Il punto sul mercato di gennaio.
Dopo due settimane dall’inizio del mercato di riparazione, il borsino ed il resoconto per la Juve è molto semplice: un acquisto (Toni), ed una cessione (Lanzafame). Zero soldi spesi, e zero soldi guadagnati. Considerando che l’infortunio di Quagliarella significa di fatto l’indisponibilità  del giocatore fino alla fine della stagione, potremmo ipotizzare che il nostro bomber sia partito in prestito per sei mesi. La Juve quindi non si è rinforzata ma, anzi, si è indebolita. Il modo di guardare la stagione, il campionato, l’anno appena iniziato, è radicalmente cambiato dopo i primi 10-15 minuti della partita col Parma. Si è passati da una sensazione di ottimismo, dall’obiettivo scudetto, al ritorno del pessimismo cronico e della speranza di raggiungere quantomeno la Champions a fine stagione. A scandire questo drastico passaggio, due pesanti sconfitte e due vittorie stentate, rispettivamente col Catania B e con il Bari, ultima in classifica.
Ecco perché, dopo i buoni presagi di inizio stagione, e i primi problemi di gennaio (a proposito: vi siete chiesti perché la crisi della Juve è ricominciata dopo l’infortunio di Quagliarella?), ci si aspettava nella finestra di mercato, qualche colpo a sorpresa in grado di entusiasmare i tifosi juventini e sopratutto di far vedere quanto fosse determinata la società a non mollare gli obiettivi che si potevano concretizzare. Fino ad ora, invece, è stato fatto un solo “affare”, tra l’altro un mezzo giocatore senza più stimoli, ormai a carriera finita. Ma è anche vero che i calcoli, come sempre, bisogna farli alla fine, e sopratutto rapportarli al budget a disposizione. Che Marotta & C. stiano tenendo da parte il denaro per il colpo grosso? Ne dubitiamo, dal momento che si sono fatti scappare pure Dzeko dopo averlo inseguito per sei mesi buoni. Ma, nel frattempo, la dirigenza deve risolvere anche altri problemi già esistenti in seno alla rosa. La scelta “difficile” tra Buffon e Storari per esempio; l’uno, il portiere più forte al mondo, l’altro, il più in forma del momento. Non è sorprendente che il secondo lasci i bianconeri a gennaio, pur avendo ben chiaro il suo ruolo dall’inizio, ma lui ha sempre sfruttato al meglio le occasioni che il mercato gli ha concesso. Tuttavia, se Storari partirà , la Signora guadagnerebbe almeno 4 milioni di euro, oro puro in un momento come questo, dove la società è di fatto senza un centesimo. Soldi che potrebbero diventare di più in caso di partenze di altri due giocatori, il cui destino, però, è tutt’altro che segnato. Stiamo parlando di Sissoko ed Amauri. Il primo sembrava essere destinato ad andarsene, perché non giocava ed era in rotta con la società ; invece, la società stessa lo ha momentaneamente tolto dal mercato per via della squalifica di Melo, e lui ha ripreso a giocare come ai vecchi tempi. Se qualcosa si muoverà in vista di una sua cessione, lo sapremo solo negli ultimissimi giorni di mercato.
Diversa invece la situazione di Amauri. Diciamoci la verità : chi se lo piglia? Il giocatore, oramai, è in rotta con i tifosi, stanchi e stufi di dover aspettare ancora il primo gol in Serie A di quest’anno (che sarebbe (tra l’altro il settimo in due anni). Tuttavia è consapevole che andando via dalla Juve non troverebbe un’altra squadra del suo prestigio e, soprattutto, che gli darebbe garanzie anche economiche. Ecco perché, nonostante tutto, non si vuole muovere da Torino. Ma se quel miracolo dovesse arrivare (e sarebbe la conferma autentica dell’esistenza della provvidenza divina), allora la Juve potrebbe accumulare un bel tesoretto da spendere, magari per un altro attaccante. Quello che manca in questo momento è un sostituto degno di Quagliarella, in grado di essere utile anche la prossima stagione. Identikit perfetto: Luis Fabiano del Siviglia. Di regola servirebbero almeno 10 mln per portarlo a Torino, ma la sensazione è che Marotta si sia davvero inventato qualcosa e che lo stia per portare davvero alla corte di Delneri, basta vedere come si è sbilanciato il giocatore su Twitter: “manca poco, spero andrà tutto per il meglio“. Se non è un’ufficialità , poco ci manca.
Amauri, Iaquinta e Del Piero. Quali tra questi tre attaccanti può arrivare in doppia cifra? Con le cessioni di Diego e Trezeguet, la Juve ridimensiona il suo parco attaccanti, definendo in extremis anche il prestito di Quagliarella dal Napoli. Un’operazione simile a quella di Aquilani, tutt’altro che da disdegnare: giocatore “in prova” per un anno e poi se ne valuterà l’acquisto a tempo debito. Complimenti a Marotta! Ma il problema dell’attacco juventino non è mai stato nè “numerico”, nè economico. Una squadra che punta ad un piazzamento “onorevole” deve avere almeno due giocatori che riescano a passare i 10 gol cadauno. Se consideriamo gli infortuni, e se pensiamo che un giocatore come Iaquinta (che pare il più prolifico dei tre), non potrà giocare tutte le partite vista anche la carta d’identità , appare evidente come i limiti di questa squadra fossero anche nel reparto avanzato, vero e proprio fiore all’occhiello fino all’inizio della stagione scorsa.











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