Con Capello si può sognare.
Che la Juve stia cercando un nuovo allenatore, è ormai fuori discussione. Delneri non sarà l’allenatore bianconero nella prossima stagione; e così, quello che sembrava un progetto a lungo raggio, destinato ad una certa stabilità, sarà invece un’altra estate di tormentoni. Resta da chiarire, però, se il cambio allenatore avverrà da subito (Delneri è inadeguato, le sue scelte ed i risultati lo dimostrano), con Gentile e Vialli in prima fila per il ruolo di traghettatore, oppure semplicemente a giugno. Tante le possibilità di scelta, anche se non tutte percorribili, sia per problemi economici, sia per difficoltà di gradimento da parte dei prescelti. Si parla di Spalletti (il nome ideale per iniziare di nuovo un progetto), di Conte (nome legato alla Juve, che potrebbe essere affiancato da un ds esperto), di Deschamps (un altro juventino nel sangue), fino ad arrivare alla suggestione Van Gaal (il ferreo olandese che a giugno lascerà per certo il Bayern). Tutte soluzioni appetibili ed importanti, di sicuro gradimento al popolo bianconero. Ma ce ne sarebbe una per la quale si sarebbe disposti ad abbandonare qualsiasi altra trattativa, a rinunciare a qualsiasi altro progetto: sarebbe quella di Fabio Capello.
L’attuale ct inglese (che tuttavia in Inghilterra non viene ben visto soprattutto dopo il fallimento mondiale), sarebbe la soluzione ideale, la più affascinante, in tutti i sensi. Innanzitutto perché Capello è uno degli
allenatori più bravi in circolazione, e sicuramente tra gli allenatori italiani più vincenti di tutti i tempi. Dovunque è stato (sempre in squadre forti, va sottolineato), ha sempre vinto; a partire dal Milan “galacticos”, poi al Real, poi addirittura alla Roma, poi ancora nella nostra Juventus (quanti bei ricordi), e per finire di nuovo al Real, dove la sua grande colpa fu quella di non vincere la Champions (mica cosa facile, eh), ma che nonostante tutto fece vincere due campionati spagnoli, cosa che, comunque, le merengues del dopo Capello non sono più riuscite a fare. Il tecnico friulano ha in più un’esperienza che qualsiasi allenatore al mondo gli potrebbe invidiare. E’ stato un grande giocatore, un grande allenatore e anche un manager polivalente al Milan. Lo stile è ineguagliabile, rude e deciso, ma certamente in grado di gestire tutti i momenti, quelli felici ma, soprattutto, quelli non facili. L’ultima sua sfida in Inghilterra, poi, non è che sia un fallimento totale: ha comunque riportato la nazionale inglese ai vertici del calcio mondiale, vincendo tutte le partite del girone di qualificazione, e lo stesso sta facendo per le qualificazioni agli Europei. I mondiali possono essere considerati come un passo falso, con un sacco di attenuanti; dalla stanchezza dei giocatori (tutti titolari nei loro rispettivi club), al periodo di scarsa forma di elementi fondamentali (come Rooney), dalla mancanza di un portiere adeguato, alle decisioni arbitrali che hanno clamorosamente penalizzato la squadra inglese.
Un altro motivo potrebbe essere il fatto che Capello è fortemente legato al 4-4-2, modulo che la Juve conosce benissimo: col 4-4-2 giocava proprio la scudettata Juve di Capello, quella di Deschamps in B, e poi quella di Ranieri nei due anni successivi, fino ad arrivare, dopo la parentesi Ferrara/Zaccheroni, al 4-4-2 Delneriano, anche se in realtà gli interpreti sono sempre stati diversi. Capello consentirebbe di iniziare una nuova rifondazione, partendo però su basi tattiche già provate e collaudate, il che non sarebbe un dato da trascurare, perché la Juve di Ferrara, dei brasiliani e del trequartista Diego è fallita anche per questo motivo: la squadra non era abituata a giocare con questo modulo dai tempi di Zidane, e serviva un periodo di adattamento. Molto dipenderà comunque dalla campagna acquisti di Marotta e delle caratteristiche che assumerà il parco giocatori a disposizione.
Infine, non dobbiamo dimenticare il passato di Capello alla Juventus. Stagioni 2004-06, una delle squadre più forti di sempre, una delle formazioni più forti al mondo in quegli anni, un insieme di campioni che giocavano e si sacrificavano per la squadra. Poi, al nome Capello, non puoi non collegarti a quello di Luciano Moggi, che con lui potrebbe ricostruire una nuova triade. Ma forse ci stiamo già spingendo oltre….






Iscriviti per essere sempre aggiornato!