Juventus – Lazio 2-1. Alex a 700 all’ora!

apr122012

C’è sempre qualcosa che non ti aspetti di Antonio Conte. Quando pensi che la squadra imporrà il proprio gioco e il prorio modulo, costringendo l’avversario ad adattarsi, ecco che l’ex capitano sorprende tutti, cambiando la formazione dopo aver visto gli uomini di Reja nel riscaldamento. Segno di debolezza? Chi ha visto la partita non può ipotizzare un timore di Conte o della squadra nei confronti dell’avversario, perchè l’evidenza del gioco, delle occasioni, della superiorità atletica e tecnica, non lascia adito a dubbi. E così, dopo aver iniziato a fare il riscaldamento con gli uomini per il 3-5-2 con De Ceglie in campo, ecco il cambio del valdostano con Pepe, per un 4-3-3 che dà uguali garanzie. Il tridente dei bianconeri funziona egregiamente, visto che nel primo tempo tutte le pedine d’attacco rispondono “presente” alla chiamata di Conte. Ma è la grande pressione dell’intera squadra a mettere spalle al muro la Lazio per tutto il primo tempo. Al di là dei tatticismi e dei moduli di gioco, l’atteggiamento e la determinazione dei bianconeri fanno veramente la differenza. Una fame assoluta di goal e di gioco d’attacco, non sempre spettacolare, va detto, ma nonostante questo capace di produrre diverse occasioni, con il passare dei minuti. Dai piedi di Vucinic e Pirlo partono suggerimenti importanti per gli inserimenti arretrati e le imbucate per le due punte. E’ Simone Pepe ad avere la prima grandissima palla goal davanti a Marchetti, ma il suo diagonale ravvicinato è debole, ed il portiere molto reattivo. L’attaccante si fa subito perdonare quando Andrea Pirlo lo pesca in mezzo all’area con  il solito passaggio radiocomandato: lo stop di petto è la preparazione, la rovesciata è invece la conclusione vincente (e spettacolare) che porta meritatamente in vantaggio la Juve. E come Pepe ha avuto la sua parte di gloria, adesso tocca a Quagliarella salire in cattedra dimostrando il suo valor, non prima di aver gustato un tiro dalla lunghissima distanza di Vidal che rischia di far prendere a Marchetti il goal della domenica, ma il portiere si salva. Così come si salva miracolosamente per una conclusione ravvicinata di Quagliarella, su cui deve compiere un’autentica prodezza d’istinto per evitare il raddoppio.

Juve sprecona, ma anche a tratti spettacolare, quando anche Vucinic e Vidal si divertono a fare il tiro a segno verso la porta laziale. Ma come succede spesso nel calcio, chi troppo sbaglia, subisce. E così, dopo aver guardato i bianconeri giocare per tutto il primo tempo, la Lazio approfitta dell’unica occasione a disposizione, per punire i bianconeri e pareggiare il conto delle reti, grazie al colpo di testa di Mauri, indisturbato in mezzo ai nostri centrali. Si va dunque a riposo con una certa delusione per il risultato, ma non certo per il gioco. La fiducia cresce al 52′ quando Vucinic si divora un’altra occasione da rete, dando però la sensazione di poter fare della Lazio un sol boccone.

Invece la Juve inizia a tirare un po’ il fiato e a bloccarsi sotto il profilo del gioco. La sensazione è quella che serve una scossa o un tocco risolutore di qualche campione. Per questo Conte opera due cambi immediati: Matri per Pepe e Del Piero per Vucinic. E’ proprio Alex il campione che porta la luce nell’oscurità, illuminando con la sua parabola la porta laziale, con una magica punizione che sorprende Marchetti sul suo stesso palo. Settecento volte Alex in bianconero ed ennesima rete decisiva del nostro campione. Nel finale concitato, due espulsioni per la Lazio, tra cui il mister Edy Reja, che però riconosce sportivamente la superiorità bianconera. E come avrebbe potuto fare altrimenti…

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