Juventus – Chievo 1-0. Chi ben comincia…

ago232009

 

 

 

 

 

D’accordo l’entusiasmo della vigilia, ma pochi forse immaginavano una partita così buona e convincente, spesso accompagnata da applausi scroscianti e clima festoso sugli spalti. Eppure l’ingresso delle squadre è stato salutato da un certo sconcerto per le strane scelte del nostro mister. Difesa con Grygera, Cannavaro, Chiellini e Salihamidzic (la buona intuizione di Ferrara sulla sinistra); a centrocampo Ciro decide di far giocare Poulsen come perno centrale, una decisione alquanto “singolare” visto le movenze tutt’altro che veloci del danese, sopratutto per quanto concerne la fase di regia arretrata, quella cioè di prima impostazione della manovra, accompagnata pure da qualità tecniche piuttosto discutibili. Insieme a Poulsen, Marchisio e Tiago completano il reparto; ma se Tiago si è sempre espresso bene a sinistra, non capiamo perchè sia stato messo dalla parte opposta; ma sopratutto, rimane inspiegabile come un giocatore come Marchisio, completo sia nella qualità che nella quantità (e oltretutto in ottima forma nelle partite precedenti), non abbia ricevuto le chiavi del centrocampo da Ferrara. Considerando poi che in panchina c’è finito un tal Camoranesi…

In avanti, dopo quindici anni, Del Piero salta la prima partita di campionato (in passato sempre presente almeno in panchina), lasciando lo spazio alla coppia Amauri – Iaquinta. Assente pure Trezeguet, in panchina.

Per sopperire alla carenza di fantasia, Diego arretra il suo baricentro, partendo da una decina di metri più indietro, saltando spessissimo l’uomo e costringendo i giocatori del Chievo a cinque falli in dieci minuti. Da una punizione dalla trequarti nasce proprio il vantaggio bianconero di Iaquinta, che colpisce benissimo di testa mettendo la palla nel sette.

Cerca il Chievo di proiettarsi in avanti, ben memore del 3 a 3 strappato qualche mese prima a proprio qui a Torino (l’inizio della disfatta di Ranieri), ma tra una magià di Diego (davvero un grande trascinatore), e uno spunto di Amauri, la Juve rimane sempre più intraprendente e pericolosa. L’azione più bella parte infatti da una fuga del brasiliano sulla sinistra, che con il suo doppio passo lascia sul posto l’avversario e crossa per Iaquinta che nuovamente di testa sfiora il secondo gol (paratone del portiere ospite).

Juve sempre pericolosa anche sui calci d’angolo, dove può schierare una serie di arieti come ben poche squadre possono fare addirittura in Europa, e, valore aggiunto di quest’anno, un vero grande trequartista che dà imprevedibilità e incisività alla manovra, fornendo quei palloni che per anni gli attaccanti si sono sognati di notte.

Poche altre occasioni nel primo tempo, più che altro sterile di conclusioni vere, ma ben altra Juve nel gioco rispetto a quelle viste negli ultimi anni. Ripresa con De Ceglie che subentra a Salihamidzic, infortunato proprio nel finale del primo tempo. Nulla cambia ovviamente a livello tattico, se non che il subentrato non riuscirà ad azzeccare nemmeno un cross. Così come Poulsen entra in bambola al punto tale da commettere un secondo fallo da ammonizione, clamorosamente ignorato dall’arbitro, scatenando le ire giustificate del mister De Carlo.

La Juve è poco concentrata e rischia di farsi raggiungere da Pellissier, anche se sul capovolgimento di fronte è il solito Diego ad arrivare fino in area palla al piede, per poi servire Amauri a rimorchio che scheggia la base del palo. La partita scivola fino alla mezz’ora in modo piuttosto piacevole, anche se, come nel primo tempo, quasi priva di conclusioni da ambo le parti. La Juve sostituisce anche Tiago con il giovane Marrone, centrocampista proveniente dalla primavera.

Il Chievo però si spinge sempre maggiormente verso la nostra metà campo, senza che i nostri riescano a sfruttare a dovere l’arma del contropiede, tattica ideale per i giocatori schierati da Ferrara. Ma la Juve appare stanca, e Diego viene sostituito nel finale da Camoranesi, che ne eredita i compiti di rifinitura.

I minuti finali più che a dare qualche speranza al Chievo, servono a regalare qulche ovazione a Cannavaro, autore di una partita quasi perfetta (anche se non difficile), ma sempre sicuro ed estremamente efficace nei suoi interventi. Per il momento quindi, sulla questione del ritorno di Cannavaro, “la partita” tra tifosi e dirigenti è iniziata con l’1 a 0 per i dirigenti. Il campo dice sempre la verità.

  1. GennaroNo Gravataragosto 24th, 2009
  2. AldoNo Gravataragosto 24th, 2009
  3. Grouchoagosto 24th, 2009
  4. Alfagosto 24th, 2009
  5. Bravo Ragazzoagosto 24th, 2009
  6. Eta Betaagosto 24th, 2009

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