Archivio per ottobre 2011

Il commento alla 10a giornata di campionato.

ott312011

La Juve dà un grande segnale al campionato, dimostrando di non essere più un fuoco di paglia. Le belle vittorie contro Milan, Inter e Fiorentina sono la migliore risposta di chi aspettava i bianconeri “al varco”. Ma ora c’è anche il Napoli. Ha ragione Conte nel dire che tutte le partite valgono tre punti, non per sminuire il valore di una vittoria contro i nerazzurri, ma per dare maggiore importanza alle partite dove si perdono dei punti in modo stupido. Sembra che proprio alla vigilia di questo ciclo importante, il mister abbia trovato la chiave tattica per il miglior assetto della squadra. Dentro Vidal e fuori Krasic, apparentemente rinunciando ad uno spiccato gioco sulle fasce, ma in realtà allargando maggiormente l’azione sulla corsia di Vucinic, che riesce ad essere molto più pericoloso di Pepe. Il problema verrà nella gestione degli “uomini d’oro” in panchina, con Quagliarella e Del Piero su tutti. Se Vucinic continuerà ad avere questo rendimento, per il napoletano si parlerà di cessione a gennaio.

Il mercato di riparazione dovrà senza dubbio interessare l’Inter, che ha la necessità di rifondare una squadra ormai spenta e logora. Hanno provato i “senatori” a fornire l’ennesima prova d’orgoglio contro la Juve, ma il dinamismo dei bianconeri ha avuto la meglio. Non si può dire se Ranieri sarà confermato o meno, ma di sicuro servono quattro o cinque innesti importanti, anche in considerazione dell’età di Zanetti, Milito, Stankovic, ecc.. Il solito Pazzini (peraltro ancora protagonista) non può sempre sostenere il peso della squadra. Ma al di là del fattore anagrafico, quello che sembra frenare la squadra di Moratti, è una fragilità psicologica misteriosamente comparsa a dei campioni plurititolati. La paura gioca brutti scherzi, e ai nerazzurri tremano facilmente le gambe.

Gambe tremanti anche per Cassano, colto da un leggero malore dopo la partita di sabato. Sono in corso degli accertamenti che cercheranno di fare chiarezza su alcuni aspetti neurologici. In bocca la lupo Fantantonio! In campo era stato uno dei migliori come spesso succede; il suo Milan ha battuto una Roma “dura a morire”, mantenendo il passo della Juve capolista, inanellando la quinta vittoria consecutiva. Stanno uscendo le potenzialità della squadra di Allegri, e vedremo se con la ripresa della Champions questo processo si rallenterà nuovamente.

Onore anche a Udinese e Lazio, sempre lì ad insidiare la posizione di vertice, mentre pollice verso per il Napoli, fermato da un Catania che sta mettendo in difficoltà molte squadre di vertice. Sarà dura frenare la rabbia degli uomini di Mazzarri, ma questo non deve frenare le nostre ambizioni.

Le Pagelle di Inter – Juventus.

ott302011

Buffon 6,5: la deviazione gli impedisce di prendere il tiro di Maicon, per il resto è la solita sicurezza.
Lichtsteiner 6,5: dalla sua parte non si passa, e il contributo in avanti è costante fino alla fine. Sicuramente uno dei difensori più validi del campionato.
Barzagli 6: il “Pazzo” è un brutto cliente, tant’è che sfiora la rete in almeno due occasioni. Arginarlo non è facile, specie se a fianco hai un Bonucci non in grandissima forma.
Bonucci 5: ha colpe sul goal  di Maicon e su altre piccole ingenuità. La mobilità di Pazzini lo fa soffrire non poco. Prende un giallo che mette in apprensione i tifosi.
Chiellini 6: inizia a spingere solo nel finale, quando le squadre si allungano, per il resto rimane attentissimo alla fase difensiva, sia perchè il suo avversario è il temibile Maicon, sia perchè il suo compagno Vucinic non è votato al sacrificio quanto può esserlo Pepe.
Pirlo 6: luci ed ombre a San Siro. Tanti palloni sbagliati, anche semplici, e tante leggerezze. Ma anche l’assist che mette Marchisio davanti al portiere, e altre ottime giocate. Sufficienza stiracchiata perchè a tratti è stato davvero poco concentrato.
Marchisio 7: sciabola, fioretto e tanta corsa. Dal 1′ al 90′ sostiene la squadra come poche volte prima. Può essere l’anno della sua consacrazione definitiva.
Vidal 6,5: il frangiflutti bianconero si trova a meraviglia con questo modulo, libero di avanzare al tiro, ben protetto da Pirlo e Marchisio. Deve migliorare molto in fase di impostazione, perchè butta ancora troppi palloni. Peccato.
Vucinic 6,5: decisamente la posizione esterna gli permette di sfruttare maggiormente la velocità anzichè il fisico. Con i piedi che si ritrova riesce a garantire a Matri almeno due o tre palle gol a partita.
Matri 6,5: la cosa pazzesca di questo ragazzo è che quando prende palla punta la porta, indipendentemente da quanti avversari abbia davanti. Possente ma anche veloce, il suo piede vellutato gli permette qualsiasi giocata. Attaccante completissimo.

Inter – Juventus 1-2. Vittoria di peso e di spessore.

ott292011

La Juve si presentava ambiziosa, imbattuta e affamata. L’Inter si presentava nervosa, attardata e “piangina”. Non era una sfida scudetto (troppo presto per esserlo) ma fondamentale per entrambe le squadre: per i bianconeri, il trampolino di lancio, per i nerazzurri il rilancio da un pessimo periodo. Ha vinto la squadra che ha meritato di più, che ha creato più occasioni, che è stata più coesa e più intelligente in campo. Il rigore non fischiato su Marchisio toglie la rotondità di un risultato che sarebbe stato clamoroso. Conte ha inculcato la mentalità giusta per giocare in trasferta, senza timore, senza distogliersi dall’aggressività e dalla mentalità di attacco tenuta in casa. E l’atteggiamento mentale premia sempre, sopratutto se accompagnata da concentrazione ed acume tattico. Il mister ha capito che due tempi ”a tutta birra” non si possono tenere, così ha studiato due moduli per far viaggiare la squadra a due velocità diverse, a seconda della situazione. Certo che nel momento in cui Krasic ha lasciato il posto a Vidal, e Vucinic è passato esterno, la squadra ha da sola trovato l’assetto giusto in campo, semplificando molto l’aspetto tattico legato alla gestione delle partite. Ma il mister è decisivo nella rinascita della Juventus, e per fortuna lui sa che il lavoro è solo all’inizio.

La partita inizia tra i brividi, con Sneijder  che già al 3′ gira al volo di pochissimo fuori. grande decisione Inter, ma al primo affondo di Lichtsteiner sulla destra, entra Matri da grande campione, che costringe Castellazzi alla difficilissima respinta, sul cui pallone vagante piomba Vucinic che insacca il vantaggio bianconero! nemmeno il tempo di esultare che lo stesso Vucinic restituisce il favore a Matri, lanciandolo splendidamente in area, ma il nostro attaccante mette clamorosamente fuori. Azione fotocopia subito dopo, sempre con Matri che supera Chivu e tira su Castellazzi. Che occasioni! Che Juve!

L’Inter ferita si butta in avanti ma rischia innumerevoli volte il letale contropiede orchestrato dalle nostre punte, ma appena prima della mezz’ora arriva il solito errore di Bonucci, che come contro il Catania, non protegge il primo palo sull’avanzata di Maicon, il quale trova lo spiraglio per battere a rete tra le mani di Buffon. Pareggio nerazzurro. Scatenato Maicon che nell’ennesima discesa serve un cross al bacio a Pazzini che colpisce la traversa! Inter nel suo miglior momento che sembra di poter passare in vantaggio da un momento all’altro, ma proprio sul più “bello” arriva uno strepitoso gol di Marchisio, che dal limite dell’area scambia con Matri e infila un perfetto pallone alla sinistra del portiere. Adesso è la Juve che vola sull’entusiasmo, e un grandissimo lancio di Pirlo mette ancora Marchisio davanti a Castellazzi che lo atterra nettamente, ma l’arbitro inspiegabilmente non fischia il rigore e non espelle il portiere! Finisce il primo tempo con questa oscenità arbitrale ai danni dei bianconeri.

Conte impartisce ordini precisi nell’intervallo: lasciare all’Inter il pallino del gioco e ripartire con velocità in contropiede. Grandissimo lavoro di Vucinic sulla fascia destra, che sfiora persino la rete nei primi minuti del secondo tempo. L’Inter prende campo, così Conte decide di togliere uno stanco Matri per Estigarribia, spostando Vucinic al centro. Le squadre sono molto stanche già al 75′, dopo aver speso moltissimo nei primi 45 minuti.  Il nuovo entrato fugge dalla marcatura a dieci minuti dalla fine e si presenta davanti al portiere, ma invece di passare ad un solissimo Vucinic, tira malamente fuori. un errore che può costare carissimo in questo finale. Esce il montenegrino per Del Piero. Alex si divora un’altra palla goal per la Juve, che conferma la quantità di occasioni prodotte dai nostri. Esce negli ultimi minuti Vidal per Pazienza, ma i bianconeri chiudono ogni spazio e archiviano una vittoria importantissima.

E’ già caccia ai biglietti di Inter – Juve.

ott272011

Inter – Juve, da qualche anno “la sfida” per antonomasia, quella legata agli scudetti di cartone, quella dei veleni e di tante polemiche tra Mourinho e Ranieri, quella che non si è mai fermata all’esito del campo. La buona partenza dei bianconeri, ed il carattere dimostrato in alcune partite, hanno risvegliato nei tifosi il piacere di seguire da vicino la Juve. Il nuovo stadio ha fatto da ottimo collante tra la squadra e coloro che negli altri anni sono stati ad un passo dallo scavalcare le basse recinzioni per entrare sul campo di gioco con scopi bellicosi. Il gioco di Conte entusiasma e lascia ben sperare, sempre che condizione atletica ed infortuni rimangano in percentuali consuete; stiamo gettando le fondamenta per una grande squadra ed i lavori sono più che mai in corso. La prestazione sfoderata contro il Milan dà buone prospettive per una grande partita, per questo e per gli altri motivi sopra citati, i supporters bianconeri sono già alla caccia dei biglietti per San Siro. Quello nerazzurro è un feudo che in realtà è sempre stato molto bianconero, nel senso che Milano e la Lombardia vantano moltissimi tifosi juventini; come non ricordare ad esempio la felice scelta di giocare la finale di Coppa Italia col Parma in quel di San Siro, facendo praticamente il doppio degli spettatori rispetto al Delle Alpi. Ad ogni modo si sa che quando si è “ospiti”, non si può pretendere di avere più posti disponibili dei padroni di casa, per questo si sta scatenando una vera caccia al biglietto per una delle partite più calde della stagione. Per non dover ricorrere alla pietosa consuetudine dei bagarini, o peggio ancora alle truffe online dove vengono promessi tagliandi a numero illimitato, vi consigliamo di rivolgervi per tempo a strutture che possano dare sufficienti garanzie di biglietti sicuri per Inter – Juventus, come per esempio Ticketbis.

Il commento alla 9a giornata di Campionato.

ott262011

Una giornata tutto sommato positiva, se consideriamo di aver ripreso la vetta della classifica. Molte partite si sono “raddrizzate” a nostro vantaggio nei minuti finali (vedi Lazio, Roma, Inter), confermando un campionato all’insegna dell’incertezza e dell’imprevedibilità. La vittoria della Juve è stata netta, pur con qualche sofferenza di troppo nel finale, ma per detta dello stesso Mihajlovic, il primo tempo sarebbe dovuto finire 3-0. Juve bella, quindi, ma non ancora perfetta. Manca precisione sotto porta, alcuni inserimenti che tardano ad arrivare (vedi Quagliarella ed Estigarribia). Giocare con l’Inter una partita di intensità come il primo tempo con la Fiorentina, sarebbe creare dei grandissimi problemi ai nerazzurri, che quest’anno soffrono molto l’aggressività e l’agonismo di chi li attacca. Oltretutto una squadra fragile psicologicamente fa sempre il doppio della fatica, ecco perchè occorre essere ottimistiin vista della sfida di San Siro. Gli uomini di Ranieri hanno rischiato la sconfitta in quel di Bergamo, salvati solo dal rigore parato da Castellazzi al 90′. Sono sicuro che se fosse stata sconfitta, si sarebbe già parlato di Ranieri in bilico. La realtà è che i problemi ci sono, ma che non si risolvono con un semplice avvicendamento alla guida tecnica. Occorre tanto lavoro, e sopratutto tempo.

A corrente alternata anche il Milan, che nonostante le due vittorie con 7 reti segnate in due partite, evidenzia notevoli difficoltà. A Lecce subì 3 goal prima di iniziare a giocare, regalando un tempo agli avversari, mentre con stasera è arrivata una vittoria molto generosa sotto il profilo del risultato, che non rispecchia il gioco espresso dalla squadra di Allegri. E’ la forma di Cassano e Ibrahimovic che sta tenendo a galla i rossoneri, segno evidente che in mezzo al campo qualcuno manca davvero (leggi Andrea Pirlo). Così come manca davvero qualcosa alle romane; la Lazio, a mio avviso sopravvalutata, animata dalla sola buona vena di Klose, non va più il là del pareggio casalingo col Catania, non riuscendo a mantenere la vetta pur avendo a disposizione una partita casalinga. La Roma, salvata domenica da un gol di Lamela, soccombe in quel di Genova dimostrando di essere ben lontana dal progetto di Luis Enrique.

Chiudiamo con Napoli – Udinese, match che si preannunciava spettacolare e spumeggiante. Lo è stato, grazie a due compagini che hanno messo in campo cuore e voglia di vincere. Onore all’Udinese che è andata al San Paolo per fare risultato, ma la differenza qualitativa tra le due squadre si è vista piuttosto bene.  un goal come quello di Lavezzi racchiude classe e potenza, un mix che è la prerogativa di questa squadra. Inspiegabile però il silenzio stampa dei partenopei, qualcuno dovrebbe far presente che quando si scannano per i diritti tv, devono anche considerare quello che loro devono concedere alla cronaca.

Le pagelle di Juventus – Fiorentina.

ott262011

Storari 6: non viene molto impegnato, grazie alla ottima prova della squadra in generale e della difesa in particolare. Sicuro quando viene chiamato in causa.
Bonucci 6,5: segna un gol da vero “attaccante” di razza, poi chiude bene gli spazi agli avversari e sbaglia poco. Stavolta una buona prova.
Barzagli 6: a parte il primo quarto d’ora della ripresa, governa la difesa senza affanni, facendosi trovare sempre al punto giusto nel momento giusto. ottimoanche in fase aerea.
Lichsteiner 7: si rende protagonista di una grandissima prestazione sulla sua fascia di competenza, dove crea sempre azioni pericolose. Quando si spinge si sente eccome.
Chiellini 6: fa molta più fatica di Lichsteiner a sfondare sulla sua fascia, per questo le azioni pericolose non vengono dal suo piede. Fisicamente è apparso un po’ stanco, ma non è il momento di tirare il fiato.
Marchisio 6: ha fatto bene il suo compito, limitandosi a spezzare le trame avversarie. Ha provato anche la conclusione ma non ha proprio il piede di Pirlo.
Pirlo 7: nel primo tempo orchestra la manovra in scioltezza e classe, mentre nella ripresa riprende in mano le redini della squadra dopo la sfuriata viola, e con la sua geometria scandisce la circolazione della palla in modo magistrale
Pepe 7,5: Ë un pericolo costante per la difesa viola, che se lo vede passare da ogni parte e arrivare in posizione di tiro molto spesso. Non segna, ma fornisce uno splendido assist. Uno dei migliori in campo.
Vidal 7: dimostra grande atletismo e ottima capacità di giocare in spazi stretti. Dialoga benissimo coi compagni e si rende molto pericoloso nel primo tempo. Cala alla distanza e termina il match in leggero affanno.
Vucinic 7: si adatta benissimo alla posizione in campo che gli destina Conte, stringendo verso il centro spesso e volentieri per arrivare alla conclusione. Dispensa moltissimi palloni per i compagni.
Matri 7: cerca con insistenza di creare spazi utili per essere servito e arrivare alla conclusione. Nel fare ciò viene premiato dai compagni che lo mettono spesso in condizione di concludere. Alessandro ringrazia con un’altra rete che vale tre punti.
De Ceglie n.g.: si rivede nel finale il terzino valdostano.
Estigarribia n.g.: solo pochi minuti per lui.
Pazienza n.g.: entra a giochi fatti, s’impegna molto, ma il tempo ha sua disposizione scarseggia.

Juventus – Fiorentina 2-1. Ricominciamo a correre.

ott252011

Era già la partita della verità per entrambe le squadre. La Juve è scesa in campo con grande determinazione e un ottimo approccio alla gara, la Fiorentina assolutamente no, regalando un intero tempo ai bianconeri. Alla fine è stato questo primo tempo a determinare il risultato, in quanto il vantaggio juventino è arrivato proprio in questa frazione, mentre nella ripresa c’è stato molto più equilibrio. Importantissima la presenza di Vucinic larghissimo a sinistra (che ha creato un sacco di occasioni sia come suggeritore che come finalizzatore), e Vidal a fare l’elastico tra le due linee, spesso vicinissimo a Matri per rifinire l’azione, e molte altre volte a recuperare innumerevoli palloni. E’ però d’abitudine che la squadra si spenga nel finale, soffrendo più del dovuto e finendo spesso rimontata, ma noi avevamo già avanzato questa ipotesi in tempi non sospetti, addirittura prima dell’inizio del campionato, parlando del gioco di Conte, così bello e redditizio, quanto dispendioso in ogni reparto. Mi meraviglio che nessuno abbia fatto ancora emergere questo aspetto, parlando sempre di problemi di testa; per vincere con questo modulo e con questi giocatori si deve sempre essere al 100%, altrimenti si paga dazio. E nei finali è fisiologico soffrire sempre un po’. Le partite vanno chiuse per tempo.

Partita vivacissima fin dalle prime battute, con grande ritmo da ambo le parti. Pepe si mangia un grandissimo gol davanti al portiere, e tutti pensano già ad una serata stregata. Anche i viola partono bene nei primi minuti, dimostrando una mentalità tutt’altro che arrendevole. Ma la Juve inizia presto a premere forte sull’acceleratore, trovando il gol del vantaggio con Bonucci, che sfrutta una corta respinta del portiere sul tiro di Vidal. Il cileno ancora protagonista poco dopo, quando si improvvisa ala e serve un bellissimo cross a Matri che tenta la conclusione spettacolare al volo, purtroppo alta.

Juve padrona del campo, e tutti sanno benissimo cosa fare. Al 22′ Vucinic in veste di rifinitore lancia Pepe nello spazio, grande galoppata del centrocampista che si mangia il secondo goal tirando ancora su Boruc. Partita sempre più a senso unico, il coraggio e la caparbietà degli uomini di Conte si evidenziano nelle avanzate di Lichtsteiner, nel pressing indiavolato, nella grande circolazione di palla, nelle combinazioni spettacolari, nella velocità di esecuzione. Così come al 43′ quando il triangolo in area Vucinic - Vidal – Vucinic porta il montenegrino davanti alla porta, ma il nostro attaccante fallisce la conclusione clamorosamente. Finisce il primo tempo con un solo gol di scarto, pochissimo per quello che si è visto in campo! Imbarazzante (per la Fiorentina) lo strapotere bianconero!

Conte non cambia la formazione, come di sua consuetudine tra una frazione e l’altra. Per i viola entra il pericolo Gilardino, insieme a “grinta” e “personalità”, i due “giocatori” che erano mancati ai toscani nel primo tempo. Bastano solo pochi minuti per far girare la partita in un altro modo, stordendo la Juve e pareggiando con una grande conclusione di Jovetic da fuori area. I bianconeri accusano la reazione dei viola, ma sono bravi a rialzare la testa già dopo pochi minuti, con Matri che sfrutta una palla vagante per mettere in rete da grande opportunista, mettendo nuovamente il sigillo su una grande partita per lui. La conferma arriva subito dopo, con un’ennesima conclusione da fermo su cui Boruc deve superarsi per evitare un altra rete. La Vecchia Signora non vuole rischiare un’altra rimonta e spinge senza badare alle energie, per questo Vucinic viene sostituito per il più fresco Estigarribia, che può avere in questo finale maggiori spazi in avanti. Stessa sorte per Pepe, che finisce stremato all’86′, sostituito da De Ceglie. Conte vuole lucidità e sfrutta tutte le sostituzioni, inserendo Pazienza per Vidal. Fa bene il mister a coprirsi, perchè si soffre fino al 94′, ma stavolta la difesa è granitica.

Pre partita Juventus – Fiorentina. Formazioni e curiosità.

ott252011

Il caso Del Piero, l’involuzione di Chiellini, le scelte di Conte, la “pareggite”, l’inchiesta sul nuovo stadio… In circa due settimane la Juventus è passata dalle stelle alle stalle, dopo un avvio di stagione sulle ali dell’entusiasmo, sono arrivate una dietro l’altra le “bordate” che stanno facendo vacillare la squadra bianconera. Al di là delle chiacchere, quello che contano sono sempre i risultati. Del Piero stava in panchina anche con Capello, e tanta ne ha fatta anche con altri allenatori.  I problemi sorgono quando pareggi con Chievo, Bologna, Genoa e Catania, sopratutto quando giochi in casa, e passi anche due volte in vantaggio. Allora sì che l’ingresso alla disperata di Del Piero suona più come una sorta di irriverenza verso il capitano, ma se non l’avesse inserito nemmeno al in questa occasione, ecco tutti a dire che piuttosto di lasciarlo in panchina poteva buttarlo nella mischia, per sfruttare una punizione o un tiro da lontano. Il guaio non nasce dagli ultimi due minuti, ma dai precedenti 88! Così per fare assolutamente punti, siamo costretti a giocare “alla morte” con Fiorentina e Inter, per non perdere quel “gruzzoletto” accumulato e già mezzo dilapidato.

Il recupero di Vidal suona come campane a festa in casa bianconera. La sua assenza si è sentita troppo domenica scorsa, sopratutto nella ripresa quando non si riusciva più a recuperare palla. Inoltre, la presenza in campo del cileno non dà punti di riferimento agli avversari, in quanto spesso la sua posizione si allinea con quella della prima punta, e talvolta con la linea dei centrocampisti. Vedremo se Conte preferirà farlo agire in copertura, rinunciando ad una delle mediocre ali che ci ritroviamo, oppure se la rinuncia ricadrà su una delle due punte. La soluzione più probabile è la seconda, anche se non sarà facile il ballottaggio tra chi ha segnato due reti domenica e chi è stato preso in estate come la punta di diamente della squadra. Sulle fasce diamo per scontata la presenza di Pepe, mentre dalla parte opposta il dubbio è tra Krasic ed Estigarribia (Pepe giocherebbe indifferentemente a destra o sinistra). Confermata la difesa degli orrori, anche perchè non si può fare altrimenti. Chiellini e Lichtsteiner esterni, Barzagli e Bonucci centrali.

La Fiorentina si presenta senza il metronomo Montolivo, sempre più separato in casa; in compenso arriva il ciclone Jovetic, che sta attraversando un momento di forma eccezionale. Altra defezione importante è quella di Cassani, che però ultimamente non si era espresso bene, mentre in avanti c’è il dubbio Gilardino. I viola sono comunque alla nostra portata, ma la rivalità tra le due squadre crea sempre un valore aggiunto che determina spesso il risultato, e un allenatore grintoso come Mihajlovic sa come caricare i suoi giocatori.

Il commento alla 8a giornata di campionato.

ott232011

Onore alla capolista Udinese, che vincendo anche questa domenica è stata promossa da “sorpresa” a “certezza”. D’accordo che lo sparring partner Novara non era un avversario così ostico, eppure c’è chi riesce a perdere puntulamente punti preziosi contro le cosiddette “piccole”. Se il riferimento vi è famigliare, avete capito bene: stiamo alludendo alla Juventus. La Vecchia Signora sta tornando sui ritmi di Delneri, quando vinceva contro le grandi, ma faticava terribilmente contro le piccole, fino a perdere poi la propria identità. Pareggiare in casa con queste squadre equivale ad una sconfitta, per quel che mi riguarda, contando anche che passare due volte in vantaggio e non riuscire a prendere i tre punti vuol dire impegnarsi parecchio. Il problema della Juve sta nella difesa e sulle fasce. Inutile negarlo, sapevamo tutti che il reparto arretrato non sarebbe stato all’altezza, e anzi, Barzagli è già andato più avanti delle rosee aspettative che un tifoso possa avere. Sulle fasce invece, abbiamo un’abbondanza di giocatori intercambiabili, che però nessuno di essi ha dato fino ad ora un rendimento accettabile, se togliamo un paio di partite di Pepe. L’effetto Conte sta finendo? E’ presto per dirlo, ma da ora in poi inizieremo ad avere una percezione migliore delle potenzialità dei bianconeri, poichè questa settimana affronteremo la bellezza di Fiorentina e Inter, due impegni che vanno al di là delle partite “normali”. Staremo a vedere anche a livello tattico con quale assetto Conte disporrà la squadra in campo.

Chi invece sembra aver trovato l’assetto giusto, è Ranieri. Con l’innesto di Snejider e con un Maicon in grandissimo spolvero, la compagine nerazzurra sta uscendo dalla crisi con la forza del bel gioco. A tratti si è rivista l’Inter degli ultimi anni, fatta di velocità e di campioni sempre pericolosi. Due risultati non fanno primavera, ma le vittorie fanno morale, e sopratutto classifica, di cui tanto i nerazzurri necessitano di risalire. Un po’ meglio posizionati sono invece i cugini del Milan, che anche loro riescono a ritrovarsi con una vittoria esaltante. Rimonta in trasferta, da 3-0 a 3-4, roba da non credere. Un Boateng stratosferico porta in orbita gli uomini di Allegri, che quando hanno deciso di giocare la partita hanno messo alle corde il Lecce, facendone polpette. Preoccupante però l’atteggiamento con cui il Milan scenda in campo facendosi schiaffeggiare per ben tre volte prima di riprendersi. ai rossoneri è andata bene avere davanti a sè il Lecce di oggi, tutto qui. Grande reazione, ma sul 3-0 se fai girare la palla non perderai mai.

Chi invece lascia sempre l’amaro in bocca, è il Napoli. Un pareggio insipido che non smuove la classifica. Sono sicuro che tutte le squadre in questo momento siano ancora un cantiere aperto (tutte le grandi intendo), ma il Napoli non è tra quelle che deve trovare un suo assetto, il suo scheletro è già ben formato e collaudato, per questo le amnesie sono ancora più inspiegabili di quelle delle altre squadre. E in questo è Mazzarri che deve dimostrare di essere un ottimo allenatore.

Le pagelle di Juventus – Genoa.

ott232011

Storari 5: sbaglia l’uscita in occasione del pareggio, quando va incontro ad un avversario ormai defilato. Si riscatta parzialmente nel finale quando salva con una buona parata il tracollo bianconero.
Barzagli 5,5: non è a suo agio in questo match, poiché si dimostra lento e si fa infilare troppo spesso dagli attaccanti del Genoa. Non può sempre reggere il peso di un reparto intero.
Bonucci 5: anche lui non brilla per rapidità e destrezza, in quanto sbaglia troppo spesso in fase d’appoggio e compie anche molti errori di posizionamento, come in occasione del secondo pareggio genoano, quando non copre il palo di competenza. Ingenuo.
Chiellini 5: cerca di spingere il più possibile, ma commette un pasticcio dietro l’altro. Anche per lui pesa l’errore di piazzamento sull’1-1.
Lichsteiner 5,5: si spinge in avanti con continuità, ma non arriva mai sul fondo. Ci aveva abituati troppo bene.
Pepe 5: partita evanescente per il centrocampista della nazionale, che non riesce mai a saltare il suo diretto avversario e a creare pericoli per la difesa rossoblu. Inutile avere un’ala che non crossa.
Estigarribia 5: esordio dal primo minuto non brillante per il centrocampista bianconero, che s’impegna al massimo, ma sembra un pesce fuor d’acqua. si vede che gli manca quella fiducia che si acquisisce solo giocando.
Marchisio 5: il torinese scompare col il trascorrere dei minuti, forse anche per questo il Genoa riesce ad essere molto più ficcante nella ripresa. Il modulo di Conte non può prescindere da un centrocampista di quantità come lui.
Pirlo 6,5: le azioni migliori passano dai suoi piedi, infatti mette il suo zampino in entrambe i gol e marca tutte le azioni offensive dei bianconeri.
Vucinic 6: si muove bene in coppia con Matri e crea buone occasioni per colpire, tuttavia non è freddo sotto rete. Molto meglio da esterno.
Matri 7,5: dopo un periodo troppo lungo passato in panchina, si fa trovare pronto alla chiamata di Conte, firmando una grande doppietta da vero bomber di razza.
Pazienza n.g.: non si fa notare nella metà frazione concessagli da Conte.
Krasic n.g.: solo i minuti finali per lui.
Del Piero n.g.: dopo le polemiche settimanali, Conte gli concede solo pochi minuti dopo un lungo riscaldamento, rincarando la settimana no del capitano.