Il punto sul mercato di gennaio.

gen192011

Dopo due settimane dall’inizio del mercato di riparazione, il borsino ed il resoconto per la Juve è molto semplice: un acquisto (Toni), ed una cessione (Lanzafame). Zero soldi spesi, e zero soldi guadagnati. Considerando che l’infortunio di Quagliarella significa di fatto l’indisponibilità del giocatore fino alla fine della stagione, potremmo ipotizzare che il nostro bomber sia partito in prestito per sei mesi. La Juve quindi non si è rinforzata ma, anzi, si è indebolita. Il modo di guardare la stagione, il campionato, l’anno appena iniziato, è radicalmente cambiato dopo i primi 10-15 minuti della partita col Parma. Si è passati da una sensazione di ottimismo, dall’obiettivo scudetto, al ritorno del pessimismo cronico e della speranza di raggiungere quantomeno la Champions a fine stagione. A scandire questo drastico passaggio, due pesanti sconfitte e due vittorie stentate, rispettivamente col Catania B e con il Bari, ultima in classifica.

Ecco perché, dopo i buoni presagi di inizio stagione, e i primi problemi di gennaio (a proposito: vi siete chiesti perché la crisi della Juve è ricominciata dopo l’infortunio di Quagliarella?), ci si aspettava nella finestra di mercato, qualche colpo a sorpresa in grado di entusiasmare i tifosi juventini e sopratutto di far vedere quanto fosse determinata la società a non mollare gli obiettivi che si potevano concretizzare. Fino ad ora, invece, è stato fatto un solo “affare”, tra l’altro un mezzo giocatore senza più stimoli, ormai a carriera finita. Ma è anche vero che i calcoli, come sempre, bisogna farli alla fine, e sopratutto rapportarli al budget a disposizione. Che Marotta & C. stiano tenendo da parte il denaro per il colpo grosso? Ne dubitiamo, dal momento che si sono fatti scappare pure Dzeko dopo averlo inseguito per sei mesi buoni. Ma, nel frattempo, la dirigenza deve risolvere anche altri problemi già esistenti in seno alla rosa. La scelta “difficile” tra Buffon e Storari per esempio; l’uno, il portiere più forte al mondo, l’altro, il più in forma del momento. Non è sorprendente che il secondo lasci i bianconeri a gennaio, pur avendo ben chiaro il suo ruolo dall’inizio, ma lui ha sempre sfruttato al meglio le occasioni che il mercato gli ha concesso. Tuttavia, se Storari partirà, la Signora guadagnerebbe almeno 4 milioni di euro, oro puro in un momento come questo, dove la società è di fatto senza un centesimo. Soldi che potrebbero diventare di più in caso di partenze di altri due giocatori, il cui destino, però, è tutt’altro che segnato. Stiamo parlando di Sissoko ed Amauri. Il primo sembrava essere destinato ad andarsene, perché non giocava ed era in rotta con la società; invece, la società stessa lo ha momentaneamente tolto dal mercato per via della squalifica di Melo, e lui ha ripreso a giocare come ai vecchi tempi. Se qualcosa si muoverà in vista di una sua cessione, lo sapremo solo negli ultimissimi giorni di mercato.

Diversa invece la situazione di Amauri. Diciamoci la verità: chi se lo piglia? Il giocatore, oramai, è in rotta con i tifosi, stanchi e stufi di dover aspettare ancora il primo gol in Serie A di quest’anno (che sarebbe (tra l’altro il settimo in due anni). Tuttavia è consapevole che andando via dalla Juve non troverebbe un’altra squadra del suo prestigio e, soprattutto, che gli darebbe garanzie anche economiche. Ecco perché, nonostante tutto, non si vuole muovere da Torino. Ma se quel miracolo dovesse arrivare (e sarebbe la conferma autentica dell’esistenza della provvidenza divina), allora la Juve potrebbe accumulare un bel tesoretto da spendere, magari per un altro attaccante. Quello che manca in questo momento è un sostituto degno di Quagliarella, in grado di essere utile anche la prossima stagione. Identikit perfetto: Luis Fabiano del Siviglia. Di regola servirebbero almeno 10 mln per portarlo a Torino, ma la sensazione è che Marotta si sia davvero inventato qualcosa e che lo stia per portare davvero alla corte di Delneri, basta vedere come si è sbilanciato il giocatore su Twitter: “manca poco, spero andrà tutto per il meglio“. Se non è un’ufficialità, poco ci manca.

Marotta, l’attacco non… “Quaglia”.

ago272010

Amauri, Iaquinta e Del Piero. Quali tra questi tre attaccanti può arrivare in doppia cifra? Con le cessioni di Diego e Trezeguet, la Juve ridimensiona il suo parco attaccanti, definendo in extremis anche il prestito di Quagliarella dal Napoli. Un’operazione simile a quella di Aquilani, tutt’altro che da disdegnare: giocatore “in prova” per un anno e poi se ne valuterà l’acquisto a tempo debito. Complimenti a Marotta! Ma il problema dell’attacco juventino non è mai stato nè “numerico”, nè economico. Una squadra che punta ad un piazzamento “onorevole” deve avere almeno due giocatori che riescano a passare i 10 gol cadauno. Se consideriamo gli infortuni, e se pensiamo che un giocatore come Iaquinta (che pare il più prolifico dei tre), non potrà giocare tutte le partite vista anche la carta d’identità, appare evidente come i limiti di questa squadra fossero anche nel reparto avanzato, vero e proprio fiore all’occhiello fino all’inizio della stagione scorsa.

Il neo “acquisto” Quagliarella, è un ottimo giocatore, però non garantisce tutti i gol che servirebbero alla Signora. Il suo record personale è di 14 reti, risalente all’ultima stagione di Udine, e a Napoli non si è ripetuto. Ovviamente il grafico del rendimento di un campione non può essere sempre ascendente, ma anche per caratteristiche tecnico tattiche possiamo affermare che il napoletano non ha proprio le fattezze di chi si può definire un “bomber di razza”, pur annoverando tra i suoi gol autentiche perle da fuoriclasse.  Sicuramente la presenza ingombrante di un giocatore come Amauri pesa, sia sul campo che nelle strategie di mercato. Un “armadio” come lui ti vincola a preferire giocatori veloci, di profondità, oppure di manovra. Una formazione con Iaquinta – Amauri per esempo sarebbe da preferire alla coppia Amauri – Quagliarella? Ne dubito. Però mettere Iaquinta e Quagliarella non sarebbe male se gli stessi riuscissero a non cercare la profondità nello stesso momento, allungando troppo la squadra e creando il buco tra i reparti.

Una constatazione però mi pare doverosa. Nonostante le ottime prestazioni di questo inizio stagione da parte di Del Piero, la sua destinazione inevitabile sarà la panchina. Per la prima volta dopo decenni (ricordiamo Platini, Baggio, Del Piero, e in ultimo Diego), non avremo in campo un giocatore che sfrutti i calci piazzati come arma micidiale, che possa dare la svolta ad una gara che non si sblocca o che ti raddrizzi una partita storta. Di questo , ne sono sicuro, la squadra ne soffrirà tantissimo.

Ajax – Juventus 1-2. Trasportati dal vento d’Europa (League).

feb192010

 

 

 

 

 

 

 

Non possiamo senza dubbio dire che Juventus – Ajax sia stata una bella partita dal punto di vista tecnico, ma vedere vincere la nostra squadra in trasferta in campo internazionale (e per di più in questo periodo), è sempre qualcosa di assolutamente esaltante! Due gol del ritrovato Amauri (ritrovato almeno per il gol), che fanno gridare all’incredibile. Che il vento sia davvero cambiato con Zaccheroni? Il mister a sorpresa scende in campo preferendo schierare quattro difensori in linea anzichè la nuova difesa a tre, con cinque difensori di ruolo in campo. Zebina e De Ceglie controllano le fasce, mentre in mezzo Legrottaglie e Chiellini comandano la difesa. A centrocampo finalmente si vedono insieme Felipe Melo, Sissoko e Marchisio, (il trio delle meraviglie che avrebbe dovuto farci sognare quest’anno), a tamponare le avanzate olandesi, mentre Diego, Del Piero e Amauri hanno il compito di gonfiare la rete dell’Amsterdam Arena.

Dicevamo di una partita poco valida dal punto di vista tecnico, che già nei primi minuti vede molti errori elementari da parte delle due squadre, non imputabili ovviamente alla stanchezza di gioco. E’ l’Ajax che inizia in avanti, procurandosi un paio di occasioni pericolose, fino al quarto d’ora quando Del Piero perde palla nella metà campo avversaria innescando il micidiale contropiede finalizzato da Sulejmani con un perfetto diagonale che batte Buffon: uno a zero per i padroni di casa e partita che si mette subito in salita.

Ma la Juve non rimane a guardare: ci provano di testa Chiellini prima ed Amauri poi, ma i tentativi falliscono. Anche Diego si rende protagonista di una bella conclusione, purtroppo deviata in angolo dal portiere. La Juve per pareggiare ci mette esattamente gli stessi minuti impiegati dai lanceri per passare in vantaggio: cross di De Ceglie da sinistra e Amauri di testa non perdona. Pareggio bianconero con l’uomo più contestato dell’attacco juventino, che conferma il miglioramento dal punto di vista realizzativo sotto la cura Zaccheroni.

Gli olandesi tentano di colpire a caldo la Juve ma Chiellini e Melo sono bravi a salvare situazioni pericolose su Suarez e Anderweidel. Gli attacchi della’Ajax sono veloci e mettono in seria difficoltà la nostra retroguardia, incapace di gestire le sfuriate avversarie, anche per via della poca forma di Zebina, che non ripaga la fiducia di Zaccheroni. I bianconeri riescono a finire la prima frazione in pareggio, pur dimostrando una certa inferiorità sul piano del gioco e del dinamismo. La punizione finale di Del Piero avrebbo potuto essere sfruttata meglio, ma quest’anno il capitano non ne vuole sapere di realizzare quelli che fino a poco tempo fa erano dei “rigori da fuori area“.

Le squadre rientrano in campo con Grygera al posto di Zebina, sicuramente perdendo in fisicità ma guadagnando in disciplina tattica. Ciò non basta a contenere la velocità di Sulejmani, sul quale persino Diego è costretto a ripiegare beccandosi il cartellino giallo, mentre Grygera viene subito messo a dura prova. Ma forse nel momento peggiore dei bianconeri arriva il vantaggio dei nostri: discesa sulla sinistra di Pinturicchio che pennella in area un bellissimo cross dove i due centrali olandesi giocano alle belle statuine; Amauri salta indisturbato e da due passi non perdona la disattenta difesa. Due a uno per noi!

L’Ajax reagisce riprendendo la sua manovra d’attacco, in modo sempre disordinato ma pericolosissimo; la Juve ha già preso gol su palla persa dal Del Piero nel primo tempo e anche in questa fase il nostro capitano si fa soffiare un pallone da cui scaturisce un insidioso tiro da lontano verso la porta di Buffon (di poco a lato). Centro, destra, sinistra, la Juve si piega sotto le avanzate dei lanceri che vanno vicinissimi al pari con un cross che attraversa tutta l’area senza trovare la giusta deviazione, e con una conclusione ben parata da Buffon, molto attento in questa serata. Fuori Salihamidzich per Amauri, un cambio che non vuole essere un ripiegamento delle truppe, ma semplicemente un tentativo di arginare la corsa dell’Ajax con un giocatore fresco e generoso.

Altra palla persa dai nostri; stavolta è Sissoko a regalare l’occasione agli avversari che fortunatamente vengono ribattuti in angolo. Troppo disattenta la nostra squadra, che si salva incredibilmente al 78′ quando solamente il palo ci salva dal tracollo. La Juve non c’è! Sacrosanto il terzo cambio di Zaccheroni che toglie Diego per mettere Trezeguet, arretrando Del Piero rimasto in avanti a svolgere un ruolo non suo.

L’Ajax attacca con piena potenza, ma nel finale perde qualcosa in freschezza atletica. La Juve così salva un risultato importantissimo per la qualificazione e per il prosieguo della stagione, anche se è indubbia la fortuna che ci ha assistito questa sera. Positiva la ritrovata vena di Amauri e appunto il risultato finale. Per contro, ancora troppe incertezze nella retroguardia e nel filtro di centrocampo.

Juventus – Genoa 3-2. Rinasce la Juve, risorge Alex!

feb142010

 

 

 

 

 

 

 

 

All’andata aveva tenuto banco la discussione tra Ferrara e Gasperini sulla legittimità per Ciro di sedere sulla panchina della gloriosa Juventus senza aver fatto nessuna gavetta come allenatore. Quest’oggi gli interessi della sfida si sono fortunatamente spostati su qualcosa di più interessante, dato che di fatto si tratta di “spareggio Champions” che sa di ultima spiaggia, anche se la matematica ovviamente non condanna ancora nessuno. Zaccheroni sceglie di confermare (a ragione) la difesa a tre, con un’unica variante tattica, quella di Zebina nell’insolita posizione centrale al posto di Cannavaro. Davanti alla difesa nulla cambia, con Caceres, Sissoko e De Ceglie in mediana, con Diego, a supportare Amauri e Del Piero. Proprio Alex viene premiato da Bettega prima della partita, con targa commemorativa delle sue 445 partite in maglia bianconera, superando di fatto un mito bianconero come Giampiero Boniperti. Complimenti Alex!

Ma quella che era cominciata appunto come una festa per il capitano e per il popolo juventino, viene subito a scontrarsi con la dura realtà della crisi di gioco e di risultati che ci trascina verso il baratro. Il Genoa controlla la fase iniziale, facendo intravedere già al terzo minuto quanto possano far male certe incursioni fulminee, in questo caso Zebina si esalta nel recupero. In dieci minuti la squadra di Gasperini produce altre due azioni pericolose, colpendo pure il palo con Marco Rossi, a Buffon battuto. Ma il nostro Gigi non può nulla nemmeno in occasione dell’ennesima azione da manuale dei rossoblù che arrivano davanti alla porta facendo girare la palla di prima, come fanno le grandi squadre: Rossi spiazza Buffon portando in vantaggio gli ospiti.

La reazione dei bianconeri avviene solo sugli spalti, perchè in campo la Juve non produce nulla. Petardi, lancio di oggetti, fumogeni….. la reazione più sbagliata che un tifoso denna fare all’interno di uno stadio. Solo una punizione di Alex (debole e centrale) riesce a sbloccare dallo zero lo score dei tiri nello specchio della porta genoana, ma la squadra è inchiodata nel suo immobilismo di idee e di iniziativa. Ma verso la fine del primo tempo Caceres riesce a superare due uomini sulla fascia destra e a crossare in area, dove Amelia sbaglia il tempo dell’uscita e Amauri è libero di incornare a rete: uno pari! Bella esultanza di Zaccheroni che ha sempre puntato sulla necessità di maggior rifornimenti al brasiliano, e di Amari che espone una maglia con dedica sbiandita, evidentemente per averla indossata così tanto tempo senza poterla esporre….

Squadre negli spogliatoi dopo un primo tempo poco giocato da entrambe le parti. Nella ripresa i bianconeri partono più convinti, sfoderando già nei primi minuti una conclusione da fuori area di Caceres e una di Diego deviata in angolo. Zaccheroni impone una Juve d’attacco, spostando evidentemente il baricentro della suadra in avanti, pur senza effettuare nessuna sostituzione. Il coraggio è ripagato dalla caparbietà di Del Piero che conquista palla sulla trequarti offrendola a Diego al limite dell’area che la restituisce di tacco al capitano che batte Amelia cogliendolo in controtempo: grandissimo gol e grande combinazione tra i due fuoriclasse juventini. Due a uno per noi!

Ma non passa nemmeno un minuto che Buffon non riesce a trattenere un cross basso, su cui si avventa ancora Marco Rossi che insacca per il pareggio beffa. Due a due. Dal labiale di Buffon ci sarebbe una prova televisiva valida per una lunghissima squalifica in ambito della lotta alla blasfemia e alle bestemmie sui campi di gioco.

E’ il tempo di un centrocampo più tosto, e Zac decide di inserire Marchisio al posto di Candreva, partito benino nei primi minuto ma poi sparito col passare del tempo. Il gol di Alex ha sbloccato il nostro capitano che ora è la fiamma che anima la rincorsa verso la vittoria. Così, intorno alla mezzora il nostro Del Piero lanciato verso la porta sembra toccato da dietro da un difensore e cade all’interno dell’area: fallo poco chiaro e comunque avvenuto abbondantemente fuori area, ma l’arbitro concede il penalty che Del Piero stesso trasforma. Tre a due per noi!

Esce Diego per Salihamidzich, cambio facilmente intuibile per compattare il centrocampo senza rinunciare alle due punte. Bravo Zac! Brivido al 40′ per un cross che attraversa tutta l’area senza che nessuno intervenga, e Buffon ancora poco lucido su questo pallone che poteva essere suo (siamo in “zona Juve“).

Infortunio per Amauri a tempo scaduto (in dubbio per l’Europa League) che lascia il posto a Giovinco per gli ultimi brividi finali, che però non cambiano il risultato.

Grazie Alex, grazie Mazzoleni…..

Elkann conferma Ferrara. Ai tifosi juventini non basta.

dic102009

All’indomani della cocente sconfitta casalinga col Bayern Monaco (che ha sancito l’eliminazione dalla Champions League), si sono scatenate, come giusto, le più feroci critiche a tutta la sfera Juventus. Nessuno si senta immune da un capo d’accusa. Allenatore, giocatori, società, come dice Del Piero “le colpe vanno sempe distribuite fra tutti”. Ma a questo punto nessun tifoso juventino sopporta più di continuare questo strazio senza che si prendano delle decisioni anche drastiche. La gente vuole che qualcuno paghi, magari anche per tutti. In altre parole, un capro espiatorio come fu Ranieri, che non sarà stato un grande allenatore, ma che con il suo esonero ha fatto da parafulmine alla società e a tanti giocatori che non avevano fatto il loro dovere in campo.

La soluzione più immediata (e comoda) che tutti pensano è quella del cambio di allenatore. John Elkann ha smentito invece ogni voce sul cambio di panchina, assicurando Ciro fino alla fine dell’anno. E questa, comunque la si voglia vedere, è una conferma temporale. Avanti con questo progetto, anche se sono molti gli scontenti. Non si può sapere se questa sarà la decisione giusta, ma si può pensare anche a ciò che in passato sono state le fortunate vicende di Arrigo Sacchi e Marcello Lippi, transitate da momenti iniziali difficili e contestati. Sacchi fu addirittura eliminato in Coppa Italia dal Parma, e salvato letteralmente dalla nebbia di Belgrado mentre veniva eliminato dalla Coppa Campioni ad opera della Stella Rossa. Casi rari, ma pur sempre fatti che possono dare conforto ad una tesi.

Quella forse più difficile è quella di mettere mano alla rosa. Senza i soldi della Champions e con parecchi giocatori che non intendono muoversi per motivi di ingaggio, la Juve si trova a dover “raschiare il barile”, puntando spesso su calciatori che possono fare il boom o il flop, a seconda della fortuna (Tiago e Poulsen su tutti). Se poi aggiungiamo che questo lavoro di talent scout viene affidato al giovane Alessio Secco (che non ha nessuna competenza ed esperienza in merito), allora ecco che i risultati possono essere devastanti. Tra gli indiziati numero uno, oltre a quelli già citati, possiamo mettere senza dubbio Amauri (che in due anni ha inciso in modo determinante in non più di cinque o sei partite), Molinaro (promosso titolare per tutta una stagione con risultati disastrosi), e forse Felipe Melo, che nonostante la poca permanenza nella Juventus ha già dimostrato la sopravvalutazione del suo cartellino. E questo dei soldi al tifoso pesa parecchio, quasi fossero i suoi.

Infine il discorso società. Andrea J, il nostro lettore, ha risposto bene ieri sera nei commenti del tracollo col Bayern. La società è la cosa più difficile da cambiare. Non puoi trovare un dirigente competente, serio ed esperto in modo così semplice. C’è anche un discorso di simbiosi con il resto dello staff tecnico e di rappresentazione, di immagine della società e della squadra. Una figura molto importante che manca troppo ai bianconeri, e che pensiamo sia un po’ la chiave di tutto. Ecco perchè tutti gli indizi portano al ritorno sempre più probabile di Lippi in bianconero, magari accompagnato, perchè no, dal grande Roberto Bettega, rigenerato dalla sentenza di assoluzione per le plusvalenze di bilancio. Se il quadro dovesse essere questo, la società avrebbe contorni molto solidi in termini di competenza e “juventinità”.

Ma intanto, c’è sempre da tenere duro.

Juventus – Sampdoria 5-1! Standing ovation!

ott292009

 

 

 

 

 

 

 

A me il modulo 4-2-3-1, quello con i tre rifinitori, mi piace parecchio. Sarà perchè “quei tre” (Diego, Giovinco e Camoranesi) quando sono in forma cambiano veramente la partita, sarà perchè non c’è Poulsen, sarà perchè vedere un atteggiamento d’attacco è quello che vogliono tutti i tifosi. Tant’è che la Juve di stasera è stata bella, brava, convincente e prolifica. Cosa volere di più? La continuità, per esempio. Quella che sta ritrovando anche Amauri, alla quarta segnatura consecutiva nelle ultime tre gare. Per il momento “ci accontentiamo” di una grande Juve; una squadra che stasera è stata letteralmente irriconoscibile, nel bene s’intende. Ma che c’azzecca questa Juve con quella di pochissimi giorni fa a Siena? A dire il vero nemmeno la maglia. 

Non solo per quanto riguarda il risultato, ma per tutta la conduzione della partita e per l’atteggiamento messo in campo dal primo minuto, fino ad ora uno dei punti deboli di questa Juventus che ha spesso sbagliato l’approccio alla gara applicando poca (o nulla) intensità di gioco. Quella intensità che invece i giocatori della Juve hanno nelle loro potenzialità, e abbiamo visto quanto sia determinante questa caratteristica, così come lo era nelle squadre di Lippi che avevano nel proprio DNA proprio la sfuriata iniziale nei big match, quasi a voler far capire chi comanda. E quando c’è la grinta e la voglia di vincere, quasi sempre c’è anche il risultato. Due a zero nel primo tempo, e cinque gol alla fine, contro la Sampdoria di quest’anno non è cosa da poco.

Ci mette un po’ la Juve a tirare in porta, ma dopo dieci minuti Diego spara in porta a botta sicura, ma il suo tiro trova una caviglia che devia il pallone in corner. Sull’angolo seguente è Chiellini che colpisce benissimo di testa ma Castellazzi stasera fa il Buffon. La Samp non ci sta e Zigler tenta di battere a rete ma Gigi gli chiude lo specchio. Giallo per Sissoko a metà tempo, che ci mette ancora un po’ più di irruenza del dovuto, beccandosi sempre qualche cartellino di troppo (ottima comunque la sua partita).

La Juve inizia ad ingranare, e sulle palle inattive è veramente micidiale. Su corner di Diego arriva Amauri che controlla difficilmente lo spiovente riuscendo a battere a rete di destrezza e potenza. Uno a zero! E terzo gol consecutivo di Amauri! I bianconeri non concedono niente e Del Neri si accorge dell’evidente difficoltà dei suoi, mettendo Bellucci nella speranza di cambiare le cose. Ma la Juve è troppo “in palla”, e Chiellini ne è l’emblema; corsa fino all’area di rigore avversaria per accompagnare l’iniziativa di Amauri, che mette in mezzo un bel pallone bucato dalla retroguardia samdoriana e pronto da infilare in porta. Due a zero e premio meritatissimo per un gigante della difesa come Giorgione!

Squadre a riposo con la sola preoccupazione che i nostri non rovinino tutto nella gestione del risultato. Ma già dal primo minuto del secondo tempo i blucerchiati rischiano un clamoroso autogol, sventato ancora una volta da un grande Castellazzi. I genovesi non si riprendono e anzi subiscono il gioco e le geometrie dei nostri; certo, è difficile prendere quei tre là davanti quando sono in forma, come abbiamo detto prima. E difatti Camoranesi fa vedere come ci si può alternare nella rifinitura e nell’inserimento, servendo una bellissima palla in profondità a Giovinco che conclude di pochissimo vicino all’incrocio.

Ferrara mette Poulsen per Sissoko, già ammonito. Il gol è ancora nell’aria: Giovinco sfugge a sinistra e mette una bellissima palla rasoterra per l’accorrente Camoranesi che batte sicuro un rigore in movimento: è il 3 a 0! Per la Juve è un crescendo continuo di gioco e colpi di classe: tacco di Diego e passaggio a Grosso che spara da fuori area sfiorando anche lui l’incrocio dei pali. E’ solo il preludio ad una nuova prodezza di Amauri, che si esibisce in un grandissimo colpo di testa in area, schiacciando il pallone in rete per il 4 a 0!

Pazzini accorcia le distanze con un bellissimo colpo di testa in anticipo su Cannavaro, ma la partita non ha comunque storia, tanto che si fatica a capire veramente quanto sia merito della Juve o pochezza dei blucerchiati. Sicuramente la squadra di Del Neri ha fatto molto in questa partita per agevolare gli uomini di Ferrara.

Entrano Trezeguet per Amauri e De Ceglie per Felipe Melo, ma Ciro mantiene giustamente il baricentro in avanti, dato che le offensive doriane non sono assolutamente preoccupanti. Giovinco inventa ancora per Trezeguet che schiaccia troppo il pallone al volo e sciupa un’enorme occasione. Ma David si fa perdonare subito dopo con un bel colpo di testa in area che supera il portiere sampdoriano per il definitivo 5 a 1.

Una grande serata anche vivendo gli ultimi minuti di Napoli in diretta….

Trofeo Tim: Juventus – Milan ancora sotto il segno di Amauri.

ago152009

 

 

 

 

 

 

 

La Juve si aggiudica il primo trofeo stagionale battendo per 2 reti a zero i rossoneri di Leonardo, con reti di Amauri e Iaquinta. Secco il risultato che ha evidenziato la differenza tra le due squadre, che a tratti si sono dimostrate entrambe “spaesate” in campo, quasi alla ricerca di una propria identità. Ferrara conferma anche per la seconda partita alcuni elementi quali: Poulsen, Amauri, Legrottaglie, Tiago e Melo. Buona la prova di Caceres schierato a destra (prenderà il posto di Zebina?), così come Yago (o Iago) Falque Silva, alla suo debutto in prima squadra, dimostrando tutte le sue qualità (suo l’assist per il primo gol di Amauri). Curiosità anche per Giuseppe Giovinco, fratello della nostra “formica atomica”, che però ha giocato solo pochi minuti. Ecco l’undici iniziale di FerraraManninger; Caceres, Legrottaglie, Chiellini, Salihamidzic, Melo, Poulsen; Marrone; Iaquinta, Iago, Amauri.

Trofeo Tim: Juventus batte Inter ai rigori.

ago142009

 

 

 

 

 

 

 

Un calcio di rigore (concesso generosamente alla Juve e poi sbagliato), una espulsione, due gol, e tante polemiche: è stata proprio una vera Juve – Inter, durata però solamete 45 minuti. Primo round stagionale alla Juventus, quindi, dopo che Thiago Motta aveva portato in vantaggio i nerazzurri su grave errore della nostra difesa (che commette ancora troppe amnesia quanto a fuorigioco), e che Amauri aveva riportato in parità i bianconeri,raccogliendo un passaggio corto di Rivas al suo portiere, mandando definitivamente su tutte le furie il già stralunato Mourinho.

Entrambe le squadre si sono affrontate ben lontane dalla loro formazione tipo, tant’è che la Juve ha schierato: Buffon, Grygera, Legrottaglie, Cannavaro, Molinaro; Salihamidzic, Felipe Melo, Poulsen, Thiago; Iaquinta e Amauri.

Sarà stato perchè Tiago non ha reso da trequartista, sarà stato perchè Poulsen non ha fatto quasi nulla, e come lui Felipe Melo, ma la Juve in attacco non ha praticamente impensierito l’Inter. Al contrario, la nostra retroguardia ha dato una grossa mano agli avversari, permettendoli di arrivare più volte alla conclusione e, ad essere onesti, a meritare qualcosa in più nel computo finale delle occasioni.

Dopo il vantaggio di Motta, rigore sbagliato da Iaquinta e successivo pareggio di Amauri. Squadre poi ai rigori con questa sequenza: Milito: gol. Salihamidzic: gol. Balotelli: gol. Grygera: gol. Chivu: gol. Felipe Melo: gol. Thiago Motta: gol. Poulsen: palo. Samuel: alto. Amauri: gol. Si va ai rigori a oltranza. Comincia Vieira: gol. Poi Iaquinta: gol. Santon: parato. Legrottaglie: gol.

Juventus – Vicenza 1-1. Sempre più imballati.

lug212009

 

 

 

 

 

 

 

A qualcuno dei nostri la preparazione atletica annebbia le forze nel significato più completo del termine. Forze fisiche quindi, ma anche forze mentali. E’ quello che deve essere successo ad Amauri, che ancora nel corso del primo tempo si è fatto cacciare dal campo per un brutto fallo di reazione, andando proprio a cercare il suo avversario col chiaro intento di effettuare la sua “vendetta”, evidentemente per qualche precedente spigoloso. La causa scatenante infatti sarebbe stato un “pezzo di m…” pronunciato dal giocatore vicentino Di Cesare nei confronti di Amauri (frase che sui campi di calcio sembra quasi un intercalare piuttosto che un insulto). Se un giocatore della Juve non dovrebbe cadere in questa sorta di provocazioni, nella fattispecie di oggi il comportamento del brasiliano assume ancora più rilevanza in quanto Ferrara si aspettava di trarre molte indicazioni da questa partita, sia per il modulo, sia per gli interpreti che lo dovevano applicare (rietro dei nazionali), sia perchè il Vicenza iniziava ad essere un avversario degno di questo nome.

Niente di tutto questo, grazie ad Amauri. La squadra ha dovuto lavorare molto per effetto di questa espulsione, e diciamo che non è ancora in condizioni di permettersi un uomo in meno nemmeno col Vicenza. Quello che Ferrara pubblicizza come una grande reazione della Juve, è in realtà una prestazione ancora una volta opaca, stavolta però con qualche scusante maggiore.

Juve scesa in campo con Buffon (1′st Manninger); Grygera (1′ st Ariaudo) , Cannavaro (10′st Alcibiade), Chiellini, Molinaro (1′st Salihamidzic); Camoranesi (1′st Zanetti), Marchisio (15′ st Marrone), Tiago (1′st Poulsen); Del Piero (21′ st Immobile); Trezeguet, Amauri.

Dopo 16 minuti vantaggio ospite con l’ennesimo pasticcio difensivo bianconero; pochi minuti dopo espulsione di Amauri, e traversa di Del Piero a chiudere un primo tempo ben giocato da Tiago (che riconferma le buone prestazioni precedenti), e Camoranesi.

Nella ripresa le molte sostituzioni abbassano e spezzano di continuo il ritmo gara, anche se un interessante 3-4-3 di Ferrara (schierando Cannavaro-Chiellini-Ariaudo) tiene vivo l’interesse dei tifosi juventini. Il pari bianconero arriva su rigore trasformato da Trezeguet per fallo su Salihamidzic.

Juve ancora rimandata.

Solo un pareggio col Nancy: 1-1.

lug192009

Juve zeppa di riserve, imballata dalla preparazione, questo sì. Ma comunque deludente e troppo poco efficace sotto porta, anche se alcune note positive ci sono comunque. La squadra di Ferrara ha deluso le aspettative, giocando un match al di sotto delle proprie potenzialità e forse deludendo anche “le roi” Michel Platini in onore del quale si giocava questa partita.

Juve in campo con questa formazione: Manninger (1′ st Chimenti); Zebina (1′ st Bamba), Grygera, Ariaudo, Salihamidzic (23′ st Daud); Tiago (43′ st Pirrotta), Zanetti (16′ st Marrone), Poulsen (14′ st Molinaro); Del Piero; Amauri, Immobile (23′ st Esposito). Finalmente Tiago (in campo dall’inizio) ha potuto giocare nella sua posizione preferita, il centro sinistra nel rombo che Ranieri non ha mai attuato pur volendo prendere a tutti i costi il portoghese per affidargli le chiavi del gioco. Buone giocate e padronanza della posizione, in aggiunta a un palo, hanno senz’altro fatto di Tiago uno dei migliori in campo, così come Zanetti in cabina di regia. Malino invece la difesa, anche se con Grygera e Ariaudo coppia centrale non si poteva certamente pensare a qualcosa di buono. In attacco Amauri e Immobile hanno prodotto “il minimo indispensabile”, così come Del Piero in rifinitura “alla Diego” è stato più positivo in fase di suggerimento che in quella conclusiva.

La rete bianconera è stata siglata da Amauri all’8′ del primo tempo, che sfrutta un pasticcio del portiere avversario, mentre il pareggio del Nancy è avvenuto ad opera di Ouaddou proprio allo scadere del primo tempo, e grazie alla complicità di Zebina.

Secondo tempo con altre buone occasioni di Amauri, Tiago e Del Piero, ma la poca velocità della squadra non permette di aspirare a qualcosa in più. Buon allenamento e nient’altro.