Archivio per aprile 2011

Alex e il rinnovo.

apr292011

La dirigenza continua a posticipare il rinnovo del contratto di Alessandro Del Piero, e il capitano, per il momento, non ha la certezza che il matrimonio con la sua Signora possa durare. Davvero imbarazzante che a 36 anni, 18 dei quali passati onorando la squadra della famiglia Agnelli, non abbia ancora firmato per il rinnovo, nonostante abbia ribadito più volte la volontà di restare alla Juventus. Un capitano con 673 presenze e 283 goal con la stessa maglia, apprezzato per le sue qualità umane, per la sua educazione e per il senso di responsabilità che lo ha sempre contraddistinto, non può “elemosinare” il rinnovo del contratto. L’ultimo incontro con Marotta è servito solo a scambiare alcuni documenti, ma la situazione sembra pian piano trovare una via di uscita; Alex ha voglia di continuare a giocare con l’unica maglia da lui sempre amata e, per farlo, sarebbe disposto anche a firmare in bianco. Infinito Alex!

L’accordo sembra trovato: un milione a stagione (da raddoppiare in caso di scudetto), e l’infinita storia d’amore con la Vecchia Signora potrà continuare per almeno un altro anno. La dirigenza però non ha gradito il videomessaggio del capitano, a differenza dei tifosi, che invece si sono sentiti ancora più fieri del loro capitano. Inspiegabile questa telenovela che invece dovrebbe essere un vanto vero e proprio per una squadra che annovera un giocatore unico nel panorama nazionale e addirittura mondiale. Ecco infatti i record detenuti dal capitano bianconero, destinati ad aggiornarsi domenica dopo domenica:

Record di presenze in partite ufficiali in assoluto: 673
Record di presenze in campionati italiani: 486
Record di presenze in Serie A: 451
Record di presenze nelle competizioni UEFA per club: 129
Record di presenze nelle competizioni internazionali per club: 130
Record di marcature in partite ufficiali in assoluto: 284
Record di marcature in campionati italiani: 204
Record di marcature in Serie A: 184
Record di marcature in Serie B: 20
Record di marcature nelle competizioni UEFA per club: 53
Record di marcature nelle competizioni internazionali per club: 54
Record di marcature in una singola edizione della UEFA Champions League: 10
Record di marcature in nazionale come giocatore della Juventus Football Club: 27
Record di stagioni da capitano della Juventus Football Club: 10

Se questo è poco….

Consigli per gli acquisti.

apr282011

Secondo alcune indiscrezioni, la Juventus avrebbe incontrato Carlitos Terez a metà aprile. Il giocatore, avvistato a Milano con la fidanzata, avrebbe incontrato i dirigenti della Juventus, ma non ne è nata una trattativa; sembra che Tevez non arriverà a Torino senza Champions, e la concorrenza dell’Inter resta comunque alta. Ciò significa che la Juventus ha nomi importanti sull’agenda, e non si fa problemi a cercare giocatori blasonati, pur consapevole del ruolo “marginale” sul piano internazionale. Che Elkann abbia deciso di riportare la Juve dove le spetta? Noi abbiamo due campioni da proporgli, gente che può scrivere capitoli di storia:

Neymar, 35 milioni, classe 1992, considerato da Pelè il suo erede. Molto rapido e con un ottimo dribbling, può giocare sia da seconda punta che da ala.
Hazard -23 milioni,classe 1991, nominato da ben due anni miglior giovane della Ligue 1. Consigliato anche da Zidane che lo considera il suo successore.

Caro John, vista la competenza con cui sono state fatte le ultime campagne acquisti, ti abbiamo trovato Pelè e Zidane per 58 milioni: noi mettiamo i nomi, tu metti “soltanto” i soldi.

La voce del tifoso.

apr252011

Tifosi infuriati e delusi. Mercato disastroso, stagione fallimentare, volti spenti. Questa è la nuova Juventus, la Juventus targata John Elkann. Altro che operazione simpatia. Eppure qualcosa di diverso rispetto all’anno scorso c’era. La speranza che la rotta potesse cambiare con un Agnelli a bordo, era concreta. E invece tutto svanito, i tifosi juventini non sperano più, non sognano, perchè a sognare si rimane ancora più delusi.

Ormai quando si leggono titoli di giornale come ” Tevez vicino alla Juve” o “Juve su Rossi“, viene da ridere al tifoso gobbo, e giustamente. Poi escono fuori nomi di giocatori sconosciuti, presunti attaccanti da 3 goal a stagione, e lì capisce che è più probabile l’arrivo di un Martinez piuttosto che di un Dzeko. Così non rimane altro che protestare, contestare, far sentire la propria voce. Due anni fallimentari bastano per capire che si sta sbagliando tutto. Per un mercato all’altezza della Juventus, servono i BIG, che, se vogliamo mettere i puntini sulle “i”, non bisogna cercare solo con passaporto italiano. Non a caso, i talenti della Serie A sono: Ibrahimovic, Pato, Eto’o, Pastore, Sanchez, Cavani.. Qui la Juventus ha bisogno di costruirsi una squadra, poi magari si penserà all’ital-Juve. Lo stadio nuovo rischia di rimanere vuoto ed Elkann rischia di ferirsi dove gli fa più male: nelle tasche. Per intenderci, se arrivasse anche Gilardino, non vendete Buffon, altrimenti la Nazionale 2006 non sarà al completo.

Ma ricordate che chi è rimasto con la Juventus in B, al settimo posto, in Europa League, dopo i 3 goal subiti dal Napoli, dopo la doppietta di Giovinco, dopo l’autogol di Bonucci, dopo i discorsi insensati della dirigenza, l’ha fatto per amore della Signora, non per vederla morire.

Il commento alla 34a giornata di campionato.

apr242011

Ci siamo quasi. Domenica prossima potrebbe già essere quella buona per lo scudetto rossonero. La partita definita più importante da Allegri, quella di Brescia, ha regalato altri tre punti alla capolista, che in mancanza di Pato e Ibrahimovic, si è “accontentata” di Cassano e Robinho, con Seedorf sempre più anima della squadra. Ormai non ci sono più margini per un colpo di coda delle inseguitrici, e le scaramanzie di Galliani sono fuori luogo per un titolo ormai in cassaforte.

Ci ha creduto fino all’ultimo il Napoli, ma come dice Mazzarri, la squadra è arrivata spompata al traguardo. Quando gli azzurri giocavano sempre con gli stessi uomini, mi stupivo di come questi non avessero una flessione, continuando con un rendimento decisamente molto alto (considerando anche la qualità di alcuni). Infatti, lo scotto è arrivato nel finale, come matematico che fosse, e come matematico fosse anche che il Napoli non ptesse vincere il tricolore con una rosa così. Quest’anno è andata molto bene agli azzurri, ma siamo sicuri che De Laurentiis saprà aggiungere altri piccoli tasselli importanti ad una squadra già tosta. La sconfitta di Palermo non deve buttare nello sconforto i tifosi.

Nello sconforto ci sono già quelli bianconeri di Torino. Che pena questa squadra, deludente sotto ogni aspetto. La rimonta concessa al Catania è lo specchio della stagione; non riuscire a trasformare un contropiede di quattro uomini contro uno, evidenzia come i giocatori si perdano anche nella banalità. Felipe Melo dice che la Juve è tutta on lui? Beh, a giudicare da quello che si vede in campo sarebbe meglio che qualcuno ci litighi pure, ma che in campo metta l’anima, così come avveniva con Fabio Capello.

Dovrebbe invece essere confermato Leonardo, che dopo lo shock dell’eliminazione dalla Champions, sembra aver recuperato il credito di Moratti. Non c’è miglior modo che vincere e far giocar bene la squadra; contro la Lazio i nerazzurri sono andati sotto di un gol e ridotti in dieci per l’espulsione di Julio Cesar, eppure sono riusciti a rimontare a vincere il match. Secondo posto riconquistato ai danni del Napoli, ma possibile altalena fino alla fine del campionato.

Brutto tonfo casalingo invece per l’Udinese, che soccombe per due reti a zero, ad opera del Parma. Dopo aver battuto l’Internazionale, i parmensi possono aggiungere un’altra preziosa gemma nel loro campionato. Due gol di Amauri che sembra aver ritrovato la verve di un tempo. Riprenderlo alla Juve? Suvvia, non scherziamo.

Le pagelle di Juventus – Catania.

apr242011

Buffon 6: non ha grosse colpe sui gol e si dimostra comunque sicuro quando viene chiamato in causa.
Grosso 5: non fa nulla per farsi notare e vive una serata tranquilla soprattutto per inconcludenza degli avversari. Nell’unica occasione in cui viene messo alle strette, lascia la porta libera a Gomez.
Barzagli 6: fa il suo senza eccedere, giocando d’esperienza e chiudendo bene gli spazi agli avversari.
Bonucci 6: si rende protagonista di alcuni buoni interventi, che salvano la squadra da sicure capitolazioni. Non posizionato perfettamente in occasione della prima rete degli etnei.
Motta 5: si fa ammonire in avvio e, come sempre, non riesce a rendersi pericoloso o a mostrare qualche cenno d’inserimento nel gioco della squadra.
Sorensen 5: molle e poco concludente, non si sgancia quasi mai e lascia troppa libertà al suo diretto avversario di fascia.
Marchisio 5,5: parte bene, rendendosi protagonista sotto porta, ma si spegne nel corso della gara, risultando evanescente.
Aquilani 5: sbaglia moltissimi passaggi e appare fisicamente provato e fuori forma. Il gioco della squadra ne risente molto.
Felipe Melo 5,5: lotta e combatte, ma non appare avere le idee molto chiare sul da farsi. Gioca con grande fisicità, ma poca concretezza.
Krasic 6: è uno dei più in forma della squadra, infatti quando accelera è imprendibile e le situazioni pericolose arrivano sempre dai suoi piedi. Alcune volte pecca di egoismo, imprecisione o errato posizionamento.
Del Piero 8: non ci sono parole per descrivere la classe del capitano, che segna una doppietta splendida e si rende sempre pericoloso, trascinando i compagni. Come sempre gli allenatori non gli danno i 90’ e anche questa volta viene sostituito anzitempo…i risultati parlano da soli.
Matri 5,5: si muove molto, ma non riesce a rendersi pericoloso, infatti non tira mai e non mette mai in pensiero la difesa avversaria.
Toni n.g.: solo un colpo di testa per lui e poco altro.
Pepe n.g.: fallisce l’occasione di chiudere la partita, ma null’altro.

Juventus – Catania 2-2. Come vanificare le fatiche di Alex.

apr232011

 

 

 

 

 

 

 

La Juve delude alla grande i propri tifosi, che nelle ultime ore avevano affollato i botteghini, galvanizzati dalle riaccese speranze Champions, dovute alle sconfitte di Lazio e Udinese. Cinque erano i punti che ci separavano dalla zona dell’Europa “che conta”, fino a dieci minuti dalla fine, anche se le prestazioni e le poche vittorie bianconere non sembrano mai di caratura “internazionale”, ma molto spesso sembrano quelle di una semplice squadra di mezza classifica, a cui ogni tanto “gira bene” perchè le riescono gli schemi tanto provati in allenamento. Juve non diversa dalle altre volte, con Catania rinunciatario finchè ha capito chi aveva davanti. Basta guardare dopo l’80′ minuto, quando i siciliani hanno deciso di premere il piede sull’acceleratore: panico. La peggior difesa casalinga di serie A (quella della Juve, non quella del Catania!), rischia pochissimo per gran parte della partita, più per demerito degli ospiti che per un impeccabile atteggiamento dei padroni di casa, che, anzi, ogni qualvolta si debba vincere, appaiono al contrario, svuotati. A questi giocatori bisogna credere chi credeva nella Champions e chi no.

Passano soli 40 secondi e arriva il solito, stupidissimo giallo di Motta, che Delneri spesso difende e nomina “uno dei migliori in campo”, solo perchè il suo diretto avversario abbia fatto cento cross ma non sia riuscito a segnare nessuna rete. Juve attendista che non riesce a sciogliere le gambe, come se fosse in campo per difendere già un risultato acquisito. La partita cambia al 18′, quando un fallo di mano che nessuno ha visto, viene fischiato nell’area del Catania: è il calcio di rigore che trasforma magistralmente Del Piero, per l’1 a 0 juventino.

Il gioco latita come al solito, e come spesso succede sopratutto in casa, quando la Juve deve costruire e proporre, evidenziando tutti i limiti tecnico, tattici ed organizzativi. Le punte agiscono troppo distanti tra di loro, spesso per ricoprire zone del campo che non sono presidiate dai compagni, col risultato che spesso si vedono cambi gioco larghi, anzichè scambi stretti in velocità per andare in porta. Ma la buona sorte aiuta i bianconeri al 37′, quando Krasic mette un invitante pallone basso in area, che carambola prima sui piedi di un difensore, e poi sul busto di Del Piero, che devìa in rete in uno dei più classici gol alla … Pippo Inzaghi. Due a zero e, verrebbe da dire, massimo risultato col minimo sforzo!

Il Catania mette i brividi solo al 38′, con una traversa micidiale che salva la porta di Buffon. Ma il nostro portiere non è l’unico a preocuparsi, perchè Andujar è costretto a deviare una difficile punizione… indovinate di chi? Proprio del capitano. Secondo tempo decisamente più vivace; Sorensen sostituisce Motta (causa di forza maggiore, visto il cartellino giallo). Il Catania inizia ad affacciarsi timidamente nella nostra metà campo, con Bonucci salva che è costretto a fare gli straordinari sulle prime palle tese che arrivano dalle fasce. Dall’altra parte Alex illumina il gioco con colpi di classe esaltanti, ma la luce abbagli anche i compagni, che non riescono a seguire i suoi suggerimenti. In particolare Aquilani appare annebbiato per il numero di passaggi sbagliati ed il poco dinamismo che dà alla manovra. Distratto dalle sirene di mercato? La fragilità di un piccolo giocatore. Al 66′ esce un Matri poco lucido, per Luca Toni. Buffon respinge intanto un altro tiro di Gomez

Incredibile azione del Catania: Sorensen e Grosso lasciano passare Berghessio e Gomez che fuggono sulle fasce e accorciano le distanze all’80′. Due a uno che mette la paura addosso alla Juve. Le gambe che tremano si vedono due minuti più tardi, quando i bianconeri sbagliano il contropiede decisivo, quattro contro uno! Il tiro finale viene rimpallato a Pepe, ma la colpa più grande è di Krasic, che invece di rimanere largo per allontanare l’unico difensore dai compagni, si stringe verso il centro portando di fatto l’avversario vicino ai compagni. Più passa il tempo e più penso che Krasic sia assolutamente sopravvalutato.

Ma in pieno recupero, ecco la beffa: punizione dal limite ripetuta per un fallo di mano inesistente di Felipe Melo, e pallone che finisce in rete. Triplice fischio finale e Juve sempre più in basso.

Le pagelle di Fiorentina – Juventus.

apr172011

Buffon 6: per fortuna gli attaccanti viola hanno mira scarsa, perchè il nostro portiere rischia di essere bucato in più di un’occasione. Gioca comunque una partita attenta.
Bonucci 5,5: alcune disattenzioni di troppo che portano i viola facilmente alla conclusione. L’arbitro lo grazia per un fallo rischioso su Kroldrup in area, inoltre non è fortunato quando si rende protagonista di un colpo di testa ravvicinato, che finisce tra le braccia di Boruc.
Barzagli 5,5: anche lui è spesso in affanno e Giardino gli sfugge qualche volta di troppo, per fortuna la squadra si salva.
Grosso 6: s’è dimostrato abbastanza in forma e reattivo. Non ha spinto molto, ma ha salvato la difesa in un paio di occasioni.
Motta 5: non si posiziona bene in campo e risulta inconcludente da entrambe i lati del terreno di gioco, venendo infine sostituito. Ha voglia Delneri a dire che è stato il migliore in campo…
Sorensen 6: grinta e carattere per il danese, che gioca in maniera estremamente determinata e annulla gli avanti viola, che col passare dei minuti si fano meno pericolosi. In un paio di ocasioni un po’ pasticione.
Felipe Melo 6: gioca una partita di grande sacrificio, bloccando la strada agli avversari e cercando di far ripartire la manovra. Prestazione positiva nel complesso. Il mister gli chiede anche di essere un regista, ma non ne ha le qualità.
Pepe 5: in ribasso rispetto alle ultime prove, s’è dovuto sacrificare molto per coprire le ripartenze della Fiorentina, tuttavia avrebbe dovuto essere molto più pericoloso.
Marchisio 6,5: è uno dei migliori in campo, perchè lotta, combatte, si sacrifica e coi suoi inserimenti risulta il più pericoloso per la porta di Boruc. Sarebbe stato  il match-winner se Toni non gli avesse tolto dai piedi un’occasione colossale.
Aquilani 6: ingabbiato dai viola fatica a trovare spazio, tuttavia gestisce la palla con sapienza e maestria, producendo una buona mole di gioco.
Krasic 5: risulta completamente evanescente, in quanto non trova spazio e non si rende mai pericoloso. Viene sostituito anzitempo.
Matri 6: si sacrifica e svaria su tutto il fronte offensivo; questa grande mole di lavoro lo sfianca, così deve lasciare spazio a Toni nella ripresa.
Del Piero 6: qualche buono spunto per il capitano, che si conferma sempre tra i migliori, ma questa volta non è decisivo.
Toni n.g.: si dà molto da fare, ma a volte va a pestare i piedi ai compagni, come quando toglie dai piedi di Marchisio il pallone dello 0-1.

Il commento alla 33a giornata di campionato.

apr172011

Il tonfo dell’Inter e  del Napoli, nonchè il pareggio della Juve, segnano due rese importanti che suonano praticamente come tre verdetti.

“Tragedia” al San Paolo, dove uno stadio ammutolito ha assistito alla resa degli azzurri davanti ad una strepitosa Udinese, pur priva di Sanchez e Di Natale (della serie: “quando c’è il gioco…”). La squadra di Mazzarri ha tentato l’ennesima disperata rimonta, ma sul 2 a 0 la situazione era parecchio difficile, vista anche la sfortuna che non ha aiutato il Napoli (vedi traversa di Maggio). I cinque giocatori d’attacco inseriti da Mazzarri per l’ultimo quarto d’ora, testimonia alla grande come il tecnico abbia tentato ogni possibilità per non deluderi i propri tifosi, ben onsapevole che la sconfitta avrebbe reso lo scudetto da “possibile” a “improbabile”. Guidolin invece può fregarsi le mani per la squadra che ha a disposizione: una manna vedere la maturità di una squadra così giovane e nello stesso tempo con così tanti margini di miglioramento. Piace l’Udinese proprio per questo, per la capacità di costruire qualcosa di importante, soltanto con la voglia di giocare.

Per i nerazzurri il discorso campionato è definitivamente chiuso. Contro il Parma la squadra di Leonardo ha giocato una partita di scarso livello, di poca precisione e di apatia preoccupante. Giovinco e soci, che non hanno nessuna ambizione stagionale, si sono mangiati gli ospiti, facendosi pericolosi fino alla fine della gara. Per la formazione di Moratti è finito un grande ciclo, e dopo aver vinto tutto nel 2010, potrebbero non vincere nulla nel 2011. Crisi di risultati ma anche dei singoli giocatori, che però potrebbero ritrovare le motivazioni già nella prossima stagione. Parliamo di Snejider, Maicon, Cambiasso… autentici campioni che non hanno smaltito completamente la sbornia di tutti i trofei alzati lo scorso anno. Determinante sarà la campagna acquisti, che se non porterà giocatori azzeccati, rischia di far scivolare ulteriormente gli attuali campioni d’Europa.

Troppa la differenza di gioco poi, tra le due compagini milanesi che lottano per il medesimo obiettivo. Nonostante l’infortunio che priverà i rossoneri di Pato in questo finale di stagione, l’undici di Allegri non soffre la mancanza del giovane brasiliano e quella dello squalificato Ibrahimovic, vincenzo facilmente contro una Sampdoria ormai in pienza retrocessione. Le reti dei panchinari Seedorf, Cassano e Robinho, dimostra che il motore funziona alla perfezione, indipendentemente dai piloti di questa macchina. Che sia l’anno dei rossoneri lo si vede dalla regolarità con cui questi abbiano cadenzato tutto il torneo. Non una compagine schiaccia sassi, ma un gruppo capace di fare risultato senza troppi alti e bassi, mantenendo una media punti piuttosto alta, mpur senza mai essere straripante. Ma il campionato si vince proprio con la somma dei punti, e quindi, meglio per loro.

Regolarità che manca assolutamente alla Juve, che appunto non riesce ad andare oltre a tre vittorie consecuive. RIdicoli i proclami del tipo “vinciamole tutte”, oppure illudere i tifosi dicendo di essere ancora in corsa per la Champions, e sopratutto di credere alla risalita. Al gruppo Juve, direi: “Signori, per voi parla il campo”. Indipendentemente dal modulo che il confuso Delneri non sia in grado di individuare, la voglia dei giocatori è palese. Su cinque partite che ci separano dalla fine del campionato, solo Lazio e Napoli rappresentano due scontri “difficili”, e questo rappresenta un rammarico in più in un finale che sarebbe potuto essere interessante, visto anche il risultato di Roma, dove il Palermo ha battuto a sorpresa i giallorossi.

Il nuovo corso romanista inizia male, sotto il segno della sconfitta. Arriveranno tanti soldi, ma per il progetto del nuovo presidente deve esserci spazio anche per il tempo, che deve fare la sua parte così come deve essere in ogni fase di ricostruzione. Via Mexes, la difesa sarà da ricostruire, Totti capitano ormai a mezzo servizio, Menez in rotta con il pubblico… Vedremo una squadra molto diversa da oggi. Non con questi problemi l’altra sponda, quella laziale. Lotito non ha le possibilità eonomiche di fare una squadra da scudetto, e penso che la società sia già al top per quanto riguarda le sue ambizioni. Centrare la zona Champions vuol dire estromettere una tra Juve, Inter, Milan e Roma. In ogni caso per loro è un grande risultato.

Fiorentina – Juventus 0-0. Addio Champions.

apr172011

 

 

 

 

 

 

 

Si, è finita la speranza Champions. Non che ci fossero grandi possibilità anche prima di questa partita, tant’è he nel nostro prepartita lo avevamo definito solo e soltanto “un sogno”. E così anche questa stagione deve essere archiviata come “fallimentare”. Marotta, Delneri, la società e tutti i giocatori acquistati, non sono stati in grado di dare la loro impronta. Anzi, il loro segno lo hanno lasciato molto bene, ma non era quello che tutti noi tifosi ci aspettavamo. Questa gara, che segna la fine delle speranze, è l’immagine di quello che è stata questa stagione: prima parte assolutamente svogliata, seconda parte nel disperato tentativo di fare qualcosa. Cercare di vincerle tutte dopo aver perso punti con chiunque, è un’aspirazione che deve essere accompagnata anche da molta fortuna, ma sappiamo benissimo che in questi anni la buona sorte non ci ha proprio sorriso. 

Delneri decide di partire ancora con una formazione zeppa di centrocampisti, quella che già domenica scorsa aveva evidenziato limiti di manovra e di movimenti, invece che una maggiore pluralità di soluzioni tattiche, sia in copertura che in fase di impostazione. Lo schieramento composto da Krasic, Aquilani, Felipe Melo, Marchisio e Pepe (supportati da Motta e Grosso con licenza di spingere), sembra spesso imbrigliata più nel suo stesso traffico che nella interdizione avversaria. Giocando ad una sola punta infatti, sono determinanti le discese e gli inserimenti sulle fasce, cosa in cui la squadra di Delneri dovrebbe essere maestra, ma che, paradossalmente, non ha mai saputo fare. A destra poi, Krasic viene costantemente raddoppiato, mentre a sinistra la spinta di Pepe e Grosso non viene mai neppure tentata.

La partita è molto equilibrata, non noiosa ma nemmeno ricca di episodi; l’iniziativa è costantemente nelle mani viola, così come lo fu con la Roma per la Juve. I bianconeri dal canto loro non riescono a distendersi nè in contropiede, nè con una laboriosa manovra. La chiave tattica della partita è Montolivo, che appena riesce a sfuggire dal controllo di Aquilani, riesce a creare lo scompiglio nella nostra retroguardia. Cinque sono i tiri dei viola in direzione della nostra porta nella prima mezz’ora di gioco, mentre la Juventus a malapena raggiunge il limite dell’area di rigore. La sensazione è che gli uomini di Mihajlovic, pur con i loro limiti, siano certamente sistemati meglio in campo, mentre Delneri continui a richiamare i vari pepe, Melo, Marchisio e Aquilani, per cercare di sistemare la loro posizione, o apportare quei piccoli correttivi nel tentativo di sbloccare un ingranaggio che sembra inceppato. Per far capire la confusione tattica regnante, basta citare il cambio di posizione che il mister esercita nei confronti di Pepe e Marchisio, spostando il primo in posizione di centrocampo, e mettendo il secondo a svolgere il compito di ala pura.

Il pessimo primo tempo della Juventus risparmia però i bianconeri dallo svantaggio, che se la cavano solamente perchè la Fiorentina non riesce ad alzare il ritmo quel tanto che basta per non far andare in apnea la nostra retroguardia. Nell’intervallo Delneri non cambia le carte, ma dopo dieci minuti apporta gli stessi correttivi di domenica: dentro Sorensen al posto di Motta e doverosamente Alex Del Piero (chissà perchè perdere altri dieci minuti…), al posto di un centrocampista, che in questo caso trattasi di Milos Krasic. Primo pallone toccato dal capitano dopo venti secondi, e subito una grande conclusione in porta, parata on difficoltà dal portiere. Primo tiro in porta dei bianoneri, alleluja!

Forse è questa fiammata che sveglia la Fiorentina e alza il ritmo della gara. Evidente quindi la sofferenza della nostra difesa, e la necessità di dare anche riposo a Matri, costretto a fare da elastico tra i reparti per tutta la gara; entra Toni al posto della giovane punta. Ma sono i padroni di casa a crescere maggiormente, sfiorando la rete con Gilardino e Pasqual. La Juve esce tutta negli ultimi dieci minuti, con due buone occasioni che però non bastano per cogliere un sucesso che sarebbe servito come l’ossigeno.

I viola non riescono a battere una “grande” e la Juve non riuscirà a raggiungere la Champions. Questi i due verdetti del campo.

Prepartita Fiorentina – Juventus.

apr172011

Definirla la partita della svolta è un po’ esagerato, a poche domeniche dalla fine della stagione, ma battere la la Fiorentina in trasferta, ed ottenere la quarta vittoria consecutiva, può sicuramente dare un preziosissimo contributo a quello che può essere il sogno Champions. Si parla di impresa perchè, prima della vittoria contro il Genoa, la Juve non ne aveva mai ottenute più di due in fila. Questa mancanza di continuità però, ora deve essere tramutata in orgoglio, per dare almeno un senso a questo campionato. Diciamo però he il turno non è tra i più facili, visto che affronteremo una delle rivali storiche (anche lei in questo momento in grande difficoltà), in un classico del calcio italiano, forse mai di così scarso livello qualitativo. Il Franchi per la Juve è ricordo di grandi sfide, successi e delusioni. La Fiorentina, dopo un avvio di stagione sulla scia di quello precedente e troppo tormentato, è riuscita a risalire la china nel girone di ritorno, arrivando addirittura a sperare per un posto in Europa (obiettivo di inizio stagione). Occhio naturalmente all’ex Mutu (sempre determinante), al solito Gila (che tra una voce di mercato e l’altra continua pur sempre a segnare), ed al capitano Montolivo (un altro su cui si fanno insistenti le voci di un suo probabile approdo alla Juve l’anno prossimo).

Di non mancano neanche per la Juve. Basta pensare a Storari, con un trascorso alla squadra di Firenze, e soprattutto Luca Toni. Quest’ultimo, reduce dal secondo gol in campionato con la maglia della Juve, proverà a riconfermarsi, avendo la possibilità di giocare titolare assieme al Re Mida Matri. Del Piero recuperato in questa settimana, siederà soltanto in panchina. Ora, il 4-4-2 di Del Neri con due attaccanti di peso, ha finalmente un senso, dato che sulle fascie di centrocampo e di difesa giocheranno esterni puri: Sorensen (anche se lui è un “adattato”) e Krasic a destra, Grosso e Pepe a sinistra. In mezzo al campo, invece, spazio a Melo e ballottaggio Aquilani-Marchisio, con il primo decisamente favorito. Coppia centrale composta certamente da Barzagli e Bonucci (per l’assenza di Chiellini), che difenderà Buffon, che torna titolare dopo due settimane.