Con Capello si può sognare.

mar112011

 

 

 

 

 

 

 

 

Che la Juve stia cercando un nuovo allenatore, è ormai fuori discussione. Delneri non sarà l’allenatore bianconero nella prossima stagione; e così, quello che sembrava un progetto a lungo raggio, destinato ad una certa stabilità, sarà invece un’altra estate di tormentoni. Resta da chiarire, però, se il cambio allenatore avverrà da subito (Delneri è inadeguato, le sue scelte ed i risultati lo dimostrano), con Gentile e Vialli in prima fila per il ruolo di traghettatore, oppure semplicemente a giugno. Tante le possibilità di scelta, anche se non tutte percorribili, sia per problemi economici, sia per difficoltà di gradimento da parte dei prescelti. Si parla di Spalletti (il nome ideale per iniziare di nuovo un progetto), di Conte (nome legato alla Juve, che potrebbe essere affiancato da un ds esperto), di Deschamps (un altro juventino nel sangue), fino ad arrivare alla suggestione Van Gaal (il ferreo olandese che a giugno lascerà per certo il Bayern). Tutte soluzioni appetibili ed importanti, di sicuro gradimento al popolo bianconero. Ma ce ne sarebbe una per la quale si sarebbe disposti ad abbandonare qualsiasi altra trattativa, a rinunciare a qualsiasi altro progetto: sarebbe quella di Fabio Capello.

L’attuale ct inglese (che tuttavia in Inghilterra non viene ben visto soprattutto dopo il fallimento mondiale), sarebbe la soluzione ideale, la più affascinante, in tutti i sensi. Innanzitutto perché Capello è uno degli
allenatori più bravi in circolazione, e sicuramente tra gli allenatori italiani più vincenti di tutti i tempi. Dovunque è stato (sempre in squadre forti, va sottolineato), ha sempre vinto; a partire dal Milan “galacticos”, poi al Real, poi addirittura alla Roma, poi ancora nella nostra Juventus (quanti bei ricordi), e per finire di nuovo al Real, dove la sua grande colpa fu quella di non vincere la Champions (mica cosa facile, eh), ma che nonostante tutto fece vincere due campionati spagnoli, cosa che, comunque, le merengues del dopo Capello non sono più riuscite a fare. Il tecnico friulano ha in più un’esperienza che qualsiasi allenatore al mondo gli potrebbe invidiare. E’ stato un grande giocatore, un grande allenatore e anche un manager polivalente al Milan. Lo stile è ineguagliabile, rude e deciso, ma certamente in grado di gestire tutti i momenti, quelli felici ma, soprattutto, quelli non facili. L’ultima sua sfida in Inghilterra, poi, non è che sia un fallimento totale: ha comunque riportato la nazionale inglese ai vertici del calcio mondiale, vincendo tutte le partite del girone di qualificazione, e lo stesso sta facendo per le qualificazioni agli Europei. I mondiali possono essere considerati come un passo falso, con un sacco di attenuanti; dalla stanchezza dei giocatori (tutti titolari nei loro rispettivi club), al periodo di scarsa forma di elementi fondamentali (come Rooney), dalla mancanza di un portiere adeguato, alle decisioni arbitrali che hanno clamorosamente penalizzato la squadra inglese.

Un altro motivo potrebbe essere il fatto che Capello è fortemente legato al 4-4-2, modulo che la Juve conosce benissimo: col 4-4-2 giocava proprio la scudettata Juve di Capello, quella di Deschamps in B, e poi quella di Ranieri nei due anni successivi, fino ad arrivare, dopo la parentesi Ferrara/Zaccheroni, al 4-4-2 Delneriano, anche se in realtà gli interpreti sono sempre stati diversi. Capello consentirebbe di iniziare una nuova rifondazione, partendo però su basi tattiche già provate e collaudate, il che non sarebbe un dato da trascurare, perché la Juve di Ferrara, dei brasiliani e del trequartista Diego è fallita anche per questo motivo: la squadra non era abituata a giocare con questo modulo dai tempi di Zidane, e serviva un periodo di adattamento. Molto dipenderà comunque dalla campagna acquisti di Marotta e delle caratteristiche che assumerà il parco giocatori a disposizione.

Infine, non dobbiamo dimenticare il passato di Capello alla Juventus. Stagioni 2004-06, una delle squadre più forti di sempre, una delle formazioni più forti al mondo in quegli anni, un insieme di campioni che giocavano e si sacrificavano per la squadra. Poi, al nome Capello, non puoi non collegarti a quello di Luciano Moggi, che con lui potrebbe ricostruire una nuova triade. Ma forse ci stiamo già spingendo oltre….

Del Neri o Delneri? Comunque sia, in bocca al lupo.

mag182010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La stagione più triste e più deludente della Juve degli ultimi trent’anni è appena finita. A partire da oggi, 17 maggio, si guarda avanti per iniziare un altro progetto. Progetto che potrà essere vincente o meno, ma sicuramente che parte da basi totalmente differenti. L’anno scorso eravamo tutti strafelici per la campagna acquisti, salvo poi arrivare settimi; quest’anno potrebbe accadere il contrario: rivoluzione solo in campo societario, campagna acquisti scarsa, e poi giudizi diversi sul campo. Tendenzialmente  c’è molto più scetticismo rispetto agli anni precedenti. Scetticismo giustificato dal fatto che troppi giocatori devono essere sostituiti, troppi uomini sono a fine carriera, troppe facce nuove che devono ricomporre uno zoccolo duro che ormai non esiste più. Oltre a questo, ovviamente il discorso dell’allenatore, del modulo, della preparazione da iniziare già a luglio, ecc…

Quest’anno, però, il nuovo presidente Andrea Agnelli ha deciso di affidarsi al blocco Sampdoria, almeno per quanto riguarda lo staff societario: nuovo dg Beppe Marotta, nuovo direttore sportivo Paratici, nuovo allenatore Gigi Del Neri (scelto proprio da Marotta e avallato da Andrea Agnelli). Le opinioni dei tifosi bianconeri sull’allenatore sono contrastanti, e molti, che si aspettavano Benitez, sono già delusi.

Beppe Marotta, classe 1957, è sicuramente uno dei dg più competenti in circolazione. Non è uno alla Moggi, che in 3 mosse ti conduce allo scudetto, ma certamente un dirigente su cui poter basare un progetto e sperare di vederlo realizzato. Dopo gli esordi nel Varese, nel Como, nel Monza e nel Ravenna, nel 1995 approda per un quinquennio al Verona, portando con i suoi acquisti la squadra ad una storica promozione in A. Nel 2000 va all’Atalanta, dove ancora una volta fa buoni risultati. Ma il suo miracolo sportivo lo compie a Genova sponda blucerchiata, dove, approdando nel 2002, porta la squadra dalla Serie B alla Champions di quest’anno, grazie ad una perfetta rivoluzione dello staff societario, e a due grandi colpi: Cassano (pagato zero dal Real Madrid) e Pazzini. Si spera che alla Juve non perda questa acume.

Nella società bianconera assumerà l’incarico di direttore generale, come abbiamo detto; incarico momentaneamente vagante dopo l’arrivo di Andrea Agnelli che ha ridimensionato subito i poteri di Blanc e lasciando nuovamente in disparte Bettega. Per questo si potrebbe parlare di incompatibilità con l’ex vice presidente. Questi, arrivato a gennaio, era stato accolto come il salvatore della patria, ma si è visto quanto poco potesse fare a stagione in corso. Così, dalla Juve 2010-11 “organizzata da Bettega” si potrebbe passare ad un ennesimo addio di quest’ultimo. Sicura sarà invece la partenza di Secco (probabilmente al Genoa), il quale ormai si era dimostrato da tempo incompetente per prendere il posto di Moggi: al suo posto infatti arriverà Fabio Paratici (l’uomo di fiducia di Marotta), nuovo ds con il compito di osservatore e scopritore di nuovi talenti.

Diverso è il discorso per Del Neri (o Delneri, non si è ancora capito bene). Sessant’anni, ex centrocampista, ha giocato fino in serie B; non è più giovanissimo e da allenatore non ha vinto granchè, ma c’è da dire che non ha mai avuto squadre competitive e dove è andato a fatto sempre bene o addirittura benissimo (vedi Chievo e Samp). Dopo i suoi esordi come allenatore in squadre poco rilevanti, nel 1996 gli viene affidata la Ternana, che conduce dalla C2 alla B. Nel ’98 viene chiamato dall’Empoli in B, dove a causa di problemi, si dimette prima dell’esordio in campionato. Richiamato a stagione in corso dalla Ternana (in difficoltà) non riesce in una nuova impresa e viene esonerato. Nel 2000 viene però ingaggiato dal Chievo, che porta in A il primo anno, in Europa (quinto posto) il secondo anno, al settimo posto il terzo anno e al nono il quarto. Per tutti è già l’allenatore del futuro.

Nel 2004 viene allora ingaggiato niente di meno che dal Porto, ma la sua esperienza non dura neanche un mese per dissapori con lo spogliatoio. A settembre dello stesso anno va alla Roma, ma dopo risultati negativi si dimette a stagione in corso, ma anche qui sono i problemi di spogliatoio a determinarne l’addio. Poi nell’anno successivo l’infelice rapporto col Palermo e con Zamparini: a causa di risultati deludenti e di diatribe col presidente viene, infatti, esonerato ancora. Nel 2006 allora viene richiamato dal Chievo, nel tentativo di riportare la squadra alla gloria come era successo qualche anno prima, ma non riesce a ripetersi, e la squadra scende in B. Nel 2007 va per due anni all’Atalanta, dove riesce a dare alla squadra una giusta collocazione a metà classifica e due semplici salvezze (quando se ne andrà lui, l’Atalanta scenderà in B). Tutti parlano di un tecnico bravo e competente che però non riesce a gestire i tumulti dello spogliatoio, rendendolo incompatibile così con i grandi club. Ma ecco il miracolo di questa stagione alla Samp, con la qualificazione Champions ed un cavallo pazzo come Cassano gestito in modo esemplare.

Il suo marchio di fabbrica (4-4-2 o 4-4-1-1) è un modulo che la Juve ben conosce, tanto è vero che abbandonatolo in questa stagione si sono visti risultati scadenti. Garantisce solidità, copertura, gioco sulle fasce e contropiede. Alcuni giocatori (come Sissoko e Melo) potrebbero trovarsi a loro agio, altri (come Candreva, Giovinco e Diego) potrebbero trovare una collocazione solamente dietro l’unica punta, perchè difficilmente si adatterebbero a giocare sulle fasce. Del Neri sarebbe l’allenatore ideale, che incarna perfettamente lo stile Juve in campo: pressing, solidità e quantità. Resta da vedere se a 60 anni riuscirà a togliersi l’etichetta di allenatore non vincente, che se ci pensiamo, era il grande cruccio di un altro nostro ex….

Ufficiale: Zaccheroni alla Juventus al posto di Ferrara.

gen292010

Zaccheroni batte Gentile uno a zero. Ma quell’unico punto permette al tecnico romagnolo di poter guidare la Juventus da oggi fino al termine della stagione, quando (si spera) dovrebbe arrivare un tecnico di spessore. Basta esordienti, basta scommesse, basta allenatori in disgrazia che cercano di rimettersi in mostra sulle spalle della Vecchia (e già decrepita) Signora.

La scelta caduta sul tecnico di Meldola, si può motivare da una maggior esperienza nelle squadre di club rispetto a quella di Claudio Gentile, maturata solamente in ambiente azzurro. Inoltre, cosa non da poco, il neo bianconero ha “nelle corde” la padronanza del 3-4-3, un modulo che ha fatto la fortuna di Zac già all’epoca udinese, e che potrebbe risultare utile con l’organico al completo. Questo sistema di gioco, tuttaltro che spregiudicato come lo si vuol dipingere, sarebbe uno dei pochissimi mai tentati da Ferrara. Faremo una disamina i questo metodo in commento a parte, anche se non è poi detto che sia questa l’idea del nuovo mister.

In bocca al lupo…. Alberto! Scusate il gioco di parole. 

Elkann conferma Ferrara. Ai tifosi juventini non basta.

dic102009

All’indomani della cocente sconfitta casalinga col Bayern Monaco (che ha sancito l’eliminazione dalla Champions League), si sono scatenate, come giusto, le più feroci critiche a tutta la sfera Juventus. Nessuno si senta immune da un capo d’accusa. Allenatore, giocatori, società, come dice Del Piero “le colpe vanno sempe distribuite fra tutti”. Ma a questo punto nessun tifoso juventino sopporta più di continuare questo strazio senza che si prendano delle decisioni anche drastiche. La gente vuole che qualcuno paghi, magari anche per tutti. In altre parole, un capro espiatorio come fu Ranieri, che non sarà stato un grande allenatore, ma che con il suo esonero ha fatto da parafulmine alla società e a tanti giocatori che non avevano fatto il loro dovere in campo.

La soluzione più immediata (e comoda) che tutti pensano è quella del cambio di allenatore. John Elkann ha smentito invece ogni voce sul cambio di panchina, assicurando Ciro fino alla fine dell’anno. E questa, comunque la si voglia vedere, è una conferma temporale. Avanti con questo progetto, anche se sono molti gli scontenti. Non si può sapere se questa sarà la decisione giusta, ma si può pensare anche a ciò che in passato sono state le fortunate vicende di Arrigo Sacchi e Marcello Lippi, transitate da momenti iniziali difficili e contestati. Sacchi fu addirittura eliminato in Coppa Italia dal Parma, e salvato letteralmente dalla nebbia di Belgrado mentre veniva eliminato dalla Coppa Campioni ad opera della Stella Rossa. Casi rari, ma pur sempre fatti che possono dare conforto ad una tesi.

Quella forse più difficile è quella di mettere mano alla rosa. Senza i soldi della Champions e con parecchi giocatori che non intendono muoversi per motivi di ingaggio, la Juve si trova a dover “raschiare il barile”, puntando spesso su calciatori che possono fare il boom o il flop, a seconda della fortuna (Tiago e Poulsen su tutti). Se poi aggiungiamo che questo lavoro di talent scout viene affidato al giovane Alessio Secco (che non ha nessuna competenza ed esperienza in merito), allora ecco che i risultati possono essere devastanti. Tra gli indiziati numero uno, oltre a quelli già citati, possiamo mettere senza dubbio Amauri (che in due anni ha inciso in modo determinante in non più di cinque o sei partite), Molinaro (promosso titolare per tutta una stagione con risultati disastrosi), e forse Felipe Melo, che nonostante la poca permanenza nella Juventus ha già dimostrato la sopravvalutazione del suo cartellino. E questo dei soldi al tifoso pesa parecchio, quasi fossero i suoi.

Infine il discorso società. Andrea J, il nostro lettore, ha risposto bene ieri sera nei commenti del tracollo col Bayern. La società è la cosa più difficile da cambiare. Non puoi trovare un dirigente competente, serio ed esperto in modo così semplice. C’è anche un discorso di simbiosi con il resto dello staff tecnico e di rappresentazione, di immagine della società e della squadra. Una figura molto importante che manca troppo ai bianconeri, e che pensiamo sia un po’ la chiave di tutto. Ecco perchè tutti gli indizi portano al ritorno sempre più probabile di Lippi in bianconero, magari accompagnato, perchè no, dal grande Roberto Bettega, rigenerato dalla sentenza di assoluzione per le plusvalenze di bilancio. Se il quadro dovesse essere questo, la società avrebbe contorni molto solidi in termini di competenza e “juventinità”.

Ma intanto, c’è sempre da tenere duro.

Nuovo sondaggio: è giusto criticare Ferrara?

nov272009

Le critiche a Ferrara non sono roba di questi giorni. Ciro è stato messo in dicussione dopo ogni prestazione opaca della squadra, anche perchè si considerava che questa campagna acquisti poteva aver colmato di molto il divario con l’Inter, sopratutto dopo la cessione di Ibrahimovic al Barcellona, che sembrava aver avvicinato i nerazzurri ai bianconeri rispetto al contrario. Invece le cose non vanno come i tifosi juventini si aspettavano. Logico che anche Ferrara abbia le sue colpe, ma a parer mio si sta creando un clima forse troppo accusatorio nei confronti del mister, che rischia di pagare per tutti gli insuccessi della squadra.

Abbiamo visto che in rete cominciano a circolare i primi gruppi anti-Ferrara, o le prime petizioni per cambiare l’allenatore. Io sposterei anche il mirino sugli uomini che dovevano trascinare questa squadra, che non hanno avuto assolutamente un rendimento sufficiente in questa stagione, e che giustamente il giornale Tuttosport stamattina mette sotto accusa: Felipe Melo, Diego e Amauri. Il quotidiano torinese intitola “Non meritate questa Juve”, e per ciò che hanno mostrato da inizio stagione si può anche condividere. Ma a voler ben vedere quanti altri giocatori si potrebbero aggiungere… Perciò una delle verità innegabili è che le colpe devono essere divise, perchè come riportato nel commento alla partita di Champions col Bayern, è vero che sono i giocatori a scendere in campo, ma la mentalità vincente deve essere trasmessa dall’allenatore.

Vi proponiamo quindi un nuovo sondaggio per capire voi da che parte state, e di seguito una piccola riflessione che può sintetizzare meglio ciò che può essere un’accusa o una discolpa per Ciro, e ovviamente vi invitiamo a votare per il sondaggio riportato nella colonna alla vostra destra. 

CONTRO FERRARA

  • Poca esperienza come allenatore e nella gestione dello spogliatoio
  • Modulo di gioco ancora non definitivo
  • Squadra troppo rinunciataria e senza personalità
  • Troppi punti persi in Campionato e Champions

A DISCOLPA DI FERRARA

  • Troppi infortuni
  • Basso rendimento di molti giocatori
  • Campagna acquisti lacunosa
  • Molti “big” in fase calante 

Antonio Conte vicinissimo alla Juventus.

mag272009

 

 

 

 

 

 

 

Al di là di tutte le bufale del calciomercato, dove già da uno o due anni si parlava di Antonio Conte come l’immediato allenatore della Juventus, adesso pare proprio che sia la volta buona. Tutti i tasselli si stanno ricomponendo nel mosaico che dovrebbe dare corpo alla nuova Juve 2009-2010. Il fatto che Ciro Ferrara non verrà riconfermato, dimostra due cose: la prima è che l’ex “scugnizzo napoletano” era stato scelto solamente come traghettatore; non si spiegherebbe infatti quale dimostrazione di maggiore affidabilità avrebbe potuto dare, se non vincere la partita d’esordio, in trasferta, per 3 a 0. La seconda è che alla Juve non comanda la società ma i giocatori, visto che a quanto pare la chiamata di Antonio Conte è stata quasi imposta da Alex Del Piero, miracolosamente risorto dalle ceneri della gestione Ranieri.

La debolezza della dirigenza non è una novità, così come abbiamo più volte dibattuto nei vari commenti. Sorprende invece la scelta di affidare la squadra a Ferrara senza dichiarare chiaramente le intenzioni di un suo impiego a tempo, sapendo benissimo che Antonio Conte avrebbe raggiunto Torino anche a piedi. Il Bari infatti non ha mai manifestato l’intenzione di trattenere il suo tecnico (se questi avessi ricevuto una chiamata dal Signor Elkann), e l’ingaggio dell’allenatore non è certamente un ostacolo visto che il contratto per dirigere la squadra bianconera si assesterà su un biennale da circa 900 mila euro annui.

In giornata il tecnico del Bari si svincolerà dalla sua attuale società, con tutti i ringraziamenti reciproci di rito. Poi potrebbe arrivare subito l’annuncio come nuovo allenatore della Juventus. Forse la cosa più corretta sarebbe aspettare che Ferrara terminasse l’ultima partita, ma sappiamo di quale mondo stiamo parlando…

Complimenti a Ranieri

giu152008

Il nostro tecnico Claudio Ranieri è stato votato terzo miglior tecnico di serie A in base ad un sondaggio indetto da calciomercato.com.

A vincere tale riconoscimento è stato l’allenatore della Fiorentina Cesare Prandelli e dietro di lui Luciano Spalletti.
E’ singolare come Ranieri abbia potuto scavalcare anche il Roberto Mancini, il mister campione d’Italia.

Un terzo posto che sicuramente è destinato a migliorare col tempo.

Bravo Ranieri!