdere se Julio Cesar non avesse parato il rigore di Caracciolo. Partita piuttosto scialba che ha visto i padroni di casa raddrizzare la situazione nella parte finale dell’incontro. Ancora Eto’o a segno, confermando che il gioco offensivo di Leonardo non sia così produttivo a livello globale, dal momento che quando non segna il camerunense c’è una difficoltà oggettiva e generale del reparto d’attacco, visto che anche Pazzini non rende secondo il suo potenziale.

Chi invece ha un potenziale offensivo che crea occasioni anche senza gioco e schemi, è il Milan. Oggi però le punte di Allegri sono rimaste quasi a secco, se non fosse stato per il ripescato Cassano che ha messo dentro il pareggio che ha riagguantato un Bari tutto cuore passato in vantaggio a San Siro. Ha perso le staffe Ibrahimovic, che per una dura reazione si è visto sventolare il cartellino rosso sotto gli occhi, mettendo a repentaglio la sua presenza nel derby decisivo per lo scudetto. Ci sarà trepidante attesa in settimana per la sentenza del giudice sportivo.

E a proposito di derby, una grande Roma vince nel finale grazie alla prima doppietta di Totti in una stracittadina. Partita tranquilla fino al gol del capitano, che scatena il nervosismo dei laziali, in 9 uomini al novanteimo. Nervosismo anche per un laser che disturba Muslera in occasione della punizione di Totti, sulla quale il portiere compie una papera decisiva. Va detto che anche se il laser c’è stato, Muslera non è assolutamente nuovo a queste “prodezze”,essendo uno dei giocatori più altalenanti e discontinui del campionato. Lotito stia pure calmo e non si attacchi troppo ai laser.

Animi accesi anche al Tardini, dove il Napoli ha torna alla vittoria sul Parma. Polemiche per un gol dei partenopei in netto fuorigioco: ora De Laurentiis cosa avrà da dire? Hanno ragione i presidenti a protestare per gli incredibili errori che si vedono su tutti i campi di serie A, ma è altrettanto incredibile come questi non facciano nulla per intromettere mezzi ed innovazioni che possano determinare con esattezza gol – non gol eccetera. Finchè ci saranno questi falsi lamenti, senza che si faccia il pugno duro per giocare con più trasparenza, ogni decisione a sfavore non dovrebbe essere contestata, poichè permessa dal loro stesso silenzio. Questa è la vera calciopoli. 

Le pagelle di Cesena – Juventus.

mar132011

Buffon 7: evita la sconfitta con alcuni prodigiosi interventi che salvano letteralmente il risultato. Graziato dall’arbitro a fine primo tempo che avrebbe potuto espellerlo. Ma Gigi non aveva altra scelta.
Bonucci 5: si mostra insicuro e approssimativo nelle chiusure, non riuscendo mai a trovare un esatta collocazione in campo. Una involuzione preoccupante per il futuro.
Chiellini 5: combatte alla sua maniera, ma non è proprio la sua serata. Anche lui compie un intervento da rigore che non viene fischiato. Sbaglia molto, forse come non mai.
Traorè 5: sembra sempre che litighi col pallone poiché sbaglia molti controlli. Si propone solo raramente e non incide in fase offensiva. In difesa è spesso insicuro, anche perchè ha giocato veramente pochissimo quest’anno.
Motta 4: pessimo rientro per il difensore, che fa vedere solo qualche buon cross, per poi rovinare tutto con i soliti interventi inutili quanto cattivi. Il cartellino rosso glielo dovrebbe dare la Juve.
Grygera 5: sempre in affanno e insicuro nelle chiusure, prova a fare del suo meglio ma mette la squadra in situazioni di pericolo, più di una volta.
Marchisio 5: cerca di rendersi utile col pressing e la corsa, tuttavia ha poche idee e spesso gira a vuoto. Prova qualche inserimento, ma senza raccogliere frutti.
Aquilani 6: detta il gioco della squadra con ritmi e tempistiche giuste. Cala un po’ alla distanza, non riuscendo più a manovrare come vorrebbe, anche a causa dell’inferiorità numerica. Prova anche a concludere dalla distanza, purtoppo non è così semplice.
Krasic 5: parte bene, poi si spegne nel corso della garaù; propone qualche buon cross, ma nulla di più. Viene sostituito al termine del primo tempo. Giustamente.
Pepe 6: partita difficile per lui, che però si comporta bene lottando su ogni pallone e imponendo le sue giocate col fisico. Il suo dinamismo è spesso linfa vitale al nostro centrocampo troppo statico.
Martinez n.g.: solo uno spezzone di partita per l’uruguaiano.
Matri 7,5: attivissimo in attacco, realizza una doppietta splendida, che sembra mettere in discesa la gara. Trasforma le uniche occasioni che gli si presentano. Encomiabile il suo lavoro di sacrificio durante il periodo d’inferiorità numerica. Viene sostituito, sfinito.
Del Piero 7,5: illumina la squadra con tocchi di classe, assist e invenzioni, degne di uno dei migliori giocatori di sempre. Tiene unita la squadra e alleggerisce la pressione degli avversari nei momenti più difficile. Il fisico non lo regge fino in fondo.
Iaquinta n.g.: solo pochi minuti per lui.

Cesena – Juventus 2-2. Tutti scontenti.

mar132011

 

 

 

 

 

 

 

La Juventus scongiura il rischio di uguagliare il record di sconfitte del ’61 - ’62, ma non esce sicuramente bene da questa partita. Cosa significa “uscirne bene”? Per esempio dominare l’avversario, creare molte occasioni, dimostrare di avere un gioco e un’organizzazione superiore all’avversario, e via dicendo. Il fatto di non aver menzionato la vittoria non è un caso. Vincere può talvolta essere una casualità e non dimostrare nessun miglioramento tangibile. Al Manuzzi è finita con un rocambolesco 2 a 2, dove praticamente è successo di tutto: gol, pali, decisioni discutibili, rimonte. La Juve ha fatto vedere tutto e il contrario di tutto. Bella “dalla cintola in su” (come disse l’Avvocato su Aldo Serena), e un “coniglio bagnato” dalla cintola in giù (tanto per usare un altra celebre definizione  di Gianni Agnelli). Uno straordinario Del Piero regala spettacolo allo stadio di Cesena (aumentando il rammarico delle cinque inspiegabili panchine consecutive), Matri finalizza alla grande le occasioni, la difesa distrugge e vanifica gli sforzi profusi. E così, dopo una partita dove ne sono successe di tutte, il pareggio sembra l’unico risultato che scontenta entrambe le squadre. Scontenta i bianconeri perchè in vantaggio di due reti si lascia raggiungere rischiando un passivo ancora maggiore. Scontenta i romagnoli perchè dimostrando di essere una squadra in salute e affrontando una Juventus ridotta in dieci uomini per molto tempo, non è riuscita a portare a casa la vittoria. Ma per la Juve, così attesa al varco alla vigilia, è un punto guadagnato o sono due punti persi? Verrebbe da dire la seconda possibilità, considerando l’avversario; ma considerando le occasioni e le circostanze di gioco (Buffon andava espulso), possiamo dire che la quarta sconfitta consecutiva è stata molto vicina. E se come diceva Pepe, il problema dei bianconeri è solamente psicologico, come esce la squadra la questa partita? Lasciatemelo dire, non è cambiato nulla. Al di là dell’intesa tra Matri e Del Piero (unico lato positivo di stasera), il resto è sempre da costruire. Si parla sempre di “finali” di Champions, di grandi traguardi, ma questa Juve deve pensare all’ A-B-C, ad imparare cosa significa giocare al calcio. Solo dopo potrà sperare di vincere. Il compito lasciamo dire a voi di chi sia.

La partita si apre “sonnacchiosa” con le due “bianconere” che si studiano in perfetto equilibrio. Ci pensa il nostro capitano a spezzare gli equilibri, rubando palla a centrocampo e facendo una poderosa discesa verso la porta, scaricando un prezioso assist per Matri che da posizione defilata riesce comunque a girare di prima sul palo lontano. Vantaggio Juve al 19′. Iniziano i primi scricchiolii sul lato di Motta, che compie una brutta entrata ai danni del diretto avversario, meritandosi il cartellino giallo per gioco scorretto. Ma la squadra di Delneri è a trazione anteriore, con Del Piero vero prestigiatore che raccoglie tutti i palloni trasformandoli in assist da favola: il passaggio che smarca Pepe in area fa gridare al gol anticipatamente, ma il nostro centrocampista non riesce nemmeno a colpire la palla al volo.

E’ un buon momento per i nostri, che confezionano la terza occasione clamorosa, con Bonucci che sbaglia di testa una facile occasione da distanza ravvicinata. Ma l’opportunità più clamorosa della serata capita sui piedi di Giaccherini, che al 26′ arriva davanti a Buffon e conclude sul palo, la palla carambola ancora verso l’attaccante cesenate, che ad un metro dalla porta vuota riesce a colpire malissimo spedendo la sfera fuori dallo specchio. Un gol davvero difficilissimo da sbagliare. Il palo però è clemente con la Juventus, respingendo sì una conclusione di Del Piero, ma regalando il pallone a Matri che è lestissimo nel riflesso vincente che fissa il punteggio sul due a zero!

Doppio vantaggio in soli 35 minuti di gioco, ma la partita non è assolutamente finita. Il Cesena inizia ad attaccare con maggiore convinzione, e Buffon è costretto ad atterrare l’avversario lanciato a rete: è rigore ed espulsione per il portiere, graziato da Bergonzi con il solo cartellino giallo. Jimenez trasforma dal dischetto accorciando lo svantaggio. Quattro minuti e altra tegola sui bianconeri di Torino: secondo intervento scomposto di Motta e cartellino rosso per doppia ammonizione. Siamo in dieci con più di un tempo da giocare. Delneri aspetta la fine del primo tempo per decidere il nuovo assetto, e nell’intervallo l’ingresso di Grygera produce l’esclusione di Krasic, già sottotono nella prima frazione.

E’ un Cesena ben diverso quello che si ripresenta in campo: Buffon salva su un gran tiro di Colucci da fuori area, ma l’autentico miracolo lo compie con un doppio intervento su Jimenez e Colucci che da due passi non riescono a perforare la barriera del grande Gigi. Fuori Alex Del Piero (solo stanchezza per lui) e dentro Martinez; Delneri si riporta con l’assetto di centrocampo formato da due esterni di corsa, potendo sfruttare anche le caratteristiche del nuovo entrato, che nasce di fatto come seconda punta. La partita entra nella fase cruciale, e le squadre si affrontano a viso aperto, senza risparmiarsi e senza badare a scoprirsi troppo; ne nasce una fase molto spettacolare, fatta di contropiedi e di capovolgimenti di fronte continui. La Juve non si siede e non indietreggia tenendo piuttosto bene il campo, ma proprio in questo frangente Buffon salva ancora la porta compiendo un difficile intervento su un tiro deviato di Malonga.

Entra pure Iaquinta per Matri, un po’ scomparso nella ripresa; Delneri dà un segnale di continuità alla fase di attacco, ma questo non serve ad evitare il pareggio di Parolo, che raccoglie un pallone vagante in area ed insacca in modo imparabile. E’ il 2 a 2 definitivo che non cambia nonostante il tentativo di Aquilani dalla distanza nel finale di tempo.

Prepartita Cesena – Juventus. Formazioni e curiosità.

mar112011

Apparentemente una partita come le altre, questo CesenaJuventus potrebbe in realtà segnare l’epilogo (tragico) dell’avventura di Delneri sulla panchina bianconera. Una semplice sfida di Serie A tra una squadra nelle parti alte della classifica, ed un’altra invece, terz’ultima e alla ricerca di punti per la salvezza, molto più affamata rispetto alla compagine di Torino, che ormai non crede nemmeno più in una qualificazione, nonostante il suo allenatore stia “pompando” inutilmente la favola delle dieci finali. Partita fondamentale quindi per le vicende societarie, ma quasi ininfluente per la classifica, già di per sè tragica, anche se i diretti interessati (da Marotta ad Agnelli, passando per Delneri) rifiutano di constatare.

Nonostante le tre sconfitte consecutive, il settimo posto in classifica e le posizioni inferiori rispetto alla scorsa stagione, quella considerata da tutti come la peggiore della Juventus degli ultimi decenni, sembra non mettere in bilico la panchina del nostro mister, che fino ad ora non ha avvertito la necessità di dimettersi, neppure in caso di quarta sconfitta consecutiva. e (sempre a parole) lo stesso Delneri non si sente un allenatore a rischio, e non ha neanche alcuna intenzione a dimettersi, anche in caso di una sconfitta col Cesena. Una sconfitta  con i romagnoli  non è più un’ipotesi azzardata, come poteva essere in passato. E la Juve, in base ai punti calcolati da gennaio, è sullo stesso rendimento dei cesenati. L’ultimo precedente in Serie A contro il Cesena (prima di questa stagione), è altamente significativo: 1976, la Juve, prima in classifica, perde con il Cesena la terza partita consecutiva, e si fa scavalcare dal Torino, che poi
andrà a vincere lo scudetto. Di anni ne sono passati 35, eppure tutto sembra come, o addirittura peggio, di quella circostanza: Il Cesena, dopo tantissimi anni, è ritornato in A, e sta facendo di tutto per cercare di restarci, pur incontrando tutte le difficoltà di una neopromossa. Giocatori del calibro di Jimenez, Rosina, Giaccherini, Bogdani non sono da retrocessione, e il gioco prodotto dai romagnoli è di ottimo livello: altro che palla lunga e pedalare, il Cesena verrà a Torino con l’intenzione di fare la partita e di giocare la palla,  con la grinta delle squadra che vanno alla ricerca di punti preziosi per la salvezza. Ecco perché la Juventus e Delneri, se vogliono salvare la faccia, dovranno fare una partita vera.

Difficile anche solo da pensare, visto che nelle ultime tre partite non hanno fatto un tiro in porta, evidenziando un gioco da squadra da retrocessione. Ciò anche a causa del calo di condizione di alcuni fondamentali quali Aquilani, Krasic e Felipe Melo, senza contare l’infortunio di Quagliarella e la misteriosa esclusione di Del Piero, in panchina da ben cinque partite (!), l’unico in grado in questo momento di accendere la luce nella squadra bianconera. Delneri, quindi, dopo le ultime partite dove ha cercato di rimediare alle lacune difensive con una linea composta da tre centrali, finalmente nel posticipo di domani sembrerebbe intenzionato ad osare qualcosa in più, un po’ per intenzione, e un po’ per costrizione, in seguito al ritorno del problema infortunati: in difesa saranno confermati Sorensen, Chiellini e soprattutto Traorè (tra i meno peggio contro il Milan), con il ritorno di Bonucci dovuto alle non perfette condizioni fisiche di Barzagli; a centrocampo, invece, Krasic giocherà come sempre a destra, Aquilani si riprenderà il posto al centro affiancando Marchisio (Melo out), e a sinistra ritornerà titolare anche Pepe (finalmente due esterni anche su quella fascia). In avanti, oltre al preannunciato ritorno di Del Piero, ci sarà la conferma di Matri e l’esclusione legittima di Iaquinta, mentre Toni è anche lui indisponibile.

La grande sorpresa potrebbe esserci in porta: Buffon potrebbe clamorosamente lasciare il posto da titolare a Storari. Sarebbe un’esclusione storica per la Juve: per la prima volta, infatti, Buffon rischierebbe l’esclusione non dovuta a motivi fisici, ma soltanto tecnici. La realtà è che Gigi in questo momento garantisce meno di Storari, e il gol subito da Gattuso testimonia la fatica a ritornare quello di un tempo. Nonostante il suo valore, spesso senza di lui i bianconeri hanno fatto meglio, basta pensare al 2009 quando con Manninger la Juve era seconda e ancora in Champions, oppure a questa stagione, dove la storia si è ripetuta con Storari. Pura coincidenza, certo, ma il declino del campione sembra comunque, oltre che lento, inesorabile. C’è da considerare però quale effetto avrebbe questa decisione sul futuro incerto di Delneri, che sarebbe poi reo di aver tolto il posto al miglior portiere del mondo. Il futoro passa quindi dallle mani di Delneri e da quelle di … Buffon.

Con Capello si può sognare.

mar112011

 

 

 

 

 

 

 

 

Che la Juve stia cercando un nuovo allenatore, è ormai fuori discussione. Delneri non sarà l’allenatore bianconero nella prossima stagione; e così, quello che sembrava un progetto a lungo raggio, destinato ad una certa stabilità, sarà invece un’altra estate di tormentoni. Resta da chiarire, però, se il cambio allenatore avverrà da subito (Delneri è inadeguato, le sue scelte ed i risultati lo dimostrano), con Gentile e Vialli in prima fila per il ruolo di traghettatore, oppure semplicemente a giugno. Tante le possibilità di scelta, anche se non tutte percorribili, sia per problemi economici, sia per difficoltà di gradimento da parte dei prescelti. Si parla di Spalletti (il nome ideale per iniziare di nuovo un progetto), di Conte (nome legato alla Juve, che potrebbe essere affiancato da un ds esperto), di Deschamps (un altro juventino nel sangue), fino ad arrivare alla suggestione Van Gaal (il ferreo olandese che a giugno lascerà per certo il Bayern). Tutte soluzioni appetibili ed importanti, di sicuro gradimento al popolo bianconero. Ma ce ne sarebbe una per la quale si sarebbe disposti ad abbandonare qualsiasi altra trattativa, a rinunciare a qualsiasi altro progetto: sarebbe quella di Fabio Capello.

L’attuale ct inglese (che tuttavia in Inghilterra non viene ben visto soprattutto dopo il fallimento mondiale), sarebbe la soluzione ideale, la più affascinante, in tutti i sensi. Innanzitutto perché Capello è uno degli
allenatori più bravi in circolazione, e sicuramente tra gli allenatori italiani più vincenti di tutti i tempi. Dovunque è stato (sempre in squadre forti, va sottolineato), ha sempre vinto; a partire dal Milan “galacticos”, poi al Real, poi addirittura alla Roma, poi ancora nella nostra Juventus (quanti bei ricordi), e per finire di nuovo al Real, dove la sua grande colpa fu quella di non vincere la Champions (mica cosa facile, eh), ma che nonostante tutto fece vincere due campionati spagnoli, cosa che, comunque, le merengues del dopo Capello non sono più riuscite a fare. Il tecnico friulano ha in più un’esperienza che qualsiasi allenatore al mondo gli potrebbe invidiare. E’ stato un grande giocatore, un grande allenatore e anche un manager polivalente al Milan. Lo stile è ineguagliabile, rude e deciso, ma certamente in grado di gestire tutti i momenti, quelli felici ma, soprattutto, quelli non facili. L’ultima sua sfida in Inghilterra, poi, non è che sia un fallimento totale: ha comunque riportato la nazionale inglese ai vertici del calcio mondiale, vincendo tutte le partite del girone di qualificazione, e lo stesso sta facendo per le qualificazioni agli Europei. I mondiali possono essere considerati come un passo falso, con un sacco di attenuanti; dalla stanchezza dei giocatori (tutti titolari nei loro rispettivi club), al periodo di scarsa forma di elementi fondamentali (come Rooney), dalla mancanza di un portiere adeguato, alle decisioni arbitrali che hanno clamorosamente penalizzato la squadra inglese.

Un altro motivo potrebbe essere il fatto che Capello è fortemente legato al 4-4-2, modulo che la Juve conosce benissimo: col 4-4-2 giocava proprio la scudettata Juve di Capello, quella di Deschamps in B, e poi quella di Ranieri nei due anni successivi, fino ad arrivare, dopo la parentesi Ferrara/Zaccheroni, al 4-4-2 Delneriano, anche se in realtà gli interpreti sono sempre stati diversi. Capello consentirebbe di iniziare una nuova rifondazione, partendo però su basi tattiche già provate e collaudate, il che non sarebbe un dato da trascurare, perché la Juve di Ferrara, dei brasiliani e del trequartista Diego è fallita anche per questo motivo: la squadra non era abituata a giocare con questo modulo dai tempi di Zidane, e serviva un periodo di adattamento. Molto dipenderà comunque dalla campagna acquisti di Marotta e delle caratteristiche che assumerà il parco giocatori a disposizione.

Infine, non dobbiamo dimenticare il passato di Capello alla Juventus. Stagioni 2004-06, una delle squadre più forti di sempre, una delle formazioni più forti al mondo in quegli anni, un insieme di campioni che giocavano e si sacrificavano per la squadra. Poi, al nome Capello, non puoi non collegarti a quello di Luciano Moggi, che con lui potrebbe ricostruire una nuova triade. Ma forse ci stiamo già spingendo oltre….

Il commento alla 28a giornata di campionato.

mar62011

E’ allucinante quello che riesce a produrre la mente umana. L’accusa di combine tra Juventus e Milan è quanto di più intelligente riesce ad immaginare il tifoso nerazzurro, che sperava nella rinascita dei bianconeri, affossati però da uno “strano” gol di Gattuso. Da che pulpito, si potrebbe dire. Forse gli interisti dimenticano la scandalosa (ma l’aggettivo giusto sarebbe “schifosa”) partita con la Lazio, che favorì in modo dichiarato la vittoria interista pur di togliere il titolo alla Roma. Di assurdità nel mondo del calcio se ne sentono tante, sopratutto per bocca dei tifosi, ma non arrivare a capire che la Juve gioca così male perchè è proprio così, mi sembra quantomeno da disinformati. Non serve andare lontano per trovare delle prestazioni ben peggiori di ieri sera, basta guardare le sconfitte con Lecce e Bologna. Eppure, pur giocando decisamente meglio, ecco le accuse ridicole. Se non avete ancora capito quanto sia vulnerabile la formazione di Delneri, allora cambiate sport!

Il mister non sarà esonerato facilmente (anche perchè manca un’alternativa), ma il suo turno è finito. Non è stata la partita con il Milan a sancire la fine del rapporto, ma certamente ne ha rafforzato le convinzioni. Anche per il Milan vale lo stesso concetto, ma in senso positivo. Non è stata la vittoria sulla Juve a dire che è la favorita per lo scudetto, ma anche a Torino la squadra di Allegri ha dominato la gara, vincendo come si conviene, con la calma e la forza di una che ha la personalità per arrivare fino in fondo. Neppure l’assenza di Pato e la serata non eccelsa di Ibrahimovic hanno fermato la corsa di Allegri, che ormai si deve guardare solo dall’Inter, dal momento che il Napoli frena in casa col Brescia. Pareggio contestatissimo da Mazzarri che viene espulso dopo l’ennesima protesta veemente nei confronti dell’arbitro. Due i rigori reclamati, in verità molto dubbi. Ma come dicevamo tempo fa, aspettavamo i partenopei alle prime flessioni di Cavani; non appena l’attaccante ha smesso di segnare, il Napoli ha iniziato a perdere punti. Purtroppo anche in questo caso i tifosi partenopei non hanno messo molto costrutto nell’analizzare il vero potenziale della loro squadra, pensando che questa potesse veramente giocarsi il campionato. Ma quando mai… La differenza di organico con le milanesi è imbarazzante, e il sistema di gioco di Mazzarri, basato tutto sulla grinta e sulla fisicità, può durare solo fino a quando regge la condizione atletica dei tuoi uomini.

Napoli cede quindi il passo all’Inter, sempre più candidata al testa a testa finale. I nerazzurri sono una squadra che non ha risolto tutti i suoi problemi; sopratutto in difesa hanno dei movimenti molto imbarazzanti, che Leonardo non è riuscito a correggere in corsa. Ma il potenziale offensivo di Eto’o & C. riesce a segnare cinque gol in un tempo solo, una cosa che poche squadre in serie A possono fare, e forse nemmeno il Milan è tra queste. Lo è sicuramente la splendida Udinese di Guidolin, anche oggi vincitrice grazie ad un rigore di Totò Di Natale. Il tecnico scherza chiedendo quanti punti ha di distacco dalla prima in classifica, ma il ragionamento non è poi così sbagliato. Ovviamente non in chiave scudetto, ma per chi ambisce alla Champions è doveroso avere anche il polso di quello che succede davanti a sè. Guidolin è un tecnico troppo intelligente per fare voli pindarici a dieci giornate dalla fine, ma dando per scontato che Inter e Milan abbiano già ipotecato primo e secondo posto, tra le inseguitrici sicuramente merita un posto l’Udinese, se non altro per il miglior calcio giocato in serie A.

Anche la Lazio sta facendo il suo miracolo, cercando di mantenere le primissime posizioni, pur inconrando ogni tanto periodi difficili. Vincendo una non facile partita col Palermo dimostra di essere una buona candidata ai primi quattro posti. Brutta sconfitta quindi per l’esordiente Cosmi sulla panchina dei rosanero, mentre vince il giovane allenatore Montella che sta cambiando il volto della Roma.