Juventus – Chievo 1-0. Chi ben comincia…
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D’accordo l’entusiasmo della vigilia, ma pochi forse immaginavano una partita così buona e convincente, spesso accompagnata da applausi scroscianti e clima festoso sugli spalti. Eppure l’ingresso delle squadre è stato salutato da un certo sconcerto per le strane scelte del nostro mister. Difesa con Grygera, Cannavaro, Chiellini e Salihamidzic (la buona intuizione di Ferrara sulla sinistra); a centrocampo Ciro decide di far giocare Poulsen come perno centrale, una decisione alquanto “singolare” visto le movenze tutt’altro che veloci del danese, sopratutto per quanto concerne la fase di regia arretrata, quella cioè di prima impostazione della manovra, accompagnata pure da qualità tecniche piuttosto discutibili. Insieme a Poulsen, Marchisio e Tiago completano il reparto; ma se Tiago si è sempre espresso bene a sinistra, non capiamo perchè sia stato messo dalla parte opposta; ma sopratutto, rimane inspiegabile come un giocatore come Marchisio, completo sia nella qualità che nella quantità (e oltretutto in ottima forma nelle partite precedenti), non abbia ricevuto le chiavi del centrocampo da Ferrara. Considerando poi che in panchina c’è finito un tal Camoranesi…
In avanti, dopo quindici anni, Del Piero salta la prima partita di campionato (in passato sempre presente almeno in panchina), lasciando lo spazio alla coppia Amauri – Iaquinta. Assente pure Trezeguet, in panchina.
Per sopperire alla carenza di fantasia, Diego arretra il suo baricentro, partendo da una decina di metri più indietro, saltando spessissimo l’uomo e costringendo i giocatori del Chievo a cinque falli in dieci minuti. Da una punizione dalla trequarti nasce proprio il vantaggio bianconero di Iaquinta, che colpisce benissimo di testa mettendo la palla nel sette.
Cerca il Chievo di proiettarsi in avanti, ben memore del 3 a 3 strappato qualche mese prima a proprio qui a Torino (l’inizio della disfatta di Ranieri), ma tra una magià di Diego (davvero un grande trascinatore), e uno spunto di Amauri, la Juve rimane sempre più intraprendente e pericolosa. L’azione più bella parte infatti da una fuga del brasiliano sulla sinistra, che con il suo doppio passo lascia sul posto l’avversario e crossa per Iaquinta che nuovamente di testa sfiora il secondo gol (paratone del portiere ospite).
Juve sempre pericolosa anche sui calci d’angolo, dove può schierare una serie di arieti come ben poche squadre possono fare addirittura in Europa, e, valore aggiunto di quest’anno, un vero grande trequartista che dà imprevedibilità e incisività alla manovra, fornendo quei palloni che per anni gli attaccanti si sono sognati di notte.
Poche altre occasioni nel primo tempo, più che altro sterile di conclusioni vere, ma ben altra Juve nel gioco rispetto a quelle viste negli ultimi anni. Ripresa con De Ceglie che subentra a Salihamidzic, infortunato proprio nel finale del primo tempo. Nulla cambia ovviamente a livello tattico, se non che il subentrato non riuscirà ad azzeccare nemmeno un cross. Così come Poulsen entra in bambola al punto tale da commettere un secondo fallo da ammonizione, clamorosamente ignorato dall’arbitro, scatenando le ire giustificate del mister De Carlo.
La Juve è poco concentrata e rischia di farsi raggiungere da Pellissier, anche se sul capovolgimento di fronte è il solito Diego ad arrivare fino in area palla al piede, per poi servire Amauri a rimorchio che scheggia la base del palo. La partita scivola fino alla mezz’ora in modo piuttosto piacevole, anche se, come nel primo tempo, quasi priva di conclusioni da ambo le parti. La Juve sostituisce anche Tiago con il giovane Marrone, centrocampista proveniente dalla primavera.
Il Chievo però si spinge sempre maggiormente verso la nostra metà campo, senza che i nostri riescano a sfruttare a dovere l’arma del contropiede, tattica ideale per i giocatori schierati da Ferrara. Ma la Juve appare stanca, e Diego viene sostituito nel finale da Camoranesi, che ne eredita i compiti di rifinitura.
I minuti finali più che a dare qualche speranza al Chievo, servono a regalare qulche ovazione a Cannavaro, autore di una partita quasi perfetta (anche se non difficile), ma sempre sicuro ed estremamente efficace nei suoi interventi. Per il momento quindi, sulla questione del ritorno di Cannavaro, “la partita” tra tifosi e dirigenti è iniziata con l’1 a 0 per i dirigenti. Il campo dice sempre la verità .

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Ci possiamo ritenere moderatamente soddisfatti per questo esordio in campionato,perchè è vero che la juventus dopo un ottima ora di gioco nella quale poteva anche chiudere il discorso finalizzando alcune clamorose azioni da rete,ha sofferto un pò nel finale,dovuto per lo più ad un evidente calo fisico segno di una ancora approssimativa condizione atletica,ma è altrettanto vero che il buonissimo Chievo di Di Carlo non ha mai tirato in porta e si trattava della stessa squadra che solo pochi mesi orsono faceva a fettine la nostra retroguardia.Quindi si tratta già di un passo avanti,magari piccolo ma pur empre passo avanti.
Ragazzi sono preoccupato,perchè son 2 anni che si parla di terzini ma non ne comprano 1….Secondo me la Juve è in fase di crescita esponenziale ma se il mercato finisce qui c è da preoccuparsi…Il nostro mister è talmente contento da schierare il buon Brazzo al posto di Molinaro…Ora và bene tutto ma se Brazzo gioca terzino allora siamo ancora incompleti!!!..Per rispetto non mi esprimo su Grygera,sapete già come la penso….Cara Juve fai un ultimo sforzo!!!…
Aldo, mi spiace ma di terzini non ne vedremo… magari a gennaio. l’anno scorso abbiamo rinforzato l’attacco (Amauri), quest’anno il centrocampo (Diego e Felipe Melo), l0anno prossimo tocchera’ alla difesa. Comunque a me brazzo in difesa piace molto. almeno spinge e sa fare i cross
sono d’accordo con Goucho, ma capisco benissimo Aldo. Speriamo nel miglior Zebina, anche se vuol dire cartellino giallo sicuro ad ogni partita. Sono d’accordo anche con Gennaro quando sottolinea la differenza con la Juve di Ranieri. Il fatto però è che nessuno ha sottolinato un lato importante: spento Diego, spenta la Juve…….
se ferrara aveva uno tra Del Piero e Giovinco (oppure Camoranesi in condizioni migliori) poteva permettersi di sostituire prima Diego. il risckio secondo me e’ quello di giocare sempre con lo stesso modulo anche quando forse e’ + utile giocare con il 4-4- 2 per infortuni o assenze (vedi secondo tempo)
penso ke la Juve ha riskiato almeno 1 rigore contro. mi kiedo se non ci fosse stato il Chievo se stavamo parlando in modo cosi sodisfatto…. vedremo con la Roma