Archivio per gennaio 2012

Le pagelle di Juventus – Udinese.

gen292012

Buffon 6,5: sempre pronto quando viene chiamato in causa, compie un paio d’interventi provvidenziali per la vittoria.
Barzagli 7: pulito e preciso come sempre concede pochissimo agli attaccanti avversari. Si propone spesso in fase d’impostazione. Classe e risolutezza al tempo stesso.
Chiellini 6,5: lavora in perfetta sintonia con i compagni e si dimostra ottimo anche in fase d’impostazione e di spinta.
Bonucci 6: nonostante qualche leggero guaio fisico, regge bene il confronto coi veloci attaccanti friulani e si fa superare solo in rare occasioni.
Lichsteiner 6,5: non appare esuberante come nelle ultime occasioni, in quanto deve badare molto alla fase difensiva e ha meno libertà di spingere rispetto al solito. Corre comunque tantissimo.
De Ceglie n.g.: entra solo nel finale.
Pirlo 6: propone interessanti palloni per i compagni, anche se spesso indugia troppo nel possesso palla, rallentano la manovra della squadra.
Giaccherini 6,5: fa della velocità la sua arma vincente, in quanto s’incunea facilmente nella difesa avversaria e prova ripetutamente la conclusione a rete.
Estigarribia 6: fa valere la sua rapidità sulla fascia sinistra, saltando spesso i difensori avversari e proponendo interessanti cross, come in occasione del primo gol di Matri. È poco freddo sottoporta all’inizio del match.
Pepe 6: mezz’ora di sacrificio per il centrocampista, che aiuta i compagni con grande altruismo nel momento del bisogno.
Vidal 5,5: alterna grandi giocate ad altre piuttosto approssimative, per questo risulta la mina vagante del match, in quanto può far segnare i compagni come in occasione del raddoppio di Matri, ma può anche far segnare gli avversari.
Marchisio 6,5: dà grande brillantezza alla manovra bianconera, inserendosi con frequenza e pericolosità tra le linee friulane. Mette lo zampino in occasione del gol-partita.
Matri 7,5: non appare in grande serata quando sbaglia a tu per tu con Handanovic, poi cresce col passare dei minuti e sigla una doppietta importantissima, che regala alla squadra tre punti pesantissimi.
Quagliarella 5,5: fa molto movimento e cerca di rendersi utile, ma fa fatica a entrare nel gioco della squadra. Nonostante la grande girata di testa che fa scaturire il primo gol della gara, viene sostituito dopo un’ora di gioco.

Juventus – Udinese 2-1. Matri gela l’Udinese.

gen292012

Partiamo dalla fine. Le parole di Guidolin nel dopo gara, sono state: “abbiamo cercato di fare la nostra bella figura contro una fortissima Juve“. E a dirla tutta, la bella figura l’hanno fatta eccome, anche perchè sul gol dell’Udinese, le speranze dei friulani andavano ben oltre il pareggio. Ma la qualità e la personalità degli uomini di Conte hanno fatto la differenza. Due squadre che si sono affrontate a viso aperto, in una partita finalmente avvincente, come se ne vedono poche in Serie A. Mentalità vincente per entrambe, ma tattiche diverse. La Juventus, a fare la partita tramite il possesso palla, l’aggressività, e il ritmo; l’Udinese prontissimo nelle ripartenze, come di consueto. Conte sceglie il 3-5-2 per infoltire il centrocampo e imbrigliare il motore degli ospiti. Ma in realtà la tattica è anche in proiezione offensiva, dal momento che i due esterni non scalano mai simultaneamente, fornendo invece un ottimo contributo in fase di spinta.

Fin dai primissimi minuti si capisce già quale sarà il tipo di partita. Gran ritmo per entrambe, e subito al 2′ Quagliarella mette Estigarrinia davanti ad Handanovic, ma l’esterno juventino si fa ipnotizzare dal portiere. Risponde Armero con un gran tiro che finisce di poco fuori. La Juve ci prova anche con la stessa arma degli ospiti: Giaccherini in versione assist man, che serve Matri davanti al portiere, ma il centravanti si allunga troppo il pallone prima del tiro. I padroni di casa collezionano occasioni, e anche Quagliarella si mette in mostra sparando alto sopra la traversa.

Con un Pirlo strepitoso padrone del centrocampo, i torinesi sono padroni del campo, e il goal arriva con una bella iniziativa di Estigarribia sulla sinistra, che mette un perfetto cross per Quagliarella che di testa costringe Handanovich a fermare il pallone su cui si avventa Matri e batte a rete indisturbato. Finisce il primo tempo con il vantaggio juventino, legittimato anche dalla mentalità con cui i padroni di casa continuano a fare la partita, mentre l’Udinese non cambia tattica pur in svantaggio, sapendo che i bianconeri non si accontentano di un solo goal.

Infatti la tattica di Guidolin sembra dargli ragione, quando Floro Flores pareggia su errore di disimpegno del nostro centrocampo, che lascia via libera al micidiale contropiede friulano. Grande paura subito dopo, quando Isla mette in area per Di Natale, che da solo spreca un’occasione enorme andando di coscia sul pallone. Conte capisce il momento difficile e mette in campo Marchisio per registrare meglio il centrocampo, aumentando il filtro senza rinunciare agli inserimenti da dietro. Esce Quagliarella e arretra Lichtsteiner. Il primo pallone toccato da Marchisio è un assist per Matri che aggira il suo diretto avversario e piazza un pallone imparabile! Juve ancora avanti!

Entra Pepe per Estigarribia: Conte ritorna all’attacco! Sembra una partita a scacchi tra i due tecnici, ma l’Udinese accusa il colpo psicologico, anche perchè la Juve non dà punti di riferimento, muovendosi moltissimo con e senza palla, infatti la Signora sta migliorando molto anche sotto l’aspetto del possesso palla, velocizzando la circolazione della sfera, e mantenendo la stessa nella metà campo avversaria anzichè nella propria. L’Udinese invece non modifica mai il suo assetto tattico, evidenziando alcuni limiti di gioco che non le permettono di fare un salto di qualità maggiore.

Esce Lichtsteiner per infortunio, entra De Ceglie: Pepe va a fare l’esterno destro a centrocampo, mentre il nuovo entrato si porta a sinistra. La Juve continua ad attaccare con ferocia, mentre la squadra di Guidolin si spegne col passare dei minuti, e nel finale si arrende allo strapotere juventino.

Le pagelle di Juventus – Roma.

gen252012

Storari 6: viene impegnato poco in questa serata, in quanto la Roma si presenta raramente dalle sue parti. Buone le uscite.
Bonucci 6: prova precisa del centrale bianconero che non lascia spazio agli attaccanti avversari, salvo un liscio ad inizio ripresa.
Chiellini 6,5: ritorna sulla fascia sinistra con una buona prestazione in quanto alterna molto bene le fasi offensiva e difensiva. Causa l’espulsione di Lamela.
Barzagli 6,5: gioca un’altra ottima partita dimostrando che si può giocare con classe anche in difesa.
Lichsteiner 6: si sgancia benissimo sulla fascia proponendosi molte volte per le giocate dei compagni, che spesso concretizza in occasioni pericolose.
Pirlo 6: orchestra benissimo la squadra con passaggi filtranti e millimetrici.
Giaccherini 7: ha preso gusto col gol, gioca molto più sciolto e riesce a dare velocità al gioco bianconero. Una bella scoperta. 
Marrone 6,5: altra prova di maturità per il centrocampista che gestisce bene ogni situazione in cui viene implicato.
Estigarribia 7: lavora molto bene sulla fascia saltando molto spesso gli avversari e creando sempre occasioni pericolose. Pecca di precisione sotto porta.
Borriello 6: si muove bene e appare già bene inserito all’interno degli schemi di gioco della squadra, tuttavia non riesce a far male alla difesa della Roma.
Del Piero 7: non aveva ancora segnato, ma s’è sbloccato con un super gol degno della sua lunga e onorata carriera. Un’altra perla sulla sua collana di diamanti.
Matri 6: ha fame di gol e si vede, in quanto lotta su ogni pallone, nonostante giochi solo nei minuti finali. Viene anticipato da un avversario che gli nega la gioia del 3-0 anche se la palla finisce in rete comunque.
Quagliarella 6: gioca solo nel finale, ma ha il tempo di colpire la traversa e rendersi molto utile per i contropiedi degli ultimi minuti.
Krasic n.g.: entra solo qualche minuto, ma fa in tempo ad essere ammonito.

Juventus – Roma 3-0. Che Juve!

gen252012

Qualcuno potrebbe dire: “che ingorda questa Juve“, ma per noi che abbiamo vissuto tanti successi, è solo tornata la solita Juve. E’ vero non abbiamo alzato nessun trofeo, come dice Conte, ma se è vero che la filosofia del mister era quella di andare per gradi, beh, allora i bianconeri ha già vinto sotto molti punti di vista. Per la mentalità, per il gioco, per l’organizzazione, per lo spirito di squadra, per esempio.

Grande, grandissimo impatto sulla gara per i bianconeri, che dopo soli 5′ affondano nella difesa giallorossa come un coltello nel burro, ed è veloce la falcata di Giaccherini che piazza un rasoterra imparabile per il vantaggio della Signora. Aggressività, geometrie, pressing asfisiante, la Juve è una macchina da “guerra” che non si ferma a dormire sugli allori del primo goal. La Roma non riesce a divincolarsi dalla morsa con cui i padroni di casa stritolano il gioco e le iniziative avversarie, e la partita diventa nervosa fin da subito, proprio a causa dell’aggressività dell’una e della difficoltà dell’altra. Le squadre giocano molto a viso aperto, producendo un gioco molto vivace e divertente, permettendo ad entrambe di sviluppare i temi tattici preparati alla vigilia. La Juventus sviluppa ottime iniziative sulle fasce, grazie alla velocità di Estigarribia e ad un Lichtsteiner sempre più ala che difensore. Marrone, Estigarribia e Giaccherini danno freschezza e mobilità maggiori rispetto agli ultimi Marchisio e Vidal (forse bisognosi di un po’ di riposo), tanto che non sembrano assolutamente dei sostituti che non trovano spazio, ma anzi, dei protagonisti assoluti.

I bianconeri sembrano sempre sul punto di raddoppiare, e la fantastica rete di Del Piero mette il sigillo ad una azione caparbia che coniuga forza e classe allo stesso tempo. Un tiro alla Del Piero, sul secondo palo, dove nessuno può arrivare a toglierlo: due a zero! Ma la parola “fine” non è ancora scritta, perchè gli uomini di Conte stanno imparando quale sia lo spirito di questa maglia: attaccare, e vincere. Estigarribia 39′ sbaglia un clamoroso goal davanti alla porta, confermando la sua cronica imprecisione in zona goal. Ma che passaggio Marrone!

A dispetto della bellissima partita, le occasioni da rete sono piuttosto scarse, così le squadre vanno al riposo con il risultato di due a zero, ma con molta polvere ancora nei cannoni. In particolare la Roma freme per poter esprimere le proprie qualità, e mette maggior impegno nella prima parte della ripresa, tanto che il solito Bonucci sfiora l’autorete clamorosa già nei primissimi minuti.

Conte decide che è ora della staffetta Borriello – Matri, visto anche la “legnosità” dell’ex romanista, che sulla corsa e sui movimenti deve ancora migliorare tanto. Ci prova anche Pirlo su punizione, che tenta di sorprendere il portiere da posizione defilata. Ma l’episodio chiave, arriva al 68′ quando Lamela scalcia da terra Chiellini, rimedianto un’espulsione che chiude di fatto le velleità romaniste. E’ questo il momento per dare maggiore profondità alla manovra, così Alex lascia il posto a Quagliarella, che subito colpisce una clamorosa traversa su assist di Matri, in versione recupera palloni.

Azione da manuale del contropiede: lancio di Pirlo per Quagliarella che aspetta l’arrivo del velocissimo Estigarribia, il cui diagonale finisce fuori di un soffio. E’ una Juve straripante! Ma il terzo, meritatissimo goal, arriva su autorete, dopo un’ennesima azione da manuale con ancora Quagliarella e Matri protagonisti. Serata perfetta.

Le pagelle di Atalanta – Juventus.

gen222012

Buffon 6: non viene quasi mai impegnato, grazie all’ottima prestazione della difesa. Sufficienza politica.
Lichsteiner 6,5: un gol decisivo e tanta sostanza per il terzino svizzero, che sta diventando sempre più un punto fermo della squadra.
De Ceglie 6,5: spinge con costanza e determinazione sulla fascia, fornendo moltissimi cross ai compagni. Di questo passo Conte lo dovrà schierare sempre.
Barzagli 6,5: altra grande prova per il centrale bianconero, che sfiora anche la rete nel primo tempo.
Chiellini 7: la lunga permanenza sulla fascia sinistra, non sembra aver intaccato le doti da centrale di Giorgione, che si destreggia alla grandissima anche in questo ruolo.
Pirlo 7: molto più in forma di settimana scorsa, il centrocampista bianconero ritorna a far girare il motore della squadra dispensando passaggi e palloni preziosi per i compagni. Partono dai suoi piedi le azioni più pericolose della squadra.
Vidal 6: molto attivo e intraprendente, il cileno fornisce un’ottima prova nel ruolo d’intenditore, facendo così da collante tra il reparto offensivo e quello difensivo. Tenta una super giocata, ma la traversa gli nega la gioia del gol.
Marchisio 6: lascia anzitempo la contesa per un infortunio, per questo non gioca una delle sue migliori partite.
Pepe 6: fa il suo, ma non riesce a spaccare in due la difesa avversaria e la partita come nelle sue giornate migliori, tuttavia il suo apporto è buono. Esce per infortunio.
Matri 5,5: si muove benissimo tra i difensori atalantini, mettendo in costante pressione la difesa avversaria. Però… sbaglia tre goal davanti alla porta. Troppi per un centravanti da Juve.
Vucinic 6,5: compie ottime giocate di classe, attirando l’attenzione dei difensori avversari per poi mettere i compagni in posizione per far male. Il suo lavoro è preziosissimo nell’economia della squadra.
Giaccherini 6,5: entra a partita in corso e chiude la contesa con un gol bellissimo che spiana la strada verso il titolo d’inverno.
Marrone 7: sostituisce Pepe con grande personalità e autorità dialogando molto bene con i compagni e fornendo un bellissimo assist per la rete di Giaccherini.
Bonucci n.g.: entra solo nel finale a risultato ormai raggiunto.

Atalanta – Juventus 0-2. Campioni d’inverno.

gen222012

Essere campioni d’inverno è una cosa incredibile, dopo tutto quello che è stato nelle stagioni passate. Essere imbattuti in tutto il girone di andata è ancora più incredibile, se consideriamo che la difesa era ed è il reparto più debole della squadra. Il campo premia la determinazione della squadra che ha giocato col diavolo in corpo, assegnandole il titolo di metà stagione; così come premia la scelta di Conte, che non sbaglia la formazione iniziale e i cambi successivi. De Ceglie gioca con grande volontà e dinamismo, permettendo a Chiellini di fare una partita sontuosa tornando nella posizione centrale. Questo a mio avviso è la chiave della stabilità che permette alla squadra di esprimersi al meglio. Maggiore sicurezza e impermeabilità in retroguardia sono fondamentali per una formazione che deve (e vuole) giocare all’attacco. Le scorie della preparazione iniziano ad essere smaltite, perchè la flessione prima e la freschezza dopo, alternatesi simultaneamente in tutti gli uomini, sono sinonimo di un lavoro che ha dato i suoi frutti.

Primo tempo stratosferico della Juventus, che parte con un ritmo indiavolato e non molla mai il colpo. Gioca alla morte su ogni pallone, e appena lo conquista, parte dritta verso la porta di Consigli. Matri ha la prima palla gol al 3′, quando riceve da Pepe e gira alto da pochissimi passi, ma solo una manciata di minuti più tardi, è Barzagli a cogliere il palo, tirando in mischia verso la porta atalantina. Due minuti più tardi è Vucinic a sfiorare la rete da posizione angolata, ribadendo la superiorità bianconera che aspetta il goal da un secondo all’altro. Ma la rete non arriva neppure al 12′, quando De Ceglie effettua una spettacolare rovesciata che però non centra lo specchio della porta. Si ripete il valdostano subito dopo, quando  colpisce alto di testa, da distanza ravvicinata.

Sembra stregata la porta di Consigli, che non capitola nemmeno al 34′ quando Vidal tenta il goal della domenica tirando dalla trequarti campo, e cogliendo una clamorosa traversa! Il primo tempo sta per finire, e mentre tutti contano le numerose occasioni sprecate dai bianconeri, arriva la prima grande occasione anche per i padroni di casa, con Denis che al volo tenta una girata da brividi verso la rete di Buffon. Ma nonostante qualche rischio finale, è immeritato il pareggio con cui si concludono le ostilità nella prima frazione di gioco. Conte opera un cambio dovuto, visto i problemi al ginocchio di Marchisio, mettendo al suo posto Giaccherini e ridisegnando leggermente l’assetto del centrocampo, spostando Vidal a fianco di Pirlo e tenendo il tandem Pepe – Giaccherini sulle fasce.

La Juve rientra tutt’altro che stanca dopo un primo tempo a mille all’ora, e la freschezza di Cigarini apporta subito dinamicità importante. La rete di testa di Lichtsteiner, pescato chirurgicamente da Pirlo, mette in discesa la partita, aprendo varchi importanti nelle maglie atalantine. Infatti, Matri al 61′ intercetta un pallone mal gestito dalla difesa avversaria e s’invola verso la porta, sbagliando però il cucchiaio che finisce di poco a lato. Infortunio anche per Pepe che poco dopo deve uscire per infortunio alla caviglia, sostituito da Marrone. Il giovane bianconero si rende subito protagonista di un’ottima combinazione con Matri, sfortunato solo nella conclusione ben parata dal portiere.

E’ il preludio al gol spettacolare di Giaccherini, su assist sempre di Marrone, che colpisce la palla al volo indirizzandola alle spalle del portiere. Il goal chiude la partite e mette il sigillo ad una prestazione che vale e onora il titolo di campione d’inverno.

Prepartita Atalanta – Juventus. Formazioni e curiosità.

gen212012

Juve ancora imbattuta e Juve in netta flessione. Bicchiere mezzo pieno, ma anche mezzo vuoto. Non si può dar torto nè all’una nè all’altra campana, se consideriamo l’intero girone di andata o le ultime partite giocate. E’ sempre lecito considerare i pareggi come una sconfitta, e su questo siamo d’accordo con Conte. Perciò oggi è fondamentale vincere per ritrovare l’entusiasmo delle gare precedenti, e per mantenere la vetta della classifica che ci consacrerebbe campioni d’inverno. Un titolo inutile, ma che il più delle volte ha significato anche vittoria finale. Ma nonostante l’aria che tira sia ben più rosea di qualsiasi aspettativa iniziale, Antonio Conte si trova comunque con qualche problemino interno da risolvere. Si è parlato tanto di spirito di squadra della Juve, di gruppo compatto, eppure le scelte sistematiche di puntare quasi sempre sulla stessa formazione, hanno creato diversi malumori negli esclusi. Parliamo di Del Piero, di Krasic, all’inizio di Matri (ora riabilitato), e per finire di Pazienza, che a dispetto del nome e della grande annata di Pirlo e Marchisio, non ha saputo tenere a freno la sua voglia di giocare, chiedendo di essere ceduto.

Inevitabile quindi la ripercussione sul turnover che voleva adottare oggi il tecnico, in vista del big match di sabato prossimo con l’Udinese. Pazienza pertanto non risulta nemmeno tra i convocati, costringendo gli altri due centrali a continuare nel loro compito sul campo. Spazio invece a De Ceglie sulla sinistra, poichè rientrando Chiellini, è possibile dare un turno di riposo ad un centrale difensivo, questa volta Bonucci. Che sia allo stesso tempo un avvertimento di Conte al difensore che combina sempre scelleratezze? Lo speriamo! Anche perchè se De Ceglie dovesse fare un piccolo salto di qualità, Bonucci finirebbe assolutamente in (meritata) panchina. Per il resto, la formazione è quella “tipo”, con Vidal, Matri, Vucinic e Pepe a completare l’undici iniziale. 

Le pagelle di Juventus – Cagliari.

gen162012

Buffon 5,5: non corre grossi pericoli, infatti sull’unico tiro in porta degli avversari non può molto. Non merita la sufficienza per i suoi continui rinvii corti che mettono in crisi i compagni della difesa.
Lichsteiner 6: corre come un motorino su tutta la fascia dimostrandosi instancabile. Propone sempre idee ai compagni, però non è sempre preciso nella sua azione, sbagliando tre stop elementari.
Bonucci 6: inizia alla grande, chiudendo ogni varco agli attaccanti avversari. Nel corso della gara perde un po’ di fiducia e commette qualche leggerezza che costa caro alla difesa bianconera.
Barzagli 6: sempre puntuale e preciso, sbaglia veramente pochissimi palloni, giocando ancora una volta in maniera eccellente.
De Ceglie 6: buon rientro dal primo minuto per il valdostano che si rende protagonista di un’ottima prestazione da entrambe le parti del campo. Si dimostra valida alternativa a Chiellini.
Marchisio 6,5: novanta minuti di grande ardore e determinazione per il torinese che lotta fino all’ultimo non dandosi mai per vinto. Putroppo non riesce ad essere decisivo in quest’occasione.
Vidal 5,5: si dà molto da fare, ma cerca sempre un passaggio di troppo, bloccando così la manovra bianconera. Partita con più ombre che luci per lui.
Pirlo 5: tiene troppo il pallone, non riuscendo a dettare i tempi giusti alla manovra della squadra. Ha un gran tiro che però non sfrutta mai per la conclusione dalla distanza.
Pepe 5,5: parte alla grande con tanta velocità e ardore, però dopo il tacco illuminante che fa scaturire il gol del vantaggio si spegne col passare dei minuti e merita la sostituzione.
Krasic n.g.: pochi minuti di corsa e giocate confusionarie per il serbo, che ancora una volta si dimostra totalmente estraneo al gioco della squadra.
Del Piero n.g.: un grossissima occasione per il capitano, che avrebbe potuto risolvere la partita, ma questa volta la fortuna gli ha voltato le spalle. Per il resto tanto impegno, ma pochi frutti.
Matri 6: anche lui s’impegna moltissimo, dando profondità alla squadra e cercando di guadagnare più palloni possibili, tuttavia viene servito veramente pochissimo dai compagni. Immeritata la sostituzione.
Borriello n.g.: solo pochi minuti in campo per il neoacquisto bianconero.
Vucinic 6: merita la sufficienza per il gol che ha sbloccato la partita, ma nel complesso gioca in maniera troppo leziosa e prevedibile, cercando sempre un passaggio di troppo che molto spesso non riesce e rende vani gli attacchi della squadra.

Juventus – Cagliari 1-1. Brutta Juve.

gen152012

Se l’imbattibilità deve continuare a costo di collezionare pareggi di questo tipo, allora è meglio perdere una partita e vincere quella successiva. D’accordo che il Cagliari ha fatto un solo tiro verso la porta di Buffon, ma la Juve di oggi ha fatto quasi tutto per non vincere la partita. Eppure il turno era più che favorevole, visto anche il derby fratricida di Milano. La flessione di molti giocatori è ormai palese e determinante: Pirlo, benchè se ne dica, non è più quello di inizio stagione; Pepe è stato un fantasma in campo; Vidal si limita al compitino; Bonucci è sempre un disastro. I carichi della preparazione invernale sono un alibi leggero. Quando rinunci ad attaccare, non puoi mai pensare di vincere una partita.

Una manciata di minuti e il pressing della Juve permette di recuperare palla e di tessere una fenomenale azione tutta di prima, che coinvolge Pepe, Marchisio, Lichtsteiner che lucidissimo serve Vucinic a porta vuota per il vantaggio bianconero. Ora la Juve può usufruire di maggiori spazi, ma la manovra è lenta e macchinosa. Una iniziativa di Matri fa quasi esplodere lo stadio, ma il suo tiro è fuori di un soffio. I primi scricchiolii nel muro bianconero arrivano intorno alla mezz’ora perchè gli isolani iniziano ad incunearsi pericolosamente fino alla nostra porta.

Troppa “amministrazione” e poca voglia di vincere nella squadra di oggi, che colpevolmente risparmia la grinta come già nelle scorse domeniche, prendendo con sufficienza l’impegno col Cagliari. Ecco perchè, al di là della bella incursione di Lichtsteiner al 37′ (da cui nasce l’assist di Vucinic a Pepe per un debole colpo di testa), il Cagliari inizia a guadagnare campo e convinzione, finchè al 2′ della ripresa, Cossu indovina un tiro da fuori area che s’infila alle spalle di Buffon, con la solita complicità di Bonucci che sbagliando il disimpegno difensivo, serve di fatto il pallone sui piedi del fantasista isolano.

Confusa e prevedibile la reazione della Juve, che proprio non arriva nemmeno a tirare nella porta avversaria. Conte fa in fretta a capire che coì proprio non va, decidendo di cambiare Pepe per Del PieroKrasic per Matri. Lo schieramento d’attacco si posiziona con Alex prima punta, Krasic esterno destro, mentre Vucinic rimane a sinistra. Il capitano non è un centravanti, e lo si vede al 79′ quando ha un facilissimo colpo di testa a disposizione, ma non riesce a fare meglio di una debole conclusione centrale. Sarà forse questo che convince Conte ad inserire anche Borriello per Vucinic.

L’ipotetico gioco sulle fasce che avrebbe dovuto svilupparsi con Krasic e Vucinic / Del Piero, si infrange contro gli scogli della difesa a cinque del Cagliari, che costringe la Juve a giocare sempre spalle alla porta, non concedendo nessuna occasione per riportarsi in vantaggio, finchè al 93′ Krasic si trova sui piedi il ball match che spreca in modo ignobile.

Pre partita Juventus – Cagliari. Formazioni e curiosità.

gen142012

Nell’attesa che Milan e Inter si scannino nel derby, la Juve deve fare la sua parte vincendo la partita casalinga con il Cagliari. La possibilità di rimanere soli in classifica, e quindi campioni d’inverno dopo ben cinque anni, è una realtà a portata di mano. I bianconeri in casa vanno a mille, e l’ultimo periodo non ha fatto altro che confermare un’ottima difesa e una solidità generale invidiabile. Ecco perchè al Cagliari vengono date, sulla carta, poche speranze.

La mancanza di Chiellini mette un tassello di imprevedibilità in più (Bonucci – De Ceglie), rispetto al solito. Ma se saremo bravi ad impostare una gara d’attacco, costringendo il Cagliari a difendersi, non servirà avere quattro difensori di ruolo, permettendo a De Ceglie di tenere una posizione più avanzata, partendo dalla linea mediana, dando man forte al centrocampo così da far respirare Marchisio e concedere a Pirlo qualche libertà in più.

Ancora presto per vedere Borriello, destinato ad un lungo apprendistato prima di essere inserito in un meccanismo che non si deve inceppare a causa di un ingranaggio apparentemente inutile, così come si inceppò Krasic, nella scorsa stagione autore di una tripletta contro il Cagliari! Borriello siederà comunque in panchina, e se la partita dovesse mettersi molto bene, potrebbe profilarsi una staffetta nella ripresa.