La Juventus cambia l’erba.
Dunque è deciso: la Juventus metterà mano all’annoso problema dei campi di allenamento di Vinovo, forse (e sottolineamo forse) la causa dell’incredibile numero di infortuni capitati ai bianconeri da qualche anno a questa parte. Storicamente fu il preparatore Pintus (agli ordini di Deschamps), ad avanzare i primi dubbi sulla bontà del terreno di Vinovo. Poi il discorso andò un po’ nel dimenticatoio, finchè sotto la gestione Ranieri non si verificò quella catena incredibile di defezioni, a cui bisognava per forza dare una spiegazione. Proprio questa “necessità forzata” di motivare gli infortuni, unita anche alle pressioni esterne, aveva incoraggiato lo staff bianconero a porre l’accento su questa caratteristica dei campi: fondo troppo duro per alcuni, mentre per altri troppo melmoso. Idee un po’ confuse, ma che hanno come comun denominatore il fatto di essere poco adatti alla preparazione quotidiana dei calciatori.
Il ripetersi continuativo di questa drammatica catena anche in questa annata, ha finalmente convinto i dirigenti ad approfondire la problematica, programmando il rifacimento del campo A e del campo B, solitamente destinati agli allenamenti della prima squadra. La domanda sorge spontanea: ma negli anni 2000 non si sa ancora quali tipi di terreno sono adatti ai calciatori?Â

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