Prepartita Milan-Juventus. Formazioni e curiosità.

ott292010

E’ stata una settimana travagliata, a dir poco turbolenta, per la Juve. Una settimana che da una parte mi ha fatto evocare bei ricordi, quando eravamo ancora i più forti e i più perseguitati, ma che, d’altro canto, ci ha catapultati nella situazione che tutti conoscete. E’ stata una settimana scossa fortemente dal caso Krasic; può il calcio di rigore più ininfluente della storia del calcio, scatenare un putiferio di polemiche così grande? Sì, se la squadra in questione si chiama Juventus. Ma, dopo aver riflettuto sul caso Krasic, abbiamo capito una cosa: forse, piano piano, molto lentamente, stiamo tornando a far paura. Domani  si avrà la sentenza definitiva e sapremo se il serbo sarà della partita sabato.

Segnali, comunque, di un cambiamento, si notano anche negli atteggiamenti della società, soprattutto, in tribunale: la Juve finalmente può vantarsi di avere un Presidente con la “P” maiuscola, per il semplice fatto che Andrea Agnelli ha fatto in pochi mesi quello che Blanc e Cobolli non hanno fatto in quattro anni: intimorire gli avversari della Juve, cominciando a chiedere, senza peli sulla lingua e senza rancori, la restituzione dei due scudetti revocati. Nel frattempo al processo di Napoli le testimonianze si fanno sempre più a favore della posizione di Moggi, e, come se non bastasse, ci potrebbe essere anche il ritorno di fiamma della “spy story” degli 007 Moratti-Tronchetti, ai danni di alcuni giocatori nerazzurri.

Tra questi fatti extra (ma mica tanto) calcistici, non si deve comunque dimenticare che si viene da un pareggio a Bologna (e un altro prima a Salisburgo) che sta molto stretto alla Juventus. Così come due pareggi prima (a Manchester e a Milano) ci avevano proiettato in alto. I due pareggi ci hanno restituito quelle che sono le nostre difficoltà, ma in maniera inversa: se prima ad avere grossi problemi era la difesa, ora è l’attacco a non funzionare perfettamente.

La partita che concluderà questa settimana calda, non poteva che essere un big match, tanto per finire in bellezza. Milan-Juve. Un sfida molto sentita, dal momento che l’hanno scorso i rossoneri ci ha battuto ben due volte, con un passivo piuttosto pesante nell’ultima giornata di campionato. L’aria che gira intorno al Milan è sempre quella; tra acquisti e trovate pubblicitarie, viene sempre alimentata la tesi che questa squadra sia solo un circo di giocatori guidato da Berlusconi: basta pensare che gli ultimi acquisti importanti di questa squadra (da Vieri a Ronaldo, da Ronaldinho a Beckam, fino a Robinho) siano stati giocatori più producenti nell’ambito del merchandising che sul terreno di gioco. Ecco perché si può ”abbassare la cresta” a questo Milan, che in fondo ha pur sempre in difesa Oddo, Papastathopulos, Bonera, Zambrotta, Antonini, che, battuta a San Siro senza Krasic, avrebbe una soddisfazione tripla.

Non sarà comunque facile, perché la caratteristica principale di questa squadra è la fortuna, e la partita di Napoli lo ha dimostrato. In questo momento le gira tutto bene, e per fare risultato sabato serve preparare una partita perfetta. In base all’allenamento tattico di oggi, Delneri sembra intenzionato a riproporre la stessa difesa di Bologna (anche Storari ha recuperato da un acciacco fisico), con un centrocampo camaleontico, formato da tre giocatori di copertura (Marchisio, Melo e Aquilani) e tre mezze punte (Martinez, Del Piero e Quagliarella, visto che sia Amauri che Iaquinta sono out).

Nonostante lo schieramento di partenza si svilupperà sicuramente un 4-4-2, con Marchisio e Martinez larghi e Del Piero e Quagliarella di punta; Delneri proporrà una squadra che, in fase difensiva, vedrà Melo vertice basso di centrocampo (probabilmente in prima marcatura su Robinho), Marchisio accentrarsi sul centro destra per contrastare Boateng, e Quagliarella a tenere d’occhio Pirlo. In fase offensiva i tre davanti e Aquilani avranno possibilità di intercambiarsi le posizioni per non dare punti di riferimento, e per colpire una difesa che, con Thiago Silva assente, vede come unico campione il solo Nesta.

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