
La crescita della Juve non è un percorso che viaggia in linea retta, verso la linea del traguardo. Le ultime due giornate sono un “travaglio” obbligato da cui bisogna passare. Stringere i denti, reagire, e riuscire a non perdere, in questi momenti è molto importante. Addirittura la Juve ha rischiato di vincere, così come, ad onor del vero, ha rischiato il Catania. La partita infatti è stata apertissima, con continui capovolgimenti di fronte fino al 95′, spesso più per demerito delle difese che per l’efficacia di una manovra o di uno schema di attacco riuscito. Conte ha cambiato molto nella disposizione in campo dei suoi uomini, sia nello schema iniziale, sia nel corso della gara stessa, inserendo anche Elia, Quagliarella e Vidal che si sono visti pochissimo fino a questo momento. Ci sta quindi che questi giocatori, potenzialmente determinanti, non abbiano potuto rendere come ci si aspetta da loro. Vedere infatti come sia cambiato il volto della squadra con un paio di aggiustamenti, come ad esempio l’ingresso di Pepe, fa intravedere che questa partita si poteva vincere, con una squadra maggiormente rodata. Forza ragazzi, il percorso è lungo, ma occorre non cedere mai.
Sorpresa all’annuncio delle formazioni, dove si nota che Conte rinuncia ad una punta, inserendo Vidal dietro a Matri, nella posizione che gli consente di inserirsi alla conclusione e anche di ripiegare in copertura all’occorrenza. Elia preferito a Pepe, con Krasic sulla fascia destra. Subito si capisce che il modulo può essere giusto ma che gli interpreti faticano a recitare il copione. Elia paga “l’emozione” del debutto, oppure il poco tempo a disposizione della squadra; non affondando mai l’azione, dimostra di no sentirsi sicuro in quello che dovrebbe essere il suo compito naturale, risultando anche macchinoso nell’intesa con i compagni. Vidal invece inizia con luci ed ombre, forse anche perchè il Catania fatica a capire la sua posizione in campo. In mezzo a tutto questo rodaggio, arriva il gol del Catania con Bergessio al 21′, che approfitta di un clamoroso errore di piazzamento della difesa bianconera (sopratutto di Chiellini), infilando alle spalle di Buffon.
Chiello sembra talvolta troppo disattento sotto porta e leggero nei disimpegni. Inspiegabile la sua involuzione, tant’è che prende un evitabile cartellino giallo insieme a Marchisio. E’ una Juve che soffre il dinamismo dei padroni di casa anche per effetto di una marcatura stretta di Delvecchio su Pirlo, che costringe la Juve a tessere delle trame che evidenziano troppi errori di palleggio da parte dei giocatori meno dotati. Vidal gioca timidamente, ben lontano dal lottatore che abbiamo visto nelle precedenti uscite.
Gli uomini di Conte si avvicinano alla porta solamente quando Almiron anticipa di testa l’uscita del suo portiere rischiando, l’autorete. E’ una squadra con poca anima quella che costringe il mister a cambiare inevitabilmente alla fine del primo tempo: fuori Elia per Pepe, Marchisio e Vidal a scambiarsi la posizione, con il primo che viene sollevato a compiti di copertura per evitare il secondo cartellino giallo. Ma sono sempre i siciliani con Delvecchio a sbagliare clamorosamente il secondo gol ad inizio di ripresa. La grazia ricevuta dà la sveglia ai bianconeri, che pareggiano con Krasic e la complicità del portiere Andujar.
Le amnesie dei nostri non finiscono qui: Bergessio si mangia la seconda occasione colossale da solo davanti a Buffon, che ringrazia. Rispondo Vidal e Marchisio a mettere in difficoltà gli uomini di Montella, ma le loro conclusioni non c’entrano nemmeno lo specchio della porta. Si alternano le iniziative dell’una e dell’altra squadra, con continui capovolgimenti di fronte. L’uscita di Matri per crampi costringe la Juve a cambiare pelle, inserendo Del Piero come unica punta. Alex ha subito l’occasione per insaccare di testa una bellissima palla di Krasic, ma la sua conclusione non è precisa e finisce sul fondo. Conte le prova tutte inserendo Quagliarella per Marchisio, ma il tempo non è sufficiente per l’ex napoletano. La partita si chiude con due enormi occasioni per entrambe le squadre: il Catania non approfitta dell’ennesima leggerezza di Chiellini che consegna il pallone sui piedi di Suazo in area di rigore, mentre la Juventus sbaglia con Vidal un clamoroso rigore in movimento che il cileno spara incredibilmente alto!