Del Neri o Delneri? Comunque sia, in bocca al lupo.

mag182010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La stagione più triste e più deludente della Juve degli ultimi trent’anni è appena finita. A partire da oggi, 17 maggio, si guarda avanti per iniziare un altro progetto. Progetto che potrà essere vincente o meno, ma sicuramente che parte da basi totalmente differenti. L’anno scorso eravamo tutti strafelici per la campagna acquisti, salvo poi arrivare settimi; quest’anno potrebbe accadere il contrario: rivoluzione solo in campo societario, campagna acquisti scarsa, e poi giudizi diversi sul campo. Tendenzialmente  c’è molto più scetticismo rispetto agli anni precedenti. Scetticismo giustificato dal fatto che troppi giocatori devono essere sostituiti, troppi uomini sono a fine carriera, troppe facce nuove che devono ricomporre uno zoccolo duro che ormai non esiste più. Oltre a questo, ovviamente il discorso dell’allenatore, del modulo, della preparazione da iniziare già a luglio, ecc…

Quest’anno, però, il nuovo presidente Andrea Agnelli ha deciso di affidarsi al blocco Sampdoria, almeno per quanto riguarda lo staff societario: nuovo dg Beppe Marotta, nuovo direttore sportivo Paratici, nuovo allenatore Gigi Del Neri (scelto proprio da Marotta e avallato da Andrea Agnelli). Le opinioni dei tifosi bianconeri sull’allenatore sono contrastanti, e molti, che si aspettavano Benitez, sono già delusi.

Beppe Marotta, classe 1957, è sicuramente uno dei dg più competenti in circolazione. Non è uno alla Moggi, che in 3 mosse ti conduce allo scudetto, ma certamente un dirigente su cui poter basare un progetto e sperare di vederlo realizzato. Dopo gli esordi nel Varese, nel Como, nel Monza e nel Ravenna, nel 1995 approda per un quinquennio al Verona, portando con i suoi acquisti la squadra ad una storica promozione in A. Nel 2000 va all’Atalanta, dove ancora una volta fa buoni risultati. Ma il suo miracolo sportivo lo compie a Genova sponda blucerchiata, dove, approdando nel 2002, porta la squadra dalla Serie B alla Champions di quest’anno, grazie ad una perfetta rivoluzione dello staff societario, e a due grandi colpi: Cassano (pagato zero dal Real Madrid) e Pazzini. Si spera che alla Juve non perda questa acume.

Nella società bianconera assumerà l’incarico di direttore generale, come abbiamo detto; incarico momentaneamente vagante dopo l’arrivo di Andrea Agnelli che ha ridimensionato subito i poteri di Blanc e lasciando nuovamente in disparte Bettega. Per questo si potrebbe parlare di incompatibilità con l’ex vice presidente. Questi, arrivato a gennaio, era stato accolto come il salvatore della patria, ma si è visto quanto poco potesse fare a stagione in corso. Così, dalla Juve 2010-11 “organizzata da Bettega” si potrebbe passare ad un ennesimo addio di quest’ultimo. Sicura sarà invece la partenza di Secco (probabilmente al Genoa), il quale ormai si era dimostrato da tempo incompetente per prendere il posto di Moggi: al suo posto infatti arriverà Fabio Paratici (l’uomo di fiducia di Marotta), nuovo ds con il compito di osservatore e scopritore di nuovi talenti.

Diverso è il discorso per Del Neri (o Delneri, non si è ancora capito bene). Sessant’anni, ex centrocampista, ha giocato fino in serie B; non è più giovanissimo e da allenatore non ha vinto granchè, ma c’è da dire che non ha mai avuto squadre competitive e dove è andato a fatto sempre bene o addirittura benissimo (vedi Chievo e Samp). Dopo i suoi esordi come allenatore in squadre poco rilevanti, nel 1996 gli viene affidata la Ternana, che conduce dalla C2 alla B. Nel ’98 viene chiamato dall’Empoli in B, dove a causa di problemi, si dimette prima dell’esordio in campionato. Richiamato a stagione in corso dalla Ternana (in difficoltà) non riesce in una nuova impresa e viene esonerato. Nel 2000 viene però ingaggiato dal Chievo, che porta in A il primo anno, in Europa (quinto posto) il secondo anno, al settimo posto il terzo anno e al nono il quarto. Per tutti è già l’allenatore del futuro.

Nel 2004 viene allora ingaggiato niente di meno che dal Porto, ma la sua esperienza non dura neanche un mese per dissapori con lo spogliatoio. A settembre dello stesso anno va alla Roma, ma dopo risultati negativi si dimette a stagione in corso, ma anche qui sono i problemi di spogliatoio a determinarne l’addio. Poi nell’anno successivo l’infelice rapporto col Palermo e con Zamparini: a causa di risultati deludenti e di diatribe col presidente viene, infatti, esonerato ancora. Nel 2006 allora viene richiamato dal Chievo, nel tentativo di riportare la squadra alla gloria come era successo qualche anno prima, ma non riesce a ripetersi, e la squadra scende in B. Nel 2007 va per due anni all’Atalanta, dove riesce a dare alla squadra una giusta collocazione a metà classifica e due semplici salvezze (quando se ne andrà lui, l’Atalanta scenderà in B). Tutti parlano di un tecnico bravo e competente che però non riesce a gestire i tumulti dello spogliatoio, rendendolo incompatibile così con i grandi club. Ma ecco il miracolo di questa stagione alla Samp, con la qualificazione Champions ed un cavallo pazzo come Cassano gestito in modo esemplare.

Il suo marchio di fabbrica (4-4-2 o 4-4-1-1) è un modulo che la Juve ben conosce, tanto è vero che abbandonatolo in questa stagione si sono visti risultati scadenti. Garantisce solidità, copertura, gioco sulle fasce e contropiede. Alcuni giocatori (come Sissoko e Melo) potrebbero trovarsi a loro agio, altri (come Candreva, Giovinco e Diego) potrebbero trovare una collocazione solamente dietro l’unica punta, perchè difficilmente si adatterebbero a giocare sulle fasce. Del Neri sarebbe l’allenatore ideale, che incarna perfettamente lo stile Juve in campo: pressing, solidità e quantità. Resta da vedere se a 60 anni riuscirà a togliersi l’etichetta di allenatore non vincente, che se ci pensiamo, era il grande cruccio di un altro nostro ex….

  1. 500000 euro lo stendardoNo Gravatarmaggio 20th, 2010
  2. drugomaggio 20th, 2010
  3. Andrea Jmaggio 20th, 2010

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