State con Perez o con Platini?

lug72009

 

 

 

 

 

Con il ritorno alla presidenza del Real Madrid da parte di Florentino Perez, abbiamo assistito allo sconvolgimento del calcio mercato. Cifre esagerate per una campagna acquisti faraonica, in netto contrasto con tutti i princìpi di parsimonia e di “attenzione al bilancio” a cui si stanno adeguando (chi più, chi meno) le società europee.

Per alcuni versi sembra di rivivere gli anni dell’avvento di Berlusconi alla presidenza del Milan. Anche lui, come Florentino Perez, arrivò a sconvolgere il mercato facendo valere il potere dei soldi e mettendo sul piatto cifre mai viste, che l’allora Boniperti giudicava assolutamente non morali. Oggi come allora le analogìe sono tante, e i discorsi sono pressochè simili. Il presidente Perez ha preso il posto di Berlusconi, e il saggio “conservatore” Boniperti è stato sostituito da Platini. Le dimensioni degli investimenti, e la risonanza internazionale anzichè nazionale, sono la semplice conseguenza di un calcio e di un mercato sempre più globale (leggasi Super Lega Europea).

Michel Platini, nelle vesti di presidente Uefa, non si è lasciato pregare per esprimere un parere sulla nota campagna acquisti madrilena. E neppure ha usato i toni diplomatici consueti di un rappresentante di così alto grado del calcio mondiale. La decisione di prendere delle misure urgenti per porre un tetto agli ingaggi e ai prezzi dei cartellini, divide ovviamente coloro che in questo momento tifano per le società che hanno maggiori disponibilità a spendere, da coloro che appartengono a chi si deve accontentare delle briciole o dei “parametri zero”.

Lo spirito del calcio, non è nato con l’intento di far vincere chi abbia più denaro. Eppure è sempre stato così anche all’epoca di Agnelli e Boniperti. I giocatori sono sempre finiti nelle squadre che potevano pagare il doppio o il triplo dell’ingaggio che il calciatore promettente percepiva nella sua squadra d’origine. Ci sono rarissimi casi (come il cagliaritano Gigi Riva), ma sono per lo più eccezioni che confermano le regole. Allora dove sta lo scandalo? Nelle cifre versate? Eppure i soldi spesi oggi hanno molta più possibilità di “ritorno”, visto tutto quanto gravita intorno al calcio (sponsor, diritti tv, pubblicità, premi partita, ecc…ecc…), quindi in proporzione era forse più scandaloso che si spendessero grosse cifre prima piuttosto che ora.

Ma è indubbio, d’altra parte, che i titoli sportivi non possano e non debbano essere monopolizzati dallo spostamento dei capitali. Ma la soluzione quale potrebbe essere? Non vorrei essere nei panni di Platini….

Nessun commento

Comment RSS Trackback URL

Scrivi un commento

This site is using OpenAvatar based on