Archivio per maggio 2011

La debolezza di Marchisio.

mag302011

La dirigenza è sempre più scatenata sul mercato, e il centrocampo sarà un settore dove verranno fatte le scelte più importanti, oltre ad arricchirsi di nuovi elementi. Non bisogna però dimenticare i giocatori di livello già presenti in rosa, i quali, sembrano davvero preoccupati della loro permanenza a Torino: Claudio Marchisio, per esempio, già bandiera Juventina, è tra coloro che “temono” per il loro utilizzo nel prossimo anno, nonostante il rinnovo di contratto appena effettuato. Le sue capacità tattiche non si sposano con il modulo di Conte, ma non è detto che Antonio ridisegni il centrocampo per sistemare le pedine più importanti, fermo restando che alla Juve, nessuno ha il posto assicurato, diceva il buon vecchio Delneri, e il prossimo anno porteremo avanti questa sua convinzione, l’unica da ricordare.

Personalmente, credo che la dirigenza si stia finalmente muovendo bene. Comprare giocatori di livello per rinforzare la rosa, e allo stesso tempo mettere “paura” ai nostri per motivarli. Quest’anno hanno giocato tutti sulla soglia dell’insufficienza perché avevano il posto da titolare assicurato, visti anche gli infortuni. Se Marchisio vuole diventare un grande, deve accettare anche la concorrenza, così come la bandiera per eccellenza (leggasi Alex Del Piero), ha sempre dichiarato ogni anno di essere felice per i campioni che arrivavano, nonostante all’inizio sia sempre lui il predestinato alla panchina. C’è chi risponde sul campo, e chi risponde su Facebook, come Claudio ha scritto sul popolare social network, lamentandosi di un momento difficile per la sua carriera. A lui diciamo che questo non è il carattere di un futuro capitano bianconero.

Tempo di Aguero.

mag302011

Da corso Galileo Ferraris corre voce che entro la prima settimana di giugno la Juventus avrà il suo bomber. Trapela la data, ma non il nome del prescelto. I tempi della Juve, però, coincidono in modo curioso con quelli dell’entourage di Aguero. Proprio il padre del bomber ha affermato che entro 10-15 giorni tutto dovrebbe risolversi. Inoltre la dirigenza dell’Atletico Madrid, afferma che l’unica squadra ad aver fatto un’offerta concreta per Aguero sia la Juve, ora bisogna solo sperare che l’Atletico accetti l’ offerta che sicuramente sarà inferiore alla richiesta del club spagnolo: 45 milioni. Intanto dall’Inghilterra giunge voce che Tevez abbia rifiutato un’offerta della Juventus; la voce però è stata smentita dai dirigenti bianconeri che pochi giorni fa hanno affermato che tutti i campioni da noi contattanti hanno dato il loro consenso: anche se le vittorie non arrivano più, il fascino bianconero si è conservato.

Mancini ha confermato che Tevez resterà al City, così come Dzeko. Invece, l’attaccante del Real Madrid, Karim Benzema, è sicuro della sua permanenza a Madrid, pur non essendo molto gradito da Mou.
Quindi l’ attaccante più vicino alla corte della Vecchia Signora sembra essere (fortunatamente) Sergio Aguero e l’ ipotesi è rafforzata dal recente incontro tra gli agenti di Aguero e Beppe Marotta.

Juventus – Napoli 2-2. Finalmente è finita.

mag222011

 

 

 

 

 

 

 

Ultima partita di campionato. La partita dei rimpianti, delle delusioni, dei tradimenti, delle promesse non mantenute, dei desideri irrealizzati, la partita delle condanne. La partita anche degli addii, mai come quest’anno tanto graditi. Già l’ha ufficialmente dato Delneri, ritenendosi “con la coscienza a posto per il lavoro fatto”. Lo daranno, giocatori mai amati dai tifosi: Motta, Grygera, Rinaudo, Traorè, Martinez, Salihamidzich, Grosso. Forse anche qualche giocatore più prestigioso, come Iaquinta, Aquilani, Melo, ma questo si vedrà. Sulla carta sarebbe ancora la partita dell’Europa: di fatto, sperando in un clamoroso tonfo della Roma contro la Samp già retrocessa. Formazione inattesa, l’ultima schierata da Delneri, che concede la passerella finale a Salihamidzich nel ruolo di esterno difensivo a destra, e a Toni che prende il posto di Matri. A sinistra spazio a Chiellini, che cede la zona centrale al duo Barzagli – Bonucci. All’andata il mister tentò di sorprendere i partenopei puntando molto sul gioco aereo, e la scelta di Toni continua in questa direzione, tant’è che già al 4′ minuto l’attaccante sfiora il palo proprio con una deviazione aerea, dimostrando di essere secondo a pochissimi sulle palle alte. La fiammata bianconera continua ancora al 7′, quando Del Piero colpisce la traversa con un tiro dalla lunga distanza. Ma il Napoli fa male quando risponde alla Juve con Lucarelli, che pareggia il computo delle traverse, sbagliando un gol già fatto, a due metri dalla porta! Importantissima la deviazione d’istinto di Buffon, che mette la palla sul palo trasversale. Cresce la squadra di Mazzarri, che al 21′ riesce a passare in vantaggio con un colpo di testa di Maggio, che si smarca da Salihamidzich e mette in rete. Uno a zero per il Napoli.

I bianconeri si bloccano e diventano nervosi, i fischi iniziano a scendere inesorabili sui giocatori, tra cui Krasic uno tra i più presi di mira. Delneri rimane seduto in panchina, e la squadra non trova una fonte di gioco o una reazione che porti ad una svolta. E’ sempre Alex che cerca di caricarsi la squadra sulle spalle: punizione dalla sinistra e palla di nuovo sulla traversa! Juventus anche sfortunata in questa partita. Finisce la prima frazione di gioco sotto i fischi dell’Olimpico. Ci vorrebbe un portafortuna per la Vecchia Signora, e allora dentro Boniperti al posto di Pepe.

Sembra funzionare l’amuleto di Delneri, perchè dopo due minuti della ripresa, Chiellini “ciabatta” in mischia un pallone che caracolla in rete: pareggio di sparanza per i bianconeri, che vedono anche la Roma faticare in casa con la Sampdoria. Rinvigoriti dalla rete, i bianconeri sembrano trasformati nello spirito; Barzagli, grintoso come non mai, si spinge in avanti e tenta la conclusione da fuori area, impegnando il portiere in una difficile respinta. Tiene bene il campo la formazione di casa, che al 56′ rischia di perfezionare la rimonta addirittura con Boniperti, che viene anticipato all’ultimo istante, mentre caricava il tiro davanti al portiere. Ma la doccia fredda arriva al minuto 70, quando Lucarelli colpisce di testa indirizzando il pallone ad accarezzare il palo e terminare la corsa in rete. Napoli ancora in vantaggio, e gelo che scende all’Olimpico.

Entra De Ceglie per Krasic, sostituzione doverosa per la partita insipida del serbo, sempre più deludente. Per effetto della sostituzione, Chiellini si sposta al centro e Bonucci si posiziona a destra, liberando Salihamidzich nel ruolo di ala pura. La Juve è combattuta tra lo spingersi in avanti cercando di recuperare lo svantaggio, o coprire il fianco ai veloci contropiedi di Lavezzi. Ci vuole una prodezza di Matri (subentrato al posto di Toni), per arrivare al pareggio: fuga sul filo del fuorigioco e sangue freddo davanti alla porta. Due a due, ma intanto la Roma chiude i conti con la Sampdoria….

E al 91′ è ancora La vezzi a presentarsi davanti a Buffon, che dimostra di essere il numero 1 con una parata di gigante. Gigi esulta, evidentemente perchè non vuole lasciare il campo e lo stadio Olimpico con una sconfitta. Grinta Gigi, classe Alex, da voi dobbiamo ripartire, come nel 2006, così ancora oggi.

Prepartita Juventus – Napoli. Formazioni e curiosità.

mag222011

Con la partita di oggi finisce il campionato, e finisce anche l’avventura di Delneri alla Juventus. E’ stata sì un’avventura, nel senso che tutto ci si aspettava, tranne che peggiorare i risultati delle precedenti annate. La mia previsione era quella di un campionato da quarto posto, con risultati alternanti che alla fine avrebbero messo la società di fronte ad un bivio, tra la conferma di un progetto zoppicante e l’incognita di un ennesimo cambiamento. Alla fine la scelta è stata molto semplice, anzi, direi proprio obbligata. Quello che grava negativamente sulla testa del mister, sono state alcune decisioni tattiche, la continua difesa della squadra anche di fronte a risultati umilianti, le scusanti arbitrali tirate in ballo troppo spesso, e sopratutto, la mancanza di risultati, anche i minimi richiesti. La società ha comunicato mercoledì a Delneri, una scelta che era chiara già a tutti, e quindi il commiato del nostro allenatore, avverrà davanti al pubblico dell’Olimpico, in occasione della partita contro il Napoli. Pochi saranno gli applausi, nemmeno uno gli “arrivederci”.

La squadra di Mazzarri arriverà a Torino senza nessuno stimolo concreto, dopo il raggiungimento dell’obiettivo Champions, già ampiamente festeggiato col “biscotto” del San Paolo con l’Inter. La Juve invece, lotta ancora per un posto in Europa League assieme alla Roma, ma non illudiamoci che questo possa essere un motivo di impegno maggiore, visto che i nostri hanno perso cento treni prima di questo, giocando sempre con sufficienza. Juventus – Napoli rievoca sfide memorabili. Inutile ricordare gli anni in cui Maradona e Platini incrociavano le spade, forse gli anni più belli per entrambe le squadre. Adesso le due compagini non ruotano più intorno a due fuoriclasse (anche se gli azzurri possono contare su un Cavani molto forte, ma a parer mio ancora un po’ acerbo), sono due formazioni costruite sulla forza del gruppo, l’una (la Juventus) cercando l’organizzazione di gioco (mai trovata), l’altra invece, cercando la grinta e la compattezza di squadra. Può uscirne senza dubbio una buona partita.

I bianconeri schiereranno in porta Buffon, linea difensiva all’insegna delle novità, composta da Sorensen, Barzagli, Chiellini e il rientrante De Ceglie, dopo sei mesi di assenza dai campi di gioco; a centrocampo Krasic, Felipe Melo, Marchisio e Pepe; in avanti la coppia Del Piero e Matri.

Il punto sul mercato della Juve.

mag182011

Esattamente due anni fa, nel magio 2009, scrivemmo su queste pagine “Antonio Conte vicinissimo alla Juve“. Non era l’ennesima bufala di mercato, ma l’ex capitano era stato veramente ad un passo dalla panchina bianconera, salvo poi essere scartato all’ultimo istante da Blanc. Ma dopo i vari Benitez, Capello, van Gall, Spalletti e Mazzarri, è ancora lui il nome più caldo per giudare la Juventus la prossima stagione. La storia di Antonio Conte e della Juventus è destinata prima o poi ad incrociarsi, per un sacco di motivi. Il giovane tecnico mi sembra l’uomo giusto per guidare la squadra, visto anche l’appoggio incondizionato di tutta la tifoseria, al contrario di tutti i precedenti mister. Bisognerà però attendere la fine del campionato per avere delle certezze, dal momento che la società pare abbottonata nel suo silenzio, per rispettare il lavoro di Gigi Delneri.

Ad ogni modo, possiamo sperare dopo tanti anni, di riavere un campione vero in campo l’anno prossimo. Marotta aveva detto che quest’anno avremmo fatto un mercato come si deve: meno giocatori, più qualità. E così sarà: Pirlo, Ziegler e Pazienza (tre svincolati) non fanno parte dei campioni promessi da Marotta, ma sono ottimi rinforzi. I colpi di mercato saranno altri. Bastos, ormai bianconero, aspetta solo il passaporto francese per poi firmare con la Juve. Beck e Lichtsteiner per la difesa, con Montolivo o Aquilani per il centrocampo (se il riscatto di quest’ultimo si ridurrà sensibilmente). Il vero sforzo economico sarà fatto in attacco: si seguono Benzema e Aguero, senza dimenticarsi di Tevez; ieri i dirigenti bianconeri al completo, hanno incontrato in sede il procuratore di Aguero e Sissoko. Non serviva certamente un summit per trattare la cessione del maliano, al contrario invece dell’acquisto dell’argentino, per il quale bisogna trovare un’alternativa alla clausola di rescissione fissata intorno ai 45 milioni di euro.

Qualche giorno fa Marotta ha incontrato anche il presidente del Real Madrid, e tra i due è nata un’alleanza che non può altro che farci piacere: al Real interessano Sissoko, Melo, Amauri e Chiellini. Niente da fare per Chiello, che resterà alla Juventus, per gli altri invece glieli possiamo portare anche a piedi. Le richieste juventine invece sono dirottate verso Karim Benzema, Diarra e Gago. Perez vorrebbe trattenere Benzema, ma Mourinho non ha intenzione di puntare su di lui a causa di limiti caratteriali; per questo motivo potrebbe essere ceduto. Diarra e Gago sarebbero molto utili, visto che con l’arrivo di Pirlo avremmo bisogno di un grande incontrista in mezzo al campo. Nel frattempo Marchisio ha rinnovato fino al 2016, sperando di vederlo giocare qualche partita nel suo ruolo ideale anzichè sempre più relegato sulla fascia. 

La carne al fuoco c’è, speriamo che qualche bistecca venga cotta.

Torna a casa Seba.

mag172011

Alle Olimpiadi del 2008 vidi giocare questo ragazzino, uno con tanta fantasia, voglia di sfondare e di… diventare grande. Lì ho capito che il nuovo Del Piero magari non esisteva ancora, ma che il futuro della Juve sarebbe stato in buone mani, perchè Giovinco ne era un degno erede, uno con la testa a posto e con il cuore a strisce. Quel numero 20 che usavi (perchè diviso per due, dava il numero 10), un giorno si sarebbe magicamente trasformato in un dieci pieno. A settembre 2010 ero già sicuro che avresti segnato alla Juve, perchè il torto che ti hanno fatto è impossibile da dimenticare: due anni di panchina per poi scaricarti in una squadra di bassa classifica come se fossi un pacco, perchè la politica di John consiste nell’allontanare tutte le bandiere. Poi sono arrivate certe dichiarazioni che spero siano state causate dalla rabbia e dalla delusione, perchè Sebastian sa di aver imparato tanto da Del Piero e che (l’anno prossimo) potrebbe imparare ancora molto. Si, perchè la possibilità che torni a Torino è più concreta di quel che non si pensi, sopratutto perchè l’umore della piazza in questo memento è assolutamente pro-Giovinco, applaudito anche all’interno del terreno di gioco.

E poi, cosa che non è da poco, tu ami fortemente la Juve. Agnelli ha gridato a gran voce la sua rabbia contro i giocatori che hanno perso il valore di questa maglia, tu invece non lo hai mai dimenticato. In un’intervista avevi affermato di avere tre sogni: salvare l’Empoli, andare alle Olimpiadi e soprattutto: tornare alla Juve! Ricordati che quelli che non ti hanno fatto giocare, quelli che ti hanno mandato via e che ti hanno trattato come l’ ultimo del carro, non sono la Juve. La Juve è qualcosa di magico che solo i veri tifosi sanno scoprire, e tu, prima di essere un giocatore, sei sempre stato un tifoso.

Il commento alla 37a giornata di campionato.

mag162011

Il Milan festeggia degnamente davanti al suo pubblico, ballando sul povero Cagliari che anche lui non aveva nessuno stimolo da questa partita. attro reti sonanti, e tanto spettacolo, sopratutto dopo la partita, quando i canti e le danze sono proseguiti nella notte. Questa sarà una settimana impegnativa per la società, in quanto verranno discusse molte posizioni eccellenti di alcuni senatori, Seedorf e Inzaghi su tutti. Inizierà così a prendere forma il nuovo Milan 2011/2012, ad un bivio tra il debito di riconoscenza verso questi straordinari giocatori, ed una necessità di ringiovanire la rosa per fronteggiare l’impegno Champions League, sicuramente l’obiettivo primario dei rossoneri il prossimo anno.

Obiettivo Champions già raggiunto anche da Inter e Napoli, che ieri sera si sono affrontate nell’ennesimo “biscotto” calcistico. Se pensiamo a quante volte l’Inter è stata conivolta in queste partite – farsa, è comico pensare che ci siano degli interisti che ancora si dicano “Onesti” con la lettera maiuscola. Secondo tempo da ufficio indagine, quello del San Paolo, con le due squadre a tirare palesemente fino al 90′ per chiudere con un risultato che stava benissimo ad entrambe. Anche al San Paolo, grandissima festa per il raggiungimento di un traguardo prestigiosissimo, e anche qui in settimana ci saranno passi fondamentali per il futuro. Martedì infatti avverrà il faccia a faccia tra Mazzarri e De Laurentiis, che si sono praticamente ignorati nonostante i festeggiamenti. Mano tesa del presidente verso l’allenatore, che però rimane fermo nella sua posizione apparentemente attendista. Questo è il segnale più lampante di una frattura o di una decisione già presa.

Emozioni alterne a Roma, dove la Lazio continua ad inseguire il sogno Champions, vincendo in goleada, e contendendo all’Udinese la quarta piazza. Quest’ultima, anch’essa vittoriosa, appare comunque la favorita dai pronostici, ma solo l’ultima giornata sarà arbitra delle loro sorti. Sulla sponda romanista invece, amara sconfitta a tempo scaduto contro il Catania, che decreta l’esclusione definitiva dalla Champions.

Psico-dramma invece a Genova, dove la Sampdoria raggiunge Brescia e Bari nel terzetto che retrocede alla categoria cadetta. E pensare che solo un anno fa i doriani festeggiavano la qualificazione alla Champions.

Le pagelle di Parma – Juventus.

mag162011

Buffon 7: compie un paio di prodigiosi interventi che evitano l’ennesima goleada. È sempre uno dei migliori, ma la difesa non lo aiuta.
Motta 4: vaga per il campo senza trovare una sua identità. nè incursore nè difensore. Si fa saltare con troppa facilità e non riesce mai ad essere concreto.
Barzagli 6: se la cava con un po’ di esperienza, riuscendo a limitare i danni sulle incursioni degli attaccanti del Parma, ma non basta per evitare la sconfitta.
Chiellini 5: è apparso in netto calo nelle ultime uscite, in quanto fatica a stare dietro agli attaccanti avversari e a guidare la difesa. Risulta più pericoloso in attacco che concreto nella retroguardia.
Grosso 4: gioca una partita da oggetto misterioso, infatti non si propone mai e si presenta come un birillo agli avversari, che fanno razzie sulla sua fascia. Il suo operato in campo gli frutta l’ennesima insufficienza. 
Martinez 5: inconcludente come sempre, tocca pochissimi palloni e nell’unica occasione che gli capita, spara malamente addosso al portiere avversario.
Toni 6: merita la sufficienza per il suo costante impegno e la generosità che dimostra ogni volta che Del Neri lo manda in campo per uno spezzone di partita. Anche questa volta non è fortunato sotto porta. I suoi molti errori avrebbero potuto fruttare più punti e più gol in questa stagione, non per niente parte dalla panchina.
Giandonato 6: sufficienza d’incoraggiamento per il giovane centrocampista, che tocca qualche buon pallone e cerca di rendersi utile per la squadra. Esce per crampi.
Traorè n.g.: il suo ingresso non cambia l’andamento del match.
Felipe Melo 6: lotta e combatte come un leone fino alla fine. Non è molto lucido, ma con al sua forza fisica sfonda la difesa avversaria e impegna Mirante in più di un’occasione, senza però colpire.
Pepe 5: come al solito gioca a tratti, ma questa volta sono molto più lunghe le pause rispetto ai momenti buoni. Ne risulta una partita incolore e senza acuti.
Salihamidzic n.g: non riesce a cambiare le sorti del match col suo ingresso in campo.
Matri 6: lotta come un gladiatore per conquistare palloni giocabili e cerca sempre di arrivare alla conclusione. Non è molto pericoloso tuttavia si rende protagonista di qualche buona giocata. Quando Del Neri cambia la sua posizione, il suo rendimento cala.
Del Piero 6: non riesce sempre a trainare i compagni, perciò gioca una partita sufficiente, ma senza acuti. L’arbitro avrebbe potuto essere leggermente più clemente accordandogli un netto rigore per intervento da tergo di Zaccardo.

Parma – Juventus 1-0. Una figuraccia “europea”.

mag152011

 

 

 

 

 

 

 

Due cose avevamo detto nel prepartita: che bastavano Giovinco e Bojinov per impegnare seriamente la nostra retroguardia, e che questa partita sarebbe stata l’ennesima ”medaglia d’onore” per i nostri avversari. Tutto si è verificato, secondo previsione. La Juve è fuori dalle competizioni europee, o almeno sicuramente per quanto riguarda la Champions, poi per l’Europa League aspettiamo solamente l’ufficialità della prossima settimana. La sentenza suona come un tuffo al cuore, ma per quanto pesante, dobbiamo dire che è pure giusta. Non merita nessun appello la squadra che ha buttato così tanti punti, con l’aggrante del come siano stati persi. Contro quali squadre, con quale animo, con quale spirito. Difficile anche dare tutta la colpa a Delneri, quando vedi in campo giocatori come Martinez, Motta, l’ultimo Aquilani, il discontinuo Marchisio, l’ormai prevedibile Krasic, e via dicendo. Ora tutti inizieranno a dire che in assenza dell’Europa League o della Champions, la Juventus potrà concentrarsi maggiormente sul campionato, e quindi la inseriranno di diritto nelle aspiranti al prossimo titolo. Niente di più sbagliato. Dopo tutte queste annate bisogna iniziare a scrivere “juventus” con la “j” minuscola, perchè questa squadra e questa società non sono al momento nemmeno lontane parenti di quella gloriosa che fu.

Dopo cinque minuti è quasi-gol per il Parma: Bojinov devia un corner dalla corta distanza e costringe Buffon a togliere un pallone dalla rete, che sembrava più dentro che fuori. L’arbitro non convalida e si prosegue. La risposta arriva al 10′, con Giandonato che salta il diretto avversario con un buon numero, proiettandosi a testa alta sulla fascia e servendo un bel pallone al centro, dove Matri si fa prendere dalla foga e spara alto anzichè appoggiare per Del Piero a rimorchio. Il capitano si rammarica anche di lì a poco, quando viene servito in area da Martinez, ma il pallone gli viene sradicato insieme alla caviglia.

Ancora una grande parata di Buffon, che si oppone ad una clamorosa occasione di Giovinco, parandogli la conclusione a pochi passi dalla porta. Sbandate della difesa bianconera che soffre e subisce la velocità delle due punte avversarie. Finalmente un buon cross di Pepe mette una palla sulla testa di Matri, ma l’attaccante non riesce a colpire bene la palla. Bella partita, dopo 20 minuti già cinque occasioni da rete! Ma i bianconeri calano, e il Parma prende in mano la partita, spesso lasciando avanzare apposta la formazione di Delneri, per poter ripartire in modo improvviso, approfittando del piazzamento spesso lacunoso degli ospiti, talvolta sbilanciati, altre volte semplicemente fuori posizione. La Juve riesce a riavvicinarsi alla porta parmense con un tiro dalla lunga distanza di Felipe Melo, che impegna Mirante in una difficile alzata sopra la traversa. 

Le squadre rientrano negli spogliatoi, con un credito nettamente a favore dei padroni di casa. Delneri cerca di movimentare le fasce, inserendo Traoré al posto di Grosso. Ma è ancora Alex Del Piero ad impegnare Mirante su punizione dalla trequarti. Sono occasioni sporadiche e casuali, poichè la manovra d’attacco juventina è assolutamente inesistente, se escludiamo i lanci lunghi come trama offensiva. La conclusione sbagliata da Martinez davanti alla porta ne è la prova lampante: batti e ribatti in area parmense, con il pallone che schizza non si sa come sui piedi dell’esterno juventino, che calcia sul portiere. Diversa invece è l’azione degli uomini di Colomba, orchestrata da Giovinco, che viene spesso incontro alla palla agevolando anche l’inserimento dei compagni. Al 68′ infatti, la “formica atomica” prende palla sui 35 metri saltando due avversari e facendo partire un bolde imparabile che si infila nel sette: Giovinco punisce la Juve col classico gol dell’ex. Uno a zero.

Dentro Toni e Salihamidzich per Martinez e Pepe. Cambiano gli interpreti, ma quando non ci sono le idee non si sa comunque come arrivare alla porta. Molta confusione anche nel modulo, dal momento che Matri viene messo a destra, e quindi tolto dalla zona dove può far più male, senza poter rendere comunque di più di un Pepe o un Martinez. Il Parma gioca in scioltezza e all’80 sfiora il raddoppio con Candrava, che in area si beve un addormentato Motta e spara di pochissimo a lato. Il cronometro corre veloce, e solo al 90′ Toni e Felipe Melo riescono ad arrivare alla porta creando l’illusione del gol. Ma come tutta la stagione della Juve, è stata solo un’illusione Anzi, un grosso incubo.

Prepartita Parma – Juventus. Formazioni e curiosità.

mag152011

E così, mentre i rossoneri festeggiano lo scudetto 2010/2011, la Juventus gioca l’ennesima partita inutile, o meglio, un’altra partita che può servire al nostro avversario per scrivere nel suo albo d’oro un risultato prestigioso contro i bianconeri. Si, perchè dopo aver fallito tutti gli obiettivi, lo squadrone di Delneri non è riuscito a centrare nemmeno l’ultimo disperato traguardo imposto dalla dignità: quello che Buffon aveva senza mezzi termini definite “le vittorie per salvare la faccia”. E sinceramente, guardare la Juve per sperare in un posto in Europa League, fa male, perchè sarebbe una competizione di assoluto ripiego, nemmeno sufficiente a colmare il minimo delle aspettative stagionali. Senza contare che l’appeal di questo torneo non può certamente essere superiore al campionato, finendo certamente in secondo piano nella prossima stagione.

Ma veniamo ad oggi. Per la cronaca, la Juve affronterà il Parma in trasferta, e la probabile formazione dovrebbe essere: Buffon, Motta, Barzagli, Chiellini, Grosso, Pepe, Melo, Bonucci, Martinez, Del Piero, Matri. I bianconeri dovranno fare a meno di Aquilani, Krasic e Marchisio infortunati, ma potranno contare sul recupero di Melo. Nel Parma invece, mancheranno gli ex Palladino e Amauri, ma basteranno senza dubbio Giovinco e Bojinov a creare scompiglio nel nostro reparto arretrato, sopratutto se la “formica atomica” agirà tra le rigide linee del 4-4-2 delneriano, un modulo che l’allenatore “a cui pochi possono insegnare il mestiere” (così dice), non è evidentemente riuscito ad insegnare pienamente, nonostante sia, penso, la base dei corsi di Coverciano.

Nota di colore: la radiocronaca di Parma – Juventus, come di consueto trasmessa da “Tutto il calcio minuto per minuto“, sarà l’ultima effettuata da Tonino Raffa, storico giornalista RAI, pilastro della popolarissima trasmissione radiofonica.