Lazio – Juventus 1-1. La Juve che non ti aspetti.

gen192009

E’ stata una partita strana, quella di stasera. Una di quelle partite dove per un tempo non sai quale misteriosa macumba rimbambisca i giocatori della tua squadra, mentre per l’altra metà di gara, quando ti prepari psicologicamente ad un’altra “sofferenza”, ecco che magicamente lo spillone viene estratto dalla bambolina bianconera, e tutto ricomincia a funzionare. Ma regalare una frazione intera agli avversari è sempre tanta cosa. La Lazio infatti interpreta benissimo il primo tempo, attaccando in velocità sulle fasce senza dare respiro alla manovra bianconera, riuscendo ad essere efficace anche nella parte difensiva, dedicando ad Amauri ben due o talvolta tre marcatori insieme. Mellberg soffre troppo la scheggia impazzita Zarate e talvolta viene aiutato da Marchionni nel raddoppio, ma i due non riescono comunque ad arginare il laziale. Anche a sinistra la Lazio spinge con Pandev, ma Molinaro se la cava decisamente meglio. A centrocampo la Juve non azzecca un passaggio e viene imbrigliata sistematicamente nelle strette maglie celesti.

Fino al gol della Lazio, i nostri giocano con un baricentro scandalosamente basso. Non è solo un merito dei nostri avversari, perchè si vede che la Juve è frenata, anche psicologicamente. “Paura” è la parola che nessuno vuole dire ma che forse è la più attinente. Perchè la squadra ha avuto timore all’Olimpico? Mi viene da pensare che forse la mancanza di Grygera e Ariaudo abbiano influenzato il collettivo, togliendo sicurezza nei confronti del reparto arretrato, e da qui la paura di attaccare o di scoprirsi. Timore del tutto fuori luogo visto che la difesa è stato il reparto che ha risposto meglio alle aspettative! Oppure è stata semplice “ansia da prestazione”? Non lo sapremo mai, perchè i diretti interessati negherebbero.

Ad ogni buon conto, al vantaggio dei padroni di casa su papera di Manninger, la Juve inizia a sciogliersi e a giocare. Pochi minuti e per scaldare le polveri e Mellberg insacca di testa su calcio d’angolo. Lo schema è lo stesso del gol di Chiellini al Milan, palla sul dischetto e incornata solitaria. Lo schema verrà poi ripetuto con Legrottaglie a colpire, ma Nicola arriva male sulla palla e sarà una grande occasione sprecata.

Testata l’affidabilità difensiva, e sciolti i legacci psicologici, la Juve è pronta a cominciare la sua partita. Lo fa impegnando sopratutto Marchionni e Nedved, ma la manovra non è quasi mai fluida, e le occasioni paiono frutto di isolate vampate offensive piuttosto che di una crescita corale della squadra. Amauri e Del Piero infatti sono due ectoplasmi. La cosa era prevedibile, dato che nel nostro piccolo lo avevamo già sottolineato nel precedente articolo. E se lo sapevamo noi, Ranieri non era in grado di immaginarlo??? Le punte sono stanche e meritano un po’ di riposo, e talvolta alternarle a Giovinco non sarebbe proprio una brutta idea. Se non altro per evitare di giocare in nove quando meno te lo puoi permettere.

La Juve attacca, e la Lazio, che ormai ha già speso tanto, punta solo al contropiede. Ranieri cambia uno Zanetti sotto tono e mette Marchisio; è un buon cambio ma forse un po’ ritardatario visto che già nel primo tempo il regista non s’era visto. Così come non vedendosi nè Amauri nè Del Piero occorrerebbe mettere qualcuno di fresco. Il brasiliano fa due buone azioni di potenza e forse Ranieri si convince che ad uscire debba essere il capitano. Così Giovinco entra per Alex, ma è sempre troppo tardi, mancano solo dieci minuti alla fine e Sebastian tocca solo tre palloni. Giusto in tempo per vedere il palo di Legrottaglie a portiere battuto e Foggia che per pochissimo non ci infila a tempo scaduto.

Considerato l’atteggiamento e la mentalità del primo tempo si potrebbe pensare ad un punto guadagnato. Ma io guardo sempre alle potenzialità della squadra a quello che ha saputo far vedere nel secondo tempo, sopratutto nel reparto difensivo, con la coppia Legrottaglie – Ariaudo letteralmente perfetta, e con un Molinaro in grande crescita. Ciò aumenta il rammarico per non aver osato di più, o per non aver visto un briciolo di vivacità in avanti. Noi tifosi spesso siamo troppo esigenti, è vero; ma in questo caso, Ranieri, bastava davvero poco. Era sufficiente una “formica”………………………….   

  1. gennaroNo Gravatargennaio 19th, 2009
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