Real pigliatutto! Perez prende Cristiano Ronaldo

giu112009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stiamo assistendo a movimenti di mercato fuori dal comune. Il Real Madrid, dopo essersi assicurato i servigi di Kakà per sei stagioni, ha voluto veramente esagerare: l’esborso di 94 milioni di euro ha garantito il passaggio di Cristiano Ronaldo dal Manchester United al Real Madrid, sola andata. Impossibile per chiunque rinunciare ad un’offerta simile. Alla faccia della recessione, si è battuto il record per la cessione di un giocatore di calcio, primato storico detenuto da Zidane, venduto dalla Juventus sempre al Real Madrid per l’equivalente di quasi 81 milioni di euro.

Se al termine del mercato si perfezionerà anche il trasferimento di Ibrahimovic al Barcellona, non c’è dubbio che il calcio spagnolo sarebbe quasi ai livelli di quello italiano, sicuramente più interessante rispetto agli ultimi anni. E verrebbe pure da dire che la Spagna sarà la nuova patria del calcio entro un paio di anni. L’era delle squadre inglesi (almeno per quanto riguarda l’aspetto economico) sta definitivamente tramontando? Il Liverpool naviga già sull’orlo del fallimento, mentre altre squadre come Manchester United e Chelsea stanno facendo fuggire i propri campioni senza riuscire a rimpiazzarli in modo adeguato.

In Italia la situazione è molto peggiore. La Juventus, che aveva già fatto dell’oculatezza la propria linea di gestione, si è dovuta ridimensionare ulteriormente dopo la vicenda Calciopoli. Il Milan invece, a furia di strapagare stipendi e facendo acquisti che hanno appagato più il suo presidente che non le esigenze dell’allenatore (nonchè ovviamente il fatto di non aver vinto nulla recentemente), sarebbe già finito in amministrazione controllata se il denaro fresco di Berlusconi non avesse appianato puntalmente il deficit. Stessa cosa per l’Inter, che dalla sua però ha le vittorie di ben tre scudetti consecutivi; e nonostante ciò fatica non poco a trattenere giocatori come Ibrahimovic e Maicon, nel loro ruolo i numeri uno al mondo. Senza contare che Inter e Milan devono ancora entrare nell’ottica di principi come “autofinanziamento“, “settore giovanile“, “stadi di proprietà“, ecc… cose che la Juventus ha abbracciato da tempo.

Una cosa è certa: Kakà, Ibrahimovich e Ronaldo non ci parlino di “fascino” nel commentare i loro trasferimenti; il calcio si muove dove si spostano i quattrini….

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