Archivio per settembre 2011

Le pagelle di Catania – Juventus.

set262011

Buffon 7: sempre attento e provvidenziale in numerose occasioni, quando salva letteralmente il risultato. La sua prontezza evita la sconfitta.
Chiellini 5: disattento e spaesato, chiude sempre male sugli attaccanti avversari, esponendo Buffon a pericoli continui. Ha bisogno di ritrovare fiducia e riprendersi.
Barzagli 6: anche lui non trova la giusta posizione e soffre la velocità degli avversari. Molto meglio nella ripresa quaqndo gioca anche infortunato.
Grosso 5,5: fa fatica in difesa e spinge poco in attacco, risultando un fattore nullo.
Lichsteiner 5: anche lui non si fa vedere molto e arranca avanti e indietro sulla fascia. Si propone molto, ma conclude poco.
Pirlo 6: gestisce bene il gioco della squadra. Illumina i compagni, che però non accolgono i suggerimenti del regista bianconero.
Marchisio 6,5: si rende pericoloso in alcune occasioni, ma non ha fortuna. La condizione lo porta a giocare meglio in rifinitura che in copertura.
Elia 5: brutto esordio per il centrocampista che tradisce troppa emozione e non riesce a farsi notare nel gioco della squadra. Esce anzitempo, meritatamente.
Vidal 6: buona prestazione del centrocampista, che è sempre una spina nel fianco della difesa del Catania. Commette però troppi errori sotto porta, per questo la votazione è limitata.
Pepe 7: entra al posto di Elia e dà vivacità al gioco della squadra, creando numerose occasioni, che però i compagni non sfruttano.
Krasic 6,5: rinfrancato da Conte, è ritornato l’uragano che miete la fascia destra. Oggi trova anche il gol, ma come sempre calcola poco i compagni, sprecando palloni che avrebbero potuto essere utili per altri.
Matri 6: fa molto movimento, ma riesce a concludere poco, tuttavia facilita l’inserimento dei compagni e crea spazi per metterli davanti al portiere avversario.
Del Piero n.g.: solo pochi minuti e un colpo di testa alto per il capitano.
Quagliarella n.g.: qualche minuto per il rientro dell’attaccante napoletano.

Il commento alla 4a giornata di campionato.

set252011

Quattro giornate, ancora la Juve in vetta alla classifica, ma che fatica! Nonostante il pareggio dei bianconeri di Torino e di quelli di Udine, si assottiglia il numero delle capoclassifica, in un campionato all’insegna del massimo equilibrio. Juventus che rimane un cantiere aperto, ma il carattere della squadra che si rialza sempre quando viene stesa, è invidiabile. La soluzione sarebbe il vecchio adagio “primo non prenderle”, ma sarebbe anche un discorso troppo riduttivo. la realtà è che se i giocatori inizieranno ad impossessarsi dei meccanismi tattici di Conte, potremo toglierci qualche soddisfazione. Intanto godiamoci l’imbattibilità.

Udinese ancora alle calcagna, dopo il pareggio di oggi con il sempre buon Cagliari, ma l’onore delle prime righe va dato anche all’Atalanta di Colantuono che sarebbe prima in classifica al netto della penalizzazione. Anche oggi una vittoria meritata sulla Cenerentola Novara. Momento d’oro per gli orobici, che se non potranno sicuramente tenere questo passo per molto tempo, ma che contenderanno la palma della squadra rivelazione con il Novara.

Risorge l’Inter di Ranieri, che si limita a mettere in campo un 4-4-2 regolare, approfittando anche dell’assenza di Snejider che ovviamente fa cambiare l’assetto della squadra con le sue caratteristiche. Pazzini ricambia la fiducia del tecnico tornando a segnare una bella rete, dando il suggello al 3-1 che affossa il Bologna nell’anticipo di sabato.

Vince anche il Milan, non senza difficoltà. Un gol nelle prime fasi della partite, oltre tutto con un cross sbagliato di Seedorf che finisce in rete. E il prossimo turno i rossoneri incontreranno proprio la Juventus. Allegri come Conte deve sistemare parecchie cose della sua squadra, e questo sarà un match interessantissimo dal punto di vista tattico. Vedremo cosa studieranno i due allenatori.

Ancora un messo scivolone per Napoli e Lazio, che faticano sempre di più, dimostrando che gestire le fatiche di Coppa non è mai così facile come si pensa, sopratutto quando non hai una rosa all’altezza per fare bene su due fronti contemporaneamente.

Catania – Juventus 1-1. Un punto per la vetta.

set252011

La crescita della Juve non è un percorso che viaggia in linea retta, verso la linea del traguardo. Le ultime due giornate sono un “travaglio” obbligato da cui bisogna passare. Stringere i denti, reagire, e riuscire a non perdere, in questi momenti è molto importante. Addirittura la Juve ha rischiato di vincere, così come, ad onor del vero, ha rischiato il Catania. La partita infatti è stata apertissima, con continui capovolgimenti di fronte fino al 95′, spesso più per demerito delle difese che per l’efficacia di una manovra o di uno schema di attacco riuscito. Conte ha cambiato molto nella disposizione in campo dei suoi uomini, sia nello schema iniziale, sia nel corso della gara stessa, inserendo anche Elia, Quagliarella e Vidal che si sono visti pochissimo fino a questo momento. Ci sta quindi che questi giocatori, potenzialmente determinanti, non abbiano potuto rendere come ci si aspetta da loro. Vedere infatti come sia cambiato il volto della squadra con un paio di aggiustamenti, come ad esempio l’ingresso di Pepe, fa intravedere che questa partita si poteva vincere, con una squadra maggiormente rodata. Forza ragazzi, il percorso è lungo, ma occorre non cedere mai.

Sorpresa all’annuncio delle formazioni, dove si nota che Conte rinuncia ad una punta, inserendo Vidal dietro a Matri, nella posizione che gli consente di inserirsi alla conclusione e anche di ripiegare in copertura all’occorrenza. Elia preferito a Pepe, con Krasic sulla fascia destra. Subito si capisce che il modulo può essere giusto ma che gli interpreti faticano a recitare il copione. Elia paga “l’emozione” del debutto, oppure il poco tempo a disposizione della squadra; non affondando mai l’azione, dimostra di no sentirsi sicuro in quello che dovrebbe essere il suo compito naturale, risultando anche macchinoso nell’intesa con i compagni. Vidal invece inizia con luci ed ombre, forse anche perchè il Catania fatica a capire la sua posizione in campo. In mezzo a tutto questo rodaggio, arriva il gol del Catania con Bergessio al 21′, che approfitta di un clamoroso errore di piazzamento della difesa bianconera (sopratutto di Chiellini), infilando alle spalle di Buffon.

Chiello sembra talvolta troppo disattento sotto porta e leggero nei disimpegni. Inspiegabile la sua involuzione, tant’è che prende un evitabile cartellino giallo insieme a Marchisio. E’ una Juve che soffre il dinamismo dei padroni di casa anche per effetto di una marcatura stretta di Delvecchio su Pirlo, che costringe la Juve a tessere delle trame che evidenziano troppi errori di palleggio da parte dei giocatori meno dotati. Vidal gioca timidamente, ben lontano dal lottatore che abbiamo visto nelle precedenti uscite.

Gli uomini di Conte si avvicinano alla porta solamente quando Almiron anticipa di testa l’uscita del suo portiere rischiando, l’autorete. E’ una squadra con poca anima quella che costringe il mister a cambiare inevitabilmente alla fine del primo tempo: fuori Elia per Pepe, Marchisio e Vidal a scambiarsi la posizione, con il primo che viene sollevato a compiti di copertura per evitare il secondo cartellino giallo. Ma sono sempre i siciliani con Delvecchio a sbagliare clamorosamente il secondo gol ad inizio di ripresa. La grazia ricevuta dà la sveglia ai bianconeri, che pareggiano con Krasic e la complicità del portiere Andujar.

Le amnesie dei nostri non finiscono qui: Bergessio si mangia la seconda occasione colossale da solo davanti a Buffon, che ringrazia. Rispondo Vidal e Marchisio a mettere in difficoltà gli uomini di Montella, ma le loro conclusioni non c’entrano nemmeno lo specchio della porta. Si alternano le iniziative dell’una e dell’altra squadra, con continui capovolgimenti di fronte. L’uscita di Matri per crampi costringe la Juve a cambiare pelle, inserendo Del Piero come unica punta. Alex ha subito l’occasione per insaccare di testa una bellissima palla di Krasic, ma la sua conclusione non è precisa e  finisce sul fondo. Conte le prova tutte inserendo Quagliarella per Marchisio, ma il tempo non è sufficiente per l’ex napoletano. La partita si chiude con due enormi occasioni per entrambe le squadre: il Catania non approfitta dell’ennesima leggerezza di Chiellini che consegna il pallone sui piedi di Suazo in area di rigore, mentre la Juventus sbaglia con Vidal un clamoroso rigore in movimento che il cileno spara incredibilmente alto!

Pre partita Catania – Juventus.

set252011

Dopo il primo pareggio dell’era Conte nel turno infrasettimanale contro il Bologna (in quella che comunque è stata la partita forse meglio giocata dalla Juventus finora), i bianconeri sono comunque chiamati ad una risposta, in termina di grinta, gioco e risultato, nell’insidiosa trasferta di Catania, anche per evitare voci che potrebbero rovinare l’ambiente ed abbassare il morale, come è avvenuto le stagioni passate. Negli ultimi anni la grinta dei catanesi ha fatto brutti scherzi alla nostra squadra, anche se precedentemente l’atteggiamento in trasferta era tutto di verso rispetto a quello attuale. I bianconeri dovranno fare a meno di Vucinic, squalificato. Oltre a lui sono assenti il lungodegente Iaquinta e quattro non convocati, tra cui spicca ancora una volta in nome di Estigarribia, che evidentemente non si è inserito negli schemi di Conte anche per via della lingua. Dubbi sul modulo e sui giocatori: in difesa a sinistra Grosso è favorito sul lacunoso De Ceglie, mentre davanti non si sa se continuare col 4-2-4 oppure affidarsi ad un 4-2-3-1 che diventa 4-1-4-1 in fase difensiva. Nel primo caso spazio a Quagliarella, all’esordio in campionato, nel secondo (più probabile) certa la presenza di Vidal, nel ruolo di incursore-trequartista. Di sicuro Matri sarà il terminale avanzato, Pirlo, Marchisio e Krasic sono confermati, e Elia (anche lui al probabile esordio) farà rifiatare lo stanco Pepe.
I catanesi si affidano ad un attacco guidato dal solito Maxi Lopez, bomber di grande livello, reduce però da una stagione così e così. A centrocampo spazio a Ledesma, giocatore di maggior qualità. La caratteristica di questa squadra comunque è l’equilibrio e la compattezza, garantita da una difesa che, pur senza Silvestre, è solida e subisce pochi gol. Peccato (o per fortuna) che quello che dovrebbe esere il punto di forza (l’ex portiere titolare della nazionale Argentina Andujar) stia vivendo un periodo decisamente negativo, caratterizzato da tanti errori.

Il commento alla 3a giornata di campionato.

set222011

Tra i tanti risultati inaspettati (male tutte le grandi), indubbiamente questa giornata sarà ricordata come quella dello storico tonfo dell’Inter in casa del Novara. un risultato tanto clamoroso quanto devastante per la panchina di Gasperini, il quale ha già dovuto fare le valige in favore di Claudio Ranieri. Era chiara la confusione tattica che regnava nell’ambiente interista, in aggiunta alla sfiducia verso un progetto che sembrava non poter decollare mai. Alla fine Moratti ha deciso, via Gasp, dentro Ranieri. Ironia della sorte, proprio il tecnico che tanto era stato attaccato da Mourinho negli anni i due si dividevano le panchine di Inter e Juve. Una scelta che si può dire “pratica”, visto che tra gli allenatori disponibili, Ranieri è quello che conosce il calcio italiano, ha una buona esperienza anche in campo internazionale, ha già allenato grandi squadre, e sopratutto applica un rigido 4-4-2! “Basta esperimenti”, avrà pensato Moratti, “giochiamo con il modulo più conosciuto al mondo”.

Continuando la serie delle squadre in cerca di modulo, parliamo della nostra Juve. Ieri ancora protagonista in positivo, dal momento che è stata quella che ha giocato meglio tra le pretendenti al titolo. Purtroppo il risultato non l’ha premiata, e questo è un piccolo incidente di percorso. Dicevamo del modulo, che sta trovando delle conferme dal punto di vista del gioco. La squadra si trova a proprio agio, e sembra non soffrire troppo l’avanzare degli esterni, almeno finchè Pirlo e Marchisio manterranno la stessa forma. Il fatto che la Juve sia andata meglio dopo l’epulsione, giocando ad una punta, è una cosa che già avevamo osservato in tempi non sospetti. Il mio parere è che mettere Vidal dietro ad una punta sola non sarebbe assolutamente un delitto in questo momento.

Chi invece ha il modulo collaudato, è il Milan. I rossoneri hanno pareggiato con l’Udinese una partita che potevano sia vincere che perdere. Numerose le occasioni da una parte e dall’altra, ma l’errore di abbiati che ha regalato il vantaggio ai friulani, è stato decisivo. Persino l’ingresso di Inzaghi non ha cambiato il risultato di pareggio, ma penso che la squadra di Guidolin, pur giovane e da amalgamare, farà come sempre un campionato all’altezza, e questo pareggio potrebbe anche non essere proprio da buttar via. L’assenza di Ibrahimovic pesa eccome, ma di occasioni ne sono state create a sufficienza per vincere la partita.

E veniamo al Napoli. Dopo la vittoria contro il Milan si è risentita la parola scudetto. Dopo la sconfitta con il Chievo si è già in polemica. Sulle spalle di Mazzarri pesano i sette giocatori cambiati dopo la sfida contro i rossoneri. Il mister dice che il turnover era inevitabile, in quanto i prossimi impegni contro Fiorentina e Villareal sarebbero stati più gravosi. Chi meglio di lui può avere il polso della situazione, ma quando si perde non è mai facile convincere i propri tifosi della bontà delle proprie decisioni.

Bene anche Lazio, Fiorentina, Atalanta (azzerata la penalità iniziale), e ovviamente Novara. Quest’ultima potrebbe essere la Cenerentola del Campionato 2011/2012. 

Le pagelle di Juventus – Bologna.

set222011

Buffon 6,5: non viene impegnato molto, ma quando i suoi compagni sbagliano è lui a mettere una pezza per evitare il gol. Dà sempre sicurezza al reparto.
Lichsteiner 6: a volte commette qualche errore di troppo, che potrebbe potuto costare caro. Tatticamente deve migliorare. Comunque la sua spinta è sempre costante.
Barzagli 6,5: molto sicuro e attento nel mantenere la posizione e nel gestire la difesa, si spinge anche in attacco senza fortuna. Grande condizione atletica in questo periodo.
Chiellini 5: non appare ancora al massimo della forma, in quanto sembra sempre leggermente in ritardo rispetto ai movimenti dei compagni. Si fa sovrastare da Portanova, in occasione del pareggio bolognese.
De Ceglie 6: fa il suo compito, ma niente di più in quanto si deve inserire meglio nei meccanismi tattici della squadra.
Marchisio 6: non devastante come nelle ultime due partite, gioca comunque una buona gara, accompagnando Pirlo nella creazione del gioco. 
Krasic 5,5: promosso dal primo minuto, non è ancora pienamente inserito negli schemi della squadra, infatti persevera nelle sue fiammate senza armonizzarsi coi compagni. È molto sfortunato in un paio di occasioni, che avrebbero potuto portarlo alla marcatura. I suoi sono anche limiti di tecnica individuale. 
Pirlo 6,5: è lui il faro della Juventus, in quanto distribuisce assist e costruisce il gioco della squadra, mettendo spesso i compagni in condizioni di fare male alla difesa avversaria. Primo tempo anonimo, secondo tempo di grande livello.
Pepe 5,5: s’impegna molto, ma conclude poco. Forse ha bisogno di tirare un po’ il fiato dopo le buone prime uscite.
Vucinic 5,5: buoni movimenti, un gol d’astuzia e un’espulsione da ingenuo che complicano il match e pregiudicano probabilmente le possibilità di vittoria dei bianconeri.
Del Piero 6: discreta prestazione del capitano, che fa molto movimento, ma non si rende molto pericoloso.
Matri n.g.: gioca solo uno spezzone di partita, in cui manda alta una buona girata.
Giaccherini 6: Conte lo inserisce per dare vivacità all’attacco, ma le maglie della difesa rossoblù sono strettissime.

Vidal n.g.: entra solo nel finale e non riesce a cambiare il volto alla partita.

Juventus – Bologna 1 – 1. Juve bella, risultato brutto.

set222011

Partita strana, nervosa, dai molti volti. Arbitro pessimo, sempre indeciso, sicuramente co-protagonista del risultato. Se la Juventus cercava miglioramenti, velocità, schemi, fluidità di manovra, li ha trovati. Paradossalmente nel trovarli ha perso dei punti, ma non sempre si cresce vincendo. Difficile commentare una partita dove bisognerebbe esprimersi positivamente per un pareggio casalingo contro una squadra ancora a zero punti, e dove la differenza di valori in campo si è vista tutta. La soddisfazione si mescola con l’amarezza di due punti sostanzialmente persi. Gli uomini di Conte sono usciti dal campo tra gli applausi per lo spirito dimostrato dopo l’episodio chiave della gara: l’espulsione di Vucinic. La pazzia del montenegrino ha da una parte lasciato i compagni in difficoltà, ma dall’altra ha risvegliato l’ardore agonistico dei suoi compagni. Incredibile infatti la metamorfosi di una squadra passata da sonnacchiosa ad arrembante, per di più in dieci uomini, come se all’uscita di Vucinic si fosse acceso l’interuttore della grinta.

Nel primo tempo infatti, la Juventus inizia sotto tono, grazie anche alla mossa tattica di Bisoli che  blocca letteralmente la regia di Pirlo, che gioca pochissimi palloni contrariamente a quanto fatto nelle precedeenti partite. Ovviamente la manovra ne risente, perchè spesso Barzagli e Chiellini devono puntare sul lancio lungo per impostare la manovra. Vucinic e Del Piero (le due punte di oggi), fanno grande movimento e sopratutto il primo appare in netta crescita nella lucidità di esecuzione, ma gli sbocchi arrivano solamente quando il Bologna esce dalle posizioni di estrema difesa. Sulle fasce Pepe si conferma un altro giocatore rispetto alla passata stagione, mentre Krasic conferma solamente i limiti tecnic di un ragazzo “solo corsa”. Ci vuole una punizione di Pirlo alla mezz’ora, che batte di sorpresa e mette Vucinic davanti al portiere, che non sbaglia il colpo vincente: Uno a zero!

Ma la svolta della partita arriva circa un quarto d’ora più tardi, quando sul finire del primo tempo il nostro attaccante si rende protagonista di un fallo molto ingenuo che gli costa il secondo giallo. Juve in vantaggio,  ma con un tempo intero da giocare in dieci uomini. Conte pensa nell’intervallo di sostituire Del Piero per Matri (buona questa scelta), creando una condizione “ideale” per il nostro centravanti, che ama giocare come unica punta, senza troppi compagni intorno. Sembra che comunque tutto possa andare per il meglio quando dopo pochi minuti Krasic viene imbeccato magistralmente da Pirlo e coglie un clamoroso palo.

Risponde subito il Bologna con i suoi migliori 5 minuti, costringendo prima Buffon a parare d’istinto, poi sul seguente corner, a mettere in rete con Portanova che sigla il pareggio di testa, sovrastando Chiellini. E’ qui però che esce la vera Juve, iniziando ad aggredire il Bologna e ad imporre finalmente la legge della grande squadra: gioco, ritmo e tiri in porta. Pirlo ci prova da lontano, poi Chiellini di testa, Barzagli tenta in mischia… Bianconeri indiavolati, sembrano in 13 contro 11, ma bisogna far conto con le energie: esce De Ceglie per Vidal, ma stavolta in posizione di terzino sinistro non riece a mettere in campo tutte le sue caratteristiche.

Finisce in pareggio, e si pensa già a domenica.

Pre partita Juventus – Bologna. Formazioni e curiosità.

set212011

Entusiasmo, troppo entusiasmo intorno a questa Juve. ha ragione Agnelli quando dice che ancora non abbiamo fatto niente, e ha ragione anche Conte quando dice che luii non si fida di nessuno. Non si riferisce alla fiducia nei suoi uomini, che fino ad ora non lo hanno tradito. Pensa piuttosto alle cosidette “squadrette”, quelle che si affrontano in casa e che dovrebbero garantirti tre punti facili. Nulla è facile nel gioco del calcio, il gol è sempre frutto del lavoro che hai fatto, e della mentalità con cui hai giocato. Nella sfida di stasera del primo turno infrasettimanale del campionato, i bianconeri affrontano il Bologna, squadra di medio-basso valore; ma proprio le partite come queste sono state letali  negli scorsi anni. Ecco perchè il banco di prova di oggi è fondamentale per confermare e proseguire i progressi nel gioco (almeno contro avversari inferiori), per poi arrivare a valutare la squadra cone avversari di livello superiore. Negli anni passati il Bologna del sempreverde Di Vaio non mai è riuscito a risucchiare punti preziosi ai bianconeri. E’ costretto a farlo oggi, per evitare la terza sconfitta in tre partite di campionato finora disputate, e per salvare la panchina di Bisoli. Si affida ad un attacco di tutto rispetto, con Ramirez, Diamanti e Di Vaio, con Acquafresca pronto ad entrare dalla panchina, e con un centrocampo molto solido guidato da Perez. D’altro canto, però, i bianconeri rispondono con una formazione di tutto rispetto, concedendosi anche un po’ di turn over: davanti a Buffon, e accanto i soliti Liechsteiner, Barzagli e Chiellini, ritorna De Ceglie a sinistra. A centrocampo la novità potrebbe essere l’esordio dal primo minuto di Krasic, al posto di Giaccherini, e occhio anche alla possibile sorpresa Vidal, sempre pronto a mescolare le carte in tavola. In avanti, accanto a Vucinic, rientra Del Piero, nell’attesa ancora di vedere un potenziale ancora inespresso in queste prime due partite: quello di Quagliarella, di Estigarribia e di Elia.

Il commento alla 2a giornata di campionato.

set182011

Guardare la classifica con la Juventus in testa è un’emozione che era stata dimenticata. Punteggio pieno per i bianconeri di Torino e quelli di Udine, che comandano davanti a tutti gli altri (in comproprietà con Napoli e il sorprendente Cagliari). Detto della Juve, riconosciamo anche la bontà del lavoro di Guidolin, che sta tentando l’ennesimo miracolo calcistico con una squadra tutta nuova. C’era molta curiosità per vedere come si sarebbe comportata questa domenica la squadra di Conte, e non v’è dubbio che al di là del risultato stiracchiato e delle poche occasioni, la sensazione che ha lasciato di solidità e di ordine tattico, è palese. Un dato sopra tutti: il possesso palla si aggira sempre al 60%, che è un dato importantissimo per una compagine che vuole imporre il proprio gioco.

C’era anche molta curiosità per vedere chi tra Gasperini e Luis Enrique sarebbe stato esonerato. Ovviamente questa è una forzatura, perchè sappiamo bene che anche in caso di sconfitta nessuno sarebbe arrivato all’esonero, ma questo non avrebbe tardato ancora a lungo. Ne è uscito un pareggio deprimente, tra due squadre che avevano più paura di perdere che voglia di vincere. Gioco sconquassato e poche buone idee, per un pareggio che delude entrambe. Forse meglio la Roma, che è un cantiere a cielo aperto, e che ha schierato Perrotta e Taddei sulla linea di difesa, senza peraltro subire goal. Ad ogni modo sono parecchie le “grandi” che stanno avendo grosse difficoltà ad ingranare.

Prendiamo ad esempio il Milan, che ha pareggiato alla prima giornata, ha pareggiato a Barcellona subendo per tutta la partita i padroni di casa, e ha preso ben tre gol nel posticipo serale. Cavani, Cavani e ancora Cavani… e il San Paolo ritorna a sognare il tricolore. Bellissima prova degli azzurri di Mazzarri che hanno giocato una partita d’attacco, senza nessun timore per i campioni d’Italia. Certo, con un Cavani così è anche più facile, ma la personalità dei partenopei è stata comunque da grande squadra. Molto molle invece è apparso il Milan, che privo di Ibrahimovic è tutta un’altra squadra. Cassano e Pato sono un attacco invidiabile, ma quando la partita si fa fisica, questi due fuscelli spariscono.

Finiamo la carrellata della crisi citando Lazio e Fiorentina. I primi hanno subìto una brutta sconfitta casalinga ad opera del Genoa, con pesante contestazione dei tifosi, stigmatizzata da Reja con un laconico “sono stufo”, che prevede tutti gli scenari possibili. I viola invece, cadono ad opera dell’Udinese, ed incassano il brutto infortunio al ginocchio di Gilardino. Se consideriamo anche il problema Montolivo, senza questi due gioielli sarà tutta un’altra musica per loro.

Le pagelle di Siena – Juventus.

set182011

Buffon s.v: inoperoso per tutta la gara, non si riesca a valutare nemmeno in che condizioni sia, dal momento che non viene mai impegnato. Meglio così.
Lichtsteiner 6,5: spinge quando c’è da spingere, contiene quando c’è da contenere. Se continuerà a confermarsi sarà uno dei migliori affari di Marotta.
Barzagli 7: grande condizione per il nostro difensore, che si rivela un pilastro insormontabile agli avversari. Mai in difficoltà.
Chiellini 6: non soffre ma non brilla nemmeno. Decisamente meno efficace del compagno di reparto.
Grosso 6: non fa rimpiangere De Ceglie, svolgendo il suo compito con ordine tattico. Limita le avanzate offensive e per questo riesce a tirare fino alla fine.
Giaccherini 6: entra nell’azione del gol ma non combina molto di più. E’ più un voto di incoraggiamento. Conte crede in lui, e anche noi .
Pirlo 7: come al solito gioca mille palloni. Il faro del gioco bianconero.
Marchisio 6,5: si vede quando gioca nella sua posizione. Stare con Pirlo lo mette a suo agio e riesce ad esprimersi con maggiore sicurezza. Sarà l’anno della svolta?
Pepe 6,5: finisce stremato per aver dato veramente tutto. E’ questo ciò che si chiede ai giocatori della Juve.
Vucinic 6: la sufficienza arriva solo per il numero che ha smarcato Matri davanti alla porta. Spaesato e prevedibile.
Matri 6,5: a parte il gol, un po’ di movimento sul fronte offensivo. Soffocato da Vucinic.
Del Piero s.v.: troppo poco il tempo giocato, oramai a risultato acquisito.
Bonucci 5,5: entra sempre con qualche ruvidezza di troppo. Merita il giallo in una partita tranquilla. Impacciato.
Vidal 6,5: entra subito nel vivo del gioco, dando nuova spinta ed iniziativa ad una squadra che si stava spegnando. Mi piacerebbe vederlo al posto di una punta dal primo minuto.