Livorno – Juventus 1-1. Dio solo lo sa….

feb72010

Zaccheroni aveva detto in settimana che giocare con la difesa a tre non era assolutamente una sua fissazione o una sua fede cieca in questo modulo di gioco. Detto, fatto: difesa a tre già alla seconda partita (solamente perchè nella gara iniziale non c’era stato materialmente il tempo neanche per presentarsi). Sia ben chiaro, per noi il 3-4-3 o il 3-4-1-2 sono le soluzioni tattiche migliori, e lo diciamo proprio stasera che il risultato sul campo non è di certo dei più confortanti! Zaccheroni ha profondamente ragione nel voler sfruttare questo metodo, perchè ci sono valide argomentazioni e motivazioni tattiche di cui bisogna tener conto. Innanzi tutto i centrali sono il “punto forte della difesa”, in quanto sono tutti molto abili di testa, hanno ottima esperienza internazionale e il loro rendimento risulta sempre buono (confronto ad altri difensori quali Grosso, Grygera, l’ex Molinaro, Zebina, De Ceglie, ecc…); in secondo luogo perchè la difesa a tre è in sostanza un modulo d’attacco, contrariamente a quanto la maggior parte dei tifosi possa pensare. Difendere a tre vuol dire “liberare” di fatto un uomo in più a favore del centrocampo, ma all’occorrenza poter difendere a cinque in caso di necessità. A metà campo infatti si preferisce sempre far giocare due terzini sugli esterni, che ovviamente hanno il compito di “fluidificare” sulle fasce, svolgendo più il ruolo di ala che di difensore (e Grosso e Caceres svolgono le mansioni di spinta meglio di quanto possano fare in copertura), col vantaggio poi di avere nello stesso momento due difendenti di ruolo quando le circostanze dovessero imporre una condotta molto prudente.

Il filtro di centrocampo viene momentaneamente affidato all’inedita coppia Felipe Melo – Candreva (in attesa del ritorno di Sissoko), mentre in avanti Del Piero e Amauri agonizzano sotto gli occhi di Diego.

Inizia bene il Livorno, caparbio e determinato, con la Juve più intenta a ritrovarsi nei movimenti che a cercare di concretizzare subito qualcosa. Pulzetti e Filippini sono tra i più intraprendenti, mettendo i brividi a Buffon in almeno due occasioni. La Juve risponde solo con il piede a martello di Felipe Melo (che si becca il giallo dopo soli venti minuti di gioco), e con un colpo di testa di Legrottaglie che fa le prove generali per la sua marcatura successiva. Ma è Filippini che riesce a beffare la nostra retroguardia andando a segnare di testa il gol del vantaggio: uno a zero per i padroni di casa, con il giovane trentaseienne che riesce a saltare indisturbato in mezzo a tre difensori centrali! Che assurdità….

La squadra di Cosmi non si scoraggia per aver segnato un solo gol nei primi ventisei minuti, così ci riprova ancora con un tiro che dà l’illusione ottica del palo, ma in realtà è solo il sostegno esterno della rete a vibrare alle spalle di Buffon. Per fortuna che gli amaranto dimostrano anche per quale motivo hanno meno punti di questa Juventus, lasciando liberi in area Chiellini e Legrottaglie su punizione di Diego, che possono persino scegliere chi tra i due debba battere a rete: la spunta Legrottaglie che pareggia il conto dei gol. Uno pari! E il primo tempo è tutto qui.

Zac ripropone lo stesso undici della prima frazione, ma ben presto dovrà rivedere i suoi piani: Cannavaro viene ammonito, ma in conseguenza anche a problemi muscolari lascia il posto a Zebina. La partita è brutta come nel primo tempo, pochissime occasioni, scarsa velocità, molta imprecisione… tutti gli ingredienti di una partita soporifera. La gara infatti è animata più dalle sostituzioni che dai reali momenti di pathos. Un tiro di Candreva da fuori area ad inizio secondo tempo e un gol mangiato da Porticone (tiro alto) intorno al 26′, sono le uniche occasioni veramente pericolose per le due squadre.

De Ceglie sostituisce Grosso senza cambiare l’assetto tattico della squadra, ma a questo ci pensa Felipe Melo che si fa cacciare negli ultimi dieci minuti di gioco per un secondo stupido fallo, anche se troppo enfatizzato dall’avversario. Il mister toglie Del Piero inserendo Giandonato (esordiente) per non spaccare in due la squadra, e Alex capisce, uscendo senza polemizzare.

Negli ultimi due minuti solita occasione “beffa” per il Livorno, che obbliga Gigi Buffon ad un grande intervento su Marchini. Fischio finale per un pareggio che scontenta entrambe le squadre ed annoia mortalmente i tifosi juventini e livornesi.

Non si può giudicare un modulo di gioco in una sola partita, sopratutto quando l’avversario non è il Barcellona, e quando la squadra ha giocato fino a ieri con tutto un altro sistema, e così pure in tutta la sua storia, considerando anche di quanto tempo ha potuto usufruire Ferrara per sviluppare e plasmare la sua squadra. Sappiamo bene che non c’è tempo per sperimentare e per provare, ma sappiamo anche dove siamo andati a finire con il 4-4-2 e con il 4-3-1-2, che non hanno mai funzionato quest’anno. La fretta è indispensabile ma può essere anche un errore nello stesso tempo. Secondo noi Zaccheroni ha l’obbligo di provare ad inculcare il nuovo modulo per riuscire a trovare una identità tattica che può essere alla base di tutto.

Legrottaglie ha esposto stasera la scritta ”Gesù è la verità“; sarà stato un modo per dire che solo Lui sa se è giusto proseguire con questo modulo?

  1. Andrea Jfebbraio 7th, 2010
  2. davidenaturaliNo Gravatarfebbraio 7th, 2010
  3. Alffebbraio 7th, 2010
  4. Stefanfebbraio 7th, 2010
  5. Il Contefebbraio 7th, 2010
  6. Maurofebbraio 7th, 2010
  7. N1K1febbraio 7th, 2010
  8. Drugofebbraio 7th, 2010
  9. Grouchofebbraio 7th, 2010
  10. Marcolinofebbraio 7th, 2010
  11. AldoNo Gravatarfebbraio 7th, 2010
  12. Mandifebbraio 7th, 2010
  13. gennaroNo Gravatarfebbraio 8th, 2010

Scrivi un commento

This site is using OpenAvatar based on