Juventus – Lecce 1-1. Giochi riaperti.

mag22012

Come negli scacchi, molto spesso le partite si vincono conquistando il centro. La potenza e la classe del centrocampo juventino si sono viste enormemente questa sera, rispecchiando quella che è stata la stagione dei bianconeri fino ad oggi. Supremazia espressa finchè la condizione atletica ha tenuto, straripante all’inizio, smarrita nel finale. La Juve aveva segnato fino ad oggi 25 goal con le punte e 29 con i centrocampisti, oltre a svolgere il compito più importante di costruzione del gioco e filtro difensivo. Stasera ha fatto in modo eccezionale queste cose per almeno 50 – 60 minuti, e dopo si è vista un’altra Juve. Troppo riduttivo parlare dell’errore di Buffon che ha condannato gli uomini di Conte al pareggio, davanti ad un Lecce già in dieci uomini. Non è stata quella la causa del pareggio, ma il narcisismo (o se vogliamo, la presunzione) di pensare che una squadra tanto bella nel primo tempo, potesse vincere comodamente nella ripresa, senza lottare su ogni pallone. Il calo dei nostri ragazzi è stato sia fisico che psichico. E’ parso quasi che i bianconeri siano crollati per la paura di aver visto troppo da vicino lo striscione del traguardo

Inizia in modo sfortunato la partita della Juve, quando nei primi minuti De Ceglie si infortuna e viene sostituito da Caceres; nessun cambiamento tattico, visto che Conte mantiene il 3-5-2, con l’uruguagio a sinistra. In realtà però non c’è il tempo però di pensare alla sfortuna, perchè Pirlo inventa l’ennesimo assist per la testa di Marchisio, che coglie in controtempo il portiere depositando la palla in rete. Tutto sembra facile con questo Pirlo signore del centrocampo, con Vidal che lotta come un guerriero, osannato dalla folla, con lo stesso Marchisio che si propone costantemente in attacco, sfiorando nuovamente la rete intorno al 30′. La Juve chiude il primo tempo con pochissime occasione, ma con moltissimo gioco.

Nel secondo tempo la metamofosi bianconera, che paradossalmente inizia con l’espulsione di Cuadrado, complice della rilassatezza che taglia le gambe e annebbia la mente degli uomini di Conte, seppure Vidal sbagli un’occasione colossale davanti al portiere. La Juve inizia a calare e cerca per ben due volte la conclusione dalla distanza con QuagliarellaFabio lascia poi il posto a Matri, che sfiora il subito il goal in contropiede, costringendo il portiere al miracolo. Esce anche Vucinic per Del Piero, ma i minuti per vedere Alex sono davvero pochi. Proprio per questo tutti pensano che ormai il risultato sia al sicuro, prima del tragico ed inaspettato errore di Buffon, che lascia tutti ammutoliti. Lo scudetto è ancora da vincere, come dicevamo settimana scorsa.

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